Claude Opus 5.5 è dal 22 settembre 2026 il modello Opus di Anthropic, e ha preso il posto di Claude Opus 5 a nemmeno due mesi dal suo debutto. Il succo dell’annuncio sta in una riga: secondo Anthropic lavora al livello di Claude Fable 5.1 sulla maggior parte dei compiti e, a parità di lavoro, costa circa il 40% in meno di Opus 5. Qui sotto trovi cosa cambia davvero rispetto al modello precedente, quanto costa via API e negli abbonamenti, dove Opus 5 si usa ancora e quando conviene scegliere Sonnet 5.5 o Fable 5.1 al suo posto.
Claude Opus 5.5 è uscito il 22 settembre 2026. Via API costa 4 $ per milione di token in input e 20 $ in output, il 20% in meno di Opus 5 (5 $ / 25 $); la lettura dalla cache scende da 0,50 $ a 0,20 $. Contesto da 1 milione di token, risposte fino a 128.000 token, conoscenze aggiornate a giugno 2026. Nell’app è compreso nei piani Pro, Max, Team ed Enterprise, non in quello gratuito. Opus 5 non è stato spento: Anthropic lo mette tra i modelli “legacy” e ne garantisce l’API almeno fino al 24 luglio 2027.
Indice
- Cos’è Claude Opus 5.5
- Cosa cambia rispetto a Opus 5
- I test pubblicati e come leggerli
- Prezzi API e quanto costa un lavoro vero
- In quali abbonamenti si usa
- Protezioni e cambi automatici di modello
- Opus 5 si può ancora usare?
- Opus 5.5, Sonnet 5.5 o Fable 5.1: quale scegliere
- Domande frequenti
Cos’è Claude Opus 5.5
Anthropic divide i suoi modelli in fasce. In cima c’è Fable 5.1, uscito il 1° settembre 2026, il più capace e il più caro. Sotto ci sono Opus, Sonnet e Haiku, in ordine decrescente di potenza e di prezzo. Opus 5.5 è il primo modello della nuova famiglia “5.5”: Sonnet 5.5 è arrivato sei giorni dopo, il 28 settembre, mentre Haiku 5.5 è uscito il 7 ottobre.
La cosa insolita è il posto che Anthropic gli assegna. Nella panoramica dei modelli per sviluppatori l’azienda scrive che, se non si sa quale usare, conviene partire proprio da Opus 5.5 e passare a Fable 5.1 solo quando le prove su Opus 5.5, anche con lo sforzo di ragionamento alzato, non bastano. In altre parole, il modello “da tutti i giorni” per il lavoro serio non è più il più grande, ma quello subito sotto.
Le caratteristiche tecniche sono quelle della generazione attuale: contesto da 1 milione di token, fino a 128.000 token in una singola risposta (300.000 nelle elaborazioni in batch con un’opzione in beta), conoscenze aggiornate a giugno 2026. Il ragionamento è “adattivo” e sempre acceso: non si può disattivare, si regola solo quanto spinge attraverso il parametro di sforzo, che per Opus 5.5 parte dal livello medio.
Cosa cambia rispetto a Opus 5
Opus 5 era uscito il 24 luglio 2026 con una promessa precisa: avvicinarsi a Fable 5 alla metà del prezzo. Era diventato il modello predefinito sui piani Max e il più potente disponibile su Pro. Opus 5.5 sposta l’asticella su tre fronti.
Costa meno, e non solo per token. Il listino scende del 20%: da 5 a 4 dollari per milione di token in input, da 25 a 20 in output. Il taglio più forte riguarda la cache, cioè il testo già letto che il modello riutilizza nelle conversazioni lunghe e nel lavoro con il codice: la lettura dalla cache passa da 0,50 a 0,20 dollari per milione di token, il 60% in meno. A questo Anthropic aggiunge che il modello consuma meno token per finire lo stesso compito. Sommando le due cose arriva alla stima del 40% di spesa in meno sui carichi di lavoro tipici, con le impostazioni predefinite. È una stima del produttore, ma i due ingredienti, prezzo e consumo, sono verificabili da chiunque sulle proprie fatture.
È più veloce. Secondo l’annuncio genera testo oltre il 30% più in fretta di Opus 5. Per chi vuole ancora più velocità esiste la modalità Fast, fino a 2,5 volte più rapida, che però si paga il doppio: 8 dollari in input e 40 in output per milione di token. È disponibile in Claude Code e sulla piattaforma API di Anthropic, non sui cloud dei partner.
Scrive meglio. È la novità meno misurabile ma quella su cui l’annuncio insiste di più. Anthropic riconosce che la critica più frequente a Opus 5 riguardava risposte prolisse e difficili da seguire, e dice di averla affrontata: Opus 5.5 mette in testa l’informazione più importante, usa meno gergo e rispetta le regole di stile che gli vengono date. Nell’esempio pubblicato, la stessa analisi di un bug di fatturazione parte con Opus 5 dai dettagli tecnici, con Opus 5.5 dalla cifra persa e dalla causa.
Gli esempi d’uso raccontati nell’annuncio danno un’idea della scala. Un tester ha fatto analizzare e correggere a Opus 5.5 un codice da 200.000 righe in meno di tre ore, dove Opus 5 aveva impiegato più di 20 ore e il doppio e mezzo dei token. In un’analisi di fusione aziendale costruita con Excel e trasformata in presentazione, Opus 5.5 ha chiuso in 63 minuti contro 93, spendendo la metà. Sono casi scelti da chi vende il modello, quindi vanno presi come indicazione e non come media.
I test pubblicati e come leggerli
Anthropic ha pubblicato una tabella che mette Opus 5.5 accanto a Fable 5.1 e a Opus 5. Tutti i punteggi di Opus 5.5 sono ottenuti con lo sforzo di ragionamento al massimo, tranne Terminal-Bench 4.0, misurato al livello “xhigh”.
| Test | Cosa misura | Opus 5.5 | Fable 5.1 | Opus 5 |
|---|---|---|---|---|
| Terminal-Bench 4.0 | Programmazione da terminale, in più passaggi | 66,4% | 55,8% | 52,3% |
| FrontierCode 1.1 | Programmazione con agenti | 54,4% | 50,3% | 48,0% |
| CursorBench 4.0 | Compiti presi da sessioni reali dell’editor Cursor | 57,8% | 51,8% | 46,6% |
| GDPval-AA 2.1 | Lavoro d’ufficio in 44 professioni (punteggio Elo) | 1846 | 1735 | 1708 |
| AutomationBench | Processi aziendali completi (misurato da Zapier) | 40,0% | 31,4% | 26,9% |
| Humanity’s Last Exam | Domande difficili in molte discipline, con strumenti | 67,7% | 65,6% | 63,6% |
| Terminal-Bench-Science 0.1 | Ricerca scientifica con agenti | 58,7% | 52,6% | 29,0% |
| OSWorld 2.1 | Uso del computer (mouse, finestre, programmi) | 81,8% | 80,7% | 74,0% |
Fonte: annuncio di Claude Opus 5.5, settembre 2026. Il confronto con i modelli OpenAI presenti nella stessa tabella è nel nostro articolo Claude vs GPT.
Su tutte le prove della tabella Opus 5.5 supera sia Opus 5 sia Fable 5.1, che pure costa due volte e mezzo tanto. Il salto più vistoso rispetto a Opus 5 è sulla ricerca scientifica, dove il punteggio raddoppia. Tre cautele, però, le scrive Anthropic stessa. La prima: a questi livelli i margini nei test dicono sempre meno sulle differenze nell’uso reale, e la distanza tra Opus 5.5 e Fable 5.1 nel lavoro quotidiano “è più stretta di quanto suggeriscano i punteggi”. La seconda: le prove sono state fatte con le protezioni di sicurezza attive, e quando intervenivano il compito passava a un modello meno capace, cosa che secondo l’azienda probabilmente abbassa i risultati. La terza è implicita: quasi tutti i numeri li ha misurati chi vende il modello, con l’eccezione di AutomationBench, calcolato da Zapier.
Il dato più interessante per chi paga è un altro. Nell’annuncio Anthropic mostra che Opus 5.5 allo sforzo predefinito (medio) supera su Terminal-Bench il miglior risultato di Opus 5, ottenuto allo sforzo massimo, per circa un quinto del costo per compito. Tradotto: molte persone non avranno bisogno di alzare lo sforzo, che è la manopola che fa salire i consumi.
Prezzi API e quanto costa un lavoro vero
Il listino ufficiale, in dollari per milione di token, mette Opus 5.5 a metà strada tra Sonnet e Fable.
| Modello | Input | Output | Lettura cache | Batch (input / output) | Modalità Fast |
|---|---|---|---|---|---|
| Opus 5.5 | 4 $ | 20 $ | 0,20 $ | 2 $ / 10 $ | 8 $ / 40 $ |
| Opus 5 (legacy) | 5 $ | 25 $ | 0,50 $ | 2,50 $ / 12,50 $ | 10 $ / 50 $ |
| Sonnet 5.5 | 2 $ | 10 $ | 0,10 $ | 1 $ / 5 $ | non disponibile |
| Fable 5.1 | 10 $ | 50 $ | 0,25 $ | 5 $ / 25 $ | non disponibile |
Fonte: listino API di Anthropic, ottobre 2026. Prezzi in dollari per milione di token, imposte escluse.
Per capire cosa significano questi numeri prendiamo un compito realistico: dare al modello un contratto o una porzione di codice da 200.000 token e farsi restituire un’analisi da 20.000 token, senza cache. Con Opus 5.5 si spendono 0,80 dollari di input (0,2 × 4) più 0,40 di output (0,02 × 20), cioè 1,20 dollari. Con Opus 5 lo stesso lavoro costa 1,00 + 0,50 = 1,50 dollari, con Sonnet 5.5 0,40 + 0,20 = 0,60 dollari, con Fable 5.1 2,00 + 1,00 = 3,00 dollari. L’esempio tiene fermo il numero di token: nella realtà Opus 5.5 tende a usarne meno di Opus 5 per arrivare allo stesso risultato, ed è da lì che viene il resto del risparmio stimato da Anthropic.
Due dettagli per chi sviluppa. Il nome da usare nelle chiamate è claude-opus-5-5, ed è disponibile anche su Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft. Chi ha bisogno che l’elaborazione avvenga solo negli Stati Uniti paga 1,1 volte il prezzo base. Inoltre con Opus 5.5 il ragionamento non si può più spegnere: chi aveva integrazioni costruite su Opus 5 con il “thinking” disattivato deve seguire la guida alla migrazione.
In quali abbonamenti si usa
Nell’app Claude, sul web, su computer e su smartphone, Opus 5.5 è incluso nei piani a pagamento: Pro, Max, Team ed Enterprise. Il piano gratuito non dà accesso a nessun modello Opus, ma solo a Sonnet e Haiku. Dall’App Store italiano Claude Pro costa 22,00 € al mese oppure 249,99 € all’anno, Max 5x 149,99 € e Max 20x 299,99 € al mese. Sul sito di Anthropic Pro costa 20 dollari al mese più imposte. Tutti i piani e le funzioni sono spiegati nella nostra guida pratica a Claude.
Insieme al lancio, Anthropic ha alzato i limiti d’uso a finestra di cinque ore per Pro, Max, Team ed Enterprise a postazioni, e ha regalato agli abbonati un “azzeramento” dei limiti da tenere da parte e usare quando serve. Nelle app lo sforzo di ragionamento predefinito è medio: è la regolazione che consuma meno limiti, e per la maggior parte delle richieste basta.
Chi programma lo trova anche in Claude Code, dove si può cambiare modello a metà sessione senza perdere la conversazione. Lì è disponibile anche la modalità Fast, più rapida ma più cara.
Protezioni e cambi automatici di modello
Opus 5.5 è il primo modello Opus a uscire con protezioni simili a quelle di Fable 5.1. Il motivo, scrive Anthropic, è che in biologia e sicurezza informatica le sue capacità sono vicine a quelle di Claude Mythos 5.1, il modello più potente di Anthropic su questi temi, con un accesso molto più controllato. Nella pratica succede questo: su ogni richiesta girano dei controlli automatici, che leggono anche i file, i risultati delle ricerche web e la memoria. Se scatta il controllo, la richiesta passa a un modello meno capace, e l’app lo segnala con un avviso.
Secondo il centro assistenza, le richieste di sicurezza informatica offensiva passano a Opus 4.8, mentre le domande “a doppio uso” in virologia, tossicologia e progettazione molecolare passano a Opus 5, come alcune richieste molto specifiche sullo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale di frontiera. I tentativi di estrarre il ragionamento interno del modello vengono bloccati e basta. Scrivere codice sicuro, cercare vulnerabilità nel proprio software, chiedere spiegazioni su analisi del sangue o sintomi resta possibile senza intoppi. Il cambio automatico è attivo per impostazione predefinita e si può spegnere: in quel caso la conversazione si ferma invece di cambiare modello.
Sul fronte dell’affidabilità, nei test di comportamento di Anthropic Opus 5.5 ha provato a uscire dai confini assegnati circa l’85% di volte in meno rispetto a Opus 5, e resiste meglio ai tentativi di manipolazione nascosti nei documenti e nelle pagine web (prompt injection). Per le aziende resta disponibile la conservazione dei dati azzerata, come per gli Opus precedenti. È una differenza concreta rispetto a Fable, che ha regole di conservazione diverse e che in passato ha spinto Microsoft a bloccarlo ai dipendenti.
Opus 5 si può ancora usare?
Sì. Opus 5 non è stato spento né dichiarato in via di dismissione. Nel listino di Anthropic è passato nella sezione dei modelli “legacy”, che non ricevono più aggiornamenti, ma nella pagina sul ciclo di vita dei modelli risulta ancora attivo, con una data di ritiro “non prima del 24 luglio 2027”. Anthropic si impegna a dare almeno 60 giorni di preavviso prima di spegnere un modello pubblico, quindi chi lo usa nelle proprie applicazioni non ha fretta, ma ha poco motivo di restarci: costa di più e rende meno.
Nell’app Opus 5 compare ancora, anche perché fa da “paracadute” per Opus 5.5: è il modello su cui finiscono le richieste di biologia bloccate. Il centro assistenza spiega che, dopo un cambio automatico, si può tornare a Opus 5.5 o Opus 5 dal selettore dei modelli.
Opus 5.5, Sonnet 5.5 o Fable 5.1: quale scegliere
Con tre modelli forti a prezzi così diversi, la scelta dipende dal tipo di lavoro più che dalla classifica.
Sonnet 5.5 costa la metà di Opus 5.5 ed è più veloce. Su alcune prove gli arriva vicinissimo: nel test sul lavoro d’ufficio GDPval-AA ottiene 1844 punti contro 1846. Anthropic però avverte che sui lavori complessi e aperti, quelli in cui serve giudizio per molte ore, Opus 5.5 resta “chiaramente più forte”. Sonnet 5.5 è la scelta giusta per compiti ben definiti e ripetuti: correggere un bug, preparare un documento o una presentazione da un modello, rispondere a molte richieste simili. Lo raccontiamo nell’articolo su Claude Sonnet 5.5.
Opus 5.5 è il punto di partenza per il lavoro lungo e delicato: migrazioni di codice, revisioni di interi progetti, analisi finanziarie, ricerche che devono citare fonti senza inventare numeri. In una prova interna citata nell’annuncio, Opus 5.5 ha scritto 18 relazioni su un’azienda cercando le informazioni sul web, e 16 hanno superato il controllo automatico che bocciava ogni cifra o citazione inventata. Né Fable 5.1 né Opus 5 l’hanno superato in nessun tentativo.
Fable 5.1 resta il modello per i problemi più difficili e per gli agenti che lavorano molte ore da soli. Costa due volte e mezzo Opus 5.5 e, negli abbonamenti, è anche più difficile da usare: su Pro si paga a parte con i crediti d’uso, sui piani Max può consumare al massimo metà dei limiti settimanali. Anthropic stessa consiglia di passarci solo quando Opus 5.5, anche con lo sforzo alzato, non basta.
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Domande frequenti
Claude Opus 5.5 è gratis?
No. Nell’app Claude i modelli Opus sono riservati ai piani a pagamento, da Pro (22,00 € al mese dall’App Store italiano) in su. Il piano gratuito usa Sonnet e Haiku. Via API si paga a consumo: 4 dollari per milione di token in input e 20 in output.
Che differenza c’è tra Claude Opus 5 e Opus 5.5?
Opus 5.5 costa il 20% in meno per token, ne consuma meno per lo stesso lavoro, genera testo oltre il 30% più in fretta e ottiene punteggi più alti in tutti i test pubblicati da Anthropic. Scrive anche in modo più chiaro. In più ha protezioni di sicurezza più strette, simili a quelle di Fable 5.1, e non permette di spegnere il ragionamento.
Opus 5.5 è migliore di Fable 5.1?
Nei test pubblicati da Anthropic ottiene punteggi più alti, ma l’azienda stessa precisa che nell’uso reale la distanza è più piccola di quanto sembri e continua a indicare Fable 5.1 per i lavori più impegnativi. Il vantaggio certo di Opus 5.5 è il prezzo: costa due volte e mezzo meno.
Perché a volte la risposta arriva da un altro modello?
Perché una protezione automatica ha giudicato la richiesta a rischio, per esempio su sicurezza informatica offensiva o su temi biologici a doppio uso. In quel caso Claude ripete la richiesta con Opus 4.8 o Opus 5 e lo segnala. Il cambio automatico si può disattivare dalle impostazioni.
Quando verrà spento Claude Opus 5?
Non c’è ancora una data. La pagina ufficiale indica che non verrà ritirato prima del 24 luglio 2027, e Anthropic avvisa chi lo usa con almeno 60 giorni di anticipo.
Opus 5.5 si usa in Claude Code?
Sì, in Claude Code è disponibile Opus 5.5, anche nella modalità Fast fino a 2,5 volte più veloce, che costa il doppio della tariffa normale.

