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Controllo parentale sullo smartphone: come impostarlo su SIM, Android e iPhone per il primo telefono

Il controllo parentale sullo smartphone di un figlio si imposta su tre livelli che non si sostituiscono a vicenda: il filtro gratuito della SIM, che per legge l’operatore deve offrire e che blocca i siti per adulti, d’azzardo o violenti quando il telefono naviga in rete mobile; il controllo del sistema operativo (Google Family Link su Android, Tempo di utilizzo e In famiglia su iPhone), che decide orari, app installabili e acquisti; le impostazioni delle singole app, da WhatsApp ai videogiochi. Chi attiva solo il primo lascia scoperto il Wi-Fi, chi attiva solo il secondo lascia scoperte le chat. Ecco come metterli in fila prima di consegnare il primo telefono, magari a Natale.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026. Abbiamo letto la delibera AGCOM 9/23/CONS con l’Allegato A (linee guida), la delibera AGCOM 85/24/CONS, l’art. 13 del DL 123/2023 su Normattiva, il set informativo sul parental control del Dipartimento per le politiche della famiglia (giugno 2025) e le guide ufficiali di Google Family Link e di Apple su Tempo di utilizzo.

📌 Articolo in breve
• Gli operatori devono offrire il parental control gratis: già attivo sulle offerte dedicate ai minori, attivabile su richiesta su tutte le altre.
• Il filtro della SIM blocca domini e siti (adulti, azzardo, armi, violenza, odio, droghe, anonymizer, sette), ma lavora sulla rete dell’operatore: sul Wi-Fi di casa o degli amici non agisce.
• Su Android serve Family Link, su iPhone In famiglia + Tempo di utilizzo: limiti di tempo, approvazione delle app, blocco degli acquisti.
• In Italia l’età del consenso digitale è 14 anni: da lì il ragazzo può aggiornare l’account Google, ma per togliere la supervisione serve l’ok del genitore fino ai 18.
• Le chat, i giochi online e i social vanno sistemati app per app: nessuno dei primi due livelli legge cosa si scrive dentro WhatsApp o Roblox.

Indice

  1. Perché un livello solo non basta
  2. Livello 1: il filtro gratuito della SIM
  3. Livello 2a: Family Link su Android
  4. Livello 2b: Tempo di utilizzo e In famiglia su iPhone
  5. Livello 3: le singole app
  6. Cosa blocca e cosa non blocca ogni livello
  7. Tre configurazioni di esempio
  8. Domande frequenti

Perché un livello solo non basta

Lo smartphone di un ragazzo delle medie passa la giornata tra reti diverse: la rete mobile sull’autobus, il Wi-Fi di casa, quello della nonna. E dentro convivono browser, negozio di app, chat e giochi online, ciascuno con regole sue.

Il filtro dell’operatore è un buttafuori all’ingresso della rete mobile: se l’indirizzo è in lista nera, la pagina non si apre, ma non sa quante ore il ragazzo resta sul telefono né chi gli scrive in una chat di gioco. Il controllo del sistema operativo segue il telefono su qualsiasi rete e governa tempi, app e acquisti, ma non entra nelle app consentite. Solo le impostazioni delle app regolano chi può scrivere a tuo figlio.

L’ordine: SIM prima di consegnare il telefono, sistema operativo alla prima accensione, app man mano che vengono installate.

Livello 1: il filtro gratuito della SIM

La base è l’articolo 7-bis del decreto-legge 28/2020: i contratti di telefonia e internet devono prevedere tra i servizi preattivati un sistema di controllo parentale, gratuito e disattivabile solo su richiesta del titolare del contratto. L’AGCOM ne ha fissato le regole con la delibera 9/23/CONS del 25 gennaio 2023, pubblicata il 21 febbraio 2023, che dava agli operatori nove mesi per adeguarsi: il termine è scaduto il 21 novembre 2023.

Le linee guida dell’Allegato A fissano quattro regole. La prima: il filtro è incluso e attivo sulle offerte dedicate ai minori, mentre sulle altre offerte deve essere attivabile dal titolare. Se la SIM del ragazzo è una normale offerta intestata a te, il filtro va chiesto o attivato. La seconda: lo gestiscono solo il titolare maggiorenne e chi esercita la responsabilità genitoriale, identificati con almeno uno di questi metodi: un PIN ricevuto in forma riservata (ad esempio via SMS), SPID, l’area clienti del sito dell’operatore o un codice OTP via SMS o email. La terza: nessun costo per attivazione, disattivazione, configurazione o funzionamento, e il filtro non può essere legato a servizi accessori a pagamento. Antivirus o pacchetti “sicurezza” devono restare facoltativi. La quarta: istruzioni in evidenza sulla home page dell’operatore e assistenza gratuita.

Le otto categorie di riferimento indicate dall’AGCOM sono quelle elencate nel box in alto; la violenza comprende anche autolesionismo e suicidio, e gli anonymizer sono i siti che rendono irrintracciabile la navigazione. Il titolare deve poter scegliere almeno quali categorie filtrare; fasce orarie e liste di siti sempre consentiti o bloccati sono funzioni facoltative.

Il controllo sul rispetto delle regole non è teorico. Con la delibera 85/24/CONS del 3 aprile 2024 l’AGCOM ha diffidato TIM, per il marchio Kena Mobile, a preattivare il parental control sulle SIM intestate o riservate a minori che ne risultavano prive. La diffida richiama anche l’articolo 13 del DL 123/2023, che vieta tra l’altro di usare per scopi commerciali o di profilazione i dati raccolti attivando il controllo parentale.

Il limite del filtro SIM: il Wi-Fi

Il punto 5 delle linee guida chiarisce come funziona il filtro minimo: blocca domini e siti, tramite il DNS o un altro filtro sulla rete dell’operatore, oppure tramite un’app installata sul telefono. Nel primo caso il blocco avviene sui server dell’operatore mobile, e la conseguenza è una deduzione tecnica, non una frase della delibera: quando il telefono si collega al Wi-Fi di casa o di un amico, il traffico non passa più dalla rete dell’operatore mobile e il filtro della SIM non vede nulla. Se l’operatore usa un’app, chiedi all’assistenza se filtra anche sul Wi-Fi.

A casa puoi attivare il parental control gratuito della linea fissa (le linee guida valgono per ogni fornitore di internet, “qualsiasi sia la tecnologia”); sul Wi-Fi degli altri resta solo il livello 2.

Livello 2a: Family Link su Android

Su Android il controllo passa da Google Family Link, gratuito. Il genitore deve avere almeno 18 anni, un account Google e l’app Family Link su un Android 6.0 o successivo oppure su un iPhone o iPad con iOS 16 o successivo. Il figlio deve avere un Android 6.0 o successivo e un account Google. Se tuo figlio ha meno di 14 anni (l’età minima per un account Google in Italia), l’account si crea direttamente dall’app Family Link; se ne ha già uno, gli si aggiunge la supervisione.

Le funzioni principali sono quattro. I limiti di tempo: da Family Link si sceglie il figlio, si tocca Tempo di utilizzo, poi Limiti di tempo, si attiva il Limite giornaliero e con Programmazione settimanale si fissa il tempo massimo giorno per giorno; c’è anche l’ora di andare a dormire. Le app: dalla voce Limiti per le app si blocca o si consente ogni singola app, e il blocco diventa effettivo in circa cinque minuti o appena il telefono si collega a internet. Gli acquisti: si può imporre l’approvazione per download e acquisti, ma Google avverte che vale solo per i pagamenti fatti con il sistema di fatturazione di Google Play. E la posizione del dispositivo.

Un dettaglio riguarda l’età: quando il ragazzo raggiunge l’età minima del suo Paese, 14 anni in Italia, Google manda un’email a lui e al genitore e il ragazzo può aggiornare l’account; secondo la guida ufficiale, però, fino ai 18 anni per interrompere la supervisione serve l’approvazione del genitore, e tutti e due ricevono una notifica quando viene tolta.

Livello 2b: Tempo di utilizzo e In famiglia su iPhone

Su iPhone il percorso è diverso: prima si crea il gruppo In famiglia, poi si configura Tempo di utilizzo. Secondo la guida di Apple, ogni membro deve avere un proprio Apple Account e i bambini un account per minori collegato al gruppo, e non condiviso con nessuno, nemmeno con un fratello. Dal telefono del genitore: Impostazioni, Famiglia, nome del figlio, Tempo di utilizzo, poi le istruzioni a schermo. Il codice di Tempo di utilizzo va impostato sul dispositivo del genitore.

Con Chiedi di acquistare ogni acquisto o download arriva come richiesta al genitore; con Chiedi di navigare il ragazzo deve chiedere il permesso per aprire un sito nuovo in Safari o in un altro browser supportato. Apple indica che Chiedi di navigare è attivo di default sotto i 13 anni e che “Limita i siti web per adulti” è attivo di default sotto i 18. I Limiti di tempo si impostano per categoria di app (giochi, social, intrattenimento) e gli orari permettono routine diverse tra giorni di scuola e fine settimana. Si può decidere con chi il figlio comunica in Messaggi, FaceTime e Telefono, con l’approvazione del genitore per i contatti nuovi. Sicurezza delle comunicazioni, infine, interviene quando il ragazzo riceve o sta per inviare foto e video con nudità.

Al 30 ottobre la pagina di Apple segnala che con iOS 27 Tempo di utilizzo ha nuovi controlli parentali, visibili solo aggiornando tutti i dispositivi del gruppo; chi non può aggiornare resta sulla versione precedente, con menu un po’ diversi.

Se il figlio ha un iPhone e il genitore un Android, Family Link non aiuta: Google stessa dice che non supervisiona iPhone e iPad. Resta il codice di Tempo di utilizzo impostato direttamente sul telefono del ragazzo, che Apple prevede ma che è più facile da aggirare.

Livello 3: le singole app

Il sistema operativo decide se un’app si apre e per quanto, non chi può aggiungere tuo figlio a un gruppo, chi può scrivergli in una partita online o se un chatbot può chattare con lui. Quello si regola dentro ciascuna app. Per le più usate alle medie abbiamo guide dedicate: il parental control di WhatsApp spiega cosa vede il genitore e come si attiva; per Instagram c’è il blocco delle chat con i chatbot AI; per i giochi trovi Roblox, Fortnite e Discord.

Restano due controlli trasversali. I permessi: microfono, fotocamera, posizione e contatti vanno concessi solo alle app che ne hanno bisogno, con i criteri della nostra guida sui permessi delle app Android e iOS. E gli abbonamenti: l’approvazione degli acquisti di Family Link non copre i pagamenti fatti fuori da Google Play, quindi una volta al mese conviene aprire l’elenco degli abbonamenti attivi, come spiegato nella guida su come disdire gli abbonamenti su iPhone e Android.

Cosa blocca e cosa non blocca ogni livello

Livello Cosa blocca Cosa NON blocca Costo
1. SIM / operatore Siti e domini delle otto categorie AGCOM quando il telefono usa la rete mobile; con alcuni operatori fasce orarie e liste personalizzate Navigazione sul Wi-Fi di altri fornitori (se il filtro è sulla rete); tempo di utilizzo; app installate; contenuti dentro le app consentite Gratuito per legge
2a. Family Link (Android) Limite giornaliero e ora di dormire, blocco delle singole app, approvazione dei download, contenuti di Google Play per età, posizione Acquisti fuori dalla fatturazione Google Play; chi scrive al ragazzo dentro le chat; iPhone e iPad Gratuito
2b. Tempo di utilizzo (iPhone) Limiti per categoria e orari, Chiedi di acquistare, Chiedi di navigare, siti per adulti, contatti in Messaggi/FaceTime/Telefono, nudità nelle foto Chi scrive al ragazzo nelle app di terzi (WhatsApp, giochi); dispositivi Android Gratuito
3. Singole app Chi può contattare o aggiungere il ragazzo, chat vocali nei giochi, spese in valuta virtuale, interazioni con chatbot Tutto ciò che accade fuori da quell’app Gratuito (le spese in-app no)

Nessuna riga ha la colonna “Cosa NON blocca” vuota: per questo servono tutti e tre.

Nota della redazione
Nella guida di Google c’è una frase che cambia il modo di impostare i limiti: il limite giornaliero di Family Link si applica a ogni dispositivo Android o Chromebook del figlio, non al totale. Chi concede due ore al giorno e ha un telefono e un tablet supervisionati sullo stesso account ne sta concedendo quattro: sul tablet conviene un limite più basso.

Tre configurazioni di esempio

Esempio 1: 11 anni, primo Android, SIM intestata al genitore

Prima media, telefono Android nuovo, SIM con un’offerta normale intestata alla madre. L’offerta non è dedicata ai minori, quindi il filtro va attivato: la madre entra nell’area clienti o usa il PIN via SMS, attiva il parental control e lascia tutte e otto le categorie. Poi crea l’account Google del figlio da Family Link e imposta 90 minuti nei giorni di scuola e 120 nel weekend: in una settimana fanno 5 × 90 + 2 × 120 = 690 minuti, cioè 11 ore e mezza. Approvazione obbligatoria per ogni nuova app, ora di dormire alle 21:30. Sul Wi-Fi di casa attiva anche il filtro della linea fissa.

Esempio 2: 12 anni, iPhone ereditato dal fratello maggiore

Qui l’errore classico è lasciare sul telefono l’Apple Account del fratello. Il padre crea un account per minori, lo aggiunge al gruppo In famiglia ed esce dall’account precedente sul telefono. Da Impostazioni, Famiglia, imposta Tempo di utilizzo: 1 ora di social, 1 ora di giochi, nessun limite su studio e mappe. Chiedi di navigare è già attivo perché ha meno di 13 anni. Le due ore di svago non si possono spendere tutte sui videogiochi: la divisione per categoria fa da secondo tetto.

Esempio 3: 14 anni compiuti, Android con Family Link da tre anni

Arriva l’email di Google: il ragazzo può aggiornare l’account. La supervisione però non sparisce: per toglierla serve l’approvazione del genitore fino ai 18 anni. È il momento di rinegoziare le regole: per esempio, passare dall’approvazione di ogni app a un controllo settimanale dell’elenco, portare il limite da 2 a 3 ore e mantenere solo l’ora di dormire.

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Domande frequenti

Il parental control dell’operatore è davvero gratis?

Sì. Le linee guida AGCOM vietano costi per attivazione, disattivazione, configurazione e funzionamento, e vietano di legarlo a servizi a pagamento. Un eventuale pacchetto “sicurezza” a canone è un servizio in più, facoltativo.

Mio figlio può disattivare da solo il filtro della SIM?

Non dovrebbe: la disattivazione è riservata al titolare maggiorenne e a chi esercita la responsabilità genitoriale, identificati con PIN riservato, SPID, area clienti o OTP. Il punto debole è il tuo telefono: se il ragazzo legge i tuoi SMS, legge anche PIN e OTP.

Posso usare Family Link per controllare un iPhone?

No. Google indica che iPhone, iPad e computer diversi dai Chromebook non possono essere supervisionati con Family Link. Il genitore può però installare Family Link su un iPhone per gestire il telefono Android del figlio.

A che età il ragazzo può uscire dal controllo parentale?

Per Google, in Italia, a 14 anni il ragazzo può aggiornare il proprio account, ma serve l’approvazione del genitore per interrompere la supervisione fino ai 18. Su iPhone alcune impostazioni restano attive di default fino ai 18 anni. Il filtro della SIM resta finché il titolare non lo disattiva.

Il controllo parentale legge i messaggi di mio figlio?

No, nessuno dei tre livelli legge le conversazioni. Family Link e Tempo di utilizzo gestiscono tempi, app, acquisti e (su iPhone) i contatti nelle app Apple; per Sicurezza delle comunicazioni Apple dichiara di non avere accesso a foto e video. Chi può scrivere al ragazzo si decide dentro ogni app.

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