Le scadenze fiscali di novembre 2026 si aprono con un’eredità del mese prima e si chiudono con l’appuntamento più pesante dell’autunno. Il 31 ottobre cade di sabato e il 1° novembre è domenica, quindi la dichiarazione dei redditi, il 770 e l’adesione al concordato preventivo scadono lunedì 2 novembre. Poi arrivano il 16, con IVA, ritenute e la terza rata fissa INPS di artigiani e commercianti, e il 30, che mette nello stesso giorno il secondo acconto delle imposte, la rata della rottamazione quinquies e il bollo sulle fatture elettroniche.
Novembre 2026 ha quattro date. Lunedì 2: modello Redditi telematico, 770, adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027, Redditi correttivo. Lunedì 16: IVA di ottobre e del 3° trimestre (con l’1% in più per i trimestrali), ritenute, contributi dei dipendenti, terza rata fissa INPS di artigiani e commercianti e rata delle imposte di giugno pagate a rate. Mercoledì 25: elenchi Intrastat di ottobre. Lunedì 30: secondo o unico acconto IRPEF, IRES, IRAP, cedolare secca, imposta dei forfettari e contributi INPS sul reddito, terza rata della rottamazione quinquies (senza i cinque giorni di tolleranza), bollo delle fatture elettroniche del 3° trimestre, comunicazione delle liquidazioni IVA. La regola che conta di più è quella degli acconti: 40% e 60% in generale, 50% e 50% per chi ha gli ISA e per i forfettari.
Indice
- Il calendario completo di novembre 2026
- 2 novembre: le scadenze arrivate da ottobre
- 16 novembre: IVA, ritenute e rata fissa INPS
- 25 novembre: Intrastat
- 30 novembre: secondo acconto, rottamazione e bollo
- Quanto si paga di secondo acconto: quattro esempi
- Se non hai partita IVA
- Cosa non scade a novembre
- Domande frequenti
Il calendario completo di novembre 2026
La tabella raccoglie gli adempimenti più diffusi, quelli che riguardano la maggior parte dei contribuenti. Lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate contiene anche voci molto specifiche (imposta sugli intrattenimenti, Tobin tax, versamenti degli enti pubblici) che qui non riportiamo. Nel momento in cui scriviamo, il calendario ufficiale online arriva fino a ottobre: le date di novembre sono ricostruite dalle istruzioni dei modelli dichiarativi e dalle circolari INPS citate nel testo.
| Data | Adempimento | Chi riguarda |
|---|---|---|
| 2 novembre (lun) | Modello Redditi 2026 telematico, anche correttivo nei termini | Chi non usa il 730 o deve correggerlo a proprio sfavore |
| 2 novembre (lun) | Modello 770/2026 | Sostituti d’imposta |
| 2 novembre (lun) | Adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027 | Imprese e professionisti soggetti agli ISA |
| 16 novembre (lun) | IVA mensile di ottobre e IVA del 3° trimestre (+1%) | Partite IVA mensili e trimestrali |
| 16 novembre (lun) | Ritenute e contributi su stipendi e compensi di ottobre | Datori di lavoro, committenti, sostituti d’imposta |
| 16 novembre (lun) | 3ª rata dei contributi INPS sul minimale | Artigiani e commercianti |
| 16 novembre (lun) | Rata di saldo 2025 e primo acconto 2026 per chi ha rateizzato | Chi ha scelto le rate a giugno o luglio |
| 25 novembre (mer) | Elenchi Intrastat di ottobre | Operatori intracomunitari mensili |
| 30 novembre (lun) | Secondo o unico acconto IRPEF, IRES, IRAP, cedolare secca, imposta sostitutiva forfettari, IVIE e IVAFE | Chi versa con F24 |
| 30 novembre (lun) | Secondo acconto contributi INPS sul reddito | Artigiani e commercianti (quota oltre il minimale), professionisti in Gestione Separata |
| 30 novembre (lun) | 3ª rata della rottamazione quinquies | Chi paga la definizione agevolata a rate |
| 30 novembre (lun) | Bollo fatture elettroniche del 3° trimestre (e del 1° e 2° sotto 5.000 euro) | Chi emette fatture senza IVA, forfettari in testa |
| 30 novembre (lun) | Comunicazione liquidazioni periodiche IVA del 3° trimestre | Partite IVA in regime ordinario |
| 30 novembre (lun) | Rideterminazione del valore di terreni e partecipazioni posseduti al 1° gennaio 2026 | Chi vuole ridurre la plusvalenza su una vendita futura |
2 novembre: le scadenze arrivate da ottobre
Il motivo dello spostamento è una regola generale, scritta nell’articolo 7, comma 1, lettera h) del decreto legge 70/2011: versamenti e adempimenti fiscali, anche solo telematici, che scadono di sabato o in un giorno festivo slittano al primo giorno lavorativo successivo. Le istruzioni del modello Redditi Persone fisiche 2026 la applicano in modo esplicito: la trasmissione telematica va fatta «dal 15 aprile 2026 al 2 novembre 2026 (dal momento che il 31 ottobre 2026 è sabato)». Lo stesso vale per il Redditi correttivo nei termini, quello che serve a chi ha presentato il 730 e ha dimenticato un reddito, e per la scheda delle scelte dell’otto, cinque e due per mille di chi è esonerato dalla dichiarazione.
Il concordato preventivo biennale ha avuto una conferma ancora più diretta. Nel comunicato del 6 ottobre 2026, quello che accompagna la circolare 8/E, l’Agenzia scrive che per il biennio 2026-2027 «la scelta va formalizzata entro il prossimo 2 novembre (il 31 ottobre, infatti, cade di sabato)», insieme alla dichiarazione oppure inviando il modello CPB con il solo frontespizio di Redditi 2026. Possono aderire imprese e professionisti tenuti agli ISA per il 2025. Chi rinnova dopo il biennio 2024-2025 ha qualche beneficio in più, tra cui la rateazione senza interessi di saldo e acconti: ne parliamo nell’articolo sul concordato preventivo biennale 2026.
Il 770, la dichiarazione dei sostituti d’imposta, ha come termine il 31 ottobre nelle sue istruzioni, e come adempimento telematico rientra nella stessa regola del decreto 70: anche qui la data effettiva è lunedì 2. Un discorso diverso vale per l’ISCRO, l’indennità INPS per le partite IVA in calo di reddito. Il messaggio INPS 1987 del 15 giugno 2026 indica il 31 ottobre 2026 come «termine ultimo» e non parla di slittamento. La norma del decreto 70 riguarda l’amministrazione finanziaria, non l’INPS, e non abbiamo trovato alcuna indicazione ufficiale di proroga: chi deve fare domanda la consideri in scadenza venerdì 30 ottobre.
Chi ha mancato il 2 novembre con il modello Redditi non è ancora fuori tempo massimo. La dichiarazione presentata entro novanta giorni è considerata valida, con una sanzione; oltre quel limite diventa omessa. Il quadro completo, con chi deve presentarla e cosa succede in caso di ritardo, è nella guida al modello Redditi Persone fisiche. Per tutto quello che è scaduto il 16 e il 26 ottobre vale invece il nostro calendario delle scadenze fiscali di ottobre 2026.
16 novembre: IVA, ritenute e rata fissa INPS
Il 16 cade di lunedì, quindi nessuno slittamento. È il solito appuntamento mensile: le partite IVA in regime mensile versano l’imposta di ottobre, i datori di lavoro e i committenti versano ritenute e contributi su stipendi e compensi pagati a ottobre. Per i trimestrali è invece la data dell’IVA del terzo trimestre, luglio-settembre, che va maggiorata dell’1% a titolo di interessi. Su 2.500 euro di IVA a debito si versano 2.525 euro. Fanno eccezione alcuni regimi speciali che versano senza maggiorazione, per i quali conviene sentire chi tiene la contabilità.
Per artigiani e commercianti il 16 novembre è la terza delle quattro rate dei contributi fissi, quelli dovuti sul reddito minimale indipendentemente da quanto si guadagna. La circolare INPS 14 del 9 febbraio 2026 fissa le scadenze al 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027, e il minimale a 18.808 euro. Il contributo annuo per un titolare è di 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, quindi la rata trimestrale è di 1.130,34 euro e 1.152,91 euro. I coadiuvanti più giovani e chi gode di riduzioni pagano importi diversi: l’importo esatto e il modello F24 precompilato stanno nel Cassetto previdenziale. Per fare i conti sul proprio caso c’è il nostro calcolatore dei contributi INPS per artigiani e commercianti.
Infine, il 16 novembre scade una rata per chi a giugno o a luglio ha diviso in rate il saldo 2025 e il primo acconto 2026. Secondo il prospetto delle istruzioni Redditi PF, è la sesta rata per chi ha iniziato il 30 giugno, con interessi dell’1,50%, e la quinta per chi ha iniziato il 30 luglio, con interessi dell’1,17%. Il piano va comunque chiuso entro il 16 dicembre.
25 novembre: Intrastat
Gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie vanno presentati all’Agenzia delle Dogane, in via telematica, entro il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento. A novembre tocca agli elenchi mensili di ottobre. Chi ha periodicità trimestrale ha già presentato quelli del terzo trimestre a ottobre e non ha nulla da fare fino a gennaio. Il 25 novembre 2026 è un mercoledì.
30 novembre: secondo acconto, rottamazione e bollo
Il secondo acconto delle imposte
Il 30 novembre si versa la seconda rata, o l’unica, dell’acconto delle imposte sui redditi per il 2026. Le regole sono nelle istruzioni del modello Redditi PF 2026, rigo RN62. L’acconto IRPEF è pari al 100% della «differenza» del rigo RN34, cioè l’imposta dovuta sul 2025 al netto di detrazioni, crediti e ritenute, e non è dovuto se quella cifra è inferiore a 52 euro. Si paga in due rate: il 40% a giugno o luglio, il restante 60% entro il 30 novembre. Se la prima rata non supererebbe 103 euro, cioè se l’acconto è sotto 257,52 euro, si paga tutto in un’unica soluzione a novembre.
Per i soggetti ISA la ripartizione cambia: 50% e 50%. Vale anche per chi è escluso dagli ISA per il regime in cui si trova, forfettari compresi, ed è stata estesa dalla risoluzione 93/E del 2019 all’imposta sostitutiva dei forfettari, alla cedolare secca, all’IVIE e all’IVAFE. Le stesse regole valgono per la cedolare secca delle persone senza partita IVA (40% e 60%) e, per IVIE e IVAFE, le istruzioni rinviano a quelle dell’IRPEF. A novembre si versano anche il secondo acconto IRES e IRAP delle società con esercizio coincidente con l’anno solare.
Due dettagli pratici. La seconda rata non si può rateizzare: le istruzioni ammettono le rate solo per saldo e primo acconto. E non c’è la proroga di trenta giorni con lo 0,40% che esiste a giugno: il 30 novembre è un termine secco. Chi prevede di dover meno tasse sul 2026, per un reddito che si è fermato o per spese detraibili importanti, può usare il metodo previsionale e versare meno; il ragionamento completo e i rischi sono nella guida su come ridurre il secondo acconto IRPEF, e il calcolatore dell’acconto IRPEF mette a confronto i due metodi.
I contributi INPS sul reddito
Lo stesso giorno scadono i contributi che seguono le date delle imposte. Per artigiani e commercianti è il secondo acconto 2026 sulla quota di reddito che supera il minimale, come scrive la circolare 14/2026. Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata la circolare INPS 8 del 3 febbraio 2026 ricorda che il versamento segue «le scadenze fiscali fissate per il pagamento delle imposte sui redditi» e che l’acconto 2026 si calcola con le aliquote 2026. Gli importi escono dal quadro RR della dichiarazione.
La rata della rottamazione quinquies
Il 30 novembre è la terza rata della rottamazione quinquies, dopo il 31 luglio e il 30 settembre. La FAQ n. 10 di Agenzia delle Entrate-Riscossione, aggiornata al 18 settembre, chiarisce che la tolleranza di cinque giorni vale solo per la rata unica e per l’ultima rata del piano. Per quella di novembre conta la data secca. Si decade con due rate non pagate o pagate in misura insufficiente, anche non consecutive: chi ha saltato settembre arriva a novembre senza più margine. Gli scenari, con i numeri, sono nel nostro articolo sulla rata di novembre della rottamazione quinquies.
Non va confusa con la rottamazione dei debiti verso Comuni e Regioni affidati all’agente della riscossione, la cui finestra per le domande va dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 e il cui primo pagamento è fissato al 31 marzo 2027: a novembre per quei debiti non si paga nulla. Requisiti e passaggi sono nella guida alla rottamazione degli enti territoriali.
Bollo sulle fatture elettroniche e liquidazioni IVA
Chi emette fatture senza IVA sopra 77,47 euro versa il bollo da 2 euro una volta a trimestre. Secondo la guida dell’Agenzia aggiornata a giugno 2026, l’importo del terzo trimestre compare nell’area riservata entro il 15 novembre e si paga entro il 30 novembre. Nella stessa data si può versare anche il bollo del primo e del secondo trimestre, se insieme non superano 5.000 euro. Per un forfettario è la situazione normale: 5.000 euro di bollo equivalgono a 2.500 fatture in sei mesi. Ogni quota va sul codice tributo del proprio trimestre (2521, 2522, 2523). Il caso è spiegato nell’articolo sulla fattura elettronica dei forfettari e il bollo.
Sempre il 30 scade la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA del terzo trimestre, che va presentata entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre. È un invio di dati, non un pagamento, e la prepara di solito il commercialista.
Terreni e partecipazioni
Un appuntamento meno noto: chi possiede al 1° gennaio 2026 terreni o partecipazioni e pensa di venderli può rideterminarne il valore pagando un’imposta sostitutiva, così da ridurre la plusvalenza futura. Entro il 30 novembre di ogni anno si esercita l’opzione, sulla base del valore indicato in una perizia giurata di stima, e si versa l’imposta o la prima di tre rate annuali. Le aliquote sono state ritoccate più volte negli ultimi anni e conviene farsele confermare dal professionista che redige la perizia.
Quanto si paga di secondo acconto: quattro esempi
Gli esempi che seguono sono costruiti da noi per illustrare le regole delle istruzioni Redditi PF 2026. Partono tutti dal metodo storico, cioè dall’imposta del 2025, e ignorano addizionali e contributi.
Giovanni, nessuna partita IVA. Ha un appartamento affittato senza cedolare secca e presenta il Redditi da solo. La differenza IRPEF del 2025 è di 1.800 euro, che diventa l’acconto 2026. Il 40%, 720 euro, l’ha pagato entro il 30 giugno. Il 30 novembre deve versare il restante 60%, cioè 1.080 euro. Se invece l’inquilino se n’è andato a marzo e Giovanni stima un’IRPEF 2026 di 1.200 euro, può scegliere il metodo previsionale e versare la differenza tra 1.200 e i 720 già pagati: 480 euro. Se la stima si rivela troppo ottimistica paga la differenza con sanzione e interessi, riducibili con il ravvedimento operoso.
Silvia, consulente soggetta agli ISA. La differenza IRPEF 2025 è di 6.400 euro. Per lei l’acconto si divide a metà: 3.200 euro pagati in estate, 3.200 euro entro il 30 novembre. Nello stesso giorno versa il secondo acconto dei contributi della Gestione Separata, che trova calcolato nel quadro RR.
Marco, forfettario. Nel 2025 ha un reddito imponibile di 43.000 euro con l’aliquota del 5% riservata a chi ha appena aperto l’attività: l’imposta sostitutiva è di 2.150 euro. Anche per lui vale la regola del 50%, quindi le due rate sono di 1.075 euro ciascuna e la seconda scade il 30 novembre, sul codice tributo 1791. Se ha fatture senza IVA sopra 77,47 euro, il 30 novembre paga anche il bollo.
Anna, un acconto piccolo. Ha una differenza IRPEF 2025 di 240 euro e nessuna partita IVA. Il 40% sarebbe 96 euro, sotto la soglia di 103: niente prima rata a giugno, e tutti i 240 euro si versano entro il 30 novembre in un’unica soluzione.
| Caso | Acconto 2026 | Ripartizione | Entro il 30 novembre |
|---|---|---|---|
| Giovanni, metodo storico | 1.800 € | 40% + 60% | 1.080 € |
| Giovanni, metodo previsionale | 1.200 € (stima) | 720 € già pagati | 480 € |
| Silvia, soggetto ISA | 6.400 € | 50% + 50% | 3.200 € |
| Marco, forfettario | 2.150 € | 50% + 50% | 1.075 € |
| Anna, sotto 257,52 € | 240 € | unica soluzione | 240 € |
Se non hai partita IVA
Per un dipendente o un pensionato che ha fatto il 730 con il sostituto d’imposta, novembre è il mese in cui la busta paga o la pensione si alleggerisce: il secondo acconto viene trattenuto direttamente, senza F24. La richiesta di ridurlo andava fatta al datore di lavoro o all’INPS entro il 10 ottobre, come spiegato nella guida al secondo acconto. Chi invece ha presentato il Redditi o ha un debito da 730 senza sostituto paga da sé con l’F24 entro il 30 novembre; se non l’ha mai compilato, c’è la guida su come fare il modello F24 online.
Le altre date che possono toccare un privato sono due. Il 2 novembre, se deve presentare il Redditi o correggere a proprio sfavore un 730. Il 30 novembre, se ha aderito alla rottamazione quinquies con il piano a rate o se paga la cedolare secca da solo.
Cosa non scade a novembre
Alcune scadenze vengono spesso collocate a novembre per errore. La seconda rata dell’IMU si paga a dicembre. La domanda per la rottamazione dei debiti verso gli enti territoriali ha tempo fino al 15 dicembre. La rata successiva della rottamazione quinquies, dopo novembre, è il 31 gennaio 2027. La quarta rata fissa INPS di artigiani e commercianti scade il 16 febbraio 2027. E il 730 integrativo si è chiuso il 26 ottobre: a novembre, per correggere una dichiarazione, resta solo il Redditi.
Domande frequenti
Il 30 novembre 2026 cade di domenica?
No, è un lunedì. Nel 2025 il 30 novembre era domenica e i versamenti erano slittati al 1° dicembre; nel 2026 il termine resta il 30.
Posso pagare il secondo acconto IRPEF a rate?
No. Le istruzioni Redditi PF 2026 ammettono la rateazione solo per saldo e primo acconto. Il secondo acconto va versato per intero entro il 30 novembre, salvo ridurlo con il metodo previsionale sotto la propria responsabilità.
Sono forfettario: devo pagare 60% o 50%?
Il 50%. Il secondo acconto dell’imposta sostitutiva è pari alla metà dell’acconto dovuto, perché la regola dei soggetti ISA si applica anche ai forfettari secondo la risoluzione 93/E del 2019. Il codice tributo è 1791.
Se pago la rata della rottamazione quinquies il 2 dicembre decado?
Non subito, ma consumi l’unica rata che si può saltare. Per la rata di novembre non c’è tolleranza di cinque giorni: al 30 novembre risulta non pagata, e il versamento successivo va a coprirla. Con una seconda rata mancata, anche più avanti, la definizione agevolata diventa inefficace.
Il concordato preventivo si può ancora accettare a novembre?
Solo fino a lunedì 2 novembre, insieme al Redditi o con il modello CPB e il frontespizio. Dopo quella data la proposta per il biennio 2026-2027 non è più accettabile.
Ho mancato il 16 novembre: cosa succede?
Si può rimediare con il ravvedimento operoso, versando imposta o contributo, interessi e una sanzione ridotta che cresce con il ritardo.
