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Proroga versamenti 20 agosto 2026: maggiorazione 0,80% per forfettari e soggetti ISA

Chi non ha ancora versato saldo e primo acconto delle imposte 2026 ha un’ultima finestra fino al 20 agosto, ma questa volta il conto è più salato: la maggiorazione raddoppia rispetto alla proroga di luglio, passando dallo 0,40% allo 0,80%. È l’ultima tappa di uno slittamento a cascata che ha già cambiato calendario due volte in pochi mesi.

📌 Articolo in breve
Soggetti ISA, forfettari e contribuenti minimi possono versare saldo 2025 e primo acconto 2026 entro il 20 agosto 2026 (anziché il 20 luglio) pagando una maggiorazione dello 0,80% invece dello 0,40%. Le due proroghe sono alternative: chi sceglie di pagare ad agosto con lo 0,80% non può più usufruire dello 0,40% di luglio. La misura, introdotta dal DL 89/2026, è confluita nell’art. 1-sexies del DL 63/2026 convertito con Legge 113/2026.

Indice

  1. Cosa cambia rispetto alla proroga di luglio
  2. A chi si rivolge questa proroga
  3. Quanto costa davvero pagare ad agosto invece che a luglio
  4. Tre esempi numerici
  5. Come versare con il modello F24
  6. La rateizzazione resta possibile
  7. Tabella riepilogativa delle scadenze
  8. Domande frequenti

Cosa cambia rispetto alla proroga di luglio

Il decreto-legge 22 maggio 2026, n. 89 aveva già spostato dal 30 giugno al 20 luglio 2026 la scadenza ordinaria per il versamento di saldo 2025 e primo acconto 2026 dovuti da soggetti ISA, forfettari e contribuenti minimi, senza alcuna maggiorazione. Nel corso dell’iter parlamentare quel decreto è stato abrogato, ma i suoi effetti sono stati fatti salvi e la stessa disciplina è confluita nell’articolo 1-sexies del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, convertito con modificazioni dalla legge 25 giugno 2026, n. 113. Chi aveva già trattato questo argomento a luglio (vedi la nostra guida alla proroga di luglio) ora si trova davanti al passaggio successivo dello stesso meccanismo.

La vera novità di questa fase è la finestra aggiuntiva di trenta giorni oltre il 20 luglio, utilizzabile fino al 20 agosto 2026 (il trentesimo giorno cadrebbe il 19 agosto, ma essendo la sospensione feriale di Ferragosto, la scadenza scivola al primo giorno lavorativo utile). Questa seconda proroga non è gratuita: comporta una maggiorazione dello 0,80% da applicare agli importi dovuti, il doppio rispetto allo 0,40% previsto per chi aveva scelto di versare entro il 20 luglio.

A chi si rivolge questa proroga

La platea coincide con quella della proroga di luglio: soggetti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), contribuenti in regime forfettario e contribuenti minimi, tenuti al versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi (saldo 2025) e del primo acconto per il 2026 — quindi principalmente IRPEF o IRES, addizionali regionali e comunali, contributi previdenziali per i soggetti iscritti a gestioni artigiani, commercianti e Gestione Separata, e IVA per chi vi rientra come soggetto ISA.

Restano invece esclusi dalla proroga i contribuenti che non rientrano nella disciplina ISA o nei regimi forfettario/minimi: per loro la scadenza ordinaria resta quella di giugno-luglio già trascorsa, senza possibilità di posticipare ulteriormente senza sanzioni piene.

Quanto costa davvero pagare ad agosto invece che a luglio

Un punto spesso frainteso: la maggiorazione dello 0,80% non si somma a quella dello 0,40% già maturata a luglio. Il meccanismo è alternativo, non cumulativo: chi decide di avvalersi della proroga di agosto applica direttamente lo 0,80% sull’importo dovuto, calcolato dalla scadenza originaria del 30 giugno, e non deve versare anche la quota dello 0,40% relativa al mese precedente. In pratica, chi paga il 20 agosto invece del 20 luglio non paga il doppio della maggiorazione per il doppio del ritardo: paga esattamente lo 0,80% previsto per questa specifica finestra, punto.

Va però considerato che il vantaggio di liquidità di un mese aggiuntivo ha un costo superiore a quello di un mese di interesse di mercato ordinario: uno 0,80% su trenta giorni corrisponde a un tasso annualizzato molto più alto di quanto costerebbe, ad esempio, un finanziamento bancario a breve termine — un elemento da valutare per chi ha davvero problemi di liquidità contro chi sta semplicemente rimandando per comodità.

Tre esempi numerici

Marco è un libero professionista in regime forfettario con saldo 2025 più primo acconto 2026 pari a 4.200 euro. Se versa entro il 20 agosto con la maggiorazione dello 0,80%, paga 4.200 + 33,60 euro di maggiorazione, per un totale di 4.233,60 euro.

Studio Bianchi, soggetto ISA con punteggio di affidabilità 8,5, deve versare 12.800 euro tra saldo IRPEF e primo acconto. Scegliendo la proroga di agosto, la maggiorazione dello 0,80% corrisponde a 102,40 euro, per un totale di 12.902,40 euro versati entro il 20 agosto.

Un artigiano con gestione separata INPS e importo dovuto di 2.100 euro tra imposte e contributi previdenziali versa, scegliendo il 20 agosto, una maggiorazione di 16,80 euro: 2.116,80 euro complessivi, contro i 2.108,40 euro che avrebbe pagato scegliendo invece il 20 luglio con lo 0,40%.

Come versare con il modello F24

Il versamento avviene con le stesse modalità ordinarie tramite modello F24, indicando i codici tributo abituali per saldo e acconto IRPEF/IRES, addizionali e contributi. La maggiorazione dello 0,80% va sommata direttamente all’importo del tributo e versata con lo stesso codice, senza necessità di un codice tributo separato dedicato alla maggiorazione stessa — è la stessa logica già adottata per la proroga di luglio.

I software di compilazione F24 e gli intermediari fiscali (commercialisti, CAF) si sono già allineati alla nuova scadenza e al nuovo calcolo della maggiorazione, quindi chi si affida a un professionista non deve preoccuparsi di calcolare manualmente l’importo maggiorato.

La rateizzazione resta possibile

Anche scegliendo di versare entro il 20 agosto, resta possibile rateizzare l’importo dovuto (comprensivo di maggiorazione) fino a un massimo di sei rate mensili per i contribuenti non titolari di partita IVA e fino a un numero maggiore di rate per i soggetti ISA, secondo le regole ordinarie previste per la rateizzazione del saldo e primo acconto. Sulle rate successive alla prima si applicano gli interessi di rateizzazione ordinari, che si sommano e non sostituiscono la maggiorazione dello 0,80% già applicata all’importo capitale.

⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Tabella riepilogativa delle scadenze

Scadenza Maggiorazione Note
30 giugno 2026 (ordinaria) Nessuna Scadenza originaria, già superata
20 luglio 2026 0,40% Prima proroga, DL 89/2026
20 agosto 2026 0,80% Seconda proroga, alternativa alla prima (non cumulabile)

Domande frequenti

Posso pagare parte con lo 0,40% a luglio e parte con lo 0,80% ad agosto?

No, la scelta riguarda l’intero importo dovuto: o si versa tutto entro il 20 luglio con la maggiorazione dello 0,40%, o si versa tutto entro il 20 agosto con lo 0,80%. Non è previsto uno split tra le due finestre per lo stesso debito.

Cosa succede se non pago nemmeno entro il 20 agosto?

Dal 21 agosto in poi si applicano le sanzioni ordinarie per omesso o tardivo versamento (di norma il 30% dell’importo, riducibile tramite ravvedimento operoso in base al ritardo), oltre agli interessi legali maturati dalla scadenza originaria del 30 giugno.

La maggiorazione dello 0,80% è deducibile o detraibile?

No, la maggiorazione per la proroga non è né deducibile né detraibile: va considerata un costo aggiuntivo netto per aver posticipato il pagamento, analogo a un interesse di dilazione.

Questa proroga vale anche per l’IVA di giugno?

Sì, per i soggetti ISA rientra anche l’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale, mentre restano esclusi gli altri versamenti IVA periodici (liquidazioni mensili o trimestrali ordinarie), che seguono il calendario fiscale standard.

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