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Arretrati statali 2026: emissione speciale NoiPA e aumenti da ottobre

Gli arretrati statali 2026 arrivano con un’emissione speciale NoiPA a settembre per circa 200.000 dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici, mentre il nuovo stipendio parte con la rata di ottobre. È l’effetto del contratto Funzioni Centrali 2025-2027, firmato il 6 agosto. Ma “statali” è una parola larga: i docenti hanno già avuto tutto ad agosto, infermieri e dipendenti dei Comuni devono ancora aspettare. E sul netto pesa un dettaglio che quasi nessuno spiega: una parte degli arretrati si tassa in modo separato, un’altra no, e la flat tax del 5% sugli aumenti contrattuali ai dipendenti pubblici non spetta.

📌 Articolo in breve
Funzioni Centrali: NoiPA liquida con emissione speciale gli arretrati da gennaio 2025 ad agosto 2026 più l’adeguamento di settembre; da ottobre lo stipendio è quello nuovo. Aumento medio a regime dal 2027: 162 euro lordi al mese (da 126,60 per gli operatori a 221 per le elevate professionalità). Scuola: contratto firmato il 1° luglio, aumenti e arretrati già pagati ad agosto. Sanità (592.638 dipendenti) e Funzioni Locali (403.617): c’è solo l’ipotesi di contratto, mancano certificazione e firma definitiva. Gli arretrati del 2025 hanno tassazione separata, quelli del 2026 la tassazione ordinaria. Per un funzionario con 33.000 euro di reddito, 114,40 euro lordi di aumento diventano circa 48 euro netti.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. La mappa: cosa è firmato e cosa è pagato, comparto per comparto
  2. Funzioni Centrali: emissione speciale e stipendio nuovo da ottobre
  3. Scuola: tutto pagato ad agosto, il prossimo scatto a gennaio
  4. Sanità e Funzioni Locali: quando arrivano gli arretrati
  5. Come si tassano gli arretrati: 2025 e 2026 non sono uguali
  6. Perché gli statali non hanno la flat tax del 5%
  7. Tre esempi: quanto resta davvero in tasca
  8. Come controllare il cedolino
  9. Domande frequenti

La mappa: cosa è firmato e cosa è pagato, comparto per comparto

Il pubblico impiego contrattualizzato è diviso in quattro grandi comparti, e ognuno ha il proprio contratto con il proprio calendario. Il triennio è lo stesso per tutti, 2025-2027, e gli aumenti scattano ovunque in tre tappe, dal 1° gennaio di ciascun anno. Quello che cambia è il punto in cui si trova la trattativa, e quindi il momento in cui i soldi arrivano davvero.

Chi lavora in un ministero, all’Agenzia delle Entrate o all’INPS è nel mezzo del pagamento proprio in queste settimane. Chi insegna ha già chiuso la partita ad agosto. Chi lavora in un’azienda sanitaria o in un Comune ha visto firmare a luglio solo un’ipotesi di contratto, che deve ancora passare i controlli sulla compatibilità dei costi prima della firma definitiva. Senza quella firma, niente aumenti in busta paga.

Comparto Dipendenti Stato del contratto Aumento medio a regime (lordo mensile) Arretrati
Funzioni Centrali (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici) Circa 200.000 Firmato il 6 agosto 2026, in vigore dal 7 agosto 162 € Emissione speciale NoiPA a settembre 2026
Istruzione e Ricerca (scuola, università, ricerca, AFAM) Circa 1,2 milioni Firmato il 1° luglio 2026 137 € (143 € per i docenti) Pagati ad agosto 2026
Sanità (personale non dirigente del SSN) 592.638 Ipotesi firmata il 29 luglio 2026, manca la firma definitiva 209 € (240 € per gli infermieri) Dopo la firma definitiva
Funzioni Locali (Regioni, Comuni, Province, Camere di commercio) 403.617 Ipotesi firmata il 21 luglio 2026, manca la firma definitiva 152 € nei Comuni, 141 € negli altri enti Dopo la firma definitiva

Tutte le cifre della tabella vengono dai comunicati dell’ARAN, l’agenzia che firma i contratti per conto dello Stato, e sono medie lorde su tredici mensilità. Il singolo dipendente può avere qualcosa in più o in meno a seconda dell’area e del profilo.

Funzioni Centrali: emissione speciale e stipendio nuovo da ottobre

Il contratto delle Funzioni Centrali è stato firmato all’ARAN il 6 agosto 2026 ed è entrato in vigore il giorno dopo. Riguarda circa 200.000 persone e porta un aumento medio di 162 euro lordi al mese dal 1° gennaio 2027, quando il contratto sarà a regime.

Per i pagamenti è intervenuta NoiPA, il sistema del ministero dell’Economia che gestisce gli stipendi statali. Nella nota pubblicata il 1° settembre spiega che con un’apposita emissione speciale vengono liquidati “gli importi relativi all’adeguamento stipendiale di settembre 2026 e gli arretrati spettanti per le mensilità da gennaio 2025 ad agosto 2026”. Lo stipendio ordinario di settembre resta quello vecchio: la differenza di settembre viaggia insieme agli arretrati. Da ottobre, invece, la rata ordinaria incorpora i nuovi importi. Il calendario di settembre di NoiPA (comunicato n. 73) colloca la lavorazione dell’emissione speciale al 14 settembre; la data di lavorazione non coincide necessariamente con l’accredito, che va controllato sul cedolino nell’area riservata.

Dagli arretrati viene tolta l’indennità di vacanza contrattuale (IVC) già incassata dal 2025, che è un anticipo sugli aumenti e viene riassorbita. Resta fuori per ora l’adeguamento delle tariffe dello straordinario, che NoiPA gestirà con una lavorazione separata.

Quanto vale l’aumento per area lo ha calcolato la CISL FP, uno dei sindacati firmatari. Gli importi a regime del 2027 coincidono con quelli comunicati dall’ARAN; quelli del 2025 e del 2026 sono i valori della tabella sindacale. Le cifre non si sommano: ogni colonna indica l’aumento complessivo rispetto al vecchio stipendio a quella data.

Area Dal 1/1/2025 Dal 1/1/2026 Dal 1/1/2027 Arretrati stimati al 30/9/2026 (lordi, al netto IVC)
Operatori 44,70 € 89,50 € 126,60 € 1.092,20 €
Assistenti 47,10 € 94,20 € 133,20 € 1.150,38 €
Funzionari 57,20 € 114,40 € 161,80 € 1.396,92 €
Elevate professionalità 78,10 € 156,20 € 221,00 € 1.907,38 €

Gli arretrati della tabella sono stime medie: l’importo personale dipende dall’IVC effettivamente percepita, dalle assenze non retribuite e dal part-time. Nella stessa emissione di settembre, secondo il calendario NoiPA, sono stati lavorati anche gli arretrati dei dirigenti scolastici legati al loro contratto di Area.

Scuola: tutto pagato ad agosto, il prossimo scatto a gennaio

Per docenti e personale ATA il contratto Istruzione e Ricerca 2025-2027 è stato firmato il 1° luglio 2026. È stato il primo dei quattro ad arrivare in porto e riguarda circa 1,2 milioni di persone tra scuola, università, enti di ricerca e AFAM.

NoiPA ha applicato i nuovi tabellari già sul cedolino di agosto, con un’emissione speciale per gli arretrati del 2025 e del 2026 fino a luglio compreso, al netto dell’IVC pagata dal 1° aprile 2025. L’ARAN stimava arretrati tra circa 815 e circa 1.250 euro lordi, calcolati al 30 giugno 2026. Chi insegna, quindi, a settembre non deve aspettarsi altre somme legate al rinnovo.

Il prossimo passaggio è il 1° gennaio 2027, quando l’aumento arriva a regime: 137 euro lordi medi per l’intero comparto, 143 per i docenti. Da quella data vengono aggiornate anche le voci accessorie fisse, come la retribuzione professionale docenti. Al personale ATA, sempre a gennaio 2027, spetta una somma una tantum di 110 euro lordi.

Sanità e Funzioni Locali: quando arrivano gli arretrati

Per la sanità pubblica l’ARAN e i sindacati hanno sottoscritto il 29 luglio l’ipotesi di contratto 2025-2027 per 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale: infermieri, tecnici, personale della riabilitazione e della prevenzione, amministrativi. L’aumento medio è di 209 euro lordi al mese, 240 per gli infermieri grazie alle risorse aggiuntive sulle indennità. Gli arretrati medi indicati dall’ARAN sono di 1.226 euro per il comparto e 2.300 euro per gli infermieri, calcolati al 31 ottobre 2026.

Per le Funzioni Locali l’ipotesi è stata firmata il 21 luglio e riguarda 403.617 dipendenti di Regioni, enti locali e Camere di commercio. L’aumento medio a regime è di 152 euro lordi al mese nei Comuni e 141 negli altri enti, con arretrati medi di 1.136 euro.

In entrambi i casi la strada è quella fissata dall’articolo 47 del decreto legislativo 165 del 2001: l’ipotesi va agli organi di controllo per la certificazione dei costi, con il passaggio dalla Corte dei conti, e solo dopo si arriva alla firma definitiva. Le Funzioni Centrali ci hanno messo circa due mesi tra ipotesi e firma. Una data ufficiale per sanità e enti locali non c’è: le stime degli arretrati sono state costruite su un’entrata in vigore tra ottobre e dicembre 2026, e il pagamento vero dipenderà anche dai tempi delle singole aziende sanitarie e dei singoli Comuni, che non passano da NoiPA ma dai propri uffici paghe. Per molti, realisticamente, si parla di fine 2026 o inizio 2027.

Come si tassano gli arretrati: 2025 e 2026 non sono uguali

Qui sta la differenza tra il lordo che circola nei titoli e il netto che arriva sul conto. Gli arretrati non sono tutti uguali davanti al fisco.

La quota riferita al 2025 rientra negli “emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di leggi, di contratti collettivi”, che l’articolo 17 del Testo unico delle imposte sui redditi sottopone a tassazione separata. Non si somma allo stipendio dell’anno: per le somme pagate nel 2026 si applica l’aliquota media che corrisponde alla metà del reddito del biennio 2024-2025, senza addizionali regionali e comunali. Per un reddito intorno ai 22.000 euro l’anno quell’aliquota è il 23%; per 33.000 euro è circa il 24,5%. In seguito l’Agenzia delle Entrate può ricalcolare l’imposta con la tassazione ordinaria, ma solo se questa risulta più favorevole per il contribuente.

La quota riferita al 2026, da gennaio ad agosto più l’adeguamento di settembre, è invece reddito dell’anno in corso. Si somma al resto dello stipendio e viene tassata con l’aliquota marginale, cioè con lo scaglione più alto raggiunto, con il conguaglio di fine anno a sistemare i conti. Sul cedolino NoiPA la separazione è già visibile: la voce FC5 raccoglie gli arretrati del 2025, la voce FC6 quelli del 2026 e la mensilità di settembre.

📝 Nota della redazione: molte guide calcolano il netto degli arretrati applicando a tutta la somma la tassazione separata, oppure a tutta la somma l’aliquota marginale. Nessuna delle due è corretta: la nota NoiPA divide gli importi in due voci proprio perché hanno regimi diversi. Per un funzionario con 33.000 euro di reddito la differenza è ampia: 100 euro lordi di arretrati del 2025 lasciano circa 69 euro netti, 100 euro lordi del 2026 circa 42. C’è poi una curiosità da sapere se si va a controllare la norma: su Normattiva l’articolo 17 del TUIR compare già come abrogato dal decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, il nuovo testo unico delle imposte sui redditi. Quel decreto però si applica dal 1° gennaio 2027, quindi per gli arretrati pagati nel 2026 valgono ancora le regole del vecchio TUIR.

Resta un’ultima voce da considerare, i contributi previdenziali. Per i dipendenti pubblici la quota pensionistica a carico del lavoratore è dell’8,80%, contro il 9,19% dei privati, e si applica anche agli arretrati. A seconda che si abbia il TFS o il TFR possono aggiungersi piccole trattenute ulteriori.

Perché gli statali non hanno la flat tax del 5%

La legge di bilancio 2026 ha introdotto un’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti pagati nel 2026 grazie ai rinnovi dei contratti nazionali firmati tra il 2024 e il 2026. Il rinnovo delle Funzioni Centrali rientrerebbe perfettamente in quella finestra. Ma la norma, all’articolo 1, comma 7, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, dice che l’imposta “si applica soltanto ai lavoratori del settore privato con un reddito di lavoro dipendente, nell’anno 2025, non superiore a 33.000 euro”.

L’Agenzia delle Entrate lo ha ribadito nella circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026 e nel comunicato stampa dello stesso giorno. Lo stesso vale per l’altra agevolazione della manovra, l’imposta sostitutiva del 15% su maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e su turni fino a 1.500 euro l’anno: anche quella è riservata ai dipendenti “sempre del settore privato”, con reddito fino a 40.000 euro. Un infermiere di un ospedale pubblico che fa le notti, per esempio, non ne beneficia. Come funzionano le due misure per chi lavora nel privato lo abbiamo spiegato nella guida alla detassazione degli aumenti di stipendio 2026.

Quanto vale l’esclusione? Prendiamo un operatore delle Funzioni Centrali con 22.000 euro di reddito. Le tredici mensilità del 2026 con l’aumento di 89,50 euro fanno 1.163,50 euro lordi, pagati tutti quest’anno tra arretrati, rate ordinarie e tredicesima. Tolti i contributi, l’imponibile è di circa 1.061 euro. Con la tassazione ordinaria, contando anche la detrazione per lavoro dipendente che si riduce quando il reddito sale, se ne vanno circa 341 euro; al 5% sarebbero stati circa 53. La differenza è intorno ai 290 euro l’anno, prima dell’IVC da riassorbire. Un collega del settore privato con lo stesso reddito e lo stesso aumento li terrebbe in tasca.

Tre esempi: quanto resta davvero in tasca

Gli esempi che seguono sono calcoli nostri e servono a dare un ordine di grandezza. Abbiamo usato i contributi all’8,80%, gli scaglioni IRPEF 2026 (23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000, 43% oltre), la detrazione per lavoro dipendente e l’ulteriore detrazione del taglio del cuneo fiscale. Non abbiamo considerato le addizionali regionali e comunali, che sulla tassazione ordinaria tolgono in genere un altro 1,5-3%, né detrazioni per familiari o altre situazioni personali.

Marco, operatore in un ministero, 22.000 euro di reddito. Con l’aumento del 2026 di 89,50 euro lordi, il nuovo stipendio di ottobre gli porta circa 55 euro netti in più al mese; dal 2027, con 126,60 euro lordi, circa 78 euro netti. Ogni euro lordo in più gli rende circa 62 centesimi. Sugli arretrati, CISL FP stima circa 1.092 euro lordi. La parte relativa al 2025 gli lascia circa 70 euro netti ogni 100 lordi, quella del 2026 circa 62. Il netto complessivo cadrà quindi tra circa 680 e 770 euro, più vicino al valore alto quanto più pesa la quota 2025.

Giulia, funzionaria in un’agenzia fiscale, 33.000 euro di reddito. È il caso che sorprende di più. Oltre allo scaglione del 33%, nella fascia tra 32.000 e 40.000 euro l’ulteriore detrazione del cuneo fiscale cala di 12,5 euro ogni 100 euro di reddito in più, e intanto scende anche la detrazione per lavoro dipendente. Il risultato è che ogni euro lordo di aumento le rende circa 42 centesimi. I 114,40 euro lordi del 2026 diventano circa 48 euro netti al mese, i 161,80 del 2027 circa 68. Sugli arretrati, stimati in circa 1.397 euro lordi, la differenza tra i due regimi è netta: la quota 2025, con tassazione separata al 24,5% circa, rende 69 euro ogni 100; la quota 2026 solo 42. Il netto totale può andare da meno di 600 a oltre 950 euro a seconda della ripartizione. Come funziona il meccanismo del cuneo lo abbiamo ricostruito nell’articolo sul cuneo fiscale 2026 fascia per fascia.

Paola, docente, 29.000 euro di reddito. Gli arretrati li ha già ricevuti ad agosto. Il prossimo appuntamento è gennaio 2027, con l’aumento medio a regime di 143 euro lordi per i docenti. Con il suo reddito è nello scaglione del 33% ma ancora nella fascia in cui il cuneo vale 1.000 euro fissi, e ogni euro lordo le rende circa 53 centesimi: 143 euro lordi diventano circa 76 euro netti al mese, quasi 990 euro su tredici mensilità. Se la sua fascia di anzianità ha un aumento diverso dalla media, basta applicare la stessa proporzione.

Profilo Aumento lordo mensile Netto mensile stimato Netto ogni 100 € di arretrati 2025 Netto ogni 100 € di arretrati 2026
Marco, operatore, 22.000 € 89,50 € (2026) / 126,60 € (2027) 55 € / 78 € 70 € 62 €
Giulia, funzionaria, 33.000 € 114,40 € (2026) / 161,80 € (2027) 48 € / 68 € 69 € 42 €
Paola, docente, 29.000 € 143 € medi (2027) 76 € Già pagati ad agosto Già pagati ad agosto

Per rifare il conto con il proprio stipendio si può partire dal nostro calcolatore dello stipendio netto, ricordando di sostituire il 9,19% dei contributi privati con l’8,80% dei pubblici. Il peso delle singole trattenute è spiegato nella guida alle trattenute in busta paga, e il risparmio portato dal nuovo secondo scaglione nell’articolo su quanto si risparmia con l’aliquota al 33%.

Come controllare il cedolino

Chi è pagato da NoiPA trova tutto nell’area riservata del portale o nell’app, accedendo con SPID, CIE o CNS. L’emissione speciale genera un cedolino a parte rispetto a quello ordinario di settembre, e gli arretrati del nuovo contratto sono lì. Il controllo più utile si fa in tre passaggi.

  1. Aprire il cedolino dell’emissione speciale di settembre e cercare le voci FC5 (arretrati 2025) e FC6 (arretrati 2026 e adeguamento di settembre).
  2. Verificare che le trattenute fiscali sulla voce FC5 siano indicate come tassazione separata, e che la voce FC6 sia invece conteggiata con il reddito dell’anno.
  3. Da ottobre, confrontare lo stipendio tabellare con quello di agosto: la differenza lorda deve corrispondere all’aumento 2026 della propria area, meno l’IVC che smette di essere pagata come voce separata.

Se gli importi non tornano, il primo interlocutore è l’ufficio del personale della propria amministrazione, che gestisce l’inquadramento. Ricorda che la tredicesima di dicembre verrà calcolata sui nuovi importi e che il conguaglio fiscale di fine anno può cambiare la ritenuta sull’ultima busta paga. Sulla manovra 2027, che potrebbe toccare di nuovo gli scaglioni IRPEF, abbiamo fatto il punto nell’articolo su IRPEF al 33% fino a 60.000 euro.

Domande frequenti

Gli arretrati delle Funzioni Centrali arrivano fino ad agosto o fino a settembre?

Entrambe le cose, in un certo senso. NoiPA parla di arretrati “da gennaio 2025 ad agosto 2026” più l’adeguamento stipendiale di settembre, pagati tutti con la stessa emissione speciale. Il risultato pratico è che le differenze fino al 30 settembre sono coperte, e da ottobre lo stipendio ordinario è già aggiornato.

Lavoro in un Comune: quando vedo aumenti e arretrati?

Solo dopo la firma definitiva del contratto Funzioni Locali, che arriva al termine della certificazione dei costi. A metà settembre 2026 una data ufficiale non c’è. Il pagamento lo fa poi il tuo ente, non NoiPA, e i tempi possono variare da un Comune all’altro.

Sono infermiere in un’azienda sanitaria pubblica: mi spetta la tassazione al 15% sulle notti?

No. Secondo la legge di bilancio 2026 e la circolare 2/E dell’Agenzia delle Entrate, sia il 5% sugli aumenti contrattuali sia il 15% su notturni, festivi e turni valgono solo per il settore privato. Un infermiere di una struttura privata, con i requisiti di reddito, ne beneficia; uno del Servizio sanitario nazionale no.

Devo fare qualcosa per avere la tassazione separata sugli arretrati del 2025?

No, la applica direttamente l’amministrazione che paga, come sostituto d’imposta. Le somme compaiono poi nella Certificazione Unica 2027 in una sezione dedicata. Se la tassazione ordinaria fosse più conveniente, è l’Agenzia delle Entrate a ricalcolare in un secondo momento.

L’IVC sparisce dalla busta paga?

L’indennità di vacanza contrattuale era un anticipo sugli aumenti. Con il nuovo contratto viene riassorbita: gli importi già ricevuti sono stati scalati dagli arretrati e, dall’applicazione dei nuovi tabellari, non viene più pagata come voce a parte. Per questo l’aumento netto visibile da un mese all’altro può sembrare più piccolo di quello annunciato.

I docenti riceveranno altri arretrati?

Per il contratto 2025-2027 no: gli arretrati fino a luglio 2026 sono stati pagati ad agosto insieme ai nuovi importi. A gennaio 2027 arriva la terza tranche dell’aumento, con l’aggiornamento delle voci accessorie fisse, e per il personale ATA l’una tantum di 110 euro lordi.

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