Tassa pacchi Temu Shein luglio 2026 — dal 1° luglio chi compra su Temu, Shein o AliExpress si troverà a pagare di più, anche senza accorgersene subito. L’Unione Europea ha abolito la franchigia doganale sui piccoli pacchi e introdotto un dazio fisso da 3 euro per ogni spedizione extra-UE sotto i 150 euro. L’Italia ci ha aggiunto sopra un contributo nazionale da 2 euro. Risultato: fino a 5 euro extra a spedizione, che possono moltiplicarsi se l’ordine contiene prodotti di categorie diverse.
Dal 1° luglio 2026 ogni pacco da Temu, Shein e AliExpress sotto i 150 euro paga un dazio UE da 3 euro più un contributo italiano da 2 euro: in totale fino a 5 euro extra per spedizione. Il dazio europeo si applica per categoria merceologica — un pacco con abiti, calzature e accessori diversi lo paga più volte. Su un ordine misto da 17 euro, i costi aggiuntivi possono arrivare a 11 euro.
Indice
- Il dazio europeo da 3 euro: perché arriva adesso
- L’extra italiano: i 2 euro aggiuntivi
- Come funziona il calcolo per categoria merceologica
- Quanto costerà davvero un ordine concreto
- Chi non è coinvolto
- Cosa faranno Temu, Shein e AliExpress
- Domande frequenti
Il dazio europeo da 3 euro: perché arriva adesso
Fino al 30 giugno 2026 i pacchi con valore dichiarato inferiore a 150 euro entrano nell’UE senza dazi doganali. È la cosiddetta franchigia de minimis, nata decenni fa quando le spedizioni internazionali erano poca cosa. Poi è arrivato l’e-commerce cinese — Temu, Shein, AliExpress — e quella franchigia è diventata un vantaggio competitivo enorme rispetto ai negozi europei, che pagano IVA e dazi su tutto quello che vendono.
La risposta dell’UE è arrivata: dal 1° luglio 2026 scatta un dazio forfettario transitorio di 3 euro su ogni spedizione extra-UE di valore inferiore a 150 euro. “Transitorio” perché è una misura ponte in attesa di una riforma doganale più ampia prevista per il 2028. Per ora, 3 euro fissi — ma non sempre solo 3, come vedremo.
L’extra italiano: i 2 euro aggiuntivi
L’Italia non si è fermata al dazio europeo. Con la Legge di Bilancio 2026 il governo ha introdotto un contributo nazionale da 2 euro su ogni pacco proveniente da piattaforme extra-UE con valore sotto i 150 euro. La motivazione ufficiale è proteggere il commercio al dettaglio italiano e finanziare i controlli doganali.
Il risultato pratico è una doppia tassa: 3 euro europei più 2 euro italiani, per un totale di 5 euro fissi a spedizione nella migliore delle ipotesi. Considerando che un ordine medio su Temu oscilla tra i 15 e i 30 euro, stiamo parlando di un aggravio del 15-33% sul valore dell’acquisto, ancora prima di considerare eventuali moltiplicatori per le categorie merceologiche.
Come funziona il calcolo per categoria merceologica
Qui sta la parte più insidiosa. Il dazio UE da 3 euro non si applica al pacco come unità, ma a ogni categoria merceologica distinta contenuta nella spedizione. La classificazione segue le voci tariffarie doganali, che dividono i prodotti in gruppi: abbigliamento, calzature, accessori, elettronica, casalinghi e così via.
Nella pratica significa questo: se ordini due magliette uguali, paghi il dazio una sola volta perché appartengono alla stessa categoria. Ma se ordini una maglia, un paio di calzini e una cintura, potresti pagarlo tre volte — una per ogni voce tariffaria diversa. Il contributo italiano da 2 euro, invece, si applica una volta sola per spedizione, indipendentemente da quante categorie contiene.
Quanto costerà davvero un ordine concreto
Due scenari reali per capire l’impatto.
Ordine semplice — una maglietta da 12 euro su Temu: 3 euro di dazio UE (una categoria) + 2 euro contributo italiano = 5 euro extra. Costo finale 17 euro anziché 12. L’aggravio è del 42%.
Ordine misto — una maglia (8€) + un paio di orecchini (4€) + un porta-telefono (5€), totale 17 euro: dazio UE 3 euro × 3 categorie = 9 euro + 2 euro contributo italiano = 11 euro extra. Costo finale 28 euro anziché 17, con un aggravio che supera il 60%.
Sono stime basate sulla classificazione standard. La cifra esatta dipende dai codici doganali che i venditori dichiarano, ma l’ordine di grandezza è questo. Su ordini misti e di piccolo importo, il peso delle tasse può diventare più alto del valore dei prodotti stessi.
Chi non è coinvolto
Le nuove regole riguardano solo i pacchi da paesi extra-UE con valore dichiarato sotto i 150 euro. Chi compra su Amazon.it, Zalando, Zalando o altri marketplace europei non è toccato — quei venditori pagano già IVA e dazi in modo ordinario. Lo stesso vale per chi acquista prodotti sopra i 150 euro: quelle spedizioni erano già soggette a dazi prima del 1° luglio e il meccanismo non cambia.
Restano esclusi anche i pacchi inviati da privati ad altri privati, quelli con esenzione diplomatica e alcune categorie specifiche come i farmaci con prescrizione medica. Per gli acquisti di importo elevato su siti cinesi, conviene comunque sempre verificare il valore dichiarato sulla bolla doganale.
Cosa faranno Temu, Shein e AliExpress
Non è ancora chiaro quanta parte del costo le piattaforme assorbiranno e quanta trasferiranno ai clienti. Shein ha già comunicato adeguamenti di prezzo per il mercato europeo. Temu, che opera con margini più aggressivi, non ha ancora annunciato una strategia definitiva. In ogni caso, le opzioni che hanno davanti sono due: alzare i prezzi di listino prima del checkout, oppure aggiungere una voce separata al momento dell’ordine.
La Francia ha anticipato una misura simile e ha già registrato un effetto collaterale: il 90% delle spedizioni ha cominciato a transitare attraverso altri paesi europei per aggirare la tassa nazionale, con un gettito effettivo molto inferiore a quello stimato. Se lo stesso schema si replicasse in Italia, il contributo da 2 euro potrebbe rivelarsi meno efficace del previsto. Per chi compra, però, la variabile che conta è una sola: quanto apparirà nel totale alla cassa.
Se stai cercando alternative europee già pronte, Amazon Haul — la sezione low-cost di Amazon che spedisce dall’Europa — è una delle opzioni che non subisce le nuove tasse. Per capire come muoversi meglio tra spese e risparmi, può essere utile anche tenere sotto controllo i consigli pratici per risparmiare nel quotidiano.
Per approfondimenti ufficiali sulla normativa doganale: Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Domande frequenti
Dal 1° luglio 2026 i pacchi da Temu costano di più per tutti?
Sì, per tutti i residenti in Italia che ordinano su piattaforme extra-UE con pacchi sotto i 150 euro. La tassa si applica al momento dello sdoganamento — può comparire come voce separata alla consegna o essere già inclusa nel prezzo mostrato dalla piattaforma, dipende da come ogni sito si organizza.
Quanto paga esattamente un ordine su Temu o Shein?
In Italia: 3 euro di dazio UE per ogni categoria merceologica contenuta nel pacco + 2 euro di contributo italiano fisso per spedizione. Un ordine con un solo tipo di prodotto paga 5 euro in totale. Un ordine misto con tre categorie diverse può arrivare a 11 euro di tasse aggiuntive.
La tassa si applica anche ad AliExpress e a Wish?
Sì. La norma riguarda tutte le spedizioni provenienti da paesi extra-UE con valore sotto i 150 euro, indipendentemente dalla piattaforma. Colpisce Temu, Shein, AliExpress, Wish e qualsiasi altro sito che spedisce direttamente da fuori Europa.
Se compro su Amazon cambia qualcosa?
Dipende dal venditore. Se acquisti da venditori con magazzino in Europa (la grande maggioranza su Amazon.it) non cambia nulla. Se invece acquisti da venditori cinesi che spediscono direttamente dalla Cina, anche attraverso Amazon, il dazio si applica ugualmente.
Si può evitare la nuova tassa?
No, non c’è modo legale per evitarla. L’unica alternativa concreta è acquistare da negozi europei o da piattaforme che già dichiarano e pagano l’IVA in Europa. Oppure consolidare gli ordini in un unico pacco con una sola categoria di prodotti, per limitare il moltiplicatore del dazio UE.

