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Tassi soglia antiusura luglio-settembre 2026: come sapere se il tuo prestito è a norma

I tassi soglia antiusura per il trimestre luglio-settembre 2026 sono stati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e stabiliscono il limite oltre il quale gli interessi applicati su un prestito, un mutuo o un’apertura di credito diventano illegali. È una tutela che pochi conoscono nel dettaglio, ma che può fare la differenza se hai il sospetto che il tuo finanziamento ti stia costando troppo.

📌 Articolo in breve
Ogni trimestre il MEF pubblica i tassi soglia antiusura, calcolati a partire dal Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) rilevato dalla Banca d’Italia per ogni categoria di finanziamento. Un tasso applicato oltre questa soglia è reato di usura. La soglia varia molto in base al tipo di prestito: mutui, prestiti personali, aperture di credito e carte revolving hanno limiti diversi. Puoi verificare la soglia specifica del tuo prodotto sul decreto ufficiale del Tesoro.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza legale o finanziaria. Per verificare se un finanziamento specifico supera la soglia antiusura consulta il decreto ufficiale del MEF o rivolgiti a un avvocato o a un’associazione dei consumatori.

📅 Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2026, decreto trimestre luglio-settembre 2026.

Indice

  1. Cosa sono i tassi soglia antiusura
  2. Come si calcolano dal TEGM
  3. Le categorie di finanziamento coperte
  4. Come verificare se il tuo prestito è a norma
  5. Un esempio pratico di confronto
  6. Cosa fare se sospetti un tasso usurario
  7. Domande frequenti

Cosa sono i tassi soglia antiusura

La legge italiana vieta di applicare su un finanziamento un tasso di interesse che superi una soglia definita per legge, aggiornata trimestralmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla base delle rilevazioni della Banca d’Italia. Chi supera questa soglia commette il reato di usura, disciplinato dall’articolo 644 del Codice Penale e dalla Legge 108 del 1996, indipendentemente dal fatto che il tasso sia stato concordato liberamente tra le parti al momento della firma del contratto.

La ratio della norma è proteggere chi ha bisogno di credito — spesso in condizioni di debolezza contrattuale — da condizioni capestro imposte da finanziatori poco scrupolosi. Il decreto per il trimestre luglio-settembre 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 30 giugno, come avviene ogni tre mesi, ed è disponibile anche affisso nelle filiali di banche e intermediari finanziari, oltre che sul sito del Tesoro.

Come si calcolano dal TEGM

Il punto di partenza è il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM), rilevato dalla Banca d’Italia trimestralmente per ciascuna categoria di operazione creditizia, sulla base dei tassi effettivamente praticati dal sistema bancario e finanziario nel trimestre precedente. Il TEGM fotografa quindi la media di mercato, non un valore stabilito a tavolino.

La soglia antiusura si ottiene applicando al TEGM una maggiorazione stabilita dalla legge: il tasso soglia è pari al TEGM aumentato di un quarto, a cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali, con il limite che la differenza tra il tasso soglia e il tasso medio non può in ogni caso superare gli 8 punti percentuali. È una formula tecnica, ma il concetto pratico è semplice: più alto è il tasso medio di mercato per quel tipo di prodotto, più alta sarà anche la soglia oltre la quale si sconfina nell’usura, ma con un margine massimo che impedisce derive eccessive.

Le categorie di finanziamento coperte

Il decreto trimestrale non fissa un’unica soglia valida per tutti i prestiti, ma tante soglie diverse a seconda del tipo di operazione: mutui a tasso fisso e variabile, prestiti personali, aperture di credito in conto corrente, leasing, credito al consumo, carte di credito revolving e altre forme di finanziamento hanno ciascuna il proprio TEGM di riferimento e quindi la propria soglia. Questo perché il costo “normale” di un mutuo ipotecario, garantito da un immobile, è strutturalmente molto più basso di quello di un piccolo prestito personale non garantito o di un credito revolving su carta, che comporta un rischio maggiore per chi presta.

Chi vuole verificare la soglia specifica applicabile al proprio contratto deve quindi individuare la categoria corretta nel decreto ufficiale — non ha senso confrontare il tasso di un mutuo con la soglia prevista per le carte revolving, perché sono mondi a parte con parametri di riferimento completamente diversi.

Come verificare se il tuo prestito è a norma

Il primo passo è recuperare il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) del tuo contratto, che deve essere indicato in modo chiaro nel documento di sintesi consegnato al momento della firma o nell’estratto conto periodico. Il TAEG include tutti i costi del finanziamento — interessi, spese di istruttoria, assicurazioni obbligatorie collegate — e va confrontato con la soglia relativa alla categoria del tuo prodotto specifico nel trimestre in cui il contratto è stato firmato, non necessariamente in quello attuale.

Questo è un dettaglio importante che genera spesso confusione: la soglia da rispettare è quella in vigore al momento della stipula del contratto, non quella del trimestre in cui stai facendo la verifica. Per i mutui e i prestiti a tasso fisso di vecchia data, quindi, serve recuperare il decreto storico relativo al trimestre di sottoscrizione, disponibile comunque nell’archivio del sito del Tesoro.

Un esempio pratico di confronto

Facciamo un caso concreto per capire come funziona il confronto nella pratica. Immaginiamo un prestito personale da 10.000 euro con TAEG dichiarato all’11%. Se nel trimestre di sottoscrizione la soglia antiusura per i prestiti personali di quell’importo era, per ipotesi, del 16%, il finanziamento è ampiamente sotto soglia e quindi legale — anche se un TAEG dell’11% può comunque essere più caro rispetto ad altre offerte di mercato disponibili nello stesso periodo, il che non lo rende usurario ma semplicemente meno conveniente.

Il ragionamento cambia se il TAEG effettivo, sommando tutte le spese accessorie spesso nascoste nelle pieghe del contratto — commissioni di gestione pratica, polizze assicurative collegate obbligatoriamente al finanziamento, spese di incasso rata — supera quella stessa soglia. È qui che serve prestare attenzione: il TAEG “pubblicizzato” nella pubblicità del prestito e il TAEG effettivo che risulta dalla somma di tutti i costi possono differire in modo significativo, ed è quest’ultimo il valore che conta davvero ai fini della verifica antiusura.

Cosa fare se sospetti un tasso usurario

Se dal confronto emerge che il tuo TAEG supera la soglia applicabile, la prima cosa da fare non è agire d’impulso ma raccogliere tutta la documentazione: contratto, documento di sintesi, piano di ammortamento, estratti conto. Il calcolo dell’eventuale usurarietà, soprattto per i finanziamenti più complessi con spese accessorie, non è sempre banale e conviene farlo verificare da un professionista — un avvocato specializzato in diritto bancario o un consulente tecnico — prima di intraprendere qualsiasi azione formale nei confronti della banca o della finanziaria.

Le associazioni dei consumatori offrono spesso un primo orientamento gratuito o a costi contenuti, e possono indicare se vale la pena procedere con una diffida formale o, nei casi più gravi, con un’azione legale. Vale la pena ricordare che un tasso risultato usurario comporta conseguenze significative per il finanziatore, fino alla nullità della clausola sugli interessi.

Domande frequenti

Il tasso soglia è uguale in tutta Italia?

Sì, i tassi soglia antiusura sono fissati a livello nazionale dal decreto del MEF e non variano da regione a regione, a differenza di altri parametri come i tassi soglia per l’usura bancaria che in passato avevano differenziazioni territoriali oggi superate dalla normativa attuale.

Un tasso alto ma legale può comunque essere sconveniente?

Assolutamente sì. Restare sotto la soglia antiusura significa solo che il tasso non è penalmente rilevante, non che sia conveniente. Un prestito può avere un TAEG perfettamente legale e comunque essere molto più caro delle offerte disponibili sul mercato: vale sempre la pena confrontare più proposte prima di firmare.

Dove trovo il decreto ufficiale con le soglie aggiornate?

Il decreto trimestrale viene pubblicato sul sito del Dipartimento del Tesoro del MEF, nella sezione dedicata alla normativa antiusura, ed è disponibile anche in visione presso ogni filiale bancaria, che per legge deve esporlo al pubblico.

Perché le soglie cambiano ogni tre mesi invece di restare fisse?

L’aggiornamento trimestrale serve a mantenere la soglia allineata alle condizioni reali del mercato del credito, che cambiano nel tempo insieme ai tassi di riferimento della BCE e alla politica commerciale di banche e finanziarie. Una soglia fissa nel tempo rischierebbe di diventare rapidamente disallineata rispetto al costo effettivo del denaro, penalizzando ingiustamente gli operatori in periodi di tassi alti o, al contrario, lasciando margini troppo ampi in periodi di tassi bassi.

Per capire meglio il costo reale dei finanziamenti che stai valutando, leggi anche la nostra guida al simulatore rata mutuo 2026 e l’approfondimento sul prestito personale. Per il decreto ufficiale con le soglie aggiornate consulta il sito del Dipartimento del Tesoro.

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