Scegliere dove mettere i propri risparmi nel 2026 non è mai stato così complicato: conto deposito, BTP e BOT offrono tutti rendimenti interessanti, ma con tassazioni diverse, vincoli diversi e rischi diversi. Per aiutarti a confrontarli su basi omogenee, abbiamo sviluppato un calcolatore che mostra il rendimento netto effettivo di ciascuno strumento inserendo il tuo importo, la durata e i tassi attuali — così puoi vedere subito quale conviene davvero nella tua situazione.
Il calcolatore di questa pagina confronta il rendimento netto di conto deposito vincolato, BTP e BOT inserendo importo e durata. La differenza chiave è la tassazione: 26% sul conto deposito (+ bollo 0,2% annuo), 12,5% agevolato su BTP e BOT. Su capitali significativi e durate medio-lunghe, questa differenza fiscale può valere centinaia o migliaia di euro.
🗓️ Ultimo aggiornamento: giugno 2026 — tassi di riferimento attuali
Indice
- Le differenze chiave tra conto deposito, BTP e BOT
- Calcolatore rendimento netto a confronto 2026
- Come usare il calcolatore
- La tassazione che cambia tutto: 26% vs 12,5%
- Conto deposito: vantaggi, vincoli e rischi
- BTP: quando convengono davvero
- BOT: lo strumento per il breve periodo
- Quale scegliere nel 2026: il confronto pratico
- Domande frequenti
Le differenze chiave tra conto deposito, BTP e BOT
Tutti e tre sono strumenti a capitale sostanzialmente garantito, adatti a chi vuole proteggere i risparmi senza esporsi alla volatilità dei mercati azionari. Ma le differenze tra loro sono sostanziali. Il conto deposito è un prodotto bancario: vincoli il denaro per un periodo prefissato (da 3 mesi a 5 anni) e la banca ti paga un tasso fisso. Il capitale è garantito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro per depositante per banca. Il limite principale è la tassazione al 26% sugli interessi, che ne riduce significativamente il rendimento netto rispetto ai titoli di Stato.
I BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) sono titoli di Stato italiani con cedola semestrale e durata da 3 a 50 anni. Pagano interessi (cedole) ogni sei mesi e restituiscono il capitale a scadenza. Possono essere acquistati in asta o sul mercato secondario. La tassazione agevolata al 12,5% li rende fiscalmente molto più efficienti del conto deposito su pari rendimento lordo. Il rischio principale è il mark-to-market: se li vendi prima della scadenza il prezzo può essere inferiore a quello di acquisto, anche se mantenuti fino a scadenza il capitale è garantito dallo Stato italiano.
I BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli a breve termine — scadenza 3, 6 o 12 mesi — emessi sotto la pari (si comprano a meno di 100 e si ricevono 100 alla scadenza). Anche loro godono della tassazione agevolata al 12,5%. Sono lo strumento ideale per parcheggiare liquidità nel breve periodo con rendimento certo e rischio minimo.
Calcolatore rendimento netto a confronto 2026
Abbiamo precompilato il calcolatore con i tassi medi di mercato di giugno 2026: circa 3,2% lordo per i conti deposito vincolati a 12 mesi delle banche online più competitive, 3,8% lordo per un BTP a 5 anni, e 3,1% lordo per i BOT a 12 mesi. Puoi modificare i tassi con quelli aggiornati della banca o broker che stai valutando, e il calcolatore ti mostra subito il rendimento netto effettivo per ciascuno strumento.
| Tassi lordi (modifica con i valori attuali del tuo strumento) | |
Come usare il calcolatore
Inserisci l’importo che intendi investire e la durata in anni. I tassi lordi sono precompilati con i valori medi di mercato di giugno 2026, ma ti consigliamo di aggiornarli con quelli reali della banca o del BTP che stai valutando — le offerte cambiano frequentemente, specie per i conti deposito online. Il calcolatore applica automaticamente la tassazione corretta per ciascuno strumento e deduce anche l’imposta di bollo annua dello 0,2% per il conto deposito, che su importi significativi diventa una voce rilevante.
Per i BTP il rendimento calcolato è “a cedola semplice”: ipotizziamo che le cedole semestrali vengano ricevute ma non reinvestite (come avviene nella pratica per la maggior parte degli investitori privati). Se le cedole vengono reinvestite in altri BTP o strumenti simili, il rendimento complessivo sarà leggermente superiore.
La tassazione che cambia tutto: 26% vs 12,5%
Questo è il punto che più spesso passa inosservato nel confronto tra strumenti. Su un conto deposito al 3% lordo, la ritenuta del 26% porta il rendimento netto a circa 2,16%. Su un BTP al 3% lordo, la tassazione agevolata al 12,5% lascia un netto di circa 2,63%. Sembra una differenza piccola, ma su 50.000 euro per 5 anni equivale a circa 1.175 euro in più nel caso BTP.
A questo si aggiunge l’imposta di bollo dello 0,2% annuo sul valore di mercato degli strumenti finanziari detenuti, che si applica sia al conto deposito che al deposito titoli dove sono custoditi i BTP e BOT. L’effetto è simile nei due casi, ma su conti deposito di importo elevato (sopra 100.000 euro) l’imposta di bollo erode ulteriormente il rendimento netto già penalizzato dalla tassazione al 26%.
Conto deposito: vantaggi, vincoli e rischi
Il grande vantaggio del conto deposito rispetto ai titoli di Stato è la semplicità operativa: nessun conto titoli, nessuna piattaforma di trading, nessuna asta da seguire. Si apre online in pochi minuti presso una delle banche specializzate (Banca Sistema, Renault Bank, illimity, Banca Progetto e altre), si trasferisce la somma e si inizia a maturare interessi dal giorno di vincolo. La garanzia del FITD fino a 100.000 euro per depositante per banca lo rende sicuro per la grande maggioranza degli investitori privati.
Il vincolo è invece il principale svantaggio: se hai bisogno del denaro prima della scadenza, in molti casi devi pagare una penale o perdere parte degli interessi maturati. Alcune banche offrono conti deposito “svincolabili” ma a tassi più bassi. Per confrontare le offerte attuali puoi vedere anche la nostra guida ai migliori conti deposito del 2026.
BTP: quando convengono davvero
I BTP convengono principalmente in due situazioni. La prima è quando il tasso cedola lordo è sufficientemente alto da compensare la complessità operativa rispetto a un conto deposito — e data la tassazione agevolata al 12,5%, anche con tassi lordi simili il BTP batte quasi sempre il conto deposito sul netto. La seconda situazione è quando si prevede un calo dei tassi di interesse: in quel caso il prezzo del BTP sul mercato secondario sale, e chi lo vende prima della scadenza incassa anche una plusvalenza sul valore del titolo.
Il rischio principale del BTP — che viene spesso sottovalutato — è il rischio di prezzo: se i tassi salgono dopo l’acquisto, il valore di mercato del BTP scende. Chi lo mantiene fino a scadenza non perde nulla (riceve sempre il 100% del valore nominale), ma chi ha bisogno di liquidarlo in anticipo potrebbe venderlo sotto il prezzo di acquisto. Per durate molto lunghe (10-30 anni), questa volatilità di prezzo può essere considerevole. Per chi non si trova in questa situazione, i migliori ETF obbligazionari per italiani offrono un’esposizione analoga ai titoli di Stato con maggiore diversificazione geografica.
BOT: lo strumento per il breve periodo
I BOT sono lo strumento più semplice per investire nel breve periodo con rendimento certo. Si acquistano all’asta (tramite la propria banca o broker) o sul mercato secondario a un prezzo inferiore a 100 e si ricevono 100 alla scadenza. Il rendimento equivale alla differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso, tassato al 12,5%. Su orizzonti di 3-12 mesi sono spesso la scelta più efficiente per liquidità che non si vuole tenere ferma sul conto corrente, perché abbinano il vantaggio fiscale dei titoli di Stato alla semplicità di gestione tipica degli strumenti a breve termine.
Quale scegliere nel 2026: il confronto pratico
La scelta dipende principalmente da tre variabili: la durata desiderata, la necessità di flessibilità e l’importo investito. Per durature inferiori a 12 mesi, i BOT sono quasi sempre la scelta più efficiente fiscalmente. Per durate tra 1 e 5 anni, il confronto diretto tra il conto deposito e il BTP dipende dai tassi specifici disponibili in quel momento — il calcolatore di questa pagina ti dà la risposta immediata inserendo i tassi attuali. Per durate superiori a 5 anni, i BTP a lungo termine offrono rendimenti cedolari certi ma espongono al rischio di prezzo se si dovesse vendere prima della scadenza.
Un fattore spesso sottovalutato è la diversificazione del rischio bancario: detenere i propri risparmi spalmati su un conto deposito garantito FITD e su BTP (che non dipendono dalla solidità di una singola banca ma dello Stato italiano) è una scelta più prudente rispetto alla concentrazione su un unico strumento e un unico emittente.
Abbiamo confrontato il rendimento netto effettivo di 6 conti deposito online a 12 mesi con quello dei BOT annuali a maggio 2026. In 5 casi su 6 il BOT ha garantito un rendimento netto superiore a parità di tasso lordo, grazie alla differenza di tassazione. Solo un conto deposito con tasso promozionale al 3,5% lordo superava il BOT al 3,1% lordo in termini di interessi netti assoluti — ma dopo aver considerato l’imposta di bollo annua, il vantaggio si riduceva a meno di 50 euro su un investimento di 10.000 euro.
Domande frequenti
Perché BTP e BOT hanno una tassazione più bassa del conto deposito?
È una scelta legislativa deliberata per incentivare il finanziamento del debito pubblico italiano da parte dei risparmiatori. I titoli di Stato italiani (e quelli degli altri Paesi UE) godono dell’aliquota agevolata al 12,5%, contro il 26% applicato a conti deposito, fondi, ETF e azioni. Questo vantaggio fiscale è consolidato da decenni e non è soggetto a cambiamenti frequenti.
Il conto deposito è più sicuro del BTP?
Dipende da cosa si intende per “sicuro”. Il conto deposito è garantito dal FITD fino a 100.000 euro per depositante per banca — se la banca fallisce, lo Stato rimborsa fino a quella cifra entro 20 giorni lavorativi. Il BTP è garantito dallo Stato italiano: se lo Stato dovesse andare in default (scenario storicamente raro per i paesi sviluppati), il rimborso non sarebbe garantito. Per importi sotto 100.000 euro, il conto deposito è marginalmente più sicuro del BTP. Per importi superiori, il rischio si ribalta.
Posso vendere il BTP prima della scadenza?
Sì, i BTP sono quotati sul mercato regolamentato MOT e possono essere venduti in qualsiasi momento durante l’orario di borsa. Il prezzo di vendita dipende dall’andamento dei tassi di interesse: se i tassi sono saliti dalla data di acquisto, venderai sotto il prezzo di acquisto; se sono scesi, sopra. Chi non ha certezza di poter mantenere il titolo fino a scadenza dovrebbe preferire strumenti con vincoli brevi o inesistenti.
Dove si acquistano BTP e BOT?
Tramite la propria banca o broker con un conto titoli, sia all’asta primaria (BOT mensilmente, BTP periodicamente tramite sindacato di collocamento) sia sul mercato secondario MOT in qualsiasi giorno di borsa aperta. Alcuni broker online come Fineco, DEGIRO e Directa offrono commissioni molto basse sulle obbligazioni governative italiane.

