Ultimo aggiornamento: settembre 2026
Pensami INPS è il simulatore gratuito con cui l’Istituto ti dice quando puoi andare in pensione e con quali canali, senza chiederti SPID, CIE o altre credenziali. Ad agosto 2026 l’INPS ne ha rilasciato una nuova versione, aggiornata alla legge di bilancio 2026 e quindi agli scatti dell’età previsti per il 2027 e il 2028. In rete lo si presenta spesso come «il simulatore per calcolare la pensione», ed è qui che nasce l’equivoco: Pensami ti dà date e strade possibili, ma l’importo dell’assegno non lo calcola. Vediamo come usarlo bene, quali errori falsano il risultato e cosa aspettarsi in tre casi concreti.
Con il messaggio n. 2612 del 12 agosto 2026 l’INPS ha messo online la nuova versione di Pensami (PENSione A MIsura), che recepisce la legge 199/2025: vecchiaia a 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028, anticipata a 42 anni e 11 mesi di contributi (41 e 11 per le donne) nel 2027 e 43 anni e 1 mese (42 e 1) nel 2028. Si usa senza login dal sito INPS e dall’app INPS Mobile. Restituisce le pensioni a cui puoi accedere in ogni singola gestione e con il cumulo, con le relative decorrenze, ma non calcola l’importo e quindi non verifica i requisiti legati all’importo, come la soglia per l’uscita a 64 anni. Non legge i tuoi contributi dagli archivi INPS: i dati li inserisci tu, per questo conviene partire dall’estratto conto.
Indice
- Cosa cambia con la versione di agosto 2026
- Cosa fa Pensami e cosa non fa
- I requisiti 2027-2028 che il simulatore applica
- Come si usa: i tre livelli e i dati da preparare
- Contributi in più gestioni: cumulo e totalizzazione
- Gli errori che falsano il risultato
- Tre profili: cosa aspettarsi, conti alla mano
- E l’importo? Gli strumenti giusti
- Domande frequenti
Cosa cambia con la versione di agosto 2026
La novità è ufficiale dal messaggio INPS n. 2612 del 12 agosto 2026, firmato dalle direzioni Pensioni, Tecnologia e Comunicazione e dal referente PNRR: Pensami fa parte del progetto PNRR n. 17, «Consulenza virtuale scenari pensionistici futuri». Il messaggio lo dice chiaro: la struttura resta quella delle versioni precedenti. Cambiano le regole caricate dentro, perché il simulatore recepisce «da ultimo» la legge 30 dicembre 2025, n. 199, cioè la legge di bilancio 2026, compreso l’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita.
Le altre due novità sono più sottili. Sono state potenziate le sezioni «Scopri cosa dice il consulente» e «Approfondisci», le schede che spiegano le caratteristiche di ciascuna pensione proposta. E l’aggiornamento normativo è arrivato anche sull’app INPS Mobile per Android e iOS, dove Pensami si trova nella scheda «Servizi» della home, sempre senza autenticazione. Dal sito il percorso indicato dall’INPS è «Pensione e Previdenza», poi «Esplora Pensione e Previdenza», «Servizi», «Vedi tutti» e infine «Pensami – Simulatore scenari pensionistici»; più semplice partire dalla scheda del servizio sul portale INPS, che ha il pulsante «Utilizza il servizio».
Un dettaglio pratico che nessuno racconta: prima di iniziare la simulazione la pagina d’ingresso chiede di superare una verifica anti-robot, e il pulsante «Inizia ora la simulazione» resta grigio finché non è completata. Se sembra bloccato, di solito è solo questo. Lo abbiamo visto aprendo il servizio mentre preparavamo questo articolo.
Cosa fa Pensami e cosa non fa
Qui sta il punto che molti articoli sbagliano. Pensami risponde a due domande: con quali pensioni potrei uscire e da quando. Per ciascuna gestione in cui hai versato contributi, e per il cumulo di tutta la contribuzione, ti mostra i trattamenti accessibili, il sistema di calcolo che si applica (retributivo, misto o contributivo) e la decorrenza. Non ti dice quanto prenderai: il messaggio 2612 parla testualmente di informazioni «senza l’indicazione degli importi delle prestazioni».
La conseguenza è meno ovvia di quanto sembri. L’informativa che compare all’avvio del simulatore precisa che, non calcolando gli importi, Pensami non verifica nemmeno i requisiti collegati agli importi. Per chi ha il primo contributo dal 1996 ce ne sono due, e pesano: l’uscita anticipata a 64 anni richiede un assegno di almeno tre volte l’assegno sociale (2,8 volte per le donne con un figlio, 2,6 con due o più), e la vecchiaia a 67 anni richiede un assegno almeno pari all’assegno sociale. Se Pensami ti propone l’uscita a 64 anni, leggila come «a patto che l’importo basti».
Gli altri limiti dichiarati dall’INPS nella scheda del servizio vanno tenuti a mente. Il simulatore considera solo le pensioni dirette, non quelle di reversibilità. Non tratta le categorie con regole proprie, come piloti, poligrafici, militari, marittimi, minatori o lavoratori dell’editoria. Si riferisce alle pensioni maturate dal 2019 in poi, non tiene conto di eventuali pensioni che hai già e, soprattutto, ragiona in anni e mesi senza considerare i giorni: se sei al limite di un requisito, un risultato «al mese giusto» può slittare nella realtà. I risultati sono anonimi e non hanno valore certificativo.
Le gestioni che Pensami sa valorizzare sono parecchie: Fondo pensioni lavoratori dipendenti, commercianti, artigiani, coltivatori diretti, Gestione Separata, le casse dei dipendenti pubblici (CTPS, CPDEL, CPUG, CPI, CPS) e le Casse professionali.
| Strumento | Accesso | Dati di partenza | Cosa ti dice |
|---|---|---|---|
| Pensami | Libero, anche da app INPS Mobile | Quelli che inserisci tu | Pensioni accessibili, sistema di calcolo e decorrenza, per gestione e in cumulo. Nessun importo |
| Estratto conto contributivo | Area riservata MyINPS | Archivi INPS | I contributi registrati, periodo per periodo, compresi figurativi e riscatti |
| La mia pensione futura | Area riservata MyINPS | Archivi INPS, modificabili | Data di vecchiaia o anticipata, importo stimato «a moneta costante», tasso di sostituzione |
| Nostro calcolatore della data di uscita | Libero | Quelli che inserisci tu | Mese di maturazione e decorrenza per ogni canale, con le finestre |
Fonti: messaggio INPS 2612/2026, schede INPS «Pensami» e «La mia pensione futura».
I requisiti 2027-2028 che il simulatore applica
Le regole che la nuova versione di Pensami ha incorporato sono quelle della legge di bilancio 2026, commi 185 e seguenti, applicate dall’INPS con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026. Il decreto del 19 dicembre 2025 aveva fissato un aumento di tre mesi per il biennio 2027-2028; la legge di bilancio lo ha spalmato, un mese nel 2027 e i tre mesi pieni dal 2028. Ecco i numeri, presi dalla circolare.
| Pensione | 2026 | 2027 | 2028 |
|---|---|---|---|
| Vecchiaia (con 20 anni di contributi) | 67 anni | 67 anni e 1 mese | 67 anni e 3 mesi |
| Vecchiaia contributiva (5 anni effettivi, primo contributo dal 1996) | 71 anni | 71 anni e 1 mese | 71 anni e 3 mesi |
| Anticipata ordinaria, uomini | 42 anni e 10 mesi | 42 anni e 11 mesi | 43 anni e 1 mese |
| Anticipata ordinaria, donne | 41 anni e 10 mesi | 41 anni e 11 mesi | 42 anni e 1 mese |
| Anticipata contributiva (primo contributo dal 1996) | 64 anni e 20 di contributi | 64 anni e 1 mese, 20 anni e 1 mese | 64 anni e 3 mesi, 20 anni e 3 mesi |
| Precoci (Quota 41, categorie tutelate) | 41 anni | 41 anni e 1 mese | 41 anni e 3 mesi |
Fonte: circolare INPS 28/2026, paragrafi 2.1-2.3. Dal 2029 i valori ripartono da quelli del 2028, in attesa del prossimo adeguamento biennale.
Tre dettagli che il simulatore conosce e che conviene conoscere anche tu. L’anticipata ordinaria, quella contributiva a 64 anni e Quota 41 hanno una finestra di tre mesi: la pensione parte trascorsi tre mesi dalla maturazione. Per chi ha la pensione a carico di CPDEL, CPS, CPI e CPUG (dipendenti di enti locali e sanità, alcuni insegnanti, ufficiali giudiziari) l’attesa per l’anticipata sale a sette mesi per i requisiti maturati nel 2027 e a nove mesi dal 2028, ma non si applica a chi esce con il cumulo. Infine lo scatto 2027-2028 non tocca i lavoratori gravosi e usuranti con almeno 30 anni di contributi, per i quali la vecchiaia resta a 66 anni e 7 mesi in alcuni casi e l’anticipata a 42 anni e 10 mesi (41 e 10 per le donne).
Conta l’anno in cui maturi i requisiti, non quello in cui fai domanda. Chi li completa entro dicembre 2026 esce con le regole del 2026 anche se la pensione parte nel 2027. Per le date mese per mese il nostro calcolatore «Quando vado in pensione?» fa lo stesso lavoro di Pensami con le finestre già conteggiate, e per la vecchiaia c’è la guida completa ai requisiti della pensione di vecchiaia.
Come si usa: i tre livelli e i dati da preparare
Pensami non pesca nulla dagli archivi dell’INPS: tutto quello che il simulatore sa di te lo scrivi tu. È il suo pregio, perché puoi provare scenari ipotetici (e se smettessi di lavorare a 60 anni? e se riscattassi la laurea?), ma anche il suo tallone d’Achille, perché un dato sbagliato produce una data sbagliata senza nessun avviso. Per questo il primo passo non è aprire il simulatore, ma scaricare l’estratto conto previdenziale INPS dall’area riservata e tenerlo a portata di mano.
La presentazione tecnica pubblicata dall’INPS descrive un percorso in tre livelli, da affrontare in ordine: puoi fermarti a quello che ti basta. Le statistiche d’uso che Pensami pubblica mostrano quali informazioni vengono raccolte: genere, fascia d’età, ultimo lavoro svolto (dipendente privato, dipendente pubblico, autonomo), gestioni in cui hai versato e «istituti» che hai attivato. I singoli campi della versione 2026 non li abbiamo potuti fotografare, ma la sequenza è questa:
- Livello base. Inserisci pochi dati anagrafici e contributivi e ottieni l’elenco delle pensioni con il sistema di calcolo. Ogni prestazione ha un lucchetto: verde se il requisito è già maturato, giallo se va verificato con altre informazioni, rosso per le possibilità future. C’è anche una linea del tempo con la tua storia contributiva.
- Livello intermedio. Aggiungi i dettagli e il simulatore conferma o estende il diritto e indica la decorrenza di ogni pensione, gestione per gestione e in cumulo. È qui che compaiono le date.
- Livello avanzato. Attivi gli istituti che possono anticipare l’uscita o cambiarne il calcolo: periodi nelle Casse professionali, servizio militare di leva o civile, maternità fuori dal rapporto di lavoro, riscatto della laurea, periodi all’estero. Rispondi alle domande collegate e il risultato si aggiorna.
Durante tutto il percorso le icone informative e le nuove sezioni «Scopri cosa dice il consulente» e «Approfondisci» spiegano cosa significa ogni voce e rimandano alle schede INPS. Se non sai se un periodo va inserito, fermati e leggi: è lì che si evitano la maggior parte degli errori del paragrafo successivo.
Contributi in più gestioni: cumulo e totalizzazione
Chi ha cambiato lavoro passando da dipendente ad autonomo, o da privato a pubblico, ha contributi in più «casse». Pensami è pensato proprio per questo: il messaggio 2612 spiega che il simulatore restituisce le pensioni accessibili sia nelle singole gestioni sia «cumulando l’intera contribuzione». In pratica per ogni gestione indichi i periodi versati lì, e il simulatore ti mostra due tipi di risultato: cosa succede se chiedi la pensione solo in quella gestione e cosa succede con il cumulo.
Il cumulo, spiega la scheda INPS sul cumulo dei periodi assicurativi, è gratuito e produce un’unica pensione pagata pro quota da ciascuna gestione. Ha però tre regole che il simulatore non può indovinare. Deve riguardare tutti i periodi e per intero: non esiste un cumulo parziale. Non lo può usare chi è già titolare di una pensione diretta in una delle gestioni, e Pensami, come abbiamo visto, non tiene conto delle pensioni che hai già. E i periodi coincidenti, per esempio mesi in cui eri dipendente e contemporaneamente versavi alla Gestione Separata, contano una volta sola per il diritto, anche se valgono tutti per l’importo.
Sulla totalizzazione, invece, le fonti ufficiali sul simulatore non dicono nulla: sia il messaggio sia la scheda parlano di singole gestioni e di cumulo. Oggi la totalizzazione conviene di rado, perché ricalcola quasi tutto con il contributivo e ha finestre lunghe. Se vuoi capire se nel tuo caso ha senso, o se conviene la ricongiunzione a pagamento, il confronto completo è nella nostra guida a cumulo, ricongiunzione o totalizzazione.
Gli errori che falsano il risultato
Il primo errore è sommare tutto. L’estratto conto riporta i contributi da lavoro accanto a quelli figurativi (malattia, disoccupazione indennizzata, maternità, cassa integrazione) e a quelli da riscatto. Per il totale dei 42 anni e 11 mesi i figurativi di solito contano, ma alcune pensioni guardano solo ai contributi effettivi. La circolare 28/2026 lo ricorda per l’uscita a 64 anni del contributivo, dove servono 20 anni e 1 mese «di contribuzione effettiva» nel 2027. E per l’anticipata ordinaria dei dipendenti privati servono comunque almeno 35 anni al netto di malattia e disoccupazione. Se inserisci un totale unico, Pensami può darti un lucchetto verde che la sede INPS poi non ti riconosce.
Il secondo è il riscatto della laurea. Finché non l’hai chiesto e pagato, quei periodi non sono contributi. Il modo giusto è inserire la carriera reale e poi attivare il riscatto al livello avanzato, così vedi la differenza tra le due date e capisci quanto ti fa guadagnare. Stesso discorso per il servizio militare: se non risulta già accreditato nell’estratto conto, va segnalato tra gli istituti e non aggiunto ai periodi di lavoro.
Il terzo sono i periodi all’estero. Non vanno aggiunti a una gestione italiana come se fossero stati versati qui. La scheda INPS sul cumulo spiega che i contributi maturati in un Paese UE o in un Paese con convenzione bilaterale che preveda la totalizzazione internazionale valgono per il diritto, con un minimo di 52 settimane per le regole comunitarie. Contano per raggiungere i requisiti, non per l’importo italiano: per questo Pensami li tratta come un istituto a parte, al livello avanzato. I contributi versati in un Paese senza convenzione, invece, non si possono usare.
L’ultimo errore riguarda chi è al limite: se ti manca un mese per un requisito, arrotondare per eccesso i periodi di lavoro è la via più rapida per un risultato sbagliato. Il simulatore ragiona in anni e mesi e ignora i giorni, quindi un mese «quasi pieno» per te può essere un mese vuoto per l’INPS.
Le madri con il primo contributo dal 1996 hanno uno sconto sull’età di cui si parla poco: quattro mesi per ogni figlio, fino a sedici mesi con quattro o più figli (legge di bilancio 2025, comma 179). La circolare INPS 53/2025 precisa che vale per la vecchiaia a 67 e a 71 anni e anche per l’uscita a 64 anni, e che in alternativa si può scegliere un coefficiente di calcolo più favorevole. Precisa anche che il beneficio «non opera d’ufficio» e va chiesto nella domanda di pensione. Non abbiamo potuto verificare se la nuova versione di Pensami lo applichi in automatico: se hai figli e sei nel contributivo, confronta la data proposta con quella calcolata a mano come nell’esempio qui sotto.
Tre profili: cosa aspettarsi, conti alla mano
Gli esempi che seguono non sono schermate del simulatore, che dipendono dai campi esatti compilati. Abbiamo rifatto i conti applicando i requisiti di legge della circolare 28/2026 e della circolare 53/2025, con la finestra di tre mesi dove prevista: è il risultato che Pensami dovrebbe restituire se i dati sono inseriti correttamente, e ti serve come controllo.
Marco, dipendente privato con carriera continua
Marco è nato a marzo 1962 e lavora come dipendente di un’azienda privata senza interruzioni da gennaio 1985: tutto nel Fondo lavoratori dipendenti, niente buchi. Ha contributi prima del 1996, quindi è nel sistema misto e l’uscita a 64 anni non lo riguarda. A novembre 2027 completa 42 anni e 11 mesi di contributi, esattamente il requisito del 2027 per gli uomini. Con la finestra di tre mesi la pensione anticipata parte dal 1° marzo 2028. La vecchiaia arriverebbe molto più tardi: i 67 anni li compie a marzo 2029, e dal 2029 servono almeno 67 anni e 3 mesi, quindi non prima di giugno 2029. Pensami dovrebbe mostrare l’anticipata come prima strada utile.
Ora il caso che fa la differenza. Se Marco avesse due mesi scoperti nella carriera, arriverebbe a 42 anni e 11 mesi a gennaio 2028, quando il requisito è già salito a 43 anni e 1 mese: li raggiungerebbe a marzo 2028 e la pensione partirebbe dal 1° luglio 2028. Due mesi di buco costano quattro mesi di pensione, ed è il motivo per cui i periodi vanno copiati dall’estratto conto e non ricostruiti a memoria.
Giulia, madre di due figli nel contributivo puro
Giulia è nata a giugno 1966, ha il primo contributo a settembre 1998 e lavora da allora: è nel contributivo puro, con oltre 31 anni di contributi effettivi a gennaio 2030. Per l’uscita a 64 anni i requisiti oggi noti sono quelli del 2028, 64 anni e 3 mesi con 20 anni e 3 mesi di contributi effettivi. Senza sconti li raggiungerebbe a settembre 2030, con pensione dal 1° gennaio 2031. Con due figli, però, ha diritto a otto mesi di anticipo sull’età: il requisito scende a 63 anni e 7 mesi, che compie a gennaio 2030, e la pensione partirebbe dal 1° maggio 2030.
C’è un «ma» grande come una casa. L’uscita anticipata richiede un assegno di almeno 2,6 volte l’assegno sociale, perché ha due figli, e Pensami questo non lo controlla. Inoltre i requisiti dal 2029 in poi potranno salire con il prossimo adeguamento alla speranza di vita, quindi la data va ricontrollata quando uscirà il decreto per il biennio 2029-2030. Se la soglia non fosse raggiunta, la strada successiva sarebbe la vecchiaia, dove lo sconto porta i 67 anni e 3 mesi a 66 anni e 7 mesi: gennaio 2033 con i requisiti oggi noti, sempre che l’assegno raggiunga almeno l’assegno sociale.
Paolo, dipendente diventato commerciante
Paolo è nato a settembre 1961. Ha lavorato come dipendente da gennaio 1990 a dicembre 2007 (18 anni nel Fondo lavoratori dipendenti) e da gennaio 2008 ha un negozio, con i contributi nella Gestione commercianti. Nella sola gestione dipendenti non arriva ai 20 anni della vecchiaia. Nella sola gestione commercianti sì: a dicembre 2028 ne ha 21 e compie 67 anni e 3 mesi, il requisito del 2028. Con il cumulo i contributi diventano 39 anni, e la vecchiaia matura nello stesso mese, con pensione dal 1° gennaio 2029. L’anticipata in cumulo, a 43 anni e 1 mese, non arriverebbe prima di gennaio 2033.
Ecco il limite di Pensami visto da vicino: la data è identica nei due scenari, e il simulatore non può dirti che la vera differenza sta nell’importo. Con la pensione nella sola gestione commercianti i 18 anni da dipendente non entrerebbero nel calcolo di quell’assegno; con il cumulo sì, perché ogni gestione paga la sua quota. È una scelta da fare con l’importo davanti, non con la sola data.
E l’importo? Gli strumenti giusti
Per sapere quanto prenderai lo strumento ufficiale è «La mia pensione futura», nell’area riservata MyINPS. A differenza di Pensami parte dai contributi registrati negli archivi, ti permette di segnalare i periodi mancanti, calcola l’importo stimato «a moneta costante», cioè senza inflazione, e il tasso di sostituzione, il rapporto tra prima rata di pensione e ultimo stipendio. Puoi anche cambiare la data di uscita o la dinamica della retribuzione e vedere come cambia l’assegno.
Il flusso che consigliamo è in tre tempi. Prima l’estratto conto, per sapere cosa hai davvero. Poi Pensami, per capire quali porte si aprono e quando, anche con scenari ipotetici. Infine La mia pensione futura, per mettere un numero accanto a ogni porta. Se non vuoi entrare in area riservata, per un ordine di grandezza c’è il nostro calcolatore della pensione futura, che applica il metodo contributivo; e quando avrai un importo lordo, il calcolatore della pensione netta ti dice quanto arriva davvero sul conto dopo IRPEF e addizionali.
Prima di dimetterti, però, nessun simulatore basta. Una volta individuata la data, fai verificare la posizione a un patronato o in sede INPS: i risultati di Pensami, lo scrive l’Istituto, non hanno valore certificativo né costitutivo del diritto.
Domande frequenti
Pensami calcola quanto prenderò di pensione?
No. Il messaggio INPS 2612/2026 dice espressamente che il simulatore fornisce le pensioni accessibili «senza l’indicazione degli importi». Per una stima dell’importo serve «La mia pensione futura» nell’area riservata MyINPS.
Serve lo SPID per usare Pensami?
No, si usa senza registrazione né autenticazione, sia dal sito INPS sia dall’app INPS Mobile (scheda «Servizi»). Proprio per questo non vede i tuoi contributi: li devi inserire tu.
Pensami è già aggiornato con i 67 anni e 1 mese del 2027?
Sì. La versione rilasciata ad agosto 2026 recepisce la legge di bilancio 2026 e l’adeguamento alla speranza di vita: 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028 per la vecchiaia, 42 anni e 11 mesi (41 e 11 per le donne) e poi 43 anni e 1 mese (42 e 1) per l’anticipata.
Pensami tiene conto dei contributi versati all’estero?
I periodi all’estero si attivano al livello avanzato del simulatore, non vanno sommati a una gestione italiana. Valgono per il diritto a pensione se versati in un Paese UE o in un Paese con convenzione che preveda la totalizzazione internazionale.
Il risultato di Pensami vale come certificazione per la domanda?
No. I risultati sono anonimi e, come precisa l’INPS, non hanno valore né certificativo né costitutivo del diritto. Per la certezza della data serve l’esame della posizione reale in sede o tramite patronato.
Perché Pensami mi dà una data diversa da quella della mia sede INPS?
Le cause più frequenti sono contributi figurativi inseriti come effettivi, periodi coincidenti contati due volte, riscatti non ancora pagati e il fatto che il simulatore ignora i giorni. Per chi è nel contributivo pesa anche la soglia d’importo, che Pensami non verifica.
