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Calcolatore imposta di successione 2026: quanto paghi in base al grado di parentela

L’imposta di successione in Italia è una delle tasse che le famiglie affrontano nel momento più difficile, spesso senza sapere quanto pagheranno. Le aliquote dipendono dal grado di parentela con il defunto, dalla presenza di franchigie e dal tipo di beni ereditati. Questa guida spiega le regole aggiornate al 2026 e include un calcolatore per stimare l’imposta in base alla tua situazione.

📌 Articolo in breve
L’imposta di successione si applica all’eredità che supera la franchigia, che varia in base al rapporto di parentela: €1.000.000 per coniuge e figli (aliquota 4%), €100.000 per fratelli e sorelle (6%), nessuna franchigia per parenti più lontani (6%) e per soggetti non parenti (8%). I disabili gravi hanno una franchigia di €1.500.000. Usa il calcolatore qui sotto per stimare l’importo dovuto.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Per casi specifici rivolgiti a un notaio o a un commercialista specializzato in diritto successorio.

Indice

  1. Calcolatore imposta di successione 2026
  2. Aliquote e franchigie: la tabella completa
  3. Cosa rientra nell’asse ereditario
  4. Immobili: le imposte aggiuntive
  5. Quando e come si paga
  6. Esenzioni e casi particolari
  7. Domande frequenti

Calcolatore imposta di successione 2026

Inserisci il valore totale dell’eredità, il tipo di rapporto con il defunto e il numero di eredi della stessa categoria per ottenere la stima dell’imposta. Il calcolo divide equamente l’eredità tra gli eredi della categoria selezionata e applica la franchigia individuale a ciascuno.

⚖️ Calcola l’imposta di successione




ℹ️ Stima indicativa della sola imposta di successione. Non include imposte ipotecarie e catastali per immobili, spese notarili e altri costi della procedura successoria. Per un calcolo ufficiale rivolgiti a un notaio.

Aliquote e franchigie: la tabella completa

Le regole dell’imposta di successione in Italia derivano dal Testo Unico sulle Successioni (D.Lgs. 346/1990), aggiornato nel tempo. Le aliquote italiane sono tra le più basse d’Europa, grazie soprattutto alle franchigie elevate per i parenti stretti. Ecco la tabella completa aggiornata al 2026:

Erede Franchigia per erede Aliquota sull’eccedenza
Coniuge / unione civile €1.000.000 4%
Figli / discendenti diretti €1.000.000 4%
Fratelli e sorelle €100.000 6%
Parenti entro il 4° grado Nessuna 6%
Affini in linea retta Nessuna 6%
Altri soggetti Nessuna 8%
Erede con handicap grave (L. 104) €1.500.000 4%

La franchigia è individuale: se ci sono due figli, ciascuno ha diritto alla propria franchigia di €1.000.000. In pratica, una famiglia con due figli che eredita un patrimonio di €1.500.000 non paga nulla: €750.000 per figlio, tutto sotto la franchigia.

Cosa rientra nell’asse ereditario

L’asse ereditario è l’insieme dei beni che formano il patrimonio del defunto alla data della morte. Rientrano nell’asse tutti gli immobili (residenziali, commerciali, terreni), i conti correnti, i titoli finanziari (azioni, obbligazioni, fondi), i gioielli, le opere d’arte, le auto e qualsiasi altro bene mobile di valore. Dal valore dell’asse si detraggono i debiti del defunto, comprese le spese funebri.

Esistono però alcune categorie di beni che sono escluse dall’asse ereditario e non concorrono al calcolo dell’imposta. I TFR e le indennità di morte spettanti ai dipendenti sono esenti. I fondi pensione complementari non rientrano nell’asse ereditario ma seguono la designazione del beneficiario del fondo. Le polizze vita con beneficiario designato sono esenti da imposta di successione (anche se la Corte di Cassazione ha espresso orientamenti non uniformi su questo punto negli ultimi anni).

Immobili: le imposte aggiuntive

Quando l’eredità comprende immobili, oltre all’imposta di successione si pagano anche l’imposta ipotecaria (2% del valore catastale) e l’imposta catastale (1% del valore catastale). Per la prima casa ereditata da un figlio o dal coniuge, queste imposte sono ridotte a importi fissi di €200 ciascuna, indipendentemente dal valore dell’immobile.

Il valore degli immobili per il calcolo delle imposte non è il valore di mercato ma il valore catastale rivalutato: rendita catastale × 1,05 × coefficiente moltiplicatore (120 per le abitazioni, 110 per i fabbricati rurali). Questo sistema di calcolo è di solito favorevole all’erede perché il valore catastale è spesso inferiore al valore di mercato.

Quando e come si paga

La dichiarazione di successione va presentata all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla data del decesso. La presentazione è obbligatoria quando il valore dell’asse supera €100.000 o quando include immobili, indipendentemente dall’importo. Il modello di dichiarazione si presenta online tramite il software “SuccessioniOnline” dell’Agenzia delle Entrate, oppure tramite un notaio.

Il pagamento avviene con F24, di solito dopo che l’Agenzia delle Entrate ha liquidato l’imposta. Il termine per il pagamento è di 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione. È possibile rateizzare in rate trimestrali se l’importo supera €1.000.

Esenzioni e casi particolari

Le aziende e le quote societarie trasmesse in successione a eredi che proseguono l’attività sono esenti da imposta di successione, a condizione che l’erede continui la gestione per almeno 5 anni. Questa esenzione è stata introdotta per favorire il passaggio generazionale delle imprese familiari.

I titoli di Stato italiani e gli altri titoli garantiti dallo Stato sono esenti da imposta di successione, indipendentemente dal valore. I BOT, i BTP e i CCT ereditati non vanno inclusi nel calcolo dell’imposta, il che li rende strumenti di pianificazione patrimoniale interessanti per chi vuole lasciare liquidità agli eredi senza peso fiscale.

Domande frequenti

Se rinuncio all’eredità, devo comunque pagare l’imposta di successione?

No. Chi rinuncia all’eredità entro 3 mesi dalla morte (o entro il termine previsto dal giudice) non è tenuto a pagare alcuna imposta successoria. La rinuncia va fatta davanti a un notaio o al cancelliere del Tribunale.

L’imposta di successione si applica anche ai conti correnti cointestati?

Solo per la quota di pertinenza del defunto. Se un conto è cointestato al 50% tra marito e moglie, alla morte del marito solo il 50% del saldo rientra nell’asse ereditario. L’altra metà appartiene già alla moglie.

Mio padre è morto lasciando solo debiti: devo accettare l’eredità?

No. Puoi rinunciare all’eredità o accettarla “con beneficio di inventario”, che ti protegge dai debiti ereditari: paghi i creditori solo nei limiti del valore dell’eredità, senza intaccare il tuo patrimonio personale. Il beneficio di inventario va dichiarato entro 3 mesi dall’apertura della successione.

La casa di famiglia è sempre esente da imposta di successione?

Non sempre. È esente dall’imposta di successione solo se il suo valore non supera €1.000.000 (franchigia per figli e coniuge). Per valori superiori, l’eccedenza è tassata al 4%. Le imposte ipotecarie e catastali sulla prima casa sono invece ridotte a €200 ciascuna per gli eredi diretti.

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