Scalapay: come funziona il pulsante “paga in 3 rate” che compare in migliaia di carrelli online? Dividi la spesa in tre o quattro parti mensili senza interessi, paghi la prima subito e le altre arrivano in automatico sulla carta. Prima di cliccare conviene però sapere quanto costa un ritardo, perché un ordine viene rifiutato anche con la carta piena e cosa cambia con le nuove regole sul credito al consumo, che per il servizio scattano da fine novembre 2026 salvo slittamenti.
Con Scalapay paghi la prima rata al momento dell’acquisto e le altre dopo uno e due mesi (tre mesi per la quarta). Il piano in 3 rate non ha costi se paghi puntuale; quello in 4 prevede una commissione di servizio mostrata al checkout. Se una rata non passa hai 24 ore per rimediare gratis, poi scattano fino a 6 euro di commissione, che diventano fino a 12 oltre i 9 giorni di ritardo, con un tetto del 15%. Per il piano in 3 rate Scalapay dichiara di non consultare la CRIF, mentre la consulta per il finanziamento Pay in 6/9/12. Il decreto legislativo 212/2025 porta queste dilazioni dentro le regole del credito ai consumatori: gli operatori devono adeguarsi entro il 20 novembre 2026, o entro 90 giorni dalle disposizioni attuative della Banca d’Italia se arrivano dopo.
🗓️ Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Fonti: centro assistenza e pagina “Come funziona” di Scalapay, Condizioni generali della piattaforma Scalapay (versione 3), condizioni di Scalapay Club Lite e Plus, decreto legislativo 31 dicembre 2025 n. 212, decreto CICR del 9 luglio 2026, pagine ufficiali di Klarna, PayPal e Cofidis.
Indice
- Cos’è Scalapay e chi ti fa credito
- Come funziona il pagamento in 3 o 4 rate
- Quanto costa: commissioni, posticipi e Scalapay Club
- Cosa succede se salti una rata
- Limite di spesa: perché un ordine viene rifiutato
- Tre esempi con i numeri
- Scalapay, Klarna, PayPal e Cofidis su Amazon a confronto
- CRIF e centrali rischi: cosa dice Scalapay
- Cosa cambia con le nuove regole sul credito al consumo
- Domande frequenti
Cos’è Scalapay e chi ti fa credito
Scalapay è una società milanese che offre il cosiddetto “compra ora, paga dopo”. Quando scegli Scalapay al checkout, l’intero importo arriva subito al negozio: secondo la pagina ufficiale del servizio, è Scalapay a pagare immediatamente il venditore e ad assumersi il rischio di frode e di mancato pagamento. Tu restituisci la somma a rate.
Leggendo le Condizioni generali della piattaforma si scopre che i soggetti sono due. Scalapay S.r.l. gestisce l’account e l’app, mentre la dilazione vera e propria è “concessa dal Venditore o da Scalapay IP”, un istituto di pagamento del gruppo vigilato dalla Banca d’Italia e iscritto all’albo con il numero 36018.0. Per registrarti servono 18 anni, un indirizzo in Italia, email e cellulare; Scalapay può chiedere anche un documento e un selfie.
Si paga con carte di credito, di debito e molte prepagate Visa e Mastercard, Postepay comprese; il centro assistenza esclude Bancomat, Maestro, conti correnti e PayPal. Oltre ai siti convenzionati, Scalapay si usa nei negozi fisici con un codice a barre generato dall’app.
Come funziona il pagamento in 3 o 4 rate
Il meccanismo è lo stesso per tutte le formule a rate brevi. La prima rata viene addebitata al momento dell’acquisto, la seconda un mese dopo, la terza dopo due mesi. Se il negozio offre il piano in 4 rate, la quarta arriva tre mesi dopo l’acquisto. Le rate sono uguali e vengono prelevate in automatico entro la mezzanotte del giorno di scadenza sulla carta che hai indicato come predefinita. Scalapay manda promemoria via SMS ed email: la pagina ufficiale parla di avvisi quattro e due giorni prima.
Puoi saldare una rata in anticipo dall’app. In caso di reso, approvato dal negozio, Scalapay annulla le rate future partendo dall’ultima e può rimborsare quelle già pagate.
Esistono anche “Prima provi, poi paghi”, che sposta l’intero pagamento a 14 giorni dall’acquisto, e “Paga per intero” (Pay Now), un pagamento immediato presso esercenti selezionati. Pay in 6, 9 o 12 è invece un finanziamento con interessi, ne parliamo più avanti.
Quanto costa: commissioni, posticipi e Scalapay Club
Il piano in 3 rate è gratuito se paghi puntuale: nessun interesse, nessuna spesa di attivazione. Il piano in 4 rate invece prevede una “piccola commissione di servizio” calcolata sul valore dell’ordine, aggiunta solo alla prima rata e mostrata prima di confermare. Scalapay non pubblica una tabella con l’importo: lo vedi soltanto al checkout.
Poi c’è il posticipo a pagamento. Quando l’opzione compare nell’app (da 14 giorni prima della scadenza, e non per tutte le rate) puoi spostare una scadenza pagando 1,5 euro per 7 giorni, 3 euro per 14 giorni o 4 euro per un mese. La commissione si aggiunge alla rata rimandata. L’ultima rata del piano in quattro non si sposta, e se rinvii di un mese la seconda rata la paghi lo stesso giorno della terza.
L’ultimo costo possibile è l’abbonamento facoltativo Scalapay Club, con 14 giorni di prova e rinnovo automatico ogni 30 giorni. Le condizioni prevedono Club Lite a 14,99 euro al mese IVA inclusa (9,99 alla prima attivazione e per chi resta iscritto senza interruzioni) e Club Plus a 19,99 euro (15,99 alle stesse condizioni). Tra i vantaggi il centro assistenza elenca sconti mensili, un posticipo gratuito di 3 giorni su alcune rate, protezione acquisti e la carta digitale per pagare a rate in oltre 300 negozi fisici. Si disdice dall’app senza penali.
Cosa succede se salti una rata
Qui serve precisione, perché è il punto su cui girano più informazioni imprecise. Secondo la pagina ufficiale sulle commissioni di ritardo, se l’addebito non va a buon fine hai 24 ore di tempo per completare il pagamento senza costi: puoi aspettare il nuovo addebito automatico oppure pagare da “I miei pagamenti” con il tasto “Paga ora”. Se la carta viene rifiutata il sistema prova con le altre carte salvate, poi ritenta dopo 48 ore.
Superate le 24 ore, Scalapay applica fino a 6 euro di commissione. Oltre i 9 giorni di ritardo se ne aggiungono altri 6, per un massimo di 12 euro su ogni singola rata. C’è poi un tetto complessivo del 15%, che però le pagine ufficiali descrivono in tre modi diversi: “valore del prestito (seconda e terza rata)” nella pagina principale, “valore totale dell’ordine” nell’articolo sulle commissioni, “valore finanziato” in quello sui costi. Per la maggior parte degli acquisti cambia poco, sugli ordini piccoli invece sì, come vedremo negli esempi.
Il costo economico, comunque, è solo una parte del problema. Con rate scadute e non pagate non puoi fare nuovi acquisti, il tuo potere d’acquisto può scendere e le Condizioni generali permettono a Scalapay di sospendere o chiudere l’account in caso di “mancato e/o incompleto pagamento di precedenti dilazioni”. Se prevedi di non farcela, il posticipo a pagamento (4 euro per un mese) costa meno delle commissioni massime di ritardo.
Limite di spesa: perché un ordine viene rifiutato
Scalapay non assegna un fido fisso. Ogni ordine viene valutato in tempo reale e il “potere d’acquisto” che vedi nell’app è, testualmente, “solo indicativo”: non garantisce l’approvazione e non è un prestito pre-approvato. I fattori dichiarati sono il negozio, il tipo di carta, l’importo dell’ordine, la frequenza d’uso e la puntualità con cui hai pagato in passato. Il limite non dipende dal saldo della carta, e Scalapay afferma di non usare fonti esterne per conoscere reddito o situazione finanziaria.
Chi è nuovo parte con un limite più basso, che cresce pagando puntuale e usando il servizio con regolarità. Può scendere dopo un ritardo, un pagamento fallito o un lungo periodo di inattività. Il centro assistenza suggerisce di usare una carta di credito, saldare in anticipo le rate aperte o ridurre l’importo. Se l’ordine supera il limite, Scalapay può proporti di pagare subito la differenza: la prima rata diventa più alta e le altre più basse.
Tre esempi con i numeri
Gli esempi sono costruiti da noi applicando le regole pubblicate da Scalapay. Gli importi sono ipotetici e i limiti di spesa reali li vedi solo nella tua app.
1. Un acquisto da 300 euro in 3 rate pagate puntuali
Compri una giacca da 300 euro e scegli il piano in 3 rate. Paghi 100 euro al checkout, altri 100 dopo un mese e gli ultimi 100 dopo due mesi. Totale versato: 300 euro, zero interessi, zero commissioni.
2. La seconda rata non passa
Stesso acquisto, ma alla scadenza della seconda rata la carta è vuota. Se paghi entro 24 ore non spendi nulla in più; dopo tre giorni la commissione arriva fino a 6 euro; oltre i 9 giorni fino a 12, e quei 100 euro ti costano 112. Il tetto del 15% qui non interviene: vale 30 euro sulle due rate finanziate (200 euro) o 45 sull’intero ordine. Con un posticipo di un mese chiesto in tempo avresti speso 4 euro, pagando però seconda e terza rata insieme: 204 euro in un giorno.
Su un ordine piccolo il conto cambia. Su un acquisto da 60 euro (tre rate da 20) un ritardo oltre i 9 giorni varrebbe in teoria 12 euro, ma il tetto lo riduce: a 9 euro se il 15% si calcola sull’ordine intero, a 6 euro se si calcola sulle due rate finanziate. È la differenza fra le diverse formulazioni delle pagine Scalapay di cui parlavamo sopra.
3. Tre acquisti aperti nello stesso momento
Hai in corso un paio di scarpe da 150 euro (tre rate da 50) e un profumo da 90 euro (tre rate da 30), e vuoi aggiungere un piccolo elettrodomestico da 240 euro (tre rate da 80). Se l’ordine viene approvato, nel mese successivo avrai tre addebiti: 50 + 30 + 80 = 160 euro, su date diverse. Nessun contatore pubblico ti dice prima se il terzo acquisto passerà; saldare in anticipo una rata aperta aiuta, e con una rata scaduta non pagata l’ordine viene bloccato comunque.
Scalapay, Klarna, PayPal e Cofidis su Amazon a confronto
Le formule si assomigliano, ma i costi in caso di problemi e i controlli sono diversi. La tabella riporta solo quanto si legge sulle pagine ufficiali di ciascun operatore consultate a ottobre 2026.
| Servizio | Rate e costo se paghi puntuale | Costo del ritardo | Importi | Controllo del credito |
|---|---|---|---|---|
| Scalapay Paga in 3 / in 4 | 3 rate gratis; 4 rate con commissione di servizio sulla prima rata | Gratis entro 24 ore, poi fino a 6 €, fino a 12 € per rata oltre 9 giorni, tetto 15% | Nessuna soglia pubblicata, limite variabile per ordine | Valutazione interna; dichiara di non usare la CRIF |
| Klarna Paga in 3 rate | 3 rate a interessi zero, ogni 30 giorni dalla spedizione | Per rata: 3 € (ordini sotto 100 €), 5 € (100-199,99 €), 8 € (da 200 €) | Non indicati sulla pagina | Controllo di idoneità al credito; i ritardi possono pesare sul punteggio |
| PayPal Paga in 3 rate | 3 rate senza interessi, TAEG 0% | Nessuna penale di ritardo | Da 20 € a 3.000 € | Dati PayPal ed eventuale controllo del credito esterno |
| Cofidis CreditLine su Amazon.it | Linea di credito revolving fino a 24 rate; in promozione TAN 0% ma TAEG 15,49% negli esempi ufficiali | Secondo il contratto (SECCI) | Acquisti da 60 € a 3.000 €, fido fino a 3.000 € | Richiesta a Cofidis con modulo e documenti; rate addebitate sul conto corrente |
Su PayPal Paga in 3 rate non ci sono penali di ritardo, mentre su un ordine da 300 euro una rata in ritardo costa fino a 12 euro con Scalapay e 8 euro con Klarna. La CreditLine di Cofidis su Amazon è un’altra cosa: nel primo esempio pubblicato da Cofidis, 150 euro in 3 rate diventano 153,64 euro (TAEG 15,49%), quindi “TAN 0%” non vuol dire gratis. Perché il pagamento a rate di Amazon a volte sparisce lo abbiamo spiegato in Paga a rate Amazon sparito; per Klarna c’è la nostra guida a Klarna.
Scalapay ha anche una formula lunga, Pay in 6, 9 o 12 rate, offerta da Scalapay IP presso i venditori che aderiscono. Qui si entra nel credito al consumo classico: al checkout vedi TAN, TAEG e importo totale, scarichi il SECCI, cioè il modulo standard europeo con le informazioni sul credito, e la prima rata include l’imposta di bollo di 16 euro. Per capire quanto pesano gli interessi su durate di questo tipo puoi usare il nostro calcolatore del prestito personale.
CRIF e centrali rischi: cosa dice Scalapay
Per il piano in 3 o 4 rate la pagina ufficiale scrive che Scalapay “non utilizza fonti esterne (esempio CRIF) per valutare il merito creditizio”: decidono i dati interni. Le pagine che abbiamo letto non parlano di segnalazioni alle centrali rischi per i ritardi su questi piani; le conseguenze dichiarate sono commissioni, blocco dei nuovi acquisti, limite ridotto ed eventuale chiusura dell’account.
Per Pay in 6/9/12 vale il contrario. Scalapay spiega di poter consultare EURISC, il sistema gestito da CRIF, quando richiedi il finanziamento e quando deve rivalutare il rischio. Può condividere dati identificativi, informazioni sulla richiesta e andamento dei pagamenti, e avverte che “può segnalare eventuali mancati pagamenti” con effetti sulle altre richieste di credito. Su quanto dura una segnalazione e come si esce da un archivio come quello della CRIF trovi tutto nella nostra guida sul cattivo pagatore.
Cosa cambia con le nuove regole sul credito al consumo
La direttiva europea 2023/2225 è stata recepita con il decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 212 (Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9 gennaio 2026). Il decreto lascia fuori dalle regole solo la dilazione gratuita concessa dal venditore entro 50 giorni “senza offerta di credito da parte di terzi”, e precisa che conta come offerta di un terzo anche quella del venditore convenzionato con un soggetto abilitato che acquista il credito. Il “paga dopo” gestito da una società esterna, lo schema descritto da Scalapay, Klarna e PayPal, rientra quindi nel credito ai consumatori.
Sulle date serve attenzione. L’articolo 6 chiede agli operatori di adeguarsi entro il 20 novembre 2026 oppure, se è più tardi, entro 90 giorni dall’entrata in vigore delle disposizioni attuative della Banca d’Italia; i contratti firmati prima restano alle regole vecchie. Il decreto CICR del 9 luglio 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 189 del 17 agosto 2026) ripete la stessa doppia scadenza. Nelle pagine normative della Banca d’Italia che abbiamo consultato le disposizioni attuative definitive non risultano ancora pubblicate.
Per chi paga a rate le novità principali sono quattro. Il finanziatore deve fare una valutazione approfondita del merito creditizio con informazioni proporzionate all’importo, senza usare i social network come fonte, e se la decisione è automatizzata puoi chiedere l’intervento di una persona. Ricevi le informazioni precontrattuali prima di essere vincolato. Puoi recedere dal credito entro 14 giorni, termine che sale a dodici mesi e quattordici giorni se le informazioni obbligatorie mancano. E prima di segnalarti per la prima volta a una banca dati come cattivo pagatore il finanziatore deve avvisarti.
Per i piani gratuiti c’è un’attenuazione: il decreto CICR stabilisce che la Banca d’Italia escluda alcune informazioni specifiche previste dalla direttiva per i crediti sotto i 200 euro e per quelli senza interessi né oneri, salvo spese limitate per i ritardi. Riguarda parte delle informazioni, non la valutazione del merito creditizio. Scalapay non ha ancora pubblicato come cambieranno checkout e controlli del piano in 3 rate; oggi offre già un recesso di 14 giorni dal finanziamento, che si esercita pagando subito il residuo dall’app. Il quadro completo della riforma, compresa la soglia di tutela che sale da 75.000 a 100.000 euro, è nel nostro articolo su paga a rate e prestiti con le nuove regole del credito al consumo.
Il consiglio pratico resta tenere il conto delle rate aperte come se fossero una piccola carta di credito. Chi preferisce pagare dal telefono senza indebitarsi può usare Satispay, che addebita l’importo subito.
Domande frequenti
Scalapay è gratis?
Il piano in 3 rate sì, se paghi alle scadenze. Il piano in 4 rate ha una commissione di servizio aggiunta alla prima rata e mostrata al checkout. Si paga anche per posticipare una rata (da 1,5 a 4 euro), per i ritardi oltre le 24 ore e per l’abbonamento facoltativo Scalapay Club.
Quanto costa saltare una rata Scalapay?
Nulla se paghi entro 24 ore. Poi fino a 6 euro, che diventano fino a 12 euro per quella rata oltre i 9 giorni di ritardo. Il totale delle commissioni non può superare il 15%, calcolato sul valore del prestito o dell’ordine secondo le diverse pagine di Scalapay.
Scalapay controlla la CRIF?
Per i piani in 3 o 4 rate Scalapay dichiara di non usare fonti esterne come la CRIF. Per il finanziamento Pay in 6/9/12 può consultare EURISC di CRIF e segnalare i mancati pagamenti.
Con le nuove regole Scalapay diventerà a pagamento?
La normativa non impone costi: impone controlli, informazioni e tutele. Se e come cambieranno le condizioni commerciali lo deciderà Scalapay, che al momento non ha pubblicato novità sul piano in 3 rate.
Da quando si applicano le nuove regole al “paga in 3 rate”?
Gli operatori devono adeguarsi entro il 20 novembre 2026, oppure entro 90 giorni dall’entrata in vigore delle disposizioni attuative della Banca d’Italia se queste arrivano dopo quella data. Gli acquisti fatti prima restano regolati dalle norme precedenti.

