I migliori conti deposito settembre 2026 pagano fino al 3,35% lordo su un vincolo a dodici mesi, ma il numero che conta è un altro: quello che resta dopo l’imposta sostitutiva del 26% e l’imposta di bollo dello 0,20%. Applicando entrambe le voci alle offerte di 27 banche italiane, la classifica cambia ordine e — soprattutto — tre prodotti finiscono sotto zero. Sono conti deposito veri, di gruppi bancari noti, che a fine anno restituiscono meno di quanto si è versato.
A settembre 2026 il tasso più alto tra le banche italiane è il 3,35% lordo di Banca CF+ su 12 mesi, pari al 2,28% netto reale. Seguono a 3,25% lordo Cherry Bank, Banca Progetto, Solution Bank, Fideuram e Poste Italiane. Il netto reale si calcola sottraendo il 26% di imposta sostitutiva sugli interessi e lo 0,20% annuo di imposta di bollo sul capitale. Tre conti deposito di grandi gruppi tradizionali hanno rendimento netto negativo. Diverse promozioni scadono tra il 10 e il 30 settembre. Dati aggiornati al 1° settembre 2026.
Indice
- La classifica di settembre 2026
- Come si calcola il netto reale
- I conti che rendono meno di zero
- Le promozioni che scadono a settembre
- Il 4% che si vede altrove
- La garanzia sui 100.000 euro
- Come scegliere senza sbagliare
- Domande frequenti
La classifica di settembre 2026
La tabella riporta i tassi rilevati su 27 istituti italiani al 1° settembre 2026, con il rendimento netto reale calcolato applicando l’imposta sostitutiva del 26% sugli interessi e l’imposta di bollo dello 0,20% annuo sul capitale, quando quest’ultima resta a carico del cliente.
| Banca | Prodotto | Durata | Lordo | Netto reale |
|---|---|---|---|---|
| Banca CF+ | Conto Deposito | 12 mesi | 3,35% | 2,28% |
| Cherry Bank | Conto Deposito Cherry | 12 mesi | 3,25% | 2,20% |
| Banca Progetto | Conto Progetto | 12 mesi | 3,25% | 2,20% |
| Solution Bank | Conto Yes | 12 mesi | 3,25% | 2,20% |
| Fideuram | Direct Cash Deposit | 4 mesi | 3,25% | 2,20% |
| Poste Italiane | Deposito Supersmart | 12 mesi | 3,25% | 2,20% |
| Banca Ifis | Rendimax | 12 mesi | 3,00% | 2,02% |
| Banca Aidexa | X Risparmio | 12 mesi | 3,00% | 2,02% |
| IBL Banca | Time Deposit | 12 mesi | 3,00% | 2,02% |
| Klarna | Deposito vincolato | 12 mesi | 3,00% | 2,02% |
| illimity Bank | Conto Deposito illimity | 12 mesi | 2,85% | 1,91% |
| Banca Sistema | SI Conto! DEPOSITO | 12 mesi | 2,80% | 2,07% |
| Credem | Conto Deposito Più | 6 mesi | 2,75% | 1,84% |
| Crédit Agricole | Conto Deposito | 12 mesi | 2,60% | 1,72% |
| ING | Deposito Arancio | 12 mesi | 2,50% | 1,65% |
| Trade Republic | Interessi sulla liquidità | libero | 2,25% | 1,47% |
| Revolut | Conto deposito senza vincoli | libero | 2,00% | 1,28% |
| Banca MPS | Conto Italiano di Deposito | 12 mesi | 1,50% | 0,91% |
| UniCredit | Deposito Vincolato | 12 mesi | 0,03% | −0,18% |
| Banco BPM | Deposito Vincolato | 12 mesi | 0,01% | −0,19% |
| Intesa Sanpaolo | XME Salvadanaio | libero | 0,00% | −0,20% |
Fonte: osservatorio conti deposito, rilevazione su 27 istituti aggiornata al 1° settembre 2026. I tassi possono variare senza preavviso: verificare sempre il foglio informativo della banca prima di sottoscrivere.
Come si calcola il netto reale
La formula è quella usata per costruire l’ultima colonna della tabella e chiunque può applicarla a un’offerta trovata altrove: si moltiplica il tasso lordo per 0,74, che è quello che resta dopo il 26% di imposta sostitutiva, e dal risultato si sottraggono 0,20 punti di imposta di bollo annua quando l’onere è a carico del cliente.
Su un vincolo di 20.000 euro a dodici mesi al 3,35% lordo si maturano 670 euro di interessi. L’imposta sostitutiva ne porta via 174,20, restano 495,80 euro. Il bollo dello 0,20% su 20.000 euro vale altri 40 euro, e il risultato finale è 455,80 euro, cioè il 2,28% del capitale. Fra il numero della pubblicità e quello che arriva sul conto ci sono 214 euro di differenza, poco meno di un terzo.
La cosa importante da capire è che le due voci si comportano diversamente. L’imposta sostitutiva colpisce gli interessi ed è quindi proporzionale al rendimento: più il tasso è alto, più se ne va, ma resta sempre una quota. Il bollo colpisce il capitale e non guarda al rendimento: è una cifra fissa rispetto al tasso, il che significa che sulle offerte poco redditizie diventa insostenibile. È lo stesso meccanismo che abbiamo ricostruito nel dettaglio parlando dell’imposta di bollo su conto corrente e conto deposito.
I conti che rendono meno di zero
Le ultime tre righe della tabella sono la parte più interessante di tutta la rilevazione. Il Deposito Vincolato di UniCredit al 12 mesi paga lo 0,03% lordo, quello di Banco BPM lo 0,01%, XME Salvadanaio di Intesa Sanpaolo lo 0,00%. Applicando bollo e tassazione, il rendimento netto reale è rispettivamente −0,18%, −0,19% e −0,20%.
Il segno meno non è un artificio contabile: significa che su 30.000 euro parcheggiati per un anno in uno di questi prodotti si perdono tra i 54 e i 60 euro, perché l’imposta di bollo va pagata comunque e non c’è nessun interesse a compensarla. E questo prima di considerare l’inflazione, che a settembre 2026 viaggia al 3,3% e che erode il potere d’acquisto di un altro ordine di grandezza.
Che i grandi gruppi bancari tradizionali paghino meno delle banche specializzate è noto e ha una spiegazione strutturale: hanno una raccolta abbondante e non hanno bisogno di comprarla sul mercato con tassi competitivi. Che però il prodotto risulti a rendimento negativo dopo le imposte è un’informazione che nessuna delle schede commerciali mette in evidenza, e vale la pena controllarla prima di aderire a una proposta ricevuta allo sportello.
Le promozioni che scadono a settembre
Diverse offerte in tabella sono promozionali e hanno una finestra di adesione che si chiude nelle prossime settimane. La finestra di Poste Supersmart Premium si chiude il 10 settembre, la promozione CashPark di Fineco il 21 settembre, mentre le condizioni promozionali di Fideuram, IBL Banca e Banca CF+ scadono il 30 settembre. Chi ha intenzione di vincolare una somma nei prossimi mesi ha quindi una ragione concreta per non rimandare: dopo quelle date i tassi tornano alle condizioni ordinarie, che sono sensibilmente più basse.
Va aggiunto un elemento di contesto che pesa sulle prossime rilevazioni. La Banca centrale europea si riunisce il 10 settembre e i mercati danno per molto probabile un rialzo dei tassi di riferimento. Se avvenisse, i rendimenti dei nuovi depositi tenderebbero a salire nelle settimane successive, il che rende meno ovvio vincolare oggi per dodici mesi. È il classico caso in cui la scelta migliore non è quella con il tasso più alto disponibile, ma quella con la durata più adatta al momento.
Il 4% che si vede altrove
Su alcuni comparatori compaiono conti deposito con tassi vicini o superiori al 4%, sensibilmente più alti di quelli in tabella. Non è un errore né dell’una né dell’altra fonte: cambia il perimetro. Le rilevazioni come questa considerano le banche italiane che raccolgono direttamente, mentre i tassi più alti arrivano di norma da banche di altri Paesi europei collocate in Italia attraverso piattaforme di intermediazione.
Non c’è nulla di irregolare in quei prodotti, ma vanno letti sapendo due cose. La prima è che la tutela dei depositi resta a carico dello schema di garanzia del Paese in cui ha sede la banca, non del Fondo Interbancario italiano: il massimale europeo di 100.000 euro per depositante è lo stesso, ma l’ente che interviene e i tempi di rimborso no. La seconda è che alcune di quelle offerte sono soggette a condizioni — nuova liquidità, profilazione del cliente, importo minimo elevato — che le rendono non confrontabili con un conto deposito ordinario.
La garanzia sui 100.000 euro
Tutti i conti deposito delle banche italiane in tabella rientrano nella tutela del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che protegge fino a 100.000 euro per depositante e per banca. Il limite si applica alla persona, non al singolo rapporto: aprire tre conti deposito nello stesso istituto non triplica la copertura, mentre distribuire la somma su banche diverse sì.
È il motivo per cui chi ha una liquidità superiore ai centomila euro tende a frazionarla su due o tre istituti anche accettando un rendimento leggermente inferiore su una parte. Sul piano pratico conviene ricordare che i conti cointestati hanno un massimale che si applica a ciascun intestatario, quindi un conto a due nomi è coperto fino a 200.000 euro complessivi.
Come scegliere senza sbagliare
La prima domanda non riguarda il tasso ma la data in cui serviranno i soldi. Un vincolo a dodici mesi rotto prima della scadenza restituisce di norma il capitale ma azzera o riduce drasticamente gli interessi maturati, quindi il tasso più alto vale poco se c’è la probabilità concreta di dover svincolare. Per una somma che potrebbe servire da un momento all’altro — il fondo di emergenza — la scelta corretta è un conto libero anche a rendimento inferiore.
La seconda verifica riguarda chi paga il bollo, e in tabella c’è l’esempio perfetto: Banca Sistema offre il 2,80% lordo contro il 3,00% di Banca Ifis, Aidexa, IBL e Klarna, eppure arriva al 2,07% netto reale contro il loro 2,02%. Venti centesimi di tasso in meno che diventano cinque centesimi in più, perché l’imposta di bollo non resta a carico del cliente. È la dimostrazione che ordinare le offerte per tasso lordo può portare alla scelta sbagliata. La terza è il confronto con i titoli di Stato, che scontano lo stesso bollo ma una tassazione agevolata al 12,5% sugli interessi anziché il 26%: su scadenze lunghe il vantaggio fiscale diventa consistente, e il modo più rapido per fare i conti sul proprio caso è il calcolatore conto deposito, BTP e BOT. Chi parte da zero e non ha mai aperto un rapporto di questo tipo trova la procedura passo per passo nella guida su come aprire un conto deposito.
Confrontando questa rilevazione con quella pubblicata ad agosto emerge una differenza vistosa nei massimi, dal 4,30% al 3,35%. Non è un crollo dei tassi: le due rilevazioni hanno perimetri diversi, perché la prima includeva le offerte di banche europee collocate tramite piattaforma e questa considera i 27 istituti italiani che raccolgono direttamente. Lo segnaliamo perché è l’errore di lettura più frequente quando si confrontano classifiche di mesi diversi pubblicate da fonti diverse.
Domande frequenti
Qual è il conto deposito con il rendimento più alto a settembre 2026?
Tra le banche italiane rilevate, Banca CF+ con il 3,35% lordo a 12 mesi, pari al 2,28% netto reale dopo imposta sostitutiva e bollo. La promozione è indicata in scadenza il 30 settembre 2026.
Perché il netto è così distante dal lordo?
Perché intervengono due prelievi: il 26% di imposta sostitutiva sugli interessi e lo 0,20% annuo di imposta di bollo calcolato sul capitale, non sugli interessi. Su tassi bassi il bollo può superare l’intero rendimento.
Devo dichiarare gli interessi del conto deposito nel 730?
No. La banca applica direttamente l’imposta sostitutiva del 26% e accredita l’importo netto, quindi non c’è nulla da riportare nella dichiarazione dei redditi.
Cosa succede se svincolo prima della scadenza?
Dipende dal contratto: nella maggior parte dei casi il capitale viene restituito integralmente ma gli interessi maturati vengono azzerati o fortemente ridotti. Alcuni prodotti sono espressamente svincolabili con penali ridotte, altri no.
I miei soldi sono al sicuro?
I depositi presso le banche italiane sono garantiti fino a 100.000 euro per depositante e per banca dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Il limite riguarda la persona, non il numero di conti aperti presso lo stesso istituto.
Conviene vincolare adesso o aspettare la BCE?
Se la Banca centrale europea alzasse i tassi il 10 settembre, i rendimenti dei nuovi depositi tenderebbero a salire nelle settimane successive. Chi non ha urgenza può valutare durate brevi in attesa che il quadro si chiarisca, tenendo però conto che diverse promozioni scadono a fine mese.
L’elenco delle banche aderenti e le regole della tutela dei depositi sono consultabili sul sito del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

