Il decreto flussi 2027 per badanti e colf si gioca in autunno, non a febbraio: le domande di nulla osta per assumere un lavoratore domestico che vive all’estero si precompilano dalle 9:00 del 23 ottobre alle 20:00 del 7 dicembre 2026 e si inviano nel click day del 18 febbraio 2027. Chi non ha precompilato resta fuori, anche con tutti i requisiti.
Abbiamo letto la circolare congiunta n. 7185 del 1° ottobre 2026, la circolare operativa n. 8047 del 2025 a cui rimanda, il decreto-legge 145/2024 sul canale fuori quota e le tabelle 2026 di INPS e Ministero del Lavoro. Qui trovi date, reddito richiesto, costi reali e tempi fino all’arrivo del lavoratore.
Per il 2027 ci sono 14.000 ingressi riservati al lavoro domestico (i 13.600 che circolano sono la quota 2026). Precompilazione sul Portale Servizi ALI dal 23 ottobre al 7 dicembre 2026, completamento dal 9 al 13 dicembre, invio dalle 9:00 del 18 febbraio 2027 in ordine di arrivo. Serve un reddito imponibile di 20.000 euro se il datore vive solo, 27.000 se la famiglia ha più componenti, ma non per chi è non autosufficiente e assume qualcuno per sé. Per over 80, persone con disabilità e bambini fino a sei anni c’è un canale fuori quota da 10.000 ingressi l’anno.
Indice
- Le date del decreto flussi 2027
- Quanti posti ci sono per colf e badanti
- Requisiti: reddito, stipendio minimo, documenti
- Il canale fuori quota per over 80, disabili e bambini
- Dalla domanda all’arrivo: passaggi e tempi
- Quanto costa assumere: stipendio e contributi 2026
- Tre famiglie a confronto
- Domande frequenti
Le date del decreto flussi 2027
Il meccanismo è quello dell’anno scorso, spostato di dodici mesi. La circolare congiunta pubblicata dal Ministero del Lavoro apre una fase di precompilazione attiva giorno e notte, festivi compresi, in cui la domanda si inserisce sul portale senza inviarla. A febbraio arriva il vero invio.
La finestra di dicembre ha un motivo preciso. Alcuni dati, come quelli sul reddito, entrano nel modulo in modo “asincrono”, fino a sei giorni dopo il primo accesso. Chi compila all’ultimo rischia di non vederli in tempo: dal 9 al 13 dicembre il portale riapre solo per completare e salvare le domande già iniziate, che devono passare dallo stato “da completare” a “da inviare”. Domande nuove, in quei giorni, non se ne possono inserire.
| Fase | Quando | Cosa si fa |
|---|---|---|
| Precompilazione | dalle 9:00 del 23 ottobre alle 20:00 del 7 dicembre 2026 | Si inserisce la domanda (modello A-bis) sul Portale Servizi ALI |
| Completamento | dalle 9:00 del 9 alle 20:00 del 13 dicembre 2026 | Solo correzioni e salvataggio |
| Click day assistenza familiare | dalle 9:00 del 18 febbraio 2027 | Invio definitivo, conta l’ordine di arrivo |
| Termine ultimo | 31 dicembre 2027 | Invio possibile solo se restano quote |
Quanti posti ci sono per colf e badanti
Il riferimento è il DPCM del 2 ottobre 2025, che programma gli ingressi 2026-2028. Per il 2027 la circolare conferma 165.850 ingressi: 76.200 per lavoro subordinato non stagionale, 89.000 stagionali e 650 autonomi. Dentro i 76.200, 14.000 posti vanno all’assistenza familiare. La pagina della Regione Friuli Venezia Giulia sullo Sportello unico riporta la scaletta del triennio: 13.600 nel 2026, 14.000 nel 2027, 14.200 nel 2028.
Dal 2026 la quota è riservata ai rapporti di lavoro domestico: famiglie che assumono colf, badanti o baby sitter con il contratto del settore. RSA, cliniche e cooperative usano le quote ordinarie. Il 18 febbraio, insomma, le famiglie competono solo tra loro, ma i posti vengono distribuiti per provincia entro dieci giorni dal click day in base alle domande arrivate: una domanda inviata pochi minuti dopo l’apertura può risultare “non in quota” se nella stessa zona altri sono stati più rapidi.
Requisiti: reddito, stipendio minimo, documenti
Il reddito minimo: 20.000 o 27.000 euro
La circolare operativa 8047/2025, richiamata per tutto ciò che non cambia, riprende le indicazioni dell’Ispettorato nazionale del lavoro: il reddito imponibile del datore non può essere inferiore a 20.000 euro l’anno se il suo nucleo è composto solo da lui, e a 27.000 euro se la famiglia anagrafica comprende più conviventi.
Molti ignorano che al requisito concorrono anche il reddito del coniuge e quello dei parenti entro il secondo grado, anche non conviventi, oltre ai redditi esenti certificati come l’assegno di invalidità. Un pensionato con 15.000 euro può quindi sommare il reddito di un figlio che vive altrove.
Il requisito non si applica al datore affetto da patologie o disabilità che ne limitano l’autosufficienza, se la domanda riguarda chi lo assisterà. Non serve l’invalidità civile: basta un certificato del medico di medicina generale del Servizio sanitario nazionale o di una struttura pubblica, che sostituisce anche l’asseverazione.
Che cosa sono i 538,69 euro
La cifra di 538,69 euro al mese che circola come “stipendio minimo” non è il minimo del contratto domestico. Il nulla osta deve indicare la retribuzione del CCNL del lavoro domestico e comunque non meno dell’importo annuo dell’assegno sociale, che la circolare 8047 indicava in 7.002,97 euro per il 2025: diviso per 13 fa appunto 538,69. Con i minimi attuali conta solo nei part-time corti. Una colf di livello B pagata 7,01 euro l’ora supera quella soglia solo tra le 19 e le 20 ore settimanali (20 ore per 52 settimane fanno 7.290,40 euro, 19 ore si fermano a 6.925,88). Sotto le 20 ore conviene far verificare il conto a chi assevera la domanda.
I documenti da preparare subito
Per accedere al portale servono SPID o CIE, e il codice di attivazione della domanda arriva via PEC all’indirizzo registrato su INAD, il registro dei domicili digitali: da lì passeranno anche tutte le comunicazioni dello Sportello unico. Se non l’hai mai fatto, ecco come attivare il domicilio digitale su INAD. Poi, per la domanda in quota, servono:
- Verifica al Centro per l’impiego: si invia una richiesta di personale con il modulo ministeriale; se entro otto giorni di calendario il centro non segnala lavoratori disponibili in Italia, la verifica è negativa e la dichiarazione si allega alla domanda.
- Asseverazione: un consulente del lavoro o un’organizzazione datoriale certifica, con firma digitale, che il rapporto rispetta il contratto. Non serve se la domanda la invia un’organizzazione firmataria del protocollo con il Ministero del Lavoro, né se il datore è non autosufficiente.
- Alloggio: documentazione firmata digitalmente su dove vivrà il lavoratore.
- Dati del lavoratore: deve essere cittadino di uno dei Paesi elencati nel DPCM; dal 2027 c’è anche il Kenya.
Come utente privato si possono presentare al massimo tre domande per annualità; il limite non vale per associazioni datoriali, consulenti del lavoro e agenzie per il lavoro.
Il canale fuori quota per over 80, disabili e bambini
Per chi deve assistere un genitore molto anziano c’è una seconda strada. L’articolo 2 del decreto-legge 145/2024 consente, in via sperimentale per il 2025 e per ogni anno dal 2026 al 2028, fino a 10.000 nulla osta l’anno fuori quota per lavoratori dell’assistenza familiare o sociosanitaria a favore di persone con disabilità, di “grandi anziani” (chi ha compiuto 80 anni) e di bambini fino a sei anni.
La domanda passa solo dalle agenzie per il lavoro iscritte all’albo o dalle associazioni datoriali firmatarie del contratto domestico, mai direttamente dalla famiglia. L’assistito può essere il datore stesso, il coniuge o un parente o affine entro il secondo grado (entro il terzo in caso di disabilità grave ai sensi della legge 104), anche non conviventi purché residenti in Italia; non si può assumere il coniuge né un parente o affine entro il terzo grado. Per i primi dodici mesi il lavoratore può fare solo assistenza e per cambiare datore serve l’autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Il nulla osta arriva dopo la verifica dell’Ispettorato, senza silenzio-assenso.
La circolare del 1° ottobre non fissa date per questo canale: tempi e finestre vanno chiesti all’associazione o all’agenzia. In parallelo conviene guardare anche gli aiuti economici, come la Prestazione Universale per gli over 80.
Dalla domanda all’arrivo: passaggi e tempi
Nella via ordinaria si entra nel Portale Servizi ALI, si attende il codice via PEC (arriva solo se i controlli automatici con Unioncamere, Agenzia delle Entrate e AgID vanno a buon fine) e si apre il modello A-bis in quota, già in parte compilato. Si inseriscono contratto, lavoratore e alloggio, si caricano gli allegati (massimo 2 MB ciascuno) e si salva. Il 18 febbraio dalle 9:00 si invia; nell’area riservata si vede poi se la pratica è in quota o compare l’avviso “La pratica risulta al momento non in quota”.
Chi spera di avere la badante in casa a marzo resterà deluso. Dopo la ripartizione delle quote, lo Sportello unico per l’immigrazione ha fino a sessanta giorni per rilasciare il nulla osta, che va al datore e al consolato italiano. Il lavoratore chiede il visto e, a fine accertamenti, il datore deve confermare entro quindici giorni: è una delle novità che la circolare 2026 sottolinea, prima erano sette. Senza conferma il nulla osta è revocato.
Una volta in Italia, datore e lavoratore hanno quindici giorni per firmare il contratto di soggiorno (erano otto) e trasmetterlo allo Sportello unico. Il lavoratore può iniziare subito, ma allora la comunicazione di assunzione all’INPS la fa la famiglia. Sommando dieci giorni per le quote e sessanta per il nulla osta, il termine massimo per l’autorizzazione cade intorno a fine aprile 2027; poi servono i tempi del consolato, molto variabili. Secondo la circolare 2025, per lavoratori di Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka e Marocco il nulla osta non è mai automatico: servono il parere della Questura e la verifica dell’Ispettorato.
Quanto costa assumere: stipendio e contributi 2026
I numeri stanno nella tabella dei minimi retributivi 2026 del Ministero del Lavoro, in vigore dal 1° gennaio, e nella circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026. Le tabelle 2027 usciranno a inizio anno: questi conti sono un ordine di grandezza aggiornato.
| Livello | Convivente, al mese | Non convivente, all’ora |
|---|---|---|
| B (colf) | 983,16 € | 7,01 € |
| BS (assistenza a persone autosufficienti, baby sitter) | 1.053,39 € | 7,45 € |
| CS (assistenza a non autosufficienti) | 1.193,84 € | 8,30 € |
| DS (assistenza a non autosufficienti, con formazione) | 1.474,73 € + 207,69 € di indennità | 9,97 € |
Fonte: Ministero del Lavoro, minimi retributivi lavoro domestico dal 1° gennaio 2026 (tabelle A e C). Ai conviventi vitto e alloggio sono dati in natura; se mancano, l’indennità sostitutiva è di 6,66 euro al giorno.
Sui contributi c’è un dettaglio che cambia i conti: sopra le 24 ore settimanali il contributo è fisso a 1,24 euro l’ora (0,31 a carico del lavoratore). Fino a 24 ore dipende dalla paga oraria: 1,70 euro fino a 9,61 euro l’ora, 1,92 tra 9,61 e 11,70, 2,34 oltre. Così 24 ore settimanali di una colf al minimo costano 40,80 euro di contributi a settimana, 25 ore ne costano 31,00. Per i contratti a termine gli importi salgono (1,32 euro sopra le 24 ore). Si versano ogni trimestre, entro il 10 del mese successivo (aprile, luglio, ottobre e gennaio); per le altre date dell’istituto c’è il nostro calendario dei pagamenti INPS di ottobre. A stipendio e contributi si aggiungono tredicesima, ferie e TFR: le voci complete sono nella guida su quanto costa una badante nel 2026.
Tre famiglie a confronto
Sono esempi costruiti da noi, con nomi e redditi inventati; soglie e importi vengono dalle circolari e dalle tabelle citate, e ogni conto è stato rifatto due volte.
Anna, 72 anni, sola: colf non convivente per 25 ore
Anna ha un imponibile di 21.500 euro e vive sola: la soglia è 20.000, requisito rispettato. Una colf di livello B a 7,01 euro l’ora per 25 ore costa 175,25 euro a settimana, 9.113,00 euro in 52 settimane, in media 759,42 euro al mese. Oltre le 24 ore il contributo è di 1,24 euro l’ora: 31,00 euro a settimana, 1.612,00 l’anno, di cui 1.209,00 a carico di Anna e 403,00 trattenuti alla lavoratrice.
Marco e Giulia, due figli: conta il reddito del coniuge
Marco ha 19.000 euro di imponibile, Giulia 10.000. Con più conviventi la soglia è 27.000: da solo Marco non basta, ma insieme fanno 29.000 e il requisito è rispettato. Se Giulia non avesse redditi e non ci fossero parenti entro il secondo grado da sommare, la domanda non potrebbe partire. Una baby sitter di livello BS non convivente per 30 ore costa 223,50 euro a settimana (7,45 × 30), 11.622,00 euro l’anno, in media 968,50 al mese. Contributi: 37,20 euro a settimana, 1.934,40 l’anno, di cui 1.450,80 a carico della famiglia.
Giuseppe, 86 anni, non autosufficiente: badante convivente
Il medico di base certifica che le patologie di Giuseppe ne limitano l’autosufficienza: niente requisito di reddito, niente asseverazione, basta il certificato. Avendo più di 80 anni, Giuseppe rientra anche nel canale fuori quota, e la figlia può affidare la domanda a un’associazione datoriale o a un’agenzia per il lavoro senza dipendere dal click day. Una badante convivente di livello CS costa almeno 1.193,84 euro al mese più vitto e alloggio; con la tredicesima la retribuzione base annua è di 15.519,92 euro (1.193,84 × 13).
| Famiglia | Soglia | Reddito considerato | Esito |
|---|---|---|---|
| Anna, sola | 20.000 € | 21.500 € | Requisito rispettato |
| Marco e Giulia, in quattro | 27.000 € | 29.000 € (somma dei coniugi) | Requisito rispettato |
| Giuseppe, non autosufficiente | Non richiesta | Basta il certificato medico | Può usare anche il fuori quota |
Domande frequenti
Posso usare il decreto flussi per mettere in regola una badante già in Italia senza permesso?
No. Il decreto flussi riguarda lavoratori residenti all’estero, che entrano in Italia dopo nulla osta e visto. Non è una sanatoria.
Se non precompilo entro il 7 dicembre posso partecipare al click day?
No. Al click day si inviano solo le domande precompilate entro il 7 dicembre e salvate come “da inviare”; dal 9 al 13 dicembre si completano soltanto quelle già iniziate.
Una colf rumena o comunque comunitaria rientra nel decreto flussi?
No. I cittadini dell’Unione europea lavorano in Italia liberamente e si assumono con la normale comunicazione all’INPS.
Che cosa succede se la domanda risulta “non in quota”?
Resta in coda nell’ordine di arrivo. Le domande si possono inviare fino al 31 dicembre 2027, e il Ministero del Lavoro, cinquanta giorni dopo l’assegnazione, può ridistribuire le quote non usate. Se l’assistito ha più di 80 anni, una disabilità o meno di sei anni, conviene valutare in parallelo il canale fuori quota.
Quanto costa farsi seguire da un’associazione?
Né la circolare né il decreto fissano tariffe: dipende dall’organizzazione, e conviene chiedere il preventivo per iscritto prima del 23 ottobre. In cambio, se l’associazione è firmataria del protocollo con il Ministero, l’asseverazione non serve e cade il limite delle tre domande.
Fonti: circolare congiunta n. 7185 del 1° ottobre 2026 (Interno, Lavoro, Agricoltura, Turismo); circolare congiunta n. 8047 del 16 ottobre 2025; DPCM 2 ottobre 2025; art. 2 D.L. 145/2024; minimi retributivi lavoro domestico 2026 (Ministero del Lavoro); circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026. Ultimo controllo: ottobre 2026.
