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Pensioni 2027, in Gazzetta i nuovi coefficienti di trasformazione: a 67 anni si scende al 5,514%

Con il comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 252 del 29 ottobre 2026 diventano ufficiali i nuovi coefficienti di trasformazione della pensione dal 2027: il decreto direttoriale Lavoro-Economia del 16 ottobre 2026 li ridetermina dal 1° gennaio 2027 per il biennio 2027-2028, con valori più bassi a tutte le età. A 67 anni il coefficiente passa dal 5,608% al 5,514%.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Abbiamo letto il comunicato in Gazzetta Ufficiale (26A05619), il decreto direttoriale del 16 ottobre 2026, la nota tecnica del Ministero del Lavoro e il decreto del 20 novembre 2024 con i valori in vigore fino a fine 2026.

📌 In breve
• Dal 1° gennaio 2027 cambiano i coefficienti che trasformano i contributi versati in pensione annua; valgono fino a fine 2028.
• Il calo va dall’1,21% a 57 anni all’1,97% a 71 anni (nota tecnica del Ministero).
• Con un montante di 300.000 euro a 67 anni la pensione lorda scende da 16.824 a 16.542 euro l’anno (calcolo nostro).
• Riguarda la quota contributiva: contributivi puri e parte contributiva dei sistemi misti.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Prima di prendere decisioni finanziarie consulta un consulente finanziario indipendente o un professionista abilitato.

Cosa cambia: i nuovi coefficienti età per età

Nel sistema contributivo la pensione annua lorda si ottiene moltiplicando il montante, cioè la somma dei contributi versati e rivalutati, per un coefficiente che dipende dall’età all’uscita. La legge 335/1995 prevede che i valori vengano rivisti ogni due anni sulla base dei dati demografici Istat: questa volta l’Istat li ha trasmessi con la nota del 27 maggio 2026 e la conferenza di servizi tra i due ministeri ha chiuso il procedimento il 22 giugno.

Il risultato è un ritocco verso il basso su tutte le età, da 57 a 71 anni. Il tasso di sconto, il parametro legato alla crescita di lungo periodo del Pil, resta all’1,5%: secondo la nota tecnica a muovere i valori sono le probabilità di morte e gli altri parametri demografici aggiornati.

Età all’uscita 2025-2026 2027-2028 Variazione
57 anni 4,204% 4,153% -1,21%
60 anni 4,536% 4,475% -1,34%
62 anni 4,795% 4,725% -1,46%
63 anni 4,936% 4,863% -1,48%
64 anni 5,088% 5,009% -1,55%
65 anni 5,250% 5,166% -1,60%
66 anni 5,423% 5,334% -1,64%
67 anni 5,608% 5,514% -1,68%
68 anni 5,808% 5,707% -1,74%
69 anni 6,024% 5,914% -1,83%
70 anni 6,258% 6,139% -1,90%
71 anni 6,510% 6,382% -1,97%

Fonte: tabelle dei decreti direttoriali del 20/11/2024 e del 16/10/2026; variazioni dalla Tab. D della nota tecnica. Nei decreti ci sono anche i valori per 58, 59 e 61 anni.

Chi riguarda e quanto vale in euro

I coefficienti si applicano solo alla quota contributiva della pensione: l’intero assegno per chi ha iniziato a lavorare dal 1996, la parte maturata dal 1996 (o dal 2012, per chi aveva almeno 18 anni di contributi a fine 1995) per chi è nel sistema misto. Chi è già in pensione non subisce nulla: il coefficiente si applica una volta sola, al momento della liquidazione. Gli aumenti dell’assegno già in pagamento sono un’altra partita, quella della rivalutazione delle pensioni 2027.

Scenario (calcolo nostro) Uscita 2026 Uscita 2027 Differenza annua
Montante 300.000 €, 67 anni 16.824 € 16.542 € -282 €
Montante 300.000 €, 64 anni 15.264 € 15.027 € -237 €
Montante 200.000 €, 71 anni 13.020 € 12.764 € -256 €

Sono importi lordi annui. Su 13 mensilità, nel primo caso la differenza vale circa 21,7 euro al mese, nel secondo circa 18,2. Per avere un’idea del proprio montante si può partire dal nostro calcolatore della pensione futura.

Nota della redazione. Il calo è più forte alle età alte: -1,97% a 71 anni contro -1,21% a 57, secondo la Tab. D della nota tecnica. Restare al lavoro un anno in più resta comunque conveniente: uscire a 68 anni con i coefficienti 2027 (5,707%) dà ancora più che uscire a 67 con quelli 2026 (5,608%), a parità di montante.

Da quando si applicano e cosa conta

I nuovi valori valgono per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027. Conta quindi la data da cui parte la pensione, non quella in cui si presenta la domanda: chi matura i requisiti negli ultimi mesi del 2026 farebbe bene a controllare con l’INPS o con un patronato quale sarà la decorrenza esatta, perché un mese di differenza può far cambiare tabella.

La revisione si somma all’aumento dei requisiti già deciso: dal 2027 la pensione di vecchiaia richiede 67 anni e 1 mese, come spiegato nell’articolo sull’età pensionabile 2027. Per la data di uscita c’è il calcolatore “quando vado in pensione”.

Cosa succede ora

Al 30 ottobre il decreto è firmato, pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro dal 20 ottobre e annunciato in Gazzetta il 29: non servono altri passaggi. Resta da vedere la circolare con cui l’INPS recepirà i nuovi valori nelle procedure di calcolo. I valori restano fermi per il 2027 e il 2028; la revisione successiva scatterà dal 1° gennaio 2029.

Domande frequenti

Chi è già in pensione perde qualcosa con i nuovi coefficienti?

No. Il coefficiente si applica al momento del calcolo iniziale della pensione: gli assegni già liquidati non vengono ricalcolati.

I nuovi coefficienti valgono anche per chi è nel sistema retributivo o misto?

Valgono solo per la quota contributiva. La parte calcolata con il retributivo non cambia; nel misto l’effetto riguarda solo i contributi del periodo contributivo.

Se esco a dicembre 2026 che coefficiente mi applicano?

Dipende dalla decorrenza della pensione. Se la pensione decorre entro il 1° dicembre 2026 si usano i valori 2025-2026; se decorre dal 1° gennaio 2027 si usano quelli nuovi.

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