Lo sconto sulle accise del gasolio, in vigore dal 30 luglio 2026, scade il 6 agosto: il Consiglio dei Ministri del 4 agosto deve decidere se prorogarlo, modificarlo o lasciarlo cadere. Nel frattempo il beneficio si è già dimezzato rispetto al taglio iniziale, perché l’aumento delle quotazioni internazionali del petrolio sta erodendo giorno dopo giorno lo sconto fiscale concesso dal governo.
Dal 30 luglio al 6 agosto 2026 l’accisa sul gasolio scende a 532,90 euro per mille litri, con una riduzione di 14 centesimi al litro (17 centesimi con IVA) rispetto all’aliquota ordinaria. La misura, costata circa 125 milioni di euro, riguarda solo il diesel. Il Consiglio dei Ministri del 4 agosto valuta la proroga; nel frattempo il rialzo dei listini ha già ridotto il vantaggio reale per l’automobilista a circa 8,8 centesimi al litro.
Indice
- Cosa prevede il taglio delle accise
- Perché il beneficio si sta già dimezzando
- Cosa decide il governo il 4 agosto
- Tre esempi di risparmio reale al distributore
- Perché solo il gasolio e non la benzina
- Tabella riepilogativa
- Domande frequenti
Cosa prevede il taglio delle accise
Il decreto in vigore dal 30 luglio al 6 agosto 2026 ha ridotto l’accisa sul gasolio a 532,90 euro per mille litri, un taglio di 14 centesimi al litro rispetto all’aliquota ordinaria, che diventano circa 17 centesimi se si considera anche l’effetto dell’IVA calcolata su un prezzo più basso. Il costo stimato dell’operazione per le casse dello Stato è di circa 125 milioni di euro per la sola settimana di applicazione. La misura riguarda esclusivamente il gasolio, non la benzina.
Perché il beneficio si sta già dimezzando
Il taglio fiscale agisce sull’accisa, una componente fissa del prezzo, ma non può nulla contro l’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio, che nello stesso periodo sono salite. In appena tre giorni il prezzo alla pompa è aumentato di circa 1,6 centesimi al litro, riducendo il beneficio residuo percepito dall’automobilista da 17,08 centesimi a circa 8,8 centesimi: poco più della metà del vantaggio iniziale. In pratica lo sconto fiscale c’è ancora, ma il mercato ne sta mangiando una parte crescente.
Cosa decide il governo il 4 agosto
Il Consiglio dei Ministri tornerà a esaminare la misura nella riunione del 4 agosto 2026, valutando l’andamento dei prezzi internazionali e la tenuta dello sconto sulla rete di distribuzione italiana. Le opzioni sul tavolo comprendono la proroga pura e semplice dello sconto attuale, una sua modifica (ad esempio un importo diverso per compensare il rialzo dei listini) e l’eventuale estensione della misura anche alla benzina, finora esclusa. Fino a una comunicazione ufficiale, l’unica certezza è che lo sconto attuale scade il 6 agosto.
Tre esempi di risparmio reale al distributore
Un automobilista che fa un pieno da 50 litri di gasolio durante la settimana del taglio pieno (30 luglio-2 agosto) risparmia circa 8,5 euro rispetto al prezzo senza sconto, calcolando il beneficio iniziale di 17 centesimi al litro.
Lo stesso pieno da 50 litri fatto il 3 agosto, quando il vantaggio residuo è sceso a circa 8,8 centesimi al litro per effetto del rialzo dei listini, porta un risparmio di poco più di 4 euro: praticamente la metà rispetto a pochi giorni prima, a parità di sconto fiscale nominale.
Un trasportatore o un’azienda con un parco veicoli diesel che consuma 2.000 litri al mese, applicando lo sconto pieno di 17 centesimi al litro per l’intera settimana di validità, ottiene un risparmio teorico di circa 340 euro sul rifornimento di quel periodo: una cifra che rende comprensibile perché le associazioni di categoria dell’autotrasporto seguano con attenzione l’esito della decisione del 4 agosto.
Perché solo il gasolio e non la benzina
La scelta di intervenire solo sul diesel riflette il suo peso maggiore nei costi del trasporto merci e nell’uso professionale (autotrasportatori, agricoltura, cantieri), oltre al fatto che il gasolio ha registrato nelle settimane precedenti aumenti più marcati rispetto alla benzina sui mercati internazionali. Se il Consiglio dei Ministri decidesse di estendere la misura anche alla verde, come una delle opzioni allo studio, cambierebbe anche l’impatto complessivo sulla spesa pubblica destinata all’operazione.
Tabella riepilogativa
| Voce | Valore |
|---|---|
| Periodo di validità | 30 luglio – 6 agosto 2026 |
| Accisa scontata sul gasolio | 532,90 €/1.000 litri |
| Sconto nominale (con IVA) | Circa 17 centesimi/litro |
| Sconto residuo reale (3 agosto) | Circa 8,8 centesimi/litro |
| Costo stimato per lo Stato | Circa 125 milioni € |
| Carburante interessato | Solo gasolio |
Domande frequenti
Lo sconto riguarda anche la benzina?
No, la misura in vigore dal 30 luglio al 6 agosto 2026 riguarda esclusivamente il gasolio. Un’eventuale estensione alla benzina è una delle opzioni allo studio del governo per il provvedimento successivo, ma non è ancora stata decisa.
Perché il prezzo alla pompa continua a salire se c’è uno sconto sulle accise?
Perché il prezzo finale del carburante dipende da più fattori: l’accisa è solo una componente fissa, mentre il costo della materia prima (petrolio greggio) e i margini di raffinazione e distribuzione seguono l’andamento dei mercati internazionali, che nello stesso periodo si sono mossi al rialzo, riducendo il vantaggio percepito dello sconto fiscale.
Cosa succede se il governo non proroga lo sconto dopo il 6 agosto?
L’accisa tornerebbe automaticamente all’aliquota ordinaria, con un aumento del prezzo del gasolio proporzionale allo sconto che decade, salvo eventuali nuove misure compensative annunciate contestualmente alla scadenza.
Dove posso controllare il prezzo aggiornato dei carburanti vicino a me?
L’app ufficiale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT mostra in tempo reale i prezzi comunicati dai gestori, distributore per distributore, ed è lo strumento più affidabile per confrontare i prezzi reali sulla propria zona.
Per approfondire: se vuoi sapere come sono andati i prezzi nelle settimane precedenti leggi l’aumento di benzina e diesel di luglio 2026, oppure scopri come risparmiare carburante in estate.

