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Pensione anticipata 2026: tutte le uscite possibili prima dei 67 anni

Andare in pensione prima dei 67 anni è possibile nel 2026, ma le strade sono diverse e i requisiti cambiano spesso. Quota 103, pensione anticipata ordinaria, opzione donna, APe sociale: ogni misura ha le sue condizioni, i suoi vantaggi e i suoi costi nascosti. Questa guida spiega tutte le uscite pensionistiche anticipate disponibili oggi in modo chiaro.

📌 In breve
Nel 2026 la via d’uscita anticipata davvero aperta a tutti è una sola: la Pensione Anticipata Ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 e 10 per le donne). Resta l’APe Sociale (63 anni e 5 mesi più una categoria protetta). Quota 103 e Opzione Donna non sono state prorogate dalla legge di bilancio 2026: ci accede solo chi aveva già maturato i requisiti, rispettivamente entro il 2025 e entro il 2024.

Pensione anticipata ordinaria (senza limite di età)

È la via più comune per chi ha iniziato a lavorare presto. Non ha requisiti di età ma richiede un numero elevato di contributi:

Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi, indipendentemente dall’età.

Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi.

Attenzione: c’è una finestra mobile tra la maturazione dei requisiti e il primo assegno. La regola generale è di tre mesi e vale per i dipendenti privati, per gli autonomi e anche per i dipendenti statali iscritti alla Cassa trattamenti pensionistici dello Stato. Fa eccezione un gruppo preciso di dipendenti pubblici — quelli iscritti alle casse degli enti locali, dei sanitari, degli insegnanti di asilo e scuole parificate e degli ufficiali giudiziari — per i quali la legge 213/2023 ha previsto una finestra che si allunga di anno in anno: chi matura i requisiti nel 2026 attende cinque mesi, si sale a sette nel 2027 e a nove dal 2028.

📝 Nota della redazione: gira molto l’idea che i dipendenti pubblici debbano dare sei mesi di preavviso per la pensione anticipata. Non è così: quel preavviso semestrale era previsto dall’articolo 14 del decreto legge 4/2019, scritto per Quota 100 e poi richiamato per Quota 102 e 103. L’articolo 15, che disciplina l’anticipata ordinaria, non lo richiama affatto. Per l’uscita anticipata ordinaria valgono i termini di preavviso del proprio contratto collettivo, che nel comparto Funzioni locali vanno da due a quattro mesi secondo l’anzianità. Discorso a parte per scuola e AFAM, dove la domanda segue i termini fissati ogni anno dal Ministero e la cessazione decorre dal 1° settembre.

La pensione anticipata ordinaria non prevede penalizzazioni sull’assegno ed è calcolata con il metodo contributivo o misto a seconda dell’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Quota 103: chiusa ai nuovi, aperta solo a chi era già dentro

Questa è la novità che cambia il quadro rispetto agli anni scorsi. La legge di bilancio 2026 non ha prorogato la pensione anticipata flessibile, quella che tutti chiamano Quota 103, e l’INPS lo ha messo nero su bianco nella circolare 19 del 25 febbraio 2026. La misura chiedeva 62 anni di età e 41 anni di contributi, non 64 come si legge ancora in giro, e l’ultima proroga utile era arrivata con la legge di bilancio 2025.

Chi ha maturato entrambi i requisiti entro il 31 dicembre 2025 conserva comunque il diritto: è il principio della cristallizzazione, per cui la domanda può essere presentata anche in seguito, senza fretta. Chi invece arriva a 62 anni e 41 di contributi nel 2026 o dopo non ha più questa strada.

Per chi rientra nella cristallizzazione resta l’aspetto critico di sempre: l’assegno è limitato a un massimo di 4 volte il minimo INPS fino ai 67 anni, quindi la parte eccedente resta bloccata. Per chi ha contribuzioni elevate questo può rendere l’uscita poco conveniente rispetto all’attesa.

APe Sociale

L’APe Sociale è un sussidio statale riservato a categorie specifiche di lavoratori in difficoltà. Nel 2026 i requisiti sono:

  • 63 anni e 5 mesi di età, requisito confermato fino al 31 dicembre 2026 dalla legge di bilancio 2026
  • 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi civili almeno al 74%; 36 anni per chi svolge lavori gravosi, che scendono a 32 per operai edili e ceramisti
  • Per le donne c’è uno sconto contributivo di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni
  • Appartenere a una delle categorie protette: disoccupati che hanno esaurito la NASPI, caregivers (chi assiste un familiare disabile), lavoratori invalidi (almeno 74%), lavoratori dipendenti in mansioni gravose

L’APe Sociale non è una pensione vera e propria ma un assegno ponte che dura fino alla pensione di vecchiaia a 67 anni. Il tetto è di 1.500 euro lordi al mese su dodici mensilità e non viene rivalutato, quindi il suo valore reale si erode con l’inflazione. Non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo, con la sola eccezione del lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi l’anno. Le domande per il 2026 seguono tre finestre — 31 marzo, 15 luglio e comunque non oltre il 30 novembre — e quelle presentate dopo la seconda sono accolte solo se restano risorse.

Opzione Donna: chiusa dal 2025

Anche Opzione Donna non è stata prorogata, e qui la chiusura è più vecchia di quella di Quota 103: l’ultima proroga, contenuta nella legge di bilancio 2025, ha spostato il termine per maturare i requisiti al 31 dicembre 2024. Chi li aveva a quella data può ancora presentare domanda in qualsiasi momento; per tutte le altre la strada è chiusa. I requisiti che valevano allora, e che restano il riferimento per chi rientra nella cristallizzazione, erano questi:

  • 61 anni di età (60 per le lavoratrici con almeno un figlio, 59 con due o più figli)
  • 35 anni di contributi
  • Appartenere a una delle categorie protette (caregivers, invalide al 74%+, dipendenti da aziende in crisi)

Il grande svantaggio: la pensione è calcolata interamente con il metodo contributivo (anche per chi ha contributi anteriori al 1996), il che può ridurre l’assegno del 20-30% rispetto al metodo misto. Conviene fare i calcoli precisi prima di scegliere.

Pensione di vecchiaia: il riferimento a 67 anni

Per chi non rientra in nessuna misura anticipata, la pensione di vecchiaia ordinaria richiede 67 anni di età (nel 2026, rivalutata in base all’aspettativa di vita) e almeno 20 anni di contributi. L’assegno minimo garantito è di almeno 1,5 volte l’importo del minimo INPS (pari a circa 776 euro mensili nel 2026).

Come simulare la tua pensione

Il modo più semplice per conoscere la tua situazione pensionistica è accedere al portale INPS “La Mia Pensione” con SPID o CIE. Il servizio mostra i contributi versati, le proiezioni dell’assegno futuro e indica quando maturerai i diversi requisiti pensionistici.

Domande frequenti

Posso lavorare dopo la pensione anticipata?

Con la pensione anticipata ordinaria puoi lavorare liberamente senza limitazioni. Con Quota 103 ci sono limitazioni ai redditi da lavoro dipendente fino ai 67 anni. Con APe Sociale non puoi avere redditi da lavoro.

I contributi versati all’estero contano per la pensione italiana?

Sì, grazie ai regolamenti comunitari UE e alle convenzioni bilaterali. I periodi contributivi in altri paesi UE si sommano a quelli italiani per raggiungere i requisiti minimi, ma la pensione viene calcolata separatamente da ciascun paese.

Conviene riscattare la laurea per andare in pensione prima?

Il riscatto della laurea aggiunge fino a 5 anni di contributi. I costi variano molto in base all’età e alla retribuzione. Conviene farlo soprattutto da giovani (il costo è minore) o in regime forfettario (detraibile al 50%). Usa il simulatore INPS per calcolare la convenienza nel tuo caso.

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