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Modello Redditi Persone Fisiche 2026: scadenza, chi deve presentarlo, tardiva e sanzioni

Il modello Redditi Persone Fisiche 2026, quello con cui si dichiarano i redditi del 2025, si trasmette per via telematica entro lunedì 2 novembre 2026: il termine ordinario del 31 ottobre cade di sabato e il giorno dopo è domenica e festa di Ognissanti, quindi la data slitta al primo giorno lavorativo. Riguarda chi ha una partita IVA, chi non è residente, chi presenta la dichiarazione per un familiare scomparso e, soprattutto in queste settimane, chi poteva fare il 730 ma ha lasciato passare il 30 settembre.

📌 Articolo in breve
Il Redditi PF 2026 si invia solo online, da soli con le credenziali SPID, CIE o CNS oppure tramite un intermediario, entro il 2 novembre 2026. Entro la stessa data si può correggere una dichiarazione già inviata con la «correttiva nei termini». Chi arriva in ritardo ha ancora novanta giorni: la dichiarazione tardiva resta valida e con il ravvedimento la sanzione scende a 25 euro, più quanto dovuto per le imposte non versate. Oltre i novanta giorni la dichiarazione è omessa e la sanzione base è il 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. Il 30 novembre si paga con F24 il secondo acconto.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. La scadenza: perché il 2 novembre
  2. Chi deve presentare il Redditi e chi poteva scegliere il 730
  3. Come si invia: precompilato, da soli o con un intermediario
  4. Correttiva, integrativa, tardiva: tre strumenti diversi
  5. Le sanzioni dopo la riforma del 2024
  6. Quattro casi concreti
  7. Cosa succede ai versamenti: saldo, acconti e il 30 novembre
  8. Il calendario di ottobre e novembre
  9. Domande frequenti

La scadenza: perché il 2 novembre

Per le persone fisiche la regola è scritta nell’articolo 2 del DPR 322 del 1998: la dichiarazione telematica va presentata entro il 31 ottobre dell’anno successivo a quello dei redditi. Nel 2026 quel giorno è un sabato. Interviene allora una norma generale, l’articolo 7 del decreto legge 70 del 2011, secondo cui i versamenti e gli adempimenti fiscali, anche solo telematici, che scadono di sabato o in un giorno festivo sono sempre rinviati al primo giorno lavorativo successivo. Domenica 1° novembre è anche festa nazionale, e il primo giorno utile diventa lunedì 2.

Non è un’interpretazione della stampa specializzata. L’Agenzia delle Entrate, nella scheda «Quando e come presentare il modello Redditi Persone Fisiche», scrive che i contribuenti devono presentare il modello «tra il 15 aprile e il 2 novembre 2026 (il 31 ottobre cade di sabato)», e la stessa data compare nelle istruzioni del Fascicolo 1. La versione cartacea, quella consegnata all’ufficio postale da chi non è obbligato all’invio telematico, aveva invece una finestra più corta, dal 15 aprile al 30 giugno 2026: ormai è chiusa, e da qui a novembre resta solo l’invio online.

Un dettaglio pratico: la ricevuta che arriva subito dopo l’invio conferma solo che il file è stato ricevuto, l’esito dell’elaborazione arriva dopo. Se il file viene scartato, l’invio resta tempestivo solo ritrasmettendolo entro cinque giorni dalla comunicazione di scarto. Ridursi al pomeriggio del 2 novembre significa non avere margine.

Chi deve presentare il Redditi e chi poteva scegliere il 730

Le istruzioni del 730/2026 elencano chi non può usare il 730 e deve passare dal Redditi. Il gruppo più numeroso è quello di chi nel 2025 ha avuto redditi d’impresa, anche come socio, o redditi di lavoro autonomo per cui serve la partita IVA: professionisti e ditte individuali, compresi i forfettari. Poi ci sono i non residenti in Italia nel 2025 o nel 2026, chi deve presentare anche la dichiarazione IVA, l’IRAP o il modello 770, chi usa crediti d’imposta per redditi prodotti all’estero diversi da quelli del rigo G4 del 730, chi deve compilare il prospetto degli aiuti di Stato e chi ha destinato a locazione breve più di quattro appartamenti, attività che a quel punto la legge considera imprenditoriale. Completano l’elenco i redditi da trust e alcuni redditi «diversi».

Tutti gli altri, cioè lavoratori dipendenti, pensionati e chi ha redditi da fabbricati, terreni, capitale o lavoro autonomo occasionale senza partita IVA, potevano scegliere. Il 730 offre il rimborso in busta paga o dall’Agenzia; il Redditi richiede di pagare da sé con F24. La scelta però si poteva fare solo fino al 30 settembre, termine del 730: oggi, per chi non ha presentato nulla, la strada è una sola, ed è quella che abbiamo descritto nella guida su cosa fare se il 730 non è stato presentato entro il 30 settembre.

Due casi meritano attenzione perché sono cambiati negli ultimi anni. Il primo riguarda i beni all’estero: dal 730 si può compilare il quadro W, che serve sia al monitoraggio fiscale sia al calcolo di IVIE, IVAFE e imposta sulle cripto-attività. Avere una casa in Spagna o un conto in Germania quindi non obbliga di per sé al Redditi; nel Redditi lo stesso adempimento si fa con il quadro RW del Fascicolo 2. Il secondo riguarda gli eredi. Per le persone decedute tra il 1° gennaio 2025 e il 30 settembre 2026 la dichiarazione dei redditi 2025 si poteva presentare anche con il 730/2026, tramite CAF, professionista o direttamente all’Agenzia, mai al sostituto d’imposta del defunto o dell’erede. Per chi è morto dopo il 30 settembre 2026 si usa solo il Redditi PF.

Chi è esonerato

Non tutti devono dichiarare. Le istruzioni prevedono l’esonero, tra gli altri, per chi ha soltanto lavoro dipendente o pensione da un unico sostituto che ha fatto i conguagli, eventualmente con l’abitazione principale, e per alcuni casi con limiti di reddito, come fabbricati e terreni fino a 500 euro. Attenzione però: chi ha solo affitti in cedolare secca la dichiarazione la deve presentare comunque. In generale è esonerato chi non tiene scritture contabili e ha un’imposta, al netto di detrazioni e ritenute, non superiore a 10,33 euro. E l’esonero dalla dichiarazione non copre il monitoraggio: chi è esonerato ma ha attività all’estero da indicare deve comunque presentare il quadro RW con il frontespizio.

Come si invia: precompilato, da soli o con un intermediario

Quest’anno l’Agenzia mette a disposizione anche un Redditi PF precompilato, non solo il 730. Per l’anno d’imposta 2025 è stato preparato per i contribuenti in regime forfetario e in regime di vantaggio, ed è online dal 20 maggio nell’area dedicata del sito, accessibile con SPID, CIE o Carta nazionale dei servizi. Oltre ai dati delle Certificazioni Uniche e agli oneri comunicati da terzi, contiene ricavi e compensi desunti dalle fatture elettroniche; i dati incompleti o incongruenti finiscono in un prospetto a parte, da controllare.

Accettarlo senza modifiche ha un vantaggio concreto: se lo invii da solo, non ci saranno controlli documentali sugli oneri detraibili e deducibili che l’Agenzia ha già ricevuto. Se cambi qualcosa che incide sul reddito o sull’imposta, i controlli riguardano solo i documenti legati alla modifica. Chi non ha il precompilato può usare Redditi PF Web, l’applicazione nell’area riservata che compila il modello e prepara l’F24, oppure il software RedditiOnLine PF.

La terza via è l’intermediario abilitato: commercialista, consulente del lavoro, CAF. Deve consegnarti l’impegno a trasmettere e poi, entro 30 giorni dal termine, la dichiarazione con la ricevuta dell’Agenzia, che è la tua prova di presentazione. Le istruzioni sono chiare su un punto: spetta al contribuente verificare che l’invio sia avvenuto davvero, e rivolgersi a un altro intermediario se non succede.

Correttiva, integrativa, tardiva: tre strumenti diversi

La correttiva nei termini è una nuova dichiarazione completa, con la casella «Correttiva nei termini» barrata, presentata entro la scadenza ordinaria, quindi entro il 2 novembre 2026, per sostituire un Redditi già inviato. Se dalla correzione emerge più imposta, la differenza si versa; se emerge un credito maggiore, lo si chiede a rimborso o lo si usa in compensazione.

L’integrativa arriva dopo la scadenza e presuppone che la dichiarazione originaria sia stata validamente presentata. Con il codice 1 si possono correggere errori in qualunque direzione fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione, salvo le sanzioni e con la possibilità del ravvedimento operoso.

La tardiva non corregge nulla: è la prima dichiarazione, inviata in ritardo. Se arriva entro novanta giorni dalla scadenza è valida, con una sanzione; oltre i novanta giorni si considera omessa, anche se resta titolo per riscuotere le imposte che ne risultano. Contando novanta giorni dal 2 novembre si arriva a domenica 31 gennaio 2027, e quindi, per la regola sui festivi, a lunedì 1° febbraio. Non conviene comunque aspettare l’ultimo giorno utile.

C’è poi il ponte con il 730. Chi ha fatto il 730/2026 e si accorge di un errore a proprio favore, per esempio una spesa medica dimenticata, ha il 730 integrativo entro il 26 ottobre (il 25 è domenica), da presentare tramite CAF o professionista anche se il primo 730 era passato dal datore di lavoro. In alternativa può usare un Redditi correttivo entro il 2 novembre o un’integrativa a favore più avanti. Se invece l’errore è a proprio sfavore, cioè redditi dimenticati, il 730 integrativo non serve: occorre un Redditi, correttivo entro il 2 novembre oppure integrativo dopo, versando direttamente quanto dovuto. L’eventuale credito del 730 viene comunque rimborsato dal sostituto d’imposta.

Le sanzioni dopo la riforma del 2024

Il decreto legislativo 87 del 2024 ha riscritto le sanzioni amministrative tributarie per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, quindi anche per la dichiarazione di quest’anno. I valori che seguono vengono dal testo vigente dell’articolo 1 del D.Lgs. 471/1997 e dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997 sul ravvedimento, letti su Normattiva.

Situazione Sanzione
Dichiarazione tardiva (entro 90 giorni) regolarizzata con ravvedimento Un decimo del minimo previsto per l’omissione (250 euro): 25 euro
Dichiarazione omessa 120% delle imposte dovute, minimo 250 euro; se non sono dovute imposte, da 250 a 1.000 euro (fino al doppio per chi tiene scritture contabili)
Omessa ma presentata oltre i 90 giorni, entro i termini di accertamento e prima di controlli 25% delle imposte dovute triplicato: 75%
Dichiarazione infedele 70% della maggiore imposta, minimo 150 euro; 50% se l’errore emerge da un’integrativa spontanea prima dei controlli
Imposte non versate alle scadenze 25% dell’importo non versato, dimezzata se si paga con un ritardo non superiore a 90 giorni

Il ravvedimento operoso riduce queste sanzioni se si rimedia prima che la violazione venga contestata: a un nono del minimo se si regolarizza entro novanta giorni dall’errore o dal termine della dichiarazione, a un ottavo entro il termine della dichiarazione dell’anno in cui è stata commessa la violazione, a un settimo oltre quel termine. Sulle imposte versate in ritardo si aggiungono gli interessi legali. I conti passo per passo sono nella nostra guida al ravvedimento operoso.

Chi non ha nulla da pagare e invia la dichiarazione a dicembre se la cava quindi con 25 euro; chi lascia passare febbraio con imposte da versare entra nel regime delle percentuali.

Quattro casi concreti

Gli esempi che seguono sono costruiti dalla redazione per illustrare le regole; nomi e importi sono di fantasia.

Marco, dipendente con un appartamento in Spagna

Marco lavora a Bologna con un contratto a tempo indeterminato e nel 2025 ha ereditato un bilocale a Valencia, che non affitta. Il datore di lavoro ha già fatto i conguagli, ma l’immobile all’estero va indicato per il monitoraggio fiscale e su di esso si calcola l’IVIE. Fino al 30 settembre poteva farlo con il quadro W del 730. Non lo ha fatto, quindi ora deve presentare un Redditi PF entro il 2 novembre: Fascicolo 1 per il frontespizio e il reddito da lavoro (quadro RC), Fascicolo 2 per il quadro RW. Se l’IVIE risulta dovuta, la paga con F24.

Giulia, forfettaria

Giulia è grafica in regime forfettario dal 2024. Non ha scelta: con una partita IVA il 730 è escluso. Nell’area riservata trova il Redditi PF precompilato, con i compensi ricostruiti dalle fatture elettroniche. Controlla il prospetto delle incongruenze, verifica i contributi versati e può inviare da sola, oppure delegare il commercialista. Una cosa invece non la riguarda, anche se capita di leggerlo: il concordato preventivo biennale 2026-2027. Per i forfettari è stato abrogato dal 1° gennaio 2025 dall’articolo 7 del D.Lgs. 81/2025, come ricorda l’Agenzia nella scheda ormai archiviata, e oggi resta per i contribuenti soggetti agli ISA. A fine novembre la aspetta il secondo acconto dell’imposta sostitutiva, codice tributo 1791.

Paolo, erede della madre

La madre di Paolo, pensionata con una casa di proprietà e un box affittato, è morta a marzo 2026. Paolo deve presentare per lei la dichiarazione dei redditi 2025. Avrebbe potuto usare il 730, ma la finestra si è chiusa il 30 settembre: ora usa il Redditi PF, indicando nel frontespizio i dati della madre e compilando il riquadro riservato a chi presenta la dichiarazione per altri. Per i decessi tra il 1° gennaio 2025 e il 30 giugno 2026 l’invio telematico segue i termini ordinari, quindi il 2 novembre. I versamenti invece hanno sei mesi in più per chi è morto dopo il 28 febbraio 2026: scadono il 31 dicembre 2026. Se la madre fosse morta ad agosto, il Redditi 2025 andrebbe presentato entro il 30 aprile 2027. Il sito della dichiarazione precompilata ha una funzione «Accedi come Erede» pensata proprio per le dichiarazioni dei defunti.

Luca, in ritardo

Luca, con redditi da affitto da dichiarare, in estate non ha versato 1.000 euro di IRPEF tra saldo e primo acconto e invia il Redditi venerdì 18 dicembre 2026, 46 giorni dopo la scadenza. La dichiarazione è tardiva ma valida: con il ravvedimento paga 25 euro. Per le imposte non versate la sanzione base è il 25%, cioè 250 euro, non dimezzata perché il ritardo sul pagamento supera i novanta giorni. Regolarizzando prima del termine della dichiarazione dell’anno prossimo, la riduzione è a un ottavo: 250 diviso 8 fa 31,25 euro. In tutto 56,25 euro di sanzioni, più gli interessi legali sui 1.000 euro. Se invece Luca aspettasse marzo 2027, la dichiarazione sarebbe omessa: anche presentandola spontaneamente prima di qualsiasi controllo, la sanzione sarebbe il 75% delle imposte dovute, 750 euro, e restano a parte le sanzioni per il mancato versamento.

Cosa succede ai versamenti: saldo, acconti e il 30 novembre

La scadenza della dichiarazione non sposta quella dei pagamenti. Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 andavano versati entro il 30 giugno 2026, o entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%. Chi aveva scelto di rateizzare deve completare i pagamenti entro il 16 dicembre. Chi presenta il Redditi adesso e non ha pagato in estate è già in ritardo sui versamenti, e la via d’uscita è il ravvedimento del caso di Luca.

La prossima data per tutti è lunedì 30 novembre 2026: secondo o unico acconto di IRPEF, cedolare secca e imposta sostitutiva dei forfettari, con F24. L’acconto è dovuto se l’imposta di riferimento è di almeno 52 euro; sotto i 257,52 euro si paga tutto a novembre in un’unica soluzione, sopra si divide in 40% a giugno e 60% a novembre, che per i soggetti ISA diventa 50% e 50%. Chi prevede di pagare meno tasse sul 2026 può calcolare l’acconto con il metodo previsionale, a proprio rischio: se la previsione è sbagliata scattano sanzione e interessi sulla differenza. Le regole per chi ha il 730 con sostituto d’imposta, con il termine di ottobre per avvisare il datore di lavoro, sono nella nostra guida al secondo acconto IRPEF. Chi fa il Redditi invece decide da sé quanto mettere nell’F24.

Il calendario di ottobre e novembre

Data Adempimento Chi riguarda
Lunedì 26 ottobre 2026 730 integrativo (solo correzioni a favore o neutre) Chi ha già presentato il 730/2026
Sabato 31 ottobre 2026 Adesione o revoca del concordato preventivo biennale 2026-2027 (termine indicato dall’Agenzia) Partite IVA soggette agli ISA (non i forfettari)
Lunedì 2 novembre 2026 Invio telematico del Redditi PF 2026 e correttiva nei termini Partite IVA, non residenti, eredi, chi non ha fatto il 730
Lunedì 30 novembre 2026 Secondo o unico acconto IRPEF, cedolare secca, imposta sostitutiva forfettari Chi paga con F24
Mercoledì 16 dicembre 2026 Ultima rata per chi ha rateizzato saldo e primo acconto Chi ha scelto la rateazione
Giovedì 31 dicembre 2026 Versamenti per conto dei defunti Eredi di persone decedute dal 1° marzo 2026
Lunedì 1° febbraio 2027 Fine dei 90 giorni per la dichiarazione tardiva Chi ha mancato il 2 novembre
Venerdì 30 aprile 2027 Redditi 2025 per conto del defunto Eredi di persone decedute tra il 1° luglio e il 31 ottobre 2026

Per il concordato abbiamo lasciato la data che usa l’Agenzia nella pagina dedicata, il 31 ottobre. Per la regola generale anche quel termine slitta al primo giorno lavorativo, ma è una comunicazione che si fa con il modello CPB allegato alla dichiarazione, o con il solo frontespizio del Redditi: non c’è ragione di giocarsela sul filo. Anche il modello 770 dei sostituti d’imposta, che riguarda datori di lavoro e professionisti con collaboratori, ha lo stesso termine di fine ottobre.

📝 Nota della redazione
Nella scheda «Che cos’è» del Redditi PF 2026, l’Agenzia scrive ancora che gli eredi che presentano la dichiarazione per un contribuente deceduto «devono» usare il Redditi. Le istruzioni del 730/2026, aggiornate al 28 maggio, consentono invece il 730 per i decessi fino al 30 settembre 2026. Per chi agisce adesso la differenza non cambia nulla in pratica: chiuso il 730, all’erede che non ha ancora dichiarato resta comunque il Redditi.

Domande frequenti

Non ho fatto il 730 entro il 30 settembre: posso ancora dichiarare senza sanzioni?

Sì, con il modello Redditi PF inviato entro il 2 novembre: fino a quella data la dichiarazione è in regola. Se però avevi imposte da versare a giugno o luglio, quei pagamenti sono già in ritardo e vanno sistemati con il ravvedimento. Cambia il modo di pagare e di ricevere i rimborsi: niente conguaglio in busta paga, eventuali debiti si pagano con F24 e i crediti arrivano dall’Agenzia o si usano in compensazione.

Ho inviato il Redditi e ho trovato un errore: cosa faccio?

Fino al 2 novembre puoi presentare una nuova dichiarazione completa barrando «Correttiva nei termini», senza sanzioni sulla dichiarazione; le eventuali imposte in più vanno versate, con il ravvedimento se il termine di pagamento è già passato. Dopo quella data serve un’integrativa, con il ravvedimento operoso se l’errore era a tuo sfavore.

Ho un conto all’estero sotto i 15.000 euro: devo compilare il quadro RW?

Per il solo monitoraggio no: l’obbligo non scatta per depositi e conti correnti esteri il cui valore massimo nell’anno non ha superato 15.000 euro. Il quadro va però compilato comunque se è dovuta l’IVAFE.

Per una panoramica su come funziona l’altra dichiarazione, quella con il sostituto d’imposta, puoi leggere la nostra guida al 730.

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