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Passaggio di proprietà auto: quanto costa e come si calcola, con calcolatore

Il passaggio di proprietà auto allo sportello costa 101,20 euro di voci fisse più l’imposta provinciale di trascrizione, che da sola va da 151 a 196 euro per le utilitarie e sale in proporzione ai kW per tutte le altre. Per un’auto da 81 kW il conto finale sta fra 385 e 471 euro secondo la provincia; per una da 110 kW fra 487 e 603 euro. In questa pagina trovi tutte le voci, la regola di calcolo letta sulle schede ufficiali dell’ACI e un calcolatore che, inseriti i kW e la provincia, restituisce l’importo da portare allo sportello.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Importi e maggiorazioni provinciali riletti sulle schede ACI aggiornate al 1° aprile 2026 (costi) e al 26 gennaio 2026 (percentuali per provincia).
📌 Articolo in breve
Le voci fisse sono cinque e valgono 101,20 euro: emolumenti ACI, diritti di Motorizzazione e tre imposte di bollo. A queste si aggiunge l’IPT: 150,81 euro fino a 53 kW, 3,51 euro per ogni kW oltre quella soglia, più la maggiorazione decisa dalla provincia di chi compra (30% in 90 province, 25% in 3, 20% in 11, nessuna ad Aosta, Bolzano e Trento). La pratica va chiesta entro 60 giorni dall’autentica della firma del venditore: oltre, sull’IPT scattano sanzione e interessi. L’agenzia aggiunge il proprio compenso, che è libero.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. Le voci fisse: 101,20 euro uguali per tutti
  2. Come si calcola l’IPT
  3. Le maggiorazioni provincia per provincia
  4. Calcolatore del passaggio di proprietà
  5. Come usare il calcolatore
  6. Tre esempi su auto e province diverse
  7. Sportello o agenzia: cosa cambia
  8. Il termine dei 60 giorni e il ritardo
  9. Auto storiche, eredità e altri casi
  10. Domande frequenti

Le voci fisse: 101,20 euro uguali per tutti

La scheda dell’ACI sul passaggio di proprietà, aggiornata il 1° aprile 2026, elenca i «costi previsti per legge». Tolta l’imposta provinciale, che dipende dal veicolo e dalla residenza, restano cinque importi identici da Aosta a Ragusa, per una Panda come per un SUV.

Voce A chi va Importo
Emolumenti ACI ACI, per la tenuta del PRA 27,00 €
Diritti Motorizzazione Motorizzazione civile 10,20 €
Imposta di bollo sull’istanza unificata Erario 32,00 €
Imposta di bollo per il rilascio del Documento Unico Erario 16,00 €
Imposta di bollo per l’autentica dell’atto di vendita Erario 16,00 €
Totale voci fisse 101,20 €

Due precisazioni che la scheda mette in nota. Sui versamenti destinati alla Motorizzazione vanno aggiunti i costi di riscossione, che l’ACI non quantifica e che quindi non abbiamo inserito nel totale. E i 16 euro per l’autentica si versano direttamente allo sportello solo quando l’atto di vendita viene redatto lì in forma digitale; se invece l’atto è su carta serve il contrassegno da 16 euro comprato in tabaccheria. L’importo non cambia, cambia soltanto il modo di pagarlo.

Su queste cifre c’è poco da risparmiare. La differenza fra un passaggio da 250 euro e uno da 700 la fa l’altra voce, l’imposta provinciale di trascrizione.

Come si calcola l’IPT

L’IPT è l’imposta che la provincia incassa sulla maggior parte delle formalità chieste al Pubblico Registro Automobilistico. La tariffa di partenza è nazionale e sta nella tabella allegata al decreto del Ministero delle Finanze n. 435 del 27 novembre 1998, scritta in lire e poi convertita in euro. Per le auto prevede due regimi: un importo fisso di 150,81 euro per «autoveicoli ed autovetture fino a 53 kW» e una tariffa proporzionale di 3,5119 euro per ogni kW per quelli oltre i 53 kW.

Qui c’è il dettaglio che molti sbagliano. Sopra la soglia la tariffa si applica a tutti i kW del veicolo, non solo a quelli che eccedono i 53. Un’auto da 54 kW non paga 150,81 euro più un chilowatt: paga 54 volte la tariffa unitaria. A 54 kW la tariffa base è 189,54 euro: quasi 39 euro in più rispetto all’importo fisso, per un solo chilowatt.

La scheda ACI sulle agevolazioni IPT (aggiornata il 30 gennaio 2026) aggiunge tre regole operative. L’importo unitario va arrotondato a due decimali prima di moltiplicarlo per i kW, quindi 3,51 euro. Le province possono aumentare l’importo ministeriale «fino ad un massimo del 30%». E il totale dell’IPT, dopo la maggiorazione, si arrotonda all’unità di euro: per difetto se la frazione arriva a 49 centesimi, per eccesso se li supera.

Messa in fila, la formula è questa: kW × 3,51 × (1 + maggiorazione), arrotondato all’euro. Per le auto fino a 53 kW al posto del primo prodotto si mette 150,81. Con la maggiorazione piena del 30% l’importo fisso diventa 196 euro (150,81 × 1,30 = 196,05), con il 25% diventa 189 euro, con il 20% scende a 181 e senza maggiorazione è 151.

I kW sono quelli del libretto, alla voce P.2 della carta di circolazione o del Documento Unico: è lo stesso dato che serve per il calcolo del bollo auto. Cilindrata, alimentazione, età e valore dell’auto non entrano nel conto: una berlina da 110 kW comprata a 3.000 euro paga la stessa IPT di una identica comprata a 30.000.

Le maggiorazioni provincia per provincia

Conta la provincia di residenza di chi compra, non quella del venditore né quella dello sportello in cui si presenta la pratica (ci si può rivolgere a qualsiasi Sportello telematico dell’automobilista, anche fuori provincia). L’elenco che segue è quello della scheda ACI «Calcolo IPT: percentuali di maggiorazione», aggiornata il 26 gennaio 2026. Le province deliberano ogni anno, quindi prima di un acquisto conviene ricontrollare quella pagina.

Maggiorazione Province
30% Agrigento, Alessandria, Ancona, Ascoli Piceno, Asti, Bari, Barletta-Andria-Trani, Belluno, Bergamo, Biella, Bologna, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Como, Cosenza, Cremona, Cuneo, Enna, Fermo, Firenze, Foggia, Forlì-Cesena, Frosinone, Genova, Imperia, Isernia, L’Aquila, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Modena, Monza e Brianza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pesaro Urbino, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Potenza, Prato, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Salerno, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sud Sardegna, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Treviso, Varese, Venezia, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Viterbo
25% Crotone, Ferrara, Sondrio
20% Arezzo, Avellino, Benevento, Gorizia, Grosseto, Latina, Pordenone, Reggio Emilia, Trieste, Udine, Vicenza
Nessun aumento Aosta, Bolzano, Trento

Qualche nota per leggere bene la tabella. In Friuli Venezia Giulia le province sono state abolite e l’imposta è passata alla Regione, che applica il 20% su tutto il territorio: per questo Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine stanno nella stessa riga. A Torino il 30% riguarda gli atti non soggetti a IVA, cioè la normale vendita fra privati, mentre per gli atti soggetti a IVA la maggiorazione è del 20%. In Valle d’Aosta, per autovetture e autocarri usati immatricolati da almeno cinque anni, l’imposta regionale è dovuta in misura fissa qualunque sia la potenza. Diverse città metropolitane (Roma, Firenze, Bari, Bologna, Brescia fra le altre) azzerano o riducono la maggiorazione per noleggiatori, taxi, NCC e autotrasportatori: sono casi che non toccano il privato e che il calcolatore non considera.

Calcolatore del passaggio di proprietà

Il calcolatore applica la tariffa del decreto 435/1998, la maggiorazione della provincia scelta secondo l’elenco ACI qui sopra e le cinque voci fisse. Vale per autovetture a uso privato vendute con un atto fra privati.

🧮 Calcolatore costo passaggio di proprietà auto

ℹ️ I risultati forniti sono stime indicative basate sui dati inseriti e sui parametri vigenti alla data di pubblicazione. Per calcoli ufficiali fai riferimento all’ufficio PRA dell’ACI della tua provincia o a un professionista abilitato.

Come usare il calcolatore

Scrivi la potenza in kW così come compare sul libretto, senza convertirla in cavalli, poi scegli la provincia in cui risiede l’acquirente: accanto a ogni nome c’è la maggiorazione applicata. Premi il bottone e ottieni il totale, con sotto il dettaglio riga per riga: tariffa base, maggiorazione, IPT arrotondata e le cinque voci fisse. Se l’auto ha più di trent’anni e non viene usata per un’attività, spunta la casella dell’auto storica: in quel caso la potenza non serve.

Il risultato è la cifra dovuta per legge allo sportello pubblico. Non comprende i costi di riscossione sui versamenti alla Motorizzazione, il compenso dell’agenzia se ne usi una, le agevolazioni che vanno chieste caso per caso e le sanzioni per chi arriva oltre i 60 giorni. L’importo ufficiale dell’IPT lo liquida comunque lo sportello: se trovi un euro di differenza rispetto al nostro conto dipende dall’ordine in cui vengono fatti gli arrotondamenti.

Nota della redazione. Abbiamo rifatto a mano i conti degli esempi e li abbiamo confrontati con i risultati del calcolatore. Applicando la regola così come la scrive l’ACI (kW × 3,51, poi maggiorazione, poi arrotondamento all’euro) un’auto da 81 kW a Vicenza dà 341,17 euro, cioè 341. Chi invece parte da una tariffa per kW già maggiorata e arrotondata può ottenere, su alcune potenze, un euro in più o in meno.

Tre esempi su auto e province diverse

Sono casi costruiti da noi per mostrare il meccanismo, con nomi di fantasia.

Utilitaria da 51 kW a Milano. Giulia compra una citycar usata e risiede in provincia di Milano, dove la maggiorazione è del 30%. La potenza è sotto la soglia, quindi vale l’importo fisso: 150,81 × 1,30 = 196,05 euro, arrotondati a 196. Sommando le voci fisse il passaggio costa 196 + 101,20 = 297,20 euro.

Compatta da 81 kW a Vicenza. Marco abita in provincia di Vicenza, che applica il 20%. Qui la tariffa è proporzionale: 81 × 3,51 = 284,31 euro; con la maggiorazione 284,31 × 1,20 = 341,17, quindi 341 euro di IPT. Totale 341 + 101,20 = 442,20 euro.

Berlina da 110 kW a Trento e a Roma. Per Anna, residente a Trento, non c’è maggiorazione: 110 × 3,51 = 386,10 euro, cioè 386, e il passaggio costa 487,20 euro. La stessa identica auto intestata a un residente a Roma paga 386,10 × 1,30 = 501,93 euro, cioè 502 di IPT, per un totale di 603,20 euro. Sono 116 euro di differenza per il solo indirizzo di residenza.

Auto Provincia IPT Voci fisse Totale
51 kW Milano (+30%) 196 € 101,20 € 297,20 €
81 kW Vicenza (+20%) 341 € 101,20 € 442,20 €
110 kW Trento (nessun aumento) 386 € 101,20 € 487,20 €
110 kW Roma (+30%) 502 € 101,20 € 603,20 €

Chi sta scegliendo un’usata dovrebbe mettere questa cifra nel preventivo insieme al resto: ne parliamo nella guida su come comprare un’auto usata e, per le spese che arrivano dopo, nel calcolatore di quanto costa mantenere un’auto. Prima di firmare controlla anche quando scade la revisione; se sei ancora indeciso sulla formula, c’è il confronto fra leasing e acquisto.

Sportello o agenzia: cosa cambia

La pratica si chiede a uno Sportello telematico dell’automobilista, lo STA. Ce ne sono di due tipi. Quelli pubblici stanno negli uffici provinciali dell’ACI (il PRA) e della Motorizzazione civile; quelli privati sono le delegazioni degli Automobile Club e gli studi di consulenza automobilistica, cioè le agenzie di pratiche auto. Il risultato è identico: il rilascio del Documento Unico con il nuovo intestatario.

Allo sportello pubblico si pagano solo i costi di legge visti sopra, e l’autentica della firma del venditore è gratuita come servizio (resta il bollo da 16 euro). L’ACI precisa che al PRA serve la prenotazione online dell’appuntamento, da fare tramite lo Sportello Online, e che il pagamento è ammesso solo con moneta elettronica, escluse le carte di credito. Venditore e acquirente si presentano con un documento valido; l’acquirente porta anche la tessera sanitaria, a meno che abbia la carta d’identità elettronica, oltre ai documenti dell’auto: Documento Unico, oppure certificato di proprietà e carta di circolazione per i veicoli che hanno ancora i vecchi documenti.

In agenzia si pagano gli stessi importi più la tariffa del servizio, che l’ACI definisce «in regime di libero mercato». Non esiste un listino ufficiale e non ne riportiamo uno: l’unico modo serio per saperlo è chiedere un preventivo scritto che separi i costi di legge dal compenso. Con il calcolatore di questa pagina la prima parte la conosci già, quindi il compenso si ricava per differenza. L’agenzia ha senso se non riesci a trovare un appuntamento in tempi utili, se venditore e acquirente non possono presentarsi insieme o se la pratica ha complicazioni. La firma si può autenticare anche in Comune, dove si pagano i diritti di segreteria, o da un notaio, che applica la sua tariffa.

Il termine dei 60 giorni e il ritardo

Il rilascio del Documento Unico aggiornato va chiesto entro sessanta giorni dall’autentica della firma del venditore. Se l’autentica avviene allo STA del PRA o della Motorizzazione il problema non si pone, perché la richiesta del passaggio è obbligatoria subito dopo la firma: le due operazioni sono contestuali. Il termine conta davvero quando la firma è stata autenticata altrove, per esempio in Comune, e l’atto resta in un cassetto.

Passati i sessanta giorni la trascrizione si può ancora chiedere, ma secondo la scheda ACI sulla ritardata trascrizione all’IPT si sommano la sanzione per il ritardato pagamento e gli interessi legali, calcolati sulla sola imposta. Per gli atti il cui termine è scaduto dal 1° settembre 2024 la sanzione è il 25% dell’IPT (era il 30% per quelli scaduti entro il 30 agosto 2024). Si dimezza se il ritardo non supera i 90 giorni e, nei primi 15 giorni, si riduce ancora a un quindicesimo per ogni giorno di ritardo. Chi regolarizza spontaneamente può chiedere il ravvedimento operoso, che abbatte ulteriormente la sanzione con frazioni diverse secondo i giorni trascorsi.

Un ordine di grandezza, sempre a titolo di esempio: sull’IPT da 502 euro della berlina romana la sanzione piena del 25% vale 125,50 euro, che diventano 62,75 se il ritardo resta entro i 90 giorni, prima delle riduzioni da ravvedimento e degli interessi. Le voci fisse non subiscono maggiorazioni.

C’è poi il lato stradale e fiscale. L’ACI ricorda che il mancato aggiornamento del Documento Unico comporta, in caso di controllo, sanzioni pecuniarie e il ritiro del documento in base all’articolo 94 del Codice della strada. E finché al PRA risulta il vecchio proprietario, per il fisco il proprietario è lui: bollo e multe continuano ad arrivare a chi ha venduto, come abbiamo spiegato a proposito della riforma del bollo auto. Per questo chi vende ha interesse quanto chi compra a chiudere la pratica il giorno stesso.

Auto storiche, eredità e altri casi

Per i veicoli storici ultratrentennali l’IPT è ridotta a una cifra fissa: 51,65 euro per gli autoveicoli e 25,82 euro per i motoveicoli. Servono due condizioni, cioè che il veicolo sia stato costruito da oltre trent’anni e che non sia adibito a uso professionale o d’impresa, e la riduzione va chiesta espressamente sulla nota di presentazione citando l’articolo 63, comma 4, della legge 342/2000. Dal 1° gennaio 2015 i veicoli fra i venti e i trent’anni non hanno più l’agevolazione, con l’eccezione della Provincia di Bolzano che la riconosce già dal ventesimo anno.

Anche l’auto ricevuta in eredità paga l’IPT: la trascrizione dell’accettazione è una formalità come le altre, con gli stessi 27 euro di emolumenti e 10,20 di diritti, mentre il bollo è variabile secondo gli atti. Se gli eredi sono più d’uno e l’auto va a uno solo di loro, le pratiche sono due (intestazione a tutti gli eredi e trasferimento a quello che la tiene) e i costi si pagano su ciascuna. Molte province attenuano il colpo, ma ognuna a modo suo: Lucca e Arezzo riducono l’IPT al 10%, una ventina di province dividono l’imposta fra le due formalità in quote del 90% e del 10% purché presentate insieme, altre ventitré, fra cui Milano e Torino, applicano la misura fissa, Trento fa pagare solo l’ultima formalità. L’elenco completo è nella scheda ACI sulle agevolazioni e prima di muoversi conviene sentire il PRA della propria provincia, anche per la successione nel suo complesso.

Restano alcune regole locali da conoscere. Perugia e Terni prevedono l’IPT in misura fissa per vendite e donazioni fra consanguinei entro il primo grado, cioè fra genitori e figli. Alcune province hanno deliberato riduzioni per veicoli ecologici e per enti del Terzo settore. I veicoli speciali, con la specialità annotata sulla carta di circolazione, pagano un quarto dell’imposta. Sono agevolazioni che nessuno applica d’ufficio: vanno chieste, indicando la norma.

Domande frequenti

Chi paga il passaggio di proprietà, chi vende o chi compra?

La richiesta allo sportello la presenta l’acquirente, o una persona da lui incaricata, ed è lui che nella prassi sostiene i costi. Le parti possono accordarsi diversamente nella trattativa, ma per il PRA conta solo che la pratica sia pagata.

Quanto costa il passaggio di proprietà di un’auto fino a 53 kW?

Fra 252,20 e 297,20 euro allo sportello pubblico. L’IPT è 151 euro dove non c’è maggiorazione, 181 con il 20%, 189 con il 25% e 196 con il 30%; a questa si sommano 101,20 euro di voci fisse.

Conta la provincia in cui compro l’auto?

No. La maggiorazione è quella della provincia di residenza dell’acquirente. La pratica si può presentare in qualsiasi STA, anche in un’altra provincia, senza che l’imposta cambi.

L’IPT cambia fra benzina, diesel, ibrida ed elettrica?

La tariffa nazionale guarda solo al tipo di veicolo e alla potenza in kW. Alcune province hanno però deliberato riduzioni per i veicoli ecologici: l’ACI lo segnala senza pubblicare un elenco, quindi va chiesto all’ufficio PRA della propria provincia.

Posso fare il passaggio di proprietà online?

Online si prenota l’appuntamento al PRA, che è obbligatorio. L’autentica della firma del venditore richiede però la presenza con un documento valido, davanti allo sportello, al Comune o al notaio.

Quanto tempo serve per avere il nuovo documento?

Lo STA esiste proprio per rilasciare subito il Documento Unico aggiornato, senza passare in tempi diversi da PRA e Motorizzazione. Con un appuntamento e i documenti in ordine si esce con la pratica chiusa.

Se ho perso il certificato di proprietà o il libretto?

Per l’ACI è sufficiente la denuncia di smarrimento, furto o distruzione, oppure la dichiarazione sostitutiva di resa denuncia. Chiuso il passaggio resta da sistemare la polizza: per quella c’è la guida sull’assicurazione auto più economica.

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