Il trasferimento del conto corrente da una banca all’altra è gratuito per legge e deve chiudersi entro 12 giorni lavorativi da quando la banca nuova riceve la tua autorizzazione completa. Non devi andare dalla banca vecchia né disdire uno per uno stipendio, bollette e bonifici automatici: firmi un solo modulo alla banca nuova, che fa il resto. Se una delle due banche sfora i tempi o sbaglia, ti deve una penale di 40 euro più una somma per ogni giorno di ritardo, calcolata sul saldo che avevi sul conto. In fondo trovi un calcolatore per sapere quanto ti spetta.
Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Fonti: Testo unico bancario su Normattiva (artt. 120-bis, 126-septies, da 126-quinquiesdecies a 126-octiesdecies, inseriti dal D.Lgs. 37/2017), art. 10 della direttiva 2014/92/UE, decreto del Tesoro sui tassi soglia di ottobre-dicembre 2026, regole dell’Arbitro Bancario Finanziario.
• Il trasferimento lo avvia la banca nuova: tu firmi una sola autorizzazione (con il conto cointestato la firmano tutti i titolari).
• Tempo massimo: 12 giorni lavorativi dall’autorizzazione completa.
• Passano sul nuovo conto i bonifici ricorrenti in entrata (lo stipendio, la pensione), gli ordini permanenti e gli addebiti diretti SDD, più il saldo se chiudi il vecchio conto. Non passano carte, deposito titoli e finanziamenti.
• Servizio gratis, e la chiusura del vecchio conto avviene senza penalità né spese di chiusura.
• Per 12 mesi la banca vecchia gira gratis sul nuovo conto i bonifici che arrivano ancora lì, se lo chiedi nel modulo.
• Se qualcuno sbaglia o ritarda: 40 euro di penale più saldo × 24,50% annuo per ogni giorno di ritardo (soglia antiusura più alta di ottobre-dicembre 2026).
Indice
- Come funziona il trasferimento: chi fa cosa
- I 12 giorni lavorativi, passo per passo
- Cosa passa sul nuovo conto e cosa no
- Quanto costa cambiare banca
- La penale se la banca ritarda
- Calcolatore della penale
- Come chiedere i soldi: reclamo e Arbitro Bancario
- Chiudere il vecchio conto senza sorprese
- Domande frequenti
Come funziona il trasferimento: chi fa cosa
A fine anno molti sommano canone, commissioni e imposta di bollo (34,20 euro per le persone fisiche, solo con giacenza media sopra 5.000 euro) e decidono di cambiare: fra sportello e online, come visto analizzando quanto costa il conto corrente nel 2026, ballano decine di euro l’anno.
Il passaggio è regolato dall’articolo 126-quinquiesdecies del Testo unico bancario, introdotto nel 2017 per recepire la direttiva europea sui conti di pagamento. La regola di fondo è al comma 2: il servizio di trasferimento «è avviato dal prestatore di servizi di pagamento ricevente su richiesta del consumatore». In pratica è la banca dove vai che lavora per te. Tu apri il nuovo conto (se non sai da dove partire c’è la guida su come aprire un conto corrente online) e firmi un’autorizzazione al trasferimento. Lì scegli quali servizi spostare, da che data, se chiudere il vecchio conto e se attivare il reindirizzamento dei bonifici.
Per il comma 5 la banca ricevente è «responsabile dell’avvio e della gestione della procedura»; la vecchia le manda ordini permanenti, addebiti diretti e bonifici ricorrenti in entrata degli ultimi 13 mesi. Niente sportello di prima, niente raccomandate. Con un conto cointestato l’autorizzazione la firma ciascun titolare, altrimenti i 12 giorni non partono.
La procedura vale fra conti nella stessa valuta presso prestatori stabiliti in Italia. Per un conto in un altro Paese UE c’è un percorso più leggero (articolo 126-octiesdecies): la banca italiana ti dà gratis l’elenco dei pagamenti ricorrenti, gira il saldo e chiude il conto, ma gli addebiti li riattivi tu.
I 12 giorni lavorativi, passo per passo
Il comma 3 fissa il termine: il trasferimento è eseguito «entro dodici giorni lavorativi dalla ricezione» dell’autorizzazione «completa di tutte le informazioni necessarie», seguendo la procedura dell’articolo 10 della direttiva 2014/92/UE. È la direttiva a spezzare i 12 giorni in tre tappe, ognuna con il suo responsabile.
| Tappa | Chi la fa | Entro quando |
|---|---|---|
| Firma dell’autorizzazione completa | Tu, alla banca nuova | Giorno zero |
| Richiesta alla banca vecchia | Banca nuova | 2 giorni lavorativi |
| Invio di elenchi e informazioni (13 mesi) | Banca vecchia | 5 giorni lavorativi dalla richiesta |
| Attivazione di ordini permanenti e addebiti diretti | Banca nuova | 5 giorni lavorativi dalle informazioni |
| Totale | — | 12 giorni lavorativi |
Fonte: art. 126-quinquiesdecies TUB e art. 10, paragrafi 3, 4 e 5, della direttiva 2014/92/UE.
C’è poi un vincolo che spesso sorprende: la data da cui ordini permanenti e addebiti diretti partono sul nuovo conto, dice la lettera c) del comma 4, «è fissata ad almeno sei giorni lavorativi» dal giorno in cui la banca nuova riceve i documenti dalla vecchia.
Un esempio sul calendario. Firmi l’autorizzazione completa lunedì 2 novembre 2026. Contando solo i giorni dal lunedì al venerdì, il dodicesimo giorno lavorativo cade mercoledì 18 novembre: entro quella data tutto deve essere a posto. Se firmi martedì 1° dicembre, l’8 dicembre (festivo) slitta il conto e il termine arriva a venerdì 18 dicembre. Chiedi copia dell’autorizzazione con la data di ricezione: è da lì che si misura un ritardo.
Cosa passa sul nuovo conto e cosa no
Si spostano i servizi di pagamento collegati al conto, non tutto il rapporto con la banca. Puoi trasferirli tutti o, dice la lettera b) del comma 4, indicarne «specificamente» solo alcuni, tenendo aperto il vecchio conto.
| Voce | Con il trasferimento? | Cosa fare |
|---|---|---|
| Stipendio, pensione e altri bonifici ricorrenti in entrata | Sì | Avvisa comunque datore di lavoro o ente del nuovo IBAN |
| Ordini permanenti di bonifico (affitto, paghetta ai figli) | Sì | Controlla importi e date sul nuovo conto |
| Addebiti diretti SDD (luce, gas, telefono, rate) | Sì | Verifica il primo addebito dopo la data indicata |
| Saldo positivo | Sì, se chiedi la chiusura | Annota il saldo alla firma: serve per la penale |
| Carte di debito e di credito | No | La banca nuova emette le sue; aggiorna le carte salvate su app e negozi online |
| Deposito titoli | No | Trasferimento titoli da chiedere a parte, alle condizioni del foglio informativo |
| Mutuo, prestiti, fido | No | Resta il contratto; per il mutuo esiste la surroga |
Sullo stipendio, anche con il reindirizzamento attivo conviene dare il nuovo IBAN all’ufficio paghe o all’INPS. Sul mutuo, la rata in addebito diretto si sposta, ma se il contratto lega condizioni al conto in quella banca va riletto prima; per portare via il mutuo stesso serve la surroga, con tempi propri.
Quanto costa cambiare banca
Niente. L’articolo 126-sexiesdecies stabilisce che banca vecchia e banca nuova «non addebitano spese al consumatore per il servizio di trasferimento» e che le informazioni sui pagamenti dei 13 mesi precedenti vanno fornite senza spese. Per sei mesi hai anche accesso gratuito alle informazioni su ordini permanenti e addebiti.
Se chiedi di chiudere il conto di origine, lo stesso articolo rimanda all’articolo 126-septies: puoi recedere «senza penalità e senza spese di chiusura», e le spese periodiche (il canone) sono dovute solo in proporzione al periodo prima del recesso; se le hai pagate in anticipo, ti spetta il rimborso della parte non goduta. Lo stesso principio è nell’articolo 120-bis del TUB per tutti i contratti bancari a tempo indeterminato.
Restano i costi estranei al trasferimento, come il bollo e le commissioni sul deposito titoli. Chi ha un ISEE basso o una pensione modesta può valutare il conto di base gratuito, che si può aprire anche come conto di destinazione.
La penale se la banca ritarda
L’articolo 126-septiesdecies, comma 2, prevede che in caso di mancato rispetto degli obblighi e dei termini la banca inadempiente paghi al cliente, «senza indugio e senza che sia necessaria la costituzione in mora», una penale di quaranta euro. A questa si aggiunge, per ogni giorno di ritardo, un importo ottenuto applicando alla disponibilità sul conto al momento della richiesta di trasferimento un tasso annuo pari al più alto dei tassi soglia antiusura (legge 108/1996) del periodo di riferimento. Resta salvo il diritto al risarcimento del danno ulteriore, anche non patrimoniale.
La formula è quindi: penale = 40 € + saldo × tasso soglia più alto × giorni di ritardo / 365.
Qual è il tasso? Il decreto del Dipartimento del Tesoro per il trimestre 1° ottobre-31 dicembre 2026 elenca 24 soglie. La più alta è quella del credito revolving, 24,50%, appena sopra gli scoperti senza affidamento (24,08% fino a 1.500 euro e 24,11% oltre). L’elenco completo è nella pagina sui tassi soglia antiusura. Per i ritardi che cadono da gennaio 2027 varrà il decreto successivo, atteso a fine dicembre: per questo il tasso nel calcolatore si può cambiare.
Tre esempi, con il tasso di ottobre-dicembre 2026 e i giorni contati come giorni di calendario.
| Caso | Saldo alla richiesta | Giorni di ritardo | Quota giornaliera | Penale totale |
|---|---|---|---|---|
| Studente, conto quasi vuoto | 800 € | 20 | 10,74 € | 50,74 € |
| Dipendente con stipendio | 3.000 € | 10 | 20,14 € | 60,14 € |
| Famiglia con risparmi sul conto | 25.000 € | 30 | 503,42 € | 543,42 € |
Calcolo nostro: 40 € + saldo × 24,50% × giorni / 365, arrotondato al centesimo.
Nel caso del dipendente il conto è 3.000 × 0,245 × 10 / 365 = 20,14 euro, più i 40 fissi. Con 25.000 euro sul conto, un mese di ritardo vale oltre 500 euro. Con un saldo a zero o in rosso la quota giornaliera è nulla, ma i 40 euro restano dovuti.
La parte fissa scatta anche senza ritardo: bloccare la carta prima della data indicata, o pretendere prima la restituzione degli assegni, viola un obbligo anche se tutto si chiude in 12 giorni.
Il termine per il trasferimento è in giorni lavorativi, ma la penale si conta «per ciascun giorno di ritardo» senza aggettivi: il testo dell’articolo 126-septiesdecies non dice se i giorni siano di calendario o lavorativi. Nei nostri esempi usiamo i giorni di calendario, che è la lettura letterale; se la banca sostiene il contrario, nel calcolatore basta inserire il numero di giorni che ritieni corretto. Altro dettaglio verificabile nel decreto del Tesoro: la soglia del credito revolving si ferma al 24,50% perché scatta il tetto degli 8 punti sopra il tasso medio (16,50%); la formula piena, tasso medio × 1,25 + 4, avrebbe dato il 24,625%.
Calcolatore della penale
Inserisci il saldo che avevi sul conto il giorno in cui la banca nuova ha ricevuto l’autorizzazione e i giorni di ritardo. Il tasso è precompilato con il 24,50%, la soglia più alta del trimestre ottobre-dicembre 2026: se il ritardo cade in un altro trimestre, sostituiscilo con il valore più alto del decreto in vigore.
🧮 Penale per ritardo nel trasferimento del conto
24,50% = credito revolving, decreto MEF 1° ottobre-31 dicembre 2026. Modificabile.
Come chiedere i soldi: reclamo e Arbitro Bancario
La penale è dovuta «senza indugio», ma conviene chiederla. Il primo passo è un reclamo scritto alla banca inadempiente: quella vecchia se ha mandato tardi le informazioni o bloccato le carte in anticipo, quella nuova se ha attivato in ritardo gli addebiti o non ha inoltrato la richiesta. Nel reclamo indica la data di firma dell’autorizzazione, il saldo a quella data, la data in cui il trasferimento si è effettivamente concluso e l’importo che chiedi, citando l’articolo 126-septiesdecies del TUB. Per il saldo basta l’estratto conto di quel giorno.
Se la risposta non arriva o non ti soddisfa, puoi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario. Le sue regole di accesso prevedono che la banca abbia 60 giorni per rispondere al reclamo, o termini più brevi dove la normativa li prevede (l’ABF cita i 15 giorni lavorativi per i servizi di pagamento). Il ricorso va presentato entro 12 mesi dal reclamo, online dal portale ABF, e costa 20 euro di contributo alle spese della procedura. Per poche decine o centinaia di euro è la strada proporzionata.
Chiudere il vecchio conto senza sorprese
Il comma 8 dell’articolo 126-quinquiesdecies tutela la continuità: la banca vecchia ti garantisce i servizi di pagamento fino al giorno prima della data indicata nell’autorizzazione e «non blocca gli strumenti di pagamento» prima di quella data. La banca nuova li garantisce da quella data in poi.
Se sul vecchio conto ci sono «obblighi pendenti» (un fido da rientrare, un assegno non ancora addebitato) la banca deve avvisarti subito e può rinviare la chiusura, ma per il comma 9 il resto del trasferimento va fatto nei termini. E il trasferimento «non può essere condizionato alla restituzione» di carte, assegni o altri strumenti collegati.
Il punto più utile nei mesi successivi è il reindirizzamento. Il comma 7 obbliga la banca vecchia ad assicurare «gratuitamente il reindirizzamento automatico dei bonifici» ricevuti sul conto di origine verso quello nuovo, per 12 mesi dalla data che hai indicato, a patto di averlo chiesto nell’autorizzazione (lettera d del comma 4). Così il rimborso del 730 arrivato al vecchio IBAN non si perde. Dopo i 12 mesi, o se non hai chiesto il servizio, la banca respinge i bonifici e deve informare chi li ha mandati del motivo.
A chiusura avvenuta chiedi estratto conto finale e conferma scritta, per controllare canone pro quota e saldo. Se invece è la banca a chiuderti il conto, le regole sono diverse: le abbiamo spiegate nell’articolo sul conto chiuso dalla banca senza preavviso.
Domande frequenti
Devo andare dalla banca vecchia per chiudere il conto?
No. Con il servizio di trasferimento basta l’autorizzazione firmata alla banca nuova, in cui indichi anche la richiesta di chiusura del conto di origine. Con il conto cointestato firmano tutti i titolari.
Lo stipendio rischia di andare perso durante il passaggio?
Non dovrebbe. I bonifici ricorrenti in entrata sono tra i servizi trasferiti e, se nell’autorizzazione chiedi il reindirizzamento, per 12 mesi quelli che arrivano sul vecchio IBAN vengono girati gratis sul nuovo conto.
La penale vale anche se la banca nuova è online?
Vale per tutte le banche e i prestatori di servizi di pagamento stabiliti in Italia che offrono conti di pagamento, online o con sportelli. Se la banca di destinazione non ha sede in Italia, prima di firmare chiedi se offre il servizio di trasferimento previsto dal TUB: per i conti aperti in un altro Paese dell’Unione la legge prevede solo l’assistenza della banca italiana.
Quale tasso uso per la penale se il ritardo è a gennaio 2027?
La norma parla del tasso soglia più alto «nel periodo di riferimento». Per i giorni da gennaio a marzo 2027 varrà il decreto del Tesoro di quel trimestre, atteso a fine dicembre 2026. Nel calcolatore puoi inserire il nuovo valore quando sarà pubblicato.
Chi paga la penale, la banca vecchia o quella nuova?
Quella che ha causato il problema: la legge parla di «prestatore di servizi di pagamento inadempiente». Se la vecchia ha mandato tardi le informazioni, risponde lei; se la nuova le ha ricevute in tempo e ha attivato in ritardo addebiti e bonifici, risponde la nuova.
