Top 5 This Week

Articoli simili

Come vendere su Amazon: guida completa per principianti 2026

Vendere su Amazon è una delle opportunità di e-commerce più concrete disponibili oggi per chi vuole guadagnare online, che sia un privato che vuole svuotare casa o un imprenditore che vuole portare i propri prodotti su uno dei marketplace più visitati al mondo. Le possibilità sono reali, ma i meccanismi non sono immediati come sembrano dall’esterno. Questa guida ti spiega come funziona davvero, quali sono i costi, come aprire un account venditore e quali errori evitare dall’inizio.

📌 Articolo in breve
Su Amazon si può vendere come privato (piano individuale, 0,99€ per articolo venduto) o come professionista (piano professionale, 39€/mese + commissioni). Il programma FBA (Fulfilled by Amazon) gestisce magazzino e spedizioni ma aumenta i costi. Per vendere prodotti nuovi serve la partita IVA. Le categorie più profittevoli sono elettronica, libri, abbigliamento e prodotti per la casa. La concorrenza è alta: servono differenziazione o private label per margini seri.

Indice

  1. Come funziona vendere su Amazon: le basi
  2. Piano individuale vs professionale: quale scegliere
  3. Come aprire un account venditore passo per passo
  4. FBA o FBM: gestire le spedizioni
  5. Tutti i costi da mettere in conto
  6. Cosa vendere: le categorie più profittevoli
  7. Private label: la strategia per margini più alti
  8. Gli errori più comuni dei nuovi venditori
  9. Domande frequenti

Come funziona vendere su Amazon: le basi

Amazon è un marketplace: una piattaforma dove produttori, rivenditori e privati possono listare prodotti e venderli ai clienti Amazon. Non sei tu a costruire un negozio da zero — usi l’infrastruttura di Amazon, la sua base di clienti e il suo sistema di pagamento, in cambio di commissioni sulle vendite e, se vuoi, un canone mensile.

Esistono due modalità principali di presenza su Amazon. La prima è vendere prodotti già esistenti nel catalogo Amazon — ti aggiungi come venditore su una scheda prodotto che esiste già, competendo su prezzo e disponibilità con altri venditori dello stesso articolo. La seconda è creare nuove schede prodotto per articoli non ancora presenti nel catalogo, che siano prodotti propri, prodotti a marchio privato (private label) o oggetti artigianali. La seconda strada è più complessa ma offre margini molto più alti perché elimini la concorrenza diretta sul prezzo.

Amazon gestisce anche tutta la parte di pagamento: il cliente paga ad Amazon, che trattiene le commissioni e versa il saldo al venditore ogni due settimane (con qualche variazione in base al paese e alla storia del conto).

Piano individuale vs professionale: quale scegliere

Il piano individuale non ha canone mensile fisso ma costa 0,99 euro per ogni articolo venduto, in aggiunta alle commissioni di categoria. È pensato per chi vende occasionalmente — meno di 40 articoli al mese — o vuole testare la piattaforma prima di impegnarsi. Non include strumenti pubblicitari avanzati, report di vendita dettagliati o la possibilità di vincere la Buy Box su molte categorie.

Il piano professionale costa 39 euro al mese indipendentemente dal numero di articoli venduti, senza il sovrapprezzo di 0,99€ per vendita. Include accesso agli strumenti pubblicitari (Sponsored Products, Sponsored Brands), report avanzati, possibilità di partecipare alle promozioni e accesso a categorie riservate come Abbigliamento, Gioielli e Alimentari. Per chi vende più di 40 articoli al mese, il piano professionale è quasi sempre più conveniente del piano individuale.

In entrambi i casi, alle commissioni fisse si aggiungono le commissioni di referral: una percentuale sul prezzo di vendita che varia dal 6% al 45% a seconda della categoria. Le commissioni medie più comuni si attestano intorno al 15% per la maggior parte dei prodotti di consumo.

Come aprire un account venditore passo per passo

Per aprire un account su Amazon Seller Central (sellercentral.amazon.it) servono: un indirizzo email, un numero di telefono, una carta di credito valida, un documento d’identità (per la verifica dell’identità) e le coordinate bancarie per ricevere i pagamenti. Se vendi come privato e non superi certe soglie, puoi iniziare senza partita IVA. Se vendi prodotti nuovi o superi le soglie di fatturato (in Italia, il regime di esenzione IVA per i piccoli venditori si applica fino a 85.000 euro), la partita IVA è obbligatoria.

Il processo di registrazione richiede una verifica dell’identità che Amazon gestisce attraverso una videochiamata con un operatore o un sistema automatizzato. Non è immediata: possono volerci da qualche ora a qualche giorno lavorativo. Amazon verifica anche che il documento corrisponda alla persona e che la carta di credito sia intestata allo stesso soggetto. Una volta approvato, l’account è attivo e puoi iniziare a listare prodotti.

Il primo passo operativo è compilare le informazioni del negozio: il nome del venditore (quello che vedranno i clienti), le politiche di reso, e i metodi di spedizione se usi FBM (spedisci tu). Se usi FBA, questa parte è gestita direttamente da Amazon dopo aver inviato la merce ai magazzini.

FBA o FBM: gestire le spedizioni

FBA (Fulfillment by Amazon) significa che spedisci i tuoi prodotti ai magazzini Amazon e Amazon gestisce tutto il resto: stoccaggio, imballaggio, spedizione, resi e assistenza clienti. Il vantaggio principale è l’accesso al badge Prime — i prodotti FBA sono automaticamente idonei per la spedizione Prime, che aumenta significativamente le vendite perché i clienti Prime filtrano spesso per prodotti con consegna veloce. Lo svantaggio è il costo: si pagano tariffe di stoccaggio mensile e tariffe di evasione per ogni ordine spedito, calcolate in base a peso e dimensioni del prodotto. Per prodotti piccoli e ad alta rotazione FBA conviene quasi sempre; per prodotti grandi, pesanti o a bassa rotazione i costi di magazzino possono erodere i margini.

FBM (Fulfillment by Merchant) significa che gestisci tu stesso magazzino e spedizioni. Costa meno in commissioni Amazon ma richiede un’organizzazione logistica propria, tempi di spedizione competitivi e la gestione diretta dei resi. Ha senso per chi ha già un magazzino e un sistema di spedizione, per prodotti personalizzati o artigianali, o per chi vende su altri canali in parallelo e vuole mantenere il controllo dell’inventario.

Tutti i costi da mettere in conto

I venditori alle prime armi spesso sottostimano i costi totali. Il piano professionale a 39€/mese è solo il punto di partenza. Le commissioni di referral variano per categoria: libri 15%, elettronica 8%, abbigliamento 15-17%, prodotti per la casa 15%. Se usi FBA, si aggiungono le tariffe di evasione (da circa 2,50€ per un pacchetto piccolo fino a 5-7€ per uno medio) e le tariffe di stoccaggio mensili (0,75€ per metro cubo nei mesi normali, fino a 2,40€ da ottobre a dicembre). Se fai pubblicità (quasi inevitabile per i nuovi prodotti), il costo per click su Sponsored Products parte da pochi centesimi ma può arrivare a 1-2€ per keyword competitive. In alcune categorie, il totale di commissioni + FBA + pubblicità può portare via il 35-50% del prezzo di vendita — un margine molto più stretto di quanto sembri all’inizio.

Cosa vendere: le categorie più profittevoli

Non tutte le categorie sono ugualmente accessibili o profittevoli. I libri sono storicamente una delle categorie più semplici per iniziare, soprattutto per chi vuole vendere libri usati: la concorrenza è alta ma i margini su alcuni titoli rari o scolastici possono essere ottimi. L’elettronica ha commissioni più basse (8%) ma competizione durissima dai brand diretti e dai rivenditori autorizzati. I prodotti per la casa e cucina offrono un buon equilibrio tra domanda stabile, commissioni gestibili e possibilità di differenziazione con private label.

Le categorie con più restrizioni per i nuovi venditori includono Alimentari (richiede approvazione), Abbigliamento (marchi protetti), Farmaci e integratori (normative rigide). Per i privati che vogliono smaltire oggetti usati, Libri, DVD, videogiochi e oggetti da collezione sono le più accessibili senza approvazione preventiva.

Private label: la strategia per margini più alti

Il private label significa prendere un prodotto generico (spesso da produttori cinesi su Alibaba), aggiungerci il tuo brand e venderlo come prodotto esclusivo. La differenza fondamentale rispetto alla rivendita di prodotti esistenti è che non hai concorrenti sulla tua scheda prodotto — sei l’unico venditore di quel prodotto con quel nome. I margini possono essere molto più alti (40-60% sul prezzo di vendita non è raro), ma i rischi sono anche maggiori: devi fare un ordine minimo iniziale (spesso 500-1000 pezzi), creare foto e copywriting professionali, e costruire le prime recensioni da zero — che è l’ostacolo più difficile.

La parte più importante del private label è la ricerca del prodotto: serve un articolo con domanda stabile, pochi concorrenti forti, e possibilità di differenziazione reale (un miglioramento del prodotto, un packaging migliore, un kit più completo). Strumenti come Helium10 o Jungle Scout aiutano ad analizzare volumi di ricerca, concorrenza e margini prima di investire in un prodotto.

Gli errori più comuni dei nuovi venditori

Il più frequente è partire con prodotti che sembrano profittevoli senza aver fatto i conti su tutti i costi — commissioni, FBA, pubblicità, resi — e scoprire a posteriori che i margini non reggono. Un secondo errore classico è scegliere prodotti in categorie ipercompetitive dominate da brand o venditori cinesi con volumi enormi: impossibile competere sul prezzo. Un terzo è sottovalutare l’importanza delle recensioni: un prodotto nuovo con zero recensioni vende pochissimo; ottenere le prime 10-15 recensioni organiche richiede tempo e spesso la scelta di un prezzo di lancio molto basso. Un quarto errore è trascurare la gestione dell’inventario su FBA: finire in stockout significa perdere ranking e vendite, mentre accumulare troppo stock nei mesi estivi prima di ottobre genera tariffe di stoccaggio alte.

Chi vuole approfondire come gestire le finanze di una piccola attività online può leggere il nostro articolo su quando aprire la partita IVA e quello su come gestire i pagamenti fiscali con il modello F24.

Domande frequenti

Si può vendere su Amazon senza partita IVA?

Dipende. Per vendere oggetti usati personali in modo occasionale, tecnicamente non è obbligatoria sotto certe soglie. Ma se vendi prodotti nuovi, acquistati per essere rivenduti, l’attività è considerata commerciale e serve la partita IVA. Superando certi volumi (85.000€ in Italia), la registrazione IVA diventa obbligatoria indipendentemente dalla natura delle vendite.

Quanto si guadagna davvero vendendo su Amazon?

Varia enormemente. Un venditore privato che smaltisce oggetti usati può guadagnare qualche centinaia di euro al mese senza grandi investimenti. Un venditore professionale con private label e advertising può arrivare a qualche migliaio di euro di profitto mensile, ma solo dopo mesi di lavoro e con un investimento iniziale di almeno 2.000-5.000 euro. Non esistono guadagni facili: la competizione è alta e i costi spesso sorprendono chi non li calcola in anticipo.

Cosa succede se il cliente apre una disputa o vuole un reso?

Con FBA i resi sono gestiti direttamente da Amazon: il cliente rimanda il prodotto al magazzino Amazon e riceve il rimborso. Tu ricevi indietro il prodotto (se rivendibile) o ricevi un credito se è danneggiato per colpa del cliente. Con FBM gestisci tu il processo, seguendo le politiche di reso di Amazon che prevedono in molti casi il diritto al reso entro 30 giorni. Rifiutare sistematicamente i resi legittimi può portare alla sospensione dell’account.

Amazon può sospendere il mio account?

Sì, e non è raro. Le cause più comuni di sospensione sono un alto tasso di feedback negativo, molti ordini in difetto (consegnati in ritardo o non consegnati), violazioni delle policy (vendita di prodotti contraffatti o listare nella categoria sbagliata), e manipolazione delle recensioni. Una sospensione richiede un piano d’azione dettagliato per essere risolta e può richiedere settimane. La prevenzione è molto più efficiente del recupero.

Più popolari