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Calcolatore pensione netta 2026: quanto prendi e l’aumento nel 2027

Il calcolatore pensione netta che trovi qui sotto fa in pochi secondi il conto che il cedolino INPS non spiega: parti dall’importo lordo, togli l’IRPEF, aggiungi la detrazione per i pensionati, sottrai le addizionali regionale e comunale e arrivi a quanto ti accreditano davvero nel 2026. Poi fa un passo in più, quello che interessa a tutti in queste settimane: applica la rivalutazione prevista per gennaio 2027, fascia per fascia, e ti dice di quanti euro netti salirà l’assegno. Non di quanti lordi, come nella maggior parte delle tabelle che circolano.

Una pensione da 2.000 euro lordi, per dire, oggi vale circa 1.567 euro netti al mese e con un’inflazione al 2,9% salirebbe di 58 euro lordi. In tasca ne arriverebbero meno di 40. Sotto trovi lo strumento, la formula spiegata riga per riga, tre esempi completi e le trappole in cui cadono molti simulatori online.

🗓️ Ultimo aggiornamento: settembre 2026. Aliquote IRPEF 2026 della legge di bilancio (L. 199/2025), detrazione per redditi di pensione dell’art. 13 del TUIR, trattamento minimo 2026 da circolare INPS n. 153/2025. Rivalutazione 2027 precompilata al 2,9% (inflazione acquisita ISTAT ad agosto): la percentuale ufficiale arriva con il decreto di novembre.
📌 Articolo in breve
La pensione netta si ottiene sottraendo al lordo annuo l’IRPEF (23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000, 43% oltre) al netto della detrazione per pensionati, che azzera l’imposta fino a 8.500 euro l’anno e sale di 50 euro tra 25.001 e 29.000 euro. Le addizionali si pagano solo se l’IRPEF è dovuta, e nel cedolino riguardano l’anno prima. Nel 2027 la rivalutazione è piena fino a 2.447,40 euro lordi al mese, al 90% fino a 3.059,25 e al 75% oltre: per chi paga l’IRPEF sull’aumento lordo pesa poi un’aliquota effettiva tra il 29% e il 43%, più le addizionali.
⚠️ Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza fiscale o tributaria. Le normative fiscali cambiano frequentemente: verifica sempre i dati aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgiti a un commercialista.

Indice

  1. Il calcolatore pensione netta 2026 e 2027
  2. Come usare il calcolatore
  3. Dal lordo al netto: la formula passo per passo
  4. Tredicesima e addizionali: perché il netto non è uguale ogni mese
  5. La stima 2027: rivalutazione a fasce e aumento netto
  6. Tre esempi completi e la tabella per importo
  7. Cosa il calcolatore non considera ed errori comuni
  8. Domande frequenti

Il calcolatore pensione netta 2026 e 2027

Inserisci il lordo mensile oppure quello annuo che trovi nella Certificazione Unica. I campi delle addizionali e della rivalutazione sono già compilati con valori di partenza, ma conviene sostituirli con quelli del tuo Comune e della tua Regione: nel paragrafo successivo spieghiamo dove trovarli.

🧮 Calcolatore pensione netta 2026 e aumento 2027








ℹ️ I risultati forniti sono stime indicative basate sui dati inseriti e sui parametri vigenti alla data di pubblicazione. Per calcoli ufficiali fai riferimento all’Agenzia delle Entrate o a un professionista abilitato.

Come usare il calcolatore

Il primo campo è l’importo lordo. Lo trovi nel cedolino della pensione, che si scarica dal sito dell’INPS con SPID, CIE o CNS nella sezione dedicata, alla voce dell’importo lordo della rata. Se preferisci partire dal dato annuo, prendi la Certificazione Unica e scegli “annuo” nel menu: il calcolatore divide per il numero di mensilità. Attenzione a un dettaglio che fa sbagliare parecchi conti: se hai più di una pensione, per esempio una di vecchiaia e una di reversibilità, devi inserire la somma dei lordi. L’IRPEF si calcola sul reddito complessivo e anche la rivalutazione, come vedremo, si applica all’insieme dei trattamenti.

Le mensilità sono 13 per quasi tutte le pensioni INPS, dodici rate più la tredicesima di dicembre. L’età è facoltativa e non cambia il calcolo delle tasse, perché dal 2022 la detrazione dei pensionati è la stessa a qualunque età (le istruzioni del modello 730/2026 riportano un’unica tabella). Serve però a far comparire due avvisi utili: quello sulla quattordicesima, che spetta dai 64 anni con redditi bassi, e quello sulla maggiorazione sociale.

Poi ci sono le due addizionali. La regionale parte da un’aliquota base dell’1,23% e le Regioni possono alzarla fino al 3,33%, spesso con aliquote diverse per scaglione di reddito: in quel caso inserisci l’aliquota dello scaglione in cui cade il tuo reddito annuo, sapendo che il risultato sarà leggermente approssimato. La comunale va da zero allo 0,8% (a Roma 0,9%) e alcuni Comuni prevedono una soglia di esenzione per i redditi bassi. Le aliquote deliberate da ogni Regione e da ogni Comune sono pubblicate dal Dipartimento delle Finanze, nelle pagine sull’addizionale regionale e sull’addizionale comunale. Un controllo più rapido: nel cedolino di gennaio compaiono le rate delle addizionali, moltiplicale per 11 e dividi per il reddito dell’anno precedente.

L’ultimo campo è la percentuale di rivalutazione 2027. L’abbiamo precompilata con il 2,9%, lo stesso valore usato nel nostro articolo sulla rivalutazione delle pensioni 2027: è l’inflazione acquisita per il 2026 stimata dall’ISTAT nel comunicato sui prezzi di agosto 2026. Il dato ufficiale si basa su un altro indice (FOI senza tabacchi) e arriverà con il decreto di novembre, quindi puoi provare anche 2,6 o 3,2 per vedere quanto si sposta il risultato.

Dal lordo al netto: la formula passo per passo

Il calcolo parte dal reddito annuo, cioè il lordo mensile moltiplicato per le mensilità. Su quel reddito si applica l’IRPEF a scaglioni in vigore dal 2026: 23% sulla parte fino a 28.000 euro, 33% sulla parte tra 28.000 e 50.000, 43% su quello che supera i 50.000. Il secondo scaglione era al 35% fino al 2025: lo ha abbassato l’articolo 1, comma 3, della legge 30 dicembre 2025, n. 199. Il risultato è l’IRPEF lorda, e nessun pensionato la paga per intero.

Dall’IRPEF lorda si toglie infatti la detrazione per redditi di pensione dell’articolo 13, comma 3, del TUIR. Vale 1.955 euro se il reddito complessivo non supera 8.500 euro; tra 8.500 e 28.000 euro è pari a 700 euro più 1.255 euro moltiplicati per il rapporto tra (28.000 meno il reddito) e 19.500; tra 28.000 e 50.000 euro è 700 euro moltiplicati per (50.000 meno il reddito) diviso 22.000; oltre i 50.000 non spetta. C’è poi un comma che molti dimenticano, il 3-bis: tra 25.001 e 29.000 euro la detrazione sale di altri 50 euro. Il rapporto va troncato alla quarta cifra decimale, come indicano le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, e il calcolatore lo fa.

Reddito annuo da pensione Detrazione Esempio
Fino a 8.500 € 1.955 € 8.060 € (620 € × 13): IRPEF zero
Da 8.500 a 28.000 € 700 + 1.255 × (28.000 − reddito) / 19.500 13.000 €: 1.665,35 €
Da 25.001 a 29.000 € +50 € in aggiunta alla formula 26.000 €: 828,64 + 50 = 878,64 €
Da 28.000 a 50.000 € 700 × (50.000 − reddito) / 22.000 45.500 €: 143,15 €
Oltre 50.000 € 0 58.500 €: nessuna detrazione

Da qui nasce la famosa no tax area dei pensionati. Il 23% di 8.500 euro fa esattamente 1.955 euro, quindi fino a quella soglia la detrazione si mangia tutta l’imposta. Chi ha solo la pensione e non supera 8.500 euro l’anno, circa 653 euro lordi al mese su tredici mensilità, non paga IRPEF. Le tabelle sono quelle riportate nelle istruzioni al modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate, tabella 7.

Ultimo passaggio, le addizionali. Si calcolano applicando le aliquote al reddito complessivo, ma con una condizione che molti simulatori ignorano: sono dovute solo se, per lo stesso anno, risulta dovuta l’IRPEF al netto delle detrazioni. Lo prevede la disciplina del tributo richiamata dal Dipartimento delle Finanze. Un pensionato nella no tax area, quindi, non paga nemmeno le addizionali. Sottratte IRPEF netta e addizionali al reddito annuo, si ottiene il netto annuo; diviso per le mensilità, il netto medio che il calcolatore mostra in evidenza.

Tredicesima e addizionali: perché il netto non è uguale ogni mese

Chi confronta il risultato con il proprio cedolino spesso trova qualche euro di differenza, e non è un errore. Il netto medio è un numero “vero” su base annua, ma l’INPS non distribuisce le trattenute in parti uguali. Le ragioni principali sono due: la tredicesima e il calendario delle addizionali.

Sulla tredicesima non si applicano detrazioni aggiuntive. La detrazione annua per i pensionati viene ripartita sulle dodici rate ordinarie, mentre la tredicesima di dicembre subisce l’IRPEF senza sconti. Il risultato può sorprendere: per una pensione da 800 euro lordi il calcolatore stima una rata ordinaria intorno a 750 euro netti e una tredicesima di circa 616, perché su quest’ultima pesa il 23% pieno. Chi sta nella no tax area, invece, non ha trattenute nemmeno sulla tredicesima. La ripartizione che il calcolatore mostra nella seconda tabella è indicativa, costruita con questo criterio, ma la somma delle rate coincide al centesimo con il netto annuo. Per tempi e regole della mensilità aggiuntiva c’è la nostra guida a tredicesima e quattordicesima 2026.

Le addizionali, poi, hanno un calendario sfasato. Quelle che l’INPS trattiene nel 2026 si riferiscono al reddito del 2025 e sono divise in undici rate uguali da gennaio a novembre; a dicembre non ci sono. Da marzo si aggiunge l’acconto dell’addizionale comunale per l’anno in corso, in nove rate fino a novembre. Il calendario è scritto nel paragrafo 7.2 della circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, ed è uno dei motivi per cui a dicembre la rata ordinaria è più alta, come ricordiamo anche nel calendario dei pagamenti INPS di ottobre 2026.

Il calcolatore fa una scelta dichiarata: calcola le addizionali sul reddito dello stesso anno (per competenza) e nel netto medio le spalma su tutte le mensilità, mentre nella tabella della distribuzione le mette sulle undici rate da gennaio a novembre. Se la tua pensione non è cambiata molto rispetto all’anno prima, la differenza con le addizionali realmente trattenute è di pochi euro. A gennaio e febbraio possono comparire anche i conguagli IRPEF dell’anno precedente, che il calcolatore non può conoscere: ne abbiamo parlato nell’articolo sui conguagli fiscali INPS sulle pensioni.

La stima 2027: rivalutazione a fasce e aumento netto

A gennaio 2027 le pensioni verranno adeguate all’inflazione con il meccanismo stabilito dall’articolo 1, comma 478, della legge 160/2019, lo stesso applicato nel 2026. La percentuale si riconosce per intero sulla parte di pensione fino a quattro volte il trattamento minimo, al 90% sulla parte tra quattro e cinque volte, al 75% sulla parte che supera cinque volte. Il riferimento è il trattamento minimo dell’anno precedente: per il 2026 l’INPS ha usato quello del 2025 (603,40 euro, soglie a 2.413,60 e 3.017,00 euro), per il 2027 si userà quello del 2026, fissato a 611,85 euro dalla circolare 153.

Parte di pensione lorda mensile Quota riconosciuta Con inflazione al 2,9%
Fino a 2.447,40 € (4 volte il minimo) 100% 2,90%
Da 2.447,40 a 3.059,25 € 90% 2,61%
Oltre 3.059,25 € 75% 2,175%

Due precisazioni. La prima: le fasce funzionano come gli scaglioni IRPEF, quindi nessuno perde la rivalutazione piena sui primi 2.447,40 euro. La seconda: la base è l’importo complessivo di tutte le pensioni del titolare, comprese quelle pagate da enti diversi dall’INPS e registrate nel Casellario centrale, e l’aumento viene poi ripartito in proporzione su ciascun assegno. Per questo, se hai due pensioni da 1.500 euro, non puoi calcolare la rivalutazione piena su ognuna: la base è 3.000 euro.

Ottenuto il nuovo lordo, il calcolatore rifà da capo il conto del netto con le regole IRPEF 2026, perché le modifiche discusse per la manovra 2027 (come l’estensione del 33% fino a 60.000 euro, di cui abbiamo parlato nell’articolo sulla manovra 2027) per ora sono proposte. La differenza tra il netto 2027 e quello 2026 è l’aumento che vedrai davvero. È più basso del lordo per due ragioni che si sommano: l’aumento è tassato all’aliquota marginale e, finché il reddito resta sotto i 50.000 euro, ogni euro in più riduce anche la detrazione. Tra 8.500 e 28.000 euro questo porta il prelievo effettivo sull’aumento al 29,4% circa, tra 28.000 e 50.000 al 36,2%, a cui vanno aggiunte le addizionali.

Tre esempi completi e la tabella per importo

Gli esempi che seguono sono calcolati con lo strumento di questa pagina, 13 mensilità, rivalutazione al 2,9% e nessun altro reddito oltre alla pensione. Puoi rifarli inserendo gli stessi dati.

Giovanna, pensione da 1.000 euro lordi, addizionali all’1,23% e allo 0,8%. Il reddito annuo è 13.000 euro, l’IRPEF lorda 2.990. La detrazione vale 1.665,35 euro, quindi l’IRPEF netta scende a 1.324,65. Le addizionali sono 159,90 euro di regionale e 104 di comunale. Il netto annuo è 11.411,45 euro, cioè 877,80 euro medi per mensilità. Nel cedolino vedrebbe circa 884,79 euro da gennaio a novembre, 908,78 a dicembre e una tredicesima di 770 euro. Nel 2027 la pensione salirebbe a 1.029 euro lordi e il netto medio a 897,67: l’aumento netto è di 19,87 euro al mese, contro i 29 lordi.

Franco, pensione da 2.000 euro lordi, stesse addizionali. Reddito 26.000 euro, IRPEF lorda 5.980. Qui scatta il bonus del comma 3-bis: la detrazione è 828,64 euro più 50, in tutto 878,64. IRPEF netta 5.101,36 euro, addizionali 319,80 e 208 euro, netto annuo 20.370,84: fanno 1.566,99 euro medi al mese. Con la rivalutazione la pensione arriva a 2.058 euro lordi e il netto medio a 1.606,73. Aumento netto: 39,75 euro al mese, 516,71 l’anno.

Luisa, pensione da 3.500 euro lordi, in una Regione con addizionale all’1,73% e comunale allo 0,8%. Reddito 45.500 euro, IRPEF lorda 12.215, detrazione ridotta a 143,15 euro, IRPEF netta 12.071,85. Addizionali: 787,15 e 364 euro. Netto annuo 32.277 euro, 2.482,85 medi al mese. La rivalutazione lavora su tre fasce: 70,97 euro sui primi 2.447,40, 15,97 sulla fascia al 90% e 9,59 sulla parte al 75%, in tutto 96,53 euro lordi. Il netto medio 2027 sale a 2.542,01 euro, con un aumento netto di 59,16 euro al mese.

La tabella allarga il confronto a più importi, sempre con addizionale regionale all’1,23% e comunale allo 0,8%.

Lordo mensile 2026 Netto medio 2026 Aumento lordo 2027 Netto medio 2027 Aumento netto
620 € 620,00 € 17,98 € 637,98 € 17,98 €
800 € 740,73 € 23,20 € 756,63 € 15,90 €
1.000 € 877,80 € 29,00 € 897,67 € 19,87 €
1.250 € 1.049,14 € 36,25 € 1.073,98 € 24,84 €
1.500 € 1.220,47 € 43,50 € 1.250,28 € 29,81 €
2.000 € 1.566,99 € 58,00 € 1.606,73 € 39,75 €
2.500 € 1.882,46 € 72,35 € 1.927,17 € 44,71 €
3.000 € 2.191,41 € 85,40 € 2.244,17 € 52,77 €
3.500 € 2.500,35 € 96,53 € 2.559,99 € 59,65 €
4.500 € 3.073,65 € 118,28 € 3.138,67 € 65,02 €

Colpisce la riga degli 800 euro: l’aumento netto (15,90 euro) è più basso di quello di chi prende 620 euro (17,98). Il motivo è che a 620 euro si è ancora nella no tax area e l’aumento arriva intero, mentre a 800 euro si pagano IRPEF e addizionali e ogni euro in più costa anche un pezzo di detrazione. Per le pensioni al minimo, però, c’è un’avvertenza che la tabella non può mostrare: l’incremento straordinario dell’1,3% che porta il minimo da 611,85 a 619,80 euro è previsto solo per il 2026, e se non verrà rinnovato l’aumento reale sarà più basso. I due scenari sono ricostruiti nell’articolo sulla pensione minima 2026 e in quello sulla proposta di portare le pensioni minime 2027 a 800-850 euro.

📝 Nota della redazione: controllando le formule abbiamo notato che molte guide e simulatori riportano la detrazione per i pensionati senza il comma 3-bis dell’articolo 13 del TUIR, i 50 euro in più tra 25.001 e 29.000 euro di reddito, che invece compaiono nella tabella 7 delle istruzioni al 730/2026. L’effetto si vede sulla rivalutazione. Una pensione da 2.230 euro lordi fa 28.990 euro l’anno: con l’aumento di gennaio il reddito supera i 29.000 euro e quei 50 euro spariscono. Risultato, secondo il nostro calcolatore: 64,67 euro lordi in più al mese ma solo 36,11 netti, meno dei 39,75 di chi parte da 2.000 euro e riceve un aumento lordo più piccolo. È un caso limite, ma riguarda tutti i pensionati tra circa 2.170 e 2.230 euro lordi al mese.

Cosa il calcolatore non considera ed errori comuni

Il calcolatore parte da un’ipotesi semplice: la pensione è l’unico reddito, a parte la casa di abitazione. Se hai un affitto tassato con IRPEF ordinaria, un terreno o un piccolo lavoro, il reddito complessivo sale, la detrazione scende e il netto reale sarà più basso. Non considera nemmeno le detrazioni per coniuge o familiari a carico, gli oneri detraibili che recuperi con il 730, né le trattenute diverse dal fisco, come cessioni del quinto, recuperi di somme non dovute o quote sindacali. Per il calcolo di scaglioni e detrazioni in generale c’è la guida a come calcolare l’IRPEF 2026.

Restano fuori anche alcune somme che non sono tassate. La quattordicesima di luglio, che spetta dai 64 anni a chi ha redditi fino a due volte il trattamento minimo (15.908,10 euro nel 2026), non costituisce reddito ai fini fiscali in base all’articolo 5 del decreto-legge 81/2007: non va quindi sommata nel lordo. Lo stesso vale per la maggiorazione sociale. Il calcolatore, se inserisci l’età, ti avvisa quando potresti averne diritto. Chi ha pensioni assistenziali come l’assegno sociale o l’invalidità civile non tassata, invece, non deve usare questo strumento.

C’è poi un caso che sembra un errore del calcolatore e non lo è. Chi supera anche di pochi euro gli 8.500 euro annui passa da IRPEF zero a un’IRPEF di pochi centesimi, e da quel momento diventano dovute le addizionali intere, perché la regola le lega all’esistenza dell’imposta e non al suo importo. Con una pensione di 653,85 euro lordi (8.500,05 euro l’anno) l’IRPEF è 0,14 euro, ma con le aliquote di partenza le addizionali valgono 172,55 euro. È anche per questo che molti Comuni prevedono soglie di esenzione: se il tuo ne ha una, metti zero nel campo della comunale.

L’errore più diffuso nelle tabelle sui giornali, infine, è confondere lordo e netto dell’aumento, oppure applicare la rivalutazione a ogni singola pensione invece che alla somma. Il secondo ha un effetto piccolo sulle pensioni basse, ma sopra i 2.447,40 euro complessivi sposta il risultato. Chi vuole capire invece a quanto ammonterà l’assegno prima di andare in pensione può usare il nostro calcolatore della pensione futura, mentre per il cedolino estivo con quattordicesima e rivalutazione c’è l’articolo sulle pensioni di luglio 2026.

Domande frequenti

Quanto prende di netto chi ha 1.500 euro lordi di pensione?

Con 13 mensilità, nessun altro reddito e addizionali all’1,23% e allo 0,8%, circa 1.220 euro medi al mese (15.866 euro netti l’anno). La cifra cambia di qualche decina di euro in base alle aliquote della tua Regione e del tuo Comune.

Fino a quanto la pensione non paga tasse?

Fino a 8.500 euro di reddito complessivo annuo, circa 653 euro lordi al mese su tredici mensilità, se non ci sono altri redditi. In quella fascia la detrazione di 1.955 euro azzera l’IRPEF e non sono dovute neppure le addizionali.

Perché la tredicesima è più bassa di una rata normale?

Perché la detrazione per i pensionati viene distribuita sulle dodici rate ordinarie e sulla tredicesima si applica l’IRPEF senza detrazioni. Su base annua il conto torna, ma a dicembre la differenza si vede, soprattutto sulle pensioni medio-basse.

Le addizionali che pago nel 2026 dipendono dalla pensione del 2026?

No. Il saldo delle addizionali trattenuto da gennaio a novembre 2026 si riferisce al reddito del 2025. Da marzo si paga anche l’acconto dell’addizionale comunale 2026. Il calcolatore le stima sul reddito dello stesso anno, e la differenza è minima se l’assegno non è cambiato molto.

Quando saprò la percentuale definitiva di rivalutazione 2027?

Con il decreto del Ministero dell’Economia atteso a novembre 2026, poi recepito dalla circolare INPS di dicembre. Quando uscirà basta cambiare il campo della rivalutazione per avere il netto aggiornato; noi aggiorneremo il valore precompilato.

Ho due pensioni: devo fare il calcolo due volte?

No, inserisci la somma dei lordi. L’IRPEF si calcola sul reddito complessivo e la rivalutazione sull’importo complessivo dei trattamenti, poi ripartita in proporzione tra le pensioni.

Il netto calcolato è diverso dal mio cedolino di questo mese: chi sbaglia?

Probabilmente nessuno. Il cedolino di un singolo mese può contenere conguagli IRPEF dell’anno precedente, rate di addizionali calcolate su un reddito diverso, detrazioni per familiari o altre trattenute. Confronta piuttosto il netto annuo del calcolatore con la Certificazione Unica.

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