La lettera di compliance dell’Agenzia delle Entrate sta arrivando in queste settimane a centinaia di migliaia di partite IVA e piccole imprese italiane, e per chi la riceve per la prima volta l’effetto è quasi sempre lo stesso: un misto di allarme e confusione, perché il linguaggio burocratico non chiarisce subito se si tratti di un controllo, una multa o un semplice avviso. La differenza, in realtà, cambia moltissimo cosa conviene fare nei giorni successivi.
La lettera di compliance non è un accertamento né una richiesta di pagamento immediata: è un invito a verificare spontaneamente eventuali anomalie nella dichiarazione dei redditi 2024, prima che scattino controlli più approfonditi. Chi riconosce l’errore può sanarlo con l’invio di una dichiarazione integrativa e sanzioni ridotte; chi ritiene la segnalazione infondata può fornire chiarimenti tramite il software ISA o il canale CIVIS.
Indice
- Cos’è davvero una lettera di compliance
- Chi la sta ricevendo in questa campagna
- La differenza con un accertamento vero e proprio
- Tre situazioni pratiche e come si risolvono
- I passaggi da seguire, in ordine
- Tabella: le due strade possibili
- Domande frequenti
Cos’è davvero una lettera di compliance
La lettera di compliance nasce da un incrocio automatico di dati: l’Agenzia delle Entrate confronta quanto dichiarato dal contribuente con le informazioni che riceve da altre fonti (sostituti d’imposta, banche, catasto, fatturazione elettronica) e segnala le discrepanze che emergono. Non è quindi un giudizio definitivo di irregolarità, ma un’anomalia statistica che il contribuente ha la possibilità di spiegare o correggere prima che il caso passi a un controllo formale.
Il tono della comunicazione è deliberatamente collaborativo: l’obiettivo dichiarato dall’Agenzia è ridurre il contenzioso tributario dando ai contribuenti la possibilità di regolarizzarsi spontaneamente, con vantaggi economici concreti rispetto a un accertamento subito dopo.
Chi la sta ricevendo in questa campagna
La campagna in corso nell’estate 2026 riguarda soprattutto lavoratori autonomi e piccole imprese, con segnalazioni relative alle dichiarazioni fiscali del periodo d’imposta 2024. La comunicazione arriva sia in forma cartacea, tramite posta ordinaria, sia digitale, direttamente nel Cassetto fiscale del contribuente: quest’ultimo canale è spesso il primo a essere aggiornato, quindi vale la pena controllarlo anche prima di ricevere l’eventuale lettera fisica.
La differenza con un accertamento vero e proprio
Un accertamento fiscale è un atto formale, motivato, che quantifica una pretesa tributaria e apre termini precisi per il pagamento o il ricorso. La lettera di compliance non ha nessuna di queste caratteristiche: non è impugnabile perché non produce effetti giuridici immediati, non ha un termine perentorio di risposta con conseguenze automatiche, e non comporta di per sé alcuna sanzione. Ignorarla, però, non è privo di conseguenze: se l’anomalia segnalata è reale e il contribuente non la sana, l’Agenzia può procedere successivamente con un controllo vero e proprio, dove le sanzioni piene sostituiscono quelle ridotte previste per la regolarizzazione spontanea.
Tre situazioni pratiche e come si risolvono
Un libero professionista scopre dalla lettera che alcune fatture elettroniche emesse nel 2024 non risultano nella dichiarazione dei redditi trasmessa: se l’omissione è confermata, la strada più conveniente è presentare una dichiarazione integrativa tramite il proprio intermediario, versando l’imposta dovuta più una sanzione ridotta tramite ravvedimento operoso, invece di attendere un accertamento con sanzione piena.
Una piccola impresa riceve una segnalazione per uno scostamento negli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) che ritiene ingiustificato, perché il calo di fatturato dipende da una causa documentabile (chiusura temporanea per lavori, perdita di un cliente principale): in questo caso la risposta corretta non è la dichiarazione integrativa, ma l’invio di chiarimenti tramite il Software Comunicazioni Anomalie ISA, allegando la documentazione che giustifica lo scostamento.
Un contribuente riceve la lettera ma, controllando la propria dichiarazione con l’aiuto del CAF che l’ha predisposta, verifica che il dato utilizzato dall’Agenzia era già stato corretto in una dichiarazione integrativa precedente non ancora recepita nei sistemi: qui la soluzione è contattare l’ufficio territoriale o il canale CIVIS allegando la ricevuta della correzione già effettuata, senza duplicare ulteriori invii.
I passaggi da seguire, in ordine
Il primo passo è sempre leggere con attenzione il codice dell’anomalia riportato nella lettera, che identifica in modo preciso il tipo di discrepanza rilevata: senza questo dato, qualunque valutazione successiva rischia di essere generica. Il secondo passo è recuperare la dichiarazione dei redditi originale e confrontarla riga per riga con quanto segnalato. Se l’errore è reale, il terzo passo è predisporre la dichiarazione integrativa con l’aiuto di un commercialista o CAF, versando quanto dovuto con il modello F24 e applicando le riduzioni del ravvedimento operoso. Se invece si ritiene la segnalazione infondata, il terzo passo diventa raccogliere la documentazione giustificativa e trasmetterla tramite il canale telematico indicato nella lettera stessa.
Tabella: le due strade possibili
| Situazione | Cosa fare | Canale |
|---|---|---|
| L’anomalia è reale, c’è un errore o un’omissione | Dichiarazione integrativa + versamento con ravvedimento operoso | Entratel/Fisconline, tramite intermediario |
| La segnalazione è infondata o già corretta | Invio di chiarimenti con documentazione | Software Comunicazioni Anomalie ISA o canale CIVIS |
Domande frequenti
Se ignoro la lettera di compliance, cosa succede esattamente?
Nessuna conseguenza automatica immediata, ma l’Agenzia può decidere di approfondire il caso con un controllo formale nei termini ordinari di accertamento (di norma cinque anni), dove le sanzioni applicate sono quelle piene, molto più alte di quelle ridotte disponibili con la regolarizzazione spontanea.
Devo per forza rivolgermi a un commercialista per rispondere?
Non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato se la propria dichiarazione era già stata predisposta da un professionista, perché ha accesso diretto ai dati trasmessi e può individuare rapidamente la causa dello scostamento segnalato.
La dichiarazione integrativa dopo una lettera di compliance costa di più di una integrativa normale?
No, si applicano le stesse riduzioni del ravvedimento operoso previste per qualunque regolarizzazione spontanea, purché non sia già stato notificato un atto di accertamento sullo stesso periodo d’imposta.
Posso ricevere più lettere di compliance nello stesso anno?
Sì, ogni lettera riguarda un’anomalia specifica su un periodo d’imposta specifico: è possibile ricevere comunicazioni distinte per anni diversi o per tipologie di anomalia diverse nello stesso anno.

