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Perché la torre di Pisa è storta?

Perché la torre di Pisa è storta? – Perché la torre di Pisa è storta?

Perché la torre di Pisa è storta e pende? Vediamo come fa a non cadere la torre di Pisa e chi ha costruito il suo interno

Storia e Curiosità:

Chi ha fatto costruire la torre di Pisa?

Secondo documentazioni e studi, la torre di Pisa è stata sempre attribuita all’architetto Pisano Diotisalvi o Deotisalvi, come anche il Battistero di Pisa in Piazza Duomo è una sua opera. In tempi più recenti invece, è stata decrittataun’iscrizione sul campanile. La torre di Pisa è stata attribuita quindi a uno scultore e architetto: Bonanno Pisano. Autore inoltre delle porte in bronzo della cattedrale. L’anno di costruzione invece varia dall’inizio dei lavori nel 1100 per arrivare a completamento a metà del 1300.

Quando ha iniziato a pendere la torre di Pisa?

A causa del terreno argilloso, la torre di Pisa ha iniziato a pendere fin dagli inizi della sua costruzione nel 1173. Nel 1185 i lavori furono quindi interrotti al raggiungimento del terzo piano. Nel 1275 ripresero la costruzione della torre, cercando di apporre i piani in aggiunta in maniera tale da controbilanciare la pendenza. Con una nuova interruzione ilavori furono completati definitivamente nel 1319. Dagli anni 90 in poi, la torre è stata sottoposta a controlli e sopralluoghi costanti. Eseguendo anche lavori di tiraggio con cavi d’acciaio appositi a sostegno della torre.

Come fa a non cadere la torre di Pisa?

Seguendo le leggi della fisica e più specificamente il Baricentro di un corpo; la torre non cade poiché la verticale del suo baricentro è all’interno del suo piano di appoggio.

 

Un’altro esempio può essere il cosiddetto Stone Balance. Mettere in equilibrio delle pietre
ponendole una sull’altra anche se di differente peso e dimensione. Trovando l’equilibrio della singola pietra, la struttura resta in piedi.

 

Cosa c’è dentro la torre di Pisa?

La torre di pisa è cava all’interno e sostanzialmente vuota. Presenta due sale, una a piano terra denominata “stanza del pesce“. Simbolo che si ritrova raffigurato all’interno. La seconda sala invece, si trova al settimo anello della torre denominata cella campanaria.

 

torre di pisa - Celle Campanarie Pisa

Galileo Galilei e la torre di Pisa

Una delle tante curiosità in merito alla torre di Pisa, sono gli esperimenti messi in pratica da Galileo Galileisull’equazioni di un corpo in caduta. Risulta infatti che eseguisse i suoi studi dall’ultimo piano della torre, facendo cadere gli oggetti e studiandone percorso e comportamento in caduta.

 

Visitare la torre di Pisa

La famosa torre di Pisa si trova a piazza dei Miracoli. In questa piazza, oltre alla famose torre di Pisa troviamo altri monumenti. Tra questi vi sono: Il Duomo di Pisa o Duomo di Santa Maria Assunta, il Battistero, il camposanto, il museo delle Sinopie e il museo dell’opera del Duomo.

Per visitare la torre, occorre acquistare il biglietto anche online, sul sito ufficiale Acquisto Biglietti. Il costo salvo variazioni è di 18 euro. L’ingresso è limitato a massimo 40 persone per volta e la visita all’interno, ha una durata di mezz’ora circa. Questo ne consegue che il tutto avviene ad orario stabilito. Sul sito si può prenotare fino a 20 giorni prima.

La piazza dei miracoli e i monumenti di Pisa

Il nome piazza dei miracoli ha un significato che deriva da un importante Poeta drammaturgo. Parliamo di Gabriele D’Annunzio. Il Vate (nome assegnatogli da Giosuè Carducci) nel suo romanzo dal nome: Forse che sì forse che no, battezza la piazza.

Il verso in questione recita: “L’Ardea roteò nel cielo di Cristo, sul prato dei Miracoli.”

Dalle parole di D’Annunzio, prato dei miracoli, nel tempo diventa campo dei Miracoli. Prende poi il nome che conosciamo oggi Piazza dei miracoli.

Il Duomo di Santa Maria Assunta

Posizionato al centro di piazza dei miracoli c’è il duomo di Santa Maria Assunta. Costruito nel 1063, l’opera trova compimento in 29 anni, nel 1092. Gli architetti che lo progettarono furono, per la prima parte dell’opera Buscheto. A conclusione dei lavori fu in direzione l’architetto Rainaldo. Storia vuole che i soldi per finanziare il Duomo provenissero dai bottini di guerra contro Saraceni e Palermitani. La consacrazione fu data da Papa Gelasio Secondo nel 1118.

Il Battistero di Pisa

Il Battistero di Pisa o Battistero di San Giovanni, è un’opera del 1152. Ne ha progettato la costruzione l’architetto Diotisalvi. Alto poco o più di 50 metri, nel tempo ha avuto diversi restauri come anche gli altri monumenti della piazza. Nel dettaglio è stato restaurato nel 1800. Ideatori e scultori di numerose opere all’interno sono Nicola Pisano e Giovanni Pisano. Oltre che per le decorazioni, sono molte statue create dai due artisti. L’opera “attrattiva” ovvero la fonte battesimale, a forma di ottagono, è stata costruita dallo scultore comasco Guido Bigarelli. Celebre le sue dimensioni, che gli fanno ottenere il primato tra i Battisteri di Italia e nel mondo.

Il Camposanto di Pisa

La città necessitava di un luogo apposito che desse riposo alle spoglie dei Pisani. La sua costruzione avviene nel 1277. Presenta numerosi affreschi tra i quali troviamo quelli di Francesco Traiani e Bonamico Buffalmacco. Proprio gli affreschi sono stati staccati negli anni, per opere di restauro e solo di recente sono stati riportati nel luogo d’origine. Il terreno, sul quale è stato edificato fu ceduto dall’arcivescovo Federico Visconti.

Il Museo delle Sinopie

Il Museo delle Sinopie nasce nel 1947, dall’esigenza di custodire, ripristinare e restaurare gli affreschi andati perduti o rovinati dall’incendio del tetto del camposanto. Luogo in cui erano stati ideati. Il Museo, custodisce quindi i disegni o bozze di questi affreschi. La sua costruzione, come altre, ospitava dapprima l’antico Spedale della Misericordia. Progettato da Giovanni Simone tra 1200 e 1300 ne mantiene la sua funzione fino al 1969. Cambia la sua funzione dopo la ristrutturazione decisa a seguito della seconda guerra mondiale.

Il Museo dell’opera del Duomo

Il Museo dell’opera del Duomo è una struttura abbastanza recente. Diventa museo in tempi recenti, di preciso nel 1986. Nato come edificio ospitante per i membri della Chiesa, muta varie volte. Diventa seminario, decisione presa dal Vescovo Carlo Antonio dal Pozzo, che ne cambia anche lo stile della parte frontale. Ospita poi, l’accademia delle belle Arti quando diventa di proprietà di Giovanni Rosini, esperto d’arte. Nel 1887 invece, l’edificio assume nuovamente luogo di ospitalità per suore di clausura diventando quindi monastero. Fino ad arrivare ad oggi, Museo dell’opera, all’interno del quale vi è un percorso espositivo che custodisce importanti opere.

Come investire in Oro

Come investire in Oro – Come investire in Oro

Conviene investire in Oro, quali sono i vantaggi? Come e perché acquistare oro?

Conviene investire in Oro?

L’oro ha sempre svolto un ruolo importante nelle economie di molte nazioni. Sebbene non sia più una forma primaria di valuta, l’oro rimane un solido investimento a lungo termine e può essere un’aggiunta preziosa a un portafoglio, in particolare in un mercato ribassista.

L’oro è stato considerato una valuta universale per centinaia di anni. Grazie al suo valore riconosciuto in tutto il mondo, è stato utilizzato fin dall’impero bizantino più di 1.500 anni fa.

Sebbene non sia più una forma di valuta primaria nel mondo sviluppato, l’oro rimane un investimento popolare per una serie di motivi.

Oggi è utilizzato per la gioielleria, l’odontoiatria, l’elettronica, la medicina, l’aerospazio e ultimo ma non meno importante, gli investimenti. Se si sta pensando di investire in oro, nel nostro l’articolo si possono conoscere i fattori che influiscono sui prezzi dell’oro, i vantaggi e gli svantaggi e i modi in cui si può investire.

Vantaggi nell’investire in Oro

Liquidità. L’oro può essere facilmente convertito in denaro in qualsiasi parte del mondo. A parte il denaro reale, la liquidità e l’universalità dell’oro non hanno rivali.

Mantiene il suo valore. L’oro tende a mantenere il suo valore nel tempo. Gli economisti ritengono che anche il prezzo dell’oro non sia indicativo del suo valore. Cioè, anche se il prezzo diminuisce, il valore sottostante dell’oro non cambia molto.

Copertura contro l’inflazione. L’oro aumenta di valore quando l’inflazione prende piede. Poiché il prezzo dell’oro è in euro, qualsiasi deterioramento dell’euro porterà logicamente a un aumento del prezzo dell’oro. Di conseguenza, durante i periodi di inflazione, l’oro offre un investimento molto più stabile del contante.

Diversificazione. L’aggiunta di diversi titoli al tuo portafoglio è un modo essenziale per diversificare e ridurre il rischio complessivo dei tuoi investimenti. Inoltre, poiché l’oro si muove spesso in modo inverso rispetto ai valori azionari e valutari, fornisce un modo particolarmente efficace per diversificare.

L’oro viene utilizzato come input nei prodotti. Poiché l’oro viene utilizzato nella produzione di vari prodotti, inclusi gioielli ed elettronica, esiste una domanda affidabile che stabilizza ulteriormente il prezzo dell’oro. Inoltre, in periodi di maggiore domanda, questi mercati possono far aumentare il prezzo dell’oro.

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Svantaggi nell’investire in Oro

Sebbene l’oro possa essere un ottimo investimento per una serie di ragioni sopra descritte, ci sono anche degli aspetti negativi nell’investimento in oro, che è bene conoscere prima di investire.

L’oro non genera reddito passivo. Altri investimenti, come azioni e obbligazioni, possono derivare una parte del valore del reddito passivo sotto forma di interessi e dividendi. Tuttavia, l’unico rendimento o vantaggi che si può ottenere dall‘oro è venderlo quando aumenta di valore.

L’oro può creare una bolla. Quando l’economia è instabile, molte persone iniziano a investire in oro, ma quando gli investitori iniziano a farsi prendere dal panico, l’oro può essere troppo costoso. Questo, a sua volta, significa che l’investimento potrebbe perdere valore una volta corretto il prezzo.

Spazio di archiviazione fisico e sicuro. Se si sceglie di acquistare oro fisico reale, non solo si deve conservare, ma bisogna anche assicurarlo. In caso contrario, non si può sostituire se viene danneggiato o rubato.

Le aliquote fiscali sulle plusvalenze sono più elevate sulla maggior parte degli investimenti in oro. L’aliquota dell’imposta sulle plusvalenze è di circa il 26%, che è molto più alta dell’aliquota ordinaria. Detto questo, le società che non investono direttamente in oro sono ancora tassate con l’aliquota ordinaria.

Gli aumenti di valore dell’oro coincidono con la svalutazione della valuta locale. Molti economisti sostengono che l’oro aumenta di valore solo quando l’euro è svalutato o l’inflazione è forte. Di conseguenza, i critici dell’investimento in oro ritengono che l’oro non offra rendimenti adeguati in altri mercati.

Come investire in Oro?

Esistono molti modi diversi per investire in oro.

Acquistare direttamente l’oro. Si può acquistare oro direttamente sotto forma di lingotti o monete. È il modo tradizionale di investire in oro ma, allo stesso tempo, quello che comporta più rischi, perché può essere perso o rubato. E per tenerlo al sicuro, bisogna assicurarlo.

Acquista azioni di una società che vende oro. La seconda opzione è quella di acquistare azioni di una società che produce oro, come i minatori d’oro. Sebbene non sia un investimento diretto in oro, il valore del titolo sarà fortemente correlato al valore di questo metallo prezioso. Allo stesso tempo, ciò che accade alle miniere d’oro avrà anche un impatto diretto sul loro valore.

Attraverso futures e opzioni sull’oro. Investire in oro attraverso derivati ​​finanziari specializzati in investimenti in oro.

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Investire in un ETF sull’oro. Un ETF sull’oro è un fondo negoziato in borsa specializzato nell’investimento in una gamma di titoli in oro. Questa diversificazione può ridurre in qualche modo il rischio.

Una delle principali preoccupazioni quando si investe in oro dovrebbe essere l’inflazione o la svalutazione del valore della valuta. Detto questo, prima di investire in oro, bisogna sempre sapere molto bene che tipo di investimento si intende fare e il valore dell’oro in quel momento, quali sono le differenze fiscali per la fascia di imposta sul reddito tra l’investimento in un ETF sull’oro o un ETF sull’estrazione dell’oro. Conoscere i dettagli di tutto questo può fare una grande differenza quando si tratta di redditività.  

Quando investire in Oro?

Il momento migliore per investire in oro è quando si prevede che l’inflazione prenda piede e riduca il valore della valuta nazionale. Gli indicatori anticipatori, come un crollo del mercato azionario e turbolenze politiche, possono indicare una futura svalutazione della valuta del  Paese. Allo stesso modo, quando la banca centrale annuncia che stamperà più valuta, questa può essere una buona indicazione che è un buon momento per investire in oro.

D’altra parte, quando il valore della valuta è forte e l’inflazione non è prevista a breve termine, non c’è molto spazio per aumentare il prezzo dell’oro. Detto questo, se ci sono aspettative di un aumento della domanda dai mercati che richiedono oro, come gioielli ed elettronica, considerare di investire in oro per beneficiare della potenziale pressione sui prezzi.

 

Come giocare RDR2 e come funziona RedM

Come giocare RDR2 e come funziona RedM – Come giocare RDR2 e come funziona RedM

Come giocare a Red Dead Redemption 2 e RedM Mod?

Prima di capire come giocare Red Dead Redemption 2 vediamo di cosa parla il gioco e la cronistoria . Red Dead Redemptio è un gioco nato nel 2010, il suo predecessore del 2004 Red Dead Revolver, aggiornato alla versione 2 nel 2018 di casa Rockstar. La peculiarità di questo gioco è che ti catapulta direttamente nel vecchio West. Vediamo anche RedM mod e come installare mod rdr2.

RedM mod – RDR2 è un gioco d’avventura a tema Western da giocare in prima persona. Lo scopo del gioco classico, nella veste di un fuori legge dal nome di Arthur Morgan, è di capo fazione che provvede a tutte le persone del suo gruppo.server red dead redemption

Cosa cambia con Red Dead Redemption 2 rp – RedM mod?

La svolta di questo gioco, accade “oggi” grazie a una modifica: RedM mod, resa possibile dagli stessi realizzatori del progetto Five M (il gruppo che consente di avviare dei server su GTA RP). Così come per GTA RP la modifica del gioco, per i giocatori da PC si chiama Red Dead Redemption 2 RP ovvero Role Play. Il nome utilizzato è la sua abbreviazione RDR2.

Con questa modifica si può giocare con altre persone online, impersonare e interpretare la vita di un personaggio di fantasia. Catapultandosi direttamente nel Far West. Qui possiamo trovare altre persone con ruoli come: Lo sceriffo, il fuorilegge, il cowboy, il locandiere, il saloon e tutte le figure che realmente hanno fatto parte di quei tempi. Non c’è limite alla fantasia, purché come nel caso di GTA RP, vengano rispettate le regole del server (nel nostro caso server ita). Con queste dinamiche di gioco differenti, il giocatore si troverà a parlare e interagire di più con le persone mettendo da parte, o comunque svolgendo meno azioni di gioco più “forti” tipiche di quei tempi. Presenti invece, quasi costantemente all’interno della versione classica.

Cosa cambia tra RDR2 online e RDR2 RP

Per quanto possa sembrar scontato per alcuni, per altri magari non è così. La versione RDR2 online, è una versione di gioco resa disponibile dalla “casa madre”. Quindi si potrà giocare con altre persone, scegliere il proprio personaggio, ma le dinamiche di gioco, seppur diverse dalla versione classica, sono sempre preimpostate. La scelta e le avventure qui si moltiplicano, ma sempre utilizzando il gioco con funzioni e dettagli programmati da Rockstar.

RDR2 RP invece è la mod del gioco. Ovvero non è più gestito dalla casa costruttrice. Chiunque può decidere di aprire un server di gioco. Creare le proprie mappe, aggiungere determinate dinamiche, oggetti, ma soprattutto regole.

Un altro avvenimento che differenzia i server rp sono i cosiddetti Wipe. Ovvero i proprietari dei server valutano a volte di resettare tutte le storie e i personaggi del server. Riassegnando ruoli, locali ecc ecc. Questo di solito avviene per due motivi. Il primo dettato da fasi stantie nel gioco. Essendo una versione in cui si interagisce di più, può capitare che alcuni eventi di gioco si ripetano sempre. Questo consente di cambiare le carte in tavola e rendere il gioco più interessante per tutti gli utenti. La seconda motivazione, solitamente correlata alla prima, sono gli aggiornamenti. Quindi, l’inserimento di nuovi locali piuttosto che intere città o luoghi e funzioni per creare nuove dinamiche di gioco.

Come giocare a Red Dead Redemption 2 RP online su PC?

Anzitutto prima di capire come installare mod rdr2, per poter installare Red Dead Redemption è necessario avere un Pc prestante con buone caratteristiche hardware. Premesso quindi di possedere un buon computer è necessario acquistare la Key per Pc di Red Dead Redemption 2 e installare il gioco. 

Acquistata la Keyword e installato il gioco classico ora bisogna collegarsi sul sito ufficiale di Red Dead Redemption e selezionare cliccando la versione per PC come mostrato nell’immagine sottostante. Prima riga Red Dead Redemption 2 on PC click su Launching now.

come giocare Red Dead Redemption 2 - come installare rdr2

Una volta scaricato il file RedM.exe si può procedere all’installazione. Vediamo adesso come installare rdr2. Durante l’installazione della mod rp, l’installer chiederà di selezionare la cartella all’interno del computer sulla quale è installato il gioco classico. Questo perché la modifica come nel caso di GTA si appoggia sul gioco originale.

Completata l’installazione basta semplicemente avviare il gioco in base al provider in cui è stato acquistato (inseriamo qui i link dei vari provider che vendono il gioco se hai bisogno di acquistarlo: Rockstar Launcher, Epic Games o Steam). È importante inoltre specificare che la maggior parte dei server richiedono la versione Red Dead Redemption 2 per pc e non Red Dead Online.

Una volta avviato il gioco bisogna aprire adesso la RedM mod ovvero l’icona RedM sul vostro Pc. Ora non rimane che scegliere uno dei server del gioco dall’elenco e iniziare la propria avventura. 

La selezione e la distinzione dei server parte dalla lingua parlata all’interno. Anche l’Italia ha i suoi server ita in cui troverete italiani che interpretano i personaggi del Vecchio West. Ogni server ita/città ha un suo nome e le sue regole, che potete trovare nel discord del server. Nuovamente come spiegato nell’articolo di GTA RP, in alcuni casi è necessario superare il provino con il proprio personaggio ovvero la cosiddetta whitelist.

Curiosità su RDR2 : Ambientazione

Il gioco è ambientato in un periodo ben preciso, il 1900. Nello specifico si tratta del 1911. Per quanto riguarda i luoghi di gioco anch’essi hanno un posizionamento ben preciso. Sono ricreati infatti, gli scenari del vero farwest. RDR2 si ambienta lungo la frontiera americana negli Stati Uniti, di preciso al confine con il Messico. Parliamo quindi anche degli anni della corsa all’oro.

A parte dinamiche e dettagli di gioco, per quanto riguarda le città e i luoghi esplorabili alcuni sono bloccati. Superando determinati “livelli” si può accedere a nuove mappa. Discorso diverso invece per la versione RP in cui le mappe sono eventualmente create o sbloccate direttamente, a piacere o decisione dei proprietari dei server.

Trama di gioco

La versione classica del gioco, segue avvenimenti storici molto dettagliati. Sia per quanto riguarda l’epoca storica che i luoghi di ambientazione. Si viene trascinati all’interno di RDR2 in una società in fase di cambiamento. Si passa infatti ad osservare i piccoli villaggi a città in fase di crescita e sviluppo. In questo modo l’utente può vedere in prima persona gli anni di cambiamento tra ‘800 e ‘900.

Red Dead Redemption è un esperienza, quasi storica, vissuta in prima persona, oltre che un classico gioco per console. Il lavoro, fatto ad arte in questo specifico periodo storico, ha fatto si che diverse università, tra cui quella di Knoxville in Texas, abbiano utilizzato Red Dead Redemption per analizzare precisi periodi storici. Precisando che in alcuni casi, nomi di luoghi e città sono completamente inventati, ma ispirati a fatti e posti realmente esistiti ed esistenti.

Per quanto riguarda invece RDR2 RP, le dinamiche sono completamente differenti in quanto non esiste una percorso guidato “obbligatorio” per il giocatore. Ognuno, dovendo crearsi la sua storia e il suo lavoro affronta ovviamente dinamiche completamente diverse da quelle del gioco classico. Infatti, nella versione originale del gioco, il personaggio con cui si gioca, ha già un nome e un cognome e una storia da svolgere. Avventurandosi così in dinamiche di gioco precise.

 

Sei un fan degli open world Rockstar? Allora ti interessa sicuramente la nostra guida completa a GTA 6: data di uscita, personaggi, prezzi e novità.

Che cos’è la blockchain e come funziona

Che cos'è la blockchain e come funziona – Che cos'è la blockchain e come funziona

La blockchain è un sistema informatico decentralizzato che consente la registrazione e la trasmissione sicura di informazioni attraverso una rete di computer. Il sistema è stato originariamente sviluppato per la criptovaluta Bitcoin, ma oggi viene utilizzato in molti altri ambiti, tra cui la finanza, la sanità e la supply chain.

A cosa serve la blockchain?

La blockchain consente la creazione di un registro digitale immutabile e condiviso che può essere utilizzato per registrare transazioni, contratti e altre informazioni importanti. Inoltre, poiché la blockchain è decentralizzata, non dipende da un’autorità centrale per la sua validità, il che significa che è più difficile per le informazioni registrate su di essa essere alterate o falsificate.

Come funziona la blockchain?

La blockchain utilizza la crittografia per creare blocchi di informazioni che vengono poi collegati tra loro in una catena. Ogni blocco contiene informazioni sulle transazioni effettuate e un riferimento al blocco precedente, di conseguenza ogni blocco dipende dagli altri per la sua validità. Ciò rende la blockchain molto sicura e difficile da violare.

come funziona blockchain

Chi tiene in piedi una blockchain?

Una blockchain è mantenuta da una rete di nodi o blocchi che si collegano tra loro per formare la catena di blocchi. Questi nodi possono essere sia individui che aziende che partecipano alla rete per validare le transazioni e aggiungere nuovi blocchi alla catena.

In una blockchain pubblica, come quella di Bitcoin o Ethereum, i nodi sono chiamati “minatori” e partecipano alla rete per guadagnare la ricompensa in criptovaluta per la loro attività di mining. In questo sistema, i minatori competono tra loro per risolvere un problema crittografico che consente loro di aggiungere un nuovo blocco alla catena e ricevere la ricompensa.

Blockchain privata o aziendale

Nella blockchain privata, i blocchi o nodi possono essere individui o aziende che partecipano alla rete per un determinato scopo, come la tracciabilità della supply chain o la gestione dei contratti intelligenti. In questo caso, i nodi possono essere selezionati o autorizzati a far parte della rete, e la loro attività può essere regolamentata dalle organizzazioni che gestiscono la rete.

In generale, la sicurezza e l’affidabilità di una blockchain dipendono dalla quantità e dalla distribuzione dei nodi che la mantengono. Più nodi ci sono in una rete, più difficile è violarla, poiché sarebbe necessario compromettere la maggioranza dei nodi per alterare la catena di blocchi.

In sintesi, la blockchain è un sistema informatico decentralizzato che consente la registrazione sicura e immutabile di informazioni, per fornire trasparenza e sicurezza alle transazioni.

Blockchain nel mondo crypto

Nel caso delle criptovalute, una blockchain viene utilizzata per registrare le transazioni effettuate con la valuta digitale e per garantirne la sicurezza. Quando un utente effettua una transazione con una criptovaluta, i dettagli della transazione, come l’importo e le chiavi crittografiche delle parti coinvolte, vengono inseriti in un blocco. Questo blocco si aggiunge alla catena di blocchi esistente, creando un registro immutabile delle transazioni effettuate.

Le blockchain usate dalle aziende: Supply Chain

La tracciabilità della supply chain, come quella possibile con la blockchain, permette di avere maggiore trasparenza e sicurezza in tutte le fasi del processo.

La supply chain catena di approvvigionamento è il processo attraverso cui un’azienda acquisisce i materiali, li trasforma e li distribuisce ai clienti finali. Si tratta di una catena di attività che include l’estrazione delle materie prime, la produzione, la distribuzione e la vendita di prodotti finiti.

La differenza con la logistica e che quest’ultima è facente parte di una catena di approvvigionamento, mentre la blockchain è il processo dall’inizio alla fine del prodotto.

Quindi una volta prodotti, i beni vengono distribuiti ai clienti finali attraverso una rete di canali di distribuzione, tra cui i rivenditori, i grossisti e i distributori. La supply chain si conclude con la vendita dei prodotti finiti ai clienti finali.

Prodotti originali, garanzie e tracciabilità

La contraffazione è un problema globale che colpisce molti settori, tra i più bersagliati le aziende di abbigliamento e orologeria. Le aziende che operano in questi settori stanno adottando misure per prevenire e combattere la contraffazione per proteggere la loro reputazione e i loro profitti. Una delle soluzioni più efficaci per combattere la contraffazione è l’utilizzo di supply chain tracciabili basate sulla tecnologia blockchain.

Ad esempio:

Per le aziende dell’abbigliamento, la tracciabilità della supply chain basata sulla blockchain consente di garantire che i tessuti utilizzati per la produzione dei capi d’abbigliamento siano acquistati da fornitori etici e che siano prodotti in conformità con gli standard etici e ambientali. Ciò può aiutare a proteggere la reputazione dell’azienda e aumentare la fiducia dei consumatori nei suoi prodotti.

Utilizzando la blockchain, le aziende possono registrare informazioni sui materiali utilizzati, sui fornitori e sui luoghi di produzione in modo immutabile e condiviso su una rete decentralizzata. In questo modo, i clienti possono verificare l’autenticità dei prodotti attraverso la verifica dei dati sulla blockchain.

I certificati di autenticità su Blockchain

Come dicevamo, le aziende possono utilizzare la blockchain per creare certificati di autenticità per i loro prodotti. Questi certificati possono essere utilizzati per garantire che un prodotto sia originale e non sia stato contraffatto.

Utilizzando la blockchain, le aziende possono registrare informazioni sui loro prodotti in modo immutabile e condiviso su una rete decentralizzata. Queste informazioni possono includere dettagli come il numero di serie del prodotto, la data di produzione e la provenienza dei materiali utilizzati.

Come controllare i certificati

I clienti possono quindi verificare l’autenticità di un prodotto utilizzando queste informazioni registrate sulla blockchain. Ad esempio, utilizzare il numero di serie del prodotto per verificare se corrisponde a quello registrato sulla blockchain e se la data di produzione indicata è corretta.

I certificati di autenticità digitali, possono essere facilmente scansionati dai clienti tramite un’app mobile o semplicemente con un qr code. In questo modo, i clienti possono verificare l’autenticità del prodotto in modo rapido e semplice, senza dover contattare l’azienda.

Grazie alla supply chain il percorso del prodotto può essere tracciato dalla fase di produzione fino alla vendita al cliente finale. Ciò consente alle aziende di garantire l’autenticità dei loro prodotti e di proteggere la loro reputazione, aumentando la fiducia dei consumatori nei loro brand e proteggendo la loro reputazione.

 

 

Una foresta scomparsa in Brasile riprende vita

Una foresta scomparsa in Brasile riprende vita – Una foresta scomparsa in Brasile riprende vita

Una storia incredibile, da cui prendere esempio, è quella di Sebastião Salgado, famoso fotografo e reporter. Il suo ranch di famiglia acquistato nel 1940 circa, è nel cuore della foresta atlantica in Brasile. Negli anni il padre di Salgado tagliò gli alberi su quasi tutta l’aerea, favorendo prati per far pascolare gli animali, ma pian piano nella Fazenda Bulcão,  laddove c’erano moltitudini di specie, sia animali che vegetali prese il sopravvento la deforestazione e l’aridità che insecchì la terra annientò la vita su tutta la proprietà.

In un’intervista Salgado ha spiegato che al ritorno nella sua terra natale, poiché viveva a Parigi, solo lo 0,5% della proprietà presentava alberi e piante. Decise di tornare nel luogo di nascita, nella proprietà di famiglia, a seguito di un reportage in Rwanda sul genocidio che lo segnò molto, ma la terra ricca che ricordava era ormai diventata quasi un deserto.

La rinascita

Da un input dato dal governo e dall’intuizione della moglie, la decisione: tentare di riportare il ranch agli antichi splendori. Nel 1998 il governo ha stabilito che l’area fosse indicata come Reserva Particular do Patrimônio Natural (RPPN). E per incentivare i proprietari delle terre a riportare vita sulle nelle aree deforestate, offrì sgravi fiscali.

foto da instituto terra
Foto di: https://institutoterra.org

Così da un’idea della moglie, Lélia Deluiz Wanick Salgado, fondano un ente no profit, Instituto Terra. Un progetto che consente la  condivisione del loro ranch a tutti coloro che credono nella loro missione.

Lo scopo oltre a ripopolare con alberi e piante era di portare anche le specie animali locali. Per consentire il loro ritorno è stato necessario ripiantare solo le specie native del luogo. Sono stati piantati 4 milioni di alberi per ridar vita alla foresta che ricordava Salgado nell’infanzia.

Dopo aver piantato gli alberi originari dell’area, la foresta man mano ha ripreso a vivere. La fauna si è ripopolata ponendo fine al solo fruscio di foglie e ripristinando i suoni della foresta.  In totale 293 specie di piante, 172 specie di uccelli, 33 di mammiferi, 15 tipi di rettili e 15 di anfibi hanno ricostituito l’ecosistema e la biodiversità originale del ranch.

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L’ardua impresa

La missione non è stata però semplice, non si è trattato semplicemente di ripiantare alberi e attendere. Inizialmente il terreno non dava segni di vita nonostante i loro sforzi. I due, Salgado e Léila, si affidarono anche a un ingegnere, Renato De Jesus, per risolvere i problemi del terreno. Nel ’99, anno successivo all’inizio dell’impresa, solo 40 mila piante rimasero in vita. La terra era poco nutrita e quindi non favorevole alla crescita degli alberi.

L’anno successivo però, la caparbietà fu premiata, persero solo il 20% delle piante. E l’anno successivo ancor meglio, perdendo solo il 10%. Il tempo, fu la cura. Le piante germogliando e generando semi, iniziarono a ripopolare l’area, creando il giusto compost del terreno, il clima e le temperature che favorirono la rinascita.

Il progetto si è ritenuto completato dopo 20 anni. Il progetto dei Salgado è ancora in corso, in un’intervista affermano che la loro foresta è ovviamente un piccolo progetto rispetto a tutta l’area del Brasile. Il loro Instituto Terra infatti si occupa ad oggi di ripopolare anche altre zone. L’esperimento e tutto il progetto, sostiene Sebastiao, è stato una rinascita interna anche per lui. Poco a poco, mentre la sua foresta riprendeva vita, gli uccelli e tutti gli animali ripopolavano l’area, la speranza e la voglia di continuare di accendevano sempre più.

Le sue parole al The Guardian (intervista data 2015)

«My wife had a fabulous idea to replant this forest. And when we began to do that, then all the insects and birds and fish returned and, thanks to this increase of the trees I, too, was reborn – this was the most important moment».

Traduzione:

«Mia moglie ha avuto un’idea favolosa di ripiantare questa foresta. E quando abbiamo cominciato a farlo, allora tutti gli insetti e gli uccelli ei pesci sono tornati e, grazie a questo aumento degli alberi, anch’io sono rinato – questo è stato il momento più importante».

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Galleria immagini, storia e video – Sito ufficiale Instituto Terra

L’Instituto Terra

Come abbiamo accennato, l’organizzazione no profit creata: Instituto Terra, conta ad oggi molti partners e sostenitori che hanno condiviso il progetto di Salgado e finanziano l’organizzazione per consentirgli di estendere il lavoro a tutte le altre aree che vengono convogliate nel progetto. Inoltre in una sezione del sito internet è presente un’area donazioni in cui, chiunque crede nel progetto, può contribuire con qualsiasi cifra. Nello store del sito invece è possibile acquistare, oltre al merchandising, una piantina, che verrà situata nelle aree da ripristinare.

Nel sito è presente un area denominata Trasparenza. All’interno di questa sezione l’organizzazione inserisce dei report e delle relazioni, su quanto è stato fatto durante tutto l’anno preso in questione grazie ai fondi donati. Sono elencati per anno, diversi pdf visionabili da chiunque senza doversi registrare al sito.

La trasparenza dell’ente, ma soprattutto i risultati tangibili visibili da tutti e chiaramente inconfutabili, hanno consentito alla fondazione di ricevere molti premi, elencati sul sito della onlus. Tutti i premi, ovviamente hanno argomentazione di sostenibilità degli ecosistemi e natura.

A differenza di altre organizzazioni analoghe, l’Instituto Terra ha nel ranch del signor Salgado, delle serre particolari. In queste vengono seminate e coltivate, solo piante che sono native della foresta atlantica. Una selezione minuziosa e dedicata, che consente solo in questo modo di ripristinare il corretto ecosistema della zona che deve essere curata.

A tutto questo è affiancato un percorso di ricerca scientifica degli ecosistemi. Questo consente di ripristinare nella maniera più fedele le specie, sia animali che vegetali che sono native del luogo. Inoltre sostengono molte visite guidate, aperte a gruppi scolastici o a privati. In un area del sito, è possibile visionare gli orari di apertura al pubblico ed effettuare prenotazioni per i percorsi guidati.

Giornate educative che hanno come obiettivo, dimostrare quanto è semplice abbattere e distruggere la natura, e soprattutto quanto è difficile ricostruire gli ecosistemi. Ottenere quindi, grazie all’educazione ambientale, anche misure di prevenzione e tutela dei territori oltre a vedere l’operato dell’organizzazione.

Un progetto lodevole, ben organizzato e strutturato. Uno dei pochi aperto a tutti, sia per diventare sostenitori che parte attiva. Soprattutto in un’area in cui la natura è le specie vegetali sono i polmoni del mondo, con il messaggio importante di preservare il patrimonio più grande dell’umanità che è la natura.

Come capire se il prezzo è davvero scontato

prezzo scontato - shopping online confronto prezzi

INDICE:

 

Gli acquisti online sono ormai sdoganati,  sono sempre più frequenti. Negli ultimi due anni le percentuali di acquisto online sono aumentate costantemente. Amazon, Ebay e Aliexpress sono i colossi delle vendite. La comodità di acquistare da casa o con un click, è ormai irrinunciabile. Altro fattore non da meno, i prezzi di acquisto sono spesso molto convenienti. Coupon offerte sconti online, vediamo inoltre come guadagnare con i gruppi di offerte su telegram. Principalmente offerte amazon

Dove trovare coupon, offerte e sconti online?

Differenziamo anzitutto le piattaforme di vendita più affidabili e conosciute, che vanno per la maggiore dividendo gli “e-commerce” in 2 categorie. I negozi solo online e i negozi di grande catene che effettuano sia vendite fisiche che sul web.

Aziende solo online:

AMAZON: Nel menu o nella Home sono sempre evidenziate: Offerte lampo, offerte a tempo, offerte del giorno.

Giorni con prezzi speciali:

Black Friday: Nel mese di novembre, precisamente l’ultima settimana è possibile fare veri affari

Cyber Monday: Il lunedì cibernetico, dura 24 ore, dopo la settimana del blackfriday ed è disponibile solo online, come indica il nome stesso.

Amazon Prime Day: L’amazon prime day è disponibile solo per gli utenti Amazon Prime ed avviene solitamente nella stagione estiva.

EBAY: La piattaforma eBay offre sconti e coupon in sovrimpressione o con finestre pop-up. Variano dai 5€ ai 50€ a volte con limiti di spesa prefissati. Per i nuovi utenti sono quasi sempre disponibili dei coupon che vengono inviati tramite messaggio dalla stessa piattaforma.

Alternativa al Black Friday di Amazon sono gli E-Days che ne seguono però lo stesso principio seppur in forma diversa, ovvero offrendo coupon del 10% o più fino a un totale di 50€ di sconto.

ALIEXPRESS: Anche sul famoso portale cinese, “analogo” di amazon, ci sono offerte coupon e giorni speciali in cui acquistare. Ad esempio 11.11 ovvero l’11 novembre il Singles Day.

Grandi catene:

Mediaworld, Euronics, Unieuro

 

Come funzionano i canali di offerte telegram? Come Guadagnare con i canali di offerte telegram?

Altri canali su cui trovare offerte e coupon sono sicuramente quelli Telegram. Sulla piattaforma sono presenti moltissimi gruppi di offerte. Qual’è il vantaggio di vedere le offerte su telegram?

Utilizzare i canali telegram porta un vantaggio di tempo, ovvero le offerte sono individuate dai creatori del gruppo. Molti sono già messe per categoria: gruppi telegram di tecnologia, moda, casa, cibi ecc.

Coupon offerte sconti online – Come fanno a guadagnare i gruppi telegram di offerte

I link di siti web e offerte che vengono inseriti su telegram, in grande percentuale quelli di amazon, sono referral link.

I gruppi telegram, tramite una partnership con Amazon, acquisiscono una percentuale della spesa fatta dal fruitore del link. Il prezzo per chi acquista è invariato, chi lo sponsorizza (postandolo sul gruppo telegram) invece guadagna una commissione.

Nei gruppi telegram è possibile inoltre trovare anche offerte o coupon di grandi catene. Come Mediaworld, Unieuro o Euronics grazie a coupon o referral link stabiliti con partnership e forniti direttamente a coloro che poi li inseriscono dei vari gruppi.

Come capire se il prezzo è buono?

Per capire se il prezzo del prodotto in offerta è davvero un occasione da prendere al volo, ci sono diversi strumenti.

Ne citiamo due: CamelCamelCamel.com e The camelizer.

CamelCamelCamel è un sito web in cui inserire il link del prodotto che si vuole acquistare. Nella pagina verrà visualizzato l’andamento di prezzo del prodotto dalla sua nascita. Si può stabilire così se è una vera offerta, oppure se il prodotto ha subito dei rialzi o dei ribassi.

Di seguito un esempio su un tostapane:

The Camelizer è un estensione per google chrome. Consente di effettuare la stessa analisi di CamelCamelCamel senza dover aprire un’altra pagina di ricerca. Cliccando sull’icona dell’estensione sul browser si visualizza direttamente l’andamento di prezzo del prodotto sulla stessa pagina di Amazon.

I prezzi che troviamo su Amazon sono tutti corretti?

Negli ultimi anni abbiamo sentito spesso parlare di corsi su Amazon FBA. Corsi spesso sponsorizzati nelle ads dei video su YouTube. Amazon FBA è un servizio creato e gestito da amazon. In sostanza aderire al programma consente di usufruire di una serie di vantaggi. Questo è un servizio dedicato esclusivamente ai venditori in quanto permette di affidarsi ad amazon sia nella giacenza degli oggetti in vendita nei magazzini dell’azienda, sia di avere la gestione delle spedizioni controllata e strutturata sia per l’invio che per i resi da Amazon. Questo servizio ha un costo di adesione ed anche una commissione per prodotto venduto. Fatta questa premessa, capiamo se i prezzi sono tutti corretti o meno.

A seguito di questo servizio molti venditori hanno messo in opera servizi di import export. Tutto questo trova vita grazie ad Aliexpress (e-commerce che ha sede e spedisce prodotti dalla Cina) dove molti venditori acquistano e scelgono un prodotto che ha un prezzo spesso molto inferiore al mercato europeo. Viene così rivenduto su amazon traendo profitti in base al prodotto in questione.

Per l’acquirente è palese che acquistare da Amazon rispetto ad acquistare su Alixepress ha un sovrapprezzo. Le considerazioni da fare sono semplici, valutare anzitutto se si è consapevoli che si sta acquistando un prodotto che ha un prezzo maggiorato, e capire se si è disposti a pagarlo solo ed esclusivamente per la rapidità di consegna. Ormai è fatto noto che le consegne dalla Cina e da Aliexpress mediamente impiegano dai 20 ai 40 giorni salvo casi eccezionali. Tempistiche uguali ovviamente anche per eventuali resi. Avendo il prodotto in Italia nei magazzini amazon si abbattono queste tempistiche, sia di acquisto che di eventuale reso. Bisogna quindi essere consapevoli nella fase di acquisto.

Per individuare i prodotti venduti su Amazon e capire se sono stati acquistati su Aliexpress ci sono due modi. Il primo è effettuare una banale ricerca. Il secondo è utilizzare il link delle foto prodotto su Google Immagini ed effettuare una ricerca. Google ci saprà dire se quel dato oggetto è presente su altri e-commerce. In alternativa se nessuno dei metodi ha portato riscontro è possibile effettuare la ricerca in inglese. Questo perché su Aliexpress, seppur disponibile in italiano, i venditori Cinesi inseriscono i prodotti o in lingua locale o in inglese. La conseguenza è che nella fase di traduzione automatica il prodotto non abbia il nome in italiano corretto. Effettuare quindi la ricerca in inglese consente di avere dei risultati in più rispetto a quella in italiano.

Cos’è Amazon Haul: la nuova sezione low-cost di Amazon che sfida Temu

Abbonamenti Patreon come funziona

Abbonamenti Patreon come funziona – Abbonamenti Patreon come funziona

Come funziona Patreon? Vediamo come gli artisti possano guadagnare e fare soldi con Patreon tramite le donazioni dei mecenati.

Patreon: quando i social incontrano il crowdfundig.

Scopriamo nel dettaglio come funziona Patreon.

Cos’è Patreon?

Patreon è una piattaforma Internet, che permette ad artisti e creator di produrre e condividere contenuti con le loro community, ricevendo in cambio un supporto continuativo.

L’origine di Patreon risale al 2013 a San Francisco. Lì, un musicista di nome Jack Conte stava cercando un modo per guadagnarsi da vivere con la sua musica senza passare attraverso i canali tradizionali. In tal modo, si è reso conto che non esistevano meccanismi standardizzati per donare denaro istantaneamente ai creatori che ci piacciono su Internet e Patreon ha iniziato a prendere forma.

Chi utilizza Patreon?

Per i creatori, Patreon è un metodo con cui richiedere un pagamento aggiuntivo per le creazioni che già si stanno realizzando. Gli utenti potranno pagare canoni mensili o per ogni post  realizzato, in modo che possano finanziare con un importo mensile fisso o per ogni nuova opera che viene creata.

Prendiamo ad esempio, un musicista, oppure un creator che si dedica alla produzione di webcomics o ad un semplice YouTuber. In generale, avrebbe bisogno di pagamenti dalle piattaforme su cui si pubblicano i propri contenuti per finanziarsi e continuare a lavorare su ciò che ci piace. Con Patreon, saranno gli stessi fan a fornire quei soldi con una piattaforma in cui, è possibile sapere quanto si é in grado di ottenere mensilmente, quindi sarà più semplice organizzare meglio la produzione e la pubblicazione dei propri contenuti.

Per i sostenitori o mecenati, con questa piattaforma, si può mostrare il proprio sostegno ai creatori che ci piacciono in modo diretto. Questo ci darà accesso al profilo Patreon del creator, i quali possono pubblicare articoli e contenuti esclusivi per i loro sostenitori e quindi ringraziarli per il loro supporto.

Patreon non è solo un metodo di pagamento o di supporto, ma consente anche di creare un’intera community attorno a ciascun artista.

Qui, come spesso accade su questi tipi di piattaforme, ogni creator può modellare la propria pagina Patreon nel modo che più gli aggrada, stabilendo le tariffe e i metodi che desiderano a seconda di come vedono agire i propri follower. La piattaforma funge solo da intermediario per la comunicazione diretta tra creatore e fan.

Come funziona Patreon?

Grazie a Patreon, i creator, possono ricevere compensi grazie alla realizzazione di ciò che creano normalmente (ad esempio fumetti online, video, canzoni o altro).

Si può pensare a Patreon come a qualcosa di simile a Kickstarter, ma con alcune differenze. Mentre le piattaforme di crowdfunding vengono utilizzate per finanziare il progetto specifico di un creatore, Patreon viene utilizzato per finanziare direttamente il creatore con tutti i progetti che realizzano e non solo con uno specifico.

Ma come nelle pagine di crowdfunding, ogni creatore può stabilire commissioni di pagamento diverse, ognuna con determinati vantaggi. Ad esempio si può impostare una quota minima di 1 euro al mese, ma si è liberi di crearne anche altre da 10, 50 o di altri importi desiderati. A seconda dell’abbonamento a cui ci si iscrive, si potrà accedere a determinati contenuti speciali o addirittura ottenere qualche tipo di regalo o dimostrazione di amicizia dall’artista.

Pertanto, ogni creatore di contenuti potrà offrire le ricompense che ritiene appropriate e che può dare ai propri follower. I premi di solito aumentano in base all’importo del contribuito versato e gli obiettivi sono fissati per soddisfare e fidelizzare il proprio pubblico.

Come iscriversi su Patreon?

Per iscriversi su Patreon, basta collegarsi al portale, inserire i propri dati o fare il logup con Facebook e scegliere tra 3 piani disponibili: Light, Pro e Premium. Le differenze consistono nelle commissioni da dare alla piattaforma, che vanno dal 5% al 12% sul guadagno mensile.

Per iniziare, un creatore deve creare un account sul portale e inserire i propri dettagli. È in questo processo di registrazione che si deve scegliere se si vuole guadagnare mensilmente o creare reddito. Dopo la registrazione e la configurazione dell’account, l’artista deve anche scrivere una bio nel proprio profilo, spiegando ai futuri mecenati quali solo i propri contenuti e dettare le linee guida di funzionamento del proprio canale Patreon.

Successivamente, l’artista potrà creare una serie di opzioni di pagamento chiamate livelli di abbonamento, assegnando vantaggi o premi a ciascuno di essi per cercare di incentivare i propri sostenitori. Ad esempio, nei canoni mensili più bassi, si potrebbe semplicemente dare accesso ai risultati finali del proprio lavoro, ma in cambio del pagamento di commissioni più elevate si potrebbe dare accesso a lavori precedenti, schizzi o mock-up e altri tipi di vantaggi che si ritengono opportuni. L’idea è che le ricompense aumentino in base al denaro che viene versato.

Inoltre, i creatori possono anche impostare obiettivi di pagamento mensili totali. Ad esempio, in cambio dell’ottenimento di un determinato pagamento mensile da parte di tutti i suoi sostenitori, un creator potrebbe pubblicare dei contenuti speciali per ringraziare i propri mecenati.

come funziona patreon

Come diventare un mecenate su Patreon?

I mecenati detti anche “patron”, per accedere a quei contenuti esclusivi pagano una piccola cifra mensilmente oppure per ogni post pubblicato.
Le tariffe degli abbonamenti variano in base ai contenuti che vengono condivisi e anche alla popolarità dell’artista che li propone.

Se sei un utente che cerca di supportare il tuo creatore preferito, il modo per procedere è semplice. Per prima cosa vai al sito web di Patreon e, dopo aver creato un account, cerca il profilo dell’artista che desideri supportare. Il sito web ha uno strumento di ricerca per trovare coloro che sono tra i tuoi contatti Twitter o Facebook.

Una volta nel profilo della persona o del progetto che vuoi sostenere, scegli il livello di iscrizione a cui vuoi iscriverti. In ognuno di essi vedrai una descrizione che include il prezzo che devi pagare e i vantaggi che ottieni. Premi il pulsante Seleziona del livello a cui vuoi iscriverti.

E una volta fatto, andrai alla pagina di pagamento, dove potrai scegliere tra pagare con la tua carta o il tuo conto PayPal. Inserisci semplicemente ciò che devi compilare e procedi e, una volta ottenuto, supporterai il tuo artista preferito.

Ultimamente molti artisti per finanziarsi utilizzano anche un’altra piattaforma: Onlyfans.

Le origini di Babbo Natale

Le origini di Babbo Natale – Le origini di Babbo Natale

Quali sono le origini di Babbo Natale? Perché si chiama Babbo Natale? Dove vive Babbo Natale? Perché è vestito di rosso?

Babbo Natale esiste davvero

Come nasce la leggenda di Babbo Natale?

Le origini di Babbo Natale sono molto antiche, durante la disgregazione dell’Impero Romano, molte delle popolazioni barbare arrivate in Europa portavano con sé una serie di tradizioni che definivano la propria identità religiosa.

C’erano una serie di feste che cercavano di alleviare le temperature rigide e la mancanza di cibo che attanagliavano l’Europa alla fine di dicembre. Fu in questa situazione che apparve la leggenda del “Vecchio Inverno”, un uomo che bussava alle case della gente chiedendo da mangiare e da bere. Secondo il mito, chi lo assisteva generosamente avrebbe goduto di un inverno più mite. L’associazione tra i riti pagani e San Nicola è apparsa molti decenni dopo.

San Nicola: il vescovo divenuto simbolo del Natale

San Nicola di Bari nacque in una ricca famiglia cristiana intorno al 270 d.C. nella città greca di Patara, città marittima e commerciale nella provincia di Antalya, oggi Turchia.san nicola babbo natale

La famiglia di San Nicola di Bari godeva di un’ottima posizione economica.
Dopo la morte dei suoi genitori, Nicola da Bari distribuì i suoi beni tra le persone più bisognose e diede la sua fede alla religione per confortare il suo dolore. Col tempo il predecessore di Babbo Natale divenne vescovo della città di Mira, in Licia, oggi Turchia.

Secondo i racconti raccolti nel IX secolo, durante tutta la sua vita si distinse per la sua carità con i bisognosi e per i più piccoli tanto da essere conosciuto come, il vescovo dei bambini.

Questi sono i fatti concreti sull’origine di Babbo Natale. Da questo momento in poi, la storia si mescola tra realtà e finzione.

Perché si chiama Babbo Natale?

La risposta al perché si chiama Babbo Natale, nasce dalla Festa di San Nicola, che in olandese si scrive “Sinterklaas” e che viene commemorata tra la notte tra il 5 e il 6 dicembre.

Questa festa veniva celebrata negli Stati Uniti dalle ex colonie olandesi e in misura minore anche in luoghi come:

  • Lussemburgo
  • Austria
  • Svizzera
  • Germania
  • Polonia
  • Repubblica Ceca

Così come in altre parti d’Europa, la figura centrale di questo festività era San Nicola di Bari.

Sinterklaas” o “Sint-Nicolaas” è una figura leggendaria basata su San Nicola, patrono dei bambini.
La traduzione del nome “Sinterklaas” si è trasformata nel tempo in America come Santa Claus.

Da quel momento in poi la parola si è trasformata come la conosciamo oggi, si afferma anche che Santa Claus derivi dal suo status di santo e dal diminutivo del suo nome in tedesco Niklauss.

Perché Babbo Natale ha la barba bianca?

L’aspetto di Babbo Natale è dovuto a Thomas Nast, un fumettista tedesco, nato nel 1840, che nel 1863 fece la sua prima illustrazione di Babbo Natale, sulla rivista americana Harper’s Weekly.

Il disegno di un Babbo Natale che, ai giorni nostri, somigliava più a uno gnomo della foresta, col passare degli altri Natali, migliorò il suo disegno originale fino a quando Babbo Natale ottenne una pancia gonfia, una buona statura e un’abbondante barba bianca.

Perché Babbo Natale ha il vestito rosso?babbo natale coca cola

Le illustrazioni di Nast, finora, avevano raffigurato Babbo Natale con indosso costumi delle più svariate forme e colori. Tuttavia, fu nel 1931 che Haddon Sundblom, assunto dalla Coca-Cola, ideò il modello rosso dell’abbigliamento di Babbo Natale. Nel tempo, la divulgazione delle campagne pubblicitarie del marchio ha finito per stabilire lo standard e renderlo celebre in tutto il mondo per come lo conosciamo oggi.

Dove abita Babbo Natale?

In Lapponia, esiste un luogo conosciuto come il villaggio di Babbo Natale.villaggio babbo natale Questo parco raccoglie ogni anno migliaia e migliaia di visitatori che vogliono vedere in prima persona Babbo Natale. I voli per questo luogo si moltiplicano quando arriva il Natale.

Dal 1985, Babbo Natale ha ricevuto 15 milioni di lettere da 198 paesi, rendendo l’ufficio postale centrale di Babbo Natale una tappa obbligata quando si visita il villaggio di Babbo Natale. Tutti i bambini del mondo, possono inviare la propria lettera a Babbo Natale, all’ indirizzo: Tähtikuja 1, 96930 Rovaniemi, Finlandia.

Babbo Natale esiste?

Babbo Natale esiste? Questa domanda prima o poi la fanno tutti i bambini.

Tanto, tanto tempo fa, e per l’esattezza, il 21 settembre 1897, The Sun, quotidiano di New York, pubblicò la risposta del giornale a una lettera inviata al direttore, da Virgina O’Hanlon, una bambina di 8 anni. La lettera divenne celebre e passo alla storia

La lettera di Virginia era molto breve:

“Caro Direttore: ho 8 anni. Alcuni miei amici dicono che Babbo Natale non esiste. Mio padre mi ha detto che: se lo vedi al sole, esiste. Per favore, dimmi la verità; Babbo Natale esiste?”

Francis Pharcellus Church era il direttore a cui toccava rispondere alla ragazza, scrisse:

“Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici. Non credono a nulla se non a quello che vedono. Credono che niente possa esistere se non è comprensibile alle loro piccole menti. Tutte le menti, Virginia, sia degli uomini che dei bambini, sono piccole. In questo nostro grande universo, l’uomo ha l’intelletto di un semplice insetto, di una formica, se lo paragoniamo al mondo senza confini che lo circonda e se lo misuriamo dall’intelligenza che dimostra nel cercare di afferrare la verità e la conoscenza.
babbo natale esiste
Sì, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Sarebbe triste anche se non esistessero delle Virginie. Non ci sarebbe nessuna fede infantile, né poesia, né romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo altra gioia se non quella dei sensi e dalla vista. La luce eterna con cui l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe.
Non credere in Babbo Natale! È come non credere alle fate! Puoi anche chiedere a tuo padre che mandi delle persone a tenere d’occhio tutti i comignoli del mondo per vederlo, ma se anche nessuno lo vedesse venire giù, che cosa avrebbero provato? Nessuno vede Babbo Natale, ma non significa che non esista. Le cose più vere del mondo sono proprio quelle che né i bimbi né i grandi riescono a vedere. Hai mai visto le fate ballare sul prato? Naturalmente no, ma questa non è la prova che non siano veramente lì. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie del mondo che non si possono vedere.
Puoi rompere a metà il sonaglio dei bebé e vedere da dove viene il suo rumore, ma esiste un velo che ricopre il mondo invisibile che nemmeno l’uomo più forte, nemmeno la forza di tutti gli uomini più forti del mondo, potrebbe strappare. Solo la fede, la poesia, l’amore possono spostare quella tenda e mostrare la bellezza e la meraviglia che nasconde. Ma è tutto vero? Ah, Virginia, in tutto il mondo non esiste nient’altro di più vero e durevole. Nessun Babbo Natale? Grazie a Dio lui è vivo e vivrà per sempre. Anche tra mille anni, Virginia, dieci volte diecimila anni da ora, continuerà a far felici i cuori dei bambini”

Yes, Virginia, there is a Santa Claus“, Si, Virginia, Babbo Natale c’è, negli Stati Uniti è divenuta una frase celebre, tanto da diventare un modo di dire per indicare che qualcosa di reale, qualcosa che esiste davvero!

 

I Vichinghi scoprirono l’America

I Vichinghi scoprirono l'America – I Vichinghi scoprirono l'America

Gli scienziati  sono sicuri, i Vichinghi erano presenti in America nel 1021.

I Vichinghi arrivarono in America 471 anni prima di Colombo.

L’Anse aux Meadows, nella baia di Épaves, all’estremità settentrionale della penisola di Terranova, in Canada, è un sito collegato sin dalla sua scoperta negli anni ’60 a un’occupazione vichinga.

Gli scavi hanno individuato i resti di otto edifici, tra cui officine e abitazioni, e manufatti. Tra i ritrovamenti una fibula di tipo nordico oppure pezzi di legno chiaramente scolpiti con strumenti di ferro, che mancavano agli indigeni. Dopo molte discussioni, ricerche archeologiche innovative sono state in grado di individuare la cronologia del sito: 1021.

Questa è, finora, la prova più antica che conferma l’arrivo dei Vichinghi nel continente americano, che chiamarono Vinlandia, “terra delle viti”, almeno 471 anni avanti a Cristoforo Colombo.

Lo assicura uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Nature che, secondo gli specialisti consultati da questo giornale, è serio, appassionante e susciterà molte discussioni accademiche.

Molti elogi dovrebbero andare a questi nordeuropei per essere stati la prima società umana ad attraversare l’Atlantico”, ha affermato il geoscienziato Michael Dee dell’Università di Groningen nei Paesi Bassi, che ha guidato lo studio pubblicato sulla rivista Nature.

Come si è scoperto l’anno dell’arrivo dei Vichinghi in America?

La ricerca condotta da Michael Dee e Margot Kuitems , dell’Università di Groningen, nei Paesi Bassi, ha datato attraverso l’analisi al radiocarbonio una serie di oggetti in legno rinvenuti nel sito.

La ricerca degli scienziati consisteva nel determinare l’anno in cui sono stati tagliati i boschi. Selezionarono quelli che mostravano prove di essere stati manipolati con strumenti metallici. I recuperi derivano dal sito di L’Anse aux Meadows, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.datazione-carbone-14-legno-vichinghi-america

Da questo evento hanno fatto da riferimento gli anni 992-993. In questi anni si registrò un insolito evento di raggi cosmici che aumentò il carbonio atmosferico. Questa situazione, documentata negli alberi di tutto il mondo, ha influenzato lo sviluppo degli anelli di legno.

I tre pezzi analizzati, da cui sono stati ricavati 127 campioni di Carbonio 14, sono stati tagliati nello stesso anno perché mostrano tutti una diminuzione del carbonio nell’anello che stava crescendo 29 anni prima, proprio quando si è verificata la tempesta solare.

Anse aux Meadows: l’insediamento vichingo in America

L’insediamento di L’Anse aux Meadows, serviva una stazione di passaggio utilizzata per le riparazioni navali e come base delle spedizioni vichinghe nell’entroterra, forse anche a sud.ricostruzione-insediamento-vichingo-america

Questo studio è di grande importanza perché rivela la prima data certa di un insediamento vichingo in America. Non ci sono prove archeologiche così concrete di un’altra occupazione dei norvegesi in quella che chiamavano Vinlandia.

I primi ad attraversare l’atlantico.

La recente scoperta segna molteplici pietre miliari per l’umanità. Innanzitutto, L’Anse aux Meadows offre la prima prova nota di una traversata transatlantica. Inoltre, segna il luogo in cui il globo è stato finalmente circondato dagli umani, che migliaia di anni prima erano entrati in Nord America attraverso un ponte terrestre che collegava la Siberia all’Alaska.

I Vichinghi, o popoli norvegesi, erano marittimi della penisola scandinava: Norvegia, Svezia e Danimarca. Si avventuravano spesso nell’Europa settentrionale, a volte colonizzando e talvolta commerciando o razziando. Possedevano straordinarie abilità nella costruzione navale e nella navigazione. Stabilirono insediamenti in Islanda e Groenlandia. Le loro barche di legno erano azionate da vele e remi. Un esemplare sopravvissuto, chiamata “nave Oseberg”, è lunga circa 22 metri.

Perché i vichinghi attraversarono l’atlantico?

I Vichinghi erano grandi marinai, gli scienziati che hanno condotto la ricerca ritengono che potrebbero essere giunti nel Canada di oggi in cerca di materie prime: “Penso sia giusto descrivere il viaggio come un viaggio di scoperta e di ricerca di nuove fonti di materie prime. materiali“, spiega Michael. Dee– Molti archeologi ritengono che la motivazione principale per la ricerca di questi nuovi territori sia stata la ricerca del legno. Si ritiene generalmente che provenissero dalla Groenlandia, dove il legno adatto per la costruzione è scarso.

È chiaro, quindi, che i Vichinghi arrivarono in America 471 anni prima che i Re europei finanziassero il viaggio di Cristoforo Colombo. Ma ci sono ancora domande senza risposta. Come ad esempio, per quanto tempo vissero i Vichinghi in questo angolo del Canada. Si stima che avrebbero potuto essere li per almeno un decennio.

Com’erano fatte le navi dei vichinghi?

Il fatto che Leif Erikson abbia guidato un equipaggio vichingo in Nord America in circa 1.000 – 500 anni prima che Cristoforo Colombo mettesse piede nel Nuovo Mondo, rende evidente la straordinaria abilità marittima dei Vichinghi e mostra la robustezza delle loro navi.

Le navi vichinghe erano azionate da una combinazione di manodopera e vento.

I principi di progettazione che hanno portato alla navi vichinghe possono essere fatti risalire all’inizio dell’età della pietra e all’umiak, una grande barca utilizzata dagli Yupik e dagli Inuit fino a 2.500 anni fa.

Le navi vichinghe furono costruite con il clinker

Il cosiddetto metodo “clinker” di costruzione delle navi si basa su assi di legno, solitamente di quercia, sovrapposte e inchiodate insieme. Gli spazi tra le assi sono stati quindi riempiti con lana catramata e peli di animali, garantendo una nave a tenuta stagna. Tipicamente dotate di postazioni di voga per tutta la loro lunghezza, le navi lunghe utilizzavano anche una grande vela quadrata, tessuta di lana.

Le navi vichinghe erano in grado di navigare in acque poco profonde
Un pescaggio poco profondo ha consentito la navigazione in acque poco profonde fino a un metro e ha reso possibili gli sbarchi sulla spiaggia.

La velocità era variabile da nave a nave, ma si pensa che le navi vichinghe più veloci potessero raggiungere velocità fino a 17 nodi in condizioni favorevoli.

Le barche erano tipicamente abbellite con copricapi decorativi. Le navi vichinghe erano a doppio attacco.
La loro prua simmetrica e il design di poppa consentivano alle navi vichinghe di fare retromarcia rapidamente senza doversi voltare. Ciò è stato particolarmente utile durante la navigazione in condizioni di ghiaccio.

L’ampiezza delle esplorazioni dei Vichinghi fu notevole. Dal Nord America a ovest all’Asia centrale a est, l’era vichinga è definita da un’esplorazione geograficamente estesa che non sarebbe stata possibile senza una costruzione navale così avanzata.

Il design della nave lunga è stato estremamente influente.
Le abilità di costruzione navale dei Vichinghi accompagnarono i loro lunghi viaggi. Molte delle caratteristiche delle navi vichinghe furono adottate da altre culture e continuarono a influenzare la costruzione navale per secoli.

Starlink: come funziona, prezzi e piani in Italia nel 2026

Starlink: come funziona, prezzi e piani in Italia nel 2026 – Starlink: come funziona, prezzi e piani in Italia nel 2026

Starlink è il servizio internet satellitare di SpaceX che nel 2026 conta oltre 6.500 satelliti in orbita e copre più di 100 paesi nel mondo, Italia compresa. Nata per portare la connessione nelle zone rurali e nei luoghi senza fibra, oggi è diventata un’alternativa concreta anche per chi semplicemente vuole una connessione stabile in zone dove l’ADSL è lenta e la fibra non arriva.

📌 In breve
Starlink offre velocità tra 100 e 300 Mbps con latenza di 25-50 ms. In Italia il piano residenziale Standard costa circa 40-50 € al mese, più il kit antenna da 299-349 €. Dal 2024 è disponibile anche Starlink Mini, più compatto e portatile. La connessione funziona ovunque in Italia, incluse le zone montane e rurali senza fibra.

Indice

  1. Come funziona Starlink: satelliti e antenna
  2. Velocità, latenza e prestazioni reali nel 2026
  3. Piani e prezzi in Italia nel 2026
  4. Starlink Mini: la versione portatile
  5. Installazione e kit hardware
  6. Quando conviene Starlink e quando no
  7. Domande frequenti

Come funziona Starlink: satelliti e antenna

A differenza dei vecchi sistemi satellitari — come quelli usati per la TV — Starlink non usa un unico satellite geostazionario a 36.000 km di altezza. SpaceX ha lanciato una costellazione di migliaia di piccoli satelliti in orbita bassa, tra i 340 e i 570 km di altitudine. Questa differenza è fondamentale: i segnali percorrono molta meno strada, e la latenza crolla da 600-700 millisecondi dei vecchi sistemi a 25-50 ms, un valore compatibile con videochiamate, gaming e smart working.

L’utente riceve a casa un kit composto da un’antenna parabolica piatta (chiamata “Starlink Dishy”), un router Wi-Fi e i cavi necessari. L’antenna si orienta automaticamente verso i satelliti — non serve regolarla manualmente come le vecchie parabole. Tramite l’app Starlink per iOS e Android si individua il punto di installazione migliore: l’app mostra in realtà aumentata se ci sono ostacoli nel campo visivo verso il cielo, come alberi, comignoli o cornicioni. Più il cielo è libero, meglio funziona.

I satelliti comunicano tra loro tramite laser ottici, costruendo di fatto una rete mesh nello spazio. Questo consente di instradare il traffico dati senza doverlo far rimbalzare continuamente a terra, riducendo i tempi di transito anche per le connessioni verso destinazioni lontane.

Velocità, latenza e prestazioni reali nel 2026

Le velocità tipiche di Starlink Standard in Italia nel 2026 si attestano tra 100 e 300 Mbps in download e tra 10 e 40 Mbps in upload, con latenza di 25-50 millisecondi. Non è la fibra FTTH, che può arrivare a 1 Gbps simmetrico, ma è un salto enorme rispetto a una linea ADSL da 4-6 Mbps o a una connessione 4G instabile in zone di montagna.

Le performance variano in base all’orario e alla densità di utenti nella zona. Nelle ore di punta la sera, soprattutto in aree con molti abbonati, le velocità possono scendere sotto i 50 Mbps. In zone rurali con pochi utenti vicini, invece, è comune ottenere i 200-250 Mbps anche nelle ore serali. Il meteo influisce poco: pioggia e nuvole causano al massimo una lieve riduzione, le nevicate abbondanti sull’antenna richiedono che questa sia installata in modo da potersi pulire (il kit ha un sistema di riscaldamento integrato che scioglie la neve sottile).

Per chi lavora da remoto, fa videochiamate o usa servizi cloud, Starlink è una soluzione pienamente funzionante. Per il gaming competitivo, la latenza di 25-50 ms è accettabile ma non ideale per i titoli più esigenti: la fibra resta superiore per questo uso specifico.

Piani e prezzi in Italia nel 2026

Starlink ha semplificato la sua offerta rispetto agli anni passati. Il piano principale per uso residenziale è lo Standard, che costa intorno ai 40-50 euro al mese con il kit hardware (antenna, router, cavi) acquistato a circa 299-349 euro. Non ci sono vincoli contrattuali: si può disdire in qualsiasi momento, e Starlink offre una garanzia di rimborso di 30 giorni se la copertura nella propria zona non soddisfa.

Esiste anche il piano Standard Light, pensato per chi ha un utilizzo più contenuto: ha una soglia di dati prioritari più bassa e un prezzo mensile leggermente inferiore. Una volta esaurita la banda prioritaria, la connessione non si interrompe ma viene gestita con priorità inferiore nelle ore di picco.

Per le aziende, il piano Business offre banda prioritaria garantita, velocità superiori (fino a 350 Mbps in condizioni ottimali), supporto tecnico dedicato e la possibilità di gestire più sedi. Il kit Business ha un costo hardware nettamente superiore — nell’ordine delle migliaia di euro — e il canone mensile è di circa 200-220 euro. È pensato per uffici, strutture ricettive e aziende in zone remote.

Starlink offre anche piani marittime e per l’aviazione (alcune compagnie aeree europee lo usano per il Wi-Fi a bordo), con costi e hardware dedicati.

Lanciato nel 2024, Starlink Mini è la risposta per chi vuole la connessione satellitare in mobilità. L’antenna è molto più piccola e leggera rispetto al kit Standard — entra nello zaino — e si alimenta tramite USB-C con un alimentatore da 100W. Le velocità sono leggermente inferiori (tipicamente 50-100 Mbps in download), ma perfettamente adeguate per smart working in viaggio, campeggio, furgoni attrezzati o barche a vela.

Il kit Mini costa circa 599 euro, con un piano mensile intorno ai 30-40 euro. È pensato principalmente come estensione della connessione principale: si può abbinare a un abbonamento Standard già attivo per portare la connessione fuori casa senza pagare due abbonamenti completi. Per un utilizzo autonomo in mobilità continua, invece, è disponibile il piano Roam, che permette di usare Starlink in qualsiasi paese in cui il servizio è attivo.

Installazione e kit hardware

Installare Starlink non richiede un tecnico: la maggior parte degli utenti lo fa da sola in meno di un’ora. Il kit include tutto il necessario — antenna, router, cavo da 23 metri e il supporto da tetto o da palo. L’app guida passo dopo passo durante la configurazione e la scelta del punto di montaggio.

Il requisito fondamentale è avere un campo visivo libero verso il cielo di almeno 100 gradi in direzione nord-ovest per l’Italia (dove si trovano i satelliti più frequentemente). Un ostacolo anche piccolo — un albero, un cornicione, un comignolo — può causare interruzioni periodiche della connessione. L’app mostra esattamente dove puntare e identifica eventuali ostacoli prima ancora di ordinare il servizio.

Il router incluso nel kit standard è un modello Wi-Fi 5 (o Wi-Fi 6 nei kit più recenti) sufficiente per la maggior parte delle case. Chi ha una casa grande o vuole una rete cablata può aggiungere uno switch Ethernet e usare il router in modalità bridge con il proprio router di casa.

Quando conviene Starlink e quando no

Starlink è la scelta giusta in alcune situazioni specifiche. Se si abita in una zona montana o rurale senza fibra, con ADSL sotto i 10 Mbps o con il 4G instabile, la differenza è radicale: passare da una connessione inaffidabile a 100-200 Mbps stabili cambia completamente le possibilità di smart working, videoconferenze e streaming. Stesso discorso per le strutture ricettive in zone isolate — agriturismi, rifugi, bed and breakfast — dove offrire Wi-Fi decente agli ospiti era fino a pochi anni fa quasi impossibile.

Non conviene invece se si ha già la fibra FTTH disponibile in casa: a parità di prezzo mensile (o quasi), la fibra offre velocità superiori, latenza inferiore e stabilità maggiore. Non conviene nemmeno per chi cerca una connessione da usare solo occasionalmente, visto il costo fisso del kit hardware che si ammortizza solo con un utilizzo continuativo. Per chi vuole approfondire le differenze tra le tecnologie di connessione fissa in Italia, leggi la guida sulla differenza tra fibra FTTC e FTTH.

Domande frequenti

Starlink funziona in tutta Italia?

Sì, Starlink è disponibile in tutto il territorio italiano, incluse le isole minori e le zone montane. Prima di ordinare, conviene verificare la copertura nella propria area sul sito ufficiale di Starlink, dove si inserisce l’indirizzo e si vede immediatamente la disponibilità e i tempi di attesa eventuali.

Quanti satelliti Starlink ci sono nello spazio?

A inizio 2026 sono in orbita oltre 6.500 satelliti Starlink, distribuiti tra i 340 e i 570 km di altitudine. SpaceX ha ottenuto l’autorizzazione per arrivare fino a 12.000, con la possibilità di espandersi ulteriormente. Nuovi lanci avvengono con cadenza regolare usando i razzi Falcon 9 e Starship.

Starlink può essere usato in movimento, su un furgone o una barca?

Sì. Il piano Roam è pensato esattamente per questo: permette di usare Starlink in qualsiasi paese coperto dal servizio, anche in movimento. Starlink Mini è l’hardware più pratico per questo scopo grazie alle sue dimensioni compatte. Per le barche esiste invece il piano Starlink Maritime, con hardware resistente alla salsedine e al movimento.

Starlink funziona con il maltempo?

La pioggia e le nuvole influiscono molto poco sulla connessione, a differenza dei vecchi satelliti geostazionari. La neve sull’antenna è il caso più problematico, ma il kit Standard ha un sistema di riscaldamento integrato che scioglie la neve leggera. Con nevicate abbondanti è consigliabile installare l’antenna in una posizione inclinata che faciliti lo scivolamento della neve.

Quanto si risparmia rispetto a un operatore tradizionale?

In termini di prezzo mensile, Starlink non è economico: 40-50 euro al mese più il costo iniziale del kit la rendono più cara di molte offerte fibra. Il vantaggio non è economico ma di disponibilità: dove la fibra non arriva, Starlink è spesso l’unica alternativa a connessioni lente o instabili. In zone con buona copertura fibra, un operatore tradizionale resta la scelta più conveniente.