Il vaccino antinfluenzale 2026-2027 arriva con una novità che riguarda milioni di italiani: la soglia di età per la raccomandazione dei vaccini potenziati, prima riservata quasi esclusivamente agli over 65, scende a 60 anni.
La nuova circolare del Ministero della Salute abbassa a 60 anni la soglia per i vaccini antinfluenzali potenziati, punta a rafforzare la rete territoriale tra medici di famiglia, farmacie e Dipartimenti di Prevenzione, e recepisce le raccomandazioni OMS sui ceppi da usare nella stagione 2026-2027. Confermati anche i trivalenti classici per la popolazione generale.
Indice
- La novità principale: soglia a 60 anni
- Perché la soglia si è abbassata
- Chi deve vaccinarsi secondo il Ministero
- I ceppi raccomandati per il 2026-2027
- Dove e quando fare il vaccino
- Co-somministrazione con il vaccino Covid
- Vaccino standard e vaccino potenziato: le differenze
- Domande frequenti
La novità principale: soglia a 60 anni
Fino alla scorsa stagione, i vaccini antinfluenzali cosiddetti “potenziati”, formulati con adiuvanti o ad alto dosaggio per garantire una risposta immunitaria più efficace nelle persone con sistema immunitario meno reattivo, erano raccomandati attivamente soprattutto dai 65 anni in su. La nuova circolare del Ministero della Salute per la stagione 2026-2027 abbassa questa soglia a 60 anni, ampliando in modo significativo la platea di chi può accedere a queste formulazioni con raccomandazione attiva del sistema sanitario.
Non si tratta di un dettaglio marginale: parliamo di milioni di persone in più che, pur non essendo ancora nella fascia “anziana” tradizionale, vengono ora considerate a rischio sufficientemente elevato da giustificare una protezione rinforzata rispetto al vaccino trivalente standard.
Perché la soglia si è abbassata
La decisione nasce dall’analisi dei dati epidemiologici raccolti nelle stagioni influenzali precedenti, che hanno mostrato un aumento delle complicanze anche nella fascia 60-64 anni, storicamente considerata a rischio intermedio. L’invecchiamento del sistema immunitario, il cosiddetto immunosenescenza, non segue un confine netto ai 65 anni: già a partire dai 60 la risposta ai vaccini standard tende a essere meno efficace, soprattutto in presenza di patologie croniche come ipertensione o problemi cardiovascolari, argomenti che abbiamo approfondito nella nostra guida sulla pressione alta.
Il Ministero, allineandosi a un orientamento già adottato da altri paesi europei, ha quindi scelto di anticipare la protezione rinforzata invece di aspettare il compimento dei 65 anni, riducendo la finestra di maggiore vulnerabilità.
Chi deve vaccinarsi secondo il Ministero
La circolare conferma e in parte amplia la platea storica delle categorie a rischio per cui la vaccinazione è raccomandata attivamente e gratuita: over 60 (con priorità per i vaccini potenziati), donne in gravidanza, personale sanitario e sociosanitario, ospiti delle strutture per lungodegenti, e persone con patologie croniche indipendentemente dall’età, comprese quelle legate al metabolismo o ai livelli di colesterolo, un fattore di rischio che spieghiamo nella guida su come abbassare il colesterolo.
Per la popolazione generale sotto i 60 anni e senza patologie di rischio, il vaccino resta comunque disponibile, generalmente a pagamento salvo diverse indicazioni regionali, con il trivalente classico raccomandato dall’OMS per la stagione.
I ceppi raccomandati per il 2026-2027
La circolare recepisce le indicazioni formulate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il 27 febbraio 2026 per l’emisfero settentrionale, confermando l’utilizzo dei vaccini trivalenti. Per i vaccini prodotti in uova embrionate di pollo, i ceppi raccomandati sono A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09-like, A/Darwin/1454/2025 (H3N2)-like e B/Tokyo/EIS13-175/2025-like del lignaggio Victoria.
Questi aggiornamenti annuali sono il motivo per cui il vaccino antinfluenzale va rifatto ogni stagione: i ceppi circolanti del virus mutano costantemente, e la composizione del vaccino viene ricalibrata anno per anno sulla base della sorveglianza epidemiologica globale coordinata dall’OMS.
Dove e quando fare il vaccino
Il Ministero invita le Regioni a rafforzare la rete territoriale per aumentare le coperture vaccinali, puntando su un modello organizzativo che coinvolge Dipartimenti di Prevenzione, medici di famiglia, pediatri, strutture sanitarie e sociosanitarie e, novità sempre più consolidata, anche le farmacie di comunità. Chi rientra nelle categorie raccomandate può quindi prenotare direttamente dal proprio medico curante oppure, in molte Regioni, presentarsi in farmacia per la somministrazione.
La campagna vaccinale antinfluenzale si concentra tradizionalmente tra ottobre e dicembre, in vista del picco stagionale del virus che in Italia si registra solitamente tra gennaio e febbraio. Vaccinarsi in anticipo, prima della circolazione intensa del virus, resta la strategia più efficace per garantire una copertura adeguata nel periodo di maggior rischio.
Per chi rientra nella fascia over 60, la prevenzione influenzale si inserisce spesso in un discorso più ampio di attenzione alla salute che include anche il monitoraggio della densità ossea, un tema che affrontiamo nella nostra guida sull’osteoporosi: complicanze respiratorie gravi e periodi di immobilità forzata legati all’influenza possono infatti avere un impatto indiretto anche su questo fronte, soprattutto nelle persone già fragili.
Co-somministrazione con il vaccino Covid
Una conferma importante della circolare riguarda la possibilità di co-somministrazione con il vaccino anti-Covid aggiornato, attivo per la stagione autunno-inverno con la formulazione adattata alle varianti più recenti. Per chi rientra in entrambe le categorie di raccomandazione, è possibile ricevere i due vaccini nella stessa seduta, riducendo il numero di accessi alle strutture sanitarie e semplificando l’organizzazione della campagna vaccinale nel suo complesso.
Per informazioni ufficiali e aggiornate sul calendario vaccinale e sulle raccomandazioni specifiche per la propria fascia di età, il riferimento resta il portale del Ministero della Salute.
Vaccino standard e vaccino potenziato: le differenze
Non tutti i vaccini antinfluenzali sono uguali, e capire la differenza aiuta a capire perché il Ministero ha deciso di anticipare la raccomandazione. Il vaccino trivalente standard contiene gli antigeni dei ceppi circolanti indicati dall’OMS, ma nelle persone con sistema immunitario meno reattivo, condizione tipica dell’invecchiamento, la risposta anticorpale che genera può essere più debole e meno duratura nel tempo.
I vaccini potenziati intervengono proprio su questo limite, in due modi diversi a seconda della formulazione: aggiungendo un adiuvante, una sostanza che stimola una risposta immunitaria più forte a parità di antigene, oppure aumentando direttamente il dosaggio di antigene contenuto nella dose. Entrambe le strategie hanno mostrato, negli studi clinici e nella sorveglianza post-marketing degli ultimi anni, una maggiore efficacia nel ridurre ricoveri e complicanze gravi nella popolazione più anziana, il motivo per cui vengono ora raccomandati attivamente a partire dai 60 anni invece che dai 65.
Per chi ha meno di 60 anni ma convive con patologie croniche, come problemi cardiovascolari o respiratori, la scelta tra formulazione standard e potenziata va comunque discussa con il proprio medico, perché il criterio anagrafico da solo non esaurisce la valutazione del rischio individuale.
Va anche chiarito un dubbio comune: nessuna delle due formulazioni, standard o potenziata, contiene il virus vivo dell’influenza. Non è quindi possibile “prendere l’influenza dal vaccino”, un timore diffuso ma privo di fondamento scientifico. Eventuali sintomi lievi nei giorni successivi alla somministrazione, come dolore al braccio o leggero affaticamento, sono reazioni normali del sistema immunitario che si sta attivando, non un’infezione in corso.
Domande frequenti
A che età conviene fare il vaccino potenziato invece di quello standard?
Secondo la nuova circolare, la raccomandazione attiva per i vaccini potenziati parte dai 60 anni, ma la decisione finale va sempre discussa con il proprio medico curante in base al quadro di salute individuale.
Il vaccino antinfluenzale è gratuito per tutti?
È gratuito per le categorie a rischio indicate dal Ministero: over 60, donne in gravidanza, persone con patologie croniche, personale sanitario e altre categorie specifiche. Per la popolazione generale può essere a pagamento, con variazioni tra Regioni.
Posso fare vaccino antinfluenzale e anti-Covid insieme?
Sì, la circolare conferma la possibilità di co-somministrazione nella stessa seduta per chi rientra nelle categorie raccomandate per entrambi i vaccini.
Perché il vaccino antinfluenzale cambia ogni anno?
Perché i ceppi del virus dell’influenza mutano costantemente. Ogni anno l’OMS analizza la circolazione globale del virus e indica quali ceppi includere nella formulazione della stagione successiva.
Chi ha tra 60 e 64 anni ma sta bene deve comunque vaccinarsi?
La raccomandazione attiva del Ministero copre ora anche questa fascia di età, indipendentemente dalla presenza di patologie conclamate, proprio perché i dati epidemiologici mostrano un rischio più alto del previsto anche in assenza di condizioni croniche evidenti. Resta comunque una scelta da valutare con il proprio medico.
Le farmacie possono somministrare il vaccino antinfluenzale?
Sì, in un numero crescente di Regioni le farmacie di comunità sono coinvolte nella campagna vaccinale, in linea con il modello organizzativo indicato dalla circolare ministeriale per aumentare le coperture.
