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Fusione illimity Banca Ifis a novembre: cosa cambia per conti, depositi e garanzia FITD

La fusione illimity-Banca Ifis ha una data: secondo la pagina ufficiale dell’operazione si perfezionerà il 9 novembre 2026, «o in una data successiva che verrà comunicata». Da quel momento illimity Bank smette di esistere come banca a sé e i suoi conti, le carte e i depositi passano a Banca Ifis, che ne possedeva già il 100% dopo l’offerta pubblica di acquisto e scambio del luglio 2025. Per chi ha un conto o una linea vincolata su illimity le cose da sapere sono poche ma concrete: l’IBAN cambia, l’app e le password no, i tassi dei vincoli in corso restano quelli pattuiti. E c’è un dettaglio che riguarda chi ha soldi anche su Rendimax: la garanzia da 100.000 euro del Fondo interbancario, che finora vale due volte, dopo la fusione varrà una volta sola.

📌 Articolo in breve
La Banca d’Italia ha autorizzato la fusione, prevista per il 9 novembre 2026 o una data successiva. Secondo le FAQ ufficiali il conto resta attivo, l’IBAN cambia, credenziali e carte restano valide, i vincoli proseguono agli stessi tassi. La garanzia FITD da 100.000 euro varrà sulla somma dei depositi presso illimity e Banca Ifis: con 70.000 euro su illimity e 50.000 su Rendimax ne restano scoperti 20.000. La direttiva europea dà tre mesi dalla notifica per spostare senza penali la parte oltre la soglia.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Indice

  1. Cosa è stato deciso e quando
  2. IBAN, app, credenziali e carte: cosa cambia
  3. Conto deposito e linee vincolate in corso
  4. illimity e Rendimax: cosa si sa e cosa no
  5. Garanzia FITD: perché due plafond diventano uno
  6. Quattro esempi numerici
  7. I tre mesi per spostare l’eccedenza senza penali
  8. Se cambiano le condizioni: il diritto di recesso
  9. Il contesto: l’ispezione della Banca d’Italia su Banca Ifis
  10. Cosa fare prima della fusione
  11. Domande frequenti

Cosa è stato deciso e quando

Il passaggio decisivo è arrivato a fine settembre. Con il comunicato del 25 settembre 2026 Banca Ifis ha reso noto di aver ricevuto il 23 settembre il provvedimento della Banca d’Italia, «pieno e incondizionato», che autorizza la fusione per incorporazione di illimity Bank. Nello stesso comunicato la banca scrive che l’integrazione «sarà pertanto completata entro l’esercizio in corso», cioè entro fine 2026.

La data precisa non sta nel comunicato ma nella pagina dedicata all’operazione sul sito di Banca Ifis: la fusione «si perfezionerà» il 9 novembre 2026 «o in una data successiva che verrà comunicata». Il 9 novembre è quindi la data prevista, non una data blindata.

Giuridicamente Banca Ifis subentra in tutti i contratti di illimity: l’articolo 2504-bis del Codice civile dice che la società incorporante assume «i diritti e gli obblighi» delle società partecipanti alla fusione, «proseguendo in tutti i loro rapporti». Il contratto non si chiude e non se ne firma uno nuovo: cambia la banca dall’altra parte, e le condizioni pattuite restano valide.

Il sito di illimity si presenta già come «illimity Banca Ifis» e scrive che «Banca Ifis potenzia la sua offerta per privati e famiglie con illimity»: il nome sembra destinato a restare come marchio per i privati, ma un annuncio formale sul futuro del brand, al 5 ottobre 2026, non c’è.

IBAN, app, credenziali e carte: cosa cambia

Le risposte stanno nelle FAQ per i clienti retail di illimity di Banca Ifis, che verranno aggiornate «quando disponibili». La tabella riassume cosa dicevano il 5 ottobre.

Cosa Cosa dicono le FAQ ufficiali
Conto corrente Il rapporto resta attivo; la banca sta integrando servizi e piattaforme
IBAN Cambia. Il nuovo IBAN e le istruzioni arriveranno con comunicazioni specifiche
Area personale e app Dalla data di fusione si accede via browser da www.illimity.bancaifis.it e tramite app
Username e password Non cambiano
Strumenti di sicurezza Restano utilizzabili quelli già associati all’utenza
Carta di debito, prepagata Nexi, carta di credito Continuano a funzionare regolarmente
Documenti nell’area personale Vengono migrati, ma la banca consiglia di salvarli, stamparli e conservarli
Assistenza Smart Care invariato: 02 82849660 o canali nell’area personale
Linee di deposito Proseguono fino a scadenza con gli stessi tassi; si possono attivare nuove linee ai tassi in vigore
Garanzia FITD Dalla fusione si applica alla somma dei depositi presso illimity Bank e Banca Ifis, anche per i cointestati

Il cambio di IBAN è la voce che richiede più lavoro: stipendio o pensione, addebiti di bollette e rate, bonifici periodici, l’IBAN registrato presso Agenzia delle Entrate o INPS. Le FAQ non dicono ancora da quale giorno sarà attivo il nuovo codice né per quanto tempo il vecchio continuerà a ricevere i pagamenti. Al 5 ottobre 2026 questi due dettagli non sono ancora stati comunicati sulla pagina ufficiale.

Le carte, invece, secondo le FAQ continuano a funzionare e non si parla di sostituirle: chi le ha salvate su siti di acquisto o nel portafoglio del telefono, per ora, non deve fare nulla.

Conto deposito e linee vincolate in corso

Per chi ha soldi vincolati la risposta ufficiale è netta: «Le tue linee di deposito proseguiranno fino alla scadenza con gli stessi tassi di remunerazione». Chi un anno fa ha aperto una linea a 24 mesi tiene quel tasso fino alla scadenza.

Le FAQ aggiungono che si potranno «continuare ad attivare Linee di deposito ai tassi tempo per tempo in vigore». Il Conto Deposito illimity, quindi, non chiude: le nuove linee seguiranno il foglio informativo vigente alla data di attivazione.

Lo stesso vale per il conto remunerato: la promozione del Conto Premium è indicata in homepage al 2,00% annuo lordo sulla giacenza «fino al 01/02/2027», poi 0,50%, e la fusione di per sé non la cancella. Per chi cerca un vincolo nuovo e vuole confrontare illimity con gli altri, i tassi aggiornati sono nella nostra classifica dei migliori conti deposito, calcolati al netto della ritenuta del 26% e del bollo dello 0,20%.

illimity e Rendimax: cosa si sa e cosa no

Banca Ifis ha già un suo conto deposito, Rendimax, e un conto corrente con lo stesso nome. Verranno unificati con i prodotti illimity? Al 5 ottobre 2026 non c’è una comunicazione ufficiale. Le FAQ parlano solo dei prodotti illimity e confermano che il conto deposito resta aperto a nuove linee; il sito di Rendimax presenta il prodotto come sempre e ricorda che la banca aderisce al Fondo interbancario, «che garantisce fino a 100mila euro per ogni cliente e per Banca».

Quello che cambia di sicuro è il soggetto giuridico. Fino alla fusione chi ha un conto illimity e un Rendimax ha rapporti con due banche, ciascuna aderente al FITD per conto proprio. Dopo la fusione avrà due prodotti, magari con due app e due marchi, presso la stessa banca. Ed è qui che entra in gioco la garanzia.

Garanzia FITD: perché due plafond diventano uno

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi rimborsa i depositanti se una banca aderente finisce in liquidazione coatta amministrativa, entro sette giorni lavorativi. Il limite, come spiega la guida della Banca d’Italia, «è pari a 100.000 euro per depositante e per singola banca». La parola che conta è «banca», non «gruppo»: tre conti da 80.000 euro in tre banche dello stesso gruppo sono coperti per intero, due conti da 60.000 e 80.000 nella stessa banca solo per 100.000.

Finché illimity Bank e Banca Ifis restano due banche, chi ha soldi in entrambe ha due coperture. Con la fusione la banca diventa una sola, e le FAQ lo dicono chiaramente: dalla data di efficacia la tutela «sarà applicata all’ammontare complessivo delle somme detenute presso illimity Bank e Banca Ifis, anche nel caso di rapporti cointestati». Nel conto entrano i conti correnti, i conti deposito liberi e vincolati e, secondo la Banca d’Italia, anche gli interessi maturati fino alla data dell’eventuale liquidazione.

Per i cointestati la regola della Banca d’Italia è che il saldo si divide in parti uguali tra gli intestatari, e ogni quota si somma agli altri depositi personali di ciascuno. La cifra oltre i 100.000 euro non è persa per definizione, resta un credito verso la banca in liquidazione, ma non è garantita dal Fondo.

Chi ha tutto su illimity, o tutto su Rendimax, non vede alcuna differenza: cambia solo il numero di plafond per chi ha soldi in entrambe.

Quattro esempi numerici

Gli esempi che seguono sono casi costruiti da noi per mostrare l’effetto della regola, con importi arrotondati e senza contare gli interessi maturati, che nella realtà si aggiungono al saldo e possono avvicinare la soglia.

Caso Su illimity Su Banca Ifis (Rendimax) Coperto prima Coperto dopo la fusione Scoperto dopo
A, intestatario unico 70.000 € 50.000 € 120.000 € 100.000 € 20.000 €
B, intestatario unico 55.000 € 40.000 € 95.000 € 95.000 € 0 € (margine di 5.000 €)
C, intestatario unico 100.000 € 100.000 € 200.000 € 100.000 € 100.000 €
D, Marco (conto illimity cointestato con la moglie + Rendimax personale) 120.000 € cointestati (60.000 a testa) 50.000 € solo di Marco 170.000 € (60.000 + 50.000 per Marco, 60.000 per la moglie) 160.000 € (100.000 per Marco, 60.000 per la moglie) 10.000 €, tutti di Marco

Nel caso A, 70.000 più 50.000 fa 120.000 euro: prima della fusione è tutto coperto perché ciascun importo sta sotto i 100.000 euro della propria banca, dopo la fusione 20.000 euro escono dalla garanzia. Il caso C porta il ragionamento all’estremo: chi aveva diviso 200.000 euro per sfruttare due plafond si ritrova con metà della somma scoperta. Il caso B ricorda che restare sotto la soglia di poco non basta, perché interessi e versamenti possono consumare il margine. Il caso D segue lo schema della Banca d’Italia sui cointestati: a Marco vengono attribuiti 60.000 euro del conto comune, che con i suoi 50.000 di Rendimax fanno 110.000, quindi 10.000 scoperti; la moglie, con 60.000, è coperta per intero.

I tre mesi per spostare l’eccedenza senza penali

La normativa europea non prevede un periodo in cui, dopo la fusione, le due coperture continuano a valere separatamente. Prevede un’altra cosa. L’articolo 16, paragrafo 6, della direttiva 2014/49/UE sui sistemi di garanzia dei depositi stabilisce due regole per le fusioni:

  1. i depositanti devono essere informati «almeno un mese prima che l’operazione acquisti efficacia giuridica», salvo termini più brevi autorizzati dall’autorità per motivi di segreto commerciale o stabilità finanziaria;
  2. ai depositanti è concesso «un termine di tre mesi dalla notifica della fusione» per ritirare o trasferire i depositi in un’altra banca «senza incorrere in alcuna penalità e serbando il diritto a tutti gli interessi e ai benefici maturati», nella misura in cui i depositi superano il livello di copertura «al momento dell’operazione».

In Italia la regola è richiamata dall’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 30/2016, che obbliga la banca a fornire gratuitamente queste informazioni ai depositanti, per iscritto o su supporto durevole, «entro i termini e con gli effetti previsti dalla medesima direttiva».

Nel caso A, i 20.000 euro oltre la soglia potrebbero essere spostati entro tre mesi dalla notifica anche se stanno in una linea vincolata, senza perdere gli interessi maturati; il resto del deposito no. I tre mesi partono dalla comunicazione ricevuta da ciascun cliente: secondo Today.it, già il 1° settembre migliaia di clienti illimity avevano ricevuto una comunicazione con la data del 9 novembre. Le FAQ rinviano alle «modalità previste dalla normativa vigente» senza spiegare come esercitare il ritiro: al 5 ottobre 2026 la procedura operativa non è pubblicata. Chi è nel caso A o C farebbe bene a chiedere allo Smart Care, per iscritto, come svincolare l’eccedenza e fino a quando.

Se cambiano le condizioni: il diritto di recesso

La fusione da sola non modifica il contratto e non crea un recesso speciale: il conto corrente si chiude quando vuoi, per i vincoli valgono le regole di svincolo del foglio informativo, salvo i tre mesi per la parte sopra i 100.000 euro.

Se però, ora o dopo la fusione, la banca decidesse di cambiare canoni, tassi o altre condizioni del conto, si applica l’articolo 118 del Testo unico bancario. La modifica unilaterale va comunicata in modo espresso, con la formula evidenziata «Proposta di modifica unilaterale del contratto» e un preavviso minimo di due mesi. Puoi recedere senza spese entro la data di applicazione, alle condizioni precedenti. Nei contratti a durata determinata, come un vincolo, la banca non può modificare unilateralmente i tassi di interesse di un consumatore: la legge lo consente solo nei contratti a tempo indeterminato.

Al 5 ottobre 2026 le FAQ ufficiali non annunciano modifiche alle condizioni dei conti illimity legate alla fusione. Se arriva una lettera con quella formula, per un confronto con gli altri conti i costi aggiornati sono nella nostra guida ai migliori conti correnti online.

Il contesto: l’ispezione della Banca d’Italia su Banca Ifis

Il comunicato del 25 settembre conteneva altre due notizie: il cambio di amministratore delegato, da Frederik Geertman a Raffaele Zingone, che guidava illimity, e il rapporto della Banca d’Italia sugli accertamenti condotti tra gennaio e giugno 2026, chiusi con «giudizio parzialmente sfavorevole» e rilievi su antiriciclaggio, rischio informatico, credito, crediti deteriorati acquistati da terzi e governo societario. La Vigilanza ha chiesto un piano di intervento e un piano di rimedio, e ha avviato un procedimento sui requisiti di capitale aggiuntivi.

Nel comunicato integrativo del 1° ottobre, chiesto dalla Consob, Banca Ifis precisa che i requisiti patrimoniali complessivi che saranno applicabili al termine di quel procedimento «risultano pienamente rispettati sulla base dei dati al 30 giugno 2026». Riportiamo questi fatti perché sono pubblici, non per suggerire un rischio che le fonti non indicano: la risposta pratica resta tenere i depositi entro i 100.000 euro per banca.

Cosa fare prima della fusione

Per la maggior parte dei clienti il lavoro si riduce all’IBAN. Chi ha somme importanti tra le due banche ha qualche passaggio in più:

  1. Somma i saldi di tutti i rapporti a tuo nome presso illimity e Banca Ifis (conti correnti, conto deposito, linee vincolate, la tua metà dei cointestati), più gli interessi maturati.
  2. Se superi i 100.000 euro, chiedi per iscritto allo Smart Care (02 82849660) come trasferire l’eccedenza senza penali e entro quale data, citando l’articolo 16 della direttiva 2014/49/UE.
  3. Scarica e conserva estratti conto, contratti e contabili dall’area personale, come suggerisce la banca stessa.
  4. Prepara l’elenco degli addebiti e degli accrediti legati all’IBAN, così quando arriva il nuovo codice puoi aggiornarli in un pomeriggio.
  5. Leggi ogni comunicazione con la formula «Proposta di modifica unilaterale del contratto»: hai due mesi e puoi recedere senza spese.

Chi deve spostare una parte dei risparmi può valutare anche i titoli di Stato, che non dipendono da una singola banca: il confronto netto è nel nostro calcolatore conto deposito contro BTP e BOT.

Nota della redazione
Il 5 ottobre 2026 abbiamo letto la pagina dell’operazione, le FAQ retail, i comunicati di Banca Ifis del 25 settembre e del 1° ottobre e gli avvisi alla clientela di illimity, dove non compare ancora alcun avviso sulla fusione. Le FAQ citano la tutela FITD cumulata ma non il diritto a spostare l’eccedenza entro tre mesi: è il punto da chiarire con la banca. Aggiorneremo l’articolo dopo la data di efficacia.

Domande frequenti

Quando avviene la fusione tra illimity e Banca Ifis?

Banca Ifis indica il 9 novembre 2026 o una data successiva che verrà comunicata. L’autorizzazione della Banca d’Italia è arrivata il 23 settembre 2026.

Il mio IBAN illimity cambia?

Sì. Le FAQ ufficiali confermano che l’IBAN cambia e che la banca invierà comunicazioni con il nuovo codice e le istruzioni. Da quando sarà attivo e per quanto tempo il vecchio IBAN continuerà a ricevere pagamenti, al 5 ottobre 2026, non è stato ancora comunicato.

Ho 70.000 euro su illimity e 50.000 su Rendimax: sono ancora protetto?

Fino alla fusione sì, per intero. Dalla data di efficacia della fusione il FITD coprirà 100.000 euro sul totale di 120.000, lasciando scoperti 20.000 euro. La direttiva europea concede tre mesi dalla notifica della fusione per trasferire l’eccedenza senza penali e senza perdere gli interessi maturati.

Posso chiudere il conto illimity per via della fusione?

Il conto corrente si può chiudere in qualsiasi momento, come prima. Se la banca proponesse una modifica unilaterale delle condizioni, l’articolo 118 del TUB ti dà due mesi di preavviso e il diritto di recedere senza spese alle condizioni precedenti.

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