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Ora solare 2026: quando cambia l’ora e a che punto è l’abolizione

L’ora solare 2026 torna nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre: alle 3 le lancette tornano indietro alle 2 e quella notte si dorme un’ora in più. Fin qui niente di nuovo. Quello che cambia rispetto agli anni scorsi è il contorno: il calendario europeo dei cambi d’ora si ferma proprio al 2026, la Spagna ha riportato l’abolizione sul tavolo di Bruxelles e alla Camera è ancora aperta un’indagine sull’ora legale tutto l’anno. Qui trovi la data, cosa succede alla luce città per città, quanto vale davvero il risparmio energetico e a che punto è la partita sull’abolizione.

📌 Articolo in breve
Si torna all’ora solare domenica 25 ottobre 2026: alle 3 si portano le lancette alle 2. Smartphone e computer si aggiornano da soli. Nei sette mesi di ora legale 2025 Terna ha calcolato 310 milioni di kWh risparmiati, oltre 90 milioni di euro: tanti in assoluto, circa lo 0,1% dei consumi elettrici italiani. L’abolizione del cambio votata dal Parlamento europeo nel 2019 è ferma in Consiglio, quindi il 28 marzo 2027 si tornerà regolarmente all’ora legale.

Indice

  1. Quando torna l’ora solare nel 2026
  2. Alba e tramonto: cosa cambia città per città
  3. Quanto fa risparmiare l’ora legale: i numeri di Terna
  4. E nella bolletta di casa? Tre esempi
  5. Sonno: come gestire il passaggio
  6. Abolizione del cambio dell’ora: a che punto è l’Europa
  7. Ora legale tutto l’anno: l’indagine alla Camera
  8. Da quando l’Italia sposta le lancette
  9. Domande frequenti

Quando torna l’ora solare nel 2026

La regola europea è semplice: l’ora legale finisce l’ultima domenica di ottobre. Nel 2026 quella domenica cade il 25. Il cambio avviene nella notte tra sabato e domenica, quando alle 3:00 gli orologi tornano alle 2:00. In pratica l’ora tra le 2 e le 3 si vive due volte, e chi dorme guadagna sessanta minuti di sonno.

Il passaggio non è una scelta italiana. Lo fissa la direttiva 2000/84/CE, che obbliga tutti i Paesi dell’Unione a cambiare nello stesso istante: l’1:00 del tempo universale. Per questo a Lisbona e Londra le lancette tornano indietro alle 2, da noi alle 3 e ad Atene alle 4. È lo stesso momento in tutta Europa, e così gli orari di voli e treni internazionali non si sfasano.

Smartphone, tablet, computer, smartwatch e quasi tutte le TV si aggiornano da soli, perché prendono l’ora dalla rete. Restano da sistemare a mano gli orologi da polso e da parete, il forno, il microonde, il cruscotto delle auto più vecchie e i termostati non connessi. Se hai un termostato programmato con fasce orarie, conviene controllarlo il giorno stesso: un’ora di sfasamento significa riscaldamento acceso quando in casa non c’è nessuno. Il cambio successivo, il ritorno all’ora legale, è fissato per domenica 28 marzo 2027.

Alba e tramonto: cosa cambia città per città

Il cambio d’ora non allunga né accorcia le giornate: sposta solo il momento in cui la luce arriva sul nostro orologio. Con l’ora solare si guadagna luce la mattina e se ne perde la sera. Per capire quanto, abbiamo calcolato gli orari di alba e tramonto per cinque città con l’algoritmo astronomico usato dalla NOAA, l’agenzia meteorologica statunitense. Il margine è di un paio di minuti rispetto alle effemeridi ufficiali.

Città Sabato 24 ottobre (ora legale) Domenica 25 ottobre (ora solare)
Torino alba 7:56 – tramonto 18:30 alba 6:58 – tramonto 17:28
Milano alba 7:51 – tramonto 18:23 alba 6:52 – tramonto 17:22
Roma alba 7:32 – tramonto 18:16 alba 6:33 – tramonto 17:14
Bari alba 7:14 – tramonto 17:59 alba 6:15 – tramonto 16:58
Palermo alba 7:24 – tramonto 18:17 alba 6:25 – tramonto 17:16

Elaborazione thequestion.it con algoritmo NOAA (alba e tramonto con disco solare all’orizzonte, rifrazione inclusa).

Il dato che colpisce di più riguarda Bari: dal lunedì successivo al cambio il sole tramonta prima delle 17, e a dicembre si scende sotto le 16:30. Chi esce dall’ufficio alle 18 torna a casa col buio fino a metà marzo. In cambio, chi accompagna i figli a scuola alle 7:30 lo fa con la luce invece che all’alba.

Questa tabella serve anche a capire il vero nodo del dibattito sull’abolizione, di cui parliamo più sotto. Il giorno più corto dell’anno, il 21 dicembre, a Milano con l’ora solare il sole sorge alle 8:00 e tramonta alle 16:42. Con un’ora legale permanente sorgerebbe alle 9:00 e tramonterebbe alle 17:42. A Torino l’alba arriverebbe alle 9:04. Un’ora di luce in più la sera si paga con mattine buie fino alle nove, e al Nord-Ovest il prezzo è più alto che al Sud.

Quanto fa risparmiare l’ora legale: i numeri di Terna

Ogni anno Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, stima quanta energia si risparmia grazie ai sette mesi di ora legale. L’idea è intuitiva: se il sole tramonta un’ora più tardi, le luci si accendono un’ora più tardi. L’effetto è più forte nei mesi in cui il tramonto cade proprio nell’ora in cui torniamo a casa, e quasi nullo in piena estate, quando alle 20 c’è comunque luce.

Voce Ora legale 2025 (consuntivo) Ora legale 2026 (stima di marzo)
Minori consumi elettrici 310 milioni di kWh 302 milioni di kWh
Risparmio economico oltre 90 milioni di euro circa 80 milioni di euro
CO₂ evitata 145.000 tonnellate 142.000 tonnellate
Equivalente in famiglie circa 120.000 circa 115.000
Prezzo del kWh usato nel calcolo 29,1 centesimi 26,63 centesimi

Fonte: comunicati Terna del 24 ottobre 2025 e del 25 marzo 2026 (prezzo di riferimento: cliente domestico tipo in regime di tutela, imposte escluse).

Dal 2004 al 2025 il risparmio cumulato calcolato da Terna supera i 12 miliardi di kWh, per circa 2,3 miliardi di euro. Messo così sembra tantissimo, e in valore assoluto lo è. Ma va rapportato al totale: nel 2025 l’Italia ha consumato 311,3 miliardi di kWh di elettricità, sempre secondo Terna. I 310 milioni risparmiati sono quindi circa lo 0,1% dei consumi annui.

Il risparmio si è anche ridotto nel tempo, perché l’illuminazione pesa sempre meno. Una lampadina LED consuma un quinto o un sesto di una vecchia a incandescenza, e i consumi di sera sono dominati da cose che l’ora legale non tocca: frigorifero, televisione, piano cottura, pompe di calore. È questo il cuore dell’argomento di chi, come il premier spagnolo Pedro Sánchez, parla di risparmi “trascurabili”. Chi difende il cambio risponde che 80-90 milioni l’anno restano soldi veri, ottenuti senza spendere un euro.

E nella bolletta di casa? Tre esempi

Il risparmio di Terna è di sistema: comprende uffici, negozi, capannoni e illuminazione pubblica, e Terna non dice quanta parte arrivi dalle famiglie. Per capire l’effetto su una singola bolletta conviene fare il conto al contrario, partendo dalle luci di casa. Con l’ora solare, chi rientra verso le 18 accende le lampade circa un’ora prima rispetto a settembre. Nei giorni feriali quell’ora cade in fascia F1, la più cara per chi ha una tariffa a fasce (ne abbiamo parlato nella guida alle fasce orarie F1, F2 e F3).

Per i conti usiamo lo stesso prezzo di Terna, 26,63 centesimi al kWh imposte escluse, e 22 giorni feriali al mese:

Scenario Luci accese un’ora prima kWh in più al mese Costo al mese
Single in bilocale, tutto LED 6 lampade da 9 W per 1 ora 1,2 circa 0,32 €
Famiglia di quattro persone, tutto LED 12 lampade da 9 W per 1,5 ore 3,6 circa 0,95 €
Casa con vecchie alogene 10 lampade da 40 W per 1,5 ore 13,2 circa 3,52 €

La differenza tra la seconda e la terza riga dice più di qualsiasi dibattito: per una famiglia l’ora solare costa meno di un euro al mese se ha le lampadine LED, quasi quattro se ha le alogene. Se la tua casa è ancora nel terzo scenario, sostituire le lampadine rende molto di più che preoccuparsi del cambio d’ora. Per stimare i consumi degli altri apparecchi puoi usare il nostro calcolatore dei consumi degli elettrodomestici. Il vero peso sulla bolletta d’autunno lo fanno i prezzi dell’energia, non le lancette: le previsioni sono nell’articolo sulle bollette dell’autunno 2026.

Sonno: come gestire il passaggio

Tornare all’ora solare è il cambio “facile”. Il nostro orologio biologico, lasciato libero, tende a un ciclo un po’ più lungo di 24 ore, per questo andare a dormire un’ora più tardi del solito ci pesa meno che anticipare. A marzo si perde un’ora e molti se ne accorgono per giorni. A ottobre la maggior parte delle persone si riallinea in un paio di giorni.

Chi ne soffre di più sono i bambini piccoli, gli anziani e chi ha già un sonno fragile. Il problema tipico dei primi giorni è il risveglio anticipato: il corpo è ancora sull’orario vecchio e alle 6 si è già svegli. Aiuta anticipare gradualmente di 15-20 minuti l’orario della cena e della nanna nei tre-quattro giorni prima del 25 ottobre. Aiuta anche uscire alla luce del mattino nei giorni successivi, perché la luce è il segnale più forte che l’orologio interno riceve. Se il sonno resta disturbato a lungo, al di là del cambio d’ora, trovi indicazioni pratiche nella nostra guida su come dormire meglio e in quella sull’insonnia.

Sul lungo periodo la medicina del sonno ha una posizione precisa, anche se poco nota in Italia. L’American Academy of Sleep Medicine, nella presa di posizione del 2023 sottoscritta da una ventina di organizzazioni, chiede di abolire il cambio adottando l’ora solare permanente, non quella legale. Il motivo è che l’ora solare allinea meglio l’orologio biologico con alba e tramonto. È l’esatto contrario di quanto chiedono i promotori italiani dell’ora legale tutto l’anno, e aiuta a capire perché la questione non si chiude.

Abolizione del cambio dell’ora: a che punto è l’Europa

Nell’estate del 2018 la Commissione europea aprì una consultazione pubblica sul cambio d’ora. Arrivarono 4,6 milioni di risposte e l’84% chiese di abolirlo, anche se la gran parte veniva dalla Germania. A settembre dello stesso anno la Commissione presentò una proposta: basta cambi stagionali, e ogni Stato sceglie se restare per sempre sull’ora legale o sull’ora solare.

Il 26 marzo 2019 il Parlamento europeo approvò la proposta con 410 voti favorevoli, 192 contrari e 51 astenuti, indicando il 2021 come ultimo anno di cambi. Per diventare legge però serve anche il via libera del Consiglio, cioè dei governi. E lì la proposta si è fermata. L’ultimo passaggio formale risale al dicembre 2019. Tutte le delegazioni hanno posto come condizione una scelta coordinata, perché nessuno vuole ritrovarsi con un fuso orario diverso da quello dei vicini: se l’Italia scegliesse l’ora legale e l’Austria quella solare, a ogni confine cambierebbe l’ora tutto l’anno.

A ottobre 2025 la Spagna ha riportato il tema al Consiglio Energia, con Sánchez che ha definito il sistema privo di senso per i risparmi scarsi e gli effetti sulla salute. La vicepresidente della Commissione Teresa Ribera ha parlato di “momento giusto”. La tempistica non è casuale: il calendario ufficiale delle date dei cambi, che la Commissione pubblica ogni cinque anni, arriva fino al 2026. Ma attenzione a non leggerlo come una scadenza della regola. La direttiva del 2000 resta in vigore finché non viene sostituita, e il calendario è solo un elenco di date. Senza un accordo in Consiglio, il 28 marzo 2027 le lancette andranno avanti come sempre.

Ora legale tutto l’anno: l’indagine alla Camera

In Italia il fronte più attivo è quello dell’ora legale permanente. La Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), l’associazione Consumerismo No Profit e il deputato Andrea Barabotti hanno raccolto 352.000 firme e le hanno portate in Parlamento nel novembre 2025. L’11 marzo 2026 la Commissione Attività produttive della Camera ha deliberato un’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente.

Tra aprile e giugno sono stati ascoltati oltre venti soggetti. Ci sono associazioni d’impresa come Confcommercio, Confesercenti, Federalberghi, Confagricoltura e Confapi, i sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL, le associazioni dei consumatori Codacons e Unione nazionale consumatori, economisti dell’energia e diversi medici del sonno. L’ultima audizione pubblicata risale al 24 giugno 2026. La conclusione era prevista entro il 30 giugno, ma a metà settembre la scheda della Camera indica ancora l’indagine come “in corso”, senza un documento conclusivo.

I promotori stimano che l’ora legale tutto l’anno porterebbe altri 720 milioni di kWh di risparmio all’anno, circa 180 milioni di euro, e tra 160.000 e 200.000 tonnellate di CO₂ in meno. Sono stime di parte, non di Terna, e vanno lette come tali. C’è poi un limite giuridico che spesso sparisce dai titoli: l’Italia da sola non può farlo. Finché è in vigore la direttiva europea, uno Stato membro è obbligato a seguire le date comuni. Un’eventuale legge italiana servirebbe soprattutto a definire la posizione del Paese per quando il Consiglio tornerà a discuterne.

📝 Nota della redazione: nei titoli di questi giorni “ora legale per sempre” e “stop al cambio dell’ora” vengono usati come sinonimi, ma sono due scelte opposte. Rifacendo i calcoli su Torino, con l’ora legale permanente il 21 dicembre il sole sorgerebbe alle 9:04. Con l’ora solare permanente, invece, a giugno sorgerebbe alle 4:42. Qualunque proposta deve scegliere quale dei due problemi accettare. La proposta europea del 2018 lascia la scelta ai singoli Stati, ed è proprio lì che si è arenata.

Da quando l’Italia sposta le lancette

L’Italia adottò l’ora legale per la prima volta nel 1916, in piena Prima guerra mondiale, per risparmiare il carbone usato nell’illuminazione. Venne abbandonata nel 1920, reintrodotta a fasi alterne durante la Seconda guerra mondiale e nel dopoguerra e resa stabile solo dal 1966.

Per molti anni l’ora legale italiana finiva l’ultima domenica di settembre, un mese prima di adesso. Dal 1996 i Paesi europei hanno allineato la fine all’ultima domenica di ottobre, e la direttiva 2000/84/CE ha reso la regola definitiva e uguale per tutti. Il sistema di oggi, sette mesi di ora legale e cinque di ora solare, ha quindi trent’anni. Chi ricorda un ottobre “tutto con l’ora solare” non si sbaglia: è cambiato davvero.

Domande frequenti

Con l’ora solare si dorme di più o di meno?

Di più. Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026 alle 3 si torna alle 2, quindi quella notte dura un’ora in più. Si perde un’ora di sonno a marzo, quando torna l’ora legale.

Lo smartphone cambia l’ora da solo?

Sì, se nelle impostazioni data e ora è attivo l’aggiornamento automatico, che è l’impostazione predefinita su iPhone e Android. Lo stesso vale per computer e smartwatch. Vanno invece corretti a mano gli orologi analogici, gli elettrodomestici con display e i termostati non collegati a internet.

Il 2026 è l’ultimo anno con il cambio dell’ora?

No. Il calendario europeo delle date arriva fino al 2026, ma la regola che impone il cambio resta in vigore. La proposta di abolizione è ferma in Consiglio dal 2019, quindi domenica 28 marzo 2027 si tornerà all’ora legale.

Quando torna l’ora legale?

Domenica 28 marzo 2027: alle 2 le lancette andranno avanti alle 3. Durerà fino all’ultima domenica di ottobre 2027, cioè il 31 ottobre.

L’Italia può decidere da sola di tenere l’ora legale tutto l’anno?

Non finché è in vigore la direttiva 2000/84/CE, che obbliga tutti gli Stati membri a cambiare ora nelle stesse date. L’indagine della Camera può portare a una proposta di legge, ma per applicarla servirebbe prima un cambio della norma europea.

Quanto risparmio io in bolletta con l’ora legale?

Poco. Per una famiglia con illuminazione tutta a LED la differenza vale meno di un euro al mese, come mostrano gli esempi sopra. I 90 milioni di euro calcolati da Terna sono un risparmio di sistema, sommato su milioni di utenze domestiche, uffici e negozi.

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