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ISEE 2026: come presentare la DSU e ottenere il certificato

ISEE 2026: quasi tutti i bonus, agevolazioni e sussidi dello Stato italiano richiedono l’ISEE aggiornato. Eppure ogni anno migliaia di famiglie lo presentano in ritardo, con errori, o non lo presentano affatto — perdendo centinaia o migliaia di euro di agevolazioni. Questa guida spiega come funziona l’ISEE, come si calcola, dove si presenta la DSU e cosa fare se l’importo sembra sbagliato.

📌 Articolo in breve
L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) si ottiene presentando la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) ogni anno. La DSU si può presentare gratuitamente al CAF, al patronato, o online su INPS con SPID. L’ISEE tiene conto di redditi, patrimoni immobiliari e finanziari del nucleo familiare. Il valore è valido fino al 31 dicembre di ogni anno. Le DSU precompilate (con dati già inseriti dall’INPS) sono disponibili dal 2023 e semplificano molto il processo.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Le normative ISEE sono soggette ad aggiornamenti. Verifica sempre i dati aggiornati sul sito INPS o rivolgiti a un CAF.

Indice

  1. Cos’è l’ISEE e a cosa serve
  2. Come si calcola l’ISEE
  3. La DSU: cos’è e chi deve firmarla
  4. DSU precompilata: come funziona nel 2026
  5. Dove presentare la DSU
  6. Documenti necessari
  7. Validità e rinnovo annuale
  8. ISEE troppo alto: cosa fare
  9. Domande frequenti

Cos’è l’ISEE e a cosa serve

L’ISEE — Indicatore della Situazione Economica Equivalente è un valore numerico che misura la situazione economica di un nucleo familiare tenendo conto di redditi, patrimoni e composizione della famiglia. Non è un semplice reddito: include anche i risparmi in banca, il valore della casa di proprietà, e applica coefficienti che tengono conto del numero di componenti (una famiglia di quattro persone con 30.000 euro di reddito ha un ISEE diverso da un single con lo stesso reddito).

Quasi tutti i bonus e le agevolazioni statali usano l’ISEE come criterio di accesso o per determinare l’importo: assegno unico, bonus nido, bonus bollette, reddito di cittadinanza e ADI, mensa scolastica agevolata, tasse universitarie ridotte, agevolazioni sui ticket sanitari, accesso alle RSA con rette ridotte, e centinaia di altri servizi comunali e regionali. Avere un ISEE aggiornato è una delle cose più utili che una famiglia possa fare ogni anno.

Come si calcola l’ISEE

Il calcolo dell’ISEE si basa su due componenti principali: il reddito del nucleo familiare (somma dei redditi di tutti i componenti, basata sui dati del 730 o CU dell’anno precedente) e il patrimonio del nucleo (immobiliare e finanziario). Il patrimonio immobiliare considera il valore catastale degli immobili di proprietà, con una franchigia per la prima casa. Il patrimonio finanziario considera i saldi dei conti correnti, titoli, depositi e altri strumenti finanziari al 31 dicembre dell’anno precedente.

La formula esatta è: ISEE = (reddito complessivo + 20% del patrimonio) / scala di equivalenza. La scala di equivalenza è un coefficiente che aumenta con il numero di componenti del nucleo: vale 1 per un single, 1,57 per due persone, 2 per tre, 2,39 per quattro, e così via. Questo spiega perché una famiglia numerosa con lo stesso reddito di un single ha un ISEE molto più basso.

La DSU: cos’è e chi deve firmarla

La DSU — Dichiarazione Sostitutiva Unica è il documento che si compila e si firma per ottenere l’ISEE. Non è una dichiarazione dei redditi: è una dichiarazione che attesta la composizione del nucleo familiare e i patrimoni. La firma sulla DSU equivale a dichiarare che i dati inseriti sono veritieri — false dichiarazioni sono reato.

Deve firmare la DSU il componente del nucleo familiare che presenta la richiesta (di solito uno dei genitori, o chi fa domanda per un beneficio specifico). Non è necessario che firmino tutti i componenti del nucleo, ma i dati di tutti devono essere inseriti correttamente. Se ci sono componenti maggiorenni con redditi e patrimoni propri, questi vanno dichiarati anche se non convivono (alcune categorie di familiari non conviventi rientrano comunque nel nucleo ISEE per legge, come i coniugi non separati).

DSU precompilata: come funziona nel 2026

Dal 2023 l’INPS offre la DSU precompilata: un documento già parzialmente compilato con i dati che l’INPS ha acquisito da Agenzia delle Entrate e altri enti (redditi, saldi dei conti correnti, immobili). Non devi più raccogliere e inserire tutti i dati manualmente — li trovi già nel documento e devi solo verificarli, correggere eventuali errori, e integrare le informazioni che l’INPS non ha (patrimoni non dichiarati fiscalmente, situazioni particolari).

La DSU precompilata si accetta “così com’è” (se i dati sono corretti) o si modifica. Se la accetti senza modifiche e i dati sono sbagliati, la responsabilità è comunque tua — il fatto che l’INPS abbia precompilato il documento non ti esime dalla verifica. Controlla soprattutto i saldi dei conti correnti: l’INPS usa i dati fiscali che le banche comunicano, che a volte non coincidono con i saldi effettivi a causa di errori o ritardi di comunicazione.

Dove presentare la DSU

Puoi presentare la DSU in tre modi. Il primo è online su inps.it nell’area personale, con accesso tramite SPID o CIE — puoi compilare e inviare la DSU autonomamente in qualsiasi momento, gratuitamente. Il secondo modo è rivolgersi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o patronato: operatori qualificati compilano la DSU al posto tuo gratuitamente. Utile se la situazione è complessa o se non hai dimestichezza con i portali online. Il terzo modo è tramite un commercialista o consulente del lavoro abilitato, in genere a pagamento.

Il CAF è la scelta più comune per chi non vuole fare da solo. Puoi andare al CAF di CGIL, CISL, UIL, CNA, Confartigianato, o altri enti autorizzati. Non serve prendere appuntamento in tutti i CAF — alcuni accettano anche senza, specialmente nei periodi meno affollati (estate, autunno). I mesi più affollati sono gennaio-marzo, quando tutti rinnovano l’ISEE per l’anno nuovo.

Documenti necessari

Se usi la DSU precompilata online, i dati fiscali sono già inseriti e ti servono principalmente i documenti per verificare e integrare: estratti conto del 31 dicembre dell’anno precedente per tutti i conti correnti, libretti postali, conti deposito, e dossier titoli intestati ai componenti del nucleo. Se hai immobili di proprietà, tieni a portata la visura catastale o il rogito.

Se vai al CAF per la DSU ordinaria (non precompilata), porta: codice fiscale di tutti i componenti del nucleo, documenti d’identità, CU o 730 dell’anno precedente per ogni componente che ha redditi, estratti conto bancari al 31 dicembre, e documentazione di eventuali situazioni particolari (disabilità, separazione, figli a carico non conviventi).

Validità e rinnovo annuale

L’ISEE è valido dal momento della presentazione della DSU fino al 31 dicembre dello stesso anno. Scade sempre a fine anno, indipendentemente da quando è stato presentato. Chi presenta la DSU a novembre ha l’ISEE valido solo per due mesi — poi deve rinnovarla a gennaio.

Non c’è una data obbligatoria per presentare la DSU, ma ci sono date ottimali per non perdere benefici. Per il bonus nido e l’assegno unico, rinnovare entro fine gennaio garantisce che l’ISEE aggiornato venga recepito da febbraio in poi, con eventuale conguaglio retroattivo. Per il bonus bollette, l’aggiornamento dell’ISEE viene recepito entro 4-8 settimane dalla presentazione.

ISEE troppo alto: cosa fare

Se l’ISEE risultante è più alto del previsto, le cause più comuni sono: saldi dei conti correnti elevati al 31 dicembre (anche temporaneamente, per un accredito straordinario), patrimoni finanziari non considerati, errori nella composizione del nucleo familiare, o immobili con valore catastale rivalutato. Prima di accettare l’ISEE come definitivo, verifica tutti i dati inseriti nella DSU.

Se trovi errori, puoi presentare una DSU rettificativa tramite lo stesso canale usato per la prima (online o al CAF). La rettifica sostituisce il documento precedente e l’ISEE viene ricalcolato. Non c’è limite al numero di rettifiche, ma ogni rettifica annulla la precedente — quindi falla solo se sei sicuro dei nuovi dati.

Domande frequenti

Mio figlio di 22 anni lavora e non vive con me: va messo nell’ISEE?

Dipende. Se tuo figlio è coniugato o convivente more uxorio da almeno due anni, non fa parte del tuo nucleo ISEE. Se invece è single e non convive stabilmente con un partner, rientra nel nucleo familiare ISEE della famiglia d’origine anche se non coabita, fino a che non risulta fiscalmente autonomo con residenza propria registrata.

Ho un conto corrente con 50.000 euro: l’ISEE sarà altissimo?

Il patrimonio finanziario (inclusi i conti correnti) contribuisce all’ISEE per il 20% del suo valore. Quindi 50.000 euro in conto corrente aggiungono 10.000 euro all’ISEE. Se il tuo reddito familiare è, ad esempio, 25.000 euro, l’ISEE sarebbe intorno a 35.000 euro (prima dell’applicazione della scala di equivalenza e di eventuali franchigie). Nota: esiste una franchigia sul patrimonio finanziario di 6.000 euro (più 2.000 per ogni componente aggiuntivo) che non viene conteggiata.

L’ISEE si può fare anche se non ho redditi?

Sì. Chi non ha redditi (disoccupati, persone a carico, ecc.) presenta comunque la DSU indicando redditi zero. L’ISEE tiene conto anche dei patrimoni, quindi anche con reddito zero potresti avere un ISEE non nullo se hai risparmi o immobili. In assenza sia di redditi che di patrimoni significativi, l’ISEE sarà molto basso o vicino a zero.

Devo fare l’ISEE ogni anno anche se la mia situazione non cambia?

Sì, perché l’ISEE scade il 31 dicembre e deve essere rinnovato ogni anno per continuare a ricevere le agevolazioni che lo richiedono. Se non lo rinnovi, molti benefici si interrompono o si riducono all’importo minimo (come nel caso dell’assegno unico). Anche se la situazione economica è identica all’anno precedente, la DSU va ripresentata.

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