Ultimo aggiornamento: settembre 2026
Il Buono Premium di Poste Italiane paga il 3,25% lordo in un anno, garantito dallo Stato e tassato al 12,5%: sulla carta è il miglior rendimento a dodici mesi che si trova allo sportello postale. Il numero però è solo metà della storia. L’altra metà sta in due parole in maiuscolo che ricorrono in tutti i documenti ufficiali, «Nuova Liquidità», e in una data che quasi nessuno ha notato: il 17 settembre. Chi ha fatto un prelievo da quel giorno in poi può scoprire allo sportello di poter comprare meno buoni di quanto pensava. E chi rimborsa prima della scadenza non vede un euro di interessi.
Il Buono Premium (serie TF101A260922) è in vigore dal 22 settembre 2026 e si può sottoscrivere fino al 5 novembre 2026, salvo chiusura anticipata decisa da CDP. Dura un anno e rende il 3,25% lordo, cioè il 2,84% netto dopo l’imposta del 12,5%. Si compra solo da Libretto postale e solo con la «Nuova Liquidità»: somme arrivate dal 18 settembre con bonifico, assegno, stipendio o pensione. I prelievi da qualsiasi conto BancoPosta o libretto con la stessa intestazione riducono quella somma, e i versamenti in contanti non contano. Se lo rimborsi prima dell’anno riavrai solo il capitale, senza interessi. Oltre 5.000 euro di buoni complessivi si paga il bollo dello 0,20%, e il netto scende al 2,64%.
Indice
- Cos’è il Buono Premium e fino a quando si compra
- La Nuova Liquidità: cosa conta e cosa no
- Rimborso anticipato: si riprende il capitale, gli interessi no
- Quanto rende davvero: tasse e bollo
- Il confronto con conti deposito, BOT, BTP e altri buoni
- Tre esempi: 5.000, 20.000 e 50.000 euro
- Per chi ha senso e per chi no
- Domande frequenti
Cos’è il Buono Premium e fino a quando si compra
È un buono fruttifero postale emesso da Cassa Depositi e Prestiti e venduto da Poste Italiane, con la garanzia dello Stato. La serie attuale si chiama TF101A260922 e le condizioni valgono dal 22 settembre 2026. La scheda di sintesi ufficiale fissa la data di fine collocamento al 5 novembre 2026, con una clausola da non sottovalutare: CDP «si riserva la facoltà di interrompere il collocamento in qualsiasi momento», comunicandolo alla clientela. Chi lo sta valutando non deve quindi dare per scontato di avere tempo fino a novembre.
La struttura è la più semplice che esista. Si versa il capitale, si aspetta un anno esatto dalla data di sottoscrizione e si incassa il 3,25% lordo. Non ci sono cedole intermedie né tassi crescenti: il buono esiste solo in forma dematerializzata, si compra per importi da 50 euro e multipli, fino a un massimo di un milione di euro al giorno. Alla scadenza il rimborso arriva in automatico sul libretto di regolamento, come spiega la pagina del prodotto su poste.it, quindi non c’è il rischio di dimenticarselo e farlo cadere in prescrizione.
I paletti sono tre, e stanno tutti nel foglio informativo. Possono sottoscriverlo solo le persone fisiche. Si compra solo da un Libretto di Risparmio Postale (Smart o Ordinario) con la stessa intestazione del buono: il conto corrente BancoPosta da solo non basta. E l’importo massimo è pari alla Nuova Liquidità portata in Poste. Online lo possono comprare solo i titolari di Libretto Smart abilitato alle operazioni dispositive; chi ha il Libretto Ordinario deve andare in ufficio postale. La cointestazione è ammessa fino a quattro persone, ma non tra maggiorenni e minorenni.
La Nuova Liquidità: cosa conta e cosa no
Qui sta il punto che la maggior parte delle presentazioni liquida in una riga. La Nuova Liquidità non è «i soldi che versi sul libretto». Poste la definisce come l’aumento del Saldo, e il Saldo è la somma dei saldi contabili, al 17 settembre 2026, di tutti i conti BancoPosta e i libretti postali con la stessa intestazione. In pratica Poste fotografa quanto avevi in casa sua il 17 settembre e ti lascia comprare il Buono Premium solo con quello che si aggiunge dopo.
Le strade ammesse per portare soldi nuovi sono solo tre: bonifici bancari, versamento di assegni bancari o circolari, accredito di stipendio o pensione. Il periodo va dal 18 settembre al 5 novembre. Il contante non compare nell’elenco: i documenti ufficiali non lo includono, quindi chi pensava di versare allo sportello i risparmi tenuti in casa per comprare il buono resterà deluso. Anche lo spostamento di soldi tra un tuo conto BancoPosta e il tuo libretto non crea Nuova Liquidità, perché il Saldo complessivo resta identico: i soldi erano già in Poste il 17 settembre.
Poi c’è la regola che morde. La scheda di sintesi scrive testualmente che «i prelievi effettuati dal 17 settembre 2026 da qualsiasi conto corrente BancoPosta e/o Libretto di Risparmio Postale recante la medesima intestazione del Buono Premium decurtano la Nuova Liquidità». Non conta solo il libretto da cui compri il buono: conta anche il conto corrente su cui paghi la spesa. Un pensionato che il 20 settembre ha ritirato 500 euro al Postamat dal conto BancoPosta, e il 1° ottobre riceve la pensione sul libretto, ha una Nuova Liquidità ridotta di quei 500 euro. I documenti parlano di «prelievi» senza elencare quali operazioni ci rientrano (pagamenti con carta, bollette domiciliate, bonifici in uscita). Visto che la definizione ruota intorno all’aumento del saldo, la lettura prudente è considerare che ogni uscita possa pesare, e farsi dire allo sportello l’importo esatto sottoscrivibile prima di contarci.
Libretto Smart o Libretto Ordinario: il percorso cambia
Con il Libretto Smart la Nuova Liquidità può arrivare direttamente sul libretto oppure su un conto BancoPosta o un altro libretto con la stessa intestazione, e poi essere girata sul Libretto Smart, ma solo tramite girofondo. Con il Libretto Ordinario la regola è più rigida: la Nuova Liquidità deve arrivare direttamente sul libretto, con bonifico, assegno o accredito di stipendio o pensione. Chi ha lo stipendio accreditato sul conto BancoPosta e un Libretto Ordinario, quindi, non può usare quello stipendio per il Buono Premium a meno di farlo arrivare sul libretto.
Un esempio completo aiuta a vedere i conti. Anna al 17 settembre ha 12.000 euro sul conto BancoPosta e 8.000 sul Libretto Smart: il suo Saldo è 20.000 euro. Il 25 settembre le arriva un bonifico di 15.000 euro dalla banca dove teneva un vecchio deposito, il 27 settembre riceve lo stipendio di 1.800 euro sul conto BancoPosta e nel frattempo preleva 400 euro al Postamat. La sua Nuova Liquidità è 15.000 + 1.800 − 400 = 16.400 euro. Può comprare Buoni Premium fino a 16.400 euro, non fino a 36.400 come potrebbe credere guardando il totale in Poste. Se i 15.000 euro del bonifico li avesse versati in contanti, sarebbero rimasti fuori.
Rimborso anticipato: si riprende il capitale, gli interessi no
Qui c’è la differenza più netta con i buoni che la gente conosce. Il foglio informativo è chiarissimo: «Non sono corrisposti interessi per i Buoni Premium rimborsati prima della scadenza». Si può chiedere il rimborso in qualsiasi momento, anche parziale per multipli di 50 euro, senza costi, e si riceve il capitale nominale. Ma gli interessi maturano tutti insieme al compimento dell’anno. Chi rimborsa all’undicesimo mese incassa zero, come chi rimborsa dopo una settimana.
Il capitale però resta al sicuro, compreso il caso del bollo. Il foglio informativo prevede che, se l’imposta di bollo applicata al rimborso anticipato porta il netto sotto il valore nominale, Poste restituisce la parte di bollo che ha causato la perdita. In altre parole, con il rimborso anticipato non perdi capitale: perdi solo il rendimento.
Per questo il Buono Premium va comprato solo con soldi di cui si è ragionevolmente certi di non avere bisogno per dodici mesi. Chi vuole un paracadute può dividere l’importo in più buoni e rimborsare solo quello che serve: il rimborso parziale lascia intatti gli interessi sulla parte che arriva a scadenza.
Quanto rende davvero: tasse e bollo
Il foglio informativo riporta direttamente i coefficienti: ogni 100 euro diventano 103,25 lordi e 102,84375 netti dopo l’imposta sostitutiva del 12,5%. Il rendimento netto è quindi il 2,84%. È l’aliquota dei titoli di Stato, la metà del 26% che si paga sugli interessi dei conti deposito e dei libretti postali. La trattiene Poste al rimborso e non va indicata nel 730.
Il bollo è la voce che si dimentica. La scheda di sintesi dice che il buono è esente se il portafoglio buoni «è inferiore o uguale a 5.000 euro», altrimenti si paga lo 0,20% annuo sul capitale investito. Due dettagli contano. Il primo: la soglia riguarda tutti i buoni con la stessa intestazione, non solo il Premium. Le FAQ di Cassa Depositi e Prestiti spiegano che l’imposta si calcola sul valore nominale di tutti i buoni, cartacei e dematerializzati, se il loro valore di rimborso complessivo supera 5.000 euro. Chi ha già 4.000 euro in vecchi buoni e ne compra 2.000 di Premium supera la soglia e paga il bollo su tutti e 6.000 euro, cioè 12 euro l’anno. Il secondo: il bollo sui buoni si calcola al 31 dicembre ma si paga al momento del rimborso, sempre secondo CDP.
Sopra la soglia il netto scende dal 2,84% al 2,64%: 2,84375 meno 0,20 punti. Il meccanismo del bollo sui prodotti di risparmio è spiegato nella nostra guida all’imposta di bollo su conto corrente e conto deposito.
Il confronto con conti deposito, BOT, BTP e altri buoni
Abbiamo messo il Buono Premium accanto alle alternative a un anno che un risparmiatore italiano ha davvero a disposizione, riprendendo i dati che abbiamo già verificato sulle fonti ufficiali per la classifica dei conti deposito di ottobre e aggiungendo i rendimenti di Poste dalle pagine prodotto. Il netto tiene conto di tasse e bollo dove si applica.
| Prodotto | Lordo | Tasse | Netto con bollo 0,20% | Cosa sapere |
|---|---|---|---|---|
| Buono Premium (1 anno) | 3,25% | 12,5% | 2,64% (2,84% se buoni ≤ 5.000 €) | Solo Nuova Liquidità; niente interessi se rimborsi prima |
| Deposito Supersmart Pensione (364 giorni) | 3,25% | 26% | 2,20% | Solo pensionati INPS con pensione sul Libretto Smart, anche soldi già in Poste |
| Conto Yes, Solution Bank (12 mesi) | 3,40% | 26% | 2,32% | Miglior vincolo aperto a tutti a fine settembre; minimo 5.000 €, non svincolabile |
| BOT 12 mesi (asta 9 settembre) | 3,008% sul prezzo d’asta | 12,5% | 2,43% | Serve un conto titoli; commissioni escluse; prezzo di mercato se vendi prima |
| Buono Ordinario, se rimborsato dopo 1 anno | 0,75% | 12,5% | 0,46% (0,66% se buoni ≤ 5.000 €) | Durata 20 anni, 2,50% lordo solo a scadenza |
| BTP 5 anni (asta 29 settembre) | 4,08% a scadenza | 12,5% | Circa 3,37% | Cinque anni, non uno: il prezzo oscilla se vendi prima |
Fonti: foglio informativo Buono Premium TF101A260922; foglio informativo Libretto Smart del 29 settembre 2026 per il Supersmart Pensione; pagina prodotto Buono Ordinario (condizioni dal 24 giugno 2025); dati di Conto Yes e BOT dalla nostra classifica dei conti deposito; risultati d’asta del Tesoro del 29 settembre. Il netto del BTP è un’approssimazione della redazione (4,08% × 0,875 − 0,20), commissioni escluse. Calcoli della redazione.
Il dato più interessante è il confronto interno a Poste. Dal 22 settembre il Deposito Supersmart Pensione paga lo stesso 3,25% lordo del Buono Premium, ma gli interessi del libretto sono tassati al 26% e non al 12,5%: a parità di tasso lordo, il pensionato che sceglie il deposito lascia sul tavolo più di quattro decimi di punto netti (2,84% contro 2,41%, prima del bollo). Il Supersmart ha però due vantaggi veri: non richiede Nuova Liquidità, quindi si può usare anche con i soldi già in Poste, e chi lo disattiva in anticipo non viene trattato peggio del Premium, perché in entrambi i casi incassa praticamente nulla (il Supersmart riconosce il tasso base dello 0,001%). Per un pensionato INPS con soldi già sul libretto, la soluzione logica è Premium per la parte che arriva come Nuova Liquidità e Supersmart Pensione per il resto.
Contro i conti deposito bancari il vantaggio fiscale fa quasi tutto. Per uguagliare il 2,64% netto del Buono Premium, un conto deposito con bollo a carico del cliente dovrebbe pagare circa il 3,84% lordo a dodici mesi. Nella nostra rilevazione di fine settembre il miglior vincolo aperto a tutti era al 3,40%. Il 4% esiste solo con condizioni (nuovo cliente, stipendio accreditato, durate brevi), come spiegato nella classifica completa.
Il BTP a cinque anni rende di più sulla carta: all’asta del 29 settembre il titolo con scadenza 1° febbraio 2032 è stato aggiudicato con un rendimento lordo del 4,08%. Ma il confronto è tra un anno e cinque anni, e chi vende un BTP prima della scadenza lo fa al prezzo di mercato, che può essere più basso di quello pagato. Chi ha un orizzonte lungo e sta valutando il collocamento di ottobre trova tutto nella guida al BTP Valore di ottobre 2026. Chi vuole rifare i conti con la propria cifra può usare il nostro calcolatore conto deposito, BTP e BOT.
Resta il BOT a dodici mesi, che al netto rende meno del Premium (2,43% contro 2,64% sopra i 5.000 euro) e in più richiede un conto titoli con le sue commissioni. Ha però un vantaggio: non chiede Nuova Liquidità e si può comprare con qualunque somma.
Tre esempi: 5.000, 20.000 e 50.000 euro
Abbiamo rifatto i conti in Python su dodici mesi, applicando i coefficienti del foglio informativo per il Buono Premium e le condizioni dei rispettivi documenti per le alternative. Per il Buono Premium assumiamo che chi investe 20.000 o 50.000 euro superi la soglia dei 5.000 euro e paghi il bollo dello 0,20% sull’intero capitale; con 5.000 euro e nessun altro buono si resta esenti. Per il Supersmart Pensione il foglio informativo prevede interessi sui 364 giorni con l’anno civile e bollo proporzionale al periodo.
| Netto dopo 12 mesi (euro) | 5.000 € | 20.000 € | 50.000 € |
|---|---|---|---|
| Buono Premium 3,25% | 142,19 | 528,75 | 1.321,88 |
| Buono Premium rimborsato all’11° mese | 0,00 | 0,00 | 0,00 |
| Supersmart Pensione 3,25% (364 giorni) | 109,95 | 439,79 | 1.099,48 |
| Conto Yes 3,40% | 115,80 | 463,20 | 1.158,00 |
| BOT 12 mesi a 97,080, senza commissioni | 121,59 | 486,37 | 1.215,93 |
Prendiamo i 20.000 euro. Il Buono Premium matura 650 euro lordi; l’imposta del 12,5% ne toglie 81,25 e ne restano 568,75, a cui si sottrae il bollo di 40 euro: 528,75 euro netti. Rispetto al miglior conto deposito aperto a tutti sono 65,55 euro in più, rispetto al BOT 42,38. Rispetto al Supersmart Pensione, che paga lo stesso tasso lordo, la differenza è di 88,96 euro, quasi tutta dovuta alla tassazione.
Con 5.000 euro il Premium dà il meglio di sé, perché resta sotto la soglia del bollo: 142,19 euro netti, 26 euro in più di Conto Yes e 20 più del BOT. Attenzione però: basta avere un vecchio buono da qualche centinaio di euro con la stessa intestazione per superare la soglia e far scattare il bollo su tutto. Con 50.000 euro il vantaggio sul conto deposito sale a 163,88 euro in un anno, e quello sul BOT a 105,95.
La seconda riga della tabella è quella da tenere a mente. Se a luglio 2027 ti servono i soldi e rimborsi, il Buono Premium ti restituisce il capitale e basta. Un conto deposito con preavviso o un BOT venduto sul mercato, nella stessa situazione, qualcosa ti avrebbero dato.
Abbiamo letto per intero scheda di sintesi e foglio informativo della serie TF101A260922 e c’è una piccola differenza di formulazione che vale la pena conoscere. La scheda di sintesi dice che decurtano la Nuova Liquidità i prelievi «effettuati dal 17 settembre 2026». Il foglio informativo parla di prelievi «effettuati successivamente alla Data di Riferimento», cioè dal 18. La pagina del prodotto su poste.it conta le somme versate «a partire dal 18 settembre» e «al netto di eventuali prelievi». Chi ha fatto un prelievo proprio il 17 settembre farebbe bene a chiedere allo sportello come è stato conteggiato, prima di dare per buono l’importo sottoscrivibile.
Per chi ha senso e per chi no
Il profilo ideale è chiaro: chi ha soldi fuori da Poste, per esempio un conto deposito in scadenza o liquidità ferma in banca, e li può spostare con un bonifico entro il 5 novembre sapendo che non gli serviranno per un anno. Per lui il Buono Premium è oggi uno dei rendimenti netti a dodici mesi più alti tra i prodotti senza rischio di prezzo. Funziona bene anche per chi riceve stipendio o pensione sul libretto e accumula mese dopo mese, purché non usi lo stesso libretto o conto per le spese di tutti i giorni, perché ogni prelievo erode la Nuova Liquidità.
Ha molto meno senso per chi ha già tutti i risparmi in Poste: senza soldi nuovi il buono semplicemente non si può comprare. E non ha senso per il fondo emergenze, perché l’uscita anticipata azzera il rendimento. Ci sono poi due vantaggi collaterali che valgono per tutti i buoni postali, come ricorda il foglio informativo: sono esenti dall’imposta di successione e, insieme a titoli di Stato e libretti, sono esclusi dal patrimonio mobiliare ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare.
Una panoramica di tutti gli altri buoni ancora in vendita, con durate e rendimenti, è nella nostra guida ai buoni fruttiferi postali 2026.
Domande frequenti
Posso comprare il Buono Premium con il conto BancoPosta?
No. Si sottoscrive solo da Libretto di Risparmio Postale, Smart o Ordinario, con la stessa intestazione del buono. Il conto BancoPosta serve solo come punto d’arrivo della Nuova Liquidità, e solo per chi ha il Libretto Smart, che poi la riceve tramite girofondo.
Se verso contanti allo sportello posso comprarlo?
Il contante non rientra tra le modalità previste. Scheda di sintesi e foglio informativo ammettono solo bonifici bancari, assegni bancari e circolari, accredito di stipendi e pensioni.
La pensione accreditata a ottobre conta come Nuova Liquidità?
Sì, l’accredito di pensioni è tra le modalità ammesse, a patto che arrivi sul libretto (oppure, per chi ha il Libretto Smart, su un conto o libretto con la stessa intestazione e poi venga girata con girofondo). Ogni prelievo fatto dal 17 settembre da conti e libretti con la stessa intestazione ne riduce però l’importo.
Cosa succede se il collocamento chiude prima del 5 novembre?
CDP può interrompere il collocamento in qualsiasi momento dandone comunicazione alla clientela. I buoni già sottoscritti non sono toccati e mantengono il 3,25%; semplicemente non se ne possono comprare altri.
Alla scadenza devo fare qualcosa?
No. Il buono dematerializzato viene rimborsato in automatico alla scadenza e l’importo, al netto delle tasse ed eventualmente del bollo, viene accreditato sul libretto di regolamento. Dal giorno dopo la scadenza il buono non produce più interessi.
Gli interessi vanno dichiarati nel 730?
No. L’imposta sostitutiva del 12,5% viene trattenuta direttamente al rimborso e non c’è nulla da riportare in dichiarazione.
Il Buono Premium è uguale al Deposito Supersmart Pensione al 3,25%?
No, anche se il tasso lordo è identico. Il buono è tassato al 12,5% e richiede Nuova Liquidità; il deposito sul Libretto Smart è tassato al 26%, è riservato ai pensionati INPS con la pensione accreditata su quel libretto e si può attivare anche sui soldi già presenti. A parità di importo il buono rende di più al netto.
