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Quando vado in pensione? Il calcolatore della data di uscita 2026-2028

Quando vado in pensione? Dal 2027 la risposta cambia per quasi tutti, perché i requisiti salgono di un mese e poi, dal 2028, di tre mesi rispetto a oggi. Il calcolatore qui sotto mette in fila le date: inserisci mese e anno di nascita, i contributi che hai e il tipo di carriera, e ottieni per ogni via di uscita il mese in cui maturi i requisiti e il giorno da cui parte davvero l’assegno, finestre comprese. I requisiti sono quelli fissati dalla legge di bilancio 2026 e messi nero su bianco dall’INPS con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026.

📌 Articolo in breve
La pensione di vecchiaia richiede 67 anni fino a tutto il 2026, 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi dal 2028, sempre con 20 anni di contributi. L’anticipata ordinaria passa da 42 anni e 10 mesi (41 e 10 per le donne) a 42 e 11 nel 2027 e a 43 anni e 1 mese dal 2028, con una finestra di tre mesi prima del primo assegno. Chi ha il primo contributo dal 1996 può uscire a 64 anni (64 e 1 mese nel 2027, 64 e 3 mesi dal 2028) se l’assegno supera 1.638,72 euro. Conta l’anno in cui si maturano i requisiti: nascere a novembre o a dicembre del 1960 sposta l’uscita di tre mesi. Quota 103 e Opzione Donna non sono state prorogate, l’APE sociale vale solo per chi ha 63 anni e 5 mesi entro il 2026.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.
🗓️ Ultimo aggiornamento: settembre 2026. Requisiti della legge 199/2025 (legge di bilancio 2026) e della circolare INPS 28/2026. Le proposte per la manovra 2027 non sono ancora legge e non entrano nel calcolo.

Indice

  1. Il calcolatore della data di uscita
  2. Come usare il calcolatore
  3. I requisiti anno per anno: 2026, 2027 e 2028
  4. Come si calcola la data: anno di maturazione e finestre
  5. Sei esempi calcolati
  6. Quota 41, Quota 103, APE sociale e Opzione Donna
  7. Dopo il 2028 e la manovra 2027
  8. Cosa il calcolatore non considera
  9. Domande frequenti

Il calcolatore della data di uscita

Il modulo lavora solo sui dati che inserisci e non li invia a nessuno. Per un risultato affidabile ti serve l’estratto conto contributivo, che si scarica dal portale INPS con SPID o CIE: da lì prendi il totale di anni e mesi e la data a cui è aggiornato.

🗓️ Calcolatore: quando vado in pensione?
Regole in vigore a settembre 2026: L. 199/2025 e circolare INPS 28/2026. Nessun dato viene inviato, il calcolo avviene nel tuo browser.





ℹ️ I risultati forniti sono stime indicative basate sui dati inseriti e sui parametri vigenti alla data di pubblicazione. Per calcoli ufficiali fai riferimento all’Agenzia delle Entrate o a un professionista abilitato.

Come usare il calcolatore

I primi campi sono anagrafici. Basta mese e anno di nascita, perché i requisiti di età si maturano nel mese del compleanno e la pensione di vecchiaia parte comunque dal primo giorno del mese successivo. Il sesso serve per la pensione anticipata ordinaria, che per le donne richiede un anno di contributi in meno. Il numero di figli pesa solo in due casi: la soglia di importo dell’uscita a 64 anni, più bassa per le madri, e lo sconto contributivo dell’APE sociale.

Poi ci sono i contributi. Scrivi anni e mesi come compaiono nell’estratto conto e indica il mese a cui sono aggiornati; se lasci vuoto il campo dell’anno il calcolatore usa il mese corrente. La domanda successiva cambia molto il risultato: se continui a lavorare senza interruzioni, lo strumento aggiunge un mese di contributi per ogni mese che passa; se rispondi di no, i contributi restano fermi al valore inserito, come succede a chi ha smesso di lavorare o pensa di farlo.

Gli ultimi tre campi decidono quali strade si aprono. Chi ha anche un solo contributo prima del 1996 è nel sistema misto e non può usare l’uscita a 64 anni. Chi ha il primo contributo dal 1° gennaio 1996 in poi è nel contributivo puro: per lui l’importo stimato della pensione conta, perché decide se l’uscita a 64 anni e la vecchiaia a 67 sono accessibili. Una stima dell’importo si ottiene dal servizio “La mia pensione futura” dell’INPS oppure, in modo più grezzo, con il nostro calcolatore della pensione futura. La casella sul lavoro precoce, infine, fa comparire Quota 41.

I requisiti anno per anno: 2026, 2027 e 2028

Il meccanismo è quello introdotto dal decreto legge 78 del 2010: ogni due anni i requisiti si allineano alla speranza di vita a 65 anni calcolata dall’ISTAT. Per il biennio 2027-2028 l’aumento stabilito dal decreto direttoriale del MEF del 19 dicembre 2025 è di tre mesi. La legge 30 dicembre 2025 n. 199, all’articolo 1 comma 185, ha deciso di applicarlo “limitatamente all’anno 2027” nella misura di un mese, lasciando pieno l’aumento dal 1° gennaio 2028. Non è quindi un blocco: è un aumento in due tempi.

La tabella riassume i valori che l’INPS ha pubblicato con la circolare n. 28/2026 e che il calcolatore applica.

Via di uscita 2026 2027 Dal 2028 Decorrenza
Vecchiaia (età, con 20 anni di contributi) 67 anni 67 anni e 1 mese 67 anni e 3 mesi 1° giorno del mese dopo
Anticipata ordinaria uomini (contributi) 42 anni e 10 mesi 42 anni e 11 mesi 43 anni e 1 mese Finestra di 3 mesi
Anticipata ordinaria donne (contributi) 41 anni e 10 mesi 41 anni e 11 mesi 42 anni e 1 mese Finestra di 3 mesi
Anticipata contributiva (primo contributo dal 1996) 64 anni e 20 di contributi 64 e 1 mese, 20 anni e 1 mese 64 e 3 mesi, 20 anni e 3 mesi Finestra di 3 mesi
Vecchiaia contributiva senza soglia 71 anni 71 anni e 1 mese 71 anni e 3 mesi 1° giorno del mese dopo
Quota 41 precoci (solo categorie tutelate) 41 anni 41 anni e 1 mese 41 anni e 3 mesi Finestra di 3 mesi

Due dettagli sfuggono spesso. Il primo è che per la vecchiaia sale solo l’età, mentre i 20 anni di contributi restano fermi; nell’uscita a 64 anni, invece, crescono sia l’età sia i contributi richiesti. Il secondo riguarda le eccezioni. I commi 186 e 187 escludono dall’aumento, sia per l’età di vecchiaia sia per i contributi dell’anticipata, i dipendenti che svolgono da almeno sette anni negli ultimi dieci (o sei negli ultimi sette) una delle professioni gravose dell’allegato B della legge 205/2017 e gli addetti ai lavori usuranti, in entrambi i casi con almeno 30 anni di contributi. Per questi lavoratori i requisiti restano quelli del 2026, e il calcolatore non lo considera.

C’è poi il capitolo delle soglie di importo, che riguarda solo il contributivo puro. Per la vecchiaia a 67 anni l’assegno deve essere almeno pari all’assegno sociale, che nel 2026 vale 546,24 euro al mese secondo la circolare INPS 153/2025. Per l’uscita a 64 anni serve il triplo, cioè 1.638,72 euro, che scende a 2,8 volte (1.529,47 euro) per le donne con un figlio e a 2,6 volte (1.420,22 euro) con due o più figli. La legge di bilancio 2026, al comma 195, ha anche cancellato la possibilità introdotta un anno prima di sommare la rendita del fondo pensione per raggiungere quella soglia.

Come si calcola la data: anno di maturazione e finestre

La regola che governa tutto il calcolo è semplice da enunciare e scomoda da applicare: vale il requisito dell’anno in cui lo raggiungi. Non conta l’anno in cui presenti la domanda né quello in cui ricevi il primo assegno. Per questo il calcolatore non si limita a sommare 67 anni alla data di nascita, ma controlla mese per mese se età e contributi bastano secondo le regole di quell’anno.

Il caso di chi compie gli anni a fine 2027 mostra perché. Un uomo nato a dicembre 1960 compie 67 anni e 1 mese a gennaio 2028, ma a quel punto il requisito è già diventato 67 anni e 3 mesi: la sua pensione di vecchiaia arriva a marzo 2028, con decorrenza dal 1° aprile. Uno nato un mese prima, a novembre 1960, raggiunge i 67 anni e 1 mese a dicembre 2027, quando la regola è ancora quella del 2027, e prende il primo assegno dal 1° gennaio 2028. Un mese di differenza all’anagrafe, tre mesi di differenza in uscita.

Una volta trovato il mese di maturazione, si aggiunge l’attesa prevista per ciascuna uscita. Per la vecchiaia, nei fondi dei lavoratori privati la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo. Per l’anticipata ordinaria l’articolo 15 del decreto legge 4/2019 prevede che il trattamento decorra “trascorsi tre mesi” dalla maturazione, e la stessa finestra vale per i precoci e per l’anticipata contributiva. L’INPS, nella circolare 11/2019, fa l’esempio di un iscritto al fondo dei dipendenti privati che matura i requisiti il 20 febbraio e va in pensione dal 1° giugno, mentre per un dipendente pubblico la decorrenza è il 21 maggio. Il calcolatore usa la regola dei privati: requisito maturato in un certo mese, pensione dal primo giorno del quarto mese successivo.

Per i contributi il ragionamento è parallelo. Se a settembre 2026 hai 42 anni esatti e continui a lavorare, raggiungi i 42 anni e 10 mesi a luglio 2027: troppo tardi, perché nel 2027 ne servono 42 e 11, che arrivano ad agosto. La pensione parte allora dal 1° dicembre 2027.

Sei esempi calcolati

Tutti gli esempi sono stati ottenuti con il calcolatore di questa pagina, con contributi aggiornati a settembre 2026.

Giorgio, nato a dicembre 1959, 20 anni di contributi, non lavora più. Compie 67 anni a dicembre 2026, quando vale ancora il requisito pieno di 67 anni: pensione di vecchiaia dal 1° gennaio 2027. L’anticipata per lui non esiste. Suo cugino Paolo, nato a gennaio 1960 con gli stessi contributi, compie 67 anni nel 2027 e deve aspettare i 67 anni e 1 mese: matura a febbraio 2027 e riceve il primo assegno dal 1° marzo 2027.

Anna, nata a marzo 1966, 40 anni di contributi, continua a lavorare. Le servirebbero 41 anni e 10 mesi, ma li raggiungerebbe nel 2028, quando il requisito per le donne è 42 anni e 1 mese. Li matura a ottobre 2028 e con la finestra esce dal 1° febbraio 2029. La vecchiaia arriverebbe molto dopo, dal 1° luglio 2033 con le regole attuali, oppure dal 1° aprile 2034 se dal 2029 gli aumenti fossero quelli massimi consentiti.

Marco, nato a marzo 1970, contributivo puro con 30 anni di contributi e un assegno stimato di 1.800 euro. Supera la soglia di 1.638,72 euro, quindi può usare l’uscita a 64 anni: ci arriva a giugno 2034, quando con le regole del 2028 servono 64 anni e 3 mesi, e la pensione parte dal 1° ottobre 2034. Con un assegno di 1.500 euro questa strada si chiuderebbe e resterebbe la vecchiaia, dal 1° luglio 2037. L’anticipata ordinaria, a 43 anni e 1 mese di contributi, arriverebbe solo dal 1° febbraio 2040.

Luca, nato a maggio 1968, precoce con 40 anni di contributi. Se rientra in una categoria tutelata raggiunge i 41 anni e 1 mese richiesti nel 2027 a ottobre 2027 ed esce con Quota 41 dal 1° febbraio 2028. Se invece non è disoccupato, invalido, caregiver o addetto a mansioni gravose, per lui vale l’anticipata ordinaria: 43 anni e 1 mese a ottobre 2029, pensione dal 1° febbraio 2030. Qui la differenza tra avere o no i requisiti soggettivi vale due anni.

Franco, nato a giugno 1962, 42 anni di contributi, sistema misto. Con l’anticipata ordinaria esce dal 1° dicembre 2027, come visto sopra. Il calcolatore però gli segnala un’altra cosa: a settembre 2025 aveva già 63 anni e 41 anni di contributi, cioè i requisiti di Quota 103 entro il 31 dicembre 2025. Quel diritto resta anche se la misura non è stata prorogata, e gli permetterebbe di uscire già dal 1° maggio 2026, dopo la finestra di sette mesi, accettando però un assegno calcolato tutto con il contributivo e limitato a quattro volte il minimo fino ai 67 anni.

Il caso limite di fine 2026. Un uomo nato a giugno 1964 con 42 anni e 7 mesi a settembre 2026 arriva a 42 anni e 10 mesi a dicembre 2026, ultimo mese con il vecchio requisito. Matura il diritto nel 2026 e la pensione parte dal 1° aprile 2027: la finestra cade nel nuovo anno, ma non gli viene chiesto il mese in più, perché conta la data di maturazione.

Profilo Via Requisiti maturati Primo assegno
Uomo, dicembre 1959, 20 anni Vecchiaia dicembre 2026 1° gennaio 2027
Uomo, gennaio 1960, 20 anni Vecchiaia febbraio 2027 1° marzo 2027
Donna, marzo 1966, 40 anni Anticipata ottobre 2028 1° febbraio 2029
Uomo, marzo 1970, contributivo, 1.800 € Contributiva a 64 anni giugno 2034 1° ottobre 2034
Uomo, maggio 1968, precoce, 40 anni Quota 41 (se categoria tutelata) ottobre 2027 1° febbraio 2028
Uomo, giugno 1962, 42 anni Anticipata agosto 2027 1° dicembre 2027
Uomo, novembre 1960, 30 anni Vecchiaia dicembre 2027 1° gennaio 2028
Uomo, dicembre 1960, 30 anni Vecchiaia marzo 2028 1° aprile 2028

Quota 41, Quota 103, APE sociale e Opzione Donna

Queste uscite il calcolatore le tratta a parte, e il motivo è sempre lo stesso: dipendono da condizioni che un modulo non può verificare. Quota 41 è strutturale, ma richiede di aver lavorato almeno 12 mesi prima dei 19 anni e di trovarsi, al momento della domanda, in una delle quattro categorie tutelate: disoccupati che hanno esaurito la NASpI, caregiver di un familiare con handicap grave, invalidi almeno al 74% e addetti a lavori gravosi. Dal 2027 anche il suo requisito segue la speranza di vita, con un’eccezione scritta nel comma 188 della legge di bilancio: per i gravosi restano 41 anni tondi. Requisiti e categorie sono spiegati nella nostra guida a Quota 41 per i lavoratori precoci.

Quota 103 e Opzione Donna, invece, non ci sono più per chi matura i requisiti oggi. La legge 199/2025 non le ha rinnovate e l’INPS lo ha confermato con la circolare 19/2026. Resta però la cristallizzazione del diritto: chi aveva 62 anni e 41 di contributi entro il 31 dicembre 2025 può ancora andare con Quota 103, e le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2024 avevano 35 anni di contributi, l’età richiesta e una delle condizioni previste possono ancora chiedere Opzione Donna. Il calcolatore fa questo controllo sui requisiti di età e contributi e lo segnala nel riquadro giallo.

L’APE sociale è stata prorogata dal comma 162 fino al 31 dicembre 2026, per chi compie 63 anni e 5 mesi entro quella data. Non è una pensione ma un’indennità fino a 1.500 euro lordi al mese che accompagna alla vecchiaia, riservata anch’essa a categorie precise e con domande di verifica da presentare entro il 30 novembre, come raccontiamo nell’articolo sull’ultima finestra dell’APE sociale 2026. Per il 2027 servirebbe una nuova proroga, che al momento non esiste.

C’è infine un incentivo che interessa chi ha già i numeri per uscire: il comma 194 estende il cosiddetto bonus Giorgetti ai dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti dell’anticipata ordinaria e scelgono di restare al lavoro, incassando in busta paga la quota di contributi a proprio carico. I dettagli sono nella guida al bonus Giorgetti 2026.

📝 Nota della redazione: a dicembre 2025, durante l’esame della manovra, varie testate hanno riportato un emendamento che avrebbe allungato la finestra dell’anticipata ordinaria a quattro, cinque e poi sei mesi a partire dal 2032. Molte guide lo citano ancora come regola in arrivo. Abbiamo controllato il testo della legge 199/2025 pubblicato in Gazzetta Ufficiale: nei commi dedicati alle pensioni (da 185 a 197) quella norma non c’è, e la finestra resta di tre mesi. Allo stesso modo non esiste nessuna proroga di Quota 103 per il 2026, anche se diverse pagine continuano a presentarla come disponibile.

Dopo il 2028 e la manovra 2027

I requisiti del 2028 non sono definitivi. L’adeguamento è biennale e il prossimo, per il biennio 2029-2030, sarà fissato da un nuovo decreto sulla base dei dati ISTAT. Oggi nessuno può dire con certezza di quanto saliranno età e contributi. Una regola però c’è: dal 2021 ogni aggiornamento biennale non può superare i tre mesi, e se la speranza di vita cala l’adeguamento semplicemente non scatta.

Il calcolatore gestisce questa incertezza in due modi. Il risultato principale tiene fermi i requisiti del 2028 anche per gli anni successivi, perché è l’unico scenario scritto nelle norme vigenti. Quando la data di uscita cade dal 2029 in poi, compare una seconda riga in arancione con la data che otterresti nel caso peggiore, cioè con tre mesi in più a ogni biennio. Per un cinquantenne di oggi la forbice tra le due righe arriva facilmente a un anno: vale la pena guardarle entrambe.

Restano fuori dal calcolo tutte le ipotesi della legge di bilancio 2027. La proposta del sottosegretario Durigon di aprire l’uscita a 64 anni anche al sistema misto, con il ricalcolo contributivo, è descritta nel nostro articolo sulla pensione a 64 anni per il sistema misto; il blocco dell’aumento dell’età, di cui si discute da mesi, è ricostruito nell’analisi su l’età della pensione nel 2027 e nel 2028. Finché non sono approvate dal Parlamento e pubblicate in Gazzetta, non cambiano la tua data.

Cosa il calcolatore non considera

La semplificazione più grande riguarda i contributi. Lo strumento conta un mese di contribuzione per ogni mese di lavoro, cosa vera per un dipendente a tempo pieno ma non sempre per chi ha un part time verticale, periodi di cassa integrazione, lavoro all’estero o versamenti in casse diverse da ricongiungere o cumulare. Per l’anticipata ordinaria, inoltre, nei fondi dei dipendenti privati servono almeno 35 anni di contributi al netto di malattia e disoccupazione indennizzata, e per l’uscita a 64 anni contano solo i contributi effettivi: sono verifiche che si fanno sull’estratto conto, non su un totale.

Non sono considerate le regole speciali di alcune categorie: lavoratori gravosi e usuranti esclusi dall’aumento, forze armate e di polizia, personale della scuola con le sue decorrenze a settembre, iscritti alle casse dei professionisti. Anche le deroghe per chi aveva 15 anni di contributi entro il 1992 o l’opzione per il calcolo contributivo non entrano nel conto. Chi è in uno di questi casi deve partire dalla consulenza di un patronato.

Poi ci sono le leve che possono anticipare la data. Il riscatto della laurea aggiunge anni di contributi e può avvicinare l’anticipata ordinaria, con costi che abbiamo calcolato nell’articolo sul riscatto della laurea agevolato. I versamenti volontari coprono i buchi di chi ha smesso di lavorare prima dei 20 anni di contributi, e ne parliamo nella guida ai contributi volontari INPS. Per simularne l’effetto basta aumentare i contributi inseriti o rispondere “sì” alla domanda sul lavoro.

Infine, il calcolatore dice quando puoi uscire, non quanto prenderai. Uscire prima, soprattutto nel contributivo, significa quasi sempre un assegno più basso, perché i coefficienti di trasformazione crescono con l’età. E per i dipendenti la pensione decorre solo se il rapporto di lavoro è cessato: la domanda va preparata qualche mese prima della data trovata, tenendo conto del preavviso.

Domande frequenti

Se compio 67 anni nel 2027, a quanti anni vado in pensione?

A 67 anni e 1 mese, se li raggiungi entro dicembre 2027. Se sei nato a dicembre 1960, però, i 67 anni e 1 mese cadono a gennaio 2028, quando il requisito è già 67 anni e 3 mesi: in quel caso esci a marzo 2028, con decorrenza dal 1° aprile.

Chi matura i requisiti nel 2026 ma va in pensione nel 2027 deve aspettare il mese in più?

No. Conta la data in cui raggiungi età e contributi, non quella della domanda o del primo assegno. Chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2026 può uscire anche dopo con le regole del 2026, e la finestra di tre mesi può tranquillamente cadere nel 2027.

La finestra di tre mesi vale anche per la pensione di vecchiaia?

No. Per la vecchiaia la pensione dei lavoratori privati parte dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si compie l’età richiesta. La finestra di tre mesi riguarda l’anticipata ordinaria, Quota 41 e l’uscita a 64 anni del contributivo.

Con 20 anni di contributi posso andare in pensione a 64 anni?

Solo se il primo contributo è dal 1° gennaio 1996 e l’assegno raggiunge almeno 1.638,72 euro lordi al mese, soglia ridotta per le madri. Dal 2027 poi servono 20 anni e 1 mese di contributi e 64 anni e 1 mese di età, dal 2028 20 anni e 3 mesi e 64 anni e 3 mesi.

Quota 103 esiste ancora nel 2026?

Non per chi matura i requisiti adesso: la legge di bilancio 2026 non l’ha prorogata. Chi aveva almeno 62 anni e 41 di contributi entro il 31 dicembre 2025 conserva però il diritto e può presentare domanda anche oggi.

Dove trovo i contributi da inserire nel calcolatore?

Nell’estratto conto contributivo, sul portale INPS con SPID, CIE o CNS. Controlla che non manchino periodi: un anno non accreditato sposta la data di uscita di un anno intero, e le segnalazioni di rettifica richiedono tempo.

Il calcolo è valido anche per i dipendenti pubblici?

Per i requisiti sì, perché età e contributi sono gli stessi. Cambia di pochi giorni la decorrenza dopo la finestra, che nel pubblico parte dal giorno successivo alla sua scadenza e non dal primo del mese, mentre il personale della scuola esce di norma dal 1° settembre.

E se la manovra 2027 blocca l’aumento dell’età?

In quel caso le date di chi matura i requisiti nel 2027 e nel 2028 tornerebbero indietro di uno o tre mesi. Oggi però è solo un’ipotesi, e il calcolatore applica le norme in vigore: lo aggiorneremo se il Parlamento approverà modifiche.

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