Il recupero della quattordicesima e del bonus 154,94 euro sta comparendo da agosto 2026 nel cedolino di alcuni pensionati, che si trovano un accredito più basso del solito senza aver ricevuto tagli né riforme che li riguardino direttamente. La causa è una revoca INPS che riguarda un numero specifico e circoscritto di beneficiari, legata a un adempimento del 2025 mai completato.
L’INPS sta recuperando la quattordicesima e l’importo aggiuntivo di 154,94 euro erogati per il 2021 e il 2022 ai pensionati della Gestione privata che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi entro il 19 settembre 2025. La quattordicesima viene trattenuta in 24 rate mensili, il bonus 154,94 euro in 12 rate: la riduzione complessiva sul cedolino può arrivare fino a circa 40 euro al mese.
Indice
- Cosa è successo: la revoca spiegata
- Chi è coinvolto e perché proprio ora
- Tre esempi numerici di rateizzazione
- Come verificare se sei tra gli interessati
- Cosa fare se ritieni ci sia un errore
- Tabella riepilogativa del recupero
- Domande frequenti
Cosa è successo: la revoca spiegata
Ogni anno l’INPS eroga la quattordicesima mensilità e, per i redditi più bassi, un importo aggiuntivo di 154,94 euro in via provvisoria, calcolando il diritto sulla base dei redditi dichiarati nell’anno precedente. Quando il pensionato non presenta la dichiarazione dei redditi entro il termine previsto, l’Istituto non ha modo di verificare a consuntivo se quei requisiti reddituali erano realmente rispettati.
Per i redditi 2021, il termine ultimo per regolarizzare la propria posizione dichiarativa era il 19 settembre 2025. I pensionati della Gestione privata che non hanno provveduto entro quella data si sono visti revocare in modo definitivo sia la quattordicesima sia l’importo aggiuntivo erogati provvisoriamente per il 2021 e, di conseguenza, anche per il 2022, poiché l’anno successivo si basa sugli stessi dati mancanti.
Chi è coinvolto e perché proprio ora
La platea è più ristretta di quanto i titoli allarmistici possano far pensare: riguarda esclusivamente i pensionati della Gestione privata INPS che nel 2021 percepivano una pensione entro le soglie reddituali che danno diritto alla quattordicesima (circa 2 volte il trattamento minimo) e che non hanno mai trasmesso la dichiarazione dei redditi relativa a quell’anno, né tramite modello 730 né tramite Redditi Persone Fisiche, nei termini concessi anche dopo le proroghe. Chi ha regolarmente presentato la dichiarazione, anche in ritardo ma prima della scadenza del 19 settembre 2025, non è interessato dalla revoca.
L’Istituto ha inviato una comunicazione individuale via raccomandata a ciascun pensionato coinvolto, che riporta l’importo esatto revocato e il relativo piano di rateizzazione: è il documento di riferimento per verificare la propria posizione, più affidabile di qualsiasi stima generica.
Tre esempi numerici di rateizzazione
Un pensionato con una quattordicesima 2021 di circa 437 euro (fascia intermedia per chi ha tra 15 e 25 anni di contributi) e il bonus aggiuntivo di 154,94 euro si vede trattenere 437 diviso 24 rate, cioè circa 18,20 euro al mese sulla quattordicesima, più 154,94 diviso 12, cioè circa 12,91 euro al mese sul bonus: una riduzione complessiva di circa 31 euro al mese per un anno, poi di soli 18,20 euro al mese per il secondo anno residuo.
Un pensionato con quattordicesima più alta, circa 655 euro (oltre 25 anni di contributi), subisce una trattenuta di circa 27,30 euro al mese sulla sola quattordicesima; sommata al bonus 154,94 euro rateizzato, arriva a una riduzione di circa 40 euro al mese nei primi dodici mesi.
Chi invece aveva percepito solo il bonus aggiuntivo di 154,94 euro senza quattordicesima aggiuntiva (caso meno frequente, legato a specifiche combinazioni di reddito) vede una trattenuta isolata di circa 12,91 euro al mese per un anno, per poi tornare all’importo pieno del cedolino.
Come verificare se sei tra gli interessati
Il canale più diretto è il Cassetto previdenziale personale sul sito INPS, sezione comunicazioni, dove viene pubblicata la stessa lettera inviata per raccomandata con il dettaglio del recupero. In alternativa, il cedolino di agosto 2026 mostra già la trattenuta effettiva: confrontandolo con quello di luglio si può calcolare la differenza esatta e verificarla rispetto ai piani di rateizzazione standard (24 rate per la quattordicesima, 12 per il bonus).
Cosa fare se ritieni ci sia un errore
Chi ha effettivamente presentato la dichiarazione dei redditi 2021 entro i termini, ma riceve comunque la trattenuta per un disguido amministrativo, può presentare ricorso amministrativo all’INPS allegando la prova di trasmissione della dichiarazione (ricevuta telematica del modello 730 o Redditi PF, o attestazione del CAF/intermediario). È consigliabile muoversi rapidamente, perché il recupero prosegue automaticamente rata dopo rata fino a eventuale sospensione da parte dell’Istituto in caso di ricorso accolto.
Tabella riepilogativa del recupero
| Prestazione revocata | Numero rate | Trattenuta mensile tipica |
|---|---|---|
| Quattordicesima 2021-2022 | 24 rate mensili | Circa 18-27 euro (varia in base all’importo originario) |
| Importo aggiuntivo 154,94 euro | 12 rate mensili | Circa 12,91 euro |
| Totale (primi 12 mesi) | — | Fino a circa 40 euro al mese |
Domande frequenti
Perché la trattenuta riguarda anche il 2022 se il problema era la dichiarazione del 2021?
Perché l’importo erogato per il 2022 viene calcolato in via provvisoria sulla base della posizione reddituale già accertata (o mancante) per l’anno precedente: se manca il dato 2021, anche l’erogazione 2022 collegata perde la sua base di verifica e viene revocata a cascata.
Posso chiedere una rateizzazione più lunga per ridurre l’impatto mensile?
I piani da 24 e 12 rate sono già gli standard applicati dall’INPS per attenuare l’impatto rispetto a un recupero in unica soluzione; eventuali richieste di rateizzazione aggiuntiva vanno valutate caso per caso con l’Istituto in presenza di comprovata difficoltà economica.
La trattenuta si somma ai conguagli fiscali IRPEF di agosto?
Sì, per alcuni pensionati le due trattenute possono sovrapporsi nello stesso mese, poiché seguono logiche indipendenti: la revoca quattordicesima/bonus per omessa dichiarazione da un lato, i conguagli sul 730 relativo ai redditi 2025 dall’altro. Per il funzionamento ordinario della quattordicesima (importi e requisiti standard, non legati a questa revoca) vedi la nostra guida a tredicesima e quattordicesima 2026.
Cosa succede se non ho mai ricevuto la raccomandata INPS?
Vale comunque la comunicazione presente nel Cassetto previdenziale online, che ha lo stesso valore informativo: conviene controllarlo direttamente anziché attendere la sola posta cartacea, soprattutto se ci si è trasferiti di recente.

