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Una foresta scomparsa in Brasile riprende vita

Foresta
Foto di: https://institutoterra.org

Una storia incredibile, da cui prendere esempio, è quella di Sebastião Salgado, famoso fotografo e reporter. Il suo ranch di famiglia acquistato nel 1940 circa, è nel cuore della foresta atlantica in Brasile. Negli anni il padre di Salgado tagliò gli alberi su quasi tutta l’aerea, favorendo prati per far pascolare gli animali, ma pian piano nella Fazenda Bulcão,  laddove c’erano moltitudini di specie, sia animali che vegetali prese il sopravvento la deforestazione e l’aridità che insecchì la terra annientò la vita su tutta la proprietà.

In un’intervista Salgado ha spiegato che al ritorno nella sua terra natale, poiché viveva a Parigi, solo lo 0,5% della proprietà presentava alberi e piante. Decise di tornare nel luogo di nascita, nella proprietà di famiglia, a seguito di un reportage in Rwanda sul genocidio che lo segnò molto, ma la terra ricca che ricordava era ormai diventata quasi un deserto.

La rinascita

Da un input dato dal governo e dall’intuizione della moglie, la decisione: tentare di riportare il ranch agli antichi splendori. Nel 1998 il governo ha stabilito che l’area fosse indicata come Reserva Particular do Patrimônio Natural (RPPN). E per incentivare i proprietari delle terre a riportare vita sulle nelle aree deforestate, offrì sgravi fiscali.

foto da instituto terra
Foto di: https://institutoterra.org

Così da un’idea della moglie, Lélia Deluiz Wanick Salgado, fondano un ente no profit, Instituto Terra. Un progetto che consente la  condivisione del loro ranch a tutti coloro che credono nella loro missione.

Lo scopo oltre a ripopolare con alberi e piante era di portare anche le specie animali locali. Per consentire il loro ritorno è stato necessario ripiantare solo le specie native del luogo. Sono stati piantati 4 milioni di alberi per ridar vita alla foresta che ricordava Salgado nell’infanzia.

Dopo aver piantato gli alberi originari dell’area, la foresta man mano ha ripreso a vivere. La fauna si è ripopolata ponendo fine al solo fruscio di foglie e ripristinando i suoni della foresta.  In totale 293 specie di piante, 172 specie di uccelli, 33 di mammiferi, 15 tipi di rettili e 15 di anfibi hanno ricostituito l’ecosistema e la biodiversità originale del ranch.

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L’ardua impresa

La missione non è stata però semplice, non si è trattato semplicemente di ripiantare alberi e attendere. Inizialmente il terreno non dava segni di vita nonostante i loro sforzi. I due, Salgado e Léila, si affidarono anche a un ingegnere, Renato De Jesus, per risolvere i problemi del terreno. Nel ’99, anno successivo all’inizio dell’impresa, solo 40 mila piante rimasero in vita. La terra era poco nutrita e quindi non favorevole alla crescita degli alberi.

L’anno successivo però, la caparbietà fu premiata, persero solo il 20% delle piante. E l’anno successivo ancor meglio, perdendo solo il 10%. Il tempo, fu la cura. Le piante germogliando e generando semi, iniziarono a ripopolare l’area, creando il giusto compost del terreno, il clima e le temperature che favorirono la rinascita.

Il progetto si è ritenuto completato dopo 20 anni. Il progetto dei Salgado è ancora in corso, in un’intervista affermano che la loro foresta è ovviamente un piccolo progetto rispetto a tutta l’area del Brasile. Il loro Instituto Terra infatti si occupa ad oggi di ripopolare anche altre zone. L’esperimento e tutto il progetto, sostiene Sebastiao, è stato una rinascita interna anche per lui. Poco a poco, mentre la sua foresta riprendeva vita, gli uccelli e tutti gli animali ripopolavano l’area, la speranza e la voglia di continuare di accendevano sempre più.

Le sue parole al The Guardian (intervista data 2015)

«My wife had a fabulous idea to replant this forest. And when we began to do that, then all the insects and birds and fish returned and, thanks to this increase of the trees I, too, was reborn – this was the most important moment».

Traduzione:

«Mia moglie ha avuto un’idea favolosa di ripiantare questa foresta. E quando abbiamo cominciato a farlo, allora tutti gli insetti e gli uccelli ei pesci sono tornati e, grazie a questo aumento degli alberi, anch’io sono rinato – questo è stato il momento più importante».

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Galleria immagini, storia e video – Sito ufficiale Instituto Terra

L’Instituto Terra

Come abbiamo accennato, l’organizzazione no profit creata: Instituto Terra, conta ad oggi molti partners e sostenitori che hanno condiviso il progetto di Salgado e finanziano l’organizzazione per consentirgli di estendere il lavoro a tutte le altre aree che vengono convogliate nel progetto. Inoltre in una sezione del sito internet è presente un’area donazioni in cui, chiunque crede nel progetto, può contribuire con qualsiasi cifra. Nello store del sito invece è possibile acquistare, oltre al merchandising, una piantina, che verrà situata nelle aree da ripristinare.

Nel sito è presente un area denominata Trasparenza. All’interno di questa sezione l’organizzazione inserisce dei report e delle relazioni, su quanto è stato fatto durante tutto l’anno preso in questione grazie ai fondi donati. Sono elencati per anno, diversi pdf visionabili da chiunque senza doversi registrare al sito.

La trasparenza dell’ente, ma soprattutto i risultati tangibili visibili da tutti e chiaramente inconfutabili, hanno consentito alla fondazione di ricevere molti premi, elencati sul sito della onlus. Tutti i premi, ovviamente hanno argomentazione di sostenibilità degli ecosistemi e natura.

A differenza di altre organizzazioni analoghe, l’Instituto Terra ha nel ranch del signor Salgado, delle serre particolari. In queste vengono seminate e coltivate, solo piante che sono native della foresta atlantica. Una selezione minuziosa e dedicata, che consente solo in questo modo di ripristinare il corretto ecosistema della zona che deve essere curata.

A tutto questo è affiancato un percorso di ricerca scientifica degli ecosistemi. Questo consente di ripristinare nella maniera più fedele le specie, sia animali che vegetali che sono native del luogo. Inoltre sostengono molte visite guidate, aperte a gruppi scolastici o a privati. In un area del sito, è possibile visionare gli orari di apertura al pubblico ed effettuare prenotazioni per i percorsi guidati.

Giornate educative che hanno come obiettivo, dimostrare quanto è semplice abbattere e distruggere la natura, e soprattutto quanto è difficile ricostruire gli ecosistemi. Ottenere quindi, grazie all’educazione ambientale, anche misure di prevenzione e tutela dei territori oltre a vedere l’operato dell’organizzazione.

Un progetto lodevole, ben organizzato e strutturato. Uno dei pochi aperto a tutti, sia per diventare sostenitori che parte attiva. Soprattutto in un’area in cui la natura è le specie vegetali sono i polmoni del mondo, con il messaggio importante di preservare il patrimonio più grande dell’umanità che è la natura.

Come capire se il prezzo è davvero scontato

offerte telegram amazon ebay

INDICE:

 

Gli acquisti online sono ormai sdoganati,  sono sempre più frequenti. Negli ultimi due anni le percentuali di acquisto online sono aumentate costantemente. Amazon, Ebay e Aliexpress sono i colossi delle vendite. La comodità di acquistare da casa o con un click, è ormai irrinunciabile. Altro fattore non da meno, i prezzi di acquisto sono spesso molto convenienti. Coupon offerte sconti online, vediamo inoltre come guadagnare con i gruppi di offerte su telegram. Principalmente offerte amazon

Dove trovare coupon, offerte e sconti online?

Differenziamo anzitutto le piattaforme di vendita più affidabili e conosciute, che vanno per la maggiore dividendo gli “e-commerce” in 2 categorie. I negozi solo online e i negozi di grande catene che effettuano sia vendite fisiche che sul web.

Aziende solo online:

AMAZON: Nel menu o nella Home sono sempre evidenziate: Offerte lampo, offerte a tempo, offerte del giorno.

Giorni con prezzi speciali:

Black Friday: Nel mese di novembre, precisamente l’ultima settimana è possibile fare veri affari

Cyber Monday: Il lunedì cibernetico, dura 24 ore, dopo la settimana del blackfriday ed è disponibile solo online, come indica il nome stesso.

Amazon Prime Day: L’amazon prime day è disponibile solo per gli utenti Amazon Prime ed avviene solitamente nella stagione estiva.

EBAY: La piattaforma eBay offre sconti e coupon in sovrimpressione o con finestre pop-up. Variano dai 5€ ai 50€ a volte con limiti di spesa prefissati. Per i nuovi utenti sono quasi sempre disponibili dei coupon che vengono inviati tramite messaggio dalla stessa piattaforma.

Alternativa al Black Friday di Amazon sono gli E-Days che ne seguono però lo stesso principio seppur in forma diversa, ovvero offrendo coupon del 10% o più fino a un totale di 50€ di sconto.

ALIEXPRESS: Anche sul famoso portale cinese, “analogo” di amazon, ci sono offerte coupon e giorni speciali in cui acquistare. Ad esempio 11.11 ovvero l’11 novembre il Singles Day.

Grandi catene:

Mediaworld, Euronics, Unieuro

 

Come funzionano i canali di offerte telegram? Come Guadagnare con i canali di offerte telegram?

Altri canali su cui trovare offerte e coupon sono sicuramente quelli Telegram. Sulla piattaforma sono presenti moltissimi gruppi di offerte. Qual’è il vantaggio di vedere le offerte su telegram?

Utilizzare i canali telegram porta un vantaggio di tempo, ovvero le offerte sono individuate dai creatori del gruppo. Molti sono già messe per categoria: gruppi telegram di tecnologia, moda, casa, cibi ecc.

Coupon offerte sconti online – Come fanno a guadagnare i gruppi telegram di offerte

I link di siti web e offerte che vengono inseriti su telegram, in grande percentuale quelli di amazon, sono referral link.

I gruppi telegram, tramite una partnership con Amazon, acquisiscono una percentuale della spesa fatta dal fruitore del link. Il prezzo per chi acquista è invariato, chi lo sponsorizza (postandolo sul gruppo telegram) invece guadagna una commissione.

Nei gruppi telegram è possibile inoltre trovare anche offerte o coupon di grandi catene. Come Mediaworld, Unieuro o Euronics grazie a coupon o referral link stabiliti con partnership e forniti direttamente a coloro che poi li inseriscono dei vari gruppi.

Come capire se il prezzo è buono?

Per capire se il prezzo del prodotto in offerta è davvero un occasione da prendere al volo, ci sono diversi strumenti.

Ne citiamo due: CamelCamelCamel.com e The camelizer.

CamelCamelCamel è un sito web in cui inserire il link del prodotto che si vuole acquistare. Nella pagina verrà visualizzato l’andamento di prezzo del prodotto dalla sua nascita. Si può stabilire così se è una vera offerta, oppure se il prodotto ha subito dei rialzi o dei ribassi.

Di seguito un esempio su un tostapane:

The Camelizer è un estensione per google chrome. Consente di effettuare la stessa analisi di CamelCamelCamel senza dover aprire un’altra pagina di ricerca. Cliccando sull’icona dell’estensione sul browser si visualizza direttamente l’andamento di prezzo del prodotto sulla stessa pagina di Amazon.

I prezzi che troviamo su Amazon sono tutti corretti?

Negli ultimi anni abbiamo sentito spesso parlare di corsi su Amazon FBA. Corsi spesso sponsorizzati nelle ads dei video su YouTube. Amazon FBA è un servizio creato e gestito da amazon. In sostanza aderire al programma consente di usufruire di una serie di vantaggi. Questo è un servizio dedicato esclusivamente ai venditori in quanto permette di affidarsi ad amazon sia nella giacenza degli oggetti in vendita nei magazzini dell’azienda, sia di avere la gestione delle spedizioni controllata e strutturata sia per l’invio che per i resi da Amazon. Questo servizio ha un costo di adesione ed anche una commissione per prodotto venduto. Fatta questa premessa, capiamo se i prezzi sono tutti corretti o meno.

A seguito di questo servizio molti venditori hanno messo in opera servizi di import export. Tutto questo trova vita grazie ad Aliexpress (e-commerce che ha sede e spedisce prodotti dalla Cina) dove molti venditori acquistano e scelgono un prodotto che ha un prezzo spesso molto inferiore al mercato europeo. Viene così rivenduto su amazon traendo profitti in base al prodotto in questione.

Per l’acquirente è palese che acquistare da Amazon rispetto ad acquistare su Alixepress ha un sovrapprezzo. Le considerazioni da fare sono semplici, valutare anzitutto se si è consapevoli che si sta acquistando un prodotto che ha un prezzo maggiorato, e capire se si è disposti a pagarlo solo ed esclusivamente per la rapidità di consegna. Ormai è fatto noto che le consegne dalla Cina e da Aliexpress mediamente impiegano dai 20 ai 40 giorni salvo casi eccezionali. Tempistiche uguali ovviamente anche per eventuali resi. Avendo il prodotto in Italia nei magazzini amazon si abbattono queste tempistiche, sia di acquisto che di eventuale reso. Bisogna quindi essere consapevoli nella fase di acquisto.

Per individuare i prodotti venduti su Amazon e capire se sono stati acquistati su Aliexpress ci sono due modi. Il primo è effettuare una banale ricerca. Il secondo è utilizzare il link delle foto prodotto su Google Immagini ed effettuare una ricerca. Google ci saprà dire se quel dato oggetto è presente su altri e-commerce. In alternativa se nessuno dei metodi ha portato riscontro è possibile effettuare la ricerca in inglese. Questo perché su Aliexpress, seppur disponibile in italiano, i venditori Cinesi inseriscono i prodotti o in lingua locale o in inglese. La conseguenza è che nella fase di traduzione automatica il prodotto non abbia il nome in italiano corretto. Effettuare quindi la ricerca in inglese consente di avere dei risultati in più rispetto a quella in italiano.

Cos’è Amazon Haul: la nuova sezione low-cost di Amazon che sfida Temu

Abbonamenti Patreon come funziona

come funziona patreon

Come funziona Patreon? Vediamo come gli artisti possano guadagnare e fare soldi con Patreon tramite le donazioni dei mecenati.

Patreon: quando i social incontrano il crowdfundig.

Scopriamo nel dettaglio come funziona Patreon.

Cos’è Patreon?

Patreon è una piattaforma Internet, che permette ad artisti e creator di produrre e condividere contenuti con le loro community, ricevendo in cambio un supporto continuativo.

L’origine di Patreon risale al 2013 a San Francisco. Lì, un musicista di nome Jack Conte stava cercando un modo per guadagnarsi da vivere con la sua musica senza passare attraverso i canali tradizionali. In tal modo, si è reso conto che non esistevano meccanismi standardizzati per donare denaro istantaneamente ai creatori che ci piacciono su Internet e Patreon ha iniziato a prendere forma.

Chi utilizza Patreon?

Per i creatori, Patreon è un metodo con cui richiedere un pagamento aggiuntivo per le creazioni che già si stanno realizzando. Gli utenti potranno pagare canoni mensili o per ogni post  realizzato, in modo che possano finanziare con un importo mensile fisso o per ogni nuova opera che viene creata.

Prendiamo ad esempio, un musicista, oppure un creator che si dedica alla produzione di webcomics o ad un semplice YouTuber. In generale, avrebbe bisogno di pagamenti dalle piattaforme su cui si pubblicano i propri contenuti per finanziarsi e continuare a lavorare su ciò che ci piace. Con Patreon, saranno gli stessi fan a fornire quei soldi con una piattaforma in cui, è possibile sapere quanto si é in grado di ottenere mensilmente, quindi sarà più semplice organizzare meglio la produzione e la pubblicazione dei propri contenuti.

Per i sostenitori o mecenati, con questa piattaforma, si può mostrare il proprio sostegno ai creatori che ci piacciono in modo diretto. Questo ci darà accesso al profilo Patreon del creator, i quali possono pubblicare articoli e contenuti esclusivi per i loro sostenitori e quindi ringraziarli per il loro supporto.

Patreon non è solo un metodo di pagamento o di supporto, ma consente anche di creare un’intera community attorno a ciascun artista.

Qui, come spesso accade su questi tipi di piattaforme, ogni creator può modellare la propria pagina Patreon nel modo che più gli aggrada, stabilendo le tariffe e i metodi che desiderano a seconda di come vedono agire i propri follower. La piattaforma funge solo da intermediario per la comunicazione diretta tra creatore e fan.

Come funziona Patreon?

Grazie a Patreon, i creator, possono ricevere compensi grazie alla realizzazione di ciò che creano normalmente (ad esempio fumetti online, video, canzoni o altro).

Si può pensare a Patreon come a qualcosa di simile a Kickstarter, ma con alcune differenze. Mentre le piattaforme di crowdfunding vengono utilizzate per finanziare il progetto specifico di un creatore, Patreon viene utilizzato per finanziare direttamente il creatore con tutti i progetti che realizzano e non solo con uno specifico.

Ma come nelle pagine di crowdfunding, ogni creatore può stabilire commissioni di pagamento diverse, ognuna con determinati vantaggi. Ad esempio si può impostare una quota minima di 1 euro al mese, ma si è liberi di crearne anche altre da 10, 50 o di altri importi desiderati. A seconda dell’abbonamento a cui ci si iscrive, si potrà accedere a determinati contenuti speciali o addirittura ottenere qualche tipo di regalo o dimostrazione di amicizia dall’artista.

Pertanto, ogni creatore di contenuti potrà offrire le ricompense che ritiene appropriate e che può dare ai propri follower. I premi di solito aumentano in base all’importo del contribuito versato e gli obiettivi sono fissati per soddisfare e fidelizzare il proprio pubblico.

Come iscriversi su Patreon?

Per iscriversi su Patreon, basta collegarsi al portale, inserire i propri dati o fare il logup con Facebook e scegliere tra 3 piani disponibili: Light, Pro e Premium. Le differenze consistono nelle commissioni da dare alla piattaforma, che vanno dal 5% al 12% sul guadagno mensile.

Per iniziare, un creatore deve creare un account sul portale e inserire i propri dettagli. È in questo processo di registrazione che si deve scegliere se si vuole guadagnare mensilmente o creare reddito. Dopo la registrazione e la configurazione dell’account, l’artista deve anche scrivere una bio nel proprio profilo, spiegando ai futuri mecenati quali solo i propri contenuti e dettare le linee guida di funzionamento del proprio canale Patreon.

Successivamente, l’artista potrà creare una serie di opzioni di pagamento chiamate livelli di abbonamento, assegnando vantaggi o premi a ciascuno di essi per cercare di incentivare i propri sostenitori. Ad esempio, nei canoni mensili più bassi, si potrebbe semplicemente dare accesso ai risultati finali del proprio lavoro, ma in cambio del pagamento di commissioni più elevate si potrebbe dare accesso a lavori precedenti, schizzi o mock-up e altri tipi di vantaggi che si ritengono opportuni. L’idea è che le ricompense aumentino in base al denaro che viene versato.

Inoltre, i creatori possono anche impostare obiettivi di pagamento mensili totali. Ad esempio, in cambio dell’ottenimento di un determinato pagamento mensile da parte di tutti i suoi sostenitori, un creator potrebbe pubblicare dei contenuti speciali per ringraziare i propri mecenati.

come funziona patreon

Come diventare un mecenate su Patreon?

I mecenati detti anche “patron”, per accedere a quei contenuti esclusivi pagano una piccola cifra mensilmente oppure per ogni post pubblicato.
Le tariffe degli abbonamenti variano in base ai contenuti che vengono condivisi e anche alla popolarità dell’artista che li propone.

Se sei un utente che cerca di supportare il tuo creatore preferito, il modo per procedere è semplice. Per prima cosa vai al sito web di Patreon e, dopo aver creato un account, cerca il profilo dell’artista che desideri supportare. Il sito web ha uno strumento di ricerca per trovare coloro che sono tra i tuoi contatti Twitter o Facebook.

Una volta nel profilo della persona o del progetto che vuoi sostenere, scegli il livello di iscrizione a cui vuoi iscriverti. In ognuno di essi vedrai una descrizione che include il prezzo che devi pagare e i vantaggi che ottieni. Premi il pulsante Seleziona del livello a cui vuoi iscriverti.

E una volta fatto, andrai alla pagina di pagamento, dove potrai scegliere tra pagare con la tua carta o il tuo conto PayPal. Inserisci semplicemente ciò che devi compilare e procedi e, una volta ottenuto, supporterai il tuo artista preferito.

Ultimamente molti artisti per finanziarsi utilizzano anche un’altra piattaforma: Onlyfans.

Le origini di Babbo Natale

le-origini-di-babbo-natale

Quali sono le origini di Babbo Natale? Perché si chiama Babbo Natale? Dove vive Babbo Natale? Perché è vestito di rosso?

Babbo Natale esiste davvero

Come nasce la leggenda di Babbo Natale?

Le origini di Babbo Natale sono molto antiche, durante la disgregazione dell’Impero Romano, molte delle popolazioni barbare arrivate in Europa portavano con sé una serie di tradizioni che definivano la propria identità religiosa.

C’erano una serie di feste che cercavano di alleviare le temperature rigide e la mancanza di cibo che attanagliavano l’Europa alla fine di dicembre. Fu in questa situazione che apparve la leggenda del “Vecchio Inverno”, un uomo che bussava alle case della gente chiedendo da mangiare e da bere. Secondo il mito, chi lo assisteva generosamente avrebbe goduto di un inverno più mite. L’associazione tra i riti pagani e San Nicola è apparsa molti decenni dopo.

San Nicola: il vescovo divenuto simbolo del Natale

San Nicola di Bari nacque in una ricca famiglia cristiana intorno al 270 d.C. nella città greca di Patara, città marittima e commerciale nella provincia di Antalya, oggi Turchia.san nicola babbo natale

La famiglia di San Nicola di Bari godeva di un’ottima posizione economica.
Dopo la morte dei suoi genitori, Nicola da Bari distribuì i suoi beni tra le persone più bisognose e diede la sua fede alla religione per confortare il suo dolore. Col tempo il predecessore di Babbo Natale divenne vescovo della città di Mira, in Licia, oggi Turchia.

Secondo i racconti raccolti nel IX secolo, durante tutta la sua vita si distinse per la sua carità con i bisognosi e per i più piccoli tanto da essere conosciuto come, il vescovo dei bambini.

Questi sono i fatti concreti sull’origine di Babbo Natale. Da questo momento in poi, la storia si mescola tra realtà e finzione.

Perché si chiama Babbo Natale?

La risposta al perché si chiama Babbo Natale, nasce dalla Festa di San Nicola, che in olandese si scrive “Sinterklaas” e che viene commemorata tra la notte tra il 5 e il 6 dicembre.

Questa festa veniva celebrata negli Stati Uniti dalle ex colonie olandesi e in misura minore anche in luoghi come:

  • Lussemburgo
  • Austria
  • Svizzera
  • Germania
  • Polonia
  • Repubblica Ceca

Così come in altre parti d’Europa, la figura centrale di questo festività era San Nicola di Bari.

Sinterklaas” o “Sint-Nicolaas” è una figura leggendaria basata su San Nicola, patrono dei bambini.
La traduzione del nome “Sinterklaas” si è trasformata nel tempo in America come Santa Claus.

Da quel momento in poi la parola si è trasformata come la conosciamo oggi, si afferma anche che Santa Claus derivi dal suo status di santo e dal diminutivo del suo nome in tedesco Niklauss.

Perché Babbo Natale ha la barba bianca?

L’aspetto di Babbo Natale è dovuto a Thomas Nast, un fumettista tedesco, nato nel 1840, che nel 1863 fece la sua prima illustrazione di Babbo Natale, sulla rivista americana Harper’s Weekly.

Il disegno di un Babbo Natale che, ai giorni nostri, somigliava più a uno gnomo della foresta, col passare degli altri Natali, migliorò il suo disegno originale fino a quando Babbo Natale ottenne una pancia gonfia, una buona statura e un’abbondante barba bianca.

Perché Babbo Natale ha il vestito rosso?babbo natale coca cola

Le illustrazioni di Nast, finora, avevano raffigurato Babbo Natale con indosso costumi delle più svariate forme e colori. Tuttavia, fu nel 1931 che Haddon Sundblom, assunto dalla Coca-Cola, ideò il modello rosso dell’abbigliamento di Babbo Natale. Nel tempo, la divulgazione delle campagne pubblicitarie del marchio ha finito per stabilire lo standard e renderlo celebre in tutto il mondo per come lo conosciamo oggi.

Dove abita Babbo Natale?

In Lapponia, esiste un luogo conosciuto come il villaggio di Babbo Natale.villaggio babbo natale Questo parco raccoglie ogni anno migliaia e migliaia di visitatori che vogliono vedere in prima persona Babbo Natale. I voli per questo luogo si moltiplicano quando arriva il Natale.

Dal 1985, Babbo Natale ha ricevuto 15 milioni di lettere da 198 paesi, rendendo l’ufficio postale centrale di Babbo Natale una tappa obbligata quando si visita il villaggio di Babbo Natale. Tutti i bambini del mondo, possono inviare la propria lettera a Babbo Natale, all’ indirizzo: Tähtikuja 1, 96930 Rovaniemi, Finlandia.

Babbo Natale esiste?

Babbo Natale esiste? Questa domanda prima o poi la fanno tutti i bambini.

Tanto, tanto tempo fa, e per l’esattezza, il 21 settembre 1897, The Sun, quotidiano di New York, pubblicò la risposta del giornale a una lettera inviata al direttore, da Virgina O’Hanlon, una bambina di 8 anni. La lettera divenne celebre e passo alla storia

La lettera di Virginia era molto breve:

“Caro Direttore: ho 8 anni. Alcuni miei amici dicono che Babbo Natale non esiste. Mio padre mi ha detto che: se lo vedi al sole, esiste. Per favore, dimmi la verità; Babbo Natale esiste?”

Francis Pharcellus Church era il direttore a cui toccava rispondere alla ragazza, scrisse:

“Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici. Non credono a nulla se non a quello che vedono. Credono che niente possa esistere se non è comprensibile alle loro piccole menti. Tutte le menti, Virginia, sia degli uomini che dei bambini, sono piccole. In questo nostro grande universo, l’uomo ha l’intelletto di un semplice insetto, di una formica, se lo paragoniamo al mondo senza confini che lo circonda e se lo misuriamo dall’intelligenza che dimostra nel cercare di afferrare la verità e la conoscenza.
babbo natale esiste
Sì, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Sarebbe triste anche se non esistessero delle Virginie. Non ci sarebbe nessuna fede infantile, né poesia, né romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo altra gioia se non quella dei sensi e dalla vista. La luce eterna con cui l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe.
Non credere in Babbo Natale! È come non credere alle fate! Puoi anche chiedere a tuo padre che mandi delle persone a tenere d’occhio tutti i comignoli del mondo per vederlo, ma se anche nessuno lo vedesse venire giù, che cosa avrebbero provato? Nessuno vede Babbo Natale, ma non significa che non esista. Le cose più vere del mondo sono proprio quelle che né i bimbi né i grandi riescono a vedere. Hai mai visto le fate ballare sul prato? Naturalmente no, ma questa non è la prova che non siano veramente lì. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie del mondo che non si possono vedere.
Puoi rompere a metà il sonaglio dei bebé e vedere da dove viene il suo rumore, ma esiste un velo che ricopre il mondo invisibile che nemmeno l’uomo più forte, nemmeno la forza di tutti gli uomini più forti del mondo, potrebbe strappare. Solo la fede, la poesia, l’amore possono spostare quella tenda e mostrare la bellezza e la meraviglia che nasconde. Ma è tutto vero? Ah, Virginia, in tutto il mondo non esiste nient’altro di più vero e durevole. Nessun Babbo Natale? Grazie a Dio lui è vivo e vivrà per sempre. Anche tra mille anni, Virginia, dieci volte diecimila anni da ora, continuerà a far felici i cuori dei bambini”

Yes, Virginia, there is a Santa Claus“, Si, Virginia, Babbo Natale c’è, negli Stati Uniti è divenuta una frase celebre, tanto da diventare un modo di dire per indicare che qualcosa di reale, qualcosa che esiste davvero!

 

I Vichinghi scoprirono l’America

sito-archeologico-di-L-Anse-aux-Meadows

Gli scienziati  sono sicuri, i Vichinghi erano presenti in America nel 1021.

I Vichinghi arrivarono in America 471 anni prima di Colombo.

L’Anse aux Meadows, nella baia di Épaves, all’estremità settentrionale della penisola di Terranova, in Canada, è un sito collegato sin dalla sua scoperta negli anni ’60 a un’occupazione vichinga.

Gli scavi hanno individuato i resti di otto edifici, tra cui officine e abitazioni, e manufatti. Tra i ritrovamenti una fibula di tipo nordico oppure pezzi di legno chiaramente scolpiti con strumenti di ferro, che mancavano agli indigeni. Dopo molte discussioni, ricerche archeologiche innovative sono state in grado di individuare la cronologia del sito: 1021.

Questa è, finora, la prova più antica che conferma l’arrivo dei Vichinghi nel continente americano, che chiamarono Vinlandia, “terra delle viti”, almeno 471 anni avanti a Cristoforo Colombo.

Lo assicura uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Nature che, secondo gli specialisti consultati da questo giornale, è serio, appassionante e susciterà molte discussioni accademiche.

Molti elogi dovrebbero andare a questi nordeuropei per essere stati la prima società umana ad attraversare l’Atlantico”, ha affermato il geoscienziato Michael Dee dell’Università di Groningen nei Paesi Bassi, che ha guidato lo studio pubblicato sulla rivista Nature.

Come si è scoperto l’anno dell’arrivo dei Vichinghi in America?

La ricerca condotta da Michael Dee e Margot Kuitems , dell’Università di Groningen, nei Paesi Bassi, ha datato attraverso l’analisi al radiocarbonio una serie di oggetti in legno rinvenuti nel sito.

La ricerca degli scienziati consisteva nel determinare l’anno in cui sono stati tagliati i boschi. Selezionarono quelli che mostravano prove di essere stati manipolati con strumenti metallici. I recuperi derivano dal sito di L’Anse aux Meadows, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.datazione-carbone-14-legno-vichinghi-america

Da questo evento hanno fatto da riferimento gli anni 992-993. In questi anni si registrò un insolito evento di raggi cosmici che aumentò il carbonio atmosferico. Questa situazione, documentata negli alberi di tutto il mondo, ha influenzato lo sviluppo degli anelli di legno.

I tre pezzi analizzati, da cui sono stati ricavati 127 campioni di Carbonio 14, sono stati tagliati nello stesso anno perché mostrano tutti una diminuzione del carbonio nell’anello che stava crescendo 29 anni prima, proprio quando si è verificata la tempesta solare.

Anse aux Meadows: l’insediamento vichingo in America

L’insediamento di L’Anse aux Meadows, serviva una stazione di passaggio utilizzata per le riparazioni navali e come base delle spedizioni vichinghe nell’entroterra, forse anche a sud.ricostruzione-insediamento-vichingo-america

Questo studio è di grande importanza perché rivela la prima data certa di un insediamento vichingo in America. Non ci sono prove archeologiche così concrete di un’altra occupazione dei norvegesi in quella che chiamavano Vinlandia.

I primi ad attraversare l’atlantico.

La recente scoperta segna molteplici pietre miliari per l’umanità. Innanzitutto, L’Anse aux Meadows offre la prima prova nota di una traversata transatlantica. Inoltre, segna il luogo in cui il globo è stato finalmente circondato dagli umani, che migliaia di anni prima erano entrati in Nord America attraverso un ponte terrestre che collegava la Siberia all’Alaska.

I Vichinghi, o popoli norvegesi, erano marittimi della penisola scandinava: Norvegia, Svezia e Danimarca. Si avventuravano spesso nell’Europa settentrionale, a volte colonizzando e talvolta commerciando o razziando. Possedevano straordinarie abilità nella costruzione navale e nella navigazione. Stabilirono insediamenti in Islanda e Groenlandia. Le loro barche di legno erano azionate da vele e remi. Un esemplare sopravvissuto, chiamata “nave Oseberg”, è lunga circa 22 metri.

Perché i vichinghi attraversarono l’atlantico?

I Vichinghi erano grandi marinai, gli scienziati che hanno condotto la ricerca ritengono che potrebbero essere giunti nel Canada di oggi in cerca di materie prime: “Penso sia giusto descrivere il viaggio come un viaggio di scoperta e di ricerca di nuove fonti di materie prime. materiali“, spiega Michael. Dee– Molti archeologi ritengono che la motivazione principale per la ricerca di questi nuovi territori sia stata la ricerca del legno. Si ritiene generalmente che provenissero dalla Groenlandia, dove il legno adatto per la costruzione è scarso.

È chiaro, quindi, che i Vichinghi arrivarono in America 471 anni prima che i Re europei finanziassero il viaggio di Cristoforo Colombo. Ma ci sono ancora domande senza risposta. Come ad esempio, per quanto tempo vissero i Vichinghi in questo angolo del Canada. Si stima che avrebbero potuto essere li per almeno un decennio.

Com’erano fatte le navi dei vichinghi?

Il fatto che Leif Erikson abbia guidato un equipaggio vichingo in Nord America in circa 1.000 – 500 anni prima che Cristoforo Colombo mettesse piede nel Nuovo Mondo, rende evidente la straordinaria abilità marittima dei Vichinghi e mostra la robustezza delle loro navi.

Le navi vichinghe erano azionate da una combinazione di manodopera e vento.

I principi di progettazione che hanno portato alla navi vichinghe possono essere fatti risalire all’inizio dell’età della pietra e all’umiak, una grande barca utilizzata dagli Yupik e dagli Inuit fino a 2.500 anni fa.

Le navi vichinghe furono costruite con il clinker

Il cosiddetto metodo “clinker” di costruzione delle navi si basa su assi di legno, solitamente di quercia, sovrapposte e inchiodate insieme. Gli spazi tra le assi sono stati quindi riempiti con lana catramata e peli di animali, garantendo una nave a tenuta stagna. Tipicamente dotate di postazioni di voga per tutta la loro lunghezza, le navi lunghe utilizzavano anche una grande vela quadrata, tessuta di lana.

Le navi vichinghe erano in grado di navigare in acque poco profonde
Un pescaggio poco profondo ha consentito la navigazione in acque poco profonde fino a un metro e ha reso possibili gli sbarchi sulla spiaggia.

La velocità era variabile da nave a nave, ma si pensa che le navi vichinghe più veloci potessero raggiungere velocità fino a 17 nodi in condizioni favorevoli.

Le barche erano tipicamente abbellite con copricapi decorativi. Le navi vichinghe erano a doppio attacco.
La loro prua simmetrica e il design di poppa consentivano alle navi vichinghe di fare retromarcia rapidamente senza doversi voltare. Ciò è stato particolarmente utile durante la navigazione in condizioni di ghiaccio.

L’ampiezza delle esplorazioni dei Vichinghi fu notevole. Dal Nord America a ovest all’Asia centrale a est, l’era vichinga è definita da un’esplorazione geograficamente estesa che non sarebbe stata possibile senza una costruzione navale così avanzata.

Il design della nave lunga è stato estremamente influente.
Le abilità di costruzione navale dei Vichinghi accompagnarono i loro lunghi viaggi. Molte delle caratteristiche delle navi vichinghe furono adottate da altre culture e continuarono a influenzare la costruzione navale per secoli.

Starlink: l’internet satellitare di Elon Musk

starlink elon musk

Come funziona Starlink e quanto costa? Quanto è veloce il servizio Internet di Starlink?

Per Elon Musk dopo SpaceX, StarLink è la sua grande innovazione aperta al pubblico. Come funziona StarLink internet e come acquistare e quanto costa il servizio starlink.

Come funziona Starlink?

Starlink è il servizio Internet satellitare sviluppato da SpaceX di Elon Musk. L’idea di questo progetto è di mettere in orbita migliaia di satelliti per portare Internet in ogni angolo del pianeta, comprese le zone rurali con minore copertura.
L’idea della società Starlink è quella di avere circa 12.000 satelliti in orbita,  che si possa quindi pagare un canone mensile per connettersi da qualsiasi luogo con il dispositivo che si possiede.satelliti starlink L’idea non è quella di competere con le connessioni in fibra o 5G, ma di integrare entrambe le offerte con quelle che già si possiedono.

Attualmente sono presenti anche altre società di collegamento satellitare, quasi sempre focalizzate su ambienti rurali. Starlink, sta provando a fornire il servizio in quelle zone di difficile accesso per le reti fisse, dove anche la copertura delle reti mobili non arriva bene.

 

Nei test effettuati da Starlink durante la fase beta, si nota che le connessioni Starlink raggiungono velocità comprese tra 50 Mbps e 150 Mbps, con una latenza compresa tra 20 e 40 millisecondi.

Funzionamento Starlink

Capire come funziona starlink è abbastanza semplice. Quello che SpaceX farà è creare un’enorme rete di satelliti che orbitano attorno alla terra. Saranno così tanti, che copriranno ogni angolo del pianeta. Questi satelliti utilizzeranno la propagazione delle onde elettromagnetiche attraverso il vuoto per inviare il loro segnale.

parabola starlinkA casa, si noleggia il servizio e si riceve il kit per montare l’antenna. Questo kit è configurato per la specifica area geografica, quindi non si può prendere in prestito. Il kit avrà un’antenna che dovrà essere collegata e puntare verso il cielo, dove riceverà i segnali. Questi segnali verranno inviati al router WiFi che è incluso nel kit e con esso, si avrà la connessione a casa.

Come indicato sul sito Starlink, l’antenna del kit deve essere posizionata in una zona sopraelevata e/o libera da ostacoli, come un albero, il tetto o un lampione. La presenza di eventuali ostacoli possono interferire con la connessione internet.

Quanto costa Starlink?

Starlink negli ultimi anni ha abbassato in modo significativo le sue tariffe, rendendo il servizio molto più accessibile rispetto al passato. Come sempre, per iniziare ad utilizzare il servizio è necessario il kit hardware (antenna, router e cavi), ma oggi il costo iniziale può variare a seconda delle promozioni attive.

Questa è la ripartizione dei prezzi aggiornati 2024-2025 per accedere al servizio Starlink Residenziale:

Starlink Residenziale (Standard e Lite)

Prezzo del kit Starlink: ~349 euro
In molti periodi promozionali il kit può essere ottenuto gratuitamente con un impegno di 12 mesi.

Spese di spedizione: 24 euro

Prezzo mensile del servizio:

    • 29 euro al mese per il piano Residenziale Lite

    • 40 euro al mese per il piano Residenziale Standard

Modalità Noleggio Residenziale

(Disponibile solo in alcune aree o durante specifiche offerte)

Prezzo del kit in noleggio: 15 euro al mese

Spese di spedizione: 24 euro

Prezzo mensile del servizio: 29–40 euro al mese a seconda del piano attivato

Starlink Business

Il piano Business offre accesso prioritario alla rete, velocità superiori e funzioni dedicate alle aziende:

  • Velocità tipiche: download 40–220 Mbps, upload 8–25 Mbps

  • Indirizzo IPv4 pubblico instradabile

  • Supporto tecnico prioritario

  • Dashboard aziendale per il monitoraggio remoto

  • Sedi di servizio illimitate

Costi aggiornati:

Prezzo del kit Starlink Business: 2.873 euro

Spese di spedizione: 24 euro

Prezzo mensile del servizio (1 TB di dati prioritari): 220 euro al mese

Nel caso di disservizi, poiché Starlink non garantisce di essere in grado di fornire il servizio nella zona in cui si abita, si hanno 30 giorni per richiedere un rimborso completo. In ogni caso, in fase di registrazione sul sito web, è possibile verificare la copertura della connessione nella propria zona.

Quanti satelliti Starlink ci sono nello spazio?

I primi prototipi di satelliti di Starlink sono stati lanciati in orbita nel 2018. Dal 2018 ad oggi, Tesla ha effettuato  più di 20 lanci di successo, portando il numero totale di satelliti lanciati a quasi 1.300. SpaceX ha lanciato alcuni dei satelliti in orbita utilizzando il razzo orbitale Falcon 9.

Alla fine, Starlink spera di circondare l’intero pianeta con satelliti in grado di trasmettere un segnale Wi-Fi utilizzabile ad alta velocità. Starlink, molto probabilmente avrà bisogno di almeno 10.000 satelliti in orbita per raggiungere questo obiettivo. SpaceX ha suggerito di volere fino a 30.000 satelliti nella costellazione, mentre Musk ha affermato che il servizio dovrebbe raggiungere la disponibilità mondiale nel 2022, se riuscirà a completare con successo molti altri lanci di satelliti.

Cosa include l’hardware Starlink?

Quando ci si abbona a Starlink, si riceve un kit che include un’antenna parabolica e un router.

Tutto quello che bisogna fare per stabilire la connessione è installare la parabola satellitare a casa e collegare il router. Inoltre, c’è un’app Starlink per Android e iOS che presenta la realtà aumentata per aiutare i clienti a scegliere la posizione migliore per posizionare i loro ricevitori a casa.

Quanto è veloce il servizio Internet di Starlink?

Il sito web di Starlink afferma che  la velocità dei dati varia da 50 a 150 megabit al secondo e la latenza da 20 a 40 millisecondi nella maggior parte delle località nei prossimi mesi. Elon Musk ha affermato che il servizio Internet avrebbe raddoppiato le sue velocità massime fino a 300 Mbps entro la fine dell’anno. Ad ogni modo, poiché Starlink lancia più satelliti, la  connessione Internet, inclusa la velocità dei dati, la latenza e il tempo di attività, dovrebbe migliorare.

Si può usare Starlink in caso di maltempo?

Per Starlink, il maltempo non sembra essere un problema. Secondo Starlink , il ricevitore dovrebbe essere in grado di sciogliere la neve che vi cade sopra, ma la società consiglia di installare Starlink in un luogo in cui non ci sia un grande accumulo di neve e altre ostruzioni dal campo visivo. Anche se, le forti piogge o il vento possono influire sulla connessione Internet satellitare, portando potenzialmente a velocità inferiori o a una rara interruzione del servizio internet.

Si può usare Starlink  in viaggio?

Musk ha rivelato su Twitter nell’aprile 2021 che il servizio è pronto per diventare completamente mobile. Bisogna tenere presente che al momento, i clienti Starlink non possono spostare il loro hardware esistente da un indirizzo all’altro. Elon Musk ammette che i terminali di Starlink sono troppo grandi per i veicoli di Tesla, ma ha detto che potrebbero funzionare tranquillamente su aerei, camper, camion e imbarcazioni.

Il CEO di SpaceX Elon Musk, ha successivamente chiarito che Starlink dovrebbe essere completamente mobile entro la fine dell’anno, quindi  si dovrebbe poter spostare ovunque o usarlo su un camper o un camion in movimento. Tuttavia, ha affermato che la società ha ancora bisogno di alcuni lanci satellitari in più per ottenere una copertura completa e affidabile.

Dove è disponibile Starlink?

Secondo SpaceX, il servizio di Starlink è ideale per le aree del mondo in cui la connettività è stata sempre una sfida. La copertura del servizio internet, aumenterà sempre più, man mano che i satelliti verranno lanciati e aggiunti alla costellazione di Starlink.

Vedi anche: Fibra ottica in casa

Come funziona OnlyFans?

come funziona onlyfans - guadagnare onlyfans

Come guadagnare su OnlyFans?

Cos’è OnlyFans?

Sicuramente avete sentito parlare di OnlyFans negli ultimi mesi, ma è possibile che non abbiate molto chiaro di cosa si tratta e come funziona questo social network. In questo articolo, spieghiamo tutto quello che c’è da sapere sulla piattaforma per adulti. Vedremo: abbonamento OnlyFans, quanto paga e come guadagnare con OnlyFans, e tutti i dettagli della piattaforma.

Nell’ultimo anno OnlyFans, ha catturato l’attenzione dei media. Principalmente, le notizie relative alla piattaforma si sono concentrate sulla segnalazione delle celebrità che hanno aperto un account, oltre a dettagliare quanto paga e quanto guadagnano alcune celebrità su OnlyFans.

OnlyFans è un social network “pay-per-view” lanciato nel 2016, che permette di condividere materiale video-fotografico come Facebook e Instagram, ma a differenza di questi che vietano i contenuti sessualmente espliciti, OnlyFans consente ai “content creator” di condividere foto e video di nudi.

È un social network per soli adulti in cui i creatori di contenuti condividono immagini e video erotici o sessuali di tutti i tipi e categorie.

L’idea è quella di fornire un luogo in cui gli artisti potessero fornire ai propri fan contenuti esclusivi, a cui potessero accedere in cambio di un abbonamento mensile.

Chi pubblica su OnlyFans?

Su OnlyFans si possono trovare vari tipi di creatori, che vanno dai più rinomati attori e attrici porno fino a dilettanti, modelle, che decidono di provare a guadagnare un po’ di soldi con contenuti hot.

Tuttavia, non tutto ciò che è pubblicato su OnlyFans è erotico. Ci sono anche account di famosi chef, artisti o star del fitness che hanno un profilo e condividono foto e video con i loro follower, che hanno trovato, oltre a Patreon, un altro luogo dove creare un business con la loro community.

Sebbene ci siano canali gratuiti, nella maggior parte dei casi, per accedere al contenuto, gli utenti devono diventare fan della persona che lo pubblica. Per fare ciò, devono iscriversi al profilo e pagare un canone mensile, il cui importo è fissato dal creatore entro i margini minimi e massimi stabiliti dalla piattaforma.

Secondo Tim Stokely, fondatore e CEO di OnlyFans conta circa 50 milioni di utenti in tutto il mondo, di cui un milione sono creator. Gli abbonamenti sono cresciuti incredibilmente durante la pandemia: sono aumentati di oltre il 50% e anche il numero dei creatori è salito alle stelle.

Come funziona OnlyFans

In Onlyfans ci sono due tipologie di utenti: fan e creatori di contenuti,  in entrambi i casi è necessario avere più di 18 anni per accedere al social network.

Fan

I fan, possono creare il proprio account gratuitamente per esplorare le persone che stanno pubblicando contenuti sulla piattaforma. Ma come dicevamo per avere accesso alle foto e ai video condivisi è necessario iscriversi e pagare il canone mensile fissato dal creatore.

Oltre a vedere i contenuti che i creatori stanno pubblicando, i fan possono ricevere messaggi a pagamento con foto o video premium e per poterli vedere devono effettuare un pagamento aggiuntivo.

Inoltre, possono anche scrivere messaggi privati ​​per richiedere richieste personalizzate, come foto o video con determinate caratteristiche. Il creatore può fornire loro questo contenuto in cambio di un pagamento extra chiamato mancia. I contenuti acquistati rimarranno nell’account dell’utente, in una scheda di acquisto, e saranno suoi per sempre anche se annulla l’iscrizione al creatore da cui li hai acquistati.

come guadagnare onlyfans

Creator Only Fans

In Onlyfans chiunque può diventare un creatore di contenuti. Tutto quello che bisogna fare è creare un account gratuito e verificare la registrazione con una foto che permetta alla piattaforma di confermare l’identità dell’utente.

Fatto ciò, il passaggio successivo in OnlyFans è impostare la quota di abbonamento mensile per i fan e iniziare a caricare contenuti per attirare follower.

Quanto si guadagna su Onlyfans?

I creatori di contenuti ricevono entrate in vari modi, i principali guadagni vengono dagli abbonamenti e dai messaggi a pagamento. I Content creator, possono guadagnare soldi con OnlyFans, pubblicando foto e video destinati ai loro  fan, che per poter godere dei contenuti devono sottoscrivere un abbonamento che può essere, mensile o trimestrale.

Sono gli stessi creator a stabilire la tariffa dell’abbonamento. In genere varia da 10 dollari a 500 dollari a seconda di quanto è famoso è il personaggio che li offre. La piattaforma incassa sempre il 20% della cifra proposta.

L’importo dell’abbonamento può oscillare tra i 4,99 e i 49,99 dollari, e in base alla piattaforma si possono guadagnare fino a 7.495 dollari al mese.

Oltre agli abbonamenti, i creatori possono anche guadagnare denaro da messaggi a pagamento. I fan devono pagare fino a $ 100 per i messaggi a pagamento, mentre il limite ai suggerimenti può arrivare fino a $ 200.

La spesa giornaliera dei fan, non può superare i 500 dollari nel caso dei nuovi utenti. Mentre se da tempo utilizzano il social in modo stabile, questo limite viene aumentato.

Un altro metodo di guadagno, spesso utilizzato dai creator, è quello di vendere oggetti personali usati ai propri follower.

I creatori ricevono l’80% delle loro entrate, inclusi iscritti, messaggi a pagamento e suggerimenti. Il restante 20% copre i pagamenti di referral, l’elaborazione dei pagamenti, l’hosting, il supporto e tutti gli altri servizi.

Quanto guadagnano le celebrità su Onlyfans?

Su OnlyFans chiunque può guadagnare soldi, ma grazie alla loro popolarità, le celebrità hanno più opzioni per raggiungere cifre stratosferiche.

Uno dei casi più noti è quello di Bella Thorne, la popolare ex ragazza Disney. L’attrice è entrata a far parte della piattaforma nell’agosto 2020. È riuscita a guadagnare più di un milione di dollari nelle prime 24 ore e ad aggiungere, più di due milioni di dollari in meno di una settimana.

Il problema è che i fan erano molto scontenti. Ha promesso nudi per un pagamento di $ 200, ma i fan hanno ricevuto foto di Thorne in mutande.

Ciò ha causato un’ondata di storni di addebito da parte dei fan. Questo ha portato la piattaforma a modificare la sua politica di pagamento dei creatori. Ad oggi hanno restrizioni che limitano l’importo che possono raccogliere e la velocità con cui possono trarre vantaggio dai tuoi contenuti.

In Italia, vari volti noti hanno confessato di aver guadagnato grandi somme di denaro su OnlyFans.

Ma se c’è chi si è iscritto a OnlyFans soltanto per business, le storie di chi si è iscritto alla piattaforma per sbarcare il lunario, complice la pandemia e la crisi economica, aumentano di ora in ora.

Differenze tra auto ibride ed elettriche

auto ibrida o elettrica

Prima di capire la differenze tra auto ibride ed elettriche, vediamo delle considerazioni valutando anche l’aspetto dell’inquinamento dovuto alla mobilità, costo e vantaggi.

Per combattere le emissioni di Co2 e l’inquinamento da polveri sottili. Negli ultimi anni sempre di più sono gli automobilisti che scelgono di acquistare macchine ibride o elettriche. Ne deriva dall’acquisto di auto elettriche vantaggi sotto diversi punti di vista.

Il futuro prevede che l’elettrico sia ormai la scelta definitiva che andrà a sostituire completamente i veicoli tradizionale per favorire auto green.

differenza tra auto ibrida ed elettricaLa considerazione che ne scaturisce, a differenza di quanto si pensi, è che le macchine elettriche non inquinino completamente, rispetto alle auto a carburante. Ma sostanzialmente le auto elettriche hanno comunque un ruolo (che possiamo considerare di riflesso) nelle emissioni di Co2. Questo avviene per esempio, durante la fabbricazione delle batterie che servono ad alimentare le auto elettriche o ibride. Inoltre c’è da considerare anche la produzione dell’energia elettrica che serve per la funzione di ricarica. Ne risulta quindi che bisogna fare molta attenzione nell’affermare che elettrico equivale a risolvere completamente il problema dell’inquinamento. Certamente le auto a carburante emettono Co2 durante tutto il loro ciclo di vita.  Ma bisogna valutare gli effettivi vantaggi per il pianeta delle auto elettriche. Vediamo adesso quali e quante sono le tipologie di auto considerate green, e che quali sono le differenze tra auto ibride ed elettriche.

Quanti tipi di macchine ibride esistono e qual’è la differenze tra auto ibride ed elettriche?

Bisogna fare anzitutto una distinzione tra auto ibride e ibride Plug-in.

Le auto ibride sono:

  • Micro Hybrid: Le auto di tipo micro hybrid prevedono solo un impianto elettrico più performante e inoltre, il sistema Start&Stop consente un recupero di energie durante la sosta.
  • Mild Hybrid: Hanno un motore elettrico che entra in funzione solo a basse velocità e in fase di accensione del veicolo. (Accesso ZTL)
  • Full Hybrid: Nel caso delle full hybrid il motore elettrico funziona sia in autonomia che in parallelo con quello a combustione. Si possono percorrere generalmente circa 20km. Si ricarica in fase frenante di decelerazione e sfruttando l’energia prodotta dal motore a carburante. (Accesso ZTL)

Le auto ibride plug-in:

  • Plug-in Hybrid: Solitamente si è in grado di percorrere 60km in solo elettrico con la maggior parte dei veicoli di questo tipo. La ricarica avviene per mezzo delle apposite colonnine o wallbox (soluzione di ricarica domestica). (Accesso ZTL)

Elettriche:

Veniamo adesso alle auto Elettriche che a differenza delle ibride possiedono un unico motore completamente elettrico. La loro autonomia varia tra i 150 e i 500km in base al modello e la casa produttrice. La ricarica, come per le plug-in hybrid, avviene tramite le apposite colonnine o wallbox. I tempi di ricarica delle auto elettriche variano in base ai kW di potenza della vettura acquistata, da 2 o 3 ore fino a 5/6 per una carica completa.

In base alla scelta dei comuni inoltre, le auto ibride ed elettriche possono accedere alle Zone a Traffico Limitato (ZTL)e usufruire delle strisce blu gratuitamente.

Vediamo adesso un po di curiosità generiche riguardo a tutto ciò che concerne di solito possedere un’automobile.

Costi di manutenzione e tagliandi auto elettriche

Le auto a carburante hanno svariati elementi soggetti a usura e controllo come ad esempio: cambio e usura cinghie, cambio e consumi di olio per il motore, filtri del motore ecc. Nelle auto elettriche invece la manutenzione è ridotta, in quanto il motore essendo elettrico richiede poca manutenzione. Per gli elementi invece come freni e filtri dell’aria risulta ovviamente invariata. Diverso invece per le auto ibride che mantengono alcune caratteristiche

Uno dei costi però molto elevati, è presente nell’eventuale cambio della batteria. Infatti il prezzo viene quantificati in kWh/€. Ogni casa automobilista, e ovviamente ogni modello di auto ha una batteria con diversa capienza. Genericamente il costo si aggira intorno ai 600€ per kWh di capienza.

Tempi e costi di revisione auto elettrica

Come per le auto a carburante le tempistiche sono uguali. La prima revisione viene effettuata dopo l’immatricolazione avviene 4 anni dopodiché ogni 2. Nei controlli tutto è invariato, ammortizzatori, freni, clacson, luci ecc., meno che il test sulle emissioni essendo un motore elettrico.

I costi invece variano dalle 50 alle 80 euro in base a dove viene effettuata. Solitamente i costi delle officine autorizzate sono maggiori rispetto alla motorizzazione civile.

Durata del motore di un auto elettrica

Il motore di un auto elettrica a differenza di quello a carburante, se ben revisionato, si presume dai test svolti finora che abbia una vita di gran lunga maggiore. Facendo una stima in chilometri il risultato è tra i 600mila e i 700mila.

Il paragone che noi facciamo è comunque molto generico. Sarebbero molti i parametri che da far subentrare per un confronto completo. Ad esempio la batteria delle auto elettriche negli anni scende di percentuale di carica. Sempre secondo delle statistiche la vita ottimale per una batteria è di circa 10 anni. Successivamente la sua potenzialità scende da un 100% fino al 70% circa.  Alcune case automobilistiche ne garantiscono il pieno regime fino a 500 cicli di carica dopo i quali la percentuale di perdita diventa comunque minima e ovviamente graduale.

Potenza del motore elettrico

Anche in questo caso, non prendendo casi specifici è difficile dare dati certi e univoci per tutte le auto. Anzitutto, risulta ovvio che dipende dal modello di autovettura presa in questione. Un’informazione invece che accomuna quasi tutte le auto è la potenza della batteria. Questa si aggira quasi in tutte le automobili intorno ai 400 Volt.

Costo dell’assicurazione e i vantaggi per le auto elettriche

I costi delle polizze assicurative sono un’elemento che fa gola a molti. Infatti per quanto riguarda le auto ibride molte case automobilistiche garantiscono un costo azzerato per tutti i km effettuati in elettrico. Mentre per le auto completamente elettriche anche qui i costi sono minori rispetto alle auto a carburante. Come cifra di riferimento generica si aggira tra i 100 e i 300€. Anche qui come negli altri casi il dato è molto generico.

Costo del bollo di un’auto elettrica

Per quanto riguarda l’Italia, il bollo delle auto elettriche è gratuito per i primi 6 anni di vita dell’autovettura. Successivamente è prevista una detrazione del 75 percento. Non valido però, per tutte le regioni. Lombardia e Piemonte infatti garantiscono costi completamente azzerati per tutta la vita dell’automobile, purché elettrica.

Con dati alla mano, come considerazione finale ne scaturisce che, i vantaggi nell’acquistare un’auto elettrica, anche se solitamente a costi d’acquisto maggiori rispetto a una classica auto, risulta molto conveniente in termini di costi di manutenzione, alimentazione e vivibilità.

Chi ha inventato l’aria condizionata?

chi-ha-inventato-l-aria-condizionata, willis-carrier

L’aria condizionata ha segnato un punto di svolta nella storia dell’umanità, offrendo un comfort senza precedenti durante le stagioni calde. Grazie all’ingegno di Willis Carrier e agli sviluppi successivi nell’industria, l’aria condizionata è diventata una parte integrante della nostra vita quotidiana, migliorando il nostro benessere e la produttività. Tuttavia, è importante bilanciare il suo utilizzo con la sostenibilità ambientale e la nostra salute personale. Continuando a investire in ricerca e innovazione, possiamo rendere l’aria condizionata sempre più efficiente e rispettosa dell’ambiente, garantendo un futuro confortevole per le generazioni a venire.

INDICE:

Origini dell’aria condizionata

L’aria condizionata non è una novità dell’era moderna. Le prime forme di raffreddamento dell’aria risalgono addirittura all’antica civiltà egizia, che utilizzava venti freschi soffiati su giare d’acqua per ottenere un effetto refrigerante. Tuttavia, il concetto moderno di aria condizionata ha radici più recenti.

Willis Carrier: il padre dell’aria condizionata

Se ci chiediamo chi ha inventato l’aria condizionata, il nome chiave è Willis Carrier. Nel 1902, Carrier, un ingegnere americano, ebbe l’idea rivoluzionaria di controllare la temperatura e l’umidità dell’aria all’interno di un ambiente. Il suo obiettivo principale era trovare una soluzione per gestire l’umidità dell’aria in una fabbrica di carta, poiché l’umidità eccessiva causava problemi nella stampa.

L’invenzione del primo sistema di condizionamento dell’aria

Nel 1902, Carrier sviluppò e brevettò il primo sistema di condizionamento dell’aria, noto come “Apparecchiature di trattamento dell’aria”. Questo sistema utilizzava una serie di bobine raffreddate ad acqua per rimuovere l’umidità dall’aria, consentendo un migliore controllo della temperatura e dell’umidità all’interno dell’ambiente.

L’aria condizionata e la rivoluzione industriale

L’invenzione di Carrier ha portato a un notevole miglioramento nelle industrie manifatturiere, poiché ora era possibile controllare l’ambiente interno, consentendo una produzione più efficiente e di alta qualità. La tecnologia dell’aria condizionata ha trovato anche applicazioni in ambienti sensibili come laboratori, ospedali e teatri, migliorando il comfort e la salute delle persone.

L’espansione dell’aria condizionata

Dopo il successo iniziale nella gestione dell’umidità nelle industrie, l’uso dell’aria condizionata si espanse gradualmente in altri settori. Negli anni ’20, i cinema iniziarono a utilizzare l’aria condizionata per attirare il pubblico durante i caldi mesi estivi. Nel corso degli anni, la diffusione dell’aria condizionata raggiunse le case, i veicoli e gli uffici di tutto il mondo.

Il successo dell’aria condizionata in ambito residenziale

Con il passare del tempo, l’aria condizionata ha guadagnato popolarità anche nelle abitazioni. A partire dagli anni ’50, l’avvento dei sistemi di climatizzazione domestica ha portato ad un aumento significativo dell’adozione dell’aria condizionata nelle case. Le unità di condizionamento residenziale hanno permesso alle famiglie di regolare la temperatura all’interno delle proprie abitazioni, garantendo comfort e benessere durante le stagioni calde.

L’impatto dell’aria condizionata sulla società e sull’economia

L’aria condizionata ha avuto un impatto significativo sulla società e sull’economia globale. In climi caldi, i sistemi di aria condizionata sono diventati essenziali per migliorare la qualità della vita e la produttività. Ad esempio, l’uso diffuso dell’aria condizionata ha permesso lo sviluppo di nuove industrie legate alla climatizzazione, creando posti di lavoro e stimolando l’innovazione tecnologica nel settore HVAC (Heating, Ventilation, and Air Conditioning).

Sostenibilità e innovazione nell’aria condizionata

Con l’aumento della consapevolezza riguardo all’efficienza energetica e all’impatto ambientale, l’industria dell’aria condizionata ha compiuto notevoli progressi verso soluzioni più sostenibili. Oggi, molti produttori offrono sistemi di aria condizionata ad alta efficienza energetica, riducendo il consumo di energia e le emissioni di gas serra. Inoltre, l’uso di refrigeranti ecologici sta diventando sempre più comune, contribuendo a preservare l’ambiente.

Curiosità e aneddoti sull’aria condizionata

L’aria condizionata ha ispirato una serie di curiosità e aneddoti interessanti. Ad esempio, il termine “aria condizionata” è spesso abbreviato in “AC”, ed è ampiamente utilizzato nell’inglese colloquiale. Negli Stati Uniti, il 17 luglio è stato designato come il “National Air Conditioning Day” per celebrare l’influenza positiva che ha avuto sulla società americana.

L’aria condizionata e la salute umana: Sebbene l’aria condizionata fornisca comfort durante i periodi caldi, è importante utilizzarla con saggezza per evitare effetti negativi sulla salute. La manutenzione regolare degli impianti e il corretto bilanciamento delle temperature sono fondamentali per evitare problemi come l’aria secca o l’eccessivo raffreddamento, che potrebbero influire sulla salute respiratoria e cutanea.

Prime installazioni pubbliche: Una delle prime grandi installazioni pubbliche di aria condizionata fu nel 1928 al cinema “Rivoli” a New York City. I cinema erano noti per essere uno dei primi luoghi pubblici a utilizzare sistemi di aria condizionata per attirare il pubblico durante i caldi mesi estivi.

Il boom dell’industria cinematografica: Grazie all’introduzione dell’aria condizionata nei cinema, l’industria cinematografica registrò un notevole aumento degli spettatori durante l’estate. Questo portò alla tradizione dei “blockbuster estivi”, con grandi uscite di film durante i mesi più caldi.

Aria condizionata e tecnologia: L’aria condizionata ha anche avuto un impatto sulla crescita e l’evoluzione di altre tecnologie. Ad esempio, i computer e altre apparecchiature elettroniche necessitano di condizioni ambientali controllate per funzionare in modo ottimale, e l’aria condizionata ha fornito la soluzione per tali esigenze.

Il controllo del clima nello spazio: L’aria condizionata è stata una componente cruciale nei programmi spaziali. Nelle navicelle spaziali e nelle stazioni spaziali, è necessario regolare l’aria e la temperatura per garantire la sicurezza e il comfort degli astronauti durante le missioni nello spazio.

L’aria condizionata nelle automobili: La diffusione dell’aria condizionata nelle automobili ha cambiato il modo in cui viaggiamo. L’uso di sistemi di aria condizionata nelle auto ha reso i lunghi viaggi estivi più piacevoli e confortevoli, contribuendo al crescente aumento delle auto climatizzate sulle strade di tutto il mondo.

Record di temperatura: L’aria condizionata ha reso vivibili alcuni dei luoghi più caldi e inospitali sulla Terra. Ad esempio, la città di Al ‘Aziziyah, in Libia, ha segnato un record di temperatura di 57,8°C il 13 settembre 1922, ma la misurazione fu successivamente oggetto di controversie e revisioni.

L’aria condizionata come invenzione dell’anno: Nel 2007, l’aria condizionata fu dichiarata “Invenzione dell’anno” dalla rivista Time. Ciò sottolinea la sua importanza nella società moderna e il suo impatto sul nostro stile di vita.

Ristoranti e l’effetto dell’aria condizionata: Alcuni ristoranti utilizzano strategie di controllo della temperatura per influenzare il comportamento dei clienti. Ricerche hanno dimostrato che l’aumento della temperatura in un ambiente può portare i clienti a mangiare e bere di più, mentre una temperatura più fresca può incoraggiarli a rimanere più a lungo.

Willis Carrier – La vita e l’eredità del padre dell’aria condizionata

Energia solare nello spazio: Il fotovoltaico spaziale oltre i confini terrestri

pannello solare spaziale differenza energia

L’energia solare è una risorsa inesauribile e pulita che viene sfruttata anche nello spazio. Grazie ai pannelli solari installati su satelliti e veicoli spaziali, è possibile generare e utilizzare energia solare per alimentare le missioni spaziali e le attività degli astronauti. Scopriamo insieme come funziona il fotovoltaico spaziale e le sfide uniche che si presentano al di là del pianeta Terra.

INDICE:

I pannelli solari nello spazio
L’effetto fotovoltaico
La produzione di energia spaziale
La Stazione Spaziale Internazionale (ISS):
Efficienza dei pannelli solari nello spazio
Durata dei pannelli solari nello spazio
La sfida dell’ombra
Differenza tra pannelli solari sulla Terra e quelli utilizzati nello Spazio

I pannelli solari nello spazio:

I pannelli solari utilizzati nello spazio sono simili a quelli utilizzati sulla Terra, ma con alcune differenze significative. Devono essere estremamente leggeri e resistenti per sopravvivere alle condizioni avverse dello spazio, come radiazioni intense, micro-meteoriti e sbalzi di temperatura. Inoltre, devono essere in grado di catturare la massima quantità di luce solare possibile, anche in condizioni di bassa illuminazione.

L’effetto fotovoltaico:

Alla base del funzionamento del fotovoltaico spaziale c’è l’effetto fotovoltaico, scoperto per la prima volta nel 1839 dal fisico francese Alexandre Edmond Becquerel. L’effetto fotovoltaico si verifica quando i fotoni provenienti dalla luce solare colpiscono i materiali semiconduttori presenti nei pannelli solari, creando una corrente elettrica.

La produzione di energia spaziale:

I pannelli solari nello spazio sono progettati per convertire la luce solare in energia elettrica che può essere utilizzata per alimentare i sistemi di bordo dei satelliti e delle navicelle spaziali. Gli array di pannelli solari possono essere piegati o dispiegati a seconda delle esigenze di spazio e possono essere orientati verso il Sole in modo da massimizzare la cattura di energia.

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS):

La Stazione Spaziale Internazionale è dotata di enormi pannelli solari che forniscono energia ai sistemi di vita e ai numerosi esperimenti scientifici condotti a bordo. I pannelli solari dell’ISS coprono un’area di oltre 2.500 metri quadrati e producono abbastanza energia da alimentare l’intera stazione spaziale.

Le sfide del fotovoltaico spaziale:

Il fotovoltaico spaziale affronta diverse sfide uniche. Uno dei principali ostacoli è la riduzione dell’efficienza dei pannelli solari nel tempo a causa dell’esposizione prolungata alle radiazioni solari e ai raggi cosmici. Pertanto, è necessario sviluppare materiali e tecniche di protezione che possano mantenere l’efficienza del fotovoltaico nello spazio.

L’energia solare al di là del Sistema Solare:

Alcune missioni spaziali, come quelle verso i pianeti esterni o oltre il Sistema Solare, si trovano in zone dove la luce solare è molto scarsa. In questi casi, i pannelli solari tradizionali potrebbero non essere sufficienti per fornire l’energia necessaria. Vengono sviluppate alternative innovative, come generatori termoelettrici a radioisotopi, che sfruttano il calore prodotto dalla decadimento di sostanze radioattive per generare energia elettrica.

L’energia solare per le future missioni spaziali:

L’energia solare gioca un ruolo fondamentale nelle future missioni spaziali, come l’esplorazione lunare e marziana. I pannelli solari saranno utilizzati per fornire energia alle colonie spaziali, alle stazioni di ricerca e alle basi lunari o marziane, consentendo una presenza umana a lungo termine nello spazio.

Applicazioni future: l’idea di una “cintura solare”

Uno degli sviluppi futuri nell’ambito del fotovoltaico spaziale potrebbe essere la creazione di una “cintura solare” nello spazio. Questa ipotetica struttura consisterebbe in una serie di pannelli solari posizionati in orbita attorno al Sole, catturando energia solare in quantità enormi e trasmettendola alla Terra tramite microonde o laser. Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare il modo in cui l’energia solare viene raccolta e utilizzata.

Efficienza dei pannelli solari nello spazio:

Nonostante le condizioni avverse dello spazio, i pannelli solari utilizzati nello spazio hanno un’efficienza sorprendentemente elevata. Possono raggiungere un’efficienza di conversione dell’energia solare superiore al 30%, grazie all’utilizzo di materiali semiconduttori avanzati e di tecniche di ottimizzazione progettate specificamente per le condizioni spaziali.

Durata dei pannelli solari nello spazio:

I pannelli solari nello spazio sono progettati per resistere a lungo termine. Molti hanno una durata di vita prevista di oltre 20 anni, mantenendo una buona efficienza durante tutto il periodo. Però, la riduzione graduale dell’efficienza nel tempo è ancora un’area di ricerca attiva per migliorare la durata dei pannelli solari nello spazio.

La sfida dell’ombra:

Nello spazio, la presenza di ombre può ridurre significativamente l’efficienza dei pannelli solari. Anche una piccola ombra può avere un impatto notevole, poiché il resto del pannello rimane attivo e crea un “collegamento” inverso, riducendo la produzione complessiva di energia. Quindi, è fondamentale progettare sistemi di controllo per evitare l’ombra generata da strutture o da altri componenti dell’astronave.

Il fotovoltaico spaziale e l’esplorazione di Marte:

L’utilizzo dell’energia solare è fondamentale per le missioni su Marte. I veicoli spaziali inviati su Marte, come i rover, utilizzano pannelli solari per generare energia per le attività di esplorazione e i sistemi di comunicazione. I pannelli solari consentono loro di funzionare autonomamente e di rimanere operativi anche in un ambiente così ostile come quello marziano.

La corsa alle innovazioni:

L’ambiente spaziale spinge all’innovazione nel campo del fotovoltaico. Le sfide uniche dello spazio hanno spinto i ricercatori a sviluppare nuovi materiali, come le celle solari flessibili e le celle multigiunzione, che sono in grado di operare con maggiore efficienza e resistenza alle condizioni spaziali estreme.

Il ruolo dell’energia solare nello spazio profondo:

Il fotovoltaico spaziale potrebbe svolgere un ruolo cruciale nelle future missioni di esplorazione dello spazio profondo. Siccome le missioni al di fuori del nostro Sistema Solare richiedono un’energia sostenibile a lungo termine, l’utilizzo dell’energia solare potrebbe diventare una soluzione vitale per fornire energia alle sonde e alle astronavi in viaggio nello spazio interstellare.



Quali sono le differenze tra i pannelli solari spaziali e i pannelli solari che utilizziamo quotidianamente nelle nostre case?

Resistenza alle condizioni estreme:

I pannelli solari nello spazio, a differenza di un impianto fotovoltaico classico, devono essere progettati per sopportare condizioni ambientali estreme, come radiazioni solari intense, micro-meteoriti e sbalzi di temperatura estremi. Devono essere costruiti con materiali resistenti e leggeri, in grado di sopravvivere a lungo termine in uno spazio privo di atmosfera.

Efficienza e potenza:

I pannelli solari nello spazio richiedono un’efficienza e una potenza più elevate rispetto ai pannelli solari terrestri. Questo perché devono catturare e convertire la massima quantità possibile di energia solare, considerando che la luce solare è meno intensa nello spazio rispetto alla superficie terrestre.

Sistemi di tracciamento solare:

I pannelli solari nello spazio sono dotati di sistemi di tracciamento solare più avanzati rispetto a quelli utilizzati quotidianamente sulla Terra. Poiché la posizione del Sole nello spazio è in continua evoluzione rispetto all’orbita del satellite o della navicella spaziale, i pannelli solari devono essere in grado di ruotare o orientarsi in modo da massimizzare l’esposizione alla luce solare.

Durata e manutenzione:

I pannelli solari nello spazio devono essere progettati per una durata di vita estesa e richiedono una manutenzione minima. A differenza dei pannelli solari terrestri, che possono essere facilmente ispezionati o sostituiti se necessario, i pannelli solari nello spazio devono essere affidabili per periodi prolungati senza interventi umani diretti.

Sicurezza e protezione:

I pannelli solari nello spazio devono essere progettati per garantire la sicurezza delle missioni spaziali. Devono essere costruiti con materiali che non rappresentino un rischio di contaminazione per l’ambiente spaziale o per gli astronauti, e devono essere protetti da danni esterni, come impatti di detriti spaziali.

Il fotovoltaico spaziale rappresenta una pietra miliare nell’utilizzo dell’energia solare al di là dei confini terrestri. I pannelli solari nello spazio sono progettati per resistere alle condizioni avverse e forniscono energia per le missioni spaziali e le attività umane nello spazio. Nonostante le sfide uniche, il fotovoltaico spaziale continua a evolversi per supportare l’esplorazione spaziale futura e potenzialmente trasformare l’energia solare in una risorsa fondamentale per le future colonie spaziali.

Siamo solo all’inizio dell’avventura dell’energia solare nello spazio, e le possibilità sono infinite. Con la continua ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie, il fotovoltaico spaziale potrebbe aprire la strada a una nuova era di esplorazione e sfruttamento delle risorse solari al di là del nostro pianeta.

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