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Congedo fino a 24 mesi per malattie oncologiche: l’INPS spiega come riscattare i contributi

Con la circolare n. 108 del 22 ottobre 2026 l’INPS ha dato le istruzioni per il riscatto del congedo per malattie oncologiche, invalidanti o croniche: chi ha usato il congedo non retribuito fino a 24 mesi introdotto dalla legge 106/2025 può ora coprire quei mesi con i contributi, scegliendo tra il riscatto vero e proprio e i versamenti volontari.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Abbiamo letto la circolare INPS n. 108 del 22 ottobre 2026 e, su Normattiva, il testo della legge 18 luglio 2025, n. 106.

📌 In breve
• Il congedo fino a 24 mesi nella vita lavorativa non è pagato e non dà contributi: ora l’INPS spiega come recuperarli.
• Si può scegliere tra riscatto e prosecuzione volontaria; riscattabili solo i periodi dal 9 agosto 2025.
• Il costo si calcola con il sistema contributivo sulla retribuzione degli ultimi 12 mesi ed è deducibile.
• Possono chiederlo anche ex dipendenti, pensionati e superstiti.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Cosa dice la circolare INPS 108/2026

La legge 106/2025, in vigore dal 9 agosto 2025, consente ai dipendenti pubblici e privati affetti da malattie oncologiche, oppure da malattie invalidanti o croniche, anche rare, con un’invalidità pari o superiore al 74%, di chiedere un congedo continuativo o frazionato fino a 24 mesi. Il posto è conservato, ma senza stipendio né contributi.

La legge parlava di “riscatto” con le regole della prosecuzione volontaria, formula ambigua. L’INPS, con il parere conforme del Ministero del Lavoro, ha scelto l’interpretazione più larga: l’assicurato può optare tra il riscatto e i versamenti volontari. I mesi coperti valgono per il diritto alla pensione e per l’importo.

C’è un dettaglio che pesa per chi ha già usato altri congedi: questi 24 mesi non si sommano ai due anni di congedo per gravi motivi familiari della legge 53/2000, né al tetto di tre anni per il riscatto dei periodi di interruzione o sospensione del lavoro del D.Lgs. 564/1996. Il periodo non deve però essere già coperto da altri contributi, in nessuna gestione o cassa.

Chi può chiederlo e quali documenti servono

Il riscatto spetta a chi ha fruito del congedo da dipendente, anche se il rapporto è finito: la circolare cita chi ha cessato il servizio, chi è già in pensione (nei termini di decadenza della gestione) e i superstiti.

Serve la prova che il congedo è stato concesso ai sensi della legge 106/2025, di solito il provvedimento del datore di lavoro. Se manca, l’INPS accetta una dichiarazione del datore di lavoro rilasciata “ora per allora”, purché accompagnata dalla documentazione sanitaria che ha dato diritto al congedo e da elementi che provino l’assenza effettiva dal servizio. Sui diritti collegati vedi la guida all’invalidità civile 2026; per i permessi dei familiari, quella sulla legge 104.

Quanto costa: il calcolo con due esempi

Poiché il congedo esiste solo dal 2025, i mesi si valutano sempre con il sistema contributivo. L’onere si ottiene applicando l’aliquota contributiva in vigore alla data della domanda, nella gestione in cui si riscatta, alla retribuzione soggetta a contributi dei dodici mesi precedenti la domanda, rapportata ai mesi da coprire. La circolare non fissa una cifra: per i dipendenti privati del Fondo pensioni lavoratori dipendenti l’aliquota è di norma il 33%, che usiamo negli esempi.

Scenario (calcolo nostro, aliquota 33%) 6 mesi, 28.000 €/anno 12 mesi, 35.000 €/anno
Retribuzione rapportata al periodo 14.000 € 35.000 €
Onere di riscatto 4.620 € 11.550 €

Nel primo caso, con 28.000 euro di reddito e un onere di 4.620 euro pagato in un anno, la deduzione abbassa l’imponibile a 23.380 euro, tutto dentro il primo scaglione IRPEF al 23%: il risparmio d’imposta è di circa 1.060 euro, addizionali escluse, quindi il costo netto scende intorno a 3.560 euro. Con redditi più alti il risparmio cresce. Termini di pagamento e rate seguono le regole generali dei riscatti. L’alternativa è spiegata nella guida ai contributi volontari INPS; su come valutare la convenienza vedi il riscatto della laurea.

Nota della redazione: la base di calcolo sono le retribuzioni dei dodici mesi prima della domanda, non quelle dell’epoca del congedo. Aumenti o part-time recenti cambiano il costo: prima di inviarla conviene chiedere al patronato una simulazione.

Come presentare la domanda, al 29 ottobre

Al 29 ottobre la circolare è operativa. Va presentata alla gestione dove sono accreditati i contributi del rapporto in cui si è preso il congedo, solo online: sul sito inps.it con SPID almeno di livello 2, CIE o CNS, nel percorso “Pensione e Previdenza” > “Ricongiunzioni e riscatti” > “Portale dei servizi per la gestione della posizione assicurativa”; al Contact Center, 803 164 gratis da rete fissa o 06 164164 da cellulare; oppure tramite patronato.

Domande frequenti

Posso riscattare un congedo preso prima di agosto 2025?

No. La circolare esclude i periodi antecedenti al 9 agosto 2025, data di entrata in vigore della legge 106/2025.

Sono già in pensione: posso ancora fare domanda?

Sì, se il congedo è stato fruito da dipendente, nel rispetto degli eventuali termini di decadenza della gestione previdenziale. La facoltà spetta anche ai superstiti.

Quanto si risparmia di tasse?

Dipende dall’aliquota IRPEF marginale, perché l’onere si deduce dal reddito. Con 28.000 euro di reddito e 4.620 euro di onere, per nostro calcolo, circa 1.060 euro.

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