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Come funziona Google Pay

come funziona google pay

Tutto quello che c’è da sapere: attivazione, come si fa ad associare la carta, modalità di sicurezza, costi e utilizzo.

A cosa serve Google Pay?

Vediamo come funziona Google Pay. I sistemi di pagamento tramite app, nascono dall’esigenza di offrire quante più misure di sicurezza quando si effettuano dei pagamenti. Sono state infatti molteplici le complicazioni e le problematiche in termini di sicurezza con l’avvento dei pagamenti in modalità contactless. Non da meno tutti i pagamenti che si effettuano quotidianamente online.

Per sopperire a queste problematiche, la soluzione, è data dalla nascita di diverse applicazioni. Lo scopo è ovviamente, oltre che semplificare le operazioni di pagamento, (portandole ad essere effettuate tutte tramite app) di avere quanti più sistemi di sicurezza possibili. Il funzionamento, molte volte comunque a questa tipologia di applicazioni, è strutturato in maniera tale che, allegando la propria carta (prepagata, di debito o di credito) venga generato un nuovo codice sicuro da utilizzare.

Per quanto riguarda l’utilizzo tramite contactless invece, risolve gli eventuali problemi di schermatura o di qualsiasi altro genere poiché anziché utilizzare la carte il pagamento avviene tramite il proprio smartphone.

Su quali dispositivi si può usare?

A differenza di altri competitor, GPay non è purtroppo disponibile su tutti i dispositivi. Ad oggi è possibile installarlo su sistema operativo Android e non più su iOS, vedremo più avanti perché non è presente nell’App store di apple. La versione invece da tener presente per i dispositivi Android è: Lollipop 5.0. Da questa versione Android in avanti è possibile installare l’app. Nel caso in cui il sistema operativo non è compatibile è possibile aggiornarlo andando su Sistema, Avanzate e cliccare su Aggiornamento Sistema.

NFC/Contactless

Un’altra caratteristica da tener presente è ovviamente la funzione NFC sullo smartphone. Senza questa tecnologia non è possibile effettuare i pagamenti su pos per via contactless. Difficile che non sia presente in quanto ormai tutti gli smartphone hanno implementato questa tecnologia che viene utilizzata per molte altre azioni quotidiane, come ad esempio addirittura aprire la propria macchina.

Google Pay in continuo aggiornamento

Ultimamente sono state implementate diverse funzioni che hanno il compito oltre che di operazione attiva, o meglio una funzione pratica, di contenitore. Ad esempio possiamo inserire all’interno dell’applicazione, che è un vero e proprio wallet, tutte le card classificate come tessere fedeltà.

Google Pay in Viaggio

L’utilità di questa tecnologia risulta molto vantaggiosa anche nei viaggi, in quanto è possibile aggiungere tramite un semplice screenshot o una foto, un eventuale carta d’imbarco. Oppure i biglietti della metropolitana, quelli dei treni, autobus, cinema e cosi via. Insomma funge da vero e proprio contenitore virtuale anche per qualsiasi ticket comunemente utilizzati per accessi e viaggi.

Oltre ai pagamenti in contactless e a fungere da contenitore, l’applicazione ci viene incontro, con una delle funzioni principali, anche per gli acquisti online. Infatti nei siti web o e-commerce in cui è disponibile la modalità di pagamento GPay,  è possibile utilizzare quest’ulteriore servizio.

Inviare soldi a qualcuno tramite Google Pay

Un’altra funzione importante è il servizio Google Pay Send, ovvero tramite due persone, amici o componenti del gruppo familiare, si possono effettuare scambi di denaro. Ovviamente entrambi devono aver il wallet di Google e il servizio attivo.

Questa funzione è stata introdotta solo in alcuni Paesi, non è ancora disponibile in Italia. Sicuramente ne seguiranno aggiornamenti in base agli eventuali accordi statali. A questa attesa si aggiunge anche l’opzione che consente di effettuare accettare o saldare di richieste di pagamento.

Constatiamo quindi che ad oggi con Google Pay è possibile effettuare pagamenti sicuri nfc e contactless. Basta associare la propria carta direttamente con il proprio smartphone, sia online che nei negozi che consentono l’utilizzo.

Come utilizzare Google Pay?

Per utilizzare Google Pay, bisogna scaricare l’app di Google Pay sul proprio smartphone dal PlayStore. (Come annunciato in precedenza, ad oggi è disponibile solo per dispositivi Android perché, la diretta concorrente, apple ha deciso di rimuovere dal proprio store una applicazione di concorrenza avendo il suo servizio proprietario, ovvero Apple Pay che fornisce pressoché le stesse funzioni).

Una volta installata l’applicazione ed essersi registrati è possibile allegare:

  • carte di credito
  • prepagate
  • carte di debito

Devono obbligatoriamente appartenere ai circuiti: VISA MASTERCARD o Maestro ed essere emesse esclusivamente dalle banche che sono affiliate al programma.associare-carta-pagamenti-google-pay

In Italia lo troviamo disponibile per clienti: Banca 5, Banca Iccrea, Banca Mediolanum, Banca Popolare dell’Alto Adige – Volksbank, Banca Sella, BPER Banca – Banco di Sardegna – Cassa di Risparmio di Bra – Cassa di Risparmio di Saluzzo, Bunq, Credito Emiliano S.p.A., Curve OS Limited, Deutsche Bank Italy, Edenred, Fineco Bank, Flowe S.p.A. Societa’ Benefit, HYPE, Intesa Sanpaolo, Monese, Nexi e banche partner, N26, Paysafe Financial Services Limited, PostePay S.p.A., Qonto SA, Revolut, TransferWise, UAB ZEN.com, UBI Banca, UniCredit SPA, Viva Wallet, Widiba Bank Spa, Wirecard, FIDEURAM.

Paypal e Google Pay

Molto apprezzata, nonché utilissima, anche la partnership stabilita con il colosso PayPal. È infatti possibile collegare il proprio account PayPal a GooglePay.

Tutte queste funzioni, possono essere gestite o implementate anche da Computer. Collegandosi al sito di Google Pay. Il funzionamento e la configurazione non necessitano di particolari accorgimenti in quanto ogni fase è guidata e facilmente intuibile.

Pagamento Fisico Google Pay:
Per utilizzare l’app nella fase di pagamento fisico, si utilizza la stessa procedura conctactless delle classiche carte di pagamento, appoggiando fisicamente lo smartphone al pos. Se la funzione è abilitata, non è necessario aprire obbligatoriamente l’applicazione.

Pagamento Online Google Pay:
Per pagare online invece, bisogna individuare in fase di pagamento l’icona di Google Pay sul sito web che stiamo visitando e successivamente inserire i dati di pagamento. Qualora venga utilizzato il browser Chrome e si abbia l’account sincronizzato, la compilazione avviene in automatico, è necessario solo accettare e confermare il pagamento.

Sicurezza Google Pay – Quanto è sicuro Google Pay?

La tecnologia di Google Pay prevede che i dati reali delle carte allegate non vengono memorizzati sul dispositivo fisico. Quando viene effettuato un pagamento, l’applicazione genera un numero virtuale (temporaneo o meno) per completare la transizione, mantenendo il numero reale della carta anonimo. Questa funzione è stata implementata in maniera tale da tutelare l’utente in caso di smarrimento del proprio smartphone.

Meta Pay come funziona e a cosa serve davvero

Come funziona Sorare: Il fantacalcio con le crypto – L’album di figurine NFT

calciomercato sorare nft

INDICE:

Come funziona e cos’è Sorare?

Il mondo dello sport incontra il “metaverso” e le crypto. Negli ultimi anni diversi progetti web innovativi, si sono legati con partnership alle associazioni o alle leghe sportive. Sorare nasce come progetto legato al mondo del calcio, ultimamente è esteso anche al baseball e basket. Fornisce all’utente diverse esperienze e funzionalità.

Sorare è un nuovo modo di creare e gestire il fantacalcio su blockchain. Il sistema si basa tutto su delle card, in cui vengono riportati i calciatori. Le card diventano quindi dei token, e di conseguenza il calciatore può essere acquistato come NFT.  Le card NFT di ogni calciatore hanno diverse versioni a tiratura limitata. Le versioni attualmente sono 4: Unique, rare, super rare e limited.

Sorare, ha partnership ufficiali attualmente con 314 club.  Le licenze ufficiali con le varie squadre di calcio sono in continuo aumento, consulta la lista dei club e dei campionati qui: Partner con licenza.

Come avviene con gli album di figurine, le card acquistate si possono scambiare con gli altri utenti. In ogni Card sono presenti, come per gli nft standard, dei metadati in cui sono riportate tutte le caratteristiche dei giocatori, la squadra in cui giocano indicata dall’anno della stagione.

Sorare ha un regolamento interno per poter giocare al fantacalcio. Ogni squadra può avere 5 giocatori attivi, e i punteggi sono determinati come nel classico fantacalcio in base ai risultati, punteggi e classifiche del giocatore. Ovviamente, nonostante su Sorare si gioca con solo 5 carte, si possono avere altre carte in collezione sul proprio wallet.

In palio ci sono dei premi, a volte settimanali, ed è possibile partecipare in più divisioni. I premi come le divisioni, sono differenti in base al proprio livello all’interno della piattaforma. Vediamo una breve panoramica su come funziona Sorare, come ottenere un codice invito, e avere una card nft gratuita, come gestire il wallet su sorare e iniziare il nostro fantacalcio.

Registrazione a Sorare e codice invito

Per iscriversi a Sorare, è molto semplice. Per prima cosa collegarsi al sito web sorare.com (verrà tradotto automaticamente in versione italiana). Cliccare su Gioca Ora, oppure su Iscriviti. Inseriamo quindi il nostro indirizzo email, uno pseudonimo che sarà il nostro nome pubblico e la password. Cliccando su Successivo appariranno i termini e condizioni che dovremo accettare.

Conferma account Sorare

Riceveremo a questo punto, una mail di conferma per attivare l’account. Clicchiamo quindi su Conferma il mio account e verremo reindirizzati al sito web di Sorare per l’avventura attivazione.

Configurazione profilo e creazione squadra Sorare

Una volta confermata la mail ci ritroviamo all’interno del nostro profilo. Qui possiamo scegliere il nostro nickname e il nome della nostra squadra. Scegliamo anche il logo, come riportato nell’immagine sottostante, ed eventualmente carichiamo l’immagine del profilo, visibile a tutti.

Clicchiamo infine su Conferma. Sorare ci guiderà adesso in una serie di passaggi per completare la fase iniziale e sbloccare le prime carte. Verranno riportati inoltre tutti i valori delle card e i relativi metadati annessi. Lo step successivo, sarà di scegliere 3 squadre preferite secondo le quali verranno scelte in maniera randomica i giocatori che ci verranno assegnati.

Completato questo step avremo la nostra prima carta sbloccata. Il funzionamento della piattaforma Sorare, è inoltre basato ad obiettivi e premi. Per ogni campo, passaggio, o step completato verremo ripagati con delle carte gratuite, che aggiungeremo automaticamente alla nostra collezione.

Valori delle card

Successivamente all’apertura del nostro primo pacchetto, cliccando su Apri pacchetto visualizzeremo le nostre carte. Come anticipato, possiamo disporre massimo 5 giocatori in campo. Ci verrà quindi chiesto di schierarli per ruolo disponibile,  visualizziamo inoltre in sequenza i valori e le statistiche dei metadati delle singole card.

codice-invito-sorare  

 

Codice invito Sorare

Per ogni utente, Sorare, mette a disposizione un referral link attraverso il quale possiamo far iscrivere i nostri amici. Per ogni invito la piattaforma ci ripagherà con una card. Il premio è valido sia per chi si iscrive, che per chi manda il link.

(Se vuoi ricevere una card in più su Sorare, e non hai amici che possiedono un referral link, registrati attraverso questo link profilo che abbiamo creato appositamente). https://sorare.com/r/thequestion )

Una volta effettuata la registrazione avrai anche tu il link invito da mandare ai tuoi amici per ricevere altre card. La creazione di account multipli è altamente sconsigliata, oltre che violazione del regolamento. Sorare infatti, chiuderà definitivamente tutti gli account che reputa non validi. Concentrati quindi a utilizzare esclusivamente il tuo account.

Come si gioca su Sorare

Completata la fase di registrazione e di scelta squadra, passiamo alla parte di gioco effettiva. Il regolamento interno della piattaforma è riportato al link: https://sorare.com/game_rules

Ma vediamo a grandi linee il funzionamento. Anzitutto ci verrà chiesto di scegliere una lega a cui partecipare. Ogni lega presenta dei tornei differenti, con relativi premi. Queste, sono differenziate anche in base alla tipologia di card che possediamo.

Lega Principianti Sorare

Quando possediamo le carte comuni, possiamo partecipare solo alle Lega principianti. In questa lega non c’è una vincita monetaria bensì i premi sono Card. I primi 3 classificati ricevono card rare, per le altre posizioni invece verranno rilasciate delle card di “forza” pari alla posizione di arrivo.

Come vedere a quale lega puoi partecipare?

Cliccando su Gioca (tasto in alto a sinistra) si aprirà la pagina con un banner blu che riporta gli step che dobbiamo percorrere per proseguire e avanzare di livello. Nella parte in basso invece, nella sezione filtri vediamo il tasto Tutte le leghe. Cliccandolo possiamo selezionare e filtrare le leghe di gioco per il nostro livello.

Inoltre, come possiamo vedere nell’immagine sottostante, anche alla voce scarsità sarà riportata la classe delle card per ogni lega. Se il livello sarà bloccato, ovviamente non possiamo partecipare. Diversamente, se verrà riportato il tasto iscriviti accanto alla lega, possiamo iniziare il nostro torneo e schierare in campo i nostri giocatori.

Acquistare, vendere o scambiare carte su Sorare

Alla voce Mercato (in alto a sinistra), possiamo visualizzare l’elenco completo dei giocatori, che in quel preciso momento sono in vendita. Se abbiamo interesse ad acquistare una precisa card, è disponibile la funzione Follow. Cliccando su Follow su quel dato giocatore, riceveremo una notifica e una mail che ci riporta, quando la card viene messa in vendita o all’asta.

All’interno del mercato troviamo quindi, le carte che sono all’asta, dei bundle che contengono più carte e inoltre il Transfer Market. Con il transfer market possiamo mettere in vendita le nostre carte. La scelta della Card da mettere in vendita è ovviamente a nostra discrezione. Più ha valore la carte e più alte sono le possibilità di vendita e quindi di monetizzare.

Come funziona il wallet su Sorare

Il wallet ci consente di poter ricevere e inviare i pagamenti, ma anche di detenere le Card come NFT. Nel wallet possiamo depositare sia Crypto valute che Moneta reale. La valuta reale è un po sconsigliata, poiché se effettuiamo un’offerta durante un’asta, quella cifra ci verrà automaticamente scalata dal nostro conto. Nel momento in cui, la nostra offerta viene superata, Sorare effettua uno storno. Questi movimenti repentini di scambio di denaro possono avviare delle criticità e quindi, ritrovarci con il nostro conto bancario bloccato. Per evitare spiacevoli inconvenienti con la nostra banca, è consigliabile collegare uno dei wallet riportato in elenco ed effettuare la compravendita in crypto.

I wallet più semplici di utilizzo sono Coinbase e Metamask. Puoi seguire la nostra guida sul collegamento con Metamask qui poiché la funzione di collegamento è analoga a tutte le piattaforme con wallet.

Sorare predilige Ethereum quindi, depositiamo i nostri Ether all’interno del wallet per effettuare le varie operazioni.

wallet su sorare

Questa, la nostra breve panoramica sulla piattaforma Sorare sulla sezione Calcio che ti consente di fare fantacalcio, collezione e calciomercato potendo anche guadagnare. Per tutte le informazioni dettagliate, alla voce assistenza, Sorare riporta una guida completa, con le risposte alle domande più comuni ad esempio:

Cos’è Sorare, Come funziona la sezione Calcio, la differenza tra League e Divisioni, valori delle Card, come venderle e riceverle sul proprio wallet e molto altro.

Come funziona OpenSea – Come creare e vendere NFT

Indice:

Che cos’è e come funziona OpenSea

OpenSea è il marketplace più utilizzato al mondo per la compravendita di NFT. Il mercato secondario degli nft, ovvero i marketplace (analogia degli e-commerce per i prodotti fisici), ha diverse proposte e siti web. OpenSea rimane ad oggi il più semplice, attendibile, certificato e sicuro per queste operazioni, per tale motivo detiene il primo posto in classifica.

Inoltre, oltre ad essere il primo marketplace ad avere implementato sia le funzioni di acquisto e di vendita, spicca il suo semplice utilizzo in entrambi gli ambiti. Infatti creare un nft, o un’intera collezione è alla portata di tutti.

A differenza di altri marketplace, possiamo trovare tutte le categorie presenti sul mercato, quindi non un marketplace settoriale. Questo consente, non solo un ampio spazio alla fantasia, ma anche l’approccio a un pubblico molto più vasto per la vendita.

Panoramica e funzionamento piattaforma OpenSea – Dashboard e pagina iniziale

Il sito web a cui dobbiamo collegarci è opensea.io (bisogna fare molta attenzione che sia scritto in maniera corretta). OpenSea è disponibile solo in lingua inglese. Se necessario, tramite il browser Google Chrome, possiamo attivare la traduzione automatica in italiano.

Accedendo ad OpenSea, possiamo vedere subito le due funzioni principali, cerchiate in rosso nell’immagine sottostante, Explore e Create. Nel resto della homepage, sono presenti diverse collezioni che vengono sponsorizzate dalla piattaforma.

Tasto Explore OpenSea

Nel tasto explore possiamo trovare tutti gli nft che OpenSea divide per categorie. In base alla categoria che ci interessa, clicchiamo per entrare. A questo punto verranno visualizzate le varie collezioni della categoria scelta, e di conseguenza gli nft disponibili all’acquisto.

Tasto Stats OpenSea

Alla voce Stats, invece troveremo due voci. Ranking, dove sono riportati tutti gli Analytics della piattaforma ovvero le top collezioni e i volumi di vendita totali. Alla voce Activity invece, possiamo vedere cosa succede in tempo reale all’interno di OpenSea. Viene riportata quindi una lista in continua aggiornamento degli nft che vengono venduti con il relativo prezzo di vendita.

Tasto Resource OpenSea

Il tasto risorse presenta un’elenco con una serie di voci utili all’utente. Spicca tra tutti il tasto Help Center all’interno del quale possiamo trovare le guide complete per ogni funzione di OpenSea. Inoltre è possibile inviare un ticket al centro assistenza se serve aiuto per un’eventuale caso non riportato nella documentazione guida. Per chi invece è poco pratico esiste anche il tasto Learn. Qui troveremo le basi per imparare tutto su cos’è un nft, come funziona un wallet ecc ecc. (tutto in lingua inglese).

Tasto Create OpenSea

Cliccando sul tasto Create, OpenSea ci richiede di collegare un wallet. Questo equivale ad effettuare quindi il Log in al sito. Viene indicato il wallet metamask come consigliato e più utilizzato.

Come collegare Metamask su OpenSea

Tra i requisiti per l’acquisto o la vendita degli NFT c’è il collegamento di un wallet, che deve contenere dei soldi. Precisamente la crypto che deve contenere è l’ether di Ethereum. Vedi la guida nell’articolo precedente, su come collegare opensea a metamask.




Perchè bisogna collegare un wallet?

Il collegamento del wallet al marketplace, che sia OpenSea o altro, è un requisito fondamentale. Serve sia nella fase di l’acquisto, per pagare l’NFT acquistato, che per riceverlo. Quindi depositarlo nel proprio portafoglio. Altro aspetto, è la vendita. Per vendere NFT è necessario collegare il wallet, in questo caso, per poter ricevere correttamente i pagamenti e le crypto della vendita.

Come creare una Collezione e un NFT su OpenSea

Dopo aver collegato il nostro wallet metamask, ed aver effettuato l’accesso ad OpenSea, possiamo creare il nostro nft. Prima di cliccare sul tasto Create, è consigliabile però creare una collezione. Tutti gli nft infatti, sono venduti all’interno di una collezione. Se non viene creata, OpenSea la genera per noi collegandola al nostro profilo. Andiamo quindi sul nostro profilo e selezioniamo la voce My Collection per creare la collezione, come nell’immagine sottostante.

Qui sceglieremo l’immagine della collezione, il nome, la descrizione, la categoria, la blockchain e il Token/Crypto che vogliamo utilizzare per la compravendita e lo stile visivo con il quale saranno elencati gli nft agli altri utenti. Per quanto riguarda la blockchain, opensea ci consiglia Polygon. Questo perché polygon al momento è l’unica blockchain completamente gratuita, scegliendo invece ethereum ci sarà una piccola commissione di compravendita che è destinata ad OpenSea.

Un altra voce molto importante è che incontreremo nella creazione della collezione è la Creator Earnings*.

*Creators Earnings: è la percentuale di commissione che prenderemo quando, dopo aver venduto il nostro nft, quell’utente lo rivenderà. Quindi la creators earnings è letteralmente, la commissione di vendita al creatore, tutte le volte che il nostro nft viene rivenduto.

Incontriamo infine il tasto Create. Cliccandolo avremo completato la creazione della collezione.

Creare un NFT su openSea

A questo punto, dopo aver creato la collezione, possiamo cliccare sul tasto Create.

Carichiamo quindi nella pagina la nostra creazione, scegliamo il nome, la descrizione, la collezione (sarà in evidenza un elenco delle collezioni che abbiamo creato). Compilato i campi, sono disponibili adesso le proprietà del nostro nft.

METADATI NFT su OpenSEA

Alla voce Properties, cliccando sul tasto +, possiamo aggiungere i dettagli di quello specifico nft. Ad esempio se stiamo vendendo una collezione di Cerchi di diverso colore, scegliamo alla voce Type: Colore, e alla voce Name:Rosso. Questa funzione è facoltativa.

La voce Levels, invece, ci consente di impostare i livelli o le caratteristiche numeriche, in termini di importanza, che vogliamo impostare al nostro nft. Questo permetterà eventualmente di confrontare i valori da noi creati degli nft che stiamo vendendo.

La voce Stats, presenta a grandi linee le stesse caratteristiche della voce Levels, tutto è relativo alla nostra creatività e al progetto/collezione che stiamo realizzando.

Unlockable Content: attivando questa voce, possiamo scrivere un testo visibile solo a chi acquista i nostri nft.

Supply: alla voce supply, andremo a impostare il numero di copie che vogliamo generare/duplicare di quel singolo nft.

Adesso  selezioniamo la blockchain che vogliamo utilizzare e clicchiamo su Create. Questa è la procedura completa per creare un nft su OpenSea.

Come vendere NFT su OpenSea

Dopo aver creato la nostra collezione e caricato tutti i dati relativi al nostro primo nft, in seguito al click sul tasto Create si aprirà una nuova pagina. In alto a destra vedremo due tasti: Edit e Sell. Con il tasto edit possiamo apportare delle modifiche, e ovviamente con il tasto Sell vendiamo l’nft. Clicchiamo quindi su Sell. Si aprirà ancora una nuova pagina, qui indichiamo le copie dell’nft creato che vogliamo mettere in vendita, la crypto con la quale vogliamo farci pagare e il costo.

Alla voce Duration, possiamo indicare il periodo di vendita, quindi impostare una scadenza. A questo punto clicchiamo su Complete Listing, firmiamo per confermare cliccando sul tasto Sign.

Procedura completata,  abbiamo messo in vendita e disponibile all’acquisto il nostro NFT.

Quanto costa creare un NFT su OpenSea – costi di commissione per vendere su OpenSea

Mettere in vendita i propri NFT su OpenSea è gratis. I costi o meglio, la revenue o commissione della piattaforma, viene applicata solo in fase di vendita. Il funzionamento è “simile” a eBay, una volta venduto il prodotto la piattaforma detrae dalla somma totale una commissione. Nel caso di OpenSea trattiene il 2,5% sul totale della vendita, a priori da quale sia il prezzo. In ogni caso la tassazione è riportata a fine pagina, quando andiamo a creare il nostro nft, subito sopra il tasto: Complete Listing. Viene specificato inoltre oltre alla fee di OpenSea, la fee del Creators, quindi la nostra commissione tutte le volte che quel preciso nft, viene rivenduto.

Pannelli fotovoltaici come funzionano e quali scegliere

pannelli fotovoltaici

Come funzionano i pannelli fotovoltaici differenza fra pannelli solari e pannelli fotovoltaici, scopriamo qual è la scelta migliore da fare quando andiamo ad acquistare un pannello fotovoltaico o un modulo fotovoltaico.

Cosa sono e come funzionano i pannelli fotovoltaici? Differenza fra pannelli solari e pannelli fotovoltaici, quali sono i migliori pannelli fotovoltaici?

Come funzionano i pannelli fotovoltaici?

Il funzionamento dei pannelli fotovoltaici si basa principalmente sulla cella fotovoltaica che trasforma l’energia solare direttamente in energia elettrica utilizzando l’energia fotoelettrica. La generazione fotovoltaica è proprio la proprietà che alcuni materiali (ad esempio il silicio) hanno di generare corrente elettrica quando sono soggetti alla radiazione solare. Si verifica quando l’energia della luce solare (fotoni) “rilascia” elettroni, creando un flusso di energia elettrica.

Com’è fatto un pannello fotovoltaico?

Un pannello o modulo fotovoltaico è costituito da una serie di celle fotovoltaiche, si tratta di strati di silicio contenenti piccole quantità di fosforo e boro, che, grazie alla radiazione solare, generano una carica elettrica ed è comune serializzarli in un modulo ( o pannello) in modo che la tensione sia conforme a un sistema utilizzabile in CC (corrente continua).

Questa energia collegandosi ad un inverter verrà trasformata in AC (corrente alternata) in modo che l’energia che consumi durante la giornata possa essere fornita dai pannelli fotovoltaici.

pannello fotovoltaico

Come si calcola la potenza di un pannello fotovoltaico?

Per capire come funzionano i pannelli fotovoltaici, è importante anche sapere come viene calcolata la potenza di un modulo. Quando si tratta di misurare o calcolare le prestazioni dei pannelli, la misura utilizzata nei moduli fotovoltaici è di watt di picco (Wp). Questa misura viene utilizzata come riferimento con cui misurare le prestazioni dei pannelli solari e poter quindi stabilire dei confronti tra di loro. Poiché la quantità di luce solare che cade sui pannelli varia a seconda dell’ora del giorno e del periodo dell’anno, la corrente generata oscilla considerevolmente, rendendone difficile la misurazione.

Quanti tipi di pannelli fotovoltaici esistono?

Quando si confrontano i pannelli fotovoltaici a base di silicio, questi possono essere principalmente suddivisi in due categorie: amorfi, policristallini e monocristallini.

Pannelli fotovoltaici amorfi

I pannelli fotovoltaici amorfi , sempre meno utilizzati, si caratterizzano per non avere una struttura definita e per perdere molta efficienza durante i primi mesi di funzionamento.

Pannelli fotovoltaici policristallini

I pannelli fotovoltaici policristallini sono costituiti da cristalli diversamente orientati e si distinguono per la loro tonalità bluastra. Questo processo di fabbricazione ha il vantaggio di essere più economico ma lo svantaggio di essere un prodotto meno efficiente.

Pannelli fotovoltaici monocristallini

I pannelli fotovoltaici monocristallini sono generalmente considerati un prodotto di qualità superiore. In essi le celle che compongono il pannello sono costituite da un unico cristallo di silicio di elevata purezza che solidifica a temperatura omogenea. Ciò si traduce in una maggiore efficienza e prestazioni del pannello, poiché consente agli elettroni di muoversi più liberamente. Il processo di fabbricazione, sebbene leggermente più costoso, conferisce ai moduli maggiore efficienza e prestazioni. Sono generalmente considerati un prodotto di qualità superiore.

Quali sono i pannelli fotovoltaici migliori?

I pannelli fotovoltaici più consigliati sono quelli monocristallini. Le placche amorfe stanno diventando obsolete poiché perdono rapidamente efficacia. D’altronde l’unico vantaggio che presentano i pannelli policristallini è un prezzo leggermente inferiore, dovuto al suddetto processo di fabbricazione meno costoso.

I principali vantaggi dei pannelli fotovoltaici monocristallini

Il principale vantaggio è un maggiore grado di efficienza (circa il 5% in più), funzionano meglio in ambienti con meno esposizione alla luce, giornate nuvolose o semplicemente in una zona meno soleggiata.
In compenso ha anche una resa leggermente superiore, questo significa che a parità di superficie installata dei pannelli solari, il monocristallino fornisce maggiore potenza.
Tollerano meglio il calore, alle alte temperature i moduli fotovoltaici perdono efficienza, i pannelli monocristallini tollerano meglio il calore e questo è un vantaggio a fronte delle alte temperature estive.
Infine, a livello estetico, i moduli sono neri e visivamente si adattano meglio ai tetti.

All’interno del vetro, il modulo fotovoltaico ha uno strato di isolamento e una pellicola di sicurezza che funge da protezione contro la dissipazione del calore e l’umidità all’interno del modulo. Un adeguato isolamento è della massima importanza in quanto protegge il pannello dagli sbalzi di temperatura, che ne riducono l’efficienza e le prestazioni ottimali.

Alcuni moderni pannelli solari incorporano una tecnologia chiamata PERC. È uno strato antiriflesso che aumenta le prestazioni del modulo in condizioni di scarsa illuminazione (giorni nuvolosi, alba e tramonto), consentendo alle celle di silicio di ricevere la massima esposizione alla luce solare e di fornire più ore di autoconsumo.

Inoltre, agendo da strato riflettente, evitano che il modulo si surriscaldi troppo e quindi ne migliorano le prestazioni mantenendo stabile il coefficiente di temperatura del pannello.

modulo fotovoltaico

Pannelli fotovoltaici costo

Nel calcolare il prezzo di un pannello o modulo fotovoltaico bisogna tenere conto di una serie di caratteristiche, il prezzo dei pannelli fotovoltaici è solitamente di circa 600€ e 800€ al metro quadrato. A questo va aggiunto il prezzo delle batterie, dei regolatori di carica e degli inverter, nel caso di installazione isolata. Puoi anche cercare kit completi che includono tutti i materiali necessari.

Costo impianto pannelli fotovoltaici 3 kW

L’installazione di pannelli fotovoltaici da 3 kW costa circa 4.500 euro. Il costo può aumentare fino a 6.000€. Il prezzo per kWp è compreso tra € 1.500 e € 2.000.

Costo impianto di pannelli fotovoltaici 6 kW

L’installazione di pannelli fotovoltaici da 6 kW è l’ideale per una casa unifamiliare e costa circa 6.500 euro. Il costo può aumentare fino a € 9.000. Il prezzo per kWp è compreso tra € 1.300 e € 1.800.

Quanto dura un pannello fotovoltaico?

La durata di un pannello fotovoltaico, o modulo fotovoltaico, è generalmente di circa 25-30 anni. Naturalmente, tutto dipende dall’uso che se ne è fatto e se è stata effettuata una corretta manutenzione. Tieni presente che ciò può prolungare ulteriormente la vita utile di questi elementi. In ogni caso, è importante che tu tenga conto di un aspetto. Ed è che dopo questo periodo di tempo il pannello solare non smetterà di produrre elettricità, anzi. Il pannello continuerà a funzionare, ma le sue prestazioni saranno ridotte, quindi produrrà meno.

Garanzia dei pannelli fotovoltaici

La garanzia può variare tra un produttore o l’altro, a seconda della qualità dei pannelli fotovoltaici. Ora, se ci concentriamo su uno standard medio, i produttori offrono una garanzia sulle apparecchiature di 10-12 anni e una garanzia sulla produzione fino a 25 anni.

Perché le prestazioni del pannello fotovoltaico diminuiscono nel tempo?

La risposta è molto semplice. Il fattore chiave che influenza la durabilità è il tasso di degradazione. Questo tasso risponde alla diminuzione che il pannello fotovoltaico subirà ogni anno espressa in percentuale. I pannelli fotovoltaici sono migliorati molto nel tempo, il che significa che offrono prestazioni più elevate, sono più resistenti e hanno una vita utile più lunga.

Quanto durano le batterie dei pannelli fotovoltaici?

Le batterie sono uno dei pezzi più importanti in un impianto fotovoltaico perché ci permettono di accumulare energia e usarla quando necessario. Ad esempio, di notte o nei giorni nuvolosi o piovosi. Inoltre, è uno degli elementi più costosi dell’installazione, motivo per cui vale la pena prestargli attenzione e dedicargli un punto a parte. In generale, dovresti tenere presente che la vita utile delle batterie solari è di 15 anni. La vita utile delle batterie viene misurata in base al numero di cicli di carica, come accade, ad esempio, nelle batterie dei telefoni cellulari. Certo, la loro conservazione ha una grande influenza, ed è che a differenza di quanto accade con le altre batterie, quelle dei pannelli fotovoltaici non devono essere completamente scariche poiché ciò può causare seri danni alle stesse, compromettendone il funzionamento e la vita utile.

 

Leggi anche: Vetro fotovoltaico come funziona?

Origine del petrolio

piattaforma estrazione petrolio in mare

Il Petrolio – Origine Estrazione Prezzo:

L’oro nero, da cosa dipende il prezzo del petrolio. L’origine estrazione e prezzo petrolio. Vediamo la risposta a queste domande e la storia del petrolio.

Storia del petrolio

La storia del petrolio. Da centinaia di anni, gli esseri umani utilizzano il petrolio e i suoi derivati. Le prime attività industriali intorno al petrolio, iniziarono a svilupparsi intorno all’VIII secolo. Questo da quando, la risorsa fu utilizzata come fonte da cui ricavare il catrame, che veniva utilizzato nella pavimentazione delle strade nelle grandi Città orientali come Baghdad.

Il petrolio nel medioevo

Dal Settecento e soprattutto, dall’Ottocento, l’uso del petrolio si diffonde in modo esponenziale. Fino ad allora, il petrolio veniva utilizzato solo per ottenere olio industriale. Serviva per lubrificare le macchine. Mentre il cherosene, in quegli anni, viene impiegato come combustibile per l’illuminazione, in sostituzione dell’olio di balena.

L’oro nero – il Petrolio origine estrazione prezzo

A partire dal XIX secolo, con l’invenzione e la rapida espansione nell’uso del motore a combustione interna, apparve una nuova applicazione per il petrolio: la benzina. Fino ad allora considerato un sottoprodotto del petrolio privo di utilità pratica, è diventato oggi il combustibile più utilizzato dall’uomo. Come se ciò non bastasse a scatenare la febbre dell’oro nero, durante lo stesso Ottocento iniziò a svilupparsi un’incipiente industria petrolchimica, focalizzata sull’ottenimento di ogni tipo di plastica dai polimeri ottenuti dal petrolio.

Questa industria ha raggiunto la sua massima espressione nel corso del XX e XXI secolo, dando origine al mondo attuale dove la presenza di materie plastiche derivate dal petrolio è praticamente onnipresente in quasi ogni tipo di prodotto realizzato dall’uomo.

Il petrolio è quindi oggi una materia prima fondamentale per l’ottenimento di energia e per la fabbricazione delle materie plastiche. Una risorsa finita e non rinnovabile, su cui ruota l’intera economia mondiale.

Cos’è il petrolio? Origine estrazione e prezzo.

La parola petrolio deriva dal greco antico, lingua in cui letteralmente significa “olio di roccia”.

L’origine etimologica ci offre un indizio sulla composizione del petrolio, tradizionalmente considerato roccia allo stato liquido, è una miscela eterogenea di idrocarburi e altre sostanze diluite in concentrazioni variabili.

Qual è l’origine del petrolio?

Sebbene l’esatta origine della formazione del petrolio non possa essere stabilita con certezza, la teoria più diffusa, sottolinea che la formazione del petrolio ha un’origine organica. Questo spiegherebbe la presenza di diversi composti a base di carbonio e altri marcatori organici presenti nel petrolio.

Come si forma il petrolio?

Secondo questa teoria, il petrolio si sarebbe formato dall’accumulo di resti animali e vegetali, principalmente zooplancton, fitoplancton e alghe nei fondali degli oceani, dei mari e dei laghi di tutto il pianeta. Questi resti organici si sarebbero depositati sul fondo delle aree ricoperte d’acqua e con il passare del tempo rimarrebbero sepolti sotto l’accumulo di sedimenti.

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L’accumulo di sedimenti, combinato con l’effetto della pressione della crosta terrestre, delle alte temperature e con il passaggio di milioni di anni, si concluderebbe con la formazione del petrolio.

Una volta formato, il petrolio, essendo liquido e meno denso di altri strati rocciosi, si infiltrerebbe nella superficie del mantello terrestre fino a raggiungere gli strati rocciosi più duri e impermeabili. Il petrolio  trattenuto da questi strati, forma i giacimenti petroliferi, chiamati anche: trappole petrolifere.

Come si estrae il petrolio?

Vediamo come si estrae il petrolio. I giacimenti di petrolio possono essere scoperti in vari modi, principalmente studiando la geologia di un luogo.

Sapendo in quale tipo di formazioni rocciose è più possibile trovare petrolio, vengono effettuati vari test, che possono includere esplosioni sotterranee. Studiando le onde sismiche prodotte dall’esplosione, che ci consentono di sapere esattamente cosa c’è sottoterra. Dopo aver stabilito la presenza del petrolio viene installato un pozzo petrolifero.

Come si installa un pozzo petrolifero?

Come si estrae il petrolio. Il pozzo petrolifero viene realizzato praticando un lungo foro attraverso gli strati geologici nel giacimento petrolifero. Nel foro praticato dall’apposito macchinario viene posizionato un tubo in acciaio che fornisce integrità strutturale al foro. Sopra, in superficie, sono posti dei macchinari con una serie di valvole, spesso chiamate albero di Natale, che hanno il compito di regolare la pressione e controllare il flusso del petrolio.

C’è abbastanza pressione laggiù che una volta fatto il buco, il petrolio sale da solo. Ma questo accadrà finché c’è pressione, che inizia a diminuire man mano che la riserva si svuota. Inizierà così una seconda fase, che consiste nel forzare l’uscita del petrolio, iniettando più pressione nella riserva. Ciò si ottiene iniettando acqua, aria, anidride carbonica, o gas naturale.

I principali composti che possono essere estratti dal petrolio sono i seguenti idrocarburi:

  • Saturi o paraffine
  • Acetilenici
  • Di etilene
  • Ciclici cilindrici
  • Di tipo benzenico
  • Composti ossigenati, azotati, solforati

Quali sono i paesi più ricchi di petrolio?

L’80% del petrolio consumato oggi proviene dal Medio Oriente, principalmente Arabia Saudita, Unione degli Emirati Arabi Uniti, Iraq, Qatar e Kuwait. Il restante, si può principalmente ricondurre a Russia e Stati Uniti.

Se trovo il petrolio sarà mio?

Quando si realizza la costruzione di una casa abbiamo immaginato che trovare petrolio sulla nostra proprietà ci avrebbe garantito ricchezza. Tuttavia, potrebbe non essere così.

In Italia la questione è regolamentata dall’articolo 840 del codice civile:

“La proprietà del suolo si estende al sottosuolo, con tutto ciò che vi si contiene(1), e il proprietario può fare qualsiasi escavazione od opera che non rechi danno al vicino. Questa disposizione non si applica a quanto forma oggetto delle leggi sulle miniere, cave e torbiere. Sono del pari salve le limitazioni derivanti dalle leggi sulle antichità e belle arti, sulle acque, sulle opere idrauliche e da altre leggi speciali.
Il proprietario del suolo non può opporsi ad attività di terzi che si svolgano a tale profondità nel sottosuolo o a tale altezza nello spazio sovrastante, che egli non abbia interesse ad escluderle.”
(1) “Alcune cose site nel sottosuolo non sono soggette alla disponibilità del titolare del fondo, i criteri per la loro utilizzazione sono sottoposti, cioè, a dei limiti ben precisi: i giacimenti minerari sono, ad esempio, compresi tra i beni propri del patrimonio dello Stato.”

Quindi, semmai dovessimo trovare del petrolio nel sottosuolo di un terreno di nostra proprietà, il greggio trovato non nostro, ma sarà di proprietà dello Stato.

Quando finirà il petrolio?

Si ritiene che le riserve mondiali di petrolio abbiano già superato il picco nel 2010 e siano ora in procinto di scomparire a una media del 7% all’anno.

I depositi di petrolio attualmente noti dureranno solo qualche decennio se il consumo dovesse rimane stabile, ma visto che il consumo aumenta ogni anno, il petrolio potrebbe scomparire prima del previsto.

Prezzo del petrolio: da cosa dipende?

La formula del petrolio è Origine Estrazione Prezzo. Come altre materie prime, pure il petrolio è quotato sui mercati azionari di tutto il mondo e registra un costo al barile che oscilla principalmente in base della domanda e all’offerta. Anche altri fattori influenzano il prezzo del petrolio e spesso sono anche inattesi ed imprevedibili.

I principali fattori che incidono su prezzo del petrolio:

  • Domanda globale : la regola della domanda e dell’offerta si soddisfa con il petrolio come con gli altri beni. Un aumento della domanda , cioè un maggior fabbisogno di questa risorsa, può superare l’offerta e quindi rendere più costoso il materiale. D’altra parte, se la domanda diminuisce, i produttori devono abbassare il prezzo per vendere il prodotto.
  • La domanda di petrolio come risorsa: quando le aziende acquistano e vendono petrolio in futuro, come abbiamo detto la formula è origine estrazione prezzo. Ma il prezzo del materiale aumenta a causa dell’aumento della domanda. Questa domanda può essere dovuta alla necessità di soddisfare i consumi futuri o l’ottimizzazione dei portafogli di investimento, come bene rifugio.
  • Situazione geopolitica dei paesi produttori: guerre, disastri climatici, crisi politiche, c’è un’alta correlazione tra i prezzi del petrolio e gli eventi geopolitici nei paesi esportatori. Un chiaro esempio di ciò è stata la crisi del costo del petrolio causata dall’instabilità politica in Medio Oriente, come è successo con la rivoluzione iraniana nel 1979 o la guerra del Golfo nel 1991.

Willis Carrier – La vita e l’eredità del padre dell’aria condizionata

Willis Haviland Carrier, nato il 26 novembre 1876 a Angola, nello stato di New York, è stato un ingegnere e inventore americano, conosciuto principalmente come il padre dell’aria condizionata. La sua invenzione rivoluzionaria ha cambiato il modo in cui viviamo e lavoriamo, offrendo comfort e benessere in ambienti chiusi durante le stagioni calde. Questo articolo esplorerà la vita, il lavoro e l’eredità di Willis Carrier, uno degli ingegneri più influenti del XX secolo.

I primi anni e l’educazione di Willis Carrier

Nato da Duane Williams Carrier e Elizabeth Haviland, Willis crebbe in una famiglia di agricoltori. Sin da giovane, dimostrò un’innata curiosità e interesse per la meccanica e la scienza. Frequentò la Central High School di Buffalo, dove si distinse in matematica e scienze. Durante il liceo, Willis sviluppò il suo interesse per l’ingegneria e l’invenzione, influenzato dal padre, un abile falegname e artigiano.

L’istruzione universitaria e i primi anni di carriera

Nel 1894, Willis Carrier iniziò gli studi presso il Cornell University College of Engineering. Durante il suo percorso accademico, fu notevolmente influenzato dal professor Edward L. Nichols, un famoso fisico e ingegnere meccanico. I suoi studi si concentrarono principalmente sulla termodinamica e il trasferimento del calore, fornendogli le basi teoriche per le future scoperte.

Dopo essersi laureato in ingegneria meccanica nel 1901, Willis Carrier si unì alla Buffalo Forge Company, un’azienda specializzata in fornelli, impianti di riscaldamento e ventilazione. Durante la sua permanenza in questa azienda, iniziò a sviluppare le prime idee sulla gestione dell’umidità dell’aria, riconoscendo la sua importanza nell’ottimizzazione del comfort negli ambienti interni.

L’invenzione dell’aria condizionata

Nel 1902, Willis Carrier presentò il suo primo brevetto per un sistema di condizionamento dell’aria, che chiamò “Apparecchiature di trattamento dell’aria”. Questa invenzione segnò un punto di svolta nella storia dell’ingegneria e dell’architettura, aprendo la strada all’introduzione dell’aria condizionata come la conosciamo oggi.

L’idea fondamentale di Carrier era quella di controllare l’umidità dell’aria utilizzando una combinazione di raffreddamento ad acqua e umidificazione. Il suo sistema sfruttava il principio della condensazione dell’aria umida, utilizzando bobine refrigerate ad acqua per rimuovere l’umidità e produrre aria secca e fresca. Questa tecnologia consentiva di raggiungere un controllo preciso della temperatura e dell’umidità negli ambienti chiusi, creando un ambiente più confortevole e favorevole alla produttività.

Applicazioni iniziali dell’aria condizionata

Il primo utilizzo significativo dell’aria condizionata fu nelle industrie manifatturiere, dove l’umidità e le variazioni di temperatura potevano causare problemi di produzione. L’invenzione di Carrier rivoluzionò l’industria del cotone, della carta, delle pellicole fotografiche e dei prodotti farmaceutici, contribuendo a migliorare la qualità dei prodotti e i processi di produzione.

Espansione e successo dell’aria condizionata

Negli anni successivi, l’aria condizionata trovò applicazioni in diversi settori. Nel 1922, Carrier fondò la Carrier Engineering Corporation per sviluppare e commercializzare i suoi sistemi di condizionamento dell’aria. La società crebbe rapidamente, espandendo il suo raggio di azione in tutto il mondo.

Il ruolo dell’aria condizionata nella crescita delle città e dell’industria cinematografica

L’introduzione dell’aria condizionata in edifici residenziali e commerciali giocò un ruolo significativo nella crescita delle città, poiché consentiva di costruire grattacieli e uffici in luoghi precedentemente inospitati. Inoltre, l’uso diffuso dell’aria condizionata nei cinema durante gli anni ’20 portò alla tradizione dei “blockbuster estivi” e all’incremento degli spettatori durante i mesi caldi.

Il ruolo di Carrier durante la Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Willis Carrier e la sua azienda furono chiamati a collaborare con il governo statunitense per sviluppare sistemi di condizionamento dell’aria per migliorare le condizioni di lavoro nelle fabbriche di munizioni e negli ospedali militari. La sua contribuzione fu essenziale per aumentare l’efficienza e il comfort degli operatori coinvolti nell’industria bellica.

Il progresso tecnologico e l’eredità di Willis Carrier

Nel corso della sua carriera, Willis Carrier continuò a innovare e a migliorare la tecnologia dell’aria condizionata. Introdusse l’uso del refrigerante a liquido per migliorare l’efficienza dei sistemi e contribuì all’evoluzione dei controlli automatizzati, rendendo l’aria condizionata più accessibile e diffusa.

La sua eredità si manifesta ancora oggi, con l’aria condizionata che è diventata una parte essenziale delle nostre vite moderne. Le sue invenzioni hanno reso possibile la crescita di numerose industrie, migliorato la salute e il comfort delle persone e aperto la strada a una serie di altre innovazioni tecnologiche.

Willis Carrier: un uomo di idee – Carrier era noto per il suo talento di “risolvere problemi”, spesso prendendo appunti su tutto ciò che gli passava per la testa. Portava sempre con sé un quaderno, dove scriveva schizzi e appunti per esplorare nuove idee e soluzioni innovative.

Wills Carrier, Carrier Corporation, l’invenzione in continua evoluzione.

Willis Carrier è stato un visionario ingegnere e inventore che ha rivoluzionato il mondo con la sua invenzione dell’aria condizionata. La sua intuizione e la sua dedizione all’innovazione hanno aperto la strada a un comfort senza precedenti negli ambienti interni e hanno avuto un impatto significativo sulla nostra società e sull’economia globale.

L’eredità di Willis Carrier vive oggi attraverso l’azienda da lui fondata, la Carrier Corporation, che continua a essere un leader nell’industria dell’aria condizionata e dei sistemi HVAC. La società è impegnata nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie sempre più sostenibili ed efficienti per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti interni e ridurre l’impatto ambientale.

Oltre alla sua notevole carriera nell’ingegneria, Willis Carrier è stato anche un uomo di profonda umanità. Era noto per il suo impegno a garantire il benessere dei dipendenti e il rispetto delle loro esigenze. Credeva fermamente che il successo di un’azienda dipendesse dalla felicità e dalla soddisfazione dei suoi collaboratori.

Willis Carrier ricevette numerosi riconoscimenti e onorificenze durante la sua vita, tra cui la Medaglia ASHRAE, il premio Frank P. Brown e il premio Elliott Cresson. Il suo contributo all’industria dell’ingegneria e dell’aria condizionata è stato ampiamente riconosciuto a livello internazionale.

La sua morte avvenuta il 7 ottobre 1950, a 73 anni, non segnò la fine della sua eredità. Le sue invenzioni e idee hanno continuato a essere sviluppate e perfezionate, trasformando l’aria condizionata in una componente fondamentale della nostra vita quotidiana. Oggi, l’aria condizionata è presente in quasi ogni edificio e automobile, migliorando il nostro comfort, la salute e la produttività.

La sua eredità vive ancora oggi attraverso l’uso diffuso e la continua evoluzione della tecnologia dell’aria condizionata, garantendo un futuro più confortevole e sostenibile per le generazioni a venire.

I Campi Flegrei: Un Viaggio tra Natura, Storia e Geologia

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I Campi Flegrei: Un Viaggio tra Natura, Storia e Geologia

Cosa Sono i Campi Flegrei?

I Campi Flegrei rappresentano una vasta area vulcanica situata nella regione Campania, in Italia, nei pressi della città di Napoli. Il termine “Flegrei” deriva dal greco “phlegraios”, che significa “ardente”. Questo nome riflette la natura geotermica attiva della zona, caratterizzata da numerose fumarole, sorgenti termali e crateri vulcanici.

Chi Ha Dato il Nome Campi Flegrei e Etimologia della Parola

Come appena detto, il nome “Campi Flegrei” deriva dal termine greco “Phlegraios,” che significa “ardente” o “infuocato.” Questo nome venne dato dagli antichi Greci, che colonizzarono la zona intorno all’VIII secolo a.C. e furono tra i primi a documentare l’attività vulcanica e geotermica della regione. L’area era infatti caratterizzata da numerosi fenomeni vulcanici come fumarole, sorgenti termali e eruzioni, che suggerivano l’idea di un terreno in continua ebollizione e trasformazione. La parola “flegrei” riflette dunque l’impressione di potenza e instabilità geologica che i Greci percepirono esplorando questo paesaggio straordinario.

Dove Si Trovano i Campi Flegrei?

I Campi Flegrei si estendono dalla città di Napoli fino alla città di Pozzuoli e comprendono anche parte del Golfo di Pozzuoli. La loro estensione copre una superficie di circa 150 km². Questa zona vulcanica include alcune delle aree più suggestive e ricche di storia della regione, come l’area archeologica di Cuma e il Parco Archeologico di Baia.

Quali Sono le Principali Attrazioni dei Campi Flegrei?

Il Cratere degli Astroni

Una delle attrazioni principali dei Campi Flegrei è il Cratere degli Astroni, una riserva naturale che si sviluppa all’interno di un antico cratere vulcanico. Questo luogo offre una varietà di percorsi escursionistici immersi in una natura rigogliosa, ideale per gli amanti del trekking e della fauna selvatica.

La Solfatara di Pozzuoli

La Solfatara di Pozzuoli rappresenta un altro punto di interesse imperdibile. Si tratta di un cratere ancora attivo che emette gas solforosi e vapore acqueo, creando un paesaggio lunare unico nel suo genere. Qui, i visitatori possono osservare da vicino i fenomeni vulcanici e geotermici.

Il Parco Archeologico di Cuma

Cuma è una delle più antiche colonie greche in Italia e ospita numerosi resti archeologici di grande importanza storica. Tra questi, il famoso Antro della Sibilla, una grotta dove, secondo la leggenda, la Sibilla Cumana pronunciava i suoi oracoli. Il Parco Archeologico di Cuma offre una finestra sul passato, con rovine di templi, teatri e antiche strade.

Perché i Campi Flegrei Sono Importanti dal Punto di Vista Geologico?

I Campi Flegrei sono uno dei complessi vulcanici più studiati al mondo a causa della loro attività vulcanica e geotermica. La caldera dei Campi Flegrei si formò circa 39.000 anni fa in seguito a una delle più grandi eruzioni vulcaniche della storia, conosciuta come Ignimbrite Campana. Questo evento catastrofico influenzò il clima del pianeta e lasciò una traccia indelebile nel paesaggio.

Quali Sono i Rischi Vulcanici dei Campi Flegrei?

Monitoraggio e Prevenzione

La zona dei Campi Flegrei è sotto costante monitoraggio da parte dell’Osservatorio Vesuviano e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Questi enti utilizzano una rete di sensori per rilevare attività sismica, deformazioni del suolo e variazioni nella composizione dei gas emessi dalle fumarole. Il monitoraggio continuo permette di individuare tempestivamente eventuali segnali di risveglio vulcanico.

Piano di Evacuazione

Le autorità locali hanno sviluppato un piano di evacuazione per garantire la sicurezza della popolazione in caso di emergenza vulcanica. Il piano prevede la collaborazione tra diversi enti e l’utilizzo di mezzi di trasporto rapidi per evacuare le aree a rischio nel minor tempo possibile.

Come Visitare i Campi Flegrei?

Itinerari e Escursioni

Visitare i Campi Flegrei offre un’esperienza unica che combina natura, storia e geologia. Numerosi itinerari escursionistici permettono di esplorare i principali punti di interesse della zona. Le escursioni organizzate includono spesso visite guidate ai crateri vulcanici, ai siti archeologici e alle riserve naturali.

Consigli Pratici

Per visitare i Campi Flegrei è consigliabile indossare abbigliamento comodo e scarpe adatte alle escursioni. Durante le visite ai crateri e alle fumarole, è importante seguire le indicazioni delle guide per evitare di avvicinarsi troppo alle aree pericolose. Non dimenticare di portare con te una bottiglia d’acqua e protezione solare, soprattutto nei mesi estivi.

Qual’è la Storia dei Campi Flegrei?

Antichità e Mitologia

I Campi Flegrei hanno una storia millenaria che affonda le radici nella mitologia greca e romana. Secondo la leggenda, questa area vulcanica fu teatro delle lotte tra i Giganti e gli Dei dell’Olimpo. Inoltre, numerosi poeti e scrittori dell’antichità, come Virgilio, citarono i Campi Flegrei nelle loro opere.

Epoca Romana

Durante l’epoca romana, i Campi Flegrei divennero una delle località più rinomate per le terme e le ville patrizie. L’imperatore Nerone, ad esempio, possedeva una sontuosa villa a Baia, un’importante località termale dell’epoca. Le terme di Baia erano famose per le loro proprietà curative e attirarono numerosi visitatori illustri.

Campi Flegrei: Cosa Mangiare?

Cucina Locale

La cucina dei Campi Flegrei riflette la ricca tradizione gastronomica napoletana. Tra i piatti tipici, spiccano la pizza, la mozzarella di bufala e i frutti di mare freschi. Inoltre, i vigneti locali producono alcuni dei migliori vini della regione, come il Falanghina e il Piedirosso.

Ristoranti Consigliati

Numerosi ristoranti e trattorie nei Campi Flegrei offrono l’opportunità di gustare piatti locali preparati con ingredienti freschi e di qualità. Tra i ristoranti più apprezzati, si segnalano quelli situati lungo la costa, che offrono una vista panoramica sul Golfo di Pozzuoli.

Quali Sono le Attività Ricreative nei Campi Flegrei?

Trekking e Escursioni

Gli amanti del trekking trovano nei Campi Flegrei numerosi percorsi immersi nella natura. Le escursioni guidate permettono di scoprire i crateri vulcanici, le riserve naturali e i siti archeologici, offrendo un’esperienza completa e coinvolgente.

Sport Acquatici

La costa dei Campi Flegrei offre numerose opportunità per praticare sport acquatici, come il kayak, il windsurf e le immersioni subacquee. Le acque cristalline del Golfo di Pozzuoli nascondono un mondo sottomarino ricco di flora e fauna, ideale per gli appassionati di snorkeling e diving.

Come Raggiungere i Campi Flegrei?

Mezzi Pubblici

I Campi Flegrei sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. La linea ferroviaria Cumana collega Napoli a Pozzuoli e permette di raggiungere comodamente le principali attrazioni della zona. Inoltre, numerose linee di autobus collegano Napoli ai principali siti turistici dei Campi Flegrei.

Auto Privata

Per chi preferisce viaggiare in auto, i Campi Flegrei sono ben collegati alla rete autostradale. Dalla tangenziale di Napoli, è possibile seguire le indicazioni per Pozzuoli e le altre località della zona. Si consiglia di consultare una mappa o un navigatore satellitare per pianificare al meglio il percorso.

 

Aerei Canadair: Eroi dei Cieli e Salvatori dalle Fiamme

Gli aerei Canadair, noti anche come Canadair Bombardier, sono un’icona nell’ambito dell’aviazione e degli interventi di emergenza in caso di incendi boschivi. Questi aerei da combattimento antincendio sono stati impiegati in molte situazioni critiche in tutto il mondo, dimostrando la loro importanza nel contrasto agli incendi e nella protezione dell’ambiente. In questo articolo, vediamo le origini del nome “Canadair”, la loro storia, il motivo per cui sono dipinti in colori distintivi giallo e rosso, e il rapporto dell’azienda Canadair con il settore statale o privato. Inoltre, vedremo come l’azienda Canadair ha conquistato un’importante presenza a livello globale.

INDICE:

Perché si chiamano Canadair?

Il nome “Canadair” deriva da una combinazione delle parole “Canada” e “Air”. Nel 1944, la Canadair Limited fu fondata a Montréal, Québec, Canada, come una sussidiaria della Consolidated Vultee Aircraft Corporation (Convair) degli Stati Uniti. L’azienda canadese aveva l’obiettivo di produrre aeromobili sia per il mercato civile che per quello militare. Durante la sua storia, Canadair è stata coinvolta nella produzione di una vasta gamma di velivoli, ma è diventata particolarmente famosa per i suoi aerei da combattimento antincendio, comunemente noti come Canadair.

La Nascita degli Aerei Canadair

I primi aerei Canadair specificamente progettati per il ruolo di combattenti antincendio sono stati sviluppati negli anni ’60. Il modello CL-215, entrato in servizio nel 1969, è stato il primo aereo anfibio progettato appositamente per combattere gli incendi boschivi. L’aereo è stato caratterizzato dalle sue ali alte, dalla fusoliera robusta e dalla capacità di raccogliere acqua da laghi, fiumi o mare grazie a uno speciale sistema di prelievo denominato “scoop”. Una volta atterrato sulla superficie dell’acqua, l’aereo si “scoopava” l’acqua nei serbatoi interni per poi sganciarla direttamente sulle fiamme.

Il Simbolo dei Colori Giallo e Rosso

Gli aerei Canadair sono famosi per la loro distintiva livrea gialla e rossa. Questi colori sono diventati un simbolo riconoscibile a livello internazionale per gli aerei antincendio. La scelta di questa combinazione di colori non è solo estetica, ma ha anche uno scopo funzionale e di sicurezza. Il giallo ad alta visibilità permette di individuare facilmente gli aerei in volo e durante le operazioni di atterraggio e decollo, mentre il rosso simboleggia il fuoco, sottolineando il loro ruolo nella lotta agli incendi. Questa livrea distintiva aiuta anche a identificare gli aerei Canadair da altre tipologie di aerei in operazioni di emergenza.

L’Azienda Canadair: Statale o Privata?

Inizialmente, Canadair è stata una sussidiaria di Convair, un’azienda americana. Tuttavia, nel 1949, il governo canadese ha acquisito il controllo dell’azienda, rendendola una società di proprietà statale. Durante il periodo di gestione statale, Canadair ha continuato a sviluppare nuovi aerei sia per scopi civili che militari. Nel 1986, l’azienda è stata venduta a Bombardier Aerospace, un’azienda privata con sede in Canada. Questo ha segnato una nuova fase nella storia di Canadair e ha rafforzato il posizionamento dell’azienda come produttore di aerei innovativi e leader nel settore antincendio.

La Presenza Globale di Canadair – Alleanze a servizio dell’ambiente

Dopo essere entrata a far parte di Bombardier Aerospace, Canadair ha esteso la sua presenza globale. Grazie alla sua reputazione di produttore di aerei antincendio altamente efficaci, l’azienda ha guadagnato clienti in tutto il mondo. Diversi paesi hanno integrato gli aerei Canadair nelle loro flotte di combattimento antincendio, migliorando così le loro capacità di risposta agli incendi boschivi. Questi aerei sono stati utilizzati in diverse situazioni di emergenza, combattendo incendi devastanti e proteggendo foreste e comunità da gravi danni.

Con una presenza globale, gli aerei Canadair hanno guadagnato la fiducia di molte nazioni nel contrasto agli incendi boschivi. Questi velivoli sono stati impiegati in diverse situazioni di emergenza in tutto il mondo, proteggendo foreste, biodiversità e comunità dalla devastazione causata dagli incendi. Gli sforzi coraggiosi dei piloti di Canadair sono un esempio di dedizione nella protezione del nostro ambiente.

Innovazione e Nuove Tecnologie

Negli ultimi decenni, Canadair ha continuato a innovare e migliorare i suoi aerei antincendio. Sono stati sviluppati modelli successivi al CL-215, come il CL-215T e il CL-415, con miglioramenti significativi nelle prestazioni, nell’autonomia di volo e nella capacità di carico utile di acqua. L’azienda ha investito anche nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie per aumentare l’efficienza e l’efficacia degli aerei antincendio, consentendo loro di affrontare incendi sempre più grandi e complessi.

L’azienda Canadair ha dimostrato un impegno costante verso l’innovazione e il miglioramento dei suoi aerei antincendio. Grazie alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie, Canadair è in grado di offrire soluzioni avanzate per affrontare le sfide mutevoli degli incendi boschivi. Ciò ha reso questi aerei ancora più efficaci, sicuri e affidabili durante le operazioni di emergenza.

Curiosità sugli Aerei Canadair: Trasformazione in Eroi Antincendio

Gli aerei Canadair sono una fonte inesauribile di curiosità e informazioni affascinanti. Oltre al loro ruolo cruciale nella lotta contro gli incendi boschivi, vi sono altri aspetti interessanti e affascinanti che li rendono ancora più speciali. Esploriamo alcune curiosità che riguardano questi aerei straordinari.

Record di Carico Utile

Gli aerei Canadair sono noti per la loro eccezionale capacità di carico utile. Il modello CL-415, ad esempio, può trasportare fino a 6.140 litri (1.620 galloni) di acqua nelle sue operazioni antincendio. Questa enorme quantità di acqua permette di estinguere gli incendi con maggiore efficacia e coprire un’area più ampia rispetto ad altri velivoli antincendio.

Operazioni di Rifornimento in Volo

Una delle curiosità più straordinarie riguarda le operazioni di rifornimento in volo degli aerei Canadair. Questi aerei possono essere riforniti in volo da altri aerei, consentendo loro di prolungare la durata delle missioni antincendio. Questa tecnica di rifornimento aereo è una testimonianza dell’abilità e della precisione dei piloti coinvolti in queste operazioni delicate.

Velivoli Anfibi

Una caratteristica distintiva degli aerei Canadair è la loro capacità di decollare e atterrare su acqua. Grazie a speciali “pattini”, questi aerei possono operare da superfici acquatiche come laghi o fiumi, rendendoli estremamente versatili durante le operazioni antincendio. Questa caratteristica li rende particolarmente adatti per affrontare incendi boschivi nelle vicinanze di fonti d’acqua.

Impatto Ambientale Positivo

Gli aerei Canadair sono progettati con una particolare attenzione all’impatto ambientale. Durante le operazioni di rifornimento di acqua, questi velivoli possono prelevare acqua da fonti d’acqua naturali senza causare danni all’ambiente circostante. Inoltre, la loro rapida risposta agli incendi permette di contenere le fiamme prima che possano causare danni estesi alle foreste e alla fauna locale.

Parte del Patrimonio Nazionale

Gli aerei Canadair, nati in Canada ma adottati in tutto il mondo, rappresentano una storia di successo nell’ambito dell’aviazione antincendio. Grazie alla loro efficacia, versatilità e impatto positivo sulla sicurezza delle persone e dell’ambiente, gli aerei Canadair sono diventati veri e propri eroi dei cieli nella lotta contro gli incendi boschivi. La loro distintiva livrea gialla e rossa simboleggia la speranza e la protezione che portano in situazioni di emergenza. Hanno guadagnato un posto speciale nel cuore dei canadesi e sono considerati un simbolo nazionale. Grazie alla loro efficacia nel contrasto agli incendi boschivi, questi aerei sono diventati un emblema di orgoglio nazionale per il Canada. Oltre a svolgere un ruolo vitale nella protezione dell’ambiente, gli aerei Canadair sono diventati un’icona riconoscibile della nazione.

Formazione Specializzata dei Piloti

I piloti che operano gli aerei Canadair sono altamente specializzati e ricevono una formazione rigorosa per gestire le complesse operazioni antincendio. Questi professionisti devono acquisire competenze specifiche per manovrare gli aerei durante il prelievo dell’acqua, il rilascio del carico e le operazioni di volo in ambienti ad alto rischio.

Squadre di Cooperazione Internazionale

Quando gli incendi boschivi diventano particolarmente estesi e difficili da gestire per una singola nazione, vengono spesso istituite squadre internazionali di cooperazione. Gli aerei Canadair hanno preso parte a missioni di aiuto in diversi paesi in tutto il mondo, dimostrando una solidarietà globale nell’affrontare le catastrofi naturali.

Sia nella loro distintiva livrea gialla e rossa, che nel servizio che offrono, gli aerei Canadair sono diventati un emblema di speranza e di protezione nelle situazioni di emergenza. Grazie al costante impegno verso l’innovazione e il miglioramento, Canadair continuerà a volare verso un futuro in cui speriamo che gli incendi boschivi siano ridotti al minimo, salvaguardando la nostra terra e proteggendo le generazioni future. Con la collaborazione di molte nazioni e il coraggio dei piloti, gli aerei Canadair saranno sempre pronti a intervenire per proteggere le nostre foreste e l’ambiente globale.

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Stonehenge: come hanno spostato le pietre di 4 metri con un peso di 20 tonnellate?

Stonehenge, uno dei più antichi “cromlech” (cerchi di pietre) della storia, porta con sé un racconto più che interessante.

La storia della sua costruzione ha affascinato gli scienziati di tutto il mondo, che hanno provato a spiegare il lento spostamento dei megaliti. Studiando attentamente gli spazi che separano le pietre le une dalle altre e i racconti del passato, gli studiosi sono riusciti a proporre un primo modello ipotetico.

I cosiddetti megaliti e la tecnologi per spostare le mega pietre

Le pietre che compongono Stonehenge sono di due tipi: le pietre di sarsen, pesantissime lastre di pietra arenaria che arrivano a sfiorare le 20 tonnellate; e le bluestone, pietre di tre tonnellate che formano l’arco interno del cerchio.

Per spostarle e posizionarle nel modo giusto, i responsabili della costrizione hanno dovuto trasportare tonnellate e tonnellate di pietra per oltre 300 km.

spostare pietre

Si pensa che ci siano riusciti attraverso l’aiuto di slitte trainate da decine di uomini diversi, che le facevano scivolare lentamente su rulli di legno posizionati appositamente.

Arrivati in corrispondenza del cerchio, le pietre “verticali” (quelle poste in verticale) sono state trascinate fino ad un apposito foro realizzato nel terreno – nel punto preciso in cui sarebbero state posizionate.

Dopodiché, venivano fatte scivolare all’interno del foro attraverso un complesso sistema di leve, attaccante ad un agglomerato di tronchi.

La pietra veniva poi tirata attraverso l’uso di funi e sollevata in posizione verticale, circondata da massi più piccoli per stabilizzarla.

Dove si trova Stonehenge

Il cerchio di pietre di Stonehenge si trova a sud dell’Inghilterra, nella pianura di Salisbury. Dista poco meno di due ore da Londra, ed è facilmente raggiungibile in auto e tramite autobus.

In Inghilterra, la leggenda di Stonehenge è un forte motivo di orgoglio, e la storia del cerchio viene raccontata a tutti i turisti interessati.

Osservata da vicino, l’aspetto imponente e la grandezza delle pietre riesce a sorprendere chiunque, senza eccezioni.

Chi ha costruito Stonehenge

Non abbiamo notizie certe sul nome del popolo che si occupò della costruzione di Stonehenge.

Sappiamo che il cerchio ha iniziato il suo processo di realizzazione 5.000 anni fa, e che i lavori sono durati più di 80 generazione diverse.

Questo imponente monumento megalitico un tempo comprendeva circa 162 elementi in pietra. La costruzione di Stonehenge è spesso attribuita al popolo dei druidi, così come a quello dei sassoni, dei danesi e dei romani.

Il riposizionamento dei megaliti

La versione attuale del cerchio di Stonehenge deve la sua “ristrutturazione” agli Inglesi. L’ultimo intervento risale al 1964, quando si è scelto di spostare le pietre per favorirne la stabilità.

Ad oggi, della versione originale restano in piedi solo 25 supporti e due architravi complete. Tutti gli altri supporti sono stati riparati almeno una volta nel corso dei secoli, e sorretti attraverso l’aggiunta di megaliti in cemento.

Perché si chiama Stonehenge

Il nome Stonehenge si traduce letteralmente come “pietra sospesa”.

Il termine deriva da stone (pietra), e henge (che deriva da hang, ovvero sospendere). Il nome fa riferimento alla struttura delle architravi, che sono vere e proprie “pietre sospese”, sorrette da un ennesimo sostegno in pietra.

L’insieme delle pietre verticali e degli architravi forma un trilitico, un sistema costituito da tri = tre + lithos = pietra, due montanti verticali ed un architrave orizzontale.

Perché si chiamano megaliti

Il termine megaliti, deriva dal greco. Il significato è semplicemente grande pietra. L’etimologia e la composizione della parola megalito è: Mégas dal greco appunto, grande, e lìthos letteralmente, pietra.

La leggenda di Stonehenge

La costruzione di Stonehenge è spesso associata alla leggenda di re Artù.

Secondo i racconti del passato, il cerchio è stato costruito sul monte Killaraus da un gruppo di Giganti.

Mago Merlino, il fedele consigliere di Artù, richiese la rimozione del cerchio dall’Irlanda e il suo successivo spostamento in Gran Bretagna, come simbolo del potere del re.

Nonostante si tratti di un racconto improbabile, le parole degli antichi nascondono un fondo di verità.

Effettivamente, le pietre di Stonehenge potrebbero essere la riproduzione di un cerchio con caratteristiche del tutto simili, scoperto pochi anni fa in Galles.

Purtroppo, non abbiamo ancora notizie certe o verità assolute. Il mistero della costruzione di Stonehenge continua a restare tale, e forse è per questo che mantiene il suo velo di magia.

Fin dal 1986, il famoso cerchio rientra nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Osservarlo oggi è spettacolare esattamente come lo era in passato, uno sguardo diretto sull’antichità e sulla potenza dei popoli precedenti.

Gli Obelischi Egizi nel Mondo: Tesori di Potere e Simboli Millenari

La storia affascinante degli obelischi egizi, monumenti imponenti che si trovano in diverse città del mondo, incluso Roma.

Oltre a Torino dove è presente il secondo Museo Egizio con più reperti al mondo, se un antico egizio potesse visitare Roma oggi, oltre al traffico e alle moderne comodità, gli obelischi sarebbero tra le cose che catturerebbero la sua attenzione. Roma è nota per ospitare un gran numero di obelischi, tanto che è diventata la città al di fuori dell’Egitto con la maggiore concentrazione di questi monumenti, ben tredici. Ma cosa sono gli obelischi e qual è il loro significato?

Gli Obelischi Egizi: Simboli di Potere e Protezione

L’origine e il significato degli obelischi egizi nell’antichità e la loro importanza per i faraoni.

I primi viaggiatori dell’antichità, i Greci, coniarono il termine “obelisco”, derivato dalla parola greca “obelos” che significa “spiedo” o “spiedino”. Questo termine era usato per descrivere queste maestose strutture che si erigevano verso il cielo. Ogni faraone costruiva obelischi per ottenere protezione e forza dal dio Sole, o per ringraziarlo per una vittoria. Gli obelischi erano anche un simbolo del potere, rappresentavano il legame diretto tra il faraone e il dio Sole.

Obelischi Romani: Un Tributo alla Grandezza dell’Impero

Come gli imperatori romani portarono gli obelischi dall’Egitto a Roma per simboleggiare la grandezza del loro impero.

Gli imperatori romani non furono indifferenti alle dimensioni imponenti e al significato degli obelischi egizi. Volevano dimostrare la grandezza dell’Impero Romano portando questi monumenti a Roma. Il trasporto di tali strutture enormi non era un’impresa facile. L’obelisco imponente che domina Piazza San Pietro, alto 25 metri, voluto e trasportato da Caligola, dall’Egitto a Roma utilizzando una nave gigantesca. La nave, è stata successivamente utilizzata come isola artificiale dall’imperatore Claudio, dimostrando la grandiosità degli obelischi romani.

Come gli obelischi furono utilizzati a Roma per scopi diversi, dal simbolo di potere all’utilizzo come meridiane.

Gli obelischi a Roma avevano diverse funzioni e significati. I faraoni egizi costruirono obelischi per esprimere il loro potere e per proteggere le loro terre e il loro popolo. Ma, una volta che gli obelischi furono portati a Roma, i loro scopi cambiarono leggermente. Alcuni obelischi romani erano considerati come simboli di potenza e grandezza dell’Impero Romano, mentre altri avevano funzioni più pratiche.

L’obelisco situato in Piazza del Popolo, alto 36 metri, venne trasportato dall’Egitto all’epoca dell’imperatore Augusto. Oltre al suo significato simbolico, questo obelisco fu utilizzato come meridiana. Un meccanismo appositamente costruito sul terreno sotto l’obelisco consentiva di determinare l’ora attraverso l’ombra proiettata dalla punta dell’obelisco.

Un altro obelisco notevole a Roma è quello situato in Piazza Montecitorio, alto circa 21 metri. Questo obelisco venne portato dall’Egitto nell’anno 10 d.C. dall’imperatore Augusto e collocato nel suo Mausoleo. Nel corso dei secoli l’obelisco, dopo aver cambiato diversi luoghi alla fine è stato posizionato dove si trova attualmente nel 1792. Oggi è parte dell’odierno Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati italiana.

Obelischi nel Resto del Mondo: Un’Influenza Globale

Come gli obelischi egizi hanno ispirato monumenti in diverse città del mondo.

Oltre a Roma, gli obelischi egizi hanno influenzato la costruzione di monumenti in altre parti del mondo. Uno tra i tanti è il celebre obelisco di Luxor, alto circa 23 metri, donato all’allora Impero Francese dall’Egitto nel 1831. Oggi è situato sulla famosa Place de la Concorde a Parigi. Inoltre, diverse città negli Stati Uniti hanno obelischi ispirati a quelli egizi, come l’obelisco di Washington a Washington D.C. e l’obelisco di Cleopatra’s Needle a Central Park, New York.

Gli Obelischi Egizi: Testimonianze di Potere e Spiritualità

Gli obelischi egizi sono forse i più famosi e iconici. Costruiti dagli antichi faraoni, erano spesso dedicati al culto di divinità egizie. I più grandi obelischi egizi hanno dimensioni colossali, due tra questi sono:

  • L’Obelisco di Hatshepsut: Questo obelisco di granito rosa, alto 29,6 metri, si trova nel complesso del Tempio di Karnak a Luxor, in Egitto. È uno dei più grandi obelischi egizi ancora in piedi.
  • L’Obelisco Incompiuto di Assuan: Abbandonato durante il suo processo di costruzione, questo obelisco avrebbe dovuto essere il più grande mai realizzato. Oggi giace ancora nella cava di granito di Assuan, offrendo una visione della complessità e dell’abilità richiesta per la sua creazione.

Obelischi Romani: Simboli di Potenza e Funzionalità

L’Impero Romano ha ereditato l’amore per gli obelischi dagli egizi e li ha adattati alle proprie esigenze. Gli obelischi romani erano spesso portati dall’Egitto e collocati in varie parti di Roma come monumenti di potere. Alcuni obelischi romani notevoli includono:

  • L’Obelisco Lateranense: Si trova nella Piazza di San Giovanni in Laterano a Roma, questo obelisco egizio alto 32,18 metri è stato eretto dal faraone Tutmosi III e portato a Roma nel IV secolo d.C. È uno dei più antichi obelischi di Roma.
  • L’Obelisco di Trinità dei Monti: Questo obelisco alto circa 13,91 metri è situato nella celebre Piazza di Spagna a Roma. Eretto nel 1789 ed è uno dei più recenti obelischi romani.
  1. Obelischi in altre parti del mondo: Un’Influenza Globale

La presenza degli obelischi non si limita all’Egitto e a Roma, ma si estende anche ad altre parti del mondo. Ecco alcuni esempi di obelischi famosi al di fuori di queste due regioni:

  • L’Obelisco di Luxor a Parigi: Alto circa 23 metri, questo obelisco egizio fu donato alla Francia nel XIX secolo e si trova attualmente nella Place de la Concorde a Parigi. Rappresenta un dono del viceré d’Egitto al re Luigi Filippo.
  • L’Obelisco di Axum: Situato in Etiopia, l’obelisco di Axum è alto circa 24 metri ed è uno dei più grandi obelischi monolitici mai costruiti. Risalente al IV secolo d.C., è un simbolo importante della storia e della cultura etiopica.
  • L’Obelisco di Washington: Un imponente obelisco alto 169 metri si trova a Washington D.C., negli Stati Uniti. Conosciuto nella città come il Monumento, è un’icona nazionale dedicato al primo presidente degli Stati Uniti, George Washington.

Curiosità sugli Obelischi:

  • Trasporto e installazione: Il trasporto e l’installazione degli obelischi sono stati veri e propri capolavori di ingegneria. I fiumi hanno da sempre svolto un ruolo importante. Nell’antico Egitto, si utilizzavano grandi navi per trasportare gli obelischi lungo il Nilo. A Roma, invece, il Tevere era l’autostrada per l’ingresso nella capitale. Elaborate macchine e gru (come quelle utilizzate per costruire il colosseo) aiutavano a sollevare e posizionare gli obelischi nei luoghi prestabiliti.
  • Simbolismo solare: Gli obelischi erano spesso associati al culto del sole e alla sua simbologia. La forma affusolata dell’obelisco rappresentava un raggio di luce solare, mentre la sua punta era considerata come un collegamento con le divinità celesti.
  • Obelischi come punti di riferimento: Gli obelischi erano spesso utilizzati come punti di riferimento per la navigazione e l’orientamento. La loro imponenza e altezza li rendevano visibili da lontano, aiutando i viaggiatori a individuare città e monumenti importanti.
  • Obelischi come oggetti di interesse artistico: Gli obelischi hanno ispirato numerosi artisti nel corso dei secoli. Nei dipinti, nelle sculture e nell’architettura, gli obelischi sono spesso rappresentati come simboli di grandezza, potere e mistero.

Elenco di tutti i 13 Obelischi che ci sono a Roma

Obelisco Flaminio (o Obelisco di Piazza del Popolo): Questo obelisco si trova in Piazza del Popolo ed lo ha portato a Roma dall’Antico Egitto nel 10 a.C. dall’imperatore Augusto. Originariamente eretto nel tempio di Ra a Eliopoli, successivamente spostato in diverse località prima di arrivare nella sua posizione attuale.

Obelisco Vaticano (o Obelisco di San Pietro): Situato in Piazza San Pietro, originariamente eretto in Egitto durante il regno di Seti I intorno al 1300 a.C. trasportato poi a Roma nel 37 d.C. dall’imperatore Caligola e collocato nel Circo di Nerone. Nel 1586 lo fa posizionare nel luogo attuale da Papa Sisto V.

Obelisco Lateranense (o Obelisco di San Giovanni in Laterano): Questo obelisco si trova in Piazza San Giovanni in Laterano ed è il più alto obelisco di Roma, raggiungendo un’altezza di circa 32 metri. Originariamente eretto a Karnak, in Egitto, durante il regno di Tutmosi III nel 15º secolo a.C. successivamente portato a Roma nel 357 d.C. durante il regno di Costanzo II.

Obelisco Sallustiano: Si trova in Piazza Trinità dei Monti, vicino alla Scalinata di Trinità dei Monti. Realizzato durante il regno di Ammenemes II, nell’Antico Egitto, nel XIII secolo a.C. e portato a Roma da Augusto. Inizialmente installato nei Giardini di Sallustio.

Obelisco Esquilino: Situato in Piazza dell’Esquilino, è l’obeslisco più alto tra quelli al di fuori di Roma antica, raggiungendo un’altezza di circa 32 metri. Eretto nell’Antico Egitto durante il regno di Psammetico II, intorno al 600 a.C., e portato a Roma nel 10 a.C. dall’imperatore Augusto. Inizialmente collocato nei giardini di Maecenas.

Obelisco Quirinale: Si trova in Piazza del Quirinale, di fronte al Palazzo del Quirinale, la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana. Realizzato nel 1786 per volere di Pio VI, utilizzando parti di altri obelischi romani.

Obelisco Agonale (o Obelisco di Piazza Navona): Situato al centro di Piazza Navona, originariamente eretto in Egitto durante il regno di Domiziano, nel 81-96 d.C. successivamente trasportato a Roma nel 165 d.C. dall’imperatore Domiziano e collocato nel Circo Agonale, da cui deriva il nome attuale della piazza.

Obelisco Lateranense (o Obelisco di San Giovanni in Laterano): Questo obelisco si trova in Piazza San Giovanni in Laterano ed è il più alto obelisco di Roma, raggiungendo un’altezza di circa 32 metri. Originariamente eretto a Karnak, in Egitto, durante il regno di Tutmosi III nel 15º secolo a.C. trasferito a Roma nel 357 d.C. durante il regno di Costanzo II.

Obelisco Sallustiano: Si trova in Piazza Trinità dei Monti, vicino alla Scalinata di Trinità dei Monti. Realizzato durante il regno di Ammenemes II, nell’Antico Egitto, nel XIII secolo a.C. e portato a Roma da Augusto. Inizialmente collocato nei Giardini di Sallustio.

Obelisco Esquilino: Situato in Piazza dell’Esquilino, è l’obeslisco più alto tra quelli al di fuori di Roma antica, raggiungendo un’altezza di circa 32 metri. Eretto nell’Antico Egitto durante il regno di Psammetico II, intorno al 600 a.C., e portato a Roma nel 10 a.C. dall’imperatore Augusto. Inizialmente collocato nei giardini di Maecenas.

Obelisco Quirinale: Si trova in Piazza del Quirinale, di fronte al Palazzo del Quirinale, la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana. Realizzato nel 1786 per volere di Pio VI, utilizzando parti di altri obelischi romani.

Obelisco di Porta San Giovanni: Si trova presso la Porta San Giovanni, una delle porte di accesso alle mura aureliane di Roma. Eretto nel 1582 in Egitto durante il regno di Amenhotep II, intorno al 1450 a.C. anche questo, portato a Roma nel 1587 da Domenico Fontana su richiesta del Papa Sisto V e collocato inizialmente nella Piazza di San Giovanni. Successivamente, nel 1734, spostato nella sua posizione attuale presso la Porta San Giovanni.

Obelisco di Villa Celimontana: Si trova all’interno della Villa Celimontana, un parco pubblico sull’Esquilino. Eretto nel 30 a.C. da Augusto nel Circo di Massenzio e successivamente spostato nella villa nel XVI secolo.