La scadenza del 730 del 31 luglio 2026 si avvicina e molti contribuenti si trovano a dover capire cosa fare, se hanno ancora qualcosa da fare, e soprattutto se rischiano di perdere un rimborso. Questa guida risponde alle domande concrete: cosa succede entro il 31 luglio, cosa puoi fare ancora dopo, e come non lasciare soldi sul tavolo.
Il 31 luglio 2026 è la scadenza per presentare il modello 730 in autonomia tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate (730 precompilato). Chi va tramite CAF o professionista ha tempo fino al 30 settembre 2026. Chi ha diritto a un rimborso IRPEF e non presenta entro queste date lo perde definitivamente. Il rimborso arriva in busta paga da luglio (dipendenti) o dall’INPS (pensionati).
Indice
- Le scadenze del 730 nel 2026: cosa fare entro quando
- Chi deve presentare il 730
- Come usare il 730 precompilato: i passi da seguire
- Quando arriva il rimborso IRPEF
- Documenti da avere a portata di mano
- Gli errori più comuni da evitare
- Domande frequenti
Le scadenze del 730 nel 2026: cosa fare entro quando
Il calendario fiscale del 730 prevede più date, con percorsi diversi a seconda di come si decide di presentare la dichiarazione. Non esiste un’unica scadenza valida per tutti: dipende dal canale scelto.
31 luglio 2026: scadenza per presentare il 730 precompilato in autonomia, accedendo direttamente al portale dell’Agenzia delle Entrate con SPID o CIE. È anche la data limite per chi vuole modificare il precompilato e inviarlo senza intermediari. Chi supera questa data non può più farlo in modo autonomo.
30 settembre 2026: scadenza per chi presenta il 730 tramite CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o tramite un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro). Questa è la scadenza effettiva per la grande maggioranza dei contribuenti italiani che si affidano a un intermediario.
Entro il 23 luglio (dipendenti): per ricevere l’eventuale rimborso già nella busta paga di luglio, la dichiarazione deve essere presentata entro questa data. Se si presenta dopo il 23 luglio ma entro il 31, il rimborso arriva ad agosto. Questi sono i meccanismi del sostituto d’imposta (il datore di lavoro), che eroga o trattiene le somme direttamente in busta paga.
Chi deve presentare il 730
Il modello 730 è il modello dichiarativo per i lavoratori dipendenti, i pensionati e alcune categorie assimilate. Non tutti sono obbligati a presentarlo: esistono casi in cui si è esonerati, e altri in cui conviene presentarlo comunque per recuperare detrazioni e deduzioni.
Sei obbligato a presentare il 730 (o un modello Redditi alternativo) se hai avuto nell’anno più fonti di reddito, se hai percepito redditi da lavoro dipendente da più sostituti d’imposta che non si sono “parlati”, o se hai redditi aggiuntivi come affitti, rendite o partecipazioni societarie.
Puoi essere esonerato se il tuo unico reddito è da lavoro dipendente o pensione con un solo sostituto d’imposta, non hai detrazioni particolari da inserire, e l’imposta trattenuta in busta paga corrisponde a quella effettivamente dovuta. In questo caso il datore di lavoro ha già fatto tutto: la dichiarazione è implicita nella busta paga.
Conviene presentarlo anche se non sei obbligato quando hai spese detraibili che ti danno diritto a un rimborso: spese mediche, interessi sul mutuo, assicurazioni vita, spese per figli a carico, erogazioni liberali. Se non presenti il 730, perdi questi soldi.
Come usare il 730 precompilato: i passi da seguire
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dal 30 aprile ogni anno il 730 precompilato, cioè una bozza già compilata con i dati che ha ricevuto dai sostituti d’imposta, dalle banche, dalle assicurazioni, dalle strutture sanitarie e da altri enti. Non è sempre completo o corretto: va verificato.
Il percorso pratico è questo. Prima di tutto, accedi al sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Poi vai nella sezione “730 precompilato 2026” e apri la dichiarazione. Il sistema mostra un riepilogo con le voci già inserite, il saldo a tuo favore (rimborso) o a tuo sfavore (a debito), e una lista di eventuali dati mancanti o da verificare.
A questo punto hai tre opzioni. Puoi accettare il precompilato così com’è, se tutto ti sembra corretto: clicchi su “invia” e hai finito in pochi minuti. Puoi modificarlo inserendo dati aggiuntivi o correggendo errori, ad esempio aggiungendo spese mediche non captate automaticamente dal sistema sanitario. Oppure puoi delegare a un CAF o commercialista, il che sposta la scadenza al 30 settembre.
Una cosa importante: se accetti il precompilato senza modifiche, l’Agenzia delle Entrate non può effettuare controlli sulle spese già inserite. Se invece modifichi o integri dati, la dichiarazione è soggetta a controllo formale sulle voci aggiunte. Non è un problema se hai i documenti in regola, ma è bene saperlo.
Quando arriva il rimborso IRPEF
I tempi del rimborso dipendono dalla tua situazione lavorativa e dalla data di presentazione. Per i lavoratori dipendenti, il rimborso viene erogato direttamente dal datore di lavoro attraverso la busta paga. Se la dichiarazione viene presentata entro il 23 luglio, il rimborso arriva in busta paga a luglio. Se si presenta tra il 24 e il 31 luglio, arriva ad agosto. Per le dichiarazioni presentate ad agosto e settembre tramite CAF, il rimborso arriva tra settembre e ottobre.
Per i pensionati, è l’INPS a erogare il rimborso direttamente sulla pensione. I tempi sono simili, con qualche giorno di scarto rispetto ai dipendenti privati.
Per chi non ha un sostituto d’imposta attivo (lavoratori autonomi che usano il 730, collaboratori occasionali), il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sul conto corrente indicato nella dichiarazione. I tempi possono essere più lunghi: anche 6-12 mesi. Se passi più di un anno senza ricevere il rimborso, puoi verificarne lo stato tramite il portale “Il mio rimborso” sul sito dell’Agenzia.
Documenti da avere a portata di mano
Prima di aprire il 730 precompilato, conviene raccogliere i documenti che potrebbero non essere stati acquisiti automaticamente dal sistema. Le spese mediche sostenute al di fuori del SSN (visite private, ottici, dentisti non convenzionati) vanno inserite manualmente con gli scontrini parlanti. Lo stesso vale per le spese di ristrutturazione edilizia, le donazioni a ONLUS, le spese funebri, le rette per asili nido e le spese universitarie.
Se hai un mutuo per la prima casa, l’importo degli interessi passivi pagati nell’anno ti arriva automaticamente dalla banca, ma verifica che sia stato recepito correttamente nel precompilato. Le spese veterinarie, le palestre per i figli minori e le spese per badanti sono detraibili e spesso mancano dalla bozza automatica.
Tieni anche a portata di mano: il codice fiscale dei familiari a carico, i CU (Certificazioni Uniche) di tutti i redditi percepiti nell’anno, e l’IBAN aggiornato per eventuale rimborso diretto dall’Agenzia.
Gli errori più comuni da evitare
Il primo errore è non verificare il precompilato e accettarlo ciecamente. Il sistema dell’Agenzia riceve molti dati, ma non tutti: le spese mediche private spesso mancano, alcune detrazioni non vengono rilevate automaticamente. Accettare senza guardare significa perdere rimborsi a cui si ha diritto.
Il secondo errore è presentare in ritardo pensando che il rimborso arrivi comunque. Se si supera il 30 settembre, il 730 non è più presentabile e si decade dal diritto al rimborso per quell’anno fiscale. Non è rinviabile all’anno successivo.
Il terzo errore riguarda i figli a carico: chi ha figli under 21 non li può più inserire come familiari a carico nel 730, perché dall’introduzione dell’Assegno Unico la detrazione IRPEF per figli è stata sostituita. Inserirli per errore porta a un avviso dell’Agenzia.
Il quarto errore tipico è inserire spese mediche senza avere i documenti fiscali corretti: per essere detraibili servono scontrini parlanti (con il codice fiscale del paziente e la natura della spesa) o fatture. Le ricevute generiche non bastano.
Domande frequenti
Ho presentato il 730 lo scorso anno: devo rifarlo quest’anno?
Sì, il 730 va presentato ogni anno per il reddito dell’anno precedente. Non è una tantum. Se l’anno scorso avevi diritto a un rimborso e non lo hai ricevuto, verifica sul portale “Il mio rimborso” dell’Agenzia delle Entrate.
Posso ancora presentare il 730 dopo il 31 luglio?
In autonomia sul portale precompilato, no. Tramite CAF o commercialista, sì: la scadenza per il canale intermediario è il 30 settembre 2026. Dopo quella data non è più possibile presentare il 730 per l’anno fiscale 2025.
Cosa succede se ho un debito IRPEF invece di un rimborso?
Se dalla dichiarazione risulta un importo a debito, il datore di lavoro lo trattiene dalle buste paga a partire da luglio, diluito in più rate fino a novembre. Se l’importo supera €100, hai anche la possibilità di rateizzarlo. Se hai un debito superiore ai €1.500, conviene parlare con un CAF o un commercialista per valutare eventuali opzioni.
Il 730 precompilato è sempre gratuito?
Presentarlo in autonomia sul portale dell’Agenzia delle Entrate è completamente gratuito. Il CAF può addebitare una tariffa per il servizio di assistenza — di solito tra €40 e €80. Alcuni sindacati e patronati lo offrono gratuitamente ai propri associati.
Ho cambiato lavoro durante l’anno: chi eroga il rimborso?
Se hai un nuovo datore di lavoro al momento della presentazione, è lui il sostituto d’imposta che eroga il rimborso in busta paga. Se non hai un sostituto attivo (ad esempio sei disoccupato), il rimborso arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente che hai indicato nella dichiarazione.

