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Liquidazione TFR: quando prenderla subito e quando lasciarla in azienda

La liquidazione del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è uno degli aspetti della vita lavorativa che genera più dubbi: quando conviene prenderlo subito? Quando è meglio lasciarlo in azienda? E cosa succede quando si cambia lavoro o ci si licenzia? Questa guida risponde in modo pratico a tutte le domande più comuni.

📌 In breve
Il TFR matura ogni anno circa il 6,91% della retribuzione lorda annua e viene rivalutato del 75% dell’inflazione ISTAT più 1,5%. Se lasci l’azienda (per qualsiasi motivo), hai diritto a ricevere tutto il TFR maturato. La tassazione è separata e agevolata. Mantenerlo in azienda è più conveniente fiscalmente in molti casi; il fondo pensione è ancora meglio se l’azienda contribuisce.

Come si calcola il TFR

Il TFR si calcola dividendo la retribuzione lorda annua (comprensiva di tredicesima e altri elementi) per 13,5. Il risultato è la quota che matura ogni anno. Questa quota viene accantonata dall’azienda e rivalutata ogni anno del 75% dell’inflazione ISTAT più un tasso fisso dell’1,5%.

Esempio: stipendio lordo annuo 30.000 euro. TFR annuo = 30.000 / 13,5 = 2.222 euro. Dopo 10 anni di lavoro (senza aumenti di stipendio) il TFR lordo è circa 22.000-23.000 euro, rivalutazioni incluse.

Dove finisce il TFR: azienda, INPS o fondo pensione

Aziende con meno di 50 dipendenti — il TFR rimane in azienda, che lo paga direttamente al dipendente all’uscita.

Aziende con 50 o più dipendenti — il TFR maturato dal 2007 viene versato obbligatoriamente al Fondo Tesoreria INPS (salvo scelta esplicita del dipendente di destinarlo a un fondo pensione).

Fondo pensione — il dipendente può scegliere di destinare il TFR a un fondo pensione complementare. In questo caso, il datore di lavoro spesso aggiunge una quota contributiva propria (tipicamente 1-2% della RAL). Questo “contributo del datore” è soldi aggiuntivi gratuiti che vengono persi se non si aderisce al fondo.

Quando puoi prendere il TFR prima della fine del rapporto

In circostanze normali il TFR si riceve solo quando il rapporto di lavoro termina (licenziamento, dimissioni, pensionamento, decesso). Tuttavia esistono due eccezioni principali:

Anticipo ordinario — dopo almeno 8 anni di servizio continuativo con lo stesso datore, puoi richiedere fino al 70% del TFR maturato. Le motivazioni ammesse sono: acquisto o ristrutturazione della prima casa, spese sanitarie per malattie gravi del lavoratore o familiari.

Quir (Quota Integrativa della Retribuzione) — dal 2015 al 2018 era possibile ricevere il TFR in busta paga ogni mese. La misura non è stata rinnovata definitivamente ma potrebbe tornare nelle discussioni parlamentari.

Come viene tassato il TFR

La tassazione del TFR è separata dal reddito ordinario e di solito più favorevole. Si calcola applicando un’aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni al TFR maturato, con alcune agevolazioni. L’Agenzia delle Entrate ricalcola la tassazione definitiva e in genere rimborsa la differenza se è stata applicata un’aliquota troppo alta.

Se il TFR è in un fondo pensione, la tassazione è ancora più favorevole: si paga tra il 9% e il 15% (decresce con gli anni di adesione al fondo), contro il 23-43% IRPEF del reddito ordinario.

Quando conviene lasciare il TFR in azienda

Lasciare il TFR in azienda conviene principalmente quando l’azienda è solida e stabile, quando non si ha accesso a un fondo pensione con contributo del datore, o quando l’orizzonte lavorativo è breve (pochi anni alla pensione). La rivalutazione del TFR (legata all’inflazione) offre una protezione automatica dal potere d’acquisto.

Quando conviene il fondo pensione

Il fondo pensione conviene quasi sempre quando il datore di lavoro contribuisce. Ottenere il “contributo del datore” senza destinare il TFR al fondo è impossibile: è letteralmente soldi lasciati sul tavolo. In più, i contributi versati al fondo sono deducibili dal reddito imponibile fino a 5.164,57 euro l’anno, riducendo le tasse.

Domande frequenti

Se mi licenzio, quando ricevo il TFR?

I tempi variano per legge e per CCNL. In genere entro 30-45 giorni dal termine del rapporto per le aziende private con TFR in azienda. Se il TFR è al Fondo INPS, i tempi possono essere più lunghi (anche 90-120 giorni).

Il TFR è tassato come il normale stipendio?

No. Il TFR ha una tassazione separata e mediamente più favorevole rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, soprattutto per importi elevati. Se è in un fondo pensione, la tassazione è ancora più bassa (9-15%).

Cosa succede al TFR se l’azienda fallisce?

Se il TFR era in azienda (aziende sotto 50 dipendenti), interviene il Fondo di Garanzia INPS che copre il TFR non pagato, fino a certi limiti. Se il TFR era al Fondo Tesoreria INPS o in un fondo pensione, è completamente al sicuro dal fallimento dell’azienda.

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