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Riforma del Codice della Strada: patente a 17 anni e multe a 10 euro per km/h

🔄 Aggiornamento ottobre 2026
Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo che introduce il nuovo Codice della strada, in attuazione della delega dell’articolo 35 della legge 177/2024. Il comunicato ufficiale non cita la patente a 17 anni e non indica importi delle multe; annuncia invece il rinnovo decennale della patente fino a 65 anni, la notifica dei verbali da accertamento a distanza in 45 giorni e sanzioni per la velocità che crescono per ogni km/h oltre il limite. Il testo non è ancora in vigore. Cosa prevede e quali sono i prossimi passaggi è spiegato nel nostro articolo sul nuovo Codice della strada approvato dal Consiglio dei ministri. Quello che segue descrive la bozza messa in consultazione in estate.

La riforma del Codice della Strada allo studio del Ministero delle Infrastrutture contiene la patente a 17 anni, un sistema di multe proporzionale ai chilometri orari di troppo e il sorpasso a destra in autostrada. Prima di riorganizzare le proprie abitudini di guida conviene però tenere a mente una cosa che nei titoli non compare quasi mai: non è in vigore niente. Il Parlamento ha già delegato il Governo a riscrivere il Codice con la legge 177 del 2024: quella che circolava in estate era la bozza del decreto legislativo, e tra una bozza e una regola applicabile su strada passano mesi di pareri e passaggi formali.

📌 Articolo in breve
Il MIT ha chiuso a metà settembre 2026 la consultazione pubblica sulla bozza di riforma e punta a definire il testo entro il 14 ottobre. Le ipotesi principali sono la guida accompagnata dai 17 anni, la sostituzione dei quattro scaglioni sulla velocità con una progressione lineare intorno ai 10 euro per chilometro orario eccedente, la circolazione per file parallele in autostrada, il casco obbligatorio per alcune categorie di biciclette e una stretta pesante su chi circola senza assicurazione. Nessuna di queste misure è applicabile oggi.
⚠️ Attenzione: tutto ciò che segue descrive una proposta in fase di consultazione, non norme vigenti. Fino all’approvazione definitiva del decreto legislativo, alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e all’entrata in vigore restano in vigore le regole e le sanzioni attuali. Nessun contenuto di questo articolo può essere usato come riferimento per un ricorso o per stabilire cosa sia consentito su strada oggi.

Indice

  1. Che cos’è questa riforma e a che punto siamo
  2. La patente a 17 anni
  3. Multe proporzionali: come cambierebbe il conto
  4. File parallele, moto e corsia di emergenza
  5. Biciclette, caschi e targhe
  6. La stretta su chi guida senza assicurazione
  7. Quando potrebbe entrare in vigore davvero
  8. Domande frequenti

Che cos’è questa riforma e a che punto siamo

Qui serve una premessa che evita metà della confusione in circolazione. Il Codice della Strada è già stato modificato di recente, con il pacchetto entrato in vigore alla fine del 2024 che ha inasprito le regole su alcol, telefono alla guida e monopattini: quelle norme sono operative e le abbiamo raccontate parlando di nuove multe, limiti e conseguenze sulla patente. Quella di cui si parla adesso è un’altra cosa: una riscrittura organica del Codice, molto più ampia, che il Ministero ha messo in consultazione pubblica nell’estate 2026.

La consultazione, rivolta ad associazioni e operatori del settore, si è chiusa il 13 settembre. Il termine da rispettare era il 14 ottobre 2026, scadenza della delega concessa al Governo dall’articolo 35 della legge 177/2024 (allungata a ventidue mesi dalla legge 171/2026). Il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema in esame preliminare il 13 ottobre: ora servono i pareri di Consiglio di Stato, Conferenza unificata e commissioni parlamentari prima dell’approvazione definitiva, e fino ad allora su strada non cambia nulla.

La patente a 17 anni

È la misura che ha catturato più attenzione. L’ipotesi è consentire il conseguimento della patente B a 17 anni, con obbligo di guidare accompagnati da un tutore adulto fino al compimento della maggiore età. Per chi ha già una patente A1 o B1 le esercitazioni potrebbero iniziare a 16 anni.

C’è poi un capitolo meno raccontato e destinato al mondo del lavoro: a 17 anni si potrebbero guidare veicoli commerciali e autocarri senza rimorchio, a condizione di possedere la carta di qualificazione del conducente o di essere iscritti a percorsi formativi dedicati. Dietro questa apertura c’è un problema concreto del settore, la carenza cronica di autisti professionali, che in Italia si somma all’età media elevata della categoria.

Va detto che la guida accompagnata non è un’invenzione italiana né una novità assoluta: esiste già nell’ordinamento in forma limitata, e in diversi Paesi europei rappresenta la norma. Il punto discusso non è il principio ma il perimetro, cioè quanti chilometri e in quali condizioni un diciassettenne possa guidare prima di ottenere la patente piena.

Multe proporzionali: come cambierebbe il conto

Oggi le sanzioni per eccesso di velocità funzionano a scaglioni: quattro fasce, ciascuna con un minimo e un massimo, aggiornate ogni due anni in base all’inflazione. Il salto tra una fascia e l’altra produce l’effetto che tutti conoscono, per cui un chilometro orario in più può far raddoppiare l’importo perché fa scattare lo scaglione successivo.

La bozza propone di sostituire quel meccanismo con una progressione lineare, indicata intorno ai 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite. In parallelo si prevede una semplificazione drastica dell’impianto sanzionatorio, che passerebbe da oltre ottanta casistiche a una ventina di fasce, e il congelamento degli adeguamenti ISTAT che ogni biennio ritoccano gli importi verso l’alto.

Attenzione a leggere questa parte con prudenza. Sui piccoli sforamenti la linearità produrrebbe importi confrontabili con quelli odierni, mentre sulle violazioni molto gravi — oltre i sessanta chilometri orari in più — l’attuale scaglione arriva a cifre di gran lunga superiori a quello che darebbe una semplice moltiplicazione. La bozza non chiarisce se siano previsti minimi, massimi o coefficienti aggiuntivi per le fasce alte, e finché quel dettaglio non c’è qualsiasi confronto numerico è un esercizio provvisorio. Restano comunque, in ogni ipotesi, le sanzioni accessorie: decurtazione dei punti e sospensione della patente, che sul lungo periodo pesano più della somma da pagare, come si capisce guardando il meccanismo di decurtazione e recupero dei punti.

Due modifiche procedurali rischiano di incidere più della tariffa. La prima è il taglio del termine di notifica per i verbali da rilevamento automatico: la bozza estiva parlava di trenta giorni, mentre lo schema approvato dal Consiglio dei ministri, secondo il comunicato ufficiale, lo porta da novanta a quarantacinque giorni. La seconda è la notifica digitale attraverso la piattaforma pubblica SEND. Insieme, cambierebbero il tempo che intercorre tra l’infrazione e la contestazione, che oggi è uno dei terreni più battuti nei ricorsi — argomento che si intreccia con lo stato di irregolarità di buona parte degli apparecchi, di cui abbiamo scritto parlando del registro nazionale degli autovelox.

Aspetto Oggi Nella bozza
Sanzione per velocità Quattro scaglioni con minimo e massimo Progressione lineare, circa 10 € per km/h
Numero di casistiche Oltre 80 Circa 21 fasce
Aggiornamento ISTAT Ogni due anni Congelato
Notifica da autovelox 90 giorni 30 giorni, via piattaforma SEND (nello schema approvato il 13/10: 45 giorni)
Destinazione degli incassi Riparto attuale tra enti 70% all’ente proprietario della strada, vincolato a manutenzione e sicurezza

File parallele, moto e corsia di emergenza

La bozza introduce la circolazione per file parallele, che è il modo tecnico per dire che si potrebbe superare sulla destra chi occupa indebitamente la corsia centrale o di sinistra, restando però nella propria corsia. Non è quindi un via libera al sorpasso a destra come manovra: è il riconoscimento di una situazione di traffico in cui le file procedono a velocità diverse.

Per i motociclisti si prevede la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in caso di incidenti o rallentamenti gravi, con priorità sempre garantita ai mezzi di soccorso, e l’obbligo di installare sulle barriere i dispositivi salva-motociclista, quelli che impediscono l’impatto diretto contro i montanti del guardrail. Quest’ultima è probabilmente la misura con il rapporto più alto tra vite salvate e attenzione mediatica ricevuta: ne parla quasi nessuno.

Biciclette, caschi e targhe

Il testo distingue tra biciclette a pedalata assistita e cicli a propulsione, cioè quelli che avanzano anche senza pedalare. Per questi ultimi si prevedono casco obbligatorio e contrassegno identificativo, di fatto una targa. È una distinzione tecnica che sfugge a molti proprietari: la stessa e-bike può ricadere in una categoria o nell’altra a seconda di come è configurata l’assistenza del motore.

Sul fronte disabilità, i Comuni sarebbero obbligati ad aderire al registro unico del contrassegno europeo, con una sanzione insolita e piuttosto efficace in caso di inadempienza: il blocco delle telecamere delle ZTL. È il tipo di previsione che tende a essere rispettata, perché tocca direttamente gli incassi comunali.

La stretta su chi guida senza assicurazione

Il capitolo più duro riguarda la circolazione senza copertura RC auto. La bozza prevede un divieto di marcia digitale con comunicazione al proprietario, il sequestro immediato al primo controllo, sanzioni raddoppiate e la decurtazione portata da cinque a sette punti.

Il senso della misura si capisce guardando i numeri del fenomeno: la mancata copertura scarica il costo dei sinistri sul Fondo di garanzia per le vittime della strada, cioè in ultima istanza su tutti gli altri assicurati, attraverso una componente del premio. È uno dei motivi per cui in Italia la RC auto costa mediamente più che in altri Paesi europei, insieme alla frequenza dei sinistri e al contenzioso sui danni alla persona.

Quando potrebbe entrare in vigore davvero

Questa è la domanda che conta e la risposta onesta è: non prima di un tempo lungo. La delega esiste già: è l’articolo 35 della legge 177/2024. Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo; ora servono i pareri di Consiglio di Stato e Conferenza unificata (30 giorni) e delle commissioni parlamentari (90 giorni), poi l’approvazione definitiva. Con la proroga di 150 giorni prevista dalla stessa legge, il termine per adottare il decreto si sposta a metà marzo 2027, e l’applicazione concreta delle singole misure dipenderà dalle norme transitorie e dai regolamenti successivi.

Nel frattempo l’unica cosa da fare è ignorare i titoli che usano il presente indicativo. Gli aggiornamenti sull’iter arrivano dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dai comunicati del Consiglio dei ministri, mentre il testo del Codice oggi in vigore, aggiornato e coordinato, è consultabile sul sito dell’ACI. Chi guida in questa stagione ha semmai un adempimento reale e imminente di cui occuparsi, e riguarda gli pneumatici invernali e le date in cui l’obbligo vale davvero.

Domande frequenti

Mio figlio ha 17 anni: può già guidare accompagnato?

No. La patente a 17 anni era un’ipotesi della bozza estiva e il comunicato del Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2026 non la cita tra le novità del nuovo codice. Resta applicabile solo la guida accompagnata già prevista dall’ordinamento vigente, con i suoi requisiti e i suoi limiti, che sono più stretti di quelli ipotizzati nella bozza.

Le multe diventeranno più leggere?

Non necessariamente. La progressione lineare cambia la forma della curva, non automaticamente il livello: sui piccoli sforamenti gli importi sarebbero simili agli attuali, mentre per le fasce alte manca ancora il dettaglio su eventuali minimi e massimi. Le sanzioni accessorie, che spesso pesano di più della somma, restano in ogni caso.

Il sorpasso a destra diventerà legale?

Nella formulazione della bozza si tratta di circolazione per file parallele, cioè della possibilità di procedere più velocemente della fila accanto restando nella propria corsia. Non equivale a un sorpasso a destra con cambio di corsia, che resterebbe vietato.

Dovrò mettere la targa alla mia bici elettrica?

Dipenderebbe dalla categoria del mezzo. L’obbligo di casco e contrassegno è previsto per i cicli a propulsione, non per le biciclette a pedalata assistita che rispettano i limiti di potenza e velocità della normativa europea. Il primo passo, quando e se la norma arriverà, sarà verificare come è classificato il proprio mezzo sul libretto o sulla scheda tecnica.

Le regole del 2024 su alcol e cellulare restano?

Sì, sono in vigore e continuano ad applicarsi. La riforma in discussione riscriverebbe l’impianto complessivo del Codice, ma finché non è approvata quelle norme restano il riferimento.

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