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Raffaello: Il genio del rinascimento e le opere eterne

Raffaello Sanzio, autoritratto (Uffizi, 1504-1506, pubblico dominio)

Raffaello Sanzio, uno dei più celebri maestri dell’arte rinascimentale, è stato una figura di straordinario talento e genialità. Conosciuto comunemente come Raffaello, il suo nome completo era Raffaello Sanzio da Urbino. Questo straordinario artista ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’arte, trasformando il panorama artistico del XVI secolo con la sua maestria e la sua visione unica.

Vita e Luogo di Residenza:

Raffaello nacque il 6 aprile 1483 a Urbino, nelle Marche. Sin dalla giovane età, dimostrò un notevole talento per l’arte e fu avviato alla professione di pittore da suo padre, Giovanni Santi, anch’egli pittore di talento. Dopo la morte di suo padre nel 1494, Raffaello continuò a sviluppare le sue abilità artistiche e divenne allievo di Pietro Perugino, uno dei più importanti pittori dell’epoca.

Opere Celebri:

Le opere di Raffaello sono caratterizzate da una perfezione tecnica, uno stile elegante e una profonda sensibilità artistica. Una delle sue opere più famose è “La scuola di Atene“, un affresco realizzato nella Stanza della Segnatura in Vaticano. Questo capolavoro rappresenta una riunione immaginaria dei più grandi filosofi e pensatori dell’antichità, ed è un esempio straordinario della sua abilità nel creare composizioni armoniose e ricche di significato.

Altre opere celebri di Raffaello includono “La Madonna del Prato“, “La Madonna Sistina” e “La Trasfigurazione“. Le sue opere religiose sono caratterizzate da una profonda spiritualità e da un’intensa luce che conferisce un senso di divinità alle figure rappresentate. Raffaello è anche noto per i suoi ritratti, come il celebre “Ritratto di Baldassarre Castiglione“, che catturano la bellezza e la personalità dei suoi soggetti in modo straordinario.

Lavori Commissionati e Riconoscimenti:

Raffaello fu molto richiesto come artista e ricevette numerose commissioni importanti da papi, nobili e mecenati. Durante il suo soggiorno a Roma, lavorò a stretto contatto con il Papa Giulio II e il Papa Leone X, realizzando dipinti per le cappelle e le stanze del Vaticano. Il suo talento gli valse numerosi riconoscimenti e onori, e divenne uno degli artisti più celebrati e ammirati del suo tempo.

Curiosità su Raffaello:

La morte prematura: Nonostante il suo straordinario talento e la sua fama crescente, Raffaello morì a soli 37 anni il 6 aprile 1520. La causa esatta della suamorte rimane ancora oggetto di dibattito tra gli storici dell’arte. Alcuni sostengono che sia stato vittima di una febbre improvvisa, mentre altri ipotizzano che una congestione polmonare o una malattia infettiva possano essere state le cause della sua prematura scomparsa. La sua morte lasciò un vuoto immenso nel mondo dell’arte e molti considerano questo tragico evento come una perdita irrimediabile per l’intera comunità artistica.

L’influenza di Raffaello sui pittori successivi: Il lavoro di Raffaello ebbe un’enorme influenza sulle generazioni successive di artisti. La sua perfezione formale, la composizione armoniosa e la capacità di catturare l’essenza umana attraverso le sue opere hanno ispirato molti artisti rinascimentali e barocchi. Uno tra tanti, il famoso pittore veneziano Tiziano ammirava profondamente il lavoro di Raffaello e cercò di emularne lo stile nella sua pittura.

Le collaborazioni con altri artisti rinomati: Durante la sua carriera, Raffaello collaborò con altri artisti di fama. Tra questi Michelangelo e Leonardo da Vinci, anche se non ci sono testimonianze di incontri avvenuti di persona. Queste collaborazioni non solo evidenziano il suo rispetto per i suoi contemporanei, ma anche la volontà di imparare da loro e sviluppare ulteriormente il suo stile unico. Scambi di idee e influenze reciproche hanno contribuito alla creazione di alcune delle opere più straordinarie e innovative dell’epoca.

L’eclettismo di Raffaello: Nonostante sia conosciuto principalmente come pittore, Raffaello era un artista estremamente versatile. Oltre alla pittura, si dedicò anche all’architettura e alla progettazione di stanze e palazzi. Particolarmente significativa è la sua partecipazione alla costruzione della Basilica di San Pietro in Vaticano, dove contribuì alla realizzazione della cupola. Questa capacità di spaziare tra diverse forme d’arte testimonia la sua creatività e la sua versatilità come artista completo.

L’eredità di Raffaello: Anche se la sua vita fu breve, l’eredità di Raffaello è immensa. Le sue opere continuano a ispirare e affascinare gli artisti di tutto il mondo, e la sua influenza si estende ancora oggi. I musei di tutto il mondo ospitano le sue opere e migliaia di persone si recano ogni anno per ammirare la sua genialità e il suo contributo all’arte rinascimentale. Raffaello Sanzio è senza dubbio uno dei più grandi maestri dell’arte di tutti i tempi.

L’immortalità Artistica

Raffaello Sanzio, con il suo talento innato e la sua capacità di creare opere di straordinaria bellezza, rimane una figura leggendaria nella storia dell’arte. Attraverso le sue opere celebri, i suoi lavori commissionati e le sue collaborazioni con altri artisti rinomati, Raffaello ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama artistico rinascimentale. La sua vita, trascorsa principalmente tra Urbino e Roma, è stata segnata da successi, riconoscimenti e una creatività che ha influenzato intere generazioni di artisti.

Le sue opere, tra cui “La scuola di Atene”, “La Madonna del Prato” e “La Trasfigurazione”, sono esempi di perfezione artistica e un connubio armonioso tra bellezza formale e profondità emotiva. Raffaello era in grado di catturare l’anima dei suoi soggetti, infondendo vita e spiritualità nelle sue rappresentazioni.

Ma oltre alle sue opere celebri, ci sono anche curiosità meno conosciute su Raffaello che aggiungono fascino alla sua figura storica. Si dice che fosse un appassionato di musica e che sapesse suonare il liuto. Questa passione per la musica potrebbe aver influenzato il suo approccio artistico, creando una sinergia tra le arti visive e l’arte musicale.

Un’altra curiosità riguarda la sua influenza sull’abbigliamento dell’epoca. Raffaello era noto per il suo stile elegante e raffinato, si afferma che abbia contribuito a diffondere la moda di indossare vestiti all’ultima moda tra i nobili e l’alta società. La sua sensibilità estetica si estendeva quindi anche al campo della moda, rendendolo un’icona di stile e gusto.

Inoltre, Raffaello era noto per essere un uomo affabile e di buon carattere. Aveva molti amici e allievi, e la sua personalità affabile e generosa contribuiva a creare un ambiente di lavoro positivo e stimolante. Questo gli ha permesso di collaborare con altri artisti in modo proficuo e di condividere le sue conoscenze con la successiva generazione di pittori.

La passione per la storia e l’archeologia di Raffello

Raffaello era anche un grande appassionato di archeologia e antichità. Durante il suo soggiorno a Roma, aveva accesso a numerose opere d’arte antiche e studiava con attenzione i resti dell’antica Roma. Questo interesse si rifletteva nella sua arte, dove spesso incorporava elementi classici e riferimenti all’antichità, dando vita a composizioni armoniose e ricche di significato.

Raffaello Sanzio è stato un artista straordinario il cui genio ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’arte. La sua vita e le sue opere testimoniano la sua maestria, la sua sensibilità artistica e la sua capacità di influenzare le generazioni future. Le curiosità su di lui aggiungono ulteriore fascino alla sua figura e svelano aspetti meno noti del suo carattere e delle sue passioni. Raffaello rimane un’icona dell’arte rinascimentale e il suo contributo artistico continuerà a ispirare e affascinare le persone ancora per molti secoli a venire.

Il disastro del Bike Sharing

Il disastro del Bike Sharing – Il disastro del Bike Sharing

Bike Sharing, il disastro partito da Shenzhen. Le bici a noleggio diventano una discarica. I parcheggi bike sharing sono ormai un optional.

La rivoluzione del Bike Sharing è in atto ormai da anni in tutto il mondo, ma in Cina, maggiore produttore di bici elettriche con sistema bike sharing, è scoppiata una vera e propria bolla.

In tutta la Cina, camminando per strada le biciclette sono ovunque, letteralmente ovunque! Questo è scaturito grazie alle persone che ne fanno uno sfrenato utilizzo. Infatti è possibile vedere decine di persone su una bici del servizio bike sharing in ogni angolo di strada, tutti le utilizzano.

Fa da precursore la prima azienda mobike, che ha generato il fenomeno. La natura del paese dimostra che in qualsiasi ambito, un’azienda che arriva con un nuovo progetto o prodotto, che funziona, le persone apprezzano e diventa subito un’onda popolare. La fase successiva è che 1000 aziende da un giorno all’altro arrivano sul mercato, con lo stesso prodotto o progetto.

bici

Come fanno a guadagnarci tutte queste aziende di bike sharing con una concorrenza così alta e prezzi bassissimi?

Vediamo perché si è creata una bolla enorme. Il costo medio in Cina per il noleggio di una bici elettrica, è di circa 50 centesimi l’ora. Quindi come fanno le aziende a fare soldi e ad essere in profitto con così tanta concorrenza.

L’iter di queste aziende, descritta in parole molto povere, è il seguente. Accumulano investimenti, producono le bici da mettere in strada, e se vengono noleggiate o meno non è un problema. Il motivo è che il guadagno aziendale arriva dagli investimenti e non prettamente dai noleggi.

Questo ha causato un’enorme problema. Perché per le strade se ne vedono a migliaia, fino a generare oltre che un danno all’immagine, veri e propri problemi alla circolazione.

Docking Station – parcheggi bike sharing

Le prime bici elettriche dei servizi bike sharing, erano reperibili solo in punti prestabiliti. Il noleggio avveniva tramite la propria membership card o carta abbonato, e soprattutto avevano delle aree apposite. In questi siti, era possibile sbloccare la bicicletta per il noleggio, dopodiché era necessario parcheggiarla in un’altra area apposita predisposta. In questo modalità, le bici non erano parcheggiate in ogni angolo di strada, ma in un’apposito sito di stoccaggio e soprattutto in ordine.

L’eliminazione dei parcheggi di bike sharing

Per andare incontro al consumatore, le aree dedicate sono state completamente eliminate. Questo uno dei tasselli che ha generato il problema. Con l’avvento dei GPS e delle app per smartphone le biciclette non hanno più bisogno di apposite aree per il noleggio e il deposito. Si possono prendere ovunque e soprattutto lasciare ovunque. Il senso civico delle persone ha fatto il resto!

parcheggi bike sharing

Bici elettriche dei servizi bike sharing che diventano rottami

L’80% delle persone che utilizzano servizi di bike sharing, a fine noleggio non parcheggiano la bicicletta in maniera corretta. Ne consegue che le ritroviamo appoggiate, ad alberi, in mezzo ai marciapiedi, ecc ecc. Si aggiungono a questo fenomeno, i furti di alcuni componenti: ruote, sellini manubri ecc ecc. Tutto questo contribuisce a generare dei mezzi non utilizzabili e quindi dei veri e propri rifiuti per tutta la città.

noleggio bike sharing

La tempesta di biciclette nella città di Shenzhen

Qingming: è una festa popolare cinese che viene festeggiata dopo il solstizio invernale tra il 4 e il 5 aprile. Giorno festivo per la popolazione che nella città di Shenzhen porta gran parte dei cittadini a trascorrerlo nella baia di Shenzhen. Nel 2017 succede il disastro. Più di 6000 biciclette di differenti servizi di bike sharing si ritrovano bloccati in spiaggia sulla baia.

shenzhen baia

Così, non potendosi muovere tutti decidono di terminare sul posto il proprio noleggio. Creano in pochi minuti una distesa di bici elettriche lunga chilometri. Il comune della città, dopo aver sollecitato le aziende dei servizi di bike sharing a rimuovere i propri mezzi, ha imposto un divieto assoluto di transitare nella baia a qualsiasi servizio di bike sharing.

Quell’evento ha fatto si, che il comune da quel giorno in poi, ovunque veda bici di servizi a noleggio parcheggiate in maniera errata, mandasse dei camion a sequestrarle e rimuoverle come spazzatura.

Le limitazioni anche a Shanghai

Anche a Shangai, il fenomeno del bike sharing è andato fuori controllo. Così oltre a sequestrare le biciclette che intralciano il traffico stradale e pedonale, il comune ha imposto dei limiti alle aziende. Con oltre 500 aziende di bike sharing una regolamentazione è stata inevitabile. Il comune, dopo aver stimato che, il numero di biciclette superava la media della popolazione, ha detto basta.

Infatti è stato posto il divieto, a tutte le società di bike sharing di produrre altre biciclette da mettere per le strade. Inoltre sono state aggiunte sanzioni pecuniarie per tutte le persone che abusano del servizio o parcheggiano in maniera scorretta.

A supporto di tutto ciò il servizio di video sorveglianza del governo. Infatti, è ormai famoso in tutto il mondo, il servizio di scansione per cittadino messo in atto dal governo. Grazie a questo sistema riescono a individuare chiunque commetta un’infrazione da quando esce di casa a quando rientra.

 

I giochi della PlayStation 5 sono compatibili con la PlayStation 4

I giochi della PlayStation 5 sono compatibili con la PlayStation 4 – I giochi della PlayStation 5 sono compatibili con la PlayStation 4

Share Play rende possibile la compatibilità dei giochi della Ps5 su Ps4. Quali giochi Ps5 sono compatibili su Ps4?

I giochi della sono compatibili su Ps5 su Ps4.

PlayStation 5 è arrivata a novembre 2020, ma dal suo lancio in Italia problemi di stock hanno impedito a molti di ottenere la nuova console Sony. Jim Ryan, Presidente e CEO di Sony, ha affermato che ci sarà il 99% di compatibilità dei giochi della Ps5 sulla Ps4.
Le due console Sony Ps4 e Ps5 sono compatibili con la funzionalità Share Play , che permette di condividere giochi e giochi tra le due piattaforme. In questo caso, ad esempio, una PlayStation 4 potrebbe essere utilizzata per lo streaming di titoli da una Ps5.

Come funziona Share Play sulla Ps5?

Questa tecnologia è stata implementata per la prima volta su PS4, ma è disponibile anche su PS5. In sostanza, si tratta di una funzionalità che permette di la compatibilità dei giochi della Ps5 su Ps4: una delle Playstation gioca e l’altra si connette come se fosse un servizio di videogiochi nel cloud. share play ps5

È una delle migliori caratteristiche di PlayStation 5, la possibilità di giocare praticamente a tutti i giochi PS4 nelle migliori condizioni e anche con miglioramenti tecnici, migliore risoluzione e prestazioni più elevate, grazie all’SSD della console Sony e al suo potente hardware di nuova generazione.

Il sistema consente di invitare un altro giocatore a guardare la partita o di passargli virtualmente il joystick, ovvero gli viene dato il controllo del gioco.

Per attivare Share Play, l’utente deve creare una chat room con i due utenti e poi condividere lo schermo tramite il servizio.

Prima di iniziare ad utilizzarlo è necessario disporre di un abbonamento al servizio PlayStation Plus ed è necessaria una connessione internet stabile di almeno 5 mbps.

I  salvataggi di gioco verranno trasferiti?

Oltre ai giochi stessi, è possibile trasferire i  dati di salvataggio da una PS4 a PS5 e riprendere da dove eri rimasto. In molti casi, i salvataggi nel cloud di PS4 possono essere scaricati su una PS5 (per i membri di PS Plus).

Come condividere giochi PS5 su PS4

Per giocare ad alcune delle ultime uscite Returnal o Ratchet & Clank: Rift Apart , entrambe esclusive della nuova PS5, sarà necessario disporre di entrambe le console e della tecnologia Share Play.

Ad esempio, se due amici decidono di giocare, uno dovrebbe avere in casa la nuova console Sony. In questo caso, il proprietario di Ps5 può invitare l’utente di PS4 tramite Share Play a riprodurre i titoli di nuova generazione.

I videogiochi  della Ps5 non funzionano nativamente su PlayStation 4 e per giocarci la nuova console deve fungere da server per i giochi.

Share Play è una funzionalità PlayStation ben collaudata che funziona dal 2014, ma presenta diverse limitazioni. Per iniziare, è necessario un abbonamento PlayStation Plus per utilizzarlo. Inoltre, è compatibile solo con i videogiochi disponibili nel PlayStation Store .

Il servizio, invece, richiede una buona connessione a Internet e le sessioni di gioco sono limitate a 60 minuti. Dopo un’ora dalla partenza, lo Share Play si interrompe automaticamente e deve essere ricollegato.

Quali giochi della Ps4 sono compatibili sulla Ps5?

Sony ha dichiarato che la maggioranza dei 4000 giochi della PS4 sono giocabili sulle console PS5 ad eccezione di questi 10 titoli:

  • DWVR
  • Afro Samurai 2 Revenge of Kuma Volume One
  • TT Isle of Man – Ride on the Edge 2
  • Just Deal With It!
  • Shadow Complex Remastered
  • Robinson: The Journey
  • We Sing
  • Hitman Go: Definitive Edition
  • Shadwen
  • Joe’s Dine

Questi giochi saranno evidenziati come “Playable on: PS4 only”.

Posso giocare ai giochi PSVR su PS5?

Il visore PlayStation VR è completamente compatibile con la PS5. Tuttavia, funzionerà solo con la fotocamera PS (come con PS4) e un adattatore; non funzionerà con l’accessorio della fotocamera HD della PS5.

Ora é possibile configurare gratuitamente il visore, Sony sul proprio sito di supporto, sta mettendo a disposizione questa funzione per garantire che i possessori di PSVR idonei non vengano lasciati indietro. I controller PlayStation Move e PSVR Aim Controller funzioneranno con i giochi PSVR su PS5. Puoi anche usare un DualShock 4.

Quali sono le grandi differenze tra PS5 e PS4?

La nuova generazione di console è già molto nota quando si parla di specifiche tecniche, componenti e altri dettagli.

Sony ha commentato a lungo l’importanza degli SSD PS5 rispetto all’attuale generazione guidata da PlayStation 4. Per i giocatori su PC queste sono già una necessità e su console sono sponsorizzate come il futuro, ma sono davvero così rilevanti? Bene, la verità è che lo fa e qui cercheremo di spiegare perché gli SSD sono considerati la grande differenza tra PS5 e PS4.

Le unità a stato solido (SSD) sono un’alternativa migliore alle unità disco rigido (HDD) perché non hanno parti mobili e contengono una CPU integrata. La differenza più grande è che questi SSD ridurranno i tempi di caricamento quasi fino al punto di scomparire e non sembra che sia uno slogan per il marketing. La combinazione del processore principale della PS5 e del suo velocissimo SSD potrebbe cancellare del tutto i tempi di caricamento.

Con una velocità di lettura di oltre 5,5 GB al secondo, i giochi per PlayStation 5 potrebbero iniziare in appena decimi di secondo. Invece, quando un gioco viene avviato su PS4, esegue un recupero dei dati per caricare i file in esso contenuti. Ovviamente si tratta di un processo che ritarda l’esperienza di gioco di diversi secondi e in alcuni titoli può essere misurato anche in minuti.

Tuttavia, su PS5, i dati di determinati percorsi sono nascosti, ma non scompaiono grazie agli SSD. Cioè, se entri in una stanza a sinistra, la stanza a destra non verrà generata, ma avrà la possibilità di caricare i dati che contiene molto più velocemente rispetto a questa build.

La nuova console ha un disco rigido SSD a stato solido che accelera i tempi di caricamento. La capacità di questo disco rigido sarà di 825 GB.

Questa capacità può essere espansa tramite uno slot SSD NVMe presente nella console. Per essere chiari, N2/NVME sono un tipo di unità di archiviazione a stato solido che utilizza la tecnologia PCI-Express per offrire una larghezza di banda maggiore rispetto a un SSD convenzionale, qualcosa che avrà senza dubbio una grande rilevanza nella nuova generazione della Play Station.

Vedi anche Come giocare RDR2 e come funziona RedM

 

Perché i Fenicotteri Sono Rosa?

Perché i Fenicotteri Sono Rosa? – Perché i Fenicotteri Sono Rosa?

I fenicotteri, con il loro piumaggio rosa intenso, sono tra gli uccelli più affascinanti del mondo. Ma esattamente perché i fenicotteri sono rosa? Scopriamo insieme, perché questi eleganti abitanti delle zone umide sono così rosa. Riveliamo l’enigma, mentre esaminiamo anche le loro abitudini di vita e altre curiosità che li rendono così unici.

La Dieta dei Fenicotteri: Una Chiave per il Colore delle Piume

La ragione principale per cui i fenicotteri sono rosa risiede nella loro dieta. Questi uccelli si nutrono principalmente di piccoli organismi acquatici come gamberetti e artemie, che perche i fenicotteri sono rosacontengono pigmenti carotenoidi. I fenicotteri, dotati di enzimi specializzati, trasformano i carotenoidi in pigmenti rosa, che si accumulano nelle loro piume durante la crescita.

Questa dieta ricca di carotenoidi è essenziale per mantenere il colore distintivo dei fenicotteri. La tonalità di rosa può variare a seconda della quantità di carotenoidi presenti nel cibo e nella loro dieta, spiegando perché alcuni fenicotteri possono apparire più rosa di altri.

Habitat dei Fenicotteri: Le Zone Umide del Mondo

I fenicotteri si trovano principalmente nelle regioni tropicali e subtropicali del mondo, dove le condizioni delle zone umide offrono loro abbondanza di cibo e ambienti adatti alla loro vita. Questi uccelli sono soliti frequentare lagune, laghi salati, paludi e altri habitat acquatici simili, dove possono trovare il cibo di cui hanno bisogno e creare colonie per nidificare.

L’Abitudine di Stare su una Zampa Sola: Una Tattica di Sopravvivenza

Una delle caratteristiche più distintive dei fenicotteri è la loro abitudine di stare su una zampa sola mentre riposano o dormono. Questo comportamento apparentemente strano ha una spiegazione funzionale: riduce la perdita di calore attraverso le zampe, aiutando i fenicotteri a mantenere una temperatura corporea ottimale nelle fredde acque delle zone umide.

Questo comportamento non solo li aiuta a conservare energia, ma offre anche un’ulteriore stabilità su terreni fangosi o sabbiosi, comuni negli habitat acquatici che frequentano.

Oltre al Piumaggio Rosa

Oltre alla loro inconfondibile colorazione rosa e alla loro abitudine di stare su una zampa sola, i fenicotteri sono noti per altre caratteristiche affascinanti. Il loro becco a forma di cucchiaio è perfettamente adattato per filtrare il cibo dalle acque poco profonde, consentendo loro di catturare piccoli organismi con grande precisione.

Le loro lunghe zampe sottili consentono loro di camminare agevolmente nelle zone umide, mentre il loro collo lungo e flessibile permette loro di raggiungere il cibo anche nelle profondità dell’acqua. I fenicotteri sono anche noti per il loro comportamento sociale, spesso nidificando in colonie numerose e comunicando tra loro attraverso vocalizzazioni e movimenti del corpo.

Incubazione delle Uova e Cura dei Piccoli

I fenicotteri sono genitori devoti e si occupano attentamente delle loro uova e dei loro piccoli. Durante il periodo di incubazione, i genitori si alternano nel mantenere le uova calde e al sicuro fino alla schiusa. Dopo la nascita, i genitori nutrono i loro piccoli con il cosiddetto “latte di fenicottero”, una secrezione ricca di grassi e proteine prodotta dalle ghiandole digestive.

Migrazione e Movimenti

Sebbene molti fenicotteri siano stanziali, alcune specie sono note per le loro migrazioni stagionali. In alcune regioni del mondo, le popolazioni di fenicotteri si spostano in cerca di nuove aree di alimentazione o di siti di nidificazione più favorevoli. Questi movimenti migratori possono coprire lunghe distanze e coinvolgere migliaia di individui.

Distribuzione dei Fenicotteri nel Mondo e in Italia

I fenicotteri sono diffusi in molte regioni tropicali e subtropicali del mondo, comprese l’Africa, l’Asia, l’America del Sud e alcune aree dell’Europa meridionale. Tuttavia, in Italia, la presenza dei fenicotteri è più limitata e concentrata principalmente in alcune zone costiere e nelle aree umide.

migrazione fenicotteri dove si trovano in italia sardegnaLe regioni italiane dove è possibile osservare i fenicotteri includono la Sardegna, la Sicilia, la Campania, la Puglia e la Calabria. Queste aree offrono habitat adatti alla vita di questi uccelli, come lagune, laghi salati, paludi costiere e zone umide interne.

In particolare, la Sardegna è nota per ospitare importanti colonie di fenicotteri rosa, che si riuniscono in numeri considerevoli durante la stagione riproduttiva. Le lagune costiere e le saline della Sardegna forniscono alle popolazioni di fenicotteri un ambiente ricco di cibo e relativamente sicuro per la nidificazione e l’allevamento dei loro piccoli.

La presenza dei fenicotteri in Italia è un tesoro naturalistico da preservare e proteggere. Le aree umide costiere e interne svolgono un ruolo fondamentale nel fornire habitat essenziali per queste splendide creature e rappresentano un’importante risorsa per la biodiversità locale.

La conservazione degli habitat delle zone umide e la gestione sostenibile delle risorse naturali sono cruciali per garantire la sopravvivenza dei fenicotteri e di altre specie che dipendono da questi ecosistemi delicati. Iniziative di monitoraggio, ricerca e sensibilizzazione sono importanti per proteggere e preservare le popolazioni di fenicotteri in Italia e nel mondo.

Ruolo Ecologico e Conservazione

I fenicotteri svolgono un ruolo importante negli ecosistemi delle zone umide, contribuendo alla regolazione delle popolazioni di piccoli organismi acquatici e al mantenimento dell’equilibrio ecologico. Tuttavia, molte specie di fenicotteri sono minacciate dalla perdita di habitat, dall’inquinamento e dalla caccia indiscriminata. Sforzi di conservazione e protezione degli habitat sono cruciali per garantire la sopravvivenza di queste magnifiche creature.

Leggende e Simbolismo

I fenicotteri sono stati oggetto di molte leggende e credenze popolari in diverse culture di tutto il mondo. In molte tradizioni, sono considerati simboli di grazia, bellezza e rinascita, mentre in altre culture sono associati a concetti di saggezza e spiritualità.

Perché i granchi camminano di lato?

Estrazioni Lotto, 10eLotto, Superenalotto

estrazioni lotto – Estrazioni Lotto, 10eLotto, Superenalotto

In Italia, le estrazioni del lotto, 10elotto e superenalotto sono tra le lotterie più popolari del paese. Queste estrazioni sono organizzate dalla società Sisal, sotto la supervisione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

INDICE:

Il Lotto

Il Lotto è un gioco basato sull’estrazione di 5 numeri da un totale di 90, che avviene ogni martedì, giovedì e sabato alle ore 20:00. Il costo di una singola giocata è di 1 euro, ma è possibile effettuare giocata multipla, selezionando fino a 10 numeri.

Cosa sono le ruote nel lotto?

Le ruote nel gioco del Lotto rappresentano le dieci città italiane nelle quali si svolgono le estrazioni: Bari, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia. Ciascuna ruota corrisponde ad una di queste città ed è composta da 90 numeri.

Durante l’estrazione del Lotto, vengono estratti cinque numeri più un “numero Jolly” e un “numero SuperStar”. I primi cinque numeri estratti determinano la combinazione vincente del gioco del Lotto, mentre il “numero Jolly” può essere utilizzato per la vincita di premi di seconda categoria. Il “numero SuperStar”, introdotto in seguito, offre la possibilità di vincere premi aggiuntivi se si indovina il numero corrispondente.lotto estrazione superenalotto 10 e lotto vincita ruota

Cosa rappresentano le città nel lotto?

Ogni città rappresentata da una ruota viene utilizzata per l’estrazione del Lotto in un giorno specifico della settimana. In questo modo, il gioco del Lotto garantisce un’equa distribuzione delle estrazioni su tutto il territorio nazionale.

Le città rappresentate dalle ruote del Lotto sono state scelte in base alla loro importanza storica, culturale ed economica e il loro utilizzo nel gioco del Lotto è stato introdotto nel 1939, con l’obiettivo di favorire la partecipazione dei giocatori in tutto il territorio nazionale e di garantire un maggior equilibrio nelle estrazioni.

Le probabilità di vincita del Lotto sono piuttosto basse, pari a circa 1 su 43.949 per indovinare tutti e 5 i numeri. Tuttavia, è possibile vincere anche indovinando solo 2, 3 o 4 numeri.

Il montepremi del Lotto è distribuito in base alla quantità di giocatori e alla quantità di vincitori. Se nessuno indovina tutti e 5 i numeri, il montepremi viene accumulato per la successiva estrazione.

Come funziona il 10eLotto

Il 10eLotto, invece, è una variante del Lotto che prevede l’estrazione di 20 numeri da un totale di 90. È possibile giocare da 1 a 10 numeri, e il costo della giocata varia a seconda della quantità di numeri scelti.

Le estrazioni del 10eLotto avvengono ogni 5 minuti, tutti i giorni, dalle ore 00:00 alle ore 24:00.

Le probabilità di vincita del 10eLotto sono maggiori rispetto al Lotto, ma dipendono dalla quantità di numeri giocati. Ad esempio, le probabilità di vincita per indovinare 10 numeri su 10 sono pari a 1 su 10.000.000, mentre le probabilità di vincita per indovinare 5 numeri su 10 sono pari a 1 su 325.

Anche per il 10eLotto, il montepremi è distribuito in base alla quantità di giocatori e alla quantità di vincitori.

Come funziona il SuperEnalotto

Il SuperEnalotto è una lotteria molto popolare in Italia, che prevede l’estrazione di 6 numeri da un totale di 90, più un numero Jolly e un numero SuperStar.

Le estrazioni del SuperEnalotto avvengono ogni martedì, giovedì e sabato alle ore 20:00. Il costo di una singola giocata è di 1,50 euro.

Le probabilità di vincita del SuperEnalotto sono estremamente basse, pari a circa 1 su 622.614.630 per indovinare tutti e 6 i numeri. Tuttavia, è possibile vincere anche indovinando solo 2, 3, 4 o 5 numeri, o indovinando il numero Jolly o il numero SuperStar.

Il montepremi del SuperEnalotto è accumulato per ogni estrazione in cui nessuno riesce a vincere il primo premio. Questo significa che il montepremi può accumularsi per settimane o mesi, fino a raggiungere cifre molto elevate. In passato, il montepremi del SuperEnalotto è arrivato a superare i 200 milioni di euro.

Come riscuotere la vincita?

Il montepremi del SuperEnalotto è distribuito in base alla quantità di giocatori e alla quantità di vincitori. Se nessuno indovina tutti e 6 i numeri, il montepremi viene accumulato per la successiva estrazione.

Quando si vince alla lotteria, la procedura per riscuotere la vincita può variare in base alla somma vinta. Per le vincite inferiori a 5.200 euro, il pagamento può essere effettuato presso il punto vendita in cui è stata effettuata la giocata, fino ad un massimo di 1.000 euro in contanti, mentre per le vincite superiori a 5.200 euro, invece, è necessario rivolgersi direttamente alle sedi Sisal, o a quella centrale di Sisal.

In generale, è importante ricordare che il gioco d’azzardo può comportare rischi e problemi di dipendenza. Per questo motivo, è importante giocare in modo responsabile e senza esagerare, utilizzando solo le somme che ci si può permettere di perdere.

Tutto quello che c’è da sapere sulla bioplastica

Tutto quello che c'è da sapere sulla bioplastica – Tutto quello che c'è da sapere sulla bioplastica

La bioplastica, è un’alternativa alla plastica monouso. Sostituisce ad esempio cannucce, posate, piatti, bicchieri ecc.. Le Bioplastiche essendo plastica biodegradabile o compostabile risolve il problema inquinamento.

Man mano, che sempre più ricerche vengono alla luce sugli effetti dell’uso di troppa plastica, consumatori e produttori, allo stesso modo stanno cercando un’alternativa a questo materiale onnipresente. La plastica biodegradabile e la plastica compostabile, stanno emergendo come possibile alternativa alla plastica monouso.

Com’è fatta la bioplastica? Differenza tra plastica compostabile e plastica biodegradabile.

Storia della bioplastica

La prima bioplastica, fu scoperta nel 1926 da un ricercatore francese, Maurice Lemoigne. Dal suo lavoro con il batterio bacillus megaterium. L’importanza della scoperta di Lemoigne, è stata ignorata per molti decenni perché, all’epoca, il petrolio era economico e abbondante.

Nel 1970, la crisi petrolifera riportò l’interesse per la ricerca di alternative rinnovabili. Oggi, con la crescente consapevolezza ambientale, la ricerca sulle bioplastiche ha tutto per espandere il mercato.

Una delle materie prime per la produzione di questo tipo di plastica, è la canna da zucchero. Il Brasile gioca un ruolo importante in questo mercato, essendo il più grande produttore mondiale.

Bioplastica o Plastica biodegradabile?

Bioplastica:  Plastica prodotta da fonti rinnovabili, come canna da zucchero, mais, patate e barbabietole.

Plastica Biodegradabile: quando si degrada genera acqua, CO 2 e biomassa.

Cos’è la bioplastica?

La bioplastica, si riferisce alla plastica prodotta da piante o altri materiali biologici anziché dal petrolio. Viene spesso definita plastica a base biologica.

Può essere costituità da acidi polilattici (PLA), presenti in piante come mais e canna da zucchero, o da poliidrossialcanoati (PHA) prodotti da microrganismi. Il PLA, è comunemente usato negli imballaggi alimentari. Il PHA, nei dispositivi medici come suture e cerotti cardiovascolari.

Poiché il PLA, proviene dalle stesse grandi strutture industriali che producono prodotti come l’etanolo, è la fonte più economica di bioplastica. Il PLA è il tipo più comune, viene utilizzato anche in bottiglie di plastica, posate e tessuti.

Le bioplastiche, o biopolimeri, non sono solo plastiche biodegradabili e compostabili realizzate con materiali naturali. Il nome bioplastica, si riferisce anche alle plastiche ottenute da fonti non rinnovabili. Come ad esempio il petrolio,  differenti invece le plastiche ottenute da fonti rinnovabili, come le piante, che sono biodegradabili.

Consideriamo che tutta la plastica prodotta dall’umanità, esiste ancora e che ogni anno, circa un terzo della plastica prodotta, inquina direttamente: la terra, gli oceani ed entra nella catena alimentare. Le bioplastiche, soprattutto quelle biodegradabili, si sono rivelate un’alternativa per lo sviluppo dell’umanità.

Tipi di bioplastica

Bioplastica in polibutilentereftalato adipato (PBAT)

Il polibutilene adipato tereftalato, chiamato anche “poliburato”, è uno dei tipi di bioplastiche prodotte dal petrolio, ma che è biodegradabile e compostabile. Le sue proprietà, consentono al poliburato di sostituire il polietilene a bassa densità. Una plastica a base di petrolio biodegradabile.

La bioplastica in poliburato può essere utilizzata principalmente nella produzione di borse.

Bioplastica in polibutilenesuccinato (PBS).

Il polibutilenesuccinato (PBS), è un tipo di bioplastica che può essere al 100% a base biologica e biodegradabile in condizioni industriali. Questo tipo di bioplastica, viene normalmente utilizzato negli utensili. Questi devono essere in grado di sopportare temperature elevate (da 100ºC a 200ºC).

È una bioplastica cristallina e flessibile. L’acido succinico, la base biologica della produzione di PBS, è prodotto da fonti rinnovabili e aiuta a ridurre l’impronta di carbonio. I calcoli mostrano che le emissioni di gas serra (GHG), possono essere ridotte dal 50% all’80% rispetto alla plastica di origine fossile. L’acido succinico ha anche il vantaggio di catturare la CO2 .

Bioplastica con acido polilattico (PLA).

L’acido polilattico (PLA), è una bioplastica prodotta dai batteri. Nel processo, producono acido lattico attraverso il processo di fermentazione di verdure amidacee come barbabietole, mais e manioca (tra gli altri).

Le bioplastiche PLA, possono essere utilizzate negli imballaggi alimentari, packaging cosmetico, buste da mercato in plastica, flaconi, penne, bicchieri, coperchi, posate, vasetti, bicchieri, vassoi, piatti, pellicole per la produzione di tubi, filamenti per stampa 3D, dispositivi medicali, non tessuti, tra gli altri.

bioplastiche

Il PLA è biodegradabile, riciclabile meccanicamente e chimicamente, biocompatibile e bioriassorbibile. Rispetto alle tradizionali plastiche petrolifere, come il polistirene (PS) e il polietilene (PE), che impiegano dai 500 ai 1000 anni per degradarsi, il PLA guadagna a passi da gigante. Questo perché il suo degrado impiega dai sei mesi ai due anni per avvenire. E quando viene smaltito correttamente, si trasforma in una sostanza innocua, perché facilmente degradabile dall’acqua.

Svantaggi del PLA

Lo svantaggio, è che il PLA è una plastica di produzione costosa e il suo compostaggio avviene solo in condizioni ideali. Un altro problema, è che le normative americane e brasiliane consentono la miscelazione del PLA con altri tipi di plastica non biodegradabile. Pur migliorando le loro qualità in termini di utilizzo, questa danneggia l’ambiente.

Plastica PLA: opzione biodegradabile e compostabile

Ma non possiamo confonderlo con l’amido plastico, noto come amido termoplastico, perché nel processo di produzione del PLA, l’amido viene utilizzato semplicemente per arrivare all’acido lattico. A differenza della plastica a base di amido termoplastico, che ha l’amido come materia prima principale.

Di questi due tipi, il PLA è vantaggioso perché è più resistente e sembra più una plastica normale, oltre ad essere plastica biodegradabile al 100% (se si hanno le condizioni ideali).

Bioplastica ricavata dalle alghe

Nella produzione di biomassa di alghe per lo sviluppo della bioplastica, viene effettuata la creazione combinata di pesce (per il consumo) e alghe. I vantaggi di queste tipologie di bioplastiche, sono la loro possibilità di biodegradabilità, origine da fonte rinnovabile, basso costo di produzione e non concorrenza con i seminativi.

Bioplastica con guscio di gambero

I gusci di gamberi, che sono un importante prodotto di scarto nell’industria alimentare, vengono utilizzati per lo sviluppo di bioplastiche.

plastica compostabile

L’idea è quella di utilizzare questo tipo di bioplastica per la produzione di shopper e packaging alimentare.

Oltre ad essere una fonte rinnovabile, questo tipo di bioplastica è biodegradabile, riutilizza i rifiuti industriali e ha anche proprietà antimicrobiche, antibatteriche e biocompatibili, il che è un vantaggio per il confezionamento di alimenti e farmaci.

Bioplastica poliidrossialcanoato (PHA).

Le bioplastiche di poliidrossialcanoato (PHA) possono essere prodotte in diversi modi da specifici ceppi di batteri. Nel primo caso, i batteri sono esposti a un apporto limitato di nutrienti essenziali come ossigeno e azoto, che favoriscono la crescita di PHA – granuli di plastica – all’interno delle loro cellule come riserve di cibo ed energia.

Piante, petrolio e lotta per la sicurezza alimentare

Circa l’8% del petrolio mondiale viene utilizzato per produrre plastica e i sostenitori delle bioplastiche spesso propongono di ridurre questo uso come un grande vantaggio.

Questa argomentazione si basa sull’idea che se un oggetto di plastica non rilascia carbonio quando viene scartato, le bioplastiche aggiungeranno meno carbonio all’atmosfera quando si degradano, perché essenzialmente restituiscono il carbonio che le piante hanno assorbito durante la crescita (invece di rilasciare carbonio che era intrappolato sotto forma di petrolio greggio).

Il problema con le bioplastiche prodotte dai biocarburanti è che occupano terreni che potrebbero essere utilizzati per la produzione alimentare e non sono ancora biodegradabili.

La bioplastica è la soluzione?

Uno studio ha scoperto che le bioplastiche contengono tante sostanze chimiche tossiche quante sono le plastiche convenzionali. Come d’altronde le plastiche monouso.

La ricerca è stata condotta da scienziati dell’Università tedesca di Goethe ed è descritta come la più grande ricerca fino ad oggi sul contenuto chimico delle bioplastiche.

plastica biodegradabile compostabile

Il lavoro si è concentrato su 43 diversi tipi di bioplastiche, come bottiglie per bevande, tappi per vino e posate usa e getta, con il team che ha scoperto che la stragrande maggioranza di questi articoli conteneva migliaia di sostanze chimiche diverse.

Le bioplastiche contengono sostanze tossiche?

“L’ottanta per cento dei prodotti conteneva più di 1.000 sostanze chimiche diverse”, ha affermato Martin Wagner dell’Università norvegese di scienza e tecnologia e coautore dello studio. “Alcuni di loro arrivano fino a 20.000 sostanze chimiche”.

Si è scoperto che le bioplastiche a base di cellulosa e amido contengono la maggior parte delle sostanze chimiche e hanno anche innescato le reazioni tossiche più forti nei test di laboratorio in vitro, come confermato dai biologici e dalla spettrometria di massa. Nel complesso, i ricercatori hanno scoperto che le caratteristiche di queste bioplastiche sono alla pari con le plastiche ordinarie in termini di tossicità.

Come si decompongono le bioplastiche?

Inoltre, se finiscono nelle discariche, le bioplastiche si decompongono con la materia organica e altri tipi di rifiuti. La decomposizione della sostanza organica esistente nella massa dei rifiuti smaltiti nella discarica sanitaria produce una notevole quantità di percolato e biogas, ricco di metano (CH4) .

Il principale effetto negativo del metano sull’ambiente è il suo contributo allo squilibrio dell’effetto serra, contribuendo al riscaldamento globale. Se inalato in grandi quantità, il gas può anche causare soffocamento e perdita di coscienza, arresto cardiaco e, in casi estremi, danni al sistema nervoso centrale.

Il compostaggio genera molti vantaggi per l’ambiente e la salute pubblica, sia applicato in aree urbane che rurali. Il principale è che, nel processo di decomposizione, si verifica la formazione di acqua, percolato non tossico e biomassa (humus). Tuttavia, per essere efficace su larga scala è necessario un sistema adeguato.

La soluzione è attuare un consumo sostenibile

Pertanto, affinché una società si sviluppi sulla falsariga della sostenibilità, è necessario ripensare i consumi, soprattutto dovuti alla plastica monouso. Inoltre, è necessario aumentare il riutilizzo e il riciclaggio delle materie plastiche in modo che rimangano nell’ambiente per meno tempo. Queste azioni sono in linea con quanto predica l’economia circolare.

Per ridurre i rifiuti di plastica consumati, il primo passo è praticare un consumo consapevole, ovvero ripensare e ridurne il consumo. Hai mai pensato a quante plastiche superflue utilizziamo nella vita di tutti i giorni che potrebbero essere evitate?

Quando invece non è possibile evitare il consumo, la soluzione è optare per un consumo più sostenibile possibile e per il riutilizzo e/o il riciclaggio. Ma non tutto è riutilizzabile o riciclabile. In questo caso è importante smaltire correttamente.



Perché la mimosa è il simbolo che rappresenta la festa della donna

mimosa – Perché la mimosa è il simbolo che rappresenta la festa della donna

L’8 marzo è una data molto importante per le donne di tutto il mondo. Si tratta della Festa della Donna, una giornata dedicata alla celebrazione dei diritti delle donne e alla lotta contro ogni forma di discriminazione di genere. In molti paesi, questa festa viene festeggiata regalando alle donne una mimosa, che è diventata il simbolo della Festa della Donna. Ma perché proprio l’8 marzo è stato scelto come data per questa celebrazione? E perché la mimosa è diventata il simbolo di questa festa? In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande, esplorando le origini e la storia della Festa della Donna e il significato della mimosa come simbolo di questa festa.

INDICE

La mimosa è una pianta molto amata in tutto il mondo per la sua bellezza e il suo profumo intenso. La pianta appartiene alla famiglia delle Leguminose e il suo nome scientifico è Acacia dealbata. Il nome “mimosa” deriva dal greco anticomimos“, che significa imitatore, a causa della sua capacità di imitare il movimento delle foglie quando viene toccata dal vento.

Storia della mimosa

La mimosa è originaria dell’Australia e della Tasmania, ma è stata introdotta in Europa nel XIX secolo. In Italia, la mimosa è diventata una pianta molto popolare negli anni ’40, quando è diventata il simbolo della Festa della Donna.

La Festa della Donna è una celebrazione internazionale che si tiene ogni anno l’8 marzo per commemorare la lotta delle donne per i loro diritti e per l’uguaglianza di genere. La mimosa è diventata il simbolo della festa a causa della sua fioritura invernale, che rappresenta la rinascita e la speranza per il futuro.

Le caratteristiche della mimosa

La mimosa è una pianta sempreverde che può raggiungere i 10 metri di altezza. Le sue foglie sono piccole e di un colore verde brillante, mentre i suoi fiori sono di un colore giallo dorato intenso. I fiori della mimosa hanno una forma sferica e sono molto profumati. La pianta fiorisce tra febbraio e marzo, proprio in tempo per la Festa della Donna.

La mimosa è una pianta molto resistente e facile da coltivare. Tuttavia, la sua fioritura è molto breve, dura solo alcune settimane, ma durante questo periodo, la pianta è una vera e propria meraviglia della natura.

Perché la mimosa rappresenta la festa della donna?

La mimosa è diventata il simbolo della Festa della Donna in Italia negli anni ’40, quando le donne italiane iniziarono a lottare per i loro diritti e per l’uguaglianza di genere. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la mimosa era l’unica pianta disponibile in gran quantità, e veniva usata per decorare le strade e le case delle donne.

La mimosa rappresenta la forza e la determinazione delle donne, che lottano per il loro futuro e per i loro diritti. Inoltre, il suo fiore giallo dorato rappresenta il sole, la luce e la speranza per il futuro.

La mimosa in altre culture

La mimosa è diventata un simbolo internazionale della lotta per i diritti delle donne, ed è stata adottata anche in altre culture. In Francia, ad esempio, la mimosa è il simbolo del movimento femminista, mentre in Russia, il 8 marzo è una festa nazionale, chiamata “Giornata Internazionale della Donna”, in cui la mimosa è il fiore tradizionale.

La mimosa è una pianta facile da coltivare e molto resistente, che può essere utilizzata anche per altri scopi oltre alla decorazione. L’estratto di mimosa viene utilizzato in profumeria per la produzione di profumi e oli essenziali, mentre le foglie e i fiori vengono utilizzati in erboristeria per la produzione di rimedi naturali.

Cultura e letteratura

La mimosa ha anche una valenza simbolica nella cultura e nella letteratura. In alcune culture, la mimosa rappresenta la dolcezza, l’amicizia e l’amore, mentre in letteratura è stata spesso utilizzata come metafora per rappresentare la bellezza e la fragilità della vita.

La Festa della Donna, celebrata il 8 marzo di ogni anno, è una festività molto importante in tutto il mondo. Questa festività è stata creata per commemorare la lotta delle donne per i loro diritti e per l’uguaglianza di genere. In molti paesi, la mimosa è diventata il simbolo ufficiale di questa festività e viene offerta come omaggio alle donne in questo giorno speciale.8 marzo mimosa simbolo festa della donna

Ma chi ha scelto la mimosa come simbolo della Festa della Donna?

La scelta della mimosa come simbolo della Festa della Donna risale al 1946, quando un gruppo di donne italiane, guidate da Teresa Mattei, decisero di creare una festa per commemorare la lotta delle donne per i loro diritti.

Per scegliere il simbolo della Festa della Donna, le donne italiane vollero trovare un fiore che fosse in grado di rappresentare i valori della festa, come la solidarietà, la lotta per i diritti e l’uguaglianza di genere. La scelta cadde sulla mimosa perché era una pianta molto diffusa in Italia, con una fioritura invernale molto rigogliosa e colorata.

Inoltre, la mimosa è anche un simbolo della rinascita e della speranza per il futuro, poiché fiorisce durante la stagione invernale, quando tutto sembra morto e sepolto sotto la neve. La mimosa, quindi, rappresenta perfettamente i valori della Festa della Donna, e fu scelta come simbolo ufficiale della festività.

Da allora, la mimosa è diventata il simbolo ufficiale della Festa della Donna in molti paesi del mondo, tra cui l’Italia, la Francia, la Spagna, la Russia e molti altri. Ogni anno, migliaia di mazzi di mimose vengono venduti in questi paesi per essere offerti come omaggio alle donne in occasione della festività.

Perché la festa della donna si festeggia l’8 marzo

La prima teoria

l’8 marzo 1908 un gruppo di donne lavoratrici della Triangle Shirtwaist Company, una fabbrica tessile di New York, organizzò una manifestazione per protestare contro le terribili condizioni di lavoro cui erano sottoposte. Le donne chiedevano salari più alti, orari di lavoro più umani e condizioni di lavoro più sicure.

La manifestazione, organizzata dal sindacato dei lavoratori dell’industria tessile, coinvolse migliaia di donne e fu una delle prime proteste organizzate dalle donne lavoratrici negli Stati Uniti. Tuttavia, la manifestazione si trasformò in un evento tragico quando la polizia intervenne per disperdere la folla e furono uccise 123 persone, di cui la maggior parte erano donne.

Questa manifestazione fu un evento significativo nella storia del movimento operaio e femminista negli Stati Uniti, e ha contribuito a portare l’attenzione pubblica sulle condizioni di lavoro precarie delle donne nell’industria tessile e in altri settori.

L’anno successivo, nel 1909, si tenne a New York la prima Giornata Nazionale della Donna, organizzata dal Partito Socialista d’America per richiamare l’attenzione sulle questioni delle donne e per chiedere diritti come il voto, l’uguaglianza di genere e il miglioramento delle condizioni di lavoro delle donne.

In seguito, il movimento per i diritti delle donne negli Stati Uniti continua a crescere e ad espandersi, fino a quando, nel 1975, l’8 marzo è dichiarato dalla Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti delle Donne come la Giornata Internazionale della Donna.

La seconda teoria

La seconda teoria vede l’8 marzo, come data della Festa della Donna per commemorare un evento storico che ha avuto luogo a San Pietroburgo nel 1917. In quell’anno, le donne russe si unirono in una manifestazione per chiedere pane e pace durante la Prima Guerra Mondiale. Questa manifestazione, che coinvolse migliaia di donne, fu un evento molto significativo nella storia del movimento femminista e della lotta per i diritti delle donne.

Secondo la teoria derivante da San Pietroburgo, l’8 marzo 1917 le donne russe scesero in strada per chiedere pane e pace durante la Prima Guerra Mondiale. La manifestazione, organizzata dalle donne operaie della fabbrica Putilov, fu un evento molto significativo nella storia del movimento femminista e della lotta per i diritti delle donne.

La manifestazione iniziò il 23 febbraio secondo il calendario giuliano (che corrisponde all’8 marzo secondo il calendario gregoriano) e durò diversi giorni. Le donne chiesero anche la fine della guerra e il ritorno dei loro mariti e figli dal fronte.

La manifestazione fu inizialmente pacifica, ma poi si trasformò in un evento molto violento, con scontri tra la polizia e i manifestanti. L’evento è considerato un importante punto di svolta nella storia della Russia, poiché contribuì alla caduta del governo zarista e alla nascita della Repubblica russa.

L’8 marzo divenne quindi la data ufficiale della Festa della Donna in molti paesi, tra cui la Russia e molti paesi dell’ex blocco sovietico. In questi paesi, l’8 marzo è ancora oggi una festa nazionale, durante la quale le donne sono celebrate e omaggiate.

Entrare nel Metaverso – The Sandbox

Entrare nel Metaverso - The Sandbox – Entrare nel Metaverso - The Sandbox

Vediamo come funziona The Sandbox, la sua storia, come è cambiata la piattaforma fino ad oggi. L’auto proclamazione in metaverso The Sandbox. Analizziamo poi come entrare su the sandbox e soprattutto cosa fare all’interno. Come guadagnare o “giocare”, i land ovvero i terreni, il sistema monetario e come funziona il token sand o la crypto $sand per le transazioni.

The Sandbox – il gioco com’era in origine

The Sandbox è un gioco online nato nel 2012 dall’Azienda specializzata in creazione di giochi Pixowl. La grafica è intesa in pixel, unica caratteristica di design mantenuta fino ad oggi. Inizialmente the sandbox è disponibile per dispositivi mobile. Scaricabile e acquistabile dagli store apple o play store. Il gioco ai suoi albori, Come il suo nome lascia intendere, The Sandbox, si svolge in un “recinto di sabbia”. Il suo funzionamento si basa su leggi della fisica ed elementi che si trovano e mutano in natura.

Sono messi a disposizione circa 230 oggetti o elementi naturali. Il personaggio che si interpreta è un sorta di divinità alle prime armi, aspira quindi ad essere poi una Divinità un vera e propria. All’interno della nostra sandbox si può creare l’universo. Abbiamo a disposizione una moltitudine di elementi che esistono nella vita reale, quindi: acqua, terra, sabbia, vetro, ferro, gemme, alberi ecc. ecc. A questi si uniscono anche gli esseri viventi, sia umani che animali. Il tutto per arrivare a creare un nuovo mondo ripercorrendo i passi di quello reale.

Il gioco è diviso in missioni e livelli, sono circa 310 totali. Si passa dalla creazione della terra mescolando acqua e fango, alla creazione di circuiti elettrici, fino alla tecnologia del terzo millennio con robot e apparecchiature elettroniche.

Nel gioco non ci sono limiti all’immaginazione, ogni giocatore può creare o distruggere il suo mondo. Composto o meno da foreste, montagne, mari, case, e qualsiasi opzione possa venire in mente. A questi poi si aggiungeranno mestieri con attività da mandare avanti, progetti da inventare ecc.

Una volta completato il proprio mondo il gioco consente di mettere online le proprie creazioni, per condividerle o mostrarle ad altri giocatori.

Esistono dei video che sono ancora online che testimoniano e dimostrano come era il gioco nei suoi primi anni di nascita e come entrare su the sandbox ai tempi. Sono reperibili oltre che su diversi siti web, anche su Youtube, su uno dei primi canali della piattaforma stessa. The Sandbox prima versione.

Come funziona The Sandbox oggi

Nel 2018 il gioco è stato acquisito da un’altra società rivoluzionando il suo sistema quasi completamente. Il gioco viene inserito e pensato come blockchain dando quindi vita a un sistema di compravendita e usabilità a “pagamento” tramite crypto, certificandone la proprietà. Rimane immutata la sua mission principale di mondo parallelo. Inteso oggi come l’ormai famoso, metaverso.  La differenza, rispetto a prima, è che l’universo The Sandbox, oggi è unico per tutti.

Diventa un metaverso a tutti gli effetti nel novembre del 2021. Entrando nel metaverso di The Sandbox, si può essere semplici utenti, ovvero acquistare proprietà, terreni, case, arredi particolari, automobili e migliaia di articoli e oggetti che fanno parte della quotidianità anche nella vita reale. Oppure si può essere creatori, o meglio designer di questi oggetti e venderli ad altri “giocatori”.

Proprio questo sta aprendo uno scenario che può sembrare assurdo. I prezzi di acquisto di terreni, isole, palazzi e quant’altro, avendo un certificato di proprietà e quindi rivendibili, hanno dei prezzi che sfiorano e a volte superano quelli che vediamo in realtà.

Come entrare su The Sandbox

Per poter entrare su The Sandbox è necessario creare un account direttamente dal sito web. Prima di fare ciò è necessario collegare un wallet. Nel caso di Sandbox bisogna avere un wallet su Metamask. Una volta creato il wallet, qualora non se ne possegga già uno, in fase di creazione dell’account la piattaforma chiederà di effettuare il collegamento tra il wallet e l’account che andiamo a creare. Questo consentirà di poter acquistare o vendere, ricevere o regalare gli oggetti sul “gioco”. Fatto questo, la fase successiva è la creazione del proprio avatar o personaggio di gioco.

Cosa si fa dentro il metaverso The Sandbox

Dopo aver creato il personaggio le attività che si possono svolgere all’interno della piattaforma sono molteplici e bisogna categorizzarle. Al momento il gioco è in fase di evoluzione, rinominato in questa fase: alpha. Per poter “giocare” sono presenti delle attività e delle esperienze di gioco messe in atto dagli sviluppatori. Gli aggiornamenti sono rilasciati per stagioni. Una volta completate le varie esperienze, per farne di nuove è necessario attendere l’aggiornamento alla cosiddetta nuova “season”.

Altre attività da svolgere al di fuori dalle meccaniche di azione di gioco sono: acquistare dei terreni, chiamati: Land. La piattaforma infatti, ha mette a disposizione un numero limitato di land o “terreni”, come entrare sandbox landquesti come nella vita reale, possono essere acquistati e venduti, in base alla dimensione. Al posto degli ettari di terra della vita reale, parleremo di pixel tridimensionali. I Land Sandbox sono molto richiesti anche e soprattutto tra i personaggi dello spettacolo

I Land, essendo concepiti come “nft” e quindi con certificato di proprietà, possono essere acquistati sia all’interno della piattaforma nella sezione apposita, che su piattaforme di exchange esterne che ne consentono la compravendita.

Altre attività da svolgere oltre ai land possono essere, creare o acquistare oggetti chiamati asset. Le transazioni di questi, avvengono sempre nell’apposita sezione della piattaforma, o tramite “mercati convenzionati”, ad esempio OpenSea. Tra gli asset troviamo, case, automobili, ville, arredi, abbigliamento, ecc. ecc..

Inoltre si possono creare delle dinamiche interne sotto forma di esperienza utente. Creare quindi dei giochi attraverso lo strumento Game Maker, messo a disposizione da The Sandbox. Creare giochi ed esperienze utente, grazie al software disponibile non necessita di doti di programmazione ma piuttosto di creatività ed ingegno. Anche quest’ultimi possono essere venduti e acquistati sia all’interno della piattaforma che tramite mercati esterni.

Per poter svolgere tutte queste attività, viene utilizzata la moneta creata da The Sandbox, chiamata Sand.

La moneta di The Sandbox – Crypto Sand

La piattaforma ha un suo sistema monetario. Per poter acquistare o vendere oggetti o altri elementi, lo si fa tramite la moneta o meglio la crypto: $SAND. Questa crypto, come tutte le altre, non ha un valore fisso. $SAND varia in base al mercato con la legge dell’offerta e della domanda.

token sand crypto $sandPer ottenere i token sand o crypto $Sand, da investire o scambiare nelle piattaforme di exchange che lo consentono, ci sono diversi modi. Il più economico nonché gratuito, è all’interno di The SandBox. Il “gioco” infatti permette, svolgendo diverse attività che variano dalla promozione tramite referral a missioni di gioco, di guadagnare token SAND.

In alternativa i Token SAND o crypto $SAND sono acquistabili sulle piattaforme più famose di Exchange o di trading. Anche per i token Sand (crypto $SAND) è applicata una commissione, ad oggi circa il 5% su ogni operazione che viene effettuata. Discorso diverso invece per le transazione dovute all’interno delle dinamiche di gioco intese nel “metaverso” The Sandbox.

I combustibili alternativi del futuro

I combustibili alternativi del futuro – I combustibili alternativi del futuro

Quali sono le migliori alternative ai combustibili fossili?

L’impatto ambientale dei combustibili fossili

L’inquinamento e il riscaldamento globale sono due dei maggiori problemi che affrontiamo in termini ambientali e planetari. Uno dei modi che si sta mettendo in pratica per trovare una soluzione, è la sostituzione dei combustibili fossili con combustibili alternativi, più sostenibili in termini di produzione e soprattutto, meno inquinanti.

Auto, aerei, case, sono molte le destinazioni d’uso per questi nuovi carburanti alternativi. Non tutti sono ugualmente vantaggiosi o servono per le stesse cose, ma sicuramente di alcuni di essi già se n’è sentito parlare, come: il biodiesel, l’idrogeno o l’etanolo. Per capirne di più sui carburanti del futuro, perché si sta pensando di cambiare il veicolo o l’impianto di riscaldamento, in questo articolo spiegheremo le caratteristiche principali di ciascuno di essi.

Cosa sono i combustibili alternativi?

I combustibili alternativi sono quelli che dovrebbero sostituire quelli attuali, al fine di ottenere prestazioni uguali o superiori, ma senza gli aspetti negativi in ​​termini di inquinamento e sostenibilità.

In generale, un combustibile alternativo viene solitamente considerato quando non proviene da fonti fossili, non inquina l’aria, non contribuisce al riscaldamento globale e la sua produzione e consumo è molto più sostenibile per l’economia e l’ambiente.

Quali sono i combustibili alternativi?

Idrogeno

Iniziamo con l’elemento più abbondante nell’universo, l’idrogeno. Sebbene i veicoli che si muovono grazie a questo gas siano stati testati a lungo, specialmente nel trasporto pubblico in alcune città, non ha ancora fatto il salto necessario per prevalere.
Il principale vantaggio dell’idrogeno come combustibile alternativo è che non genera alcun tipo di inquinamento o spreco. L’abbondanza di idrogeno è anche un altro vantaggio per chi scommette su questo carburante e naturalmente, la facilità di rifornimento, molto simile a quella tradizionale della benzina o del gasolio, che permette di completare la carica completa in pochi minuti.

Ci sono anche degli svantaggi associati all’idrogeno come combustibile. Il principale svantaggio nell’utilizzo dell’idrogeno, è che ci sono pochi punti di ricarica, si contano sulle dita della mano, anche se i buoni propositi ci permettono di confidare che presto questo numero aumenterà. Inoltre, al momento, i veicoli a idrogeno sono molto costosi e ci sono alcuni dubbi sullo stoccaggio delle batterie che utilizzano i loro motori.

Etanolo

Un altro ottimo candidato per diventare il carburante del futuro è l’etanolo. Per chi non sapesse cosa sia l’etanolo, è un combustibile ottenuto dalla fermentazione di zuccheri ottenuti da prodotti come canna da zucchero, barbabietole e mais.
La cosa migliore dell’etanolo è che è molto più rispettoso dell’ambiente rispetto ai combustibili a base di petrolio. Lo svantaggio è che non è così efficiente e sono necessarie quantità maggiori per ottenere le stesse prestazioni.

Biodiesel

Il biodiesel è un carburante alternativo che si ottiene da grassi vegetali o animali . Se i motori dei veicoli vengono adattati, potrebbero utilizzare questo tipo di carburante per funzionare, sia allo stato puro che miscelato con il diesel tradizionale.
Tra i grandi vantaggi del biodiesel c’è che il suo utilizzo è completamente sicuro. Inoltre, la sua combustione non emette tanti componenti inquinanti come il diesel. L’aspetto negativo nell’utilizzo del biodiesel è che non esistono sistemi di produzione e distribuzione che consentano un consumo di massa da parte degli utenti.

GPL (Gas di petrolio liquefatto) 

Conosciuto anche come propano, questo gas è uno dei più utilizzati come carburante alternativo per i veicoli. Molti mezzi pubblici nelle città italiane, infatti, utilizzano questo  gas per la mobilità urbana, inoltre ci sono sempre più stazioni di ricarica adibite al rifornimento.

Per gli utenti, il vantaggio diretto è che è molto più economico del diesel e della benzina. Inoltre è anche meno inquinante, quindi il suo utilizzo è consigliato anche a questo proposito. Il lato sfavorevole del propano, è che per produrlo si crea anche il metano, un gas che incide negativamente per il riscaldamento globale.

Elettricità

Elettricità rinnovabile ed auto elettriche.

Alcune auto non hanno bisogno di carburante liquido. I veicoli elettrici plug-in funzionano senza batterie. Naturalmente, queste batterie devono essere caricate utilizzando l’elettricità. Se tale elettricità proviene da energia solare o eolica, non si crea inquinamento atmosferico durante la generazione dell’elettricità o durante il suo utilizzo per alimentare il veicolo.

Ci sono alcuni veicoli elettrici disponibili ora e molti altri modelli di veicoli elettrici plug-in probabilmente diventeranno disponibili nel prossimo futuro.

Veicoli a celle di combustibile

Un veicolo a celle a combustibile (FCV) o veicolo elettrico a celle a combustibile (FCEV) è un veicolo elettrico che utilizza una cella a combustibile. In alcuni casi la cella a combustibile, viene utilizzata in combinazione con una piccola batteria o un condensatore, per alimentare il suo motore elettrico di bordo.

Le celle a combustibile nei veicoli generano elettricità generalmente utilizzando l’ossigeno dell’aria e l’ idrogeno compresso. La maggior parte dei veicoli a celle a combustibile sono classificati come veicoli a emissioni zero che emettono solo vapore acqueo e calore.

L’idrogeno derivato dall’acqua può essere utilizzato nei veicoli a celle a combustibile. Quando l’elettricità generata dal vento o dal sole viene utilizzata per dividere l’acqua, non viene emesso alcun inquinamento né durante la sua produzione né durante l’uso dell’idrogeno in un veicolo a celle a combustibile.

I veicoli alimentati a idrogeno non emettono praticamente idrocarburi, particolato, anidride carbonica o monossido di carbonio. Sono visti come un’opzione particolarmente interessante per ridurre le emissioni di gas serra. Questi veicoli sono ancora in fase di ricerca e non sono generalmente disponibili.

Altri combustibili alternativi per il futuro

I combustibili alternativi elencati in questo articolo sono i più importanti e con maggiori probabilità di diventare i combustibili alternativi del futuro. Questo non significa che siano gli unici e che non ce ne siano altri che possano prendere il loro posto o avere un loro ruolo più importante in pochi anni.

Tra questi, possiamo citare il metanolo, il gas naturale o l’ energia elettrica, che è già ampiamente utilizzata in molti veicoli e sarà probabilmente la fonte di energia più utilizzata in futuro.

Quando si parla di combustibili, non si possono escludere cambiamenti e nuovi modi di generare energia che cambieranno completamente il nostro modo di vivere e, allo stesso tempo, proteggeranno l’ambiente.

Perché a Torino c’è il Museo Egizio?

Perché a Torino c'è il Museo Egizio? – Perché a Torino c'è il Museo Egizio?

Tra i sarcofagi dei faraoni e le collezioni del Museo Savoia voluto da re Carlo Felice Savoia, l’oggi conosciuto Museo Egizio di Torino, offre tra i reperti più famosi e conosciuti al mondo.

Il più importante Museo Egizio al Mondo dopo quello del Cairo

Il museo delle Antichità Egizie di Torino nasce nel 1824 per volontà del Re Carlo Felice di Savoia. Una passione, quella di Casa Savoia, che ha vita già nel 1628 con il Duca Carlo Emanuele Primo che, tra i suoi acquisti, vantava la Mensa Isiaca (una lastra in bronzo che raffigura Iside e altri deii).

Il primo reperto di Casa Savoia

La Mensa Isiaca suscitò particolare interesse, motivo per il quale furono inviati in Egitto degli studiosi. Tra questi Vitaliano Donati (Professore Universitario e appassionato di egittologia). Quest’ultimo ritrovò, e portò in Italia, una vasta mole di reperti. Tra i più conosciuti una statua di Ramses Secondo in granito rosa.

La raccolta di più collezioni da vita al Museo Egizio

Dunque, in aggiunta alla collezione di casa Savoia, Re Carlo Felice compra inoltre, dal Console di Francia Bernardino Drovetti, circa 6000 reperti (5628), acquisiti durante l’occupazione in Egitto, tra cui: Sarcofagi, statue, manufatti, papiri e documenti, monili ecc. Secondo gli storici la cifra per l’intera collezione fu di 400mila Lire.

 

Dalla raccolta di queste due immense collezioni nasce quindi il primo Museo Egizio con sede al palazzo chiamato Collegio dei Nobili, dove furono raccolte le collezioni del Re Carlo Felice.

Apertura del Museo Egizio di Torino

La sua prima apertura al pubblico fu nel 1832. Ad oggi, comunque, non tutti i reperti all’interno del museo sono in esposizione al pubblico.

Ritrovamenti e reperti fuori dall’Egitto

Sebbene, fino a pochi decenni fa era pratica comune per tutti i reperti scovati, acquisirne proprietà ed esportarli, soprattutto in paesi occupati da altre nazioni (come il caso della Francia con l’Egitto in era Napoleonica) si è posto fine a tutto ciò. Ad oggi, infatti, tutti i ritrovamenti non possono essere portati fuori dall’Egitto se non per mostre, scambi momentanei tra musei o tour, dei singoli reperti.

I reperti più importanti del Museo Egizio di Torino

Il libro dei Morti o Papiro di Luefankh

Il Libro dei Morti di Luefankh è un esteso testo funebre con alternate delle rappresentazioni. Un papiro dell’era Tolemaica (300 A.C) il cui nome è stato scelto e assegnato, dall’archeologo tedesco Richard Lepsius. Lo studioso, grazie all’ottima conservazione del papiro, ha raggruppato e tradotto l’intero papiro. Suddividendolo in capitoli e paragrafi, ne è famoso il capitolo 125. In questo capitolo viene riportato come Luefankh, con una dichiarazione sulla purezza d’anima, sia degno e meritevole di accedere al mondo dell’aldilà.

Tela di Lino di Gebelein

Un’opera frammentaria, che raffigura barche sul fiume Nilo e non solo. Scoperta dall’italiano Giulio Farina nel 1930. Le figure rappresentate si pensi siano attente alla caccia di ippopotami. Inoltre era puramente ornamentale, sicuramente con significato per la persona cui era destinata. Si stima sia del 3500 A.C. circa, o comunque dell’era Predinastica.

La Mummia di Gebelein

Anche chiamata la Mummia Predinastica data dalla stima dei suoi anni. Molti studi sono stati svolti attorno a questa Mummia, soprannominata dagli studiosi Fred. Ritrovata nel deserto, nel quale la sabbia e il caldo, hanno svolto un ruolo importante nella conservazione, si pensa siano stati eseguiti lavori di mummificazione ancora in evoluzione da parte degli egiziani. Infatti, precede di molti secoli l’era in cui vennero utilizzati i sarcofagi. Nel museo di Torino è stata riprodotto il luogo di ritrovamento. La mummia si trova in posizione fetale in una teca con tutto il corredo funerario ritrovato.

La tomba di Gebelein o tomba degli ignoti

Una scoperta fantastica, poiché il sito ritrovato è risultato inviolato e intatto. Al suo interno, sono state rilevate 3 stanzenelle quali erano presenti, mummie con sarcofagi e corredi al completo. Questo però non è bastato a dare un nome a coloro che “riposavano” al suo interno. La particolarità dei ritrovamenti, risulta, nel modo in cui sono state trattate. Il volto ridipinto sulle bende che coprono il viso, anziché ricostruito in maschera. Gli arti bendati in maniera insolita, ovvero a parte, rispetto al resto del corpo.

La cappella dell’artista Maia e della moglie Tamit

Risalente all’era di Tutankhamon, nel villaggio riscoperto Deir el-Medina, vicino all’oggi conosciuta Luxor, un ritrovamento che dimostra l’evoluzione degli egiziani nelle opere funerarie. Qui anche le pareti, sono state dipinte e ornate con scene rappresentati il rito funerario della coppia ritrovata. Nei dipinti vengono anche riportate le persone che vi parteciparono, come ad esempio i figli. L’intera cappella con le pitture è stata rimossa dal sito per essere ricostruita all’interno del Museo.

La tomba di Kha e Merit

Come per la cappella di Maia e Tamit riscoperta a Deir el-Medina, anche la tomba di Kha e Merit è stata ritrovata nello stesso luogo. Kha era l’architetto al servizio del Faraone Amenhotep Terzo. Anche questo sito è stato ritrovato illeso e non deturpato. All’interno erano presenti sarcofagi con dettagli d’orati. Quello dell’uomo era composto da tre sarcofagi, uno dentro l’altro, tipo matrioska. Inoltre, scrigni, rappresentazioni in statuette, ornamenti e contenitori d’argilla contenenti cibo dell’epoca. Il sito, interamente riportato al Museo Egizio di Torino (ex Museo Savoia) è datato a circa 3500 anni fa.

Ostrakon della ballerina

Anche questo reperto, è stato ritrovato nel famoso sito a Deir el-Medina. Raffigura movimenti danzanti di una giovane ballerina. Ostrakon o Ostraka dal greco conchiglia, erano le basi che fungevano da tela per i dipinti degli artisti egiziani. Un frammento in pietra calcarea del 1500 circa a.c. delle dimensioni minute, è un pezzo prezioso del repertorio del museo di Torino. Sia perché rappresenta movenze degli usi e costumi dell’epoca, sia perché ci fa capire quanto fossero creativi gli artisti dell’epoca.

Ellesyia e il suo Tempio rupestre

Vicino ad Abu Simbel, famoso sito in cui diverse opere e Templi sono dedicati al faraone Ramses Secondo e sua moglie Nefertari,  è stato ritrovato il tempio di Ellesya. La sua costruzione è stata decisa da Thutmose Terzo (Faraone del 1400 circa a.c.). Questo tempio è stato più volte ridipinto e ristrutturato dalle diverse culture che si sono susseguite nei tempi. Dapprima nell’era e nel credo del Faraone Akhenaten, dopodiché dal faraone Ramses Secondo e infine dall’epoca Cristiana. Nel 1960 circa, l’Unesco decide di rimuovere i vari siti e templi a causa dell’avanzamento delle acqua del lago Nasser. Tra i partecipanti ai lavori, molti archeologi italiani, motivo per il quale l’Italia, nello specifico il museo di Torino, ricevette in dono il tempio di Ellesya.

Questi, ma molti altri ritrovamenti e opere risalenti all’era Egizia sono in esposizione al Museo Egizio di Torino (Ex Museo Savoia). Da non perdere sono anche, la Galleria dei Re, quella dei Sarcofagi e ancora il famoso papiro erotico, la Statua di Uahka (governatore di circa 2000 anni fa), la Tomba di Ini (anch’egli governatore e guardasigilli del regno). La tomba di Ifi e Neferu, e molto, molto altro.

Per visitare il museo, e acquistare i biglietti, è possibile farlo prenotando anche una visita guidata presso il sito ufficiale del Museo di Torino.

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