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Come usare DeepSeek: guida completa 2026

DeepSeek è il modello di intelligenza artificiale cinese che all’inizio del 2025 ha fatto tremare le borse americane e messo in discussione il primato di OpenAI. Ma al di là della storia, la domanda pratica è un’altra: come si usa davvero? Questa guida ti spiega tutto — dall’accesso gratuito ai modelli disponibili, fino a cosa sa fare meglio rispetto ai concorrenti.

📌 Articolo in breve
DeepSeek è accessibile gratis dal sito ufficiale o tramite app mobile. Il modello più potente è DeepSeek R1, specializzato nel ragionamento logico e nella matematica. Funziona bene per codice, analisi, scrittura e ricerca, con un limite di contesto molto generoso. Ha alcune limitazioni su argomenti politicamente sensibili, ma per uso professionale e creativo è uno strumento serio.

Indice

  1. Cos’è DeepSeek e perché se ne parla
  2. I modelli disponibili: R1, V3 e gli altri
  3. Come accedere a DeepSeek gratis
  4. Come usarlo: interfaccia e funzioni principali
  5. Cosa sa fare davvero bene
  6. Limiti e cosa non chiedergli
  7. DeepSeek vs ChatGPT: le differenze pratiche
  8. Usare DeepSeek via API
  9. Domande frequenti

Cos’è DeepSeek e perché se ne parla

DeepSeek è un’azienda di intelligenza artificiale cinese fondata nel 2023 da Liang Wenfeng, lo stesso fondatore dell’hedge fund High-Flyer. A gennaio 2025 ha rilasciato DeepSeek R1, un modello che nei benchmark ufficiali rivaleggia con GPT-4o e Claude 3.5 Sonnet — ma con un costo di addestramento dichiarato di circa 6 milioni di dollari, una frazione di quello speso da OpenAI o Google.

Questa notizia ha fatto crollare in borsa le azioni di Nvidia del 17% in un solo giorno, perché ha messo in dubbio la tesi che servissero migliaia di GPU H100 per addestrare modelli competitivi. Se DeepSeek ha fatto quello che dice con risorse limitate, cambia tutto il calcolo economico del settore.

Per l’utente comune, però, l’aspetto più interessante è un altro: DeepSeek è gratuito, potente e accessibile senza VPN dall’Italia. Puoi usarlo direttamente dal browser senza installare nulla.

I modelli disponibili: R1, V3 e gli altri

DeepSeek ha rilasciato nel tempo diversi modelli, ciascuno ottimizzato per scopi diversi. I due principali che trovi nell’interfaccia web sono DeepSeek V3 e DeepSeek R1.

DeepSeek V3 è il modello “generale”, paragonabile a GPT-4o: risponde velocemente, gestisce conversazioni fluide, scrive testi, riassume documenti, traduce. È il modello predefinito quando apri la chat. DeepSeek R1, invece, è il modello di ragionamento: prima di rispondere “pensa ad alta voce”, mostra il suo processo logico passo per passo. È più lento, ma su problemi matematici, codice complesso e analisi strutturate dà risultati notevolmente migliori.

Esiste anche una versione open source di entrambi i modelli, disponibile su Hugging Face per chi vuole installarli in locale o integrarli in applicazioni proprie. Per l’uso quotidiano, però, l’interfaccia web è più che sufficiente.

Come accedere a DeepSeek gratis

Per usare DeepSeek non serve nessuna configurazione particolare. Dal browser vai su chat.deepseek.com e puoi iniziare a scrivere subito, anche senza registrarti. La registrazione è gratuita e richiede solo un indirizzo email o un numero di telefono: sblocca la cronologia delle conversazioni e alcune funzioni aggiuntive.

C’è anche un’app ufficiale per iOS e Android, disponibile negli store italiani. Funziona esattamente come la versione web, con la stessa qualità di risposte. Non esistono piani a pagamento per l’uso normale: tutto quello che serve è l’account gratuito.

Una cosa importante: nei periodi di alto traffico, soprattutto subito dopo il lancio di R1, il server DeepSeek è andato in tilt più volte. Se ricevi un errore di disponibilità, aspetta qualche minuto e riprova. La situazione oggi è molto più stabile rispetto ai primi mesi del 2025.

Come usarlo: interfaccia e funzioni principali

L’interfaccia di DeepSeek è minimalista: una barra di testo in basso, la conversazione al centro, il menu laterale per la cronologia. Non ci sono tasti nascosti o funzioni esotiche da scoprire — funziona come qualsiasi altra chat AI.

La funzione più interessante è il selettore di modalità nella barra di input. Puoi scegliere tra la risposta normale e la modalità “Deep Think” (R1), che attiva il ragionamento esteso. Quando usi Deep Think, vedrai apparire un riquadro grigio con il processo di pensiero del modello — puoi espanderlo per leggere come è arrivato alla risposta, oppure ignorarlo e guardare solo il risultato finale.

DeepSeek accetta anche immagini: puoi caricare screenshot, foto di documenti, grafici. Il riconoscimento visivo funziona bene per testo e dati strutturati, meno per immagini artistiche o foto complesse. Non c’è integrazione con la navigazione web in tempo reale, quindi non conosce eventi successivi alla sua data di addestramento.

Cosa sa fare davvero bene

Nella pratica quotidiana, DeepSeek eccelle in tre aree ben precise. La prima è il codice: scrive, corregge e spiega codice in Python, JavaScript, SQL e quasi tutti gli altri linguaggi con una precisione che regge il confronto con i modelli migliori di OpenAI. La modalità R1 in particolare è utilissima per il debugging, perché mostra esattamente dove ha individuato l’errore e perché propone quella soluzione.

La seconda area di forza è la matematica e la logica formale. Su problemi di ragionamento strutturato, deduzione e analisi di dati numerici, R1 è uno dei modelli più affidabili disponibili gratuitamente. Chi studia o lavora in ambiti tecnici troverà questo particolarmente utile. La terza è la scrittura lunga: con una finestra di contesto da 128.000 token, riesce a gestire documenti interi, a riassumere report lunghi o a mantenere la coerenza su testi articolati senza perdere il filo.

Funziona bene anche come strumento di ricerca e sintesi: dai un URL o incolli un articolo lungo, lui estrae le informazioni che ti servono. Per uso editoriale, analisi competitiva o preparazione di brief, è uno strumento veloce ed efficace. Se vuoi approfondire come usare questi strumenti AI per scrivere, puoi leggere anche la nostra guida completa a ChatGPT.

Limiti e cosa non chiedergli

DeepSeek ha una censura integrata su argomenti politicamente sensibili per il governo cinese: Tiananmen, Taiwan, Tibet, Xinjiang, e qualsiasi critica diretta al Partito Comunista Cinese. Su questi temi, il modello rifiuta di rispondere o cambia discorso. Per quasi tutto il resto — argomenti tecnici, creatività, analisi, finanza — la censura non interferisce.

Un altro limite è l’assenza di connessione a internet in tempo reale. DeepSeek non sa cosa è successo dopo la sua data di addestramento (fine 2024), quindi per notizie recenti o prezzi aggiornati non è lo strumento giusto. La generazione di immagini non è disponibile nell’interfaccia standard — per quello devi usare strumenti come Midjourney o DALL-E.

Infine, come tutti i modelli linguistici, DeepSeek può “allucinare”: inventare fatti, citazioni o riferimenti che sembrano plausibili ma non esistono. Su informazioni fattuali critiche — dati medici, legali, finanziari — verifica sempre con fonti ufficiali.

DeepSeek vs ChatGPT: le differenze pratiche

Il confronto diretto tra DeepSeek e ChatGPT dipende molto da cosa devi fare. DeepSeek R1 batte GPT-4o su ragionamento matematico e codice complesso secondo i benchmark pubblici, e lo fa gratis contro i 20 euro al mese di ChatGPT Plus. Su conversazione naturale, creatività narrativa e comprensione di sfumature culturali italiane, GPT-4o rimane più fluido e naturale.

La differenza più pratica riguarda la trasparenza: DeepSeek R1 mostra il suo ragionamento, ChatGPT no. Se vuoi capire perché il modello ha dato una certa risposta, DeepSeek è più utile. Se ti serve solo il risultato finale in modo rapido, ChatGPT è più snello. Dal punto di vista della privacy, invece, i dati inviati a DeepSeek vanno su server cinesi — chi tratta informazioni sensibili o aziendali dovrebbe tenerlo presente.

Usare DeepSeek via API

Per sviluppatori e aziende, DeepSeek mette a disposizione un’API compatibile con il formato OpenAI. Questo significa che qualsiasi applicazione già integrata con GPT può passare a DeepSeek con modifiche minime al codice — basta cambiare l’endpoint e la chiave API.

I prezzi sono molto competitivi: a inizio 2026 l’API di DeepSeek costa circa un decimo rispetto all’API GPT-4o per volume equivalente di token. Per progetti con alto volume di richieste, il risparmio può essere sostanziale. Le chiavi API si generano dal pannello su platform.deepseek.com dopo la registrazione.

Chi lavora già con strumenti di automazione come n8n può integrare DeepSeek nei workflow esistenti con i nodi API standard, senza bisogno di plugin dedicati.

Domande frequenti

DeepSeek è gratis?

Sì, l’interfaccia web su chat.deepseek.com è completamente gratuita, sia per il modello V3 che per R1 con ragionamento. L’API invece è a pagamento, ma con tariffe molto più basse rispetto ai concorrenti americani.

DeepSeek funziona in italiano?

Sì, capisce e risponde in italiano senza problemi. La qualità è buona, anche se su sfumature idiomatiche e riferimenti culturali italiani molto specifici può essere meno preciso di modelli addestrati su corpus italiani più ricchi.

I dati che scrivo su DeepSeek sono al sicuro?

I dati vengono inviati e conservati su server in Cina, soggetti alla normativa cinese sulla privacy. Per conversazioni personali e professionali non riservate non è un problema pratico. Per documenti aziendali confidenziali o dati sensibili, meglio usare soluzioni con server europei o l’API in locale.

DeepSeek ha un limite di messaggi?

Con l’account gratuito non c’è un limite esplicito di messaggi giornalieri come su ChatGPT. Nei momenti di picco il server può rallentare o dare errori temporanei, ma non viene applicata una quota fissa per utente.

Posso usare DeepSeek per lavoro?

Per la maggior parte degli usi professionali — scrittura, analisi, codice, ricerca — sì. La riserva riguarda la gestione di dati riservati o personali soggetti a GDPR, che non andrebbero caricati su piattaforme con server fuori dall’Unione Europea.

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