Il calcolatore acconto IRPEF 2026 ti dice in pochi secondi quanto devi versare e quale metodo ti conviene scegliere: storico o previsionale. Inserisci l’IRPEF pagata nel 2025 e quella che stimi di pagare nel 2026, e il calcolatore confronta i due importi, ti indica il metodo più conveniente e divide l’acconto nelle due rate con le relative scadenze. Se l’acconto supera i 51,65 euro si paga in due rate; sotto quella soglia si paga tutto a novembre.
L’acconto IRPEF 2026 si calcola o sull’IRPEF pagata nel 2025 (metodo storico, 100%) o sull’IRPEF stimata per il 2026 (metodo previsionale, 100%). Si paga in due rate: la prima del 40% entro il 30 giugno 2026 (o il 31 luglio con maggiorazione dello 0,40%), la seconda del 60% entro il 1 dicembre 2026. Non si paga se l’acconto totale è inferiore a 51,65 euro.
Indice
- Calcolatore acconto IRPEF 2026
- Metodo storico: come funziona
- Metodo previsionale: quando conviene
- Scadenze e rate 2026
- Chi non è obbligato a versare l’acconto
- Come si paga: codici tributo F24
- Domande frequenti
Calcolatore acconto IRPEF 2026
🧮 Calcola il tuo acconto IRPEF
Metodo storico: come funziona
Il metodo storico è quello più semplice e usato dalla maggioranza dei contribuenti. Si prende l’IRPEF netta risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente — cioè quella del 2025, leggibile dal rigo “imposta netta” del tuo 730 o del modello Redditi PF — e si versa il 100% di quell’importo come acconto per il 2026. Non serve fare alcuna stima sul reddito futuro: il numero è già lì, scritto nero su bianco nella dichiarazione che hai già presentato.
Il vantaggio principale è la certezza. Con il metodo storico sai esattamente quanto pagare prima ancora di aprire il calcolatore, e non rischi di sbagliare la stima e trovarti a dover pagare interessi e sanzioni. Lo svantaggio è che se nel 2026 il tuo reddito è significativamente inferiore al 2025 — perché hai lavorato meno, hai avuto spese straordinarie deducibili, o hai cambiato regime fiscale — stai pagando in anticipo più di quello che dovresti.
Metodo previsionale: quando conviene
Il metodo previsionale ti permette di versare il 100% dell’IRPEF che stimi di dover pagare per il 2026, anziché quella del 2025. Se pensi che il tuo reddito imponibile sarà più basso quest’anno — perché hai meno clienti, hai avuto una malattia, hai fatto una donazione deducibile consistente, o per qualsiasi altra ragione il tuo 2026 fiscale sarà meno “pesante” del 2025 — il metodo previsionale ti permette di versare di meno subito.
Il rischio è simmetrico: se sbagli la stima e a fine anno il tuo reddito risulta più alto del previsto, l’acconto versato sarà insufficiente. In quel caso dovrai pagare la differenza con il saldo in giugno dell’anno successivo, con l’aggiunta degli interessi. Non è una sanzione automatica se la stima era in buona fede e l’errore non è eccessivo, ma è comunque un costo da considerare. Il consiglio dei commercialisti è di usare il metodo previsionale solo quando sei ragionevolmente certo che il tuo reddito 2026 sarà inferiore al 2025 di almeno il 10-15%.
Scadenze e rate 2026
Quando l’acconto IRPEF complessivo supera i 51,65 euro si divide in due rate. La prima rata, pari al 40% dell’acconto totale, scade il 30 giugno 2026 — la stessa data del saldo IRPEF 2025. Chi non riesce a pagare entro giugno può usufruire della proroga al 31 luglio 2026, con una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto a titolo di interessi.
La seconda rata, pari al 60% dell’acconto, scade il 1 dicembre 2026 (il 30 novembre cade di domenica). Questa è la rata più pesante in termini assoluti ed è quella su cui conviene pianificare per tempo, soprattutto se sei un lavoratore autonomo con entrate non costanti. Se invece l’acconto totale è inferiore a 51,65 euro, si versa tutto in un’unica soluzione entro il 1 dicembre, senza prima rata.
Per tenere traccia di tutte le scadenze fiscali del 2026, leggi il nostro calendario completo delle scadenze fiscali 2026.
Chi non è obbligato a versare l’acconto
Non tutti devono pagare l’acconto IRPEF. L’obbligo non scatta se l’IRPEF netta della dichiarazione precedente è inferiore a 51,65 euro — una soglia molto bassa che in pratica esclude solo chi ha avuto redditi minimi. Non è obbligatorio versare l’acconto nemmeno chi ha cessato l’attività nel corso dell’anno o chi sa con certezza — perché ha già tutti i numeri — che la propria IRPEF 2026 sarà zero o quasi.
I dipendenti a cui l’acconto viene trattenuto direttamente in busta paga dal datore di lavoro (il cosiddetto “acconto da sostituto d’imposta”) non devono fare nulla: il datore trattiene le somme a novembre e dicembre e le versa per loro. Il calcolatore è pensato principalmente per i lavoratori autonomi, i titolari di partita IVA e i contribuenti con redditi non soggetti a ritenuta automatica.
Come si paga: codici tributo F24
Il versamento avviene tramite modello F24, che puoi compilare e pagare online dal sito dell’Agenzia delle Entrate, tramite home banking o presso qualsiasi sportello bancario e postale. I codici tributo da inserire sono due: 4033 per la prima rata dell’acconto IRPEF persone fisiche e 4034 per la seconda rata. L’anno d’imposta da indicare è 2026 in entrambi i casi — non 2025, anche se stai usando il metodo storico basato sui dati del 2025.
Se hai crediti fiscali — rimborso IRPEF 2025, bonus edilizi, crediti per imposte estere — puoi compensarli direttamente nel modello F24, riducendo l’importo da versare in contanti. Per capire se hai diritto a un rimborso IRPEF e come controllarne lo stato, leggi la nostra guida al rimborso IRPEF 2026. Per il calcolo dell’IRPEF netta su cui si basa l’acconto, il nostro simulatore IRPEF ti dà il numero preciso partendo dal reddito lordo.
Domande frequenti
Posso cambiare metodo da un anno all’altro?
Sì, puoi scegliere liberamente il metodo storico o previsionale ogni anno, indipendentemente da quello usato l’anno prima. Non devi comunicare nulla all’Agenzia delle Entrate — basta versare l’importo calcolato con il metodo che hai scelto.
Cosa succede se pago meno del dovuto con il metodo previsionale?
Se a fine anno risulta che hai versato meno del 100% dell’IRPEF effettiva del 2026, devi pagare la differenza con il saldo di giugno 2027, più gli interessi legali. Se la differenza supera una certa soglia, scatta anche una sanzione per insufficiente versamento.
I dipendenti devono fare qualcosa per l’acconto IRPEF?
No, se il tuo unico reddito è da lavoro dipendente e il tuo datore di lavoro funge da sostituto d’imposta, gestisce tutto lui. L’acconto viene trattenuto automaticamente dallo stipendio di novembre.
Posso pagare tutto in un’unica soluzione a novembre?
Solo se l’acconto totale è inferiore a 51,65 euro. Sopra quella soglia l’acconto si divide obbligatoriamente in due rate: 40% entro giugno e 60% a dicembre.

