Il calcolatore Assegno Unico 2026 di questa pagina ti dice quanto versa l’INPS ogni mese alla tua famiglia usando la tabella ufficiale rivalutata per il 2026, non una stima a occhio. Inserisci l’ISEE (oppure indichi che non lo presenti), l’età di ciascun figlio e l’eventuale disabilità, poi due informazioni sui genitori: se lavorano entrambi e se la madre ha meno di 21 anni. Il risultato arriva con il totale mensile, quello annuo e il dettaglio voce per voce, figlio per figlio.
Lo abbiamo riscritto da capo a settembre 2026. La versione precedente usava soglie e importi di due anni fa e ignorava metà delle maggiorazioni, a partire da quella del 50% per i neonati. Qui sotto trovi lo strumento aggiornato, la formula spiegata, la tabella con i valori chiave e sette famiglie tipo calcolate con lo stesso calcolatore.
🗓️ Ultimo aggiornamento: settembre 2026. Importi e soglie ISEE della circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (rivalutazione dell’1,4%) e ISEE per le prestazioni familiari introdotto dalla legge di Bilancio 2026.
Nel 2026 l’Assegno Unico vale da 58,30 a 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne: il massimo spetta con ISEE fino a 17.468,51 euro, il minimo da 46.582,71 euro in su o senza ISEE. Per i figli di 18-20 anni si va da 29,10 a 99,10 euro. Sopra la quota base si sommano le maggiorazioni: +50% per i figli sotto un anno, +50% per i figli di 1-2 anni nei nuclei con almeno tre figli, da 17,40 a 99,10 euro per ogni figlio dal terzo in poi, 150 euro fissi con quattro o più figli, da 99,10 a 122,30 euro per i figli disabili under 21, fino a 34,90 euro per figlio se lavorano entrambi i genitori e 23,30 euro per figlio con madre under 21. La maggiorazione transitoria per chi prendeva gli ANF è finita a febbraio 2025.
Indice
- Calcolatore Assegno Unico 2026: gratis
- Come usare il calcolatore: istruzioni
- Cos’è l’Assegno Unico e chi può richiederlo
- Come si calcola l’importo: la formula ufficiale
- Tabella importi 2026 per fascia ISEE
- Tutte le maggiorazioni 2026, una per una
- Quale ISEE conta: il nuovo ISEE per le prestazioni familiari
- Sette famiglie, sette calcoli
- Errori comuni e cosa il calcolatore non considera
- Domande frequenti
Calcolatore Assegno Unico 2026: gratis
Compila i campi e premi il pulsante. Se hai più figli, scegli prima il numero: compariranno le righe per indicare età e disabilità di ciascuno. Puoi scrivere l’ISEE con o senza punti delle migliaia e con la virgola per i centesimi, esattamente come compare sull’attestazione.
Come usare il calcolatore: istruzioni
Il primo campo è l’ISEE. Serve il valore dell’attestazione in corso di validità, quella ottenuta con la DSU presentata nel 2026. Se non ce l’hai, o se è scaduta, spunta la casella “Non presento l’ISEE”: l’INPS in quel caso paga comunque, ma agli importi minimi. Un ISEE pari a zero è una cosa diversa e dà diritto agli importi massimi, quindi va scritto come 0 e non lasciato vuoto.
Poi il numero di figli. Vanno contati solo quelli per cui l’assegno spetta davvero: i minorenni, i ragazzi di 18-20 anni che studiano, fanno un tirocinio, lavorano con un reddito fino a 8.000 euro, sono iscritti al centro per l’impiego o fanno il servizio civile, e i figli con disabilità di qualunque età. Un figlio di 19 anni che lavora a tempo pieno non entra nel conteggio, e questo cambia anche le maggiorazioni legate al numero di figli.
Per ogni figlio scegli la fascia d’età nel mese che ti interessa. “Sotto 1 anno” vale fino al primo compleanno, “1 o 2 anni” fino al terzo. La voce “21 anni o più” funziona solo insieme a una disabilità, perché senza disabilità a quell’età l’assegno non spetta. Nel campo disabilità le tre scelte seguono le categorie usate dall’INPS: media, grave, non autosufficienza.
Le ultime due domande attivano due maggiorazioni che molti dimenticano. “Entrambi i genitori hanno redditi da lavoro” riguarda i nuclei in cui padre e madre sono titolari di reddito da lavoro dipendente o autonomo. “Madre under 21” riguarda le mamme che non hanno ancora compiuto 21 anni.
Cos’è l’Assegno Unico e chi può richiederlo
L’Assegno Unico e Universale per i figli a carico è la prestazione che dal marzo 2022 ha preso il posto di quasi tutti i vecchi aiuti alle famiglie: assegni al nucleo familiare per chi ha figli, premio alla nascita, bonus bebè e detrazioni IRPEF per i figli sotto i 21 anni. È regolato dal decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230 e spetta a prescindere dal lavoro dei genitori: dipendenti, autonomi, disoccupati, chi non ha mai lavorato.
Il diritto parte dal settimo mese di gravidanza e dura fino ai 18 anni del figlio, poi può proseguire fino ai 21 alle condizioni viste sopra. Per i figli con disabilità non c’è limite di età. Chi aveva già una domanda accolta non deve ripresentarla: la circolare INPS n. 7/2026 conferma che vale in continuità anche per il 2026, salvo comunicare le variazioni come la nascita di un figlio o il compimento dei 18 anni. Su quest’ultimo passaggio, che blocca l’assegno finché la domanda non viene integrata, c’è il nostro approfondimento sull’Assegno Unico per i figli maggiorenni.
Quello che va rinnovato ogni anno è l’ISEE. Senza un ISEE valido, da marzo l’INPS paga gli importi minimi; chi ha presentato la DSU entro il 30 giugno 2026 ha avuto gli arretrati da marzo. Chi la presenta adesso ottiene gli importi pieni per le mensilità successive, ma non recupera quelle già pagate al minimo.
Come si calcola l’importo: la formula ufficiale
La struttura è a mattoncini. Per ogni figlio c’è una quota base che dipende dall’ISEE e dall’età; sopra si aggiungono le maggiorazioni che quel figlio o quel nucleo ha maturato. La somma di tutto è l’assegno del mese.
La quota base per i minorenni parte da 203,80 euro con ISEE fino a 17.468,51 euro e scende fino a 58,30 euro quando l’ISEE arriva a 46.582,71 euro. Oltre quella soglia, o senza ISEE, resta ferma a 58,30. Per i ragazzi di 18-20 anni la stessa discesa va da 99,10 a 29,10 euro. I figli con disabilità ricevono la quota dei minorenni a qualunque età.
Un dettaglio che quasi nessuno spiega: tra le due soglie la riduzione non è una retta continua. L’INPS pubblica una tabella con 251 fasce ISEE larghe circa 116 euro, e dentro ciascuna fascia l’importo è fisso. Il calcolatore usa esattamente quella tabella, allegata alla circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026, invece di interpolare. La differenza rispetto a una proporzione lineare è di pochi decimi di euro per figlio, ma così il risultato coincide con quello che l’INPS mette in pagamento.
In formula: assegno mensile = somma, per ogni figlio, di (quota base + maggiorazioni del figlio) + maggiorazione forfettaria del nucleo. Le maggiorazioni del 50% per i bambini piccoli si calcolano solo sulla quota base, non sulle altre maggiorazioni.
Tabella importi 2026 per fascia ISEE
Qui sotto alcune righe della tabella ufficiale, scelte sui valori ISEE più comuni. Gli importi sono mensili e per singolo figlio; il valore indicato vale per tutta la fascia che contiene quell’ISEE.
| ISEE | Figlio minorenne | Figlio 18-20 anni | Figlio dal 3° in poi (maggiorazione) | Genitori entrambi lavoratori |
|---|---|---|---|---|
| fino a 17.468,51 € | 203,80 € | 99,10 € | 99,10 € | 34,90 € |
| 20.000 € | 191,00 € | 92,90 € | 91,80 € | 31,80 € |
| 25.000 € | 165,90 € | 80,80 € | 77,80 € | 25,90 € |
| 30.000 € | 140,90 € | 68,90 € | 63,80 € | 19,90 € |
| 35.000 € | 115,90 € | 56,90 € | 49,80 € | 13,90 € |
| 40.000 € | 90,90 € | 44,60 € | 35,80 € | 7,80 € |
| da 46.582,71 € in su o senza ISEE | 58,30 € | 29,10 € | 17,40 € | 0,00 € |
Fonte: Allegato n. 1 alla circolare INPS n. 7/2026. Nella fascia che arriva esattamente a 46.582,71 euro il bonus per i genitori lavoratori è già zero.
La colonna dei ragazzi di 18-20 anni fa capire perché il compimento della maggiore età pesa tanto sul bilancio familiare: con un ISEE di 25.000 euro l’assegno per quel figlio passa da 165,90 a 80,80 euro, meno della metà. Chi ha un figlio disabile non subisce questo salto, perché mantiene la quota dei minorenni.
Tutte le maggiorazioni 2026, una per una
Le maggiorazioni sono il punto in cui i calcoli fatti a mano sbagliano più spesso, perché ognuna ha una regola propria: alcune dipendono dall’ISEE, altre sono fisse, alcune valgono per figlio e una sola per l’intero nucleo. Il calcolatore le applica tutte, e il dettaglio del risultato mostra quali sono scattate.
Figli sotto un anno. La quota base del neonato aumenta del 50% fino al primo compleanno, con qualsiasi ISEE e anche senza ISEE. Con l’ISEE sotto 17.468,51 euro significa 101,90 euro in più al mese, senza ISEE 29,15 euro. La regola arriva dalla legge di Bilancio 2023 ed è confermata nella circolare 7/2026.
Figli di 1-2 anni nelle famiglie con almeno tre figli. Anche qui la quota base cresce del 50%, fino al terzo compleanno, ma a due condizioni: nel nucleo ci devono essere almeno tre figli e l’ISEE usato per l’assegno non deve superare 46.582,71 euro. Senza ISEE questa maggiorazione non spetta, ed è uno dei motivi per cui alle famiglie numerose conviene quasi sempre presentare la DSU.
Figli successivi al secondo. Per ogni figlio dal terzo in poi c’è una maggiorazione che scende con l’ISEE, da 99,10 a 17,40 euro al mese. Non è un ritocco: con ISEE fino a 17.468,51 euro il terzo figlio vale 302,90 euro al mese, contro i 203,80 del primo.
Nuclei con quattro o più figli. Una maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per l’intera famiglia, non per figlio. È l’unica voce che la circolare 7/2026 riporta senza rivalutazione: il valore resta 150 euro tondi.
Figli con disabilità. Fino ai 21 anni la maggiorazione è fissa e non dipende dall’ISEE: 122,30 euro per la non autosufficienza, 110,60 per la disabilità grave, 99,10 per la disabilità media. Dal 2023 i ragazzi disabili di 18-20 anni hanno le stesse maggiorazioni dei minorenni. Dai 21 anni in poi la maggiorazione non c’è più, ma resta la quota base dei minorenni, da 58,30 a 203,80 euro, senza limiti di età.
Entrambi i genitori lavoratori. Il cosiddetto bonus secondo percettore vale per ogni figlio minorenne quando padre e madre hanno entrambi redditi da lavoro: 34,90 euro con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi scende fino ad azzerarsi nell’ultima fascia. Senza ISEE non spetta.
Madre con meno di 21 anni. 23,30 euro al mese per ciascun figlio, fissi, con o senza ISEE.
Resta da chiarire la maggiorazione che non c’è più. Chi nel 2021 prendeva gli assegni al nucleo familiare e aveva un ISEE fino a 25.000 euro ha ricevuto per tre anni una maggiorazione transitoria, piena nel 2022, ridotta a due terzi nel 2023 e a un terzo nel 2024. Secondo l’articolo 5 del d.lgs. 230/2021 non spetta più dal 1° marzo 2025, quindi nel 2026 non va conteggiata. Chi la vede ancora in qualche simulatore sta usando un calcolo vecchio.
Quale ISEE conta: il nuovo ISEE per le prestazioni familiari
Dal 1° gennaio 2026 esistono due modi di calcolare l’ISEE. Quello ordinario continua a valere per università, mense, ticket sanitari e quasi tutte le agevolazioni comunali. Accanto c’è l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, introdotto dall’articolo 1, comma 208, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, che l’INPS usa solo per cinque prestazioni: Assegno Unico, Assegno di inclusione, Supporto per la formazione e il lavoro, bonus asilo nido e bonus nuovi nati. Lo ha ribadito l’INPS con il messaggio n. 102 del 12 gennaio 2026 e con un comunicato stampa del giorno dopo.
Le differenze sono due. La prima riguarda la casa di abitazione: la franchigia sale da 52.500 a 91.500 euro, a 120.000 euro per chi abita in un comune capoluogo di città metropolitana, più 2.500 euro per ogni figlio convivente dopo il primo. La seconda riguarda la scala di equivalenza, che per le famiglie con figli si alza di 0,10 punti con due figli, 0,25 con tre, 0,40 con quattro e 0,55 con cinque o più. Tutte e due le modifiche abbassano l’indicatore, e un ISEE più basso vuol dire un assegno più alto. I dettagli sulla casa sono nel nostro articolo sulla franchigia ISEE a 91.500 euro.
Non serve una DSU diversa: l’INPS ricava il nuovo valore dalla stessa dichiarazione, e per l’Assegno Unico lo usa dalla mensilità di marzo 2026 (gennaio e febbraio sono stati calcolati con l’ISEE valido al 31 dicembre 2025). C’è poi un terzo passaggio che resta interno all’INPS: prima di applicare la tabella, l’Istituto “neutralizza” l’ISEE togliendo l’Assegno Unico percepito dal nucleo, diviso per la scala di equivalenza. Per questo il valore che l’INPS usa può essere un po’ più basso di quello che leggi. Nel calcolatore inserisci il valore dell’ISEE per le prestazioni familiari; se sei vicino al confine di una fascia, l’importo reale può risultare leggermente più alto della stima. Resta invariata l’esclusione dal patrimonio di titoli di Stato, buoni e libretti postali fino a 50.000 euro, che non è una novità della legge di Bilancio 2026 e vale per entrambi gli ISEE.
Chi vuole capire in anticipo quale sarà il proprio indicatore trova le istruzioni per la dichiarazione nella guida su come presentare l’ISEE e ottenere il certificato. Se il reddito è crollato di recente, può valere la pena l’ISEE corrente.
Sette famiglie, sette calcoli
Tutti gli importi qui sotto sono stati ottenuti inserendo i dati nel calcolatore di questa pagina. Salvo diversa indicazione i figli hanno tra 3 e 17 anni, non hanno disabilità, la madre ha più di 21 anni e un solo genitore lavora.
Marta, un figlio di 5 anni, ISEE 10.000 euro. L’ISEE è sotto la prima soglia, quindi la quota base è piena: 203,80 euro al mese, 2.445,60 euro in un anno. Se lavorassero sia lei sia il compagno si aggiungerebbero 34,90 euro al mese.
Luca e Sara, due figli, ISEE 25.000 euro, lavorano tutti e due. La fascia che contiene 25.000 euro dà 165,90 euro di quota base per figlio e 25,90 euro di bonus per i genitori lavoratori. Il conto è 191,80 euro a figlio, 383,60 euro al mese, 4.603,20 euro l’anno.
Famiglia con tre figli, il più piccolo sotto l’anno, ISEE 15.000 euro. Tre quote piene da 203,80 euro fanno 611,40. Il neonato ha il 50% in più, cioè 101,90 euro, e il terzo figlio porta la maggiorazione di 99,10 euro. Totale 812,40 euro al mese, 9.748,80 euro l’anno. Se lavorassero entrambi i genitori si arriverebbe a 917,10 euro.
Quattro figli, ISEE 40.000 euro. La quota base scende a 90,90 euro, che per quattro fa 363,60. Il terzo e il quarto figlio aggiungono 35,80 euro ciascuno (71,60) e il nucleo numeroso i 150 euro forfettari. Totale 585,20 euro al mese, 7.022,40 euro l’anno: più di un quarto arriva dalla maggiorazione fissa.
Un figlio di 19 anni iscritto all’università, ISEE 30.000 euro. Qui vale la quota dei maggiorenni: 68,90 euro al mese, 826,80 euro l’anno. Con la stessa famiglia e lo stesso ISEE, un anno prima l’assegno era di 140,90 euro.
Due figli, nessun ISEE presentato. Si prendono gli importi minimi: 58,30 euro per figlio, 116,60 al mese, 1.399,20 euro l’anno. Anche se lavorano entrambi i genitori non cambia nulla, perché senza ISEE il bonus secondo percettore è zero.
Un figlio di 10 anni con disabilità grave, ISEE 10.000 euro. Quota base piena di 203,80 euro più 110,60 euro di maggiorazione: 314,40 euro al mese, 3.772,80 euro l’anno. Senza ISEE l’importo scende a 168,90 euro, perché la quota base va al minimo mentre la maggiorazione per disabilità resta intera.
| Famiglia | ISEE | Al mese | In un anno |
|---|---|---|---|
| 1 figlio di 5 anni | 10.000 € | 203,80 € | 2.445,60 € |
| 2 figli, genitori entrambi lavoratori | 25.000 € | 383,60 € | 4.603,20 € |
| 3 figli, uno sotto 1 anno | 15.000 € | 812,40 € | 9.748,80 € |
| 4 figli | 40.000 € | 585,20 € | 7.022,40 € |
| 1 figlio di 19 anni | 30.000 € | 68,90 € | 826,80 € |
| 2 figli | non presentato | 116,60 € | 1.399,20 € |
| 1 figlio di 10 anni, disabilità grave | 10.000 € | 314,40 € | 3.772,80 € |
Errori comuni e cosa il calcolatore non considera
L’errore più frequente è moltiplicare la quota base per il numero di figli e fermarsi lì. Nella famiglia con quattro figli e ISEE 40.000 euro questo porta a 363,60 euro invece di 585,20: mancano oltre 220 euro al mese, cioè più di 2.600 euro l’anno. Il secondo errore è applicare il 50% dei neonati all’intero assegno del figlio, maggiorazioni comprese, mentre la norma lo calcola solo sulla quota base. Il terzo è contare nei “figli” anche il ragazzo maggiorenne che lavora con un reddito sopra gli 8.000 euro e non studia: per lui l’assegno non spetta e non fa numero per le maggiorazioni delle famiglie numerose.
Poi ci sono i limiti dichiarati dello strumento. Il calcolatore lavora sul singolo mese: il totale annuo è il mensile per dodici e non tiene conto dei compleanni che cadono durante l’anno, che fanno partire o finire le maggiorazioni per età. Non calcola l’ISEE, che va inserito già pronto, e non replica la neutralizzazione interna dell’INPS descritta sopra. Non gestisce i casi particolari di affido condiviso con la quota divisa tra i genitori, né i conguagli e gli arretrati.
Per un controllo sul caso reale lo strumento più preciso è il simulatore nell’area riservata INPS, di cui abbiamo parlato nell’articolo sul Portale Famiglia INPS, che legge direttamente l’ISEE presente negli archivi. Le date di accredito del prossimo mese sono invece nel calendario dei pagamenti INPS di ottobre 2026.
Domande frequenti
Devo rifare la domanda di Assegno Unico ogni anno?
No. Le domande già accolte proseguono d’ufficio anche nel 2026, come conferma la circolare INPS 7/2026. Va invece aggiornato ogni anno l’ISEE, e vanno comunicate le variazioni: la nascita di un figlio, il compimento dei 18 anni di un figlio, i cambiamenti nella composizione del nucleo.
Senza ISEE ricevo lo stesso l’Assegno Unico?
Sì, ma agli importi minimi: 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne e 29,10 euro per quelli di 18-20 anni. Le maggiorazioni fisse, come quella per disabilità, per madre under 21, per neonati e i 150 euro dei nuclei con quattro figli, restano. Si perdono invece la maggiorazione per i figli di 1-2 anni e il bonus per i genitori lavoratori.
Il nuovo ISEE con la franchigia a 91.500 euro vale anche per l’Assegno Unico?
Sì. L’Assegno Unico è una delle cinque prestazioni per cui l’INPS usa l’ISEE per le prestazioni familiari e l’inclusione, applicato dalla mensilità di marzo 2026. Per università, mense scolastiche e agevolazioni dei Comuni resta l’ISEE ordinario con la franchigia di 52.500 euro.
Quanto spetta per un figlio con disabilità oltre i 21 anni?
La quota dei minorenni, quindi da 58,30 a 203,80 euro al mese in base all’ISEE, senza limiti di età. Le maggiorazioni specifiche per disabilità, da 99,10 a 122,30 euro, si fermano invece al compimento dei 21 anni.
Quando finisce la maggiorazione per il figlio sotto un anno?
Al compimento del primo anno di vita. Se nel nucleo ci sono almeno tre figli e l’ISEE non supera 46.582,71 euro, dal primo compleanno scatta la maggiorazione del 50% per i figli di 1-2 anni, che prosegue fino al terzo compleanno.
L’Assegno Unico è compatibile con il bonus nido?
Sì, le due prestazioni si sommano. Anche il bonus nido usa dal 2026 l’ISEE per le prestazioni familiari: requisiti e importi sono nella guida al Bonus nido 2027.
L’Assegno Unico si paga di tasse?
No, non concorre al reddito IRPEF e non va indicato nel 730 come reddito. Entra però nel calcolo dell’ISEE tra i trattamenti assistenziali, ed è per questo che l’INPS lo neutralizza quando calcola l’importo dell’assegno stesso.
Per il quadro generale su requisiti, domanda e controlli c’è la nostra guida all’Assegno Unico 2026. Per stimare il tuo indicatore prima di presentare la DSU puoi partire dal calcolatore ISEE. Per la normativa e gli importi ufficiali la fonte resta il portale INPS.

