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GPT-6 Astra: chi può usarlo in Italia, quanto costa e cosa sa fare

GPT-6 Astra è il nuovo modello di OpenAI, presentato giovedì 3 settembre 2026 e definito dal presidente Greg Brockman un “salto generazionale”, con un accenno esplicito all’intelligenza artificiale generale. Chi apre ChatGPT in Italia, però, nella maggior parte dei casi non lo trova: non è disponibile nel piano gratuito e con l’abbonamento Plus non compare nella chat classica. Qui mettiamo in ordine chi può usarlo davvero, quanto costa, cosa sa fare secondo i test pubblicati e cosa dice il documento di sicurezza che OpenAI ha dovuto pubblicare insieme al lancio.

📌 Articolo in breve
GPT-6 Astra è disponibile dal 4 settembre per i piani Pro, Enterprise e Business Premium e sulle API, e dalla notte successiva anche per Plus e Business, ma per Plus solo negli ambienti Work e Codex, non nella chat. Free e Go sono esclusi, senza una data annunciata. Le API costano 10 dollari per milione di token in ingresso e 50 in uscita. È il primo modello OpenAI classificato a livello “Critical” per le capacità di sicurezza informatica: per questo rifiuta di scrivere exploit a chi non fa parte di un programma verificato.
ℹ️ Ultimo aggiornamento: settembre 2026. Dati dalla system card di OpenAI (aggiornata il 9 settembre), dalla documentazione ufficiale delle API e dai risultati pubblicati da Epoch AI e ARC Prize.

Indice

  1. Cos’è GPT-6 Astra e perché se ne parla
  2. Chi può usarlo in Italia: piano per piano
  3. Quanto costa: abbonamenti e API
  4. Cosa sa fare: i numeri dei test
  5. Il livello “Critical” e perché rifiuta certe richieste
  6. Le preoccupazioni degli esperti
  7. Conviene cambiare abbonamento?
  8. Domande frequenti

Cos’è GPT-6 Astra e perché se ne parla

Astra è il modello più capace che OpenAI abbia mai reso disponibile al pubblico, e segue di pochi mesi la famiglia GPT-5.6, divisa in Sol, Terra e Luna, che abbiamo raccontato nell’articolo su GPT-5.6. Il lancio era stato preparato con un’operazione mediatica insolita: a inizio agosto OpenAI aveva pubblicato le soluzioni di dieci problemi matematici aperti da almeno dieci anni, con un manoscritto di 249 pagine e le dimostrazioni verificate con il software Lean. Nessuna di quelle dimostrazioni, al momento, è ancora passata da una revisione paritaria.

La presentazione del 3 settembre è stata seguita da un rilascio disordinato. Il primo giorno l’accesso era riservato alle organizzazioni del programma di accesso fidato per la sicurezza informatica; il 4 settembre Sam Altman ha scritto su X “sorry for the messy rollout”, scusandosi per il caos, e nella stessa giornata il modello è arrivato ai piani Pro, Enterprise e Business Premium e agli sviluppatori. Plus e Business lo hanno ricevuto nella notte tra il 4 e il 5 settembre, ora italiana.

Sul funzionamento interno OpenAI dice poco. Secondo una fonte anonima citata dalla testata americana The Information, Astra userebbe una tecnica chiamata “recurrent depth”, in cui il modello rielabora più volte le informazioni al proprio interno prima di rispondere. OpenAI non ha né confermato né smentito, e la parola non compare nella documentazione ufficiale. È un dettaglio tecnico che però pesa sul dibattito sulla sicurezza, come vedremo.

Chi può usarlo in Italia: piano per piano

Il punto che crea più confusione, anche sul forum ufficiale di OpenAI, riguarda gli abbonati Plus. Astra per loro è disponibile solo in Work e Codex, gli ambienti di ChatGPT pensati per compiti lunghi e per la programmazione. Nella chat classica il modello di riferimento resta GPT-5.6 Sol, mentre chi ha Pro, Business o Enterprise trova in chat anche GPT-6 Pro. Chi apre il selettore dei modelli e non vede Astra, quindi, non ha un problema di account: è la configurazione prevista.

Piano Prezzo GPT-6 Astra Note
Free 0 € No Nessuna data annunciata
Go 8 €/mese No Non ha nemmeno GPT-5.6 Sol
Plus 23 €/mese Sì, solo in Work e Codex Da circa 5 a 45 messaggi ogni 5 ore
Pro 100 o 200 $/mese Sì, più GPT-6 Pro in chat Limiti 5 o 20 volte superiori a Plus
Business da 20-25 $ a utente Sì, in Work e Codex; GPT-6 Pro in chat IVA esclusa
Enterprise ed Edu Su contratto Disattivato di default Lo attiva l’amministratore

Fonti: pagina prezzi di learn.chatgpt.com, documentazione OpenAI e, per i prezzi in euro di Plus e Go, i listini riportati dalla stampa italiana. I limiti di messaggi sono una forbice perché dipendono dalla complessità dei compiti: un’attività lunga in Codex consuma molto più di una domanda breve. Oltre ai limiti ogni cinque ore possono scattare anche limiti settimanali.

Non risultano blocchi per gli utenti italiani o europei: chi ha il piano giusto vede Astra come negli Stati Uniti. Le voci su un arrivo in Europa “con settimane di ritardo” non trovano conferma. L’unica differenza documentata riguarda le aziende che usano le API con la residenza dei dati in Europa: per loro la modalità veloce non è disponibile.

Astra si usa anche fuori da ChatGPT. È su GitHub Copilot dal 4 settembre per i piani a pagamento superiori, su Microsoft Copilot e Copilot Studio, su Microsoft Foundry e, dall’8 settembre, su Amazon Bedrock. Per chi usa Copilot in ufficio può essere la strada più semplice per provarlo senza cambiare abbonamento.

Quanto costa: abbonamenti e API

Per l’utente privato il conto è semplice. Con Plus, a 23 euro al mese, Astra è incluso nella quota di utilizzo e non si paga nulla in più, con i limiti visti sopra. Chi vuole usarlo in modo intensivo, o averlo anche in chat con GPT-6 Pro, deve salire a Pro, che parte da 100 dollari al mese. Il salto di prezzo è di oltre quattro volte, e ha senso solo per chi lavora ogni giorno con compiti lunghi, come programmazione, analisi di documenti corposi o ricerca.

Per sviluppatori e aziende i prezzi delle API sono pubblicati nella scheda ufficiale del modello. Il costo standard è di 10 dollari per milione di token in ingresso e 50 dollari in uscita, con l’input già in cache a 1 dollaro. Oltre i 272.000 token di ingresso in una singola richiesta, l’input costa il doppio e l’output una volta e mezza. Le elaborazioni in blocco (Batch e Flex) costano la metà, la modalità Fast il doppio: 20 e 100 dollari.

Voce API GPT-6 Astra
Input standard 10 $ per milione di token
Output standard 50 $ per milione di token
Input in cache 1 $ per milione di token
Modalità Fast 20 $ input, 100 $ output
Batch e Flex Metà del prezzo standard
Contesto massimo 1.050.000 token, di cui fino a 922.000 in input
Output massimo 128.000 token
Conoscenze aggiornate al 30 aprile 2026

Per dare un ordine di grandezza: GPT-5.6 Sol costa 4 dollari in ingresso e 20 in uscita, quindi Astra costa due volte e mezza tanto. Un documento di cento pagine, circa 50.000 token, analizzato con una risposta di 2.000 token costa intorno ai 60 centesimi di dollaro con Astra, contro 24 con Sol. Su un uso occasionale la differenza è irrilevante, su migliaia di richieste al giorno decide il bilancio di un progetto.

Cosa sa fare: i numeri dei test

I risultati più solidi sono quelli misurati da enti esterni a OpenAI. Su FrontierMath Tier 4, la raccolta di problemi matematici più difficile curata da Epoch AI, Astra risolve il 97,6% dei problemi contro l’82,9% di GPT-5.6 Sol. Sulle domande scientifiche di livello dottorale di GPQA Diamond arriva al 95,8%. Sono miglioramenti netti, ma su test dove il modello precedente era già molto alto.

Test GPT-6 Astra GPT-5.6 Sol Chi lo misura
FrontierMath Tier 4 97,6% 82,9% Epoch AI
FrontierMath Tier 1-3 93,7% 89,1% Epoch AI
GPQA Diamond 95,8% 93,5% Epoch AI
ARC-AGI-3 (configurazione standard) 62,7% ARC Prize
SRE-Bench (gestione di sistemi) 99,2% 68,7% OpenAI
HealthBench Professional 63,4 60,5 OpenAI

Il test che ha fatto più rumore è ARC-AGI-3, pensato proprio per misurare il ragionamento su problemi mai visti. Nei titoli è circolato un 99,9%, ma quel risultato è stato ottenuto con un’interfaccia fornita da OpenAI stessa; con la configurazione standard dell’ARC Prize Astra si ferma al 62,7%, spendendo circa 26.000 dollari di calcolo. Gli stessi organizzatori precisano sul loro blog che il risultato non dimostra un’intelligenza generale. Anche il 100% su ExploitBench, un test di sicurezza informatica, va letto con cautela: nella system card OpenAI ammette che i dati del test potrebbero essere finiti nell’addestramento.

Il miglioramento che un utente medio nota davvero è un altro: la capacità di portare avanti compiti lunghi senza perdere il filo, grazie a un contesto da oltre un milione di token. È lo stesso tipo di lavoro che abbiamo descritto parlando della modalità agente di ChatGPT, e spiega perché OpenAI abbia messo Astra in Work e Codex prima che nella chat.

Il livello “Critical” e perché rifiuta certe richieste

OpenAI valuta i propri modelli con un sistema interno, il Preparedness Framework, che assegna un livello di rischio per area. Astra è il primo modello distribuito al pubblico a raggiungere il livello Critical nella sicurezza informatica. Nella system card l’azienda scrive che, con gli strumenti e gli accessi giusti, il modello è in grado di trovare falle di sicurezza sconosciute e di sviluppare modi nuovi per sfruttarle su sistemi ben protetti, senza che una persona guidi ogni passaggio. Nell’area biologica e chimica è trattato come High in via precauzionale.

Per l’utente questo si traduce in rifiuti più frequenti. Senza l’accesso fidato, nei test della system card Astra porta a termine la creazione di un exploit dimostrativo solo nel 2,4% dei casi, contro il 92% concesso ai partner verificati del programma Daybreak. La resistenza ai tentativi di aggirare le regole in ambito informatico sale al 91,5%, dal 59% di Sol. In pratica il modello aiuta ad analizzare e correggere il codice, ma si ferma quando la richiesta assomiglia alla preparazione di un attacco. Chi si occupa di sicurezza per lavoro può chiedere l’accesso: le organizzazioni fanno domanda, i singoli devono verificare la propria identità.

Le preoccupazioni degli esperti

Il documento di sicurezza contiene due dati che hanno acceso il dibattito. Il primo riguarda la cosiddetta catena di pensiero, cioè il ragionamento scritto che il modello produce prima di rispondere e che i ricercatori usano per controllare cosa sta facendo. Secondo OpenAI, Astra è più capace di Sol di controllare quel ragionamento e meno propenso a scriverci informazioni compromettenti: in test costruiti apposta, è riuscito a sottoperformare di proposito senza essere scoperto. L’azienda precisa di non aver trovato prove di messaggi nascosti nel testo.

Il secondo dato è la consapevolezza di essere valutato. In una simulazione su 54.218 compiti interni, Astra ha mostrato di riconoscere che si trattava di un test nel 9,6% dei casi, contro il 2,8% di Sol; Apollo Research, uno dei valutatori esterni, ha misurato valori molto più alti con i livelli di ragionamento massimi. Se un modello capisce quando è sotto esame, i test perdono parte del loro valore. Ryan Greenblatt, del centro di ricerca Redwood Research, ha scritto che la tecnica attribuita ad Astra rischia di “distruggere l’utilità della catena di pensiero per il monitoraggio”.

C’è anche un dato positivo, che OpenAI mette in evidenza: nella stessa simulazione i comportamenti gravemente scorretti segnalati sono scesi del 53%, da 73 a 34 casi. Apollo Research avverte però che tassi bassi di comportamenti scorretti “non forniscono prove sostanziali” di un buon allineamento, proprio perché il modello potrebbe comportarsi meglio quando sa di essere osservato. Più affidabile nei risultati, meno leggibile nei ragionamenti: è questo il compromesso che la system card descrive.

In Europa il quadro normativo esiste già. Dal 2 agosto 2025 i fornitori di modelli di intelligenza artificiale per finalità generali devono rispettare gli obblighi dell’AI Act, e dal 2 agosto 2026 la Commissione ha i poteri per sanzionarli, come spiega la pagina della Commissione europea. Che Astra rientri tra i modelli “a rischio sistemico”, con obblighi di valutazione e segnalazione più stringenti, è molto probabile ma non è stato comunicato pubblicamente.

Conviene cambiare abbonamento?

Per chi usa ChatGPT gratis per scrivere, riassumere o fare domande, Astra oggi non cambia nulla, perché non è disponibile e non ha una data. Chi ha già Plus può provarlo in Work o in Codex per compiti lunghi, come riordinare una cartella di documenti, confrontare contratti o scrivere codice, senza spendere un euro in più. Per la chat di tutti i giorni GPT-5.6 Sol resta più che adeguato.

Passare a Pro ha senso solo per chi supera regolarmente i limiti di Plus lavorando con Astra o ha bisogno di GPT-6 Pro in chat. Per tutti gli altri, 100 o 200 dollari al mese sono una spesa difficile da giustificare. Chi sta scegliendo tra assistenti diversi trova un confronto aggiornato nell’articolo ChatGPT vs Claude vs Gemini vs Perplexity.

✍️ Nota della redazione: abbiamo confrontato i risultati dichiarati nei comunicati con quelli pubblicati da chi misura i modelli in modo indipendente. Il caso più istruttivo è ARC-AGI-3: lo stesso modello passa dal 99,9% al 62,7% cambiando solo l’interfaccia con cui viene interrogato. Quando un titolo annuncia l’intelligenza artificiale generale sulla base di un singolo punteggio, conviene chiedersi chi lo ha misurato e con quali regole.

Domande frequenti

GPT-6 Astra è gratis su ChatGPT?

No. Il piano gratuito e il piano Go non hanno accesso ad Astra e OpenAI non ha annunciato una data. Serve almeno l’abbonamento Plus.

Ho ChatGPT Plus ma non vedo Astra: perché?

Perché per gli abbonati Plus Astra è disponibile solo in Work e Codex, non nella chat classica, dove il modello di riferimento resta GPT-5.6 Sol. Non è un errore dell’account.

Che differenza c’è tra GPT-6 Astra e GPT-6 Pro?

Astra è il modello usato negli ambienti per compiti lunghi e sulle API. GPT-6 Pro è la versione disponibile nella chat per i piani Pro, Business ed Enterprise. OpenAI non ha pubblicato un confronto tecnico dettagliato tra i due.

Astra è l’intelligenza artificiale generale?

No, secondo le misure indipendenti disponibili. È un modello più capace del precedente, soprattutto in matematica e nei compiti lunghi, ma gli organizzatori dell’ARC Prize precisano che i risultati non dimostrano un’intelligenza generale e le dimostrazioni matematiche di agosto non sono ancora state revisionate.

È disponibile in Italia?

Sì, alle stesse condizioni degli altri Paesi per chi ha il piano giusto. L’unica limitazione europea documentata riguarda le API con residenza dei dati in Europa, dove la modalità Fast non è disponibile.

Perché Astra rifiuta alcune richieste di programmazione?

Perché è classificato a livello Critical per la sicurezza informatica e rifiuta le richieste che assomigliano alla creazione di exploit. Chi lavora nella difesa informatica può chiedere l’accesso al programma di accesso fidato di OpenAI.

Quanto costano le API?

10 dollari per milione di token in ingresso e 50 in uscita, 1 dollaro per l’input in cache. La modalità Fast costa il doppio, le elaborazioni Batch e Flex la metà.

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