Il canone RAI 2026 è ancora una delle tasse più odiate dagli italiani — e anche una delle più fraintese. Chi deve pagarlo, chi può evitarlo legalmente e come funziona il meccanismo di esenzione sono domande che ogni anno finiscono nei motori di ricerca a milioni. Questa guida risponde a tutto, con le regole aggiornate a giugno 2026.
Il canone RAI 2026 costa €70 annui, addebitato in 10 rate nella bolletta dell’energia elettrica. Sono esenti gli over 75 con reddito sotto €8.000, chi non possiede TV, chi vive all’estero e chi ha più contratti luce nella stessa famiglia. La dichiarazione di esenzione va presentata entro il 31 gennaio per l’anno intero, o entro il 31 luglio per il secondo semestre.
Indice
- Quanto costa il canone RAI nel 2026
- Come si paga: le rate in bolletta
- Chi è esente dal canone RAI
- Come richiedere l’esenzione: guida pratica
- Scadenze da rispettare
- Cosa succede se non si paga o si dichiara il falso
- Domande frequenti
Quanto costa il canone RAI nel 2026
Il canone RAI per il 2026 è confermato a €70 annui. Si tratta della stessa cifra in vigore dal 2024, quando il governo tagliò l’importo dai precedenti €90. La riduzione era stata presentata come misura anti-inflazione, ma nei fatti la tassa esiste ancora e viene riscossa automaticamente sulla bolletta elettrica di chi ha un contratto di fornitura intestato.
Prima del 2016, il canone si pagava separatamente tramite bollettino postale, con un tasso di evasione stimato intorno al 27%. Da quando è stato agganciato alla bolletta della luce, la percentuale di evasori è crollata: oggi chi ha un contatore elettrico domestico intestato a proprio nome paga automaticamente, a meno che non abbia presentato una dichiarazione di esenzione valida.
Vale la pena chiarire subito un punto che genera confusione: il canone RAI non è legato all’abbonamento a RaiPlay o alla fruizione dei contenuti Rai in streaming. Si paga — o non si paga — in base al possesso di un apparecchio televisivo nel nucleo familiare, indipendentemente da come si guarda la TV.
Come si paga: le rate in bolletta
Il canone viene addebitato in 10 rate mensili da €7 ciascuna, distribuite da febbraio a novembre. Non c’è rata a dicembre e a gennaio: quei mesi sono usati per eventuali conguagli o rimborsi in caso di variazioni. L’addebito compare nella bolletta dell’energia elettrica con la voce “Canone RAI”.
Se il contratto di fornitura è cointestato tra due persone dello stesso nucleo familiare, il canone si paga una volta sola. In Italia vige il principio “un canone per famiglia”: non importa quante TV si possiedono o quante persone abitano nell’immobile, l’imposta è unica per abitazione.
Un caso frequente di doppio addebito riguarda chi ha più contratti elettrici intestati alla stessa persona — ad esempio la casa principale e una seconda casa. In questo caso si può richiedere il rimborso della rata pagata in eccesso, dimostrando all’Agenzia delle Entrate che i due immobili fanno parte dello stesso nucleo familiare.
Chi è esente dal canone RAI
Le categorie di persone che possono legalmente non pagare il canone sono ben definite dalla normativa. Non si tratta di scappatoie: sono esenzioni previste dalla legge, esercitabili solo a condizione di presentare la dichiarazione apposita nei tempi stabiliti.
Over 75 con reddito basso. I cittadini che hanno compiuto 75 anni entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento e che hanno un reddito proprio (escluso quello del coniuge) non superiore a €8.000 annui sono esenti in modo permanente, a condizione che nel loro nucleo familiare non convivano persone con reddito autonomo. Questa esenzione va rinnovata ogni anno tramite dichiarazione sostitutiva.
Chi non possiede apparecchi televisivi. Chi non ha in casa alcun televisore — né in salotto, né in camera, né in garage — può dichiarare la non detenzione. Attenzione: non vale per chi ha un monitor con sintonizzatore integrato, per chi possiede un televisore anche se non collegato all’antenna, né per chi ha un vecchio TV in cantina. La dichiarazione va resa sotto forma di autocertificazione, e l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli.
Diplomatici e militari stranieri. Le persone con status diplomatico e i militari di organizzazioni internazionali in servizio in Italia sono esclusi dal canone per legge, senza necessità di dichiarazione annuale.
Residenti all’estero. Chi ha trasferito la residenza fuori dall’Italia e ha rescisso o non ha mai stipulato un contratto di fornitura elettrica in Italia non è soggetto al canone. Se però mantiene un immobile in Italia con contratto luce attivo, il canone si applica normalmente.
Secondo contratto dello stesso nucleo. Come accennato sopra, se due contratti luce intestati alla stessa persona riguardano immobili dello stesso nucleo familiare, si paga un solo canone. Per il secondo contratto è necessario presentare la dichiarazione di esenzione specifica.
Come richiedere l’esenzione: guida pratica
La procedura è completamente digitale da ormai qualche anno. L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un modulo online che si compila e si invia direttamente dal sito ufficiale, senza bisogno di andare fisicamente allo sportello o spedire raccomandate — anche se quest’ultima opzione è ancora valida come alternativa.
Il percorso sul sito dell’Agenzia delle Entrate è il seguente: entrare con SPID o CIE, andare nella sezione “Canone RAI”, scegliere il tipo di dichiarazione (non detenzione TV, esenzione over 75, secondo contratto, ecc.) e completare il modulo. Il sistema invia una ricevuta di conferma via email. Questa ricevuta è importante: conservala, perché in caso di contestazioni è la prova della dichiarazione presentata.
In alternativa, è possibile inviare la dichiarazione tramite raccomandata A/R all’indirizzo: Agenzia delle Entrate — Direzione Provinciale I di Torino, Ufficio Canone RAI, Casella Postale 22, 10121 Torino. Il modulo cartaceo si scarica dal sito dell’Agenzia o si ritira agli sportelli.
Se si usa un CAF o un commercialista, questi possono trasmettere la dichiarazione per conto del contribuente tramite i canali telematici riservati agli intermediari fiscali.
Scadenze da rispettare
Le date contano: presentare la dichiarazione fuori tempo massimo significa che l’esenzione decorre dal semestre successivo, non dall’inizio dell’anno.
Entro il 31 gennaio: la dichiarazione presentata entro questa data vale per l’intero anno in corso (tutte e 10 le rate, da febbraio a novembre). È la scadenza da rispettare per chi vuole l’esenzione completa.
Entro il 30 giugno: la dichiarazione presentata entro questa data vale per il secondo semestre dell’anno, cioè per le rate da luglio a novembre (5 rate su 10). In pratica si paga il primo semestre e si è esenti dal secondo.
Dopo il 30 giugno: la dichiarazione presentata nella seconda metà dell’anno vale per l’anno successivo. Chi la presenta a settembre 2026, ad esempio, sarà esente solo dal febbraio 2027.
Per gli over 75, la dichiarazione va rinnovata entro il 31 gennaio di ogni anno. Non è automatica: se ci si dimentica, le rate ricominciano. Alcuni contribuenti si sono visti addebitare il canone per anni interi perché credevano che l’esenzione fosse permanente senza rinnovo.
Cosa succede se non si paga o si dichiara il falso
Il canone non pagato (quando dovuto) si accumula come debito fiscale e può portare a cartelle esattoriali con sanzioni e interessi. L’Agenzia delle Entrate incrocia i dati dell’anagrafe tributaria con quelli dei contratti di fornitura elettrica: chi risulta intestatario di un contratto luce e non ha presentato una valida dichiarazione di esenzione viene considerato soggetto al canone.
Più delicata è la situazione di chi presenta dichiarazioni false — ad esempio dichiarando la non detenzione di un televisore pur possedendone uno. Si tratta di dichiarazione mendace con conseguenze penali, oltre alla sanzione amministrativa. I controlli esistono: l’Agenzia può effettuare verifiche incrociate con i registri dell’acquisto di apparecchi elettronici o con sopralluoghi.
Se si ritiene di avere un diritto all’esenzione che non è stato riconosciuto, o se si ritiene di aver subito un addebito errato, è possibile presentare istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate entro 2 anni dall’addebito indebito.
Domande frequenti
Ho solo un PC e uso RaiPlay: devo pagare il canone?
No. Il canone è legato al possesso di un apparecchio televisivo tradizionale, non all’uso dello streaming. Se non hai una TV e accedi a RaiPlay solo da computer o smartphone, non sei soggetto al canone — a condizione che tu presenti la dichiarazione di non detenzione.
Ho una seconda casa: pago il canone due volte?
No, se entrambi gli immobili appartengono allo stesso nucleo familiare. Devi però presentare una dichiarazione apposita per il secondo contratto elettrico, altrimenti le rate vengono addebitate su entrambe le bollette.
Il canone RAI potrebbe aumentare nel 2027?
Non ci sono conferme ufficiali, ma l’importo è soggetto a revisione annuale. Negli anni passati è stato modificato più volte — salito a €100, poi ridotto a €90 e infine a €70. Tieni d’occhio la legge di bilancio autunnale per eventuali variazioni.
Sono inquilino in affitto: devo pagare io il canone?
Sì, se il contratto di fornitura elettrica è intestato a te. Se invece l’utenza è intestata al proprietario di casa, il canone compare sulla sua bolletta. In molti contratti di affitto è il proprietario a mantenere l’utenza a proprio nome: in quel caso è lui il soggetto passivo del canone, indipendentemente da chi abita l’immobile.
Ho già pagato il canone per errore: posso avere il rimborso?
Sì. Il rimborso si richiede all’Agenzia delle Entrate tramite il modulo disponibile online, documentando il diritto all’esenzione e l’importo già versato. I tempi medi di rimborso sono di qualche mese.

