L’esenzione dal bollo auto 2027 è legge: il decreto legge 162/2026, approvato dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale a metà settembre, cancella la tassa automobilistica per un anno a chi possiede un’auto a benzina o gasolio fino a 80 kW. Riguarda circa sette veicoli su dieci del parco circolante italiano. Ma tra il titolo che parla di bollo abolito e quello che il testo dice davvero c’è più di una differenza, e vale la pena conoscerla prima di fare i conti in tasca.
Il decreto legge 162/2026 esenta dal bollo per il solo anno 2027 un veicolo per persona fisica, con motore a benzina o gasolio (anche ibrido) e potenza non oltre 80 kW. Chi possiede più veicoli agevolabili non sceglie: l’esenzione va d’ufficio su quello meno potente. Chi non ha auto nei limiti può usarla per una moto o un ciclomotore. Costo stimato 2,3 miliardi, con rimborso integrale alle Regioni. Il risparmio reale va dai 130 ai 210 euro.
Indice
- Cosa prevede il decreto
- Chi ha diritto e chi resta fuori
- La regola del veicolo meno potente
- Quanto si risparmia davvero
- Quali auto stanno sotto gli 80 kW
- Cosa non è ancora chiaro
- Domande frequenti
Cosa prevede il decreto
Il provvedimento nasce come decreto sui carburanti — il titolo ufficiale parla di disposizioni urgenti contro l’aumento del costo dei carburanti, oltre che di materia fiscale — e al suo interno porta la misura che ha fatto discutere di più. Per il solo anno 2027 è prevista l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per un veicolo posseduto da una persona fisica, oppure utilizzato da questa in leasing o in locazione, purché abbia un motore a benzina o a gasolio, anche nelle versioni ibride, e una potenza non superiore a 80 kW.
Ottanta kilowatt corrispondono a circa 109 cavalli: è una soglia che intercetta gran parte delle utilitarie e delle berline compatte in circolazione. Le stime riportate nel comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri parlano di circa il 70% del parco auto italiano, e il conto per le casse pubbliche è di 2,3 miliardi di euro, coperti attingendo a risorse del PNRR non impegnate e ad altre voci di bilancio. Il bollo è un tributo regionale, quindi Regioni e Province autonome verranno rimborsate integralmente per il mancato gettito, con un riparto da definire entro il 31 marzo 2027.
Nello stesso decreto trova posto anche la riduzione temporanea dell’accisa sul gasolio, scesa a 572,90 euro per mille litri nella prima settimana e a 622,90 nella seconda, contro i 672,90 della misura ordinaria. È lo stesso schema a scalare di cui abbiamo parlato nel pezzo sul taglio delle accise sui carburanti, questa volta con una uscita graduale invece che secca.
Chi ha diritto e chi resta fuori
Il primo filtro è soggettivo: serve essere persone fisiche. Sono ammessi anche gli utilizzatori in leasing e in noleggio a lungo termine, il che ha una sua logica visto che in quei casi il bollo è spesso a carico dell’utilizzatore o comunque ribaltato su di lui nel canone. Restano escluse le intestazioni a società, associazioni ed enti.
Il secondo filtro è tecnico e riguarda l’alimentazione. Il decreto parla di veicoli a benzina o gasolio, comprese le versioni ibride. Le auto completamente elettriche non compaiono, e la ragione è che godono già di un’esenzione propria: nella maggior parte delle Regioni non pagano il bollo per i primi cinque anni dall’immatricolazione, con regimi differenziati una volta esaurito quel periodo. Il risultato pratico, però, è che chi guida un’elettrica fuori dal quinquennio di esenzione non riceve nulla da questa misura, mentre il vicino con la vecchia utilitaria a benzina sì. Abbiamo raccontato le differenze regionali nel pezzo sul bollo delle auto elettriche.
Chi non possiede alcuna autovettura entro gli 80 kW non resta necessariamente a mani vuote: in quel caso l’esenzione può essere fatta valere su un motociclo o un ciclomotore. È una clausola pensata per non escludere chi si muove solo in due ruote, e che nei fatti allarga parecchio la platea.
La regola del veicolo meno potente
Questo è il punto che conviene leggere due volte, perché ribalta l’aspettativa di molti. Chi possiede più veicoli che rientrano nei requisiti non può scegliere quale esentare: il decreto stabilisce che l’esenzione si applica a quello di potenza minore.
La conseguenza è aritmetica e sfavorevole al contribuente. Siccome il bollo si calcola proprio sui kilowatt, il veicolo meno potente è anche quello che costa meno di bollo. Una famiglia con una Panda da 51 kW e una Golf da 81 kW non ottiene nulla sulla seconda, che è fuori soglia, e risparmia sulla prima il minimo possibile. Chi ha invece una 500 da 51 kW e una Yaris da 68 kW si vede applicare l’esenzione sulla 500, cioè su circa 132 euro invece dei 175 della Yaris.
Non è una svista: è il modo in cui il legislatore ha contenuto il costo della misura, e spiega perché la spesa stimata resti a 2,3 miliardi nonostante la platea enorme. Vale la pena saperlo prima di fare previsioni sul risparmio familiare, perché in un nucleo con due o tre auto il beneficio non si moltiplica — resta uno, e per giunta il più piccolo.
Quanto si risparmia davvero
Il bollo si calcola moltiplicando i kilowatt per una tariffa che dipende dalla classe ambientale. Per le auto Euro 4, Euro 5 ed Euro 6 la tariffa nazionale di riferimento è di 2,58 euro per kW fino a 100 kW; sale progressivamente per le classi più vecchie, fino ai 3 euro per kW delle Euro 0. Le Regioni possono discostarsi dalla tariffa base entro un margine, quindi due automobilisti con la stessa auto in regioni diverse possono pagare importi leggermente differenti.
| Potenza | Esempio di modello | Bollo annuo Euro 6 |
|---|---|---|
| 51 kW | Panda 1.0 Hybrid, 500 1.0 Hybrid | 131,58 € |
| 62 kW | Lancia Ypsilon, Toyota Aygo X | 159,96 € |
| 68 kW | Toyota Yaris 1.5, Renault Clio TCe | 175,44 € |
| 70 kW | Volkswagen Polo 1.0 TSI | 180,60 € |
| 80 kW | Limite massimo agevolabile | 206,40 € |
Calcolo sulla tariffa nazionale di riferimento per Euro 4, 5 e 6 (2,58 €/kW fino a 100 kW). Gli importi effettivi variano leggermente per Regione e classe ambientale. Per il conto sulla tua auto puoi usare il nostro calcolatore del bollo.
Il risparmio reale si colloca quindi tra i 130 e i 210 euro per un anno, con punte più alte per chi ha un’auto vecchia di classe ambientale bassa: una Euro 2 da 75 kW paga 210 euro anche restando sotto soglia. È un beneficio concreto ma non enorme, e va confrontato con quello che la stessa auto costa di assicurazione, carburante e manutenzione. Chi sta valutando se tenere una vettura datata o cambiarla dovrebbe mettere sul piatto anche il blocco dei diesel Euro 5, che in diverse aree del Nord pesa molto più di un bollo.
Quali auto stanno sotto gli 80 kW
La soglia degli 80 kW comprende praticamente tutto il segmento delle citycar e buona parte delle utilitarie. Rientrano le versioni base di Panda, 500, Ypsilon, Aygo X, Clio, Polo, Corsa, Sandero, Yaris, i modelli che compongono la fetta più venduta del mercato italiano. Restano invece fuori quasi tutte le berline medie, i SUV compatti in versione più potente e la generalità delle auto diesel da 1.6 in su, che superano largamente i 109 cavalli.
Il dato da controllare non è la cilindrata né i cavalli dichiarati nelle pubblicità, ma il valore in kilowatt riportato sul libretto di circolazione, alla voce P.2. È l’unico riferimento che conta, e per le versioni ibride comprende la potenza massima del sistema come indicata nel documento. Prima di dare per scontato di rientrare o di restare fuori conviene aprire il libretto: molte versioni dello stesso modello si collocano a cavallo della soglia.
Cosa non è ancora chiaro
Il decreto fissa il principio ma rinvia a un provvedimento successivo le modalità applicative, l’individuazione concreta del veicolo agevolato e — passaggio delicato — il coordinamento con le esenzioni già previste a livello regionale. Sono tre nodi che contano parecchio nella vita reale.
Non è ancora stabilito, per esempio, se l’esenzione opererà in automatico sulla base degli archivi del Pubblico Registro Automobilistico oppure se servirà un qualche adempimento; nell’ipotesi automatica resta da capire come verrà gestito chi cambia auto durante l’anno. Non è chiarito il trattamento di chi già oggi non paga il bollo per un’altra ragione — disabilità, veicolo storico, elettrico nel quinquennio — e possiede una seconda vettura entro gli 80 kW. E non si sa ancora come verrà trattato chi acquista un veicolo nel corso del 2027.
Chi nel frattempo ha una scadenza da onorare farà bene a pagare regolarmente: l’esenzione riguarda il 2027 e non sospende nulla di quanto dovuto per l’anno in corso. Le regole generali su scadenze, calcolo e sanzioni sono quelle che trovi nella nostra guida al bollo auto, mentre il quadro dei cambiamenti strutturali già approvati in precedenza è nel pezzo sulla riforma del bollo auto.
Domande frequenti
L’esenzione vale anche per il 2028?
No. Il decreto dispone l’esenzione per il solo anno 2027. Il governo ha dichiarato di voler arrivare a una misura strutturale, ma allo stato attuale si tratta di un’intenzione politica e non di una norma: senza un nuovo intervento, dal 2028 il bollo torna dovuto secondo le regole ordinarie.
Ho due auto sotto gli 80 kW: posso scegliere su quale applicarla?
No. Il testo stabilisce che, in presenza di più veicoli agevolabili, l’esenzione si applica a quello di potenza minore. È il veicolo che paga meno bollo, quindi il beneficio risulta il più contenuto possibile.
La mia auto è ibrida: rientra?
Sì, purché si tratti di un’ibrida con motore termico a benzina o gasolio e la potenza complessiva riportata sul libretto non superi gli 80 kW. Sono proprio le full hybrid e le mild hybrid delle citycar il gruppo più numeroso tra i beneficiari. Le elettriche pure, invece, non sono contemplate perché hanno un regime di esenzione proprio.
Il bollo del 2026 devo pagarlo lo stesso?
Sì, integralmente e alle scadenze ordinarie. L’esenzione riguarda la tassa automobilistica dovuta per il 2027 e non ha alcun effetto retroattivo. Saltare il pagamento in corso d’anno espone alle normali sanzioni per omesso versamento, con interessi che decorrono dal giorno successivo alla scadenza.
Se ho solo una moto posso usare l’esenzione?
Sì. Il decreto prevede espressamente che chi non possiede autovetture entro i limiti di potenza possa applicare l’esenzione a un motociclo o a un ciclomotore. Resta fermo il principio di un solo veicolo a persona.

