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Rottamazione quinquies, rata di settembre 2026: scadenza, decadenza e cosa fare

La rottamazione quinquies ha la sua rata di settembre il 30 settembre 2026: è la seconda del piano per chi ha scelto di pagare a rate, e va versata entro quel giorno, senza i cinque giorni di margine che molti contribuenti ricordano dalle rottamazioni precedenti. Una rata saltata, da sola, non fa perdere il beneficio. Ma il modo in cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione imputa i pagamenti può trasformare un arretrato innocuo in una decadenza.

📌 Articolo in breve
La seconda rata della rottamazione quinquies scade il 30 settembre 2026 (mercoledì) e non gode della tolleranza di cinque giorni, che la legge riserva alla rata unica e all’ultima rata del piano. Si decade con due rate non pagate o pagate in misura insufficiente, anche non consecutive, oppure con l’ultima. Chi ha saltato la rata di luglio deve sapere che il versamento di settembre andrà a coprire luglio, lasciando scoperta settembre. La rata successiva è il 30 novembre 2026.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. Cosa dice la norma sulla rata di settembre
  2. Il calendario completo delle rate
  3. Perché a settembre non ci sono i cinque giorni
  4. Quando si decade davvero
  5. Tre scenari concreti, con i numeri
  6. Pagare solo alcune cartelle con ContiTu
  7. Cosa succede dopo la decadenza
  8. Come pagare la rata
  9. Domande frequenti

Cosa dice la norma sulla rata di settembre

La definizione agevolata delle cartelle nota come rottamazione quinquies è disciplinata dall’articolo 1, commi da 82 a 101, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, cioè la Legge di Bilancio 2026. Riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, ma non tutti: secondo le FAQ ufficiali sono ammesse le imposte emerse dai controlli automatici e formali sulle dichiarazioni, i contributi INPS non richiesti a seguito di accertamento e le multe stradali irrogate dalle Prefetture. Si pagano capitale e spese, senza sanzioni, interessi di mora e aggio.

Le regole sui pagamenti sono state ritoccate in primavera. L’articolo 10, comma 2-bis, del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito dalla Legge 22 maggio 2026, n. 88, ha modificato il comma 95 della legge di bilancio introducendo la tolleranza di cinque giorni, ma solo in due casi precisi. La seconda rata, quella di fine settembre, non è tra questi.

L’importo esatto da versare non si calcola da soli: è scritto nella “Comunicazione delle somme dovute” che AdER ha messo a disposizione entro il 30 giugno 2026, insieme ai moduli di pagamento. Ogni rata non può essere inferiore a 100 euro e, nei piani rateali, include gli interessi del 3% annuo che decorrono dal 1° agosto 2026. La panoramica generale è nella nostra guida completa alla rottamazione quinquies.

Il calendario completo delle rate

Il piano può arrivare a 54 rate bimestrali di pari importo in nove anni. Le date sono nella FAQ n. 7 di Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Rata Scadenza Tolleranza 5 giorni
Unica soluzione 31 luglio 2026 (già scaduta) Sì, fino al 5 agosto 2026
1ª rata 31 luglio 2026 (già scaduta) No
2ª rata 30 settembre 2026 (mercoledì) No
3ª rata 30 novembre 2026 (lunedì) No
Dalla 4ª alla 51ª 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre, 30 novembre di ogni anno dal 2027 No
52ª e 53ª 31 gennaio 2035 e 31 marzo 2035 No
Ultima rata del piano (54ª, o l’ultima del proprio piano se più breve) 31 maggio 2035 per i piani da 54 rate

Chi ha chiesto meno rate ha un piano più corto: fa fede il prospetto nella Comunicazione. Discorso a parte per i debiti affidati da Regioni e Comuni che hanno aderito all’estensione prevista dalla Legge 88/2026: lì la prima scadenza è il 31 marzo 2027, quindi a settembre non c’è nulla da pagare. Ne abbiamo parlato nell’articolo sulla rottamazione degli enti territoriali.

Perché a settembre non ci sono i cinque giorni

Con la rottamazione quater il margine di cinque giorni valeva su ogni rata. Con la quinquies la regola sulla decadenza è già più morbida, perché si può restare indietro di una rata, e la tolleranza è stata concentrata sui due momenti senza alcun cuscinetto: il pagamento in unica soluzione e l’ultima rata del piano.

La FAQ n. 10 di AdER lo scrive in modo esplicito: la tolleranza dei cinque giorni vale “solo per il pagamento dell’unica rata” oppure, per chi ha scelto le rate, “solo per il pagamento dell’ultima rata del piano”. Per tutte le rate intermedie, compresa quella del 30 settembre, conta la data secca. Un pagamento del 1° ottobre non è “in tolleranza”: alla scadenza quella rata risulta non pagata.

Il 30 settembre è un mercoledì, quindi niente slittamenti. Ed è anche la giornata in cui scadono il 730, la LIPE e il bollo sulle fatture elettroniche, come abbiamo ricostruito nel calendario delle scadenze fiscali di settembre 2026: meglio non ridursi all’ultimo pomeriggio.

Quando si decade davvero

La rottamazione quinquies diventa inefficace in tre situazioni: se non si paga, o si paga in misura insufficiente, la rata unica; se lo stesso accade per due rate, anche non consecutive; se lo stesso accade per l’ultima rata. Per la rata unica e per l’ultima rata conta anche il ritardo, ma solo oltre i cinque giorni. Il punto che sfugge a molti è come vengono contabilizzati i versamenti dopo una rata saltata.

La FAQ n. 12 di AdER spiega che, quando si paga la rata successiva a quella saltata, la somma versata “andrà a coprire la rata precedente rimasta integralmente/parzialmente non pagata”. In altre parole l’arretrato non si cancella: si sposta in avanti. Chi salta una rata e poi riprende a pagare normalmente resta sempre con una rata scoperta, e se nessuno se ne accorge quella rata scoperta finisce per coincidere con l’ultima del piano, facendo scattare la decadenza proprio alla fine. L’esempio dell’Agenzia è su un piano da tre rate: si pagano la prima e la terza, la terza va a coprire la seconda, quindi risulta non pagata l’ultima e il beneficio si perde.

Anche l’insufficienza pesa quanto l’omissione. Versare 180 euro su una rata da 200 non è “quasi in regola”: è una rata pagata in misura insufficiente, che conta ai fini delle due inadempienze.

📝 Nota della redazione: controllando le fonti abbiamo trovato due imprecisioni ricorrenti. La prima: in rete si legge ancora che la rata unica della quinquies non aveva tolleranza, ma la FAQ n. 11 di AdER, dopo la Legge 88/2026, considera tempestivi i versamenti entro il 5 agosto 2026. La seconda: si legge spesso che chi ha saltato luglio “si rimette in pari” pagando la rata di settembre. Non è così: secondo la FAQ n. 12 quel versamento copre luglio e lascia scoperta settembre. Il tasso di interesse sui piani rateali, verificato sulla fonte ufficiale, è il 3% annuo dal 1° agosto 2026.

Tre scenari concreti, con i numeri

Per rendere l’idea usiamo un piano d’esempio con una rata da 250 euro. È una cifra illustrativa: ognuno deve guardare l’importo scritto sulla propria Comunicazione, che già comprende gli interessi del piano.

Scenario 1: Marco paga puntuale. Ha versato la rata di luglio e il 25 settembre paga i 250 euro della seconda con il modulo pagoPA. È perfettamente in regola e non ha rate scoperte. E conserva intatto il “jolly” della rata saltabile, che potrebbe servirgli tra qualche anno.

Scenario 2: Giulia paga venerdì 2 ottobre. Aveva pagato luglio, ma a settembre il pagamento parte con due giorni di ritardo. Non essendoci tolleranza, al 30 settembre la sua seconda rata risulta non pagata e Giulia ha consumato il suo unico margine. Secondo il meccanismo di imputazione descritto da AdER, il versamento del 2 ottobre va a coprire proprio la rata scoperta, quindi non decade. L’interpretazione prevalente tra i commentatori è che la decadenza scatti solo quando il ritardo si protrae fino a far mancare due rate. Il consiglio pratico resta netto: controllare nell’area riservata che il versamento risulti registrato e pagare il 30 novembre per intero e in tempo.

Scenario 3: Paolo ha saltato luglio e pensa di saltare anche settembre. Se al 30 settembre non versa nulla, le rate non pagate diventano due e la definizione agevolata è inefficace. Se versa solo 250 euro, quella somma copre luglio e settembre resta scoperta: non decade, ma continua a trascinarsi una rata di arretrato fino a fine piano. Se versa 200 euro, invece, luglio risulta pagato in modo insufficiente e settembre non pagato, e le inadempienze sono due. L’unico modo per tornare davvero in pari è versare entro il 30 settembre entrambe le rate, cioè 500 euro nel nostro esempio.

Situazione (rata d’esempio 250 €) Versato entro il 30/9 Rate scoperte dopo il 30/9 Esito
Luglio pagato 250 € 0 In regola
Luglio pagato, settembre pagato il 2/10 0 € (250 € il 2/10) 1 al 30/9, poi coperta Nessuna decadenza, margine consumato fino al versamento
Luglio saltato 500 € 0 Tornato in pari
Luglio saltato 250 € 1 (settembre) Nessuna decadenza, arretrato che si trascina
Luglio saltato 200 € 2 (luglio insufficiente, settembre) Decadenza
Luglio saltato 0 € 2 Decadenza

Pagare solo alcune cartelle con ContiTu

Chi ha messo nella domanda più cartelle di quante riesca a sostenere ha una strada ufficiale per alleggerire il piano senza perdere tutto. Si chiama ContiTu ed è disponibile nell’area pubblica del sito AdER, quindi senza SPID. Si indicano il codice fiscale dell’intestatario, numero e data della Comunicazione, un indirizzo email e i numeri progressivi delle cartelle che si vogliono tenere nella rottamazione, presi dal prospetto di sintesi.

Il servizio ricalcola l’importo complessivo e invia per email il nuovo piano con i nuovi moduli, ripartiti sullo stesso numero di rate scelto in fase di adesione. Il prezzo di questa flessibilità va messo in conto: per le cartelle lasciate fuori la definizione agevolata non produce effetti e la riscossione riprende, con sanzioni e interessi pieni.

Meglio muoversi con qualche giorno di anticipo, perché il nuovo modulo arriva per email e va poi pagato entro la stessa scadenza.

Cosa succede dopo la decadenza

Se la rottamazione diventa inefficace, le conseguenze indicate da AdER sono tre. I versamenti già fatti non vengono restituiti ma valgono come acconto sulle somme complessivamente dovute, che tornano a comprendere sanzioni, interessi e aggio. Riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza, e l’agente della riscossione può avviare nuove procedure cautelari ed esecutive e proseguire quelle già avviate prima della domanda. Infine, quei carichi non possono più essere rateizzati secondo l’articolo 19 del DPR 602/1973, cioè con la dilazione ordinaria.

Quest’ultimo punto è quello che fa più male. Chi decade non può semplicemente ripiegare su una rateizzazione ordinaria delle cartelle per gli stessi debiti. Tornano possibili fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti, compreso quello sul conto corrente, di cui abbiamo spiegato le soglie protette nel 2026. Fermi e ipoteche già iscritti prima della domanda, del resto, restano in piedi anche durante la rottamazione.

Come pagare la rata

I moduli sono allegati alla Comunicazione: chi ha presentato la domanda dall’area riservata la trova solo lì, chi l’ha presentata dall’area pubblica l’ha ricevuta anche via PEC o posta. Se il modulo è andato perso, la scadenza non slitta: una copia si chiede dall’area pubblica, senza credenziali, allegando un documento.

I canali indicati dalla FAQ n. 8 sono questi:

  • servizio “Paga online” sul sito AdER e app EquiClick;
  • home banking, sportelli bancari, uffici postali e tutti i prestatori aderenti a pagoPA;
  • tabaccai, ricevitorie, ATM abilitati CBILL e Postamat;
  • sportelli AdER su appuntamento;
  • domiciliazione bancaria, attivabile nell’area riservata, sezione “Definizione agevolata”.

La domiciliazione è comoda per un piano pluriennale, ma se il conto non ha capienza il giorno dell’addebito la rata risulta non pagata come qualsiasi altra.

Domande frequenti

Se pago la rata della rottamazione quinquies il 5 ottobre sono in tolleranza?

No. Per la seconda rata la scadenza è il 30 settembre 2026 e non esiste tolleranza. Un pagamento successivo non è tempestivo: la rata risulta non pagata alla scadenza e il versamento viene imputato alla rata scoperta. Se è l’unica rata mancata non si decade, ma si è consumato il margine concesso dalla legge.

Ho saltato luglio: quanto devo pagare entro il 30 settembre per non rischiare nulla?

Due rate, quella di luglio e quella di settembre, per intero. Pagarne una sola evita la decadenza immediata ma lascia un arretrato che si sposta di bimestre in bimestre fino all’ultima rata, dove la legge non perdona.

Posso togliere una cartella dal piano dopo aver saltato una rata?

ContiTu permette di scegliere le cartelle da mantenere e rigenera i moduli con gli importi aggiornati. Le FAQ di AdER non dicono come la rimodulazione tratti un eventuale arretrato già maturato, quindi prima di contarci conviene chiedere conferma al contact center o allo sportello.

Se decado posso aderire di nuovo o chiedere una rateizzazione?

Per gli stessi carichi la legge esclude la rateizzazione ordinaria dopo la decadenza, e non esiste oggi una riapertura dei termini della quinquies: le domande si sono chiuse il 30 aprile 2026. Le somme già versate restano acquisite come acconto.

Quando è la prossima scadenza dopo settembre?

La terza rata scade lunedì 30 novembre 2026, sempre senza tolleranza.

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