Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Dati tratti dal foglio informativo Postepay Evolution n. 34, in vigore dal 20 giugno 2026.
Postepay Evolution: i costi non sono uguali per tutti, perché il canone annuo dipende dalla data in cui hai comprato la carta. Chi l’ha presa dal 12 gennaio 2026 paga 19 euro l’anno, chi l’ha attivata tra il 2021 e il 2022 ne paga ancora 12, e in mezzo ci sono altre tre fasce. Al canone si sommano le commissioni d’uso: ricariche, prelievi agli sportelli delle banche, bonifici, pagamenti in valuta estera. Abbiamo letto il foglio informativo per intero, voce per voce, e ricostruito quanto costa la carta in un anno a tre persone che la usano in modo diverso.
Canone annuo: 19 € per le carte acquistate dal 12/01/2026, 15 € per quelle del 2023-2025 e del 2019-2020, 12 € per quelle del 2021-2022, 13 € fino al 2018. Emissione 5 €. Prelievo gratis agli ATM Postamat, 2 € agli ATM delle banche in area euro. Bonifico da app 1 €, P2P gratis fino a 25 € al giorno, pagamenti in euro senza commissioni, in valuta estera +1,10%. Recesso sempre gratuito, con rimborso del saldo. Con un uso intenso degli ATM bancari il costo annuo supera facilmente i 150 euro.
Indice
- Il canone cambia secondo la data di acquisto
- Emissione e ricarica minima: quanto resta sulla carta
- Ricariche e P2P
- Prelievi: dove sono gratis e dove no
- Bonifici, addebiti diretti e altre voci
- All’estero e in valuta diversa dall’euro
- Limiti di importo
- Tre esempi di costo annuo
- Le alternative: Standard, Digital Evolution, Hype
- Come chiudere la carta e cosa succede se cambiano le condizioni
- Domande frequenti
Il canone cambia secondo la data di acquisto
La Postepay Evolution è una carta prepagata Mastercard con IBAN emessa da PostePay S.p.A., l’istituto di moneta elettronica del gruppo Poste Italiane. Non è un conto corrente, anche se le somiglia parecchio: riceve lo stipendio, fa bonifici, accetta gli addebiti diretti delle bollette. Il foglio informativo precisa che la somma caricata “non costituisce deposito e non è fruttifera”.
Il canone si paga in anticipo, una volta l’anno. L’anno però non coincide con il calendario: parte dal giorno di acquisto e finisce l’ultimo giorno dello stesso mese dell’anno successivo. Se hai comprato la carta il 14 marzo, il primo anno si chiude il 31 marzo dell’anno dopo e da lì scatta il canone successivo. Il primo canone, invece, viene trattenuto il giorno stesso dell’acquisto dalla ricarica di attivazione.
L’importo dipende da quando hai sottoscritto la carta, ed è qui che nascono le differenze tra due persone con la stessa Postepay nel portafoglio. Questa è la tabella del foglio informativo FI_PE n. 34:
| Carta acquistata | Canone annuo |
|---|---|
| Dal 12 gennaio 2026 | 19,00 € |
| Dal 1° gennaio 2023 all’11 gennaio 2026 | 15,00 € |
| Dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2022 | 12,00 € |
| Dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020 | 15,00 € (dal 1° aprile 2023) |
| Fino al 31 dicembre 2018 | 13,00 € (dal 1° aprile 2023) |
| Dipendenti del gruppo Poste Italiane | 0,00 € |
Le stesse fasce valgono per le carte con Opzione Connect (abbinata a una SIM PosteMobile) e, per gli acquisti dal 24 giugno 2025, per quelle con Opzione Risparmio Smart. La conseguenza curiosa è che chi ha preso la carta nel 2021 o nel 2022 paga meno di chi l’aveva presa prima, nel 2019 o nel 2020. Le due righe più vecchie riportano la dicitura “dal 1° aprile 2023”: il canone delle carte già in circolazione, insomma, può essere ritoccato nel tempo, e chi ha una carta acquistata a 12 euro non ha la garanzia di restarci per sempre.
Come capire quale canone stai pagando
Se non ricordi l’anno di sottoscrizione, guarda la lista movimenti nell’app Poste Italiane o sul sito postepay.it nel mese di “anniversario” dell’acquisto: l’addebito del canone compare lì, e l’importo ti dice in quale fascia sei. Attenzione a non confondere la data di acquisto con quella stampata sulla plastica: quando la carta scade, Poste ne spedisce una nuova con lo stesso saldo e gli stessi servizi, e il rinnovo costa 0 euro. Il rapporto prosegue, quindi conta la data in cui hai firmato la prima volta.
In alternativa c’è il rendiconto annuale, gratuito, o l’assistenza clienti al numero 06.45.26.33.22.
Emissione e ricarica minima: quanto resta sulla carta
Le spese di emissione sono 5 euro, azzerate solo con l’Opzione Connect. Per abilitare la carta serve una ricarica minima che comprende già emissione e primo canone. Dal 12 gennaio 2026 gli importi sono questi: 27 euro se la richiedi all’ufficio postale, 24 euro dal sito postepay.it o dall’app Poste Italiane, 22 euro all’ufficio postale con Opzione Connect.
Facendo i conti, allo sportello restano 3 euro spendibili (27 meno 5 di emissione e 19 di canone), con Connect pure (22 meno 19), mentre online i 24 euro coprono esattamente emissione e canone e la carta parte da zero.
Ricariche e P2P
Ricaricare costa quasi sempre qualcosa, e la tariffa dipende da come lo fai più che da dove. Con strumenti di Poste, cioè un’altra Postepay, un conto BancoPosta o un Libretto Smart, si paga 1 euro, sia dall’app sia dall’ATM Postamat sia allo sportello. Con una carta di un’altra banca il prezzo sale.
| Modalità di ricarica | Commissione |
|---|---|
| Ufficio postale, ATM Postamat con carta Poste, portalettere con POS, app e sito con Postepay/BancoPosta/Libretto Smart | 1,00 € |
| App o sito con carta Visa, Mastercard, Maestro di altre banche | 2,00 € |
| Punti vendita abilitati (tabaccherie e simili), anche in contanti | 2,00 € |
| ATM Postamat con carta PagoBancomat di un’altra banca | 2,00 € |
| ATM Postamat con carta Visa, Mastercard, Maestro di altre banche | 3,00 € |
| Ricarica automatica (canone mensile) | 1,00 € al mese con Postepay o BancoPosta, 2,00 € con carte di altri circuiti |
| Bonifico in entrata sull’IBAN della carta | 0,00 € |
L’ultima riga è quella che fa la differenza: ricevere un bonifico non costa nulla. Chi può farsi accreditare lo stipendio o la paghetta via IBAN evita del tutto le commissioni di ricarica. Nei punti vendita la ricarica va da 1 a 997,99 euro, una sola al giorno, e può farla anche un’altra persona in contanti.
C’è poi il P2P, lo scambio di denaro tra due Postepay usando il numero di cellulare. Il foglio informativo è preciso: l’invio costa 1 euro, ma è gratuito entro un massimale giornaliero di 25 euro. Richiedere denaro è sempre gratis. Un genitore che manda 100 euro al mese al figlio con una sola ricarica paga 1 euro; se li divide in quattro invii da 25 euro in quattro giorni diversi, non paga niente. Il limite del P2P è di 200 euro per operazione e 10 operazioni al giorno.
Prelievi: dove sono gratis e dove no
La regola è semplice. Agli ATM Postamat il prelievo con la carta, o con l’app senza carta, è gratuito. Allo sportello dell’ufficio postale costa 1 euro. Agli ATM delle banche, in Italia e all’estero purché in euro, costa 2 euro a operazione, qualunque sia l’importo. Due euro anche per il prelievo presso gli esercenti convenzionati LIS Pay, dove si possono ritirare al massimo 250 euro per volta e al giorno.
Dal 15 giugno 2026 i limiti sono saliti: 900 euro al giorno e 3.500 euro al mese tra ATM bancari e Postamat (prima erano 600 e 2.500). Allo sportello si preleva nei limiti del saldo disponibile.
Il punto debole della carta sta tutto qui. Chi abita lontano da un Postamat o preleva spesso piccole somme accumula 2 euro alla volta senza accorgersene: otto prelievi al mese in banca fanno 192 euro l’anno, dieci volte il canone. Nella nostra guida al prelievo al bancomat di un’altra banca trovi come funzionano le commissioni dei gestori degli sportelli e quali conti permettono di prelevare gratis ovunque.
Bonifici, addebiti diretti e altre voci
Un bonifico SEPA ordinario o istantaneo verso l’Italia e l’area SEPA costa 1 euro dall’app o dal sito postepay.it e 3,50 euro allo sportello. Dal 9 gennaio 2025 l’istantaneo costa quanto l’ordinario; per le regole generali sugli istantanei e sulla verifica del beneficiario c’è la nostra guida ai bonifici istantanei. Il bonifico permanente costa 1 euro da app e 2,50 euro in ufficio postale. Il postagiro, cioè il trasferimento verso conti BancoPosta e Postepay con IBAN, costa 0,50 euro da qualsiasi canale.
Verso Svizzera, Principato di Monaco, Andorra, Albania, Montenegro, Macedonia del Nord, Moldavia e Serbia le cose cambiano: 9 euro in uscita da app, 11,50 euro allo sportello, e 9 euro anche per ricevere. I bonifici extra SEPA si fanno solo dal sito postepay.it e costano 7,50 euro più lo 0,15% dell’importo, con un minimo di 1,50 euro, più un ricarico dello 0,50% sul cambio se la valuta non è l’euro.
Gli addebiti diretti SEPA (le domiciliazioni) costano 0,40 euro l’uno, tranne quelli delle aziende creditrici che Poste pubblica in un elenco dedicato, per lo più utenze, che sono gratuiti. Vale la pena controllare l’elenco prima di domiciliare una bolletta. Un dettaglio che sorprende molti: la carta non può ricevere i bonifici “parlanti” per le detrazioni fiscali, come quelli dei bonus edilizi, né i versamenti per la previdenza complementare.
Restano le voci minori. Sulla giacenza si paga un’imposta di bollo di 2 euro sul rendiconto periodico, se il saldo di fine periodo supera 77,47 euro. Sostituire la carta costa 5 euro, rimborsati se la sostituzione segue un’operazione disconosciuta o un blocco per frode accertato da PostePay; il blocco è gratuito. Le notifiche nell’app sono gratis, alcune via SMS costano 0,25 euro l’una. Se ricevi telefonate o messaggi che parlano di “rimborsi” sulla tua Postepay, leggi prima la nostra scheda sulla truffa Postepay su WhatsApp: PostePay non chiede mai codici o dati della carta per messaggio o telefono, lo scrive nero su bianco anche nel foglio informativo.
All’estero e in valuta diversa dall’euro
Nei Paesi dell’euro la carta si comporta come in Italia: pagamenti gratuiti, prelievi agli ATM bancari a 2 euro. Fuori dall’area euro scatta una commissione dell’1,10% su ogni pagamento in valuta, nei negozi, online e con lo smartphone, applicata sul cambio fissato dal circuito Mastercard. Il prelievo in valuta costa 5 euro fissi più l’1,10% dell’importo.
Qualche numero, per capirci. Una settimana a Londra con 500 euro di spese in sterline pagate con la carta costa 5,50 euro di commissioni (l’1,10% di 500). Un prelievo pari a 200 euro in un ATM statunitense costa 5 euro più 2,20 euro, cioè 7,20 euro, a cui può aggiungersi la commissione del gestore dello sportello. Prima di partire conviene controllare dal servizio “Le Mie Carte”, nell’app o all’ATM Postamat, che l’operatività fuori dalla zona Europa sia abilitata: il titolare può accenderla e spegnerla. In alcuni Paesi ad alto rischio di riciclaggio, elencati sul sito di Poste, il prelievo non è consentito.
Limiti di importo
La carta può contenere al massimo 30.000 euro e ricevere ricariche fino a 100.000 euro l’anno, sommando le Evolution della stessa persona. Dal 15 aprile 2026 i pagamenti nei negozi arrivano a 5.000 euro al giorno e 15.000 al mese; i bonifici da app hanno tetti di 15.000 euro per operazione, 20.000 al giorno, 30.000 al mese e 50.000 l’anno.
Il limite che si incontra davvero è un altro: le ricariche fatte con carte di altre banche sono ferme a 250 euro per operazione, 1.000 euro a settimana e 2.500 euro l’anno. Chi alimenta la Postepay con la carta della propria banca ci sbatte contro presto, e conviene passare al bonifico, gratuito e senza quel tetto.
Tre esempi di costo annuo
Tre profili d’uso costruiti come esempio (non sono persone reali), calcolati sulle tariffe del foglio in vigore, senza eventuali commissioni dei gestori degli ATM.
Giulia, studentessa: carta presa nel 2026
Riceve dai genitori 100 euro al mese con una ricarica da app fatta con la loro Postepay (1 euro), preleva due volte al mese al Postamat sotto casa (gratis) e paga online in euro (gratis). A fine anno il saldo è sotto i 77,47 euro, quindi niente bollo. Costo annuo dal secondo anno: 19 euro di canone più 12 euro di ricariche, totale 31 euro. Il primo anno si aggiungono 5 euro di emissione: 36 euro. Se i genitori dividessero i 100 euro in quattro P2P da 25 euro in giorni diversi, le ricariche costerebbero zero e il conto scenderebbe a 19 euro.
Marco, lavoratore con stipendio sulla carta: carta presa nel 2022
Lo stipendio arriva via bonifico (gratis). Ogni mese fa due bonifici dall’app, affitto e palestra (2 euro), ha due addebiti diretti di aziende non presenti nell’elenco gratuito (0,80 euro) e preleva al Postamat. Il saldo di fine periodo supera 77,47 euro, quindi paga 2 euro di bollo. Conto: 12 euro di canone, 24 euro di bonifici, 9,60 euro di addebiti diretti e 2 euro di bollo, totale 47,60 euro. La stessa identica vita con una carta presa nel 2026 costa 54,60 euro, sette euro in più solo per la data di sottoscrizione.
Luca, preleva spesso agli ATM delle banche: carta presa nel 2024
Lavora in una zona senza Postamat vicino e preleva sei volte al mese da 50 euro agli sportelli bancari. Lo stipendio arriva via bonifico, il saldo supera la soglia del bollo. Conto: 15 euro di canone, 144 euro di prelievi (6 per 2 euro per 12 mesi), 2 euro di bollo, totale 161 euro. Se riuscisse a fare quattro di quei sei prelievi al Postamat, i prelievi a pagamento scenderebbero a 48 euro l’anno e il totale a 65 euro.
| Profilo (esempio) | Canone | Commissioni d’uso | Bollo | Totale annuo |
|---|---|---|---|---|
| Giulia, studentessa (carta 2026) | 19,00 € | 12,00 € | 0,00 € | 31,00 € |
| Marco, stipendio sulla carta (carta 2022) | 12,00 € | 33,60 € | 2,00 € | 47,60 € |
| Luca, ATM bancari (carta 2024) | 15,00 € | 144,00 € | 2,00 € | 161,00 € |
La lezione dei tre esempi è che il canone pesa meno di quanto sembri. Tra la carta più economica e quella più cara ballano 7 euro l’anno; tra chi preleva al Postamat e chi preleva in banca possono ballarne più di cento.
Le alternative: Standard, Digital Evolution, Hype
Per un confronto serio abbiamo usato solo i fogli informativi ufficiali, senza offerte promozionali. Le alternative più vicine stanno in casa Poste. La Postepay Standard (foglio FI_PS n. 17) non ha canone, ma dal 12 gennaio 2026 l’emissione costa 20 euro e la ricarica minima 25 euro. Il suo foglio informativo non prevede IBAN né bonifici: si alimenta con ricariche e P2P. Il prelievo costa 1 euro anche al Postamat e 1,75 euro agli ATM bancari in euro, e la carta può contenere al massimo 4.000 euro dal 15 aprile 2026.
La Postepay Digital Evolution (foglio FI_PDE n. 25) si richiede solo dall’app e nella versione virtuale senza IBAN non ha né canone né spese di emissione. È una buona carta per gli acquisti online. Nelle versioni con IBAN, virtuale o fisica, il canone torna a 19 euro per gli acquisti dal 12 gennaio 2026, come per la Evolution classica.
Fuori da Poste, il confronto più diretto è con Hype nella versione base, emessa da Banca Sella (foglio informativo aggiornato al 28 luglio 2026): canone 0, carta virtuale gratuita, carta fisica 9,90 euro, bonifici SEPA e istantanei gratuiti. I prelievi sono gratis in qualsiasi ATM fino a 250 euro al mese, poi costano 2 euro l’uno. Ha però due limiti che contano: si possono prelevare al massimo 1.000 euro al mese, e i pagamenti in valuta estera hanno una commissione di conversione del 3%, quasi il triplo dell’1,10% di Postepay. Per un confronto più ampio con Revolut e N26 trovi la nostra guida alle carte prepagate digitali.
| Voce | Postepay Evolution | Postepay Standard | Hype base |
|---|---|---|---|
| Canone annuo (nuove carte) | 19,00 € | 0,00 € | 0,00 € |
| Emissione | 5,00 € | 20,00 € | 0 € virtuale, 9,90 € fisica |
| IBAN e bonifici | Sì, 1,00 € da app | Non previsti nel foglio | Sì, 0,00 € |
| Prelievo ATM gruppo/Postamat | 0,00 € | 1,00 € | 0 € fino a 250 €/mese, poi 2,00 € |
| Prelievo ATM altre banche (euro) | 2,00 € | 1,75 € | 0 € fino a 250 €/mese, poi 2,00 € |
| Pagamenti in valuta estera | 1,10% | 1,10% | 3% |
| Saldo massimo | 30.000 € | 4.000 € | nessun limite (adulti) |
Rifacendo il conto di Luca con Hype base, i suoi sei prelievi da 50 euro al mese arrivano a 300 euro: i primi cinque restano dentro la soglia gratuita di 250 euro, il sesto costa 2 euro. In un anno sono 24 euro di prelievi più 2 euro di bollo, 26 euro contro i 161 della Postepay, a cui il primo anno vanno aggiunti 9,90 euro per la carta fisica. Per Giulia invece la Postepay resta comoda: la rete Postamat è capillare e i genitori, se usano già Poste, la ricaricano in un attimo. Chi tiene sulla carta lo stipendio e fa molti bonifici dovrebbe confrontare la Evolution anche con un conto corrente online a canone zero: nella nostra analisi su quanto costa davvero un conto corrente trovi i numeri dei principali conti.
Come chiudere la carta e cosa succede se cambiano le condizioni
Chiudere la Postepay Evolution non costa nulla. Il foglio informativo dice che il titolare può recedere “in qualsiasi momento”, senza penalità e senza spese, e la commissione di rimborso per estinzione è di 0 euro. L’estinzione è contestuale alla domanda e il saldo residuo viene rimborsato per intero.
Le strade sono due. La prima è presentare la richiesta scritta in qualsiasi ufficio postale. La seconda è la raccomandata con avviso di ricevimento a Poste Italiane S.p.A., Centro Servizi Napoli, via Galileo Ferraris 66 M, 80142 Napoli. Chi ha comprato la carta online ha in più 14 giorni dalla comunicazione di accettazione per recedere con il rimborso integrale di canone ed emissione: può farlo anche via email a recesso@postepay.it con il modulo del sito e, dal 20 giugno 2026, dall’area personale di poste.it. Dopo i 14 giorni il foglio riconosce il rimborso proporzionale del canone non goduto, che è anche la regola generale fissata dall’articolo 126-septies del Testo unico bancario per i canoni pagati in anticipo.
E se Poste decide di aumentare il canone o le commissioni? L’articolo 126-sexies del Testo unico bancario stabilisce che ogni modifica va proposta con almeno due mesi di anticipo rispetto alla data di applicazione. Se non rispondi, la modifica si considera accettata; se non ti sta bene, puoi recedere senza spese prima di quella data. Le proposte possono arrivare per posta, email, SMS o nell’app, e vanno lette: il silenzio vale come sì.
Domande frequenti
Quanto costa la Postepay Evolution all’anno nel 2026?
Il canone va da 12 a 19 euro secondo l’anno di acquisto: 19 euro per le carte prese dal 12 gennaio 2026, 15 euro per quelle del 2023-2025 e del 2019-2020, 12 euro per il 2021-2022, 13 euro fino al 2018. A questo si aggiungono le commissioni d’uso e, se il saldo di fine periodo supera 77,47 euro, 2 euro di imposta di bollo.
Se ho la carta da anni, adesso pago 19 euro?
No, secondo il foglio informativo in vigore il canone di 19 euro riguarda solo le carte acquistate dal 12 gennaio 2026. Le carte precedenti mantengono la loro fascia. Eventuali aumenti futuri devono essere comunicati con almeno due mesi di preavviso, con il diritto di recedere gratis.
Quanto costa prelevare con la Postepay Evolution?
Niente agli ATM Postamat, 1 euro allo sportello dell’ufficio postale, 2 euro agli ATM delle banche in Italia e nei Paesi dell’euro, 2 euro nei punti LIS Pay. Fuori dall’area euro il prelievo costa 5 euro più l’1,10% dell’importo.
Il P2P tra Postepay è gratis?
Solo entro 25 euro al giorno. Oltre quella soglia l’invio costa 1 euro. Chiedere denaro con il P2P è sempre gratuito.
Quanto costa chiudere la Postepay Evolution?
Nulla. Il recesso è gratuito in qualsiasi momento, il saldo viene rimborsato per intero e la parte di canone già pagata e non goduta viene restituita in proporzione. Basta una richiesta scritta in ufficio postale o una raccomandata A/R al Centro Servizi di Napoli.

