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Tassi soglia antiusura ottobre-dicembre 2026: come sapere se il tuo prestito è a norma

I tassi soglia antiusura per il trimestre ottobre-dicembre 2026 sono stati fissati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con il decreto firmato a fine settembre: valgono dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 e segnano il limite oltre il quale gli interessi applicati su un prestito, un mutuo o un’apertura di credito diventano usurari. Rispetto a luglio-settembre le soglie salgono in 23 categorie su 24: per il credito personale si passa dal 18,60% al 19,10%, per i mutui a tasso fisso dal 9,2625% al 9,65%.

📌 Articolo in breve
Ogni trimestre il MEF pubblica i tassi soglia antiusura, calcolati a partire dal Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) rilevato dalla Banca d’Italia per ogni categoria di finanziamento. Per ottobre-dicembre 2026 i TEGM si riferiscono ai finanziamenti di aprile-giugno 2026. Le soglie principali: 9,65% per i mutui a tasso fisso, 9,425% per quelli a tasso variabile, 19,10% per il credito personale, 18,125% per il credito finalizzato, 21,7875% per la cessione del quinto fino a 15.000 euro e 24,50% per il credito revolving. Conta sempre la soglia del trimestre in cui hai firmato il contratto.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza legale o finanziaria. Per verificare se un finanziamento specifico supera la soglia antiusura consulta il decreto ufficiale del MEF o rivolgiti a un avvocato o a un’associazione dei consumatori.

📅 Ultimo aggiornamento: settembre 2026, decreto trimestre ottobre-dicembre 2026.

Indice

  1. Cosa sono i tassi soglia antiusura
  2. Come si calcolano dal TEGM
  3. La tabella ottobre-dicembre 2026 e il confronto con luglio-settembre
  4. Le categorie di finanziamento coperte
  5. Come verificare se il tuo prestito è a norma
  6. Esempi pratici con le soglie in vigore
  7. Cosa fare se sospetti un tasso usurario
  8. Domande frequenti

Cosa sono i tassi soglia antiusura

La legge italiana vieta di applicare su un finanziamento un tasso di interesse che superi una soglia definita per legge, aggiornata ogni trimestre dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla base delle rilevazioni della Banca d’Italia. Chi supera questa soglia commette il reato di usura, disciplinato dall’articolo 644 del Codice Penale e dalla Legge 108 del 1996, indipendentemente dal fatto che il tasso sia stato concordato liberamente tra le parti al momento della firma del contratto.

La norma protegge chi ha bisogno di credito, spesso in condizioni di debolezza contrattuale, da condizioni capestro. Il decreto per ottobre-dicembre 2026 è stato diffuso dal Dipartimento del Tesoro a fine settembre, è destinato alla Gazzetta Ufficiale entro il 30 settembre ed entra in vigore il 1° ottobre 2026. Banche, intermediari finanziari e operatori del microcredito devono affiggere la tabella in ogni filiale aperta al pubblico. Insieme al decreto sui tassi il Tesoro ha diffuso anche il decreto annuale di classificazione delle operazioni creditizie, che definisce le categorie a cui si riferiscono i tassi.

Come si calcolano dal TEGM

Il punto di partenza è il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM), rilevato dalla Banca d’Italia per ciascuna categoria di operazione creditizia sulla base dei tassi effettivamente praticati da banche e intermediari nel trimestre di riferimento: per le soglie di ottobre-dicembre 2026 il periodo rilevato è quello dal 1° aprile al 30 giugno 2026. Il valore medio viene poi corretto per le variazioni del tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali della Banca Centrale Europea. Il TEGM fotografa quindi la media di mercato, non un valore stabilito a tavolino.

La soglia si ottiene aumentando il TEGM di un quarto e aggiungendo altri 4 punti percentuali, con un limite: la differenza tra soglia e tasso medio non può superare gli 8 punti. Per il credito personale, con un TEGM del 12,08%, il conto è 12,08 × 1,25 + 4 = 19,10%. Per il credito revolving, con un TEGM del 16,50%, la formula darebbe 24,625%, ma la soglia si ferma a 16,50 + 8 = 24,50%. Lo stesso tetto degli 8 punti scatta per gli scoperti senza affidamento, che hanno un TEGM sopra il 16%.

La tabella ottobre-dicembre 2026 e il confronto con luglio-settembre

Qui sotto tutti i 24 tassi del decreto, con il confronto rispetto al trimestre precedente. La variazione è espressa in punti percentuali sulla soglia. Le soglie sono riportate con i decimali del decreto, senza arrotondamenti.

Categoria TEGM lug-set TEGM ott-dic Soglia lug-set Soglia ott-dic Variazione soglia
Aperture di credito in c/c fino a 5.000 € 10,57% 10,80% 17,2125% 17,50% +0,2875
Aperture di credito in c/c oltre 5.000 € 8,90% 9,12% 15,125% 15,40% +0,275
Scoperti senza affidamento fino a 1.500 € 15,75% 16,08% 23,6875% 24,08% +0,3925
Scoperti senza affidamento oltre 1.500 € 15,88% 16,11% 23,85% 24,11% +0,26
Anticipi su crediti e sconto portafoglio fino a 50.000 € 8,12% 8,30% 14,15% 14,375% +0,225
Anticipi su crediti e sconto portafoglio da 50.000 a 200.000 € 6,53% 6,88% 12,1625% 12,60% +0,4375
Anticipi su crediti e sconto portafoglio oltre 200.000 € 5,02% 5,31% 10,275% 10,6375% +0,3625
Credito personale 11,68% 12,08% 18,60% 19,10% +0,50
Credito finalizzato 10,97% 11,30% 17,7125% 18,125% +0,4125
Factoring fino a 50.000 € 6,31% 6,58% 11,8875% 12,225% +0,3375
Factoring oltre 50.000 € 4,77% 5,38% 9,9625% 10,725% +0,7625
Leasing immobiliare a tasso fisso 6,36% 6,52% 11,95% 12,15% +0,20
Leasing immobiliare a tasso variabile 5,51% 5,82% 10,8875% 11,275% +0,3875
Leasing aeronavale e autoveicoli fino a 25.000 € 9,29% 9,51% 15,6125% 15,8875% +0,275
Leasing aeronavale e autoveicoli oltre 25.000 € 8,24% 8,40% 14,30% 14,50% +0,20
Leasing strumentale fino a 25.000 € 9,93% 10,27% 16,4125% 16,8375% +0,425
Leasing strumentale oltre 25.000 € 7,20% 7,50% 13,00% 13,375% +0,375
Mutui ipotecari a tasso fisso 4,21% 4,52% 9,2625% 9,65% +0,3875
Mutui ipotecari a tasso variabile 4,07% 4,34% 9,0875% 9,425% +0,3375
Cessione del quinto fino a 15.000 € 13,87% 14,23% 21,3375% 21,7875% +0,45
Cessione del quinto oltre 15.000 € 9,57% 9,88% 15,9625% 16,35% +0,3875
Credito revolving 16,21% 16,50% 24,21% 24,50% +0,29
Carte di credito 11,86% 12,15% 18,825% 19,1875% +0,3625
Altri finanziamenti 14,48% 14,41% 22,10% 22,0125% −0,0875

Fonte: decreti del Dipartimento del Tesoro per luglio-settembre 2026 (rilevazione gennaio-marzo 2026) e ottobre-dicembre 2026 (rilevazione aprile-giugno 2026). Soglia = TEGM × 1,25 + 4 punti, con differenza massima di 8 punti rispetto al TEGM.

Il quadro è quello di un leggero rialzo generalizzato: la soglia sale in tutte le categorie tranne “altri finanziamenti”, l’unica in calo (dal 22,10% al 22,0125%). L’aumento più ampio riguarda il factoring oltre 50.000 euro, che guadagna 0,7625 punti; per chi chiede un prestito personale la soglia sale di mezzo punto, per i mutui ipotecari di 0,3875 punti sul tasso fisso e di 0,3375 sul variabile.

Le categorie di finanziamento coperte

Il decreto trimestrale non fissa un’unica soglia per tutti i prestiti, ma soglie diverse a seconda del tipo di operazione e, per alcune categorie, della classe di importo: mutui a tasso fisso e variabile, credito personale e finalizzato, aperture di credito in conto corrente, scoperti, leasing, factoring, cessione del quinto, carte di credito e credito revolving hanno ciascuno il proprio TEGM. Il costo “normale” di un mutuo ipotecario, garantito da un immobile, è strutturalmente molto più basso di quello di un piccolo prestito non garantito o di un credito revolving su carta, che comporta un rischio maggiore per chi presta.

Per verificare il proprio contratto bisogna quindi individuare la categoria corretta: non ha senso confrontare il tasso di un mutuo con la soglia delle carte revolving. Qualche indicazione utile dalla nota metodologica del decreto: il mancato rientro di un fido scaduto o revocato ricade negli “scoperti senza affidamento”, mentre per mutui, credito personale e finalizzato, leasing, cessione del quinto e carte di credito i tassi rilevati riguardano i finanziamenti accesi nel trimestre, con un indicatore analogo al TAEG.

Come verificare se il tuo prestito è a norma

Il primo passo è recuperare il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) del contratto, indicato nel documento di sintesi consegnato alla firma o nelle comunicazioni periodiche. Il TAEG include i costi del finanziamento, come interessi, spese di istruttoria e assicurazioni obbligatorie collegate, e va confrontato con la soglia della categoria del tuo prodotto nel trimestre in cui il contratto è stato firmato, non necessariamente in quello attuale.

Su questo punto nasce spesso confusione: la soglia da rispettare è quella in vigore al momento della stipula. Per un contratto firmato fra il 1° luglio e il 30 settembre 2026 valgono quindi le soglie della colonna “lug-set” della tabella, per uno firmato dal 1° ottobre quelle nuove. Per i mutui e i prestiti di vecchia data serve il decreto del trimestre di sottoscrizione, che si trova nell’archivio del sito del Tesoro.

Gli interessi di mora non entrano nel TEGM. Il decreto riporta però, a fini conoscitivi, la maggiorazione media dei tassi di mora rispetto ai tassi ordinari rilevata dalla Banca d’Italia: 1,9 punti per i mutui ipotecari oltre i cinque anni, 4,1 punti per il leasing e 3,1 punti per gli altri prestiti.

Esempi pratici con le soglie in vigore

Un prestito personale da 10.000 euro con TAEG dell’11%, firmato a ottobre 2026, va confrontato con la soglia del credito personale, oggi al 19,10%: è ampiamente sotto e quindi legale. Legale però non vuol dire conveniente: un TAEG dell’11% può comunque essere più caro di altre offerte disponibili nello stesso periodo.

Il caso che mostra perché conta la data di firma è quello di un TAEG vicino al limite. Un credito personale al 18,90% firmato ad agosto 2026 supera la soglia allora in vigore, il 18,60%; lo stesso tasso in un contratto firmato a ottobre resta sotto il nuovo limite del 19,10%. Per un mutuo a tasso fisso stipulato da ottobre il riferimento è invece il 9,65%, contro il 9,2625% del trimestre estivo.

Il ragionamento cambia se il TAEG effettivo, sommando le spese accessorie spesso nascoste nelle pieghe del contratto, come commissioni di gestione pratica, polizze collegate obbligatoriamente al finanziamento o spese di incasso rata, supera la soglia. Il TAEG pubblicizzato e quello che risulta dalla somma di tutti i costi possono differire in modo significativo, ed è quest’ultimo il valore che conta ai fini della verifica antiusura.

Cosa fare se sospetti un tasso usurario

Se dal confronto emerge che il tuo TAEG supera la soglia applicabile, la prima cosa da fare è raccogliere la documentazione: contratto, documento di sintesi, piano di ammortamento, estratti conto. Il calcolo dell’eventuale usurarietà, soprattutto per i finanziamenti con spese accessorie, non è sempre banale e conviene farlo verificare da un professionista, un avvocato specializzato in diritto bancario o un consulente tecnico, prima di intraprendere azioni formali nei confronti della banca o della finanziaria.

Le associazioni dei consumatori offrono spesso un primo orientamento gratuito o a costi contenuti, e possono indicare se vale la pena procedere con una diffida formale o, nei casi più gravi, con un’azione legale. Un tasso usurario ha conseguenze pesanti per il finanziatore: l’articolo 1815 del Codice civile prevede che, se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.

Domande frequenti

Il tasso soglia è uguale in tutta Italia?

Sì, i tassi soglia antiusura sono fissati a livello nazionale dal decreto del MEF e valgono allo stesso modo in tutte le regioni.

Quali sono le soglie in vigore da ottobre 2026?

Dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 le soglie più consultate sono 9,65% per i mutui a tasso fisso, 9,425% per i mutui a tasso variabile, 19,10% per il credito personale, 18,125% per il credito finalizzato, 19,1875% per i finanziamenti con carte di credito e 24,50% per il credito revolving. L’elenco completo è nella tabella sopra.

Un tasso alto ma legale può comunque essere sconveniente?

Sì. Restare sotto la soglia antiusura significa solo che il tasso non è penalmente rilevante, non che sia conveniente. Un prestito può avere un TAEG perfettamente legale ed essere comunque molto più caro delle offerte disponibili sul mercato: conviene sempre confrontare più proposte prima di firmare.

Dove trovo il decreto ufficiale con le soglie aggiornate?

Il decreto trimestrale viene pubblicato sul sito del Dipartimento del Tesoro del MEF, nella sezione dedicata all’antiusura, e in Gazzetta Ufficiale. È anche esposto in ogni filiale di banche e intermediari finanziari, che per legge devono affiggerlo al pubblico.

Perché le soglie cambiano ogni tre mesi invece di restare fisse?

L’aggiornamento trimestrale mantiene la soglia allineata alle condizioni reali del mercato del credito, che cambiano insieme ai tassi della BCE e alla politica commerciale di banche e finanziarie. Una soglia fissa rischierebbe di diventare rapidamente disallineata rispetto al costo effettivo del denaro. Il prossimo aggiornamento, per gennaio-marzo 2027, è atteso a fine dicembre 2026.

Per capire meglio il costo reale dei finanziamenti che stai valutando, leggi anche la nostra guida al simulatore rata mutuo 2026 e l’approfondimento sul prestito personale. Il decreto ufficiale con le soglie di ottobre-dicembre 2026 è sul sito del Dipartimento del Tesoro (PDF del decreto).

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