Il disastro del Bike Sharing

Bike Sharing, il disastro partito da Shenzhen. Le bici a noleggio diventano una discarica. I parcheggi bike sharing sono ormai un optional.

La rivoluzione del Bike Sharing è in atto ormai da anni in tutto il mondo, ma in Cina, maggiore produttore di bici elettriche con sistema bike sharing, è scoppiata una vera e propria bolla.

In tutta la Cina, camminando per strada le biciclette sono ovunque, letteralmente ovunque! Questo è scaturito grazie alle persone che ne fanno uno sfrenato utilizzo. Infatti è possibile vedere decine di persone su una bici del servizio bike sharing in ogni angolo di strada, tutti le utilizzano.

Fa da precursore la prima azienda mobike, che ha generato il fenomeno. La natura del paese dimostra che in qualsiasi ambito, un’azienda che arriva con un nuovo progetto o prodotto, che funziona, le persone apprezzano e diventa subito un’onda popolare. La fase successiva è che 1000 aziende da un giorno all’altro arrivano sul mercato, con lo stesso prodotto o progetto.

bici

Come fanno a guadagnarci tutte queste aziende di bike sharing con una concorrenza così alta e prezzi bassissimi?

Vediamo perché si è creata una bolla enorme. Il costo medio in Cina per il noleggio di una bici elettrica, è di circa 50 centesimi l’ora. Quindi come fanno le aziende a fare soldi e ad essere in profitto con così tanta concorrenza.

L’iter di queste aziende, descritta in parole molto povere, è il seguente. Accumulano investimenti, producono le bici da mettere in strada, e se vengono noleggiate o meno non è un problema. Il motivo è che il guadagno aziendale arriva dagli investimenti e non prettamente dai noleggi.

Questo ha causato un’enorme problema. Perché per le strade se ne vedono a migliaia, fino a generare oltre che un danno all’immagine, veri e propri problemi alla circolazione.

Docking Station – parcheggi bike sharing

Le prime bici elettriche dei servizi bike sharing, erano reperibili solo in punti prestabiliti. Il noleggio avveniva tramite la propria membership card o carta abbonato, e soprattutto avevano delle aree apposite. In questi siti, era possibile sbloccare la bicicletta per il noleggio, dopodiché era necessario parcheggiarla in un’altra area apposita predisposta. In questo modalità, le bici non erano parcheggiate in ogni angolo di strada, ma in un’apposito sito di stoccaggio e soprattutto in ordine.

L’eliminazione dei parcheggi di bike sharing

Per andare incontro al consumatore, le aree dedicate sono state completamente eliminate. Questo uno dei tasselli che ha generato il problema. Con l’avvento dei GPS e delle app per smartphone le biciclette non hanno più bisogno di apposite aree per il noleggio e il deposito. Si possono prendere ovunque e soprattutto lasciare ovunque. Il senso civico delle persone ha fatto il resto!

parcheggi bike sharing

Bici elettriche dei servizi bike sharing che diventano rottami

L’80% delle persone che utilizzano servizi di bike sharing, a fine noleggio non parcheggiano la bicicletta in maniera corretta. Ne consegue che le ritroviamo appoggiate, ad alberi, in mezzo ai marciapiedi, ecc ecc. Si aggiungono a questo fenomeno, i furti di alcuni componenti: ruote, sellini manubri ecc ecc. Tutto questo contribuisce a generare dei mezzi non utilizzabili e quindi dei veri e propri rifiuti per tutta la città.

noleggio bike sharing

La tempesta di biciclette nella città di Shenzhen

Qingming: è una festa popolare cinese che viene festeggiata dopo il solstizio invernale tra il 4 e il 5 aprile. Giorno festivo per la popolazione che nella città di Shenzhen porta gran parte dei cittadini a trascorrerlo nella baia di Shenzhen. Nel 2017 succede il disastro. Più di 6000 biciclette di differenti servizi di bike sharing si ritrovano bloccati in spiaggia sulla baia.

shenzhen baia

Così, non potendosi muovere tutti decidono di terminare sul posto il proprio noleggio. Creano in pochi minuti una distesa di bici elettriche lunga chilometri. Il comune della città, dopo aver sollecitato le aziende dei servizi di bike sharing a rimuovere i propri mezzi, ha imposto un divieto assoluto di transitare nella baia a qualsiasi servizio di bike sharing.

Quell’evento ha fatto si, che il comune da quel giorno in poi, ovunque veda bici di servizi a noleggio parcheggiate in maniera errata, mandasse dei camion a sequestrarle e rimuoverle come spazzatura.

Le limitazioni anche a Shanghai

Anche a Shangai, il fenomeno del bike sharing è andato fuori controllo. Così oltre a sequestrare le biciclette che intralciano il traffico stradale e pedonale, il comune ha imposto dei limiti alle aziende. Con oltre 500 aziende di bike sharing una regolamentazione è stata inevitabile. Il comune, dopo aver stimato che, il numero di biciclette superava la media della popolazione, ha detto basta.

Infatti è stato posto il divieto, a tutte le società di bike sharing di produrre altre biciclette da mettere per le strade. Inoltre sono state aggiunte sanzioni pecuniarie per tutte le persone che abusano del servizio o parcheggiano in maniera scorretta.

A supporto di tutto ciò il servizio di video sorveglianza del governo. Infatti, è ormai famoso in tutto il mondo, il servizio di scansione per cittadino messo in atto dal governo. Grazie a questo sistema riescono a individuare chiunque commetta un’infrazione da quando esce di casa a quando rientra.

 

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