Migliori offerte Web - Errori di prezzo

Top 5 This Week

Articoli simili

Pensioni 2027: l’età sale a 67 anni e 3 mesi (ma il governo vuole bloccarla)

Dal 2027 l’età per la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e 1 mese, e dal 2028 a 67 anni e 3 mesi: è l’effetto del meccanismo automatico di adeguamento alla speranza di vita, che l’INPS applica ogni due anni sulla base dei dati ISTAT. Ma il governo starebbe già valutando di bloccare l’aumento con una misura ad hoc, proprio mentre si discute di allargare l’accesso alla pensione anticipata a 64 anni anche a chi non è nel sistema interamente contributivo.

Sono due fronti diversi della stessa partita, ed entrambi sono ancora in fase di anticipazione: nessuno dei due punti è legge definitiva al momento in cui scriviamo, ma è utile capire cosa sta succedendo per non farsi trovare impreparati quando il testo verrà chiuso.

In sintesi:

  • Per la pensione di vecchiaia l’età sale a 67 anni e 1 mese nel 2027, poi a 67 anni e 3 mesi nel 2028
  • L’aumento recupera i 4 mesi “congelati” durante il Covid e deriva dalla crescita della speranza di vita rilevata dall’ISTAT
  • Il governo valuta di bloccare l’aumento con una norma di sterilizzazione: se lo fa, la maggiore spesa pensionistica stimata è di 3,3 miliardi nel 2027 e 4,7 miliardi nel 2028
  • Per la pensione anticipata a 64 anni nel sistema contributivo puro, i requisiti indicati per il 2027 sono 64 anni e 1 mese di età con 20 anni e 1 mese di contributi, più un importo minimo di assegno pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale
  • Si discute di estendere questa via anche a chi è nel sistema misto, calcolando però l’intero assegno con il metodo contributivo
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e si basano su anticipazioni di stampa e dati INPS aggiornati al momento della pubblicazione: alcune misure (in particolare la sterilizzazione dell’aumento e l’estensione della pensione a 64 anni al sistema misto) sono ancora in discussione e potrebbero cambiare. Non costituiscono consulenza previdenziale: verifica sempre i dati definitivi sul sito INPS o rivolgiti a un patronato.

Indice

Perché l’età sale a 67 anni e 3 mesi

Il meccanismo che alza l’età pensionabile non è una novità di questa manovra: è stato introdotto nel 2012 con la legge 92 (la cosiddetta legge Fornero) proprio per garantire nel tempo la sostenibilità del sistema previdenziale a ripartizione. Ogni due anni l’ISTAT calcola la variazione della speranza di vita a 65 anni: se aumenta, aumentano di conseguenza anche i requisiti di età e contribuzione per accedere alla pensione.

I dati ISTAT sulla speranza di vita alla nascita nel 2024 indicano 81,4 anni per gli uomini e 85,5 per le donne, un incremento che tradotto nel meccanismo pensionistico varrebbe complessivamente 7 mesi in più. Ma dal 1° gennaio 2027 l’aumento effettivo sarà di soli 3 mesi complessivi, distribuiti in due tranche: un mese in più nel 2027 (età a 67 anni e 1 mese) e altri due mesi nel 2028 (età complessiva a 67 anni e 3 mesi), perché il resto dell’incremento serve a recuperare i 4 mesi che erano stati “congelati” durante l’emergenza Covid-19, quando l’adeguamento automatico era stato sospeso.

L’ipotesi di bloccare l’aumento

Proprio perché la misura non è ancora scattata, il governo starebbe valutando di intervenire con una norma di sterilizzazione, cioè di congelamento dell’aumento automatico, così da mantenere l’età pensionabile ferma a 67 anni anche nel 2027 e nel 2028, evitando l’incremento previsto dal meccanismo legato alla speranza di vita. Si tratterebbe di una scelta politicamente delicata, perché bloccare l’aumento ha un costo diretto per le casse pubbliche: secondo le stime circolate, se il governo sterilizza l’adeguamento la maggiore spesa pensionistica sarebbe di circa 3,3 miliardi di euro nel 2027 e di 4,7 miliardi di euro nel 2028, perché più persone andrebbero in pensione prima e per un periodo di tempo più lungo.

Al momento non c’è un testo definitivo: la decisione dipenderà dagli equilibri di bilancio della prossima Legge di Bilancio, ed è uno dei punti più osservati dai sindacati e dagli osservatori previdenziali in vista dell’approvazione della manovra.

La pensione anticipata a 64 anni: cosa cambia

Parallelamente al fronte dell’età di vecchiaia, si muove quello della pensione anticipata a 64 anni riservata a chi ha l’intera carriera contributiva nel sistema contributivo puro, cioè a chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi. Anche questo canale è soggetto all’adeguamento alla speranza di vita: per il 2027 i requisiti indicati sono 64 anni e 1 mese di età insieme ad almeno 20 anni e 1 mese di contributi effettivi, mentre per il 2028 salgono a 64 anni e 3 mesi con 20 anni e 3 mesi di contributi. A questi si aggiunge un requisito economico: l’importo della pensione maturata deve essere pari ad almeno tre volte l’assegno sociale, con soglie ridotte per le lavoratrici madri in base al numero di figli.

Un aspetto pratico da non sottovalutare: anche raggiungendo tutti i requisiti, la pensione non decorre immediatamente. È prevista una “finestra mobile” di tre mesi tra la data di maturazione dei requisiti e l’effettivo avvio del pagamento della pensione. Per chi vuole valutare le alternative disponibili già oggi, la nostra guida alla pensione anticipata 2026 riepiloga tutti i canali attualmente attivi, mentre chi rientra nel sistema misto può leggere anche il confronto tra Quota 103, APE Sociale e Opzione Donna.

L’estensione al sistema misto: l’ipotesi in campo

La novità più discussa riguarda l’ipotesi di estendere la pensione anticipata a 64 anni anche a chi non ha l’intera carriera nel sistema contributivo puro, ma si trova nel cosiddetto sistema misto (una parte di carriera calcolata con il metodo retributivo, più favorevole, e una parte con quello contributivo). La proposta allo studio prevede che questa estensione sia possibile, ma a una condizione precisa: per chi accede tramite questa via, l’intero assegno pensionistico verrebbe calcolato interamente con il metodo contributivo, rinunciando quindi alla quota di calcolo retributivo più favorevole maturata negli anni di lavoro precedenti al 1996.

È una scelta che, se confermata, comporterebbe un compromesso concreto per chi ne beneficia: uscire prima, a 64 anni, ma con un assegno mensile potenzialmente più basso rispetto a quello che si otterrebbe aspettando l’età ordinaria e mantenendo il calcolo misto. Anche questo punto resta un’ipotesi allo studio e non una misura già approvata.

Esempi pratici

Scenario 1 — Lavoratore che matura i requisiti nel 2026. Franco compie 67 anni a dicembre 2026 e ha già i contributi minimi richiesti: può andare in pensione di vecchiaia con i requisiti attuali, senza subire l’aumento a 67 anni e 1 mese, che scatta solo dal 2027.

Scenario 2 — Lavoratrice che matura i requisiti nel 2027. Elena compie 67 anni a marzo 2027: con i nuovi requisiti dovrebbe attendere un mese in più rispetto a oggi, salvo che il governo decida di sterilizzare l’aumento prima dell’entrata in vigore.

Scenario 3 — Lavoratore autonomo nel sistema contributivo puro. Andrea ha iniziato a versare contributi nel 1998 e nel 2027 avrà 64 anni e 2 mesi con 22 anni di contributi: rispetterebbe i requisiti indicati per la pensione anticipata contributiva del 2027, a condizione che l’importo maturato superi la soglia minima di tre volte l’assegno sociale.

Tabella riassuntiva

Misura 2026 2027 (previsto) 2028 (previsto)
Pensione di vecchiaia 67 anni 67 anni e 1 mese* 67 anni e 3 mesi*
Pensione anticipata contributiva a 64 anni 64 anni 64 anni e 1 mese* 64 anni e 3 mesi*

*Salvo eventuale sterilizzazione dell’aumento da parte del governo, ancora in discussione al momento della pubblicazione.

Domande frequenti

L’aumento dell’età pensionabile è già definitivo?
No, il meccanismo automatico lo prevede, ma il governo sta valutando di bloccarlo con una norma di sterilizzazione: la parola definitiva arriverà con la prossima Legge di Bilancio.

Chi matura i requisiti nel 2026 rischia di dover aspettare di più?
No, chi raggiunge i requisiti entro il 2026 va in pensione con le regole attuali (67 anni): l’eventuale aumento riguarda solo chi li matura dal 2027 in poi.

La pensione anticipata a 64 anni è già aperta a tutti?
Al momento è riservata a chi ha l’intera carriera nel sistema contributivo puro (contributi versati dal 1996 in poi): l’estensione al sistema misto è ancora un’ipotesi allo studio.

Se rientro nel sistema misto e la proposta viene approvata, conviene uscire a 64 anni?
Dipende dalla propria situazione: uscire prima con un calcolo interamente contributivo può significare un assegno più basso rispetto ad aspettare l’età ordinaria con il calcolo misto. Conviene fare una simulazione personalizzata con un patronato prima di decidere.

Cosa significa “finestra mobile” di tre mesi?
È il periodo di attesa tra la data in cui si maturano tutti i requisiti per la pensione anticipata e la data in cui inizia effettivamente il pagamento della pensione: non è un ritardo burocratico, è previsto dalla norma.

Più popolari