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La festa della mamma non è sempre caduta nello stesso giorno. Ha una storia precisa, qualche coincidenza curiosa, e un significato che va ben oltre i fiori comprati all’ultimo momento.
C’è una domenica di maggio in cui i bar si riempiono di famiglie, i fiorai aprono prima del solito e i bambini arrivano a colazione con un disegno piegato in quattro. È la festa della mamma. Ma se qualcuno ti chiedesse perché proprio quel giorno, la risposta non è così ovvia come sembra.
La data cambia ogni anno. Non è fissa come Natale o il Capodanno. E questo, già di per sé, è una cosa strana per una ricorrenza così diffusa.
Quando cade la festa della mamma nel 2025
Nel 2025 la festa della mamma cade l’11 maggio. In Italia, come nella maggior parte d’Europa e negli Stati Uniti, si celebra la seconda domenica di maggio. Ogni anno la data si sposta, ma la logica rimane la stessa: sempre domenica, sempre nel mezzo del mese.
Perché la data cambia ogni anno
Non c’è un decreto che dice “12 maggio” o “8 maggio”. La ricorrenza è legata alla struttura del calendario settimanale: cade la seconda domenica di maggio, punto. Questo significa che può oscillare tra il 9 e il 13 maggio a seconda dell’anno.
La scelta della domenica non è casuale. Quando la festa è nata — negli Stati Uniti, nei primi anni del Novecento — la domenica era il giorno della famiglia per eccellenza. Quello in cui si tornava a casa, ci si sedeva a tavola insieme, si andava in chiesa. Aveva senso ancorarlo lì.
Chi ha inventato la festa della mamma
La storia ufficiale porta a Anna Jarvis, una donna americana della Virginia Occidentale. Sua madre, Ann Reeves Jarvis, era morta nel 1905. Due anni dopo, nel 1907, Anna organizzò una piccola cerimonia commemorativa nella chiesa metodista di Grafton, in suo onore.
L’idea piacque. Si diffuse velocemente. E nel 1914 il presidente Woodrow Wilson firmò una legge che istituiva la seconda domenica di maggio come festa nazionale dedicata alle madri.
Il dettaglio più ironico di tutta questa storia: Anna Jarvis finì per odiare quello che aveva creato. Guardò la festa trasformarsi in una macchina commerciale — cioccolatini confezionati, cartoline in serie, fiori venduti a prezzi gonfiati — e trascorse gli ultimi anni della sua vita a protestare contro la sua stessa invenzione. Morì nel 1948, senza figli, in una casa di cura. Qualcuno dice che le spese della struttura furono pagate in parte dai produttori di biglietti d’auguri che lei aveva combattuto per tutta la vita.
Come è arrivata in Italia
In Italia la festa della mamma ha radici più recenti e meno lineari. Una prima celebrazione ufficiale risale al 1956, promossa da Raul Zaccari, sindaco di Bordighera, che organizzò una giornata dedicata alle madri nella sua città. L’iniziativa ebbe eco nazionale e contribuì a diffondere la tradizione nel resto del paese.
Non esiste però una legge italiana che la istituisca come festa nazionale. È una ricorrenza culturale, non un giorno festivo. I negozi restano aperti, le scuole erano già chiuse per il weekend — e la domenica fa il resto.
Una ricorrenza simile, ma con origini e significati diversi, è la festa del papà: anche lì, storia, tradizione e date intrecciate in modo tutt’altro che ovvio.
Perché proprio maggio
Maggio ha un legame antico con il femminile e con la natura. Nell’antichità romana si celebrava Maia, dea della crescita e della fertilità, proprio in questo mese. In molte culture europee, maggio è il mese della fioritura, del risveglio, del rinnovamento.
Non è detto che chi ha scelto maggio pensasse esplicitamente a tutto questo. Ma il simbolismo funziona. Un mazzo di fiori a maggio ha più senso di uno a novembre.
C’è anche un collegamento con le antiche Hilaria, feste romane dedicate a Cibele — la grande madre degli dei — che cadevano in primavera. Il filo tra queste celebrazioni e la festa moderna è tenue, ma esiste.
Perché si festeggia la mamma e non altre figure familiari?
La domanda sembra ovvia, ma non lo è. In molte culture la madre occupa un posto simbolico che va oltre il rapporto biologico: è il primo legame, il primo linguaggio, la prima voce riconosciuta. Le neuroscienze confermano quello che molti intuiscono: il legame madre-figlio nei primissimi mesi di vita lascia tracce neurologiche profonde, legate alla regolazione emotiva e al senso di sicurezza.
La festa della mamma intercetta tutto questo. Non celebra solo una persona: celebra un’idea di cura, di presenza, di qualcosa che viene prima delle parole.
Quando è stata istituita ufficialmente la festa della mamma in altri paesi?
La risposta varia molto. Gli Stati Uniti sono stati i primi, nel 1914. Il Regno Unito aveva già una tradizione simile — la “Mothering Sunday” — che risale al XVI secolo, legata alla Chiesa anglicana. La Germania ha adottato la festa nel 1923. La Francia la celebra l’ultima domenica di maggio, non la seconda. Il Giappone segue il calendario americano.
In alcuni paesi la data è completamente diversa: in Etiopia si festeggia in autunno, con un festival di tre giorni chiamato Antrosht. In Thailandia coincide con il compleanno della regina madre.
Cosa regalare: qualche idea concreta
Il rischio è sempre lo stesso: il regalo dell’ultimo momento, comprato di corsa, che sembra pensato di corsa. Qualche direzione più utile.
Esperienze, non oggetti. Una cena, un weekend fuori, un corso di qualcosa che ha sempre voluto provare. Le cose si dimenticano; un pomeriggio in un posto nuovo, meno.
Qualcosa di fatto a mano. Vale soprattutto per i bambini, ma non solo. Una foto stampata, un album, una playlist. Il tempo investito si vede.
Un abbonamento o un servizio. Se legge molto, un abbonamento a un’app di audiolibri o a una rivista digitale. Se ama cucinare, un box di ingredienti selezionati. Regali che durano più di un giorno.
Fiori, sì — ma scelti. I fiori restano il regalo più diffuso, e non c’è niente di sbagliato in questo. La differenza la fa la scelta: non il mazzo standard dalla cassa del supermercato, ma qualcosa pensato. Le peonie fioriscono proprio a maggio. Le ortensie durano più a lungo delle rose recise.
In breve
La festa della mamma cade la seconda domenica di maggio — nel 2025 è l’11 maggio — e cambia data ogni anno proprio per questo. Nasce negli Stati Uniti grazie ad Anna Jarvis, che la vide poi trasformarsi in qualcosa di molto diverso da quello che aveva in mente. In Italia arriva negli anni Cinquanta, senza mai diventare una festa nazionale ufficiale. Maggio non è una scelta casuale: il mese ha un legame antico con la fertilità, la crescita, il femminile. E il regalo migliore, oggi come allora, resta quello a cui qualcuno ha dedicato un po’ di tempo in più.
