Quanto consuma l’asciugatrice dipende quasi tutto da un numero stampato sull’etichetta energetica: i kWh per 100 cicli. Dividendo per 100 si ottiene il consumo di un ciclo, che nei modelli a pompa di calore registrati nella banca dati europea va da circa 0,8 a 1,3 kWh. Con il prezzo ARERA dei clienti vulnerabili in vigore dal 1° ottobre 2026, 43,43 centesimi per kWh tasse incluse, un’asciugatura costa tra 36 e 56 centesimi, mentre con un vecchio modello a resistenza si supera 1,50 euro. Qui trovi come leggere la nuova etichetta, i dati di sei modelli reali, tre esempi e un calcolatore.
Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Fonti lette: comunicato ARERA del 29 settembre 2026 sul IV trimestre, regolamenti (UE) 2023/2534, 2023/2533 e 392/2012 su EUR-Lex, schede dei modelli nella banca dati EPREL della Commissione europea.
Dal 1° luglio 2025 le asciugatrici hanno l’etichetta con scala da A a G e il consumo espresso in kWh per 100 cicli del programma eco (regolamento delegato UE 2023/2534). Il costo di un ciclo si calcola così: kWh per 100 cicli diviso 100, moltiplicato per il prezzo dell’energia. Con 43,43 centesimi al kWh, un modello a pompa di calore da 84 kWh/100 cicli costa 0,36 euro a ciclo e 56,91 euro l’anno con tre cicli a settimana; uno da 129 kWh/100 cicli ne costa 87,40. Un vecchio modello a condensazione a resistenza da 3,50 kWh a ciclo arriva a 237,13 euro. Dallo stesso giorno le nuove asciugatrici immesse sul mercato devono avere un indice di efficienza non superiore a 85, cioè almeno la classe E.
Indice
- Come si legge la nuova etichetta dell’asciugatrice
- Dai kWh dell’etichetta agli euro in bolletta
- Quanto consumano i modelli reali
- Tre esempi: una, tre o cinque asciugature a settimana
- Calcolatore del costo dell’asciugatrice
- Pompa di calore o resistenza: quando conviene cambiare
- Cosa dicono le regole europee sui modelli meno efficienti
- Come spendere meno a ogni ciclo
- Domande frequenti
Come si legge la nuova etichetta dell’asciugatrice
Il regolamento delegato (UE) 2023/2534, che abbiamo letto su EUR-Lex, si applica dal 1° luglio 2025 e ha sostituito il vecchio regolamento 392/2012. Le classi A+++, A++ e A+ sono sparite: la scala va da A (efficienza massima) a G (efficienza minima).
Il cambiamento che interessa di più chi paga la bolletta riguarda il numero dei consumi. La vecchia etichetta indicava i kWh all’anno, calcolati su 160 cicli. La nuova indica il «consumo medio ponderato di energia per 100 cicli di asciugatura in kWh», arrotondato all’intero. È un valore misurato con il programma eco, quello che per regolamento deve asciugare il cotone da un’umidità iniziale del 60% fino allo 0%, e mette insieme tre prove a pieno carico e quattro a mezzo carico.
L’etichetta riporta anche capacità in chili, durata del programma eco e, per i modelli a condensazione, la classe di efficienza di condensazione. Il codice QR dell’etichetta porta alla scheda del modello nella banca dati europea EPREL, dove si trovano anche i consumi separati per pieno carico e mezzo carico.
La classe energetica non dipende solo dai kWh. Il regolamento la ricava da un indice di efficienza (IEE) che confronta il consumo del modello con un consumo «standard» calcolato in base alla capacità e alla durata del programma. Una macchina grande può avere una classe migliore di una piccola pur consumando di più: per la bolletta conta il numero dei kWh.
| Classe | Indice di efficienza energetica (IEE) |
|---|---|
| A | fino a 43 |
| B | oltre 43 e fino a 50 |
| C | oltre 50 e fino a 60 |
| D | oltre 60 e fino a 70 |
| E | oltre 70 e fino a 85 |
| F | oltre 85 e fino a 100 |
| G | oltre 100 |
Fonte: regolamento delegato (UE) 2023/2534, allegato II, tabella 1.
Dai kWh dell’etichetta agli euro in bolletta
Il calcolo è lo stesso che abbiamo usato nella guida al consumo degli elettrodomestici: kWh per prezzo dell’energia. Per l’asciugatrice si divide per 100 il valore dell’etichetta e si moltiplica per i cicli dell’anno: tre a settimana fanno 156 cicli (3 per 52 settimane).
Per il prezzo usiamo il riferimento che l’ARERA fissa ogni trimestre per i clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela. Secondo il comunicato ARERA del 29 settembre 2026, dal 1° ottobre il prezzo per il cliente tipo è di 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse. È un aumento del 37,3% sul trimestre precedente, di cui abbiamo parlato nell’articolo sulla bolletta della luce dei vulnerabili.
Chi è sul mercato libero ha un prezzo diverso: si ricava dividendo il totale della bolletta per i kWh fatturati, e il risultato comprende già quote fisse, oneri e imposte. Se cerchi un’alternativa, le condizioni del mese le trovi nella nostra pagina sulle offerte luce e gas.
Prendiamo un’asciugatrice con 84 kWh/100 cicli sull’etichetta. Un ciclo consuma 0,84 kWh, che a 0,4343 euro fanno 0,3648 euro, cioè 36 centesimi e mezzo. Con tre cicli a settimana i kWh in un anno sono 131,04 e la spesa 56,91 euro, 4,74 euro al mese. Con un modello da 129 kWh/100 cicli lo stesso utilizzo costa 87,40 euro l’anno.
Quanto consumano i modelli reali
Per avere numeri concreti abbiamo letto le schede di sei asciugatrici nella banca dati EPREL della Commissione europea, dove i produttori sono obbligati a registrare i dati dell’etichetta. Cinque sono modelli a pompa di calore con la nuova etichetta, uno è un modello a condensazione con resistenza registrato con la vecchia etichetta. Non sono una classifica né un consiglio d’acquisto e non abbiamo verificato dove siano in vendita in Italia. Il costo è un calcolo nostro a 43,43 centesimi.
| Modello (scheda EPREL) | Tecnologia | Classe | kWh/100 cicli | Costo a ciclo | 3 cicli/sett., anno |
|---|---|---|---|---|---|
| Hisense DH5I104BWAB, 10 kg | pompa di calore | A | 84 | 0,36 € | 56,91 € |
| Bosch WQB246DASN, 9 kg | pompa di calore | B | 92 | 0,40 € | 62,33 € |
| Electrolux EW8D394ME, 9 kg | pompa di calore | C | 106 | 0,46 € | 71,82 € |
| Bosch WQG2420ASN, 9 kg | pompa di calore | D | 128 | 0,56 € | 86,72 € |
| Electrolux EW7D283VE, 8 kg | pompa di calore | E | 129 | 0,56 € | 87,40 € |
| AEG T6DBG821N, 8 kg | condensazione a resistenza (vecchia etichetta, classe B) | – | 350* | 1,52 € | 237,13 € |
* Valore ricavato da noi: la scheda EPREL del modello AEG riporta 4,81 kWh a pieno carico e 2,52 kWh a mezzo carico, che con la media ponderata del regolamento 392/2012 (tre cicli pieni e quattro a metà) fanno 3,50 kWh a ciclo, coerenti con i 560,5 kWh l’anno su 160 cicli dichiarati. I metodi di prova della vecchia e della nuova etichetta non sono identici, quindi il confronto è indicativo.
Primo, «pompa di calore» non vuol dire automaticamente classe A: nei cinque modelli che abbiamo letto la classe va dalla A alla E, e tra il primo e l’ultimo il consumo per ciclo cresce di oltre il 50%. Secondo, il modello AEG a condensazione tradizionale consuma per un ciclo più di quanto il modello Hisense consumi in quattro.
Tre esempi: una, tre o cinque asciugature a settimana
I tre profili usano il prezzo ARERA e tre consumi presi dalla tabella: 84 kWh/100 cicli (pompa di calore, classe A), 129 (pompa di calore, classe E) e 3,50 kWh a ciclo (resistenza).
Single che asciuga una volta a settimana. Sono 52 cicli l’anno. Con la classe A spende 18,97 euro, con la classe E 29,13 euro, con la resistenza 79,04 euro. Tra le due pompe di calore ballano circa 10 euro l’anno.
Coppia, tre volte a settimana. Con 156 cicli l’anno la classe A costa 56,91 euro, la classe E 87,40 euro, la resistenza 237,13 euro. Tra la pompa di calore più efficiente e la resistenza la differenza è di 415 kWh e 180,22 euro l’anno, circa 15 euro al mese.
Famiglia con bambini, cinque volte a settimana. I cicli diventano 260. La classe A costa 94,85 euro l’anno, la classe E 145,66 euro, la resistenza 395,21 euro. Qui anche la scelta tra due pompe di calore pesa: tra classe A e classe E passano 50,81 euro l’anno.
| Uso | Pompa di calore A (84 kWh/100) | Pompa di calore E (129 kWh/100) | Resistenza (3,50 kWh/ciclo) |
|---|---|---|---|
| 1 ciclo a settimana | 18,97 € | 29,13 € | 79,04 € |
| 3 cicli a settimana | 56,91 € | 87,40 € | 237,13 € |
| 5 cicli a settimana | 94,85 € | 145,66 € | 395,21 € |
Spesa annua, calcolo nostro con 43,43 centesimi per kWh (ARERA, clienti vulnerabili, IV trimestre 2026) e 52 settimane.
Calcolatore del costo dell’asciugatrice
Scegli un valore d’esempio o scrivi i kWh per 100 cicli della tua etichetta, poi i cicli a settimana e il prezzo, in euro (0,4343) o in centesimi (43,43). Il secondo blocco confronta due modelli e, se inserisci la differenza di prezzo d’acquisto, dice in quanti anni si recupera.
Quanto costa la tua asciugatrice
Confronta due asciugatrici
Usa i cicli a settimana e il prezzo scritti sopra.
Senza etichetta, cerca su EPREL il modello scritto sulla targhetta dati. Con la vecchia etichetta, dividi i kWh annui per 160 e moltiplica per 100: il valore è confrontabile, in modo approssimativo, con quello nuovo.
Pompa di calore o resistenza: quando conviene cambiare
Un’asciugatrice a condensazione tradizionale scalda l’aria con una resistenza elettrica e poi la raffredda per togliere l’umidità: il calore, in gran parte, va perso. Quella a pompa di calore lavora come un piccolo frigorifero al contrario e recupera il calore a ogni giro, con temperature più basse e cicli in genere più lunghi.
La domanda è in quanto tempo il risparmio ripaga la spesa. Mettiamo che il modello a pompa di calore costi 300 euro in più di uno a resistenza (cifra ipotetica, i prezzi di listino cambiano di continuo). Con un ciclo a settimana risparmi 60,07 euro l’anno e recuperi la differenza in circa 5 anni. Con tre cicli il risparmio sale a 180,22 euro e bastano circa 1,7 anni. Con cinque cicli si risparmiano 300,36 euro, e la differenza si recupera in un anno.
Stendere in casa non consuma elettricità, ma d’inverno l’umidità dei panni finisce nella stanza e spesso costringe ad arieggiare con il riscaldamento acceso: per un ordine di grandezza vedi quanto si risparmia abbassando il riscaldamento di un grado.
Il regolamento sull’ecodesign non nomina mai la resistenza né la pompa di calore: fissa solo un limite all’indice di efficienza. Ma nella banca dati EPREL la scheda dell’AEG T6DBG821N, un’asciugatrice a condensazione con resistenza da 8 kg in classe B della vecchia scala, riporta come fine dell’immissione sul mercato il 30 giugno 2025, l’ultimo giorno prima delle nuove regole. Nella stessa banca dati, invece, un modello a pompa di calore Hoover da 7 kg registrato con la nuova etichetta (BHTD H7A1TCE-S, immesso sul mercato dal 2021) risulta in classe F con un IEE di 92,4. La tecnologia, da sola, non garantisce la classe: conviene guardare sempre il numero dei kWh.
Cosa dicono le regole europee sui modelli meno efficienti
Insieme all’etichetta è cambiato il regolamento sulla progettazione ecocompatibile, il regolamento (UE) 2023/2533, anche questo in vigore dal 1° luglio 2025. Il suo allegato II stabilisce che l’indice di efficienza energetica delle asciugatrici per uso domestico «non è superiore a 85»: in pratica le classi F e G non sono ammesse per i modelli immessi sul mercato da quella data. Lo stesso allegato alza dal 70% all’80% la soglia minima di efficienza di condensazione.
Il regolamento non vieta per nome le asciugatrici a condensazione o a resistenza. Mette un limite di efficienza, e sono i modelli che non lo rispettano a non poter più essere immessi sul mercato. Chi ne ha già una a resistenza può continuare a usarla.
Ogni asciugatrice deve avere un programma chiamato «eco», che deve essere quello predefinito quando la macchina sceglie il programma da sola (oppure selezionabile direttamente), e nessun altro programma può usare la parola «eco» nel nome. Diciture come «normale», «giornaliero» o «standard» non sono più ammesse. Dopo al massimo 15 minuti dalla fine del ciclo la macchina deve passare da sola in stand-by o in modo spento, dove nel caso più semplice non può assorbire più di 0,50 watt. Per i modelli immessi dal 1° luglio 2025 i produttori devono garantire ai riparatori professionisti ricambi come guarnizioni, motori, pompa di condensa e ventilatore.
Come spendere meno a ogni ciclo
Il primo intervento si fa in lavatrice: meno acqua resta nei capi, meno lavoro fa l’asciugatrice. Una centrifuga più alta, dove i tessuti lo permettono, riduce l’umidità con cui il bucato entra nel cestello. Altri consigli sulla lavatrice li trovi nella guida su quanto consuma la lavatrice.
Il secondo è il carico. Il valore dell’etichetta è una media tra carichi pieni e carichi a metà, e nella scheda EPREL del modello AEG il consumo per chilo è più basso a pieno carico: 4,81 kWh per 8 chili contro 2,52 kWh per 4 chili. Due mezzi carichi costano più di uno pieno. Senza superare la capacità indicata, però.
Poi la manutenzione. Il filtro dei pelucchi va pulito dopo ogni ciclo e, nei modelli a pompa di calore, anche il filtro o lo scambiatore che protegge la pompa va controllato con la frequenza indicata dal libretto: quando è intasato l’aria passa male e i tempi si allungano.
Infine l’orario, solo per chi ha un contratto a fasce: i cicli si possono spostare la sera o nel fine settimana (vedi la guida alle fasce orarie F1, F2 e F3). Con l’avvio ritardato il regolamento fissa a 4 watt l’assorbimento durante l’attesa.
Abbiamo scelto i 5 migliori deumidificatori per fascia di prezzo, con pro e contro di ciascuno.
Domande frequenti
Quanto consuma un’asciugatrice a pompa di calore per un ciclo?
Dipende dal modello. Nelle schede EPREL che abbiamo letto il valore va da 0,84 kWh (classe A, 84 kWh/100 cicli) a 1,29 kWh (classe E, 129 kWh/100 cicli), cioè da 36 a 56 centesimi a ciclo al prezzo ARERA dei vulnerabili di 43,43 centesimi per kWh.
Quanto costa un’asciugatura con un’asciugatrice a resistenza?
Per il modello a condensazione con resistenza che abbiamo esaminato, circa 3,50 kWh a ciclo come media tra pieno e mezzo carico, cioè circa 1,52 euro a 43,43 centesimi per kWh. A pieno carico lo stesso modello consuma 4,81 kWh, 2,09 euro.
Le asciugatrici a condensazione sono vietate dal 2025?
No. Anche quelle a pompa di calore sono asciugatrici a condensazione. Dal 1° luglio 2025 il regolamento (UE) 2023/2533 vieta di immettere sul mercato modelli con indice di efficienza superiore a 85, senza nominare una tecnologia. Le asciugatrici già in casa si possono usare normalmente.
Il prezzo di 43,43 centesimi vale anche per me?
Solo se sei un cliente vulnerabile servito in Maggior Tutela, e vale per il quarto trimestre 2026. Sul mercato libero conta il prezzo del tuo contratto, da inserire nel calcolatore.
