Una storia incredibile, da cui prendere esempio, è quella di Sebastião Salgado, famoso fotografo e reporter. Il suo ranch di famiglia acquistato nel 1940 circa, è nel cuore della foresta atlantica in Brasile. Negli anni il padre di Salgado tagliò gli alberi su quasi tutta l’aerea, favorendo prati per far pascolare gli animali, ma pian piano nella Fazenda Bulcão, laddove c’erano moltitudini di specie, sia animali che vegetali prese il sopravvento la deforestazione e l’aridità che insecchì la terra annientò la vita su tutta la proprietà.
In un’intervista Salgado ha spiegato che al ritorno nella sua terra natale, poiché viveva a Parigi, solo lo 0,5% della proprietà presentava alberi e piante. Decise di tornare nel luogo di nascita, nella proprietà di famiglia, a seguito di un reportage in Rwanda sul genocidio che lo segnò molto, ma la terra ricca che ricordava era ormai diventata quasi un deserto.
La rinascita
Da un input dato dal governo e dall’intuizione della moglie, la decisione: tentare di riportare il ranch agli antichi splendori. Nel 1998 il governo ha stabilito che l’area fosse indicata come Reserva Particular do Patrimônio Natural (RPPN). E per incentivare i proprietari delle terre a riportare vita sulle nelle aree deforestate, offrì sgravi fiscali.

Così da un’idea della moglie, Lélia Deluiz Wanick Salgado, fondano un ente no profit, Instituto Terra. Un progetto che consente la condivisione del loro ranch a tutti coloro che credono nella loro missione.
Lo scopo oltre a ripopolare con alberi e piante era di portare anche le specie animali locali. Per consentire il loro ritorno è stato necessario ripiantare solo le specie native del luogo. Sono stati piantati 4 milioni di alberi per ridar vita alla foresta che ricordava Salgado nell’infanzia.
Dopo aver piantato gli alberi originari dell’area, la foresta man mano ha ripreso a vivere. La fauna si è ripopolata ponendo fine al solo fruscio di foglie e ripristinando i suoni della foresta. In totale 293 specie di piante, 172 specie di uccelli, 33 di mammiferi, 15 tipi di rettili e 15 di anfibi hanno ricostituito l’ecosistema e la biodiversità originale del ranch.
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L’ardua impresa
La missione non è stata però semplice, non si è trattato semplicemente di ripiantare alberi e attendere. Inizialmente il terreno non dava segni di vita nonostante i loro sforzi. I due, Salgado e Léila, si affidarono anche a un ingegnere, Renato De Jesus, per risolvere i problemi del terreno. Nel ’99, anno successivo all’inizio dell’impresa, solo 40 mila piante rimasero in vita. La terra era poco nutrita e quindi non favorevole alla crescita degli alberi.
L’anno successivo però, la caparbietà fu premiata, persero solo il 20% delle piante. E l’anno successivo ancor meglio, perdendo solo il 10%. Il tempo, fu la cura. Le piante germogliando e generando semi, iniziarono a ripopolare l’area, creando il giusto compost del terreno, il clima e le temperature che favorirono la rinascita.
Il progetto si è ritenuto completato dopo 20 anni. Il progetto dei Salgado è ancora in corso, in un’intervista affermano che la loro foresta è ovviamente un piccolo progetto rispetto a tutta l’area del Brasile. Il loro Instituto Terra infatti si occupa ad oggi di ripopolare anche altre zone. L’esperimento e tutto il progetto, sostiene Sebastiao, è stato una rinascita interna anche per lui. Poco a poco, mentre la sua foresta riprendeva vita, gli uccelli e tutti gli animali ripopolavano l’area, la speranza e la voglia di continuare di accendevano sempre più.
Le sue parole al The Guardian (intervista data 2015)
«My wife had a fabulous idea to replant this forest. And when we began to do that, then all the insects and birds and fish returned and, thanks to this increase of the trees I, too, was reborn – this was the most important moment».
Traduzione:
«Mia moglie ha avuto un’idea favolosa di ripiantare questa foresta. E quando abbiamo cominciato a farlo, allora tutti gli insetti e gli uccelli ei pesci sono tornati e, grazie a questo aumento degli alberi, anch’io sono rinato – questo è stato il momento più importante».
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Galleria immagini, storia e video – Sito ufficiale Instituto Terra
L’Instituto Terra
Come abbiamo accennato, l’organizzazione no profit creata: Instituto Terra, conta ad oggi molti partners e sostenitori che hanno condiviso il progetto di Salgado e finanziano l’organizzazione per consentirgli di estendere il lavoro a tutte le altre aree che vengono convogliate nel progetto. Inoltre in una sezione del sito internet è presente un’area donazioni in cui, chiunque crede nel progetto, può contribuire con qualsiasi cifra. Nello store del sito invece è possibile acquistare, oltre al merchandising, una piantina, che verrà situata nelle aree da ripristinare.
Nel sito è presente un area denominata Trasparenza. All’interno di questa sezione l’organizzazione inserisce dei report e delle relazioni, su quanto è stato fatto durante tutto l’anno preso in questione grazie ai fondi donati. Sono elencati per anno, diversi pdf visionabili da chiunque senza doversi registrare al sito.
La trasparenza dell’ente, ma soprattutto i risultati tangibili visibili da tutti e chiaramente inconfutabili, hanno consentito alla fondazione di ricevere molti premi, elencati sul sito della onlus. Tutti i premi, ovviamente hanno argomentazione di sostenibilità degli ecosistemi e natura.
A differenza di altre organizzazioni analoghe, l’Instituto Terra ha nel ranch del signor Salgado, delle serre particolari. In queste vengono seminate e coltivate, solo piante che sono native della foresta atlantica. Una selezione minuziosa e dedicata, che consente solo in questo modo di ripristinare il corretto ecosistema della zona che deve essere curata.
A tutto questo è affiancato un percorso di ricerca scientifica degli ecosistemi. Questo consente di ripristinare nella maniera più fedele le specie, sia animali che vegetali che sono native del luogo. Inoltre sostengono molte visite guidate, aperte a gruppi scolastici o a privati. In un area del sito, è possibile visionare gli orari di apertura al pubblico ed effettuare prenotazioni per i percorsi guidati.
Giornate educative che hanno come obiettivo, dimostrare quanto è semplice abbattere e distruggere la natura, e soprattutto quanto è difficile ricostruire gli ecosistemi. Ottenere quindi, grazie all’educazione ambientale, anche misure di prevenzione e tutela dei territori oltre a vedere l’operato dell’organizzazione.
Un progetto lodevole, ben organizzato e strutturato. Uno dei pochi aperto a tutti, sia per diventare sostenitori che parte attiva. Soprattutto in un’area in cui la natura è le specie vegetali sono i polmoni del mondo, con il messaggio importante di preservare il patrimonio più grande dell’umanità che è la natura.









Questo parco raccoglie ogni anno migliaia e migliaia di visitatori che vogliono vedere in prima persona Babbo Natale. I voli per questo luogo si moltiplicano quando arriva il Natale.




L’idea non è quella di competere con le connessioni in fibra o 5G, ma di integrare entrambe le offerte con quelle che già si possiedono.
A casa, si noleggia il servizio e si riceve il kit per montare l’antenna. Questo kit è configurato per la specifica area geografica, quindi non si può prendere in prestito. Il kit avrà un’antenna che dovrà essere collegata e puntare verso il cielo, dove riceverà i segnali. Questi segnali verranno inviati al router WiFi che è incluso nel kit e con esso, si avrà la connessione a casa.



La considerazione che ne scaturisce, a differenza di quanto si pensi, è che le macchine elettriche non inquinino completamente, rispetto alle auto a carburante. Ma sostanzialmente le auto elettriche hanno comunque un ruolo (che possiamo considerare di riflesso) nelle emissioni di Co2. Questo avviene per esempio, durante la fabbricazione delle batterie che servono ad alimentare le auto elettriche o ibride. Inoltre c’è da considerare anche la produzione dell’energia elettrica che serve per la funzione di ricarica. Ne risulta quindi che bisogna fare molta attenzione nell’affermare che elettrico equivale a risolvere completamente il problema dell’inquinamento. Certamente le auto a carburante emettono Co2 durante tutto il loro ciclo di vita. Ma bisogna valutare gli effettivi vantaggi per il pianeta delle auto elettriche. Vediamo adesso quali e quante sono le tipologie di auto considerate green, e che quali sono le differenze tra auto ibride ed elettriche.
