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Scadenze fiscali settembre 2026: tutte le date, dal 730 alla rottamazione

Dopo tre settimane di calma piatta, il fisco italiano torna a battere cassa. Le scadenze fiscali di settembre 2026 hanno una caratteristica che le distingue da quelle dei mesi estivi: non c’è nessuna sospensione feriale a proteggere i ritardatari, e la coda di adempimenti rinviati durante l’estate si scarica quasi tutta sulla giornata del 30. Chi arriva impreparato a quella data rischia di doversi occupare del 730, della LIPE trimestrale, dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche e della seconda rata della rottamazione tutti nello stesso pomeriggio.

📌 Articolo in breve
Settembre 2026 concentra gli adempimenti su quattro date: il 15 (settima rata della sanatoria collegata al concordato preventivo), il 16 (il consueto F24 mensile con IVA di agosto, ritenute e contributi), il 25 (elenchi Intrastat) e il 30, la giornata più densa dell’anno dopo il Tax Day estivo, con il termine ultimo per il modello 730/2026. Il modello Redditi PF, invece, non scade a settembre: la sua data è il 2 novembre 2026.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. Perché settembre pesa più di agosto
  2. 15 settembre: la settima rata della sanatoria CPB
  3. 16 settembre: IVA, ritenute e contributi
  4. 25 settembre: gli elenchi Intrastat
  5. 30 settembre: la giornata più affollata del mese
  6. Tre esempi pratici con i numeri
  7. Tabella riassuntiva delle scadenze
  8. Cosa succede se sfori una data
  9. Domande frequenti

Perché settembre pesa più di agosto

Ad agosto il calendario fiscale è artificialmente compresso. L’articolo 3-quinquies del Decreto Legge 269/2003 sposta al 20 agosto tutti gli adempimenti che sarebbero caduti tra il 1° e il 20 del mese, creando quel “Tax Day” che abbiamo raccontato nel dettaglio nella guida alle scadenze fiscali di agosto 2026. A settembre quella rete di protezione non esiste più: ogni termine torna alla sua data naturale.

C’è poi un secondo fattore, meno noto. Diverse misure straordinarie degli ultimi anni — la sanatoria degli anni 2019-2023 collegata al concordato preventivo biennale, la rottamazione quinquies, le definizioni agevolate delle liti pendenti — hanno un piano di rateizzazione che passa proprio per settembre. Sono scadenze che non esistevano nel calendario ordinario e che oggi si sovrappongono agli adempimenti di sempre.

Il risultato pratico è che un professionista con partita IVA, un dipendente che deve ancora sistemare la dichiarazione e un contribuente che ha aderito a una definizione agevolata si ritrovano tutti e tre a guardare la stessa data: il 30 settembre.

15 settembre: la settima rata della sanatoria CPB

Il 15 settembre riguarda una platea ristretta ma numerosa: i contribuenti soggetti agli ISA che, aderendo al concordato preventivo biennale 2025-2026, hanno scelto anche il ravvedimento speciale sulle annualità dal 2019 al 2023. Chi ha optato per il pagamento rateale versa in questa data la settima rata del piano.

L’importo non è mai identico a quello nominale della rata, perché sulle rate successive alla prima si applicano gli interessi legali del 1,6% annuo con decorrenza dal 15 marzo 2026. Su una rata da 400 euro, sei mesi di interessi valgono circa 3,20 euro: cifre piccole, ma che vanno indicate correttamente nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” dell’F24, altrimenti il versamento risulta irregolare anche se l’importo è giusto.

Un dettaglio che conviene fissare: la sanatoria e il concordato sono due cose distinte. La nuova finestra di adesione al concordato preventivo biennale si chiude il 31 ottobre, non a settembre. Chi non ha aderito alla sanatoria non ha nulla da versare il 15.

16 settembre: IVA, ritenute e contributi

Il 16 di ogni mese è il pilastro del calendario fiscale italiano, e settembre non fa eccezione. Cade di mercoledì, quindi non c’è slittamento al primo giorno lavorativo utile.

I contribuenti IVA mensili versano l’imposta relativa alle operazioni di agosto, con il codice tributo 6008. I sostituti d’imposta versano le ritenute IRPEF operate ad agosto: su lavoro dipendente (1001), su redditi di lavoro autonomo (1040), sulle provvigioni, sulle locazioni brevi e sui compensi corrisposti dai condomìni. Nella stessa giornata scadono i contributi INPS dei dipendenti, quelli della Gestione Separata sui compensi pagati ad agosto ai collaboratori e la seconda rata dei contributi agricoli per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali.

Vale la pena ricordare che la ritenuta segue il momento del pagamento, non quello della fattura. Una parcella emessa il 28 luglio ma incassata il 4 agosto genera una ritenuta da versare il 16 settembre, non il 20 agosto. È l’errore più frequente tra i professionisti che gestiscono da soli gli F24, e la meccanica del modello la spieghiamo passo per passo nella guida al modello F24.

25 settembre: gli elenchi Intrastat

Chi effettua operazioni intracomunitarie con periodicità mensile presenta entro il 25 settembre gli elenchi riepilogativi Intrastat relativi ad agosto. Riguarda le cessioni e gli acquisti di beni e i servizi resi o ricevuti verso soggetti passivi di altri Stati membri.

È l’adempimento che più spesso passa inosservato nelle micro-imprese che hanno iniziato da poco a vendere in Europa, magari attraverso un marketplace. La soglia di obbligo per gli acquisti di beni è fissata a 350.000 euro trimestrali, ma per i servizi ricevuti la soglia scende a 100.000 euro: superata quella cifra, la periodicità diventa mensile e l’obbligo scatta anche per chi fino a quel momento non aveva mai presentato un Intrastat.

30 settembre: la giornata più affollata del mese

Il 30 settembre 2026 è mercoledì, e concentra almeno otto adempimenti diversi.

Il più conosciuto è il termine ultimo per la presentazione del modello 730/2026 relativo ai redditi 2025. È una data definitiva: dopo il 30 settembre il 730 non si può più trasmettere, né in forma precompilata né tramite CAF o professionista abilitato. Chi si accorge in ritardo di dover dichiarare qualcosa deve passare al modello Redditi PF, che ha una scadenza diversa e più lontana — il 2 novembre 2026 — ma anche regole e tempi di rimborso meno favorevoli. Se non hai ancora aperto la pratica, la checklist dei documenti per la precompilata serve proprio a evitare la corsa dell’ultima settimana.

Nella stessa data scade la comunicazione LIPE relativa al secondo trimestre 2026, cioè il riepilogo delle liquidazioni periodiche IVA di aprile, maggio e giugno. Scade anche il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del secondo trimestre, dovuta sulle fatture esenti o fuori campo IVA di importo superiore a 77,47 euro: l’importo è calcolato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate e disponibile nell’area riservata, ma va comunque confermato o corretto dal contribuente.

Il 30 settembre è poi il giorno della seconda rata della rottamazione quinquies, delle definizioni agevolate delle liti pendenti e delle rate della sanatoria collegata al concordato 2024-2025. Chiudono il mese il modello UNI-EMENS per i dipendenti di agosto, la dichiarazione IOSS di agosto per chi vende a distanza nell’Unione Europea e la trasmissione dei corrispettivi.

Tre esempi pratici con i numeri

Caso 1 — Il forfettario con collaboratori. Un consulente in regime forfettario che ad agosto ha pagato 2.000 euro a un collaboratore occasionale non versa ritenute, perché il forfettario non è sostituto d’imposta. Ma se lo stesso consulente ha superato i limiti e nel 2026 applica il regime ordinario, il 16 settembre deve versare 400 euro di ritenuta d’acconto (20% su 2.000) con il codice 1040, più l’eventuale quota di Gestione Separata a suo carico.

Caso 2 — La srl con IVA mensile. Una società con IVA a debito di 8.400 euro per agosto versa quella cifra il 16 settembre con il codice 6008. Se il credito IVA dei mesi precedenti ammonta a 3.000 euro, la compensazione orizzontale riduce il versamento a 5.400 euro, ma richiede l’invio dell’F24 esclusivamente tramite i canali telematici dell’Agenzia: un F24 compensato presentato in banca viene scartato.

Caso 3 — Il pensionato con il 730 da correggere. Un pensionato che a luglio ha inviato il 730 dimenticando 1.800 euro di spese mediche può presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 tramite CAF o professionista. Con un’aliquota marginale del 23%, quelle spese valgono circa 342 euro di detrazione recuperabile sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. Se invece il termine del 30 settembre passa senza che il 730 sia mai stato presentato, la strada resta il modello Redditi PF.

Tabella riassuntiva delle scadenze di settembre 2026

Data Adempimento Chi riguarda
15 settembre Settima rata sanatoria 2019-2023 (interessi 1,6%) Soggetti ISA con ravvedimento speciale CPB
16 settembre IVA di agosto (cod. 6008) Contribuenti IVA mensili
16 settembre Ritenute IRPEF su dipendenti, autonomi, provvigioni, locazioni brevi Sostituti d’imposta e condomìni
16 settembre Contributi INPS dipendenti e Gestione Separata; 2ª rata contributi agricoli Datori di lavoro, CD e IAP
25 settembre Elenchi Intrastat di agosto Operatori intracomunitari mensili
30 settembre Modello 730/2026 — termine ultimo Dipendenti e pensionati
30 settembre LIPE secondo trimestre 2026 Titolari di partita IVA
30 settembre Imposta di bollo fatture elettroniche 2° trimestre Chi emette fatture esenti sopra 77,47 €
30 settembre Seconda rata rottamazione quinquies Aderenti alla definizione agevolata
30 settembre UNI-EMENS agosto, IOSS, corrispettivi Datori di lavoro e venditori a distanza
2 novembre Modello Redditi PF 2026 (non a settembre) Chi non può usare il 730

Cosa succede se sfori una data

La differenza tra un versamento tardivo e una dichiarazione tardiva è sostanziale, e conviene tenerla a mente prima di farsi prendere dal panico.

Per i versamenti esiste il ravvedimento operoso: pagando entro quattordici giorni la sanzione è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo, fino a un massimo dell’1,4%. Dal quindicesimo al trentesimo giorno diventa un 1,5% fisso, dal trentunesimo al novantesimo sale all’1,67%, e oltre i novanta giorni ma entro il termine della dichiarazione successiva si attesta al 3,75%. A questo si aggiungono gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Su un versamento IVA di 5.400 euro pagato con dieci giorni di ritardo, la sanzione ridotta vale circa 54 euro: fastidiosa, non drammatica. Il meccanismo completo con tutti i codici tributo è nella guida al ravvedimento operoso.

Per il 730, invece, il 30 settembre è un muro. Non esiste un 730 tardivo: superata la data, l’unica via è il modello Redditi PF, con il rimborso che non arriva più in busta paga o sul cedolino della pensione ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempi che possono superare l’anno.

Domande frequenti

Il 730 si può ancora presentare dopo il 30 settembre 2026?
No. Il 30 settembre è il termine finale, sia per la precompilata inviata autonomamente sia per quella trasmessa da CAF o professionista. Dopo quella data si deve utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche, la cui scadenza è il 2 novembre 2026.

Ho sbagliato il 730 già inviato: devo aspettare novembre?
No. Se l’errore va a tuo favore (hai dimenticato una detrazione), puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026 rivolgendoti a un CAF o a un professionista abilitato, anche se il 730 originario l’avevi inviato da solo.

Perché il 16 settembre non slitta al giorno successivo?
Perché cade di mercoledì. Lo slittamento al primo giorno lavorativo utile scatta solo quando la scadenza cade di sabato o in un giorno festivo.

Chi è in regime forfettario deve fare qualcosa a settembre?
Dipende. Il forfettario non versa IVA mensile né trattiene ritenute, quindi il 16 settembre in genere non lo riguarda. Lo riguardano però le eventuali rate di rottamazione al 30 settembre e, se ha aderito alla sanatoria collegata al concordato, la rata del 15.

L’imposta di bollo sulle fatture elettroniche si può rinviare?
Sì, ma solo entro certi limiti: se l’importo dovuto per il primo trimestre non supera 5.000 euro, il versamento può essere effettuato insieme a quello del secondo trimestre, cioè entro il 30 settembre. Non esiste invece un rinvio automatico oltre questa data.

Dove si controlla il calendario ufficiale?
Sullo scadenzario fiscale dell’Agenzia delle Entrate, che consente di filtrare gli adempimenti per data e per tipologia di contribuente ed è la fonte da cui partono tutti i calendari pubblicati dai professionisti.

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